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Gino Bruni

Il mio blog

Alpine A110 Rally: il ritorno della leggenda.

Oggi al Monza Rally Show la presentazione della Alpine A110 rally.

La storia di Alpine è fatta di grandi successi sportivi che ne hanno costruito un vero il mito delle macchine da corsa.

 1973-1978

In particolare sono due le date rimaste nel cuore degli appassionati di Rally. La prima è il 1973, un anno storico per Alpine che, due anni dopo la vittoria al Rally di Montecarlo, divenne il primo costruttore Campione del Mondo di rally arrivando davanti a case automobilistiche storiche come Porsche, Lancia e Ford. Anche negli anni seguenti, nonostante le politiche di austerità causate dalla crisi petrolifera, Alpine collezionò vittorie storiche: in particolare è rimasta negli annali la vittoria dell’Alpine- Renault A442 alla 24 Ore di Le Mans nel 1978.

 ALPINE, il ritorno della leggenda

A 65 anni dalla sua nascita, la rinascita di Alpine si completa con il ritorno ufficiale nel mondo dei Rally.

In sinergia con SIGNATECH, l’A110 si veste per i rally, non solo nel vestito ma anche nelle soluzioni tecnologiche che presenta, per debuttare nelle competizioni e nel Campionato del Mondo Rally, che la incoronò nel 1973, e che oggi è stata presentata in anteprima mondiale al MONZA RALLY SHOW.

Ripercorriamo le date del ritorno di Alpine.

 2017

Nel 2017 rinasce l’A110 e il lancio commerciale della Première Edition è un successo globale, venduta in soli 1955 esemplari in 5 giorni.

Il DNA sportivo di Alpine rinasce anche grazie alla partnership con Signatech, che nel 2017 sviluppa l’A110 CUP per il Campionato monomarca Europeo.

 2018 – 2019

Nel 2018 Alpine commercializza la Pure e la Légende, due versioni con profonde differenze.

La Pure è il modello dell’A110 più incentrata sulla leggerezza e sulla maneggevolezza, quella più vicina per suo spirito all’originale alla famosa A110 Berlinette che ha vinto il Rally di Montecarlo nel 1973.

Più elegante e con caratteristiche da vera granturismo la Légende, con interni in pelle, sedili regolabili e dettagli chic. Il cuore è il motore biturbo 1.8 litri a quattro cilindri, che eroga una potenza massima di 252 cavalli, capace di performance da brivido, grazie alle sospensioni a doppio triangolo che garantiscono ad ogni versione della A110 tutta l’aerodinamica e la reattività che si richiede a un’Alpine.

Nel 2018 Signatech, sviluppa inoltre la nuova auto da corsa GT4, la massima espressione della straordinaria agilità della A110 per una performance da circuito.

Insieme alla A110 CUP, si attesta come la seconda versione da corsa della A110. Con l’A110 GT4, che vanta una maggiore potenza del motore e migliore deportanza aerodinamica rispetto alla A110 CUP, Alpine è tornata in pista contro i più prestigiosi costruttori del mondo.

 Alpine A110 Rally

Nel 2019 entra a far parte della famiglia l’Alpine A110S. La sua sportività e il suo stile deciso la posizionano al top della gamma A110.

L’A110S si distingue dalle altre versioni per una potenza più elevata, i cavalli diventano 292 ed un peso di 1.114kg, con una configurazione specifica del suo telaio cup, oltre gli elementi di design specifici e raffinati.

Sempre nel 2019, grazie alle indicazioni ed all’esperienza avuta dalla progettazione e realizzazione della A110 GT4, il Team Signatech mette a punto, la versione rally dell’Alpine A110, riprendendo il telaio in alluminio leggero e agile delle Alpine derivato dal modello di serie.   Il telaio della Alpine A110 Rally è stato ulteriormente modificato per rispondere a tutte le specificità delle sue applicazioni. Tra queste, l’introduzione di sospensioni a tre vie con finecorsa idraulici, di un nuovo impianto frenante Brembo e di dispositivi di sicurezza tipici della disciplina come il roll-bar integrale omologata FIA e i sedili sportivi con cintura a sei punti.

Associato alla trasmissione sequenziale a sei rapporti (più retromarcia) e al differenziale a slittamento limitato, il motore 4 cilindri turbo da 1,8 litri proveniente dai modelli di serie è stato a sua volta soggetto a un trattamento apposito per renderlo adatto ai rally. Oltre all’intervento sulla curva della coppia, anche la potenza è stata portata a più di 300 CV.

L’Alpine A110 Rally ha subito un intenso programma di test, in particolare con Emmanuel Guigou, più volte Campione di Francia su due ruote motrici, e Laurent Pellier, Campione di Francia Junior nel 2015. È stata messa a punto per provare l’affidabilità del modello e stabilire i settaggi di base. In modo da sfruttare tutto il suo potenziale con efficacia e piacere di guida massimo.

Signatech e Alpine hanno ottenuto l’omologazione FIA R-GT, e ha dato il via alla commercializzazione e alla successiva consegna delle prime unità dell’Alpine A110 Rally che sarà ad inizio 2020, data programmata per il suo esordio nel mondo delle competizioni.

Il prezzo della A110 Rally è di 150.000 euro.

«Questo ritorno ai rally è molto atteso, visto che Alpine ha scritto la storia della disciplina diventando il primo costruttore Campione del Mondo nel 1973”. Ha dichiarato Régis Fricotté, Direttore Commerciale e Competizione d’Alpine.

«È un grande onore –  ha commentato, invece,  Philippe Sinault, Direttore di Signatech –  essere stati scelti per un progetto tanto esaltante come il ritorno di Alpine nelle prove speciali del rally. Tutto il nostro know-how è stato attivato e chiamato a rispondere al capitolato della marca e le prime prove si sono rivelate estremamente positive. L’Alpine A110 Rally dimostra vere qualità nei rally pur essendo un’auto nata per il “piacere” che offre prestazioni senza compromessi. L’esperienza di Manu Guigou e Laurent Pellier ci è preziosa in questa fase di sviluppo e ci teniamo a ringraziare Renault Sport Racing per la sua competenza e il Team FJ per il supporto sugli aspetti logistici associati alle prove. Ci resta ancora molto lavoro da fare prima di realizzare le prime auto, ma questa prima apparizione pubblica segna una nuova tappa di questa appassionante sfida».

Auto storiche: i dieci anni di Terre di Canossa

Lavori in corso in attesa della decima edizione del Terre di Canossa in programma dal 16 al 19 aprile 2020.

Una gara di regolarità classica internazionale, con prove a cronometro e di media, lungo un percorso di circa 650 km per vetture storiche costruite dal 1919 al 1976, con una classifica speciale dedicata alle auto anteguerra, la “Pre-War Cup”.

La gara partirà da Salsomaggiore Terme con la serata di gala nel Castello di Tabiano, costruito dalla famiglia Pallavicino nel X Secolo.
Venerdì la carovana di auto storiche toccherà le Cinque Terre e il meraviglioso borgo marinaro di Lerici, fino a terminare la giornata a Forte dei Marmi.
Il Sabato i partecipanti si dirigeranno verso il Circuito del Montenero, che ospitò il GranPremio d’Italia nel 1937.
Domenica l’arrivo a Quattro Castella presso il Castello di Bianello, dove il 28 Febbraio del 1077 l’Imperatore Enrico IV incontrò Papa Gregorio VII per chiedere il suo perdono.

La manifestazione si terminerà con il beach party a Forte dei Marmi.

Questo il programma

Giovedì 16 Aprile: Salsomaggiore Terme – Accredito e Verifiche sportive e tecniche;

Castello di Tabiano – Briefing Piloti (obbligatorio)

Venerdì 17 Aprile: Salsomaggiore Terme – Presentazione delle vetture al pubblico

Partenza della prima tappa in direzione Cinque Terre, Lerici e Forte dei Marmi

Arrivo di tappa: Forte dei Marmi

Sabato 18 Aprile: Forte dei Marmi

Partenza della seconda tappa verso Lucca, Livorno e il circuito del Montenero

Forte dei Marmi – Arrivo di tappa

Domenica 19 Aprile

Forte dei Marmi

Partenza della terza tappa verso Reggio Emilia, attraverso le Alpi Apuane.

Reggio Emilia: Arrivo finale a Quattro Castella e Trofeo Tricolore

Incidenti autobus e mezzi pesanti in Liguria

Gli autobus coinvolti in un incidente stradale in Liguria nel 2018 sono stati 491, con un aumento del 25,3% rispetto al 201. Gli autocarri pesanti (incluse le motrici) coinvolti in un incidente stradale, sempre nel 2018, sono stati 1.037, con un aumento del 4% rispetto al 2014.

Questi dati emergono da un’elaborazione del Centro Ricerche Continental Autocarro sulla base dei dati resi noti da Istat.

Dall’elaborazione è possibile stilare la graduatoria dei dati a livello provinciale.

In Liguria nel comparto degli autobus vi è una sola provincia che presenta dati in calo (Savona, -33,3%), mentre nelle restanti province si registra un aumento: Imperia +77,8%, Genova +28,8%, La Spezia +10,5%. Anche nel comparto degli autocarri l’unica provincia che registra una diminuzione è Savona (-14,7%). In tutte le altre province liguri i dati sono in aumento: si va dal +4,4% di Genova al +20,9% di Imperia fino al +29,1% di La Spezia.

A livello nazionale gli autobus coinvolti in un incidente stradale nel nostro Paese nel 2018 sono stati 2.397, con un calo del 4,5% rispetto al 2014. Gli autocarri pesanti (incluse le motrici) coinvolti in un incidente stradale, sempre nel 2018, sono stati 21.029, con una diminuzione dell’1,5% rispetto al 2014.

“I dati mostrano un miglioramento – sottolinea Enrico Moncada, Business Unit Truck Replacement and OriginalEquipment Manager Continental Italia – ma è indispensabile continuare sulla strada intrapresa. C’è ancora molto lavoro da fare e gli incidenti si devono ulteriormente ridurre. Per questo Continental investe e sviluppa tecnologie di supporto alla guida che hanno sempre più un ruolo chiave nell’evitare incidenti. Vogliamo investire anche nella formazione e nella sensibilizzazione degli autisti e delle flotte che devono curare in particolare gli aspetti legati alla manutenzione dei mezzi. Per parlare del nostro business, il monitoraggio degli pneumatici è un aspetto essenziale per la sicurezza di marcia e anche per l’efficienza e la riduzione dei costi e delle emissioni inquinanti.”

La stagione agonistica 2019 di Roberto Malvasio

Il cinquantaduenne pilota di Ronco Scrivia ha terminato la stagione gareggiando sulle più prestigiose cronoscalate italiane e raggiungendo il suo obiettivo: la vittoria assoluta nella classe RSTB 1.6 Plus nell’ambito del Trofeo Italiano Velocità in Montagna Nord.

“E’ stata veramente una grande soddisfazione – dichiara il portacolori della scuderia Winners Rally Team – perché è arrivata a conclusione di un impegno difficile, che mi ha portato a correre dal Nord al Sud della penisola, sempre contro avversari tecnicamente molto qualificati.

E’ stata una stagione soddisfacente e importante  – prosegue Malvasio – perché, al di là del titolo conquistato, gara dopo gara ho aumentato la conoscenza della mia vettura, la Mini John Cooper Works in configurazione Racing Start Plus, un mezzo molto performante con cui, però, occorre avere molto feeling per poter provare a mettere a segno risultati importanti. E questo percorso di crescita si è rivelato determinante ai fini del successo ottenuto”.

Otto, complessivamente, le cronoscalate disputate nel 2019 da Roberto Malvasio. A queste vanno aggiunte altre tre gare di spessore – i Rally Circuit di Franciacorta e Castelletto di Branduzzo e lo Slalom Mignanego – Giovi, la sua “gara di casa” – che si sono tradotte in esperienze importanti.

“I due rally in pista  – rileva ancora Roberto Malvasio – li ho disputati al volante della 124 Abarth Rally, un mezzo molto performante che avevo portato al debutto assoluto negli slalom in salita ai “Giovi” nel 2017. Ed anche nel 2019 ho avuto la possibilità di correre sui Giovi con una vettura “top”, la Skoda Fabia, il mezzo adesso più vittorioso nei rally: è stata un’esperienza unica che mi ha divertito molto e mi ha lasciato un rimpianto, quello di non aver potuto rischiare un po’ di più per le avverse condizioni meteo”.

Automobilismo: un 2020 ricco di novità per lo Sport Rally Team.

Un 2020 ricco di novità per lo Sport Rally Team di Piero Capello & C.

Per il Team di Carmagnola si prepara a una nuova stagione agonistica ricca di novità.

L’avventura inizierà, il 2 e 3 maggio, data in cui si disputeranno, sempre a Dronero (Cn) sia il 26° Rally Valli Cuneesi, valido anche quest’anno come gara di apertura della Coppa Rally di Zona (coeff. 1,5), sia il 13° Rally Storico del Cuneese, valido per il TRZ, Trofeo Rally di Zona.

La stagione 2020 avrà poi un altro evento agonistico, grande novità per l’organizzazione. Debutta, infatti, a Bagnolo Piemonte (Cn) la Cronoscalata del Montoso, gara di velocità in salita riservata a vetture moderne, con auto storiche al seguito. A calendario per il 20 settembre, per un gioco di concomitanze sullo scenario nazionale potrebbe essere anticipata al 9 agosto.

Mesi estivi intensi per patron Capello e compagni, che saranno inoltre impegnati nell’organizzazione di ben tre raduni: il 6 e 7 giugno, seconda edizione del Raduno dinamico di vetture Supercar moderne e storiche a Borgio Verezzi – Pietra Ligure (Savona). Seguiranno poi il 21 giugno un esordio, il 1° Raduno dinamico per vetture storiche e moderne – supercar “Alle Sorgenti del Po” fra Carmagnola e Crissolo (Pian Regina); e il 18 e 19 luglio, con “Isole Borromee Stresa Lago Maggiore”, altro Raduno dinamico per vetture storiche e moderne – supercar.

Lo Sport Rally Team è in fase di limatura dei dettagli. “Abbiamo preferito lavorare d’anticipo – spiega Piero Capello – e la scelta ha pagato .Sulle future prove speciali, è nevicato e  le strade rischiavamo di non essere accessibili per i molti necessari sopralluoghi preliminari”.

Automobilismo: Racing for Genova Team in pista

Per la Scuderia genovese, in Piemonte, al Rally di Castiglione Torinese, ha vinto la sfortuna. L’equipaggio formato da Francesco Aragno e Andrea Segir, in gara con la Renault Clio Super 1600 si è fermata dopo quattro prove cronometrate per un problema ai freni che l’assistenza non è riuscita a risolvere. Al momento del ritiro, i portacolori della scuderia Racing for Genova Team occupavano l’undicesima posizione assoluta.

In questo fine settimana la scuderia diretta da Raffaele Caliro sarà impegnata sulla Pista di Sarno nell’Avon Super Master con il genovese Giacomo Gozzi e la sua fiammante Radical SR4. L’evento campano, promosso dall’AutoSport Sorrento per celebrare la distribuzione esclusiva per l’Italia delle gomme Avon, si articolerà su tre giornate e sarà riservato esclusivamente ai clienti del marchio britannico. In programma anche un rally in notturna e una super sfida finale con mezzi identici. Prevista la partecipazione di tanti top driver: Giacomo Gozzi (nella foto) sarà al via nelle giornate di sabato e domenica.

Automotoclub Storico Italiano e Automobile Club d’Italia ai ferri corti.

Nel corso della 74^ Conferenza del Traffico e della Circolazione che si è svolta a Roma, il presidente dell’Automobile Club Italia, Angelo Sticchi Damiani, ha esternato pubblicamente – e al cospetto del Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte e della Ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti Paola De Micheli – alcune dichiarazioni che per l’Automotoclub Storico Italiano non sono assolutamente condivisibili.

“Il Certificato di Rilevanza Storica – ha detto Sticchi Damiani – viene rilasciato da un’associazione privata di cui non sappiamo nulla, nulla, nulla, e viene applicato sulla carta di circolazione. Per me un documento dello Stato non può essere imbrattato con delle cose che non sappiamo come, a che costo e con che sistemi sono state definite. Questo non è serio.”

Il riferimento va ovviamente all’ASI, principale associazione che, insieme alla Federazione Motociclistica Italiana ed ai Registri Storici Fiat, Lancia e Alfa Romeo, è riconosciuta dallo Stato (art. 60 del Codice della Strada e Decreto Ministeriale del 17/12/2009) come ente certificatore. Questi enti operano applicando le normative previste dallo Stato.

“Sticchi Damiani – evidenzia Alberto Scuro, presidente di Automotoclub Storico Italiano – ha anche dichiarato che tutti gli attori del motorismo storico tranne ASI sarebbero d’accordo sulla necessità di stilare una lista di veicoli che a parità di anzianità e grado di conservazione avrebbero la possibilità di essere tutelati come storici. Con tale lista lo Stato aiuterebbe chi possiede veicoli costosi ed esclusivi e non chi vuole conservare, osservando le specifiche normative previste, veicoli più diffusi e di minor valore, ma che hanno comunque segnato la storia del nostro Paese e delle nostre famiglie. Quattro dei cinque enti certificatori nazionali sono contrari a stilare la lista proposta da ACI, che non trova riscontro né nelle direttive europee né nelle indicazioni della Federazione internazionale dei veicoli storici (FIVA), né nelle normative di altri paesi europei.”

Anche altri concetti espressi da Sticchi Damiani non sono condivisibili da ASI.

“I veicoli vecchi in Italia sono moltissimi – sottolinea Alberto Scuro – ma quelli storici pochissimi e se si vuole tutelare quello che è un vero e proprio patrimonio nazionale non si deve far confusione tra loro: i veicoli che alla Motorizzazione risultano circolanti sono 56 milioni, quelli ultraventennali 12 milioni. Quelli storici con oltre vent’anni sono 400.000 circa. Numeri completamente diversi da quelli dei veicoli vecchi e che si commentano da soli. Inoltre, tutti questi veicoli storici hanno mediamente percorrenze annue bassissime. Il mancato rinnovamento del parco auto italiano non è quindi legato ai veicoli storici che lo Stato tutela, ma a problemi ben diversi.”

Anche i dati sul costo della tutela fiscale dei veicoli storici reintrodotta nel 2019 (con la tassa di possesso al 50%) non risultano quelli esposti da Sticchi Damiani (7 milioni di euro per quest’anno e addirittura 25 milioni per il 2020) che non ha minimamente accennato alle maggiori entrate che derivano allo Stato da questa tutela.

“Il fatto poi – dice ancora il presidente dell’ASI Scuro – che attività di interesse pubblico non possono essere delegate a privati, come ancora ha espresso Sticchi Damiani, mi sembra una tesi piuttosto ardita: demandare mansioni a enti che, anche se privati, hanno l’esperienza per fare una specifica attività è uno strumento importante e decisamente poco costoso rispetto alla gestione pubblica. Nello specifico, gli enti certificatori previsti dall’art. 60 del CdS non costano nulla allo Stato. Noi restiamo aperti al dialogo e a un percorso virtuoso che, nel rispetto delle specifiche competenze dei diversi attori, possa vedere tutti protagonisti di questo mondo di passione che promuove cultura e turismo ed è un enorme volano di indotto nazionale, che nel 2018 è stato stimato in 2,2 miliardi di euro.”

A Milano AutoClassica i Musei Ferrari celebrano i 90 anni della scuderia di Maranello.

In occasione dei 90 anni della Scuderia Ferrari, fondata il 16 novembre del 1929 nello studio del notaio Alberto Della Fontana, a Modena, sarà festeggiata alla nona edizione di Milano AutoClassica, in programma da domani 22 novembre domenica 24.

I Musei Ferrari espongono tre regine straordinarie nella hall della kermesse. In occasione della grande mostra celebrativa “90 anni” in corso al Museo di Maranello, queste tre vetture sono un omaggio alla leggendaria storia della Scuderia che nasceva con lo scopo di operare “compera di automobili da corsa di marca Alfa Romeo e la partecipazione colle stesse alle Corse incluse nel calendario nazionale sportivo e nel calendario dell’Associazione Nazionale Automobil Clubs”, come recita l’atto costitutivo.

Nel marzo 1947 inizia una straordinaria dinastia di automobili e una delle più grandi avventure dell’era industriale. A testimonianza di quest’epoca d’oro, la prima delle tre Regine in esposizione è la vettura costruita dalla neonata Casa Automobilistica di Maranello, nel 1947: la Ferrari 125 S, prodotta in soli due esemplari, fu il primo modello con il marchio Ferrari. Con un motore 12 cilindri progettato da Gioachino Colombo, la 125 Sport, questa barchetta “Ala spessa” conquistò la prima vittoria a maggio dello stesso anno con Franco Cortese al Gran Premio di Roma alle Terme di Caracalla. La Ferrari 250 GT Berlinetta “Passo Corto” (detta anche SWB, Short Wheelbase con un passo da 2400 mm per essere differenziata dalla Berlinetta 250 GT Tour de France con passo 2600 mm) è un’autovettura sportiva disegnata da Pinin Farina presentata per la prima volta al Salone di Parigi del 1959. Progettata per l’impiego nelle corse con un propulsore V12 di 3 litri e una potenza compresa tra 260 e i 280 CV, riscosse un buon successo anche in versione stradale. Prodotta fino al 1962, s’impose in edizioni consecutive del Tour de France Automobile, nel Tourist Trophy di Goodwood e nella classe GT alla 24 Ore di Le Mans. La terza Reginetta del Salone è una monoposto decisamente diversa dalle precedenti realizzate dalla Scuderia Ferrari che vanta risultati che parlano da soli, rispecchiando la forza della squadra e della vettura: la F2002 vanta 15 vittorie su 17 Gran Premi disputati, 9 doppiette e 10 pole position. I giochi si chiudono già a Magny Cours per il mondiale Piloti, 5° titolo per Schumacher, e a Budapest per il mondiale Costruttori. Nonostante l’apparente somiglianza con la F2001, la nuova monoposto è stata completamente ridisegnata e oggetto di migliorie. Il telaio è sensibilmente più leggero; fiancate, radiatori, scarichi e tutto il retrotreno sono rivisti per aumentare l’efficienza aerodinamica e migliorare il raffreddamento del motore, il nuovo 051, accoppiato a una scatola del cambio in fusione di titanio dagli ingombri molto ridotti. Allo stand dei Musei Ferrari si potrà ammirare anche la Ferrari Monza SP1 del 2018, la versione a un posto di una barchetta lunga 466 cm e alta 116, che strizza l’occhio alle mitiche sportive Ferrari degli anni 50 che vincevano in pista riuscendo anche ad affascinare per la loro linea: una vettura rappresentativa della mostra attualmente in corso al Museo Enzo Ferrari di Modena: “Capolavori senza tempo”. La Ferrari Monza SP1 è la capostipite di un nuovo concept, denominato ‘Icona’, che rappresenta un nuovo segmento di serie speciali limitate dallo stile senza tempo, accompagnato a contenuti altamente tecnologici e alle più elevate prestazioni.

Giornata Mondiale in ricordo delle vittime della strada 2019

L’anno scorso, nel nostro Paese, si sono verificati 172.553 incidenti stradali: 3.334 persone hanno perso la vita e 242.919 sono rimaste ferite. Parliamo di 473 incidenti, 666 feriti e 9 morti al giorno. I più colpiti sono i giovani tra 15 e 24 anni: 414 morti, il 12,4% del totale. Ma c’è un dato ancora più inquietante: i morti tra i 15 e i 19 anni sono aumentati, addirittura, del 26,1%. Un bilancio drammatico e inaccettabile, con costi sociali che superano i 18 miliardi di euro l’anno, pari all’1,1 per cento del PIL. Quasi una ‘Finanziaria’.

Per trasformare un momento di profondo dolore in un’occasione per contribuire concretamente alla sicurezza delle nostre strade, l’ACI propone cinque semplici regole, che possono aiutare a combattere le principali cause di incidente – distrazione, velocità, alcol e droga, mancato uso di cinture e seggiolini per bambini, scarsa attenzione a pedoni e due ruote – e fare la differenza tra far sì che la vita duri tutta la vita e perderla.

La distrazione e’ un attimo. –  l’ultimo; Rallenta. Tanto non si vince niente. – Se ti sballi e guidi sei fuori strada. – Certi legami allungano la vita. – Cinture e seggiolini: allacciati. Sempre. – Utenti vulnerabili: più sono deboli più i rischi sono forti. Rispettiamoci.

“La Giornata Mondiale in ricordo delle vittime della strada non deve ridursi alla doverosa partecipazione al dolore di migliaia di famiglie ma, deve trasformarsi in un momento di riflessione su un fenomeno drammatico, che non possiamo e non dobbiamo considerare un tributo fisiologico e inevitabile al nostro bisogno di mobilità”, ha dichiarato il Presidente dell’Automobile Club d’Italia, Angelo Sticchi Damiani.

“L’obiettivo ‘zero morti sulle strade’ – ha sottolineato il Presidente dell’ACI – non è utopia. È realtà. Una realtà ancora lontana, è vero, ma una realtà. Gli incidenti sono errori drammatici, non tragiche fatalità. Si possono e si devono evitare. La chiave è una sola: l’educazione alla sicurezza. Per salvare un numero sempre maggiore di giovani vite, l’ACI è da sempre impegnato nell’educazione dei giovani – in particolare futuri e neo-patentati – a una mobilità sicura e responsabile, sia supportando i programmi dedicati nella formazione scolastica, che potenziando gli strumenti formativi di supporto all’insegnamento e al perfezionamento della guida”.

“I problemi con i giovani sono essenzialmente due – ha evidenziato Sticchi Damiani: prima di prendere la patente, tendono a sovrastimare le loro capacità e, una volta presa la patente, tendono a sottostimare i rischi che capita di dover affrontare sulle nostre strade. Per questo, i corsi di guida sicura svolgono un ruolo fondamentale: perché fanno toccare con mano, anche a quei ragazzi che si ritengono già esperti, i loro limiti e le loro fragilità, prima che sia un evento drammatico, se non addirittura tragico, a dimostrarle, quando, ormai, per loro non c’è più niente da fare”.

“Le statistiche 2018 – ha concluso il Presidente ACI – dimostrano che non bisogna mai abbassare la guardia ma continuare a intensificare gli sforzi: per questo il nostro impegno nel prevenire e limitare l’incidentalità stradale crescerà ancora, attraverso un aggiornamento costante di contenuti e metodologie formative e divulgative, e una collaborazione sempre più stretta con tutti gli operatori del settore, istituzionali e no, nella consapevolezza che solo facendo squadra si potrà controllare, arginare e, finalmente, debellare questa drammatica emergenza sociale”.

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