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Gino Bruni

Il mio blog

Automobilismo: Sanremo Storico e Rally delle Palme

La gara storica del Ponente Ligure (in programma nei primi quattro giorni di aprile) oltre che per l’Italiano ritorna a essere valida come prova del Campionato Europeo, che mancava da quattro edizioni.

Il percorso, tutto concentrato nella provincia di Imperia, sarà in gran parte rinnovato, andando a recuperare prove cronometrate classiche del passato, ma non più usate da parecchi anni.

Quando i motori delle vetture storiche si spegneranno a Sanremo, da Bordighera scatterà la 22^ edizione del Rally delle Palme.

Le novità stanno principalmente nel fatto che la gara sarà esclusivamente storica, cosa che non accadeva dal 2013 e che tornerà ad avere la validità per il Campionato Europeo Autostoriche, ritornando così nel grande circus continentale dal quale la gara ligure mancava dall’anno 2016.

Il percorso, di 145 chilometri, sarà suddiviso in tredici prove speciali, si svilupperà nei confini della provincia di Imperia.

Il 35° Sanremo Rally Storico aprirà i battenti mercoledì primo aprile con le verifiche sportive in tarda serata che proseguiranno anche nella mattinata successiva, cui farà seguito lo Shake Down, il test su strada chiusa con le vetture da gara.

Venerdì 3 e sabato 4 aprile saranno i giorni di gara con partenza e arrivo a Sanremo, premiazioni in pedana alle ore 14.00.

Come sempre accade dal lontano 1987, il Sanremo Rally Storico sarà seguito dalla 34^ edizione della Coppa dei Fiori, gara di regolarità a media valevole come prova di qualificazione per il Campionato Europeo di specialità e per il Campionato Italiano Regolarità a Media.

Per rendere ancora più intenso il fine settimana motoristico del Ponente Ligure, alle ore 14.30 di sabato 4 aprile da Bordighera scatterà la 22^ edizione del Rally delle Palme, gara che manca dal calendario dei rally italiani dal lontano 1998, che si svolgerà sulla distanza di otto prove speciali, per complessivi 68 km cronometrati.

Il rally sarà molto concentrato nel tempo e nello spazio con verifiche venerdì pomeriggio e sabato mattina. Partenza alle ore 14.30 e arrivo alle ore 20 di sabato a Bordighera.

Nello scorso anno il Sanremo Rally Storico fu vinto dall’equipaggio “Lucky ”- Pons (Lancia Delta HF Integrale).

Il rally Vigneti Monferrini cresce e diventa nazionale

Il 2020 segna una tappa importante nel cammino del VM Motor Team e del Rally Vigneti Monferrini, che per la terza edizione cresce e da Rallyday passa alla tipologia di gara nazionale. Ciò significa che il 14 e 15 marzo a Canelli, nella seconda gara del calendario piemontese 2020 si potranno vedere in azione le vetture R5. Ma le novità non finiscono qui; il chilometraggio delle prove speciali crescerà notevolmente, fino a sfiorare quota settanta, per un totale di otto tratti cronometrati.

La gara di Canelli, organizzata dal VM Motor Team con il supporto della Pro Loco e dell’amministrazione locale diventa “grande” e passa ad un format tutto nuovo, capace di richiamare piloti di prim’ordine su vetture della massima categoria, le più amate dal pubblico e senza dubbio le più spettacolari. Grazie all’estensione ENPEA voluta dagli organizzatori a Canelli si potranno vedere anche in azione gli equipaggi stranieri.
Il programma si aprirà ufficialmente giovedì 13 febbraio con l’apertura delle iscrizioni, che potranno essere inviate fino al 6 marzo.

La manifestazione entrerà poi nel vivo sabato 14 marzo, giornata che vedrà la città di Canelli pacificamente invasa dal popolo del Rally, che potrà contare su una logistica compatta ed interamente all’interno del centro. Le verifiche sportive troveranno spazio al Bar Torino, mentre le verifiche Tecniche si terranno al Centro Commerciale Il Castello. Nel primo pomeriggio i motori si accenderanno per lo Shakedown, il test con le vetture da gara, che si svolgerà su un tratto di strada raggiungibile comodamente a piedi dal centro città. Domenica 15 marzo si farà sul serio, con la gara che scatterà alle 8:31 da Piazza Cavour, che saluterà poi l’arrivo dei concorrenti e la premiazione a partire dalle 16:48.

Confermato il sodalizio con il Trofeo 600 Per un Sorriso, che ogni anno riunisce numerosi equipaggi provenienti da tutta Italia, pronti a sfidarsi sulle speciali canellesi a bordo della piccola di casa Fiat. L’iniziativa nata da un’idea di Mattia Casarone ha però come obiettivo primario quello della beneficenza ed anche per questa edizione gli organizzatori devolveranno interamente la somma raccolta durante il weekend di gara alle associazioni S.O.S. Diabete Asti e Associazione Amici dei Vigili del Fuoco di Canelli.

Moreno Voltan, che da ormai undici anni guida la manifestazione è raggiante e non vede l’ora di poter salutare i concorrenti: “Per noi tornare a Canelli è sempre un piacere. Abbiamo preso la gestione di questa gara quando era ancora un Rallysprint, poi siamo passati per la Ronde, il Rallyday ed ora arriviamo al Nazionale, un traguardo importante frutto del duro lavoro di questi anni con la Pro Loco ed il Comune. La gara sarà un grande spettacolo, avremo le top car proprio nel cuore di Canelli e le prove speciali della domenica sono pensate per far divertire i piloti ed il pubblico. Ci aspettiamo un buon riscontro dalle iscrizioni, stiamo lavorando sodo per regalare alla città un weekend indimenticabile”.

Nel 2019 a trionfare fu il biellese Omar Bergo, a bordo di una Renault Clio Super 1.6 con Alberto Brusati.

Autostrade: Georadar e Laser Scanner per monitorare lo stato delle gallerie autostradali in Italia.

I controlli di sicurezza nelle gallerie della rete di Autostrade per l’Italia si stanno svolgendo a pieno ritmo.

Le attività di verifica attualmente in corso riguardano 587 gallerie a livello nazionale (di cui 285 sul 1° Tronco – Genova di Autostrade per l’Italia) e sono effettuate secondo i migliori standard del settore e utilizzando le più avanzate tecnologie disponibili sul mercato.

Le ispezioni sono state pianificate partendo dalle gallerie più datate, realizzate prima degli anni 80, e costruite senza impermeabilizzazione.
Questa fase prevede una prima ispezione di tutti i fornici, usando piattaforme per esaminare nel dettaglio lo stato del calcestruzzo, verificare le canaline posizionate e l’ancoraggio degli impianti (come ventilatori, telecamere, portacavi, ecc.).

Sulla base dei primi riscontri effettuati, qualora necessario, saranno immediatamente effettuati gli interventi di ripristino. Le ispezioni e le verifiche preliminari di tutte le gallerie saranno concluse entro metà marzo 2020.
Per tutte le ispezioni sono effettuati rilievi in profondità attraverso anche l’utilizzo di tecnologie come il “Georadar” e il “Laser Scanner”.

La tecnologia Georadar, in particolare, consente di effettuare una rilevazione longitudinale delle condizioni della volta. Si tratta di una vera e propria radiografia della struttura, che individua eventuali difetti non visibili a occhio all’interno del calcestruzzo come, ad esempio, vuoti, discontinuità o la presenza di eventuali armature.

Il Georadar serve anche per individuare lo spessore reale del rivestimento in calcestruzzo.

Il Laser Scanner, invece, realizza una sorta di “tac” del fornice, in quanto permette di individuare con assoluta precisione la presenza di punti umidi, restituendo un’analisi tridimensionale dell’infrastruttura.

Una volta conclusa l’analisi di tipo strumentale e documentale, i tecnici procederanno a una nuova ispezione visiva e acustica delle gallerie, con percussione a mano del rivestimento.

Tutti i controlli effettuati, e i relativi interventi di manutenzione, consentiranno di attuare un radicale piano di ammodernamento.

Per limitare al massimo gli effetti sul traffico, tutti gli interventi sono organizzati prevalentemente durante l’orario notturno, interrompendo la viabilità dalle 22 alle 06, per riaprire al traffico durante le ore diurne. Con l’attività a pieno regime, ogni notte saranno circa 200 i tecnici impiegati contemporaneamente nelle diverse sessioni d’ispezione.
L’importo complessivo investito da ASPI solo per la realizzazione delle attività di sorveglianza delle gallerie è di circa 70 milioni di euro.

Auto elettriche, ibride e monopattini elettrici nel nuovo paniere Istat

Da quest’anno, auto elettriche, ibride e monopattini elettrici entrano a far parte dei prodotti che compongono il paniere Istat di riferimento per la rilevazione dei prezzi al consumo.

Rispetto allo scorso anno, il settore trasporti guadagna 0,5 punti percentuali: un segno di come la  mobilità stia cambiando e di come, i costi di uno dei principali protagonisti della nostra vita quotidiana, incidano sui bilanci delle famiglie italiane.

Secondo le statistiche ACI, nel 2019, le prime iscrizioni di autovetture ibride (benzina + elettrico o gasolio + elettrico) hanno registrato un incremento del 33%.

Le elettriche, invece, pur rappresentando ancora una motorizzazione di nicchia, sono più che raddoppiate: + 115%, da circa cinquemila a quasi undicimila.

Nel complesso, lo scorso anno, elettrico puro e ibrido hanno rappresentato il 5% del mercato italiano (erano il 3,7% nel 2018), con un incremento di 1,3 punti percentuali a scapito delle motorizzazioni tradizionali.

Il monopattino elettrico, infine, si sta diffondendo rapidamente in molte città italiane.

Milano Monza Motor Show: guida alla scelta dell’auto ideale.

Milano Monza Motor Show, in programma dal 18 al 21 giugno prossimo, sarà non solo il primo open air motor show interamente pensato e costruito attorno a una pista di Formula 1, l’Autodromo di Monza, ma anche la più grande area test drive messa a disposizione del pubblico.

Nel Tempio Italiano della Velocità saranno esposti tutti i modelli delle case automobilistiche di tutte le motorizzazioni. I visitatori potranno provare il meglio del mercato di auto.

Fino al 2030 l’Unione Europea ha fissato a 95 g di emissioni CO2 auto la soglia oltre la quale i
costruttori dovranno stare per non incorrere in sanzioni e l’area test drive dell’Autodromo di Monza sarà l’occasione per fare chiarezza sulle potenzialità di ciascun tipo di motorizzazione, guidando i visitatori a una scelta consapevole del modello che meglio si adatta ai bisogni di ciascuno.

L’area test drive di Milano Monza Motor Show presterà particolare attenzione ai grammi di CO2
emessi dal veicolo in prova, evidenziati dai due bolli esposti sulla portiera che indicheranno la
tipologia di motorizzazione e i grammi di emissioni CO2 auto di quel modello. Sarà facile identificare dagli adesivi sui modelli il tipo di motorizzazione, il suo grado di elettrificazione e i grammi di emissioni di CO2 auto dichiarati ufficialmente dai brand costruttori. Questo per spiegare ai potenziali acquirenti che l’evoluzione tecnologica trasforma tutte le motorizzazioni in possibili alleati della mobilità sostenibile, dai green per eccellenza come i modelli elettrici e ibridi plug-in, passando per la crescente elettrificazione dei motori benzina e diesel che li rende ancora più efficienti e sostenibili.

“Le case automobilistiche, commenta Andrea Levy, presidente Milano Monza Motor Show,  ci
aiuteranno a far capire al pubblico le differenti tecnologie e le caratteristiche di ciascuna, mostrando ai visitatori che gli ultimi modelli in gamma nel 2020 sono alleati della sostenibilità ambientale richiesta in primis dall’Unione Europea. Crediamo che faccia bene a tutto il sistema automotive, e anche all’ambiente, incentivare il rinnovamento del parco auto senza demonizzare nessuna motorizzazione, aiutando gli automobilisti a scegliere la tipologia di motore più adatta al proprio stile di vita”.

Il pubblico potrà provare i modelli messi a disposizione dalle case automobilistiche tutti i giorni, da giovedì 18  a  domenica 21 giugno, presso l’Autodromo di Monza.

I biglietti per visitare Milano Monza Motor Show sono già in vendita sul sito http://www.milanomonza.com e sul sito ufficiale di TicketOne.

Frenata del mercato auto a Gennaio

Inizia male il nuovo anno per il mercato Italiano delle autovetture. Crollo della domanda dei privati. Bene il noleggio, con tassi di crescita in doppia cifra sia nel segmento a breve termine sia in quello a lungo termine. In contrazione anche le società.

Secondo i dati diffusi dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, infatti, a Gennaio diminuisce del 5,9% la domanda di autovetture, con 155.528 unità immatricolate rispetto alle 165.271 dello stesso mese dello scorso anno, quando il mercato diminuì di più del 7%.

“In un quadro economico e geopolitico globale di grande incertezza, con ripercussioni negative sul nostro paese, come evidenziato dalla brutta partenza del mercato auto – ha commentato Michele Crisci, Presidente UNRAE, l’Associazione delle Case automobilistiche estere – l’ultima cosa di cui abbiamo bisogno è un insieme scoordinato di provvedimenti a livello comunale e regionale come quelli a cui abbiamo assistito e stiamo assistendo”.

“Iniziative prive di logica e senza alcun beneficio sulla qualità dell’aria, che hanno invece impattato e stanno impattando in termini gravemente negativi sui consumatori e sul mercato – continua il Presidente – con cancellazioni di ordini e ripensamenti da parte di acquirenti di auto diesel Euro 6, nuove e in linea con le più recenti normative in termini di emissioni”.

“Alla luce di quanto accaduto – continua Crisci – è sempre più evidente l’esigenza di un’azione di coordinamento e armonizzazione nazionale delle misure sulla mobilità e sulla circolazione delle auto. Urgenti appaiono inoltre misure di sostegno alla domanda con l’obiettivo di svecchiare l’attuale parco circolante, con effetti positivi in termini di maggiore sicurezza e minore impatto ambientale”.

“UNRAE auspica quindi – conclude Crisci – che il prossimo tavolo automotive convocato presso il Ministero dello Sviluppo Economico, costruendo su quanto fatto sinora, giunga velocemente all’adozione di misure allo scopo sopra citato e, contestualmente, affronti e definisca un piano nazionale strategico ed efficace atto a favorire lo sviluppo dell’infrastruttura di ricarica e rifornimento per le nuove tecnologie”.

Sul fronte delle alimentazioni si registra un nuovo calo a doppia cifra (-23%) delle immatricolazioni di vetture diesel. In calo anche il benzina (-3,0%)

Crescita dell’82% nel mese per le ibride. Molto positivo il risultato delle vendite di auto elettriche che archiviano un incremento a tripla cifra (+587%) con 1.900 unità e una quota dell’1,2%. Aumentano del 136% le vendite di autovetture alimentate a metano mentre si contraggono (-21%) quelle a Gpl.

Analizzando le aree geografiche, sono in evidenza la tenuta dell’area Nord Orientale (+0,9%) e il crollo delle Isole (-19%). Con tassi tra l’8% e il 10% si contraggono le altre aree.

Nel 2030 l’auto elettrica sorpasserà quella tradizionale.

Tra dieci anni le vendite globali di veicoli elettrici saranno il 51% del totale, più di quelle di veicoli a combustione interna. Un quarto del mercato sarà costituito da auto elettriche a batteria e ibride plug-in.  E’quello che è scritto nel Report BCG “Who Will Drive Electric Cars to the Tipping Point”:

Le vendite di veicoli elettrici crescono più velocemente del previsto: arriveranno a un terzo del mercato mondiale dell’auto entro il 2025 e toccheranno il 51% entro il 2030, quando supereranno quelle di veicoli alimentati da motori a combustione interna. Lo evidenzia il report di Boston Consulting Group “Who Will Drive Electric Cars to the Tipping Point?” che ha corretto al rialzo le precedenti stime del 2017 (secondo cui l’elettrico avrebbe raggiunto un quarto del mercato entro il 2025 per restare sotto il 50% entro il 2030). Un’accelerazione dovuta al sostegno degli incentivi statali, alle regolamentazioni sempre più severe sulle emissioni che spingono i produttori a concentrarsi sull’elettrico, ma anche alla sensibile diminuzione dei costi delle batterie e all’aumento della soddisfazione dei consumatori.

Mentre nel 2030 la quota di mercato del diesel è destinata a contrarsi dal 14% del 2019 al 4% e quella della benzina dal 78% del 2019 passerà al 44%, il futuro dell’automobile guarda all’elettrico. Secondo BCG, il mix delle diverse tipologie – tra veicoli a batteria elettrica BEV (battery electric vehicle), ibridi elettrici plug-in PHEV (plug-in hybrid electric vehicle), ibridi completi HEV (hybrid electric vehicle) e ibridi leggeri MHEV (mild hybrid electricvehicle) – varierà a seconda dei mercati. Tra dieci anni ben un quarto del mercato mondiale dell’auto sarà costituito da elettrici a batteria BEV (18%) e ibridi plug-in PHEV (6%), le due tipologie in maggiore crescita, che accelereranno nella seconda metà del prossimo decennio. Il calo dei prezzi delle batterie porterà a un punto di non ritorno il costo totale di possesso (TCO) a cinque anni di un’auto BEV nel 2022 o 2023 (a seconda della regione e alle dimensioni dell’auto) e una spinta verrà anche da taxi e servizi di trasporto passeggeri. La crescita delle vendite di PHEV sarà più lenta, ma sostenuta dai produttori e dagli incentivi.

Anche l’interesse dei consumatori per l’elettrico sta crescendo rapidamente: nel 2018 i sondaggi statunitensi mostrano quasi il 40% in più di persone interessate a un veicolo PHEV e il 20% in più a un BEV rispetto al 2010, mentre il 70% dei proprietari di veicoli elettrici intende acquistarne di nuovi. In questo scenario, l’industria può guardare in modo più strutturato al futuro: i primi ventinove produttori OEM (Original Equipment Manufacturer) prevedono di investire oltre 300 miliardi di dollari nei prossimi dieci anni per la produzione di veicoli elettrici ed entro il 2025 dovrebbero essere lanciati circa 400 nuovi modelli. Entro il 2023, sarà il mercato a guidare le vendite dell’elettrico, fino ad allora per mantenere lo slancio serve una spinta pubblico-privato, sostenuta da incentivi e normative ad hoc.

La diffusione di auto elettriche contribuirà a ridurre la quantità di gas serra. Seppure diversi studi abbiano dimostrato che, a seconda della regione di produzione del veicolo e delle dimensioni della batteria, la produzione di un veicolo BEV può generare più emissioni di CO2 rispetto a quella di un veicolo a combustione interna ICE, una volta in funzione gli elettrici garantiscono migliori emissioni nel ciclo completo well-to-wheel. E l’impatto positivo globale è destinato ad aumentare nel prossimo decennio con l’aumento della percentuale di energia prodotta da fonti rinnovabili.

Per queste ragioni, l’accelerazione dei veicoli elettrici ha implicazioni importanti per tutti gli stakeholder e per l’intero pianeta. Gli Original Equipment Manufacturer e i fornitori dovranno investire in nuove tecnologie, capacità e modelli di business. I governi e le autorità di regolamentazione dovranno valutare con attenzione come l’elettrificazione dei veicoli cambierà i requisiti di trasporto e come possono contribuire a questa evoluzione attraverso politiche e normative adeguate.

ETSC – European Transport Safety Council: pedoni e ciclisti

Nel 2018, pedoni e ciclisti – i cosiddetti “utenti vulnerabili” – hanno rappresentato il 29% del totale delle vittime di incidenti stradali in Europa e il 25% in Italia. Tra 2010 e 2018, sulle strade europee sono morti 51.300 pedoni e 19.450 ciclisti.

Sono i dati salienti che emergono dal rapporto ETSC (European Transport Safety Council: Consiglio Europeo della Sicurezza dei Trasporti), che sottolinea come, nel periodo 2010-2018, i decessi tra i ciclisti abbiano subito una riduzione annua dello 0,4%: riduzione ben otto volte inferiore rispetto a quella degli occupanti di veicoli a motore (- 3,1%).

Secondo l’ETSC, si tratta di dati, molto probabilmente, sottostimati. Non sempre, infatti, decessi e lesioni gravi di ciclisti e pedoni vengono registrati nelle statistiche in maniera corretta.

In Italia, nel 2018 (ultimo dato disponibile), hanno perso la vita 612 pedoni (-1,4%, ma in aumento negli ultimi 2 anni) e 219 ciclisti (-17,3%, a fronte di una diminuzione media pari a -19%): nello stesso periodo, i decessi a bordo di autovetture sono diminuiti del 21,9%.

Nel nostro Paese, nel 2018, i pedoni “over 65” deceduti in incidenti stradali sono stati 364  (59,5% del totale); 112, invece, quelli in bicicletta (51,1% del totale).

Anche in UE, la metà delle vittime tra gli utenti vulnerabili aveva più di 65 anni.

La maggior parte degli investimenti dei pedoni avviene dopo le ore 18, momento in cui la visibilità, per alcuni mesi dell’anno, è inferiore.

Secondo il rapporto ETSC, il crescente uso della bicicletta nei centri urbani, impone a Governi, Autorità locali e produttori di autoveicoli di investire maggiormente nelle misure di protezione degli utenti vulnerabili. Il rapporto suggerisce, inoltre, che la pianificazione urbana, soprattutto nei centri medio -piccoli, privilegi la possibilità di muoversi a piedi, in bicicletta e con mezzi di trasporto pubblico piuttosto che con auto private, e consiglia l’istituzione di ‘Zone 30’ nelle aree altamente frequentate da pedoni e ciclisti.

Secondo Angelo Sticchi Damiani, presidente dell’ACI, “La sicurezza stradale è frutto, soprattutto, della convivenza civile tra i diversi utenti della strada”, convivenza – ha spiegato – “che si raggiunge soltanto se tutti rispettiamo le regole del Codice della Strada, noi stessi e gli altri”.

“Per quanto riguarda, in particolare, pedoni e ciclisti – ha aggiunto il Presidente dell’ACI – un fondamentale elemento di sicurezza è rendersi il più possibile ‘visibili’, soprattutto nel buio e in condizioni di scarsa visuale, con accorgimenti che devono riguardare sia l’abbigliamento che le biciclette”.

“È fondamentale, infine – ha concluso Sticchi Damiani – un’attenta pianificazione delle strade e degli spazi urbani, che deve tenere conto della presenza degli utenti vulnerabili e, tra essi, delle fasce più deboli: bambini, anziani e disabili”.

TomTom Traffic Index 2019

Traffico globale in crescita, Bangalore incoronata come “la città più trafficata al mondo”.

 TomTom lo specialista delle tecnologie di localizzazione, ha annunciato i risultati del TomTom Traffic Index, un report dettagliato sulla situazione del traffico in 416 città in cinquantasette nazioni.

Bangalore in India si aggiudica il podio e i suoi autisti si aspettano di passare in media più del 71% percento di tempo in più bloccati nel traffico.

Nella classifica globale ci sono la capitale delle Filippine Manila (71%); Bogotà in Colombia (68%); la città più trafficata dello scorso anno, Mumbai (65%); e Pune, altra città in India (59%) – che fanno così la top cinque delle città più trafficate al mondo.

L’area metropolitana di Mosca è la peggiore in Europa (59%) con Istanbul poco dopo (55%). La Top cinque europea è poi composta da Kiev (53%), Bucharest (52%) e San Pietroburgo (49%).

Parigi (39%), Roma (38%) e Londra (38%) sono, rispettivamente, al 14°, 15° e 17°.posto.

Le città più congestionate del Nord America sono Los Angeles (42%), New York (37%), San Francisco (36%), San Jose (33%) e Seattle (31%).

 La congestione del traffico è aumentata a livello globale nell’ultimo decennio e 239 città (57%) del centro abitato incluse nel nuovo studio hanno registrato un aumento del livello di congestione tra il 2018 e il 2019, con solo sessantatré metropoli che mostrano diminuzioni misurabili.

Quest’aumento globale della congestione, nonostante sia da un lato indicatore di una forte economia, costa anche miliardi.

Ralf-Peter Schäfer, di Traffic Information in TomTom, ha commentato: “A livello globale, c’è ancora molta strada da percorrere prima che i livelli di congestione siano controllati. Col tempo, l’ascesa di veicoli autonomi e servizi di car sharing contribuirà ad alleviare la situazione ma urbanisti e politici non possono permettersi di sedersi e aspettare. È necessario utilizzare tutti gli strumenti a disposizione per analizzare i livelli di traffico e gli impatti, in modo da poter prendere decisioni critiche sull’infrastruttura. E anche i conducenti hanno un ruolo da svolgere: piccoli cambiamenti nei comportamenti di guida possono fare una grande differenza.”.

Per quanto riguarda Genova dallo studio risulta che nel 2019 il giorno con il traffico maggiore è stato venerdì 22 novembre. L’ora di punta più critica è stata dalle 8 alle 9 del giovedì.

 Il livello di congestione è stato del 30% con un -1 rispetto al 2018.

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