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Gino Bruni

Il mio blog

Mese

luglio 2018

Arriva in Italia la Rexton Sports

Forte del successo di Rexton, che ha portato un segnale di innovazione e stile alla gamma SUV della Casa coreana, SsangYong porta sul mercato italiano Rexton Sports, il nuovo pick up – che sostituisce Actyon Sports nella gamma – e che condivide con l’ultimo SUV molti degli elementi che ne hanno caratterizzato il successo.

A partire dalla configurazione che ne assicura robustezza ed eccellenti prestazioni fuoristrada, il telaio e il sistema 4WD danno a Rexton Sports prestazioni dinamiche off-road e il massimo della sicurezza. Sempre come Rexton, che ha fatto dello slogan “Sicuro di sé” un marchio, Rexton Sports condivide la forte personalità grazie ad una perfetta armonia fra dimensioni importanti e forme accattivanti, unite alla grande attenzione e cura dei dettagli, che contraddistingue la Casa coreana.

Molto di più di semplice pick-up, Rexton Sports si posiziona sul mercato italiano come un valido compagno su cui contare: sicuro, potente, possente ma anche elegante e confortevole grazie ai materiali di alta qualità e ad un abitacolo ottimizzato per fornire il massimo comfort a bordo. I sedili posteriori si reclinano di 27° per rendere il viaggio più rilassante possibile mentre quelli anteriori, ventilati e riscaldati, offrono la migliore soluzione in tutte le condizioni climatiche.

Il tutto in massima sicurezza: Rexton Sports dispone di un sistema completo di protezione composto da 6 airbag. Il volante e il piantone, inoltre, sono stati concepiti per assorbire la violenza di un’eventuale collisione, riducendo al minimo l’impatto sul torace del guidatore. La scocca e i lamierati del pick-up sono costituiti per 81,7% da acciaio ad alta o altissima densità. Questo conferisce una grande rigidezza torsionale con l’effetto di un grande comfort di marcia sia dinamico che acustico e la massima sicurezza ed incolumità per i passeggeri in caso d’impatto. Il vano di carico, con una capacità di 1.011 litri che non priva l’abitacolo di cinque comode sedute

Rexton Sports è dotato degli ultimi sistemi di assistenza alla guida: dalla Segnalazione di frenata di emergenza (ESS) al sistema di controllo in discesa (HDC), dall’assistenza per le partenze in salita (HSA) al programma di stabilità elettronico (ESP). Completa l’allestimento di sicurezza con la protezione antiribaltamento (ARP) e un sistema di assistenza alla frenata (BAS).

La motorizzazione diesel da 2,2 litri con la sua rilevante disponibilità di coppia, il sistema di sospensioni, la trazione a 4 ruote motrici anche con marce ridotte e il differenziale autobloccante consentono al veicolo di destreggiarsi molto bene anche su fondi stradali meno convenzionali.

Un occhio anche per l’infotainment: infatti basta collegare il proprio dispositivo Android o iPhone alla porta USB e gestire le applicazioni preferite sul display touch screen da 9,2 pollici, fruendo comodamente di tutte le funzioni del proprio mobile.

Listino: si parte da € 30.900 per la versione base della configurazione WORK per arrivare ai 39.500 euro di partenza della versione ICON che, come gli allestimenti ROAD e DREAM include il Sistema di navigazione con display HD da 9,2″ e funzione dual screen.

Campionato Italiano Autocross fa tappa a Ravenna.

Alle porte di Ravenna, sull’impianto di Borgo Faina, torna in scena il Campionato Italiano di Autocross che sarà impreziosito dal sesto round del Campionato Europeo Centro Europa della specialità e dal Campionato Austriaco.

I migliori specialisti dell’autocross, nel prossimo fine settimana torneranno a misurarsi nella gara di apertura della stagione. Gare e raggruppamenti che si riproporranno nel week end del 28 e 29 luglio, quando Borgo Faina, a due passi da Ravenna, diventerà capitale dell’autocross, grazie al NazOil Grand Prix.

Da seguire i vari piloti italiani della specialità che dovranno confrontarsi con i campioni provenienti da Austria, Repubblica Ceca, Ungheria, Slovacchia e Slovenia. Infine una curiosità e novità per l’Italia, perché è in programma anche una gara per il raggruppamento Junior Buggy, in altre parole prototipi 600 cc 4 X 4, che possono essere utilizzati a partire da 12 anni di età. Fra i giovanissimi europei ci sarà il quindicenne Ceco, campione in carica, Martin Kadlecik che proverà ad attaccare il primo posto del connazionale Filip Hartman.

La manifestazione, organizzata dalla Scuderia Livorno Rally e Speedy Racing, avrà inizio sabato 28 luglio dalle ore 14, con le prove libere. La domenica saranno, invece, in programma le gare, comprese semifinali e finali, queste ultime previste nel pomeriggio inoltrato.

Informazioni e dettagli sul sito ufficiale: www.riorc.it

Aci-Istat incidenti stradali 2017 Agosto mese nero

Roma, 23 luglio 2018 – Italia 2017: aumentano i morti (3.378 contro i 3.283 del 2016: +2,9%), diminuiscono incidenti (174.933 rispetto ai 175.791 dello scorso anno: – 0,5%) e feriti (246.750 erano 249.175 nel 2016: -1%), stabili i feriti gravi (oltre 17.000: 5 ogni vittima, 68% uomini, 32% donne). Scende da 5,3 a 5,1 il rapporto feriti gravi/decessi, mentre i costi sociali sono stimati in 19,3 miliardi di euro (1,1% del PIL nazionale).

Sono i dati essenziali del Rapporto ACI-ISTAT, diffuso, anche quest’anno, con largo anticipo – grazie ad una migliorata tempestività nella rilevazione – per supportare decisioni mirate ad assicurare maggiori livelli di sicurezza stradale e maggiore sensibilizzazione a comportamenti di guida responsabile, alla vigilia delle giornate da “bollino nero” dell’esodo estivo.

“Rispetto allo scorso anno registriamo, purtroppo, un aumento delle vittime sulle nostre strade – ha dichiarato Angelo Sticchi Damiani, presidente dell’Automobile Club d’Italia – dopo la flessione del 2016, forse complice anche il positivo contesto economico associato alla crescita delle prime iscrizioni e delle percorrenze. La rete viaria nazionale è davvero vasta, in molti casi obsoleta, non aggiornata nei sistemi di sicurezza passiva quali guard-rail, asfalto e aree di sosta. Mi auguro che a breve venga avviato un piano strategico di riordino dell’intero sistema infrastrutturale, nelle città così come per le grandi arterie. Un contributo fondamentale per la sicurezza – conclude Sticchi – potrebbe essere fornito dagli ADAS, tanto che l’ACI auspica da tempo la loro obbligatorietà su tutti i nuovi modelli”.

“In un quadro di generale miglioramento della sicurezza stradale a livello europeo, registriamo in Italia un aumento delle vittime sulle strade, un numero di feriti gravi ancora troppo alto e l’obiettivo vision zero per i bambini a tutt’oggi lontano. In questo scenario, il bisogno di conoscenza circa l’incidentalità stradale, le sue determinanti e l’impatto sulla vita delle persone e la società rende centrale il ruolo della statistica pubblica. Numerose le azioni messe in campo e i risultati raggiunti: l’uso integrato di dati da indagine e da fonte amministrativa, sperimentazioni condotte su big data – un vero valore aggiunto alle fonti tradizionali di dati – analisi basate su informazioni geo-riferite sempre più complete. Infine un’attività inter-istituzionale sempre più importante rende possibile una migliore interpretazione del fenomeno e un disegno più accurato degli interventi di prevenzione” – afferma il Presidente dell’Istat, Giorgio Alleva.

La fascia d’età più a rischio risulta essere quella degli anziani tra 75 e 79 anni (263 morti: 7,8 % del totale); per gli uomini si rilevano picchi per le età 50-54 e 45-49 (217 e 211) e 80-84 per le donne (56). Nel 2017 si sono registrate 6 vittime in meno tra i bambini 0-14 anni (43 rispetto ai 49 dell’anno precedente: -12,2%), ma siamo ancora molto lontani dall’obiettivo “vision zero” stabilito dal Piano Nazionale della Sicurezza Stradale 2020.

Tra tutti i conducenti coinvolti in incidenti, è particolarmente alto il numero di giovani tra 20 e 29 anni (19,3%) ma si registrano proporzioni elevate anche tra i più anziani. Tra questi ultimi, peraltro, è notevole la quota di quanti perdono la vita nell’incidente. Il rischio di rimanere coinvolti in un incidente risulta più elevato tra giovani e giovanissimi e inizia a decrescere solo dopo i 25 anni di età, per poi tendere ad aumentare nuovamente dopo i 70 anni.

Aumentano pedoni e motociclisti; diminuiscono ciclomotoristi e ciclisti.

L’aumento dei morti ha riguardato in modo particolare i pedoni (600; +5,3%) e i motociclisti (735; +11,9%), che si confermano tra  le categorie più a rischio. Gli utenti vulnerabili nel complesso rappresentano circa il 50% dei decessi (1.681 su 3.378).

Nel 2017 si sono registrate 1.464 vittime tra conducenti e passeggeri di autovetture (-0,4%), 254 tra i ciclisti (-7,6%), 92 tra i ciclomotori (-20,7%).

Nel 2017 è diminuito il numero di incidenti su alcune arterie (130.461; -0,5% su strade urbane; 35.077, -0,7% su quelle extraurbane), mentre è aumentato in autostrada, (9.395; +0,4%), analogamente sono diminuiti anche i feriti in città e sulle strade extraurbane (174.612 e 56.294 rispetto a 176.423 e 56.962 del 2016, pari a -1%, e -1,2%). Crescono, invece, (+8,0%) i morti su autostrade (incluse tangenziali e raccordi) e strade extraurbane (+4,5%), mentre diminuiscono (-5,8%) quelli all’interno dei centri abitati dei grandi Comuni.

Distrazione, mancato rispetto della precedenza o del semaforo, velocità troppo elevata si confermano le prime tre cause di incidente (complessivamente il 40,8% delle circostanze). Tra le altre cause più rilevanti: distanza di sicurezza (21.463), manovra irregolare (15.932), comportamento scorretto del pedone (7.204): rispettivamente il 9,6%, il 7,1% e il 3,2% del totale.

Sulle strade urbane la prima causa è il mancato rispetto di precedenza o semafori (17,1%), seguito dalla guida distratta (14,6%); su quelle extraurbane la guida distratta o andamento indeciso (20,1%), velocità troppo elevata e mancata distanza di sicurezza (14,6% per entrambi).

Violazioni principali: velocità, segnaletica e cinture di sicurezza/seggiolini

Sostanzialmente invariate anche nel 2017 le principali violazioni al Codice della Strada sanzionate dalle Forze dell’Ordine: al primo posto il superamento dei limiti di velocità (2.843.552, +6,9%), seguita dall’inosservanza del rispetto della segnaletica (391.369, +7,8%), dal mancato uso delle cinture di sicurezza e dei sistemi di ritenuta dei bambini (202.993, +3,4%) e ai ciclisti per comportamenti errati (+3,8%). Segno meno per le sanzioni relative al mancato uso di lenti o l’uso improprio di telefoni cellulari o cuffie (145.815, -8,0%) e quelle elevate ai pedoni (3.191, -12,1%).

I mesi estivi si confermano il periodo con il maggior numero di incidenti e vittime. Agosto è il mese più pericoloso per il numero di incidenti gravi in tutti gli ambiti stradali (2,3 morti ogni 100 incidenti), maggio, giugno e luglio quelli con più incidenti nel complesso, sulle strade urbane maggio e giugno (12.359 e 12.505), 4.383 e 4.633 incidenti a giugno e luglio su quelle extraurbane. Febbraio è il mese con il minor numero di incidenti (11.493) e morti (199). Di notte (tra le 22 e le 6 del mattino) si registrano il 10,5% degli incidenti e il 20,2% dei morti. Nel complesso delle ore di buio (comprese tra tramonto e alba), invece, accadono circa il 27% degli incidenti.

Aumenta la mobilità

In ripresa la mobilità: lo scorso anno le prime iscrizioni di veicoli sono aumentate del 7% rispetto al 2016, mentre il parco veicolare dell’1,7%. Cresciute anche le percorrenze autostradali: +2,2%, con oltre 84 miliardi di km percorsi.

 

Ssang Yong rafforza la sua presenza in Italia

Nell’’ultimo trimestre del 2018 partirà un importante piano di sviluppo, su basi triennali, del marchio SsangYong in Italia.

Come per gli altri paesi europei e in linea con un investimento previsto, anche SsangYong Italia si prepara a mettere in campo una serie di azioni allo scopo di incrementare la presenza sul mercato.

Da una parte tramite un processo di rinnovamento della rete di concessionarie su tutto il territorio Italiano, destinata a concludersi entro la fine dell’anno; dall’altra,continuando nella strategia di rafforzamento della gamma. Il prodotto e le sue caratteristiche di affidabilità e riconoscibilità rimangono al centro del progetto di implementazione in Italia.

Un percorso, quello di SsangYong, che ha impresso un deciso cambio di passo a partire dalla presentazione di Tivoli nel 2015, un modello che, oltre a segnare un importante contributo al riposizionamento del brand, ha dato il via al nuovo corso che, grazie all’introduzione sul mercato di nuove proposte commerciali, offre oggi una gamma di prodotti completa per soddisfare le esigenze più diverse, con uno standard qualitativo molto consistente e, tra questi i 5 anni di garanzia.

Se il 2016 è stato l’anno del crossover XLV, l’anno scorso il lancio del nuovo Rextonuno dei modelli iconici di SsangYong, che vanta già moltissimi estimatori in Italia – ha visto una vera e propria rivoluzione nelle linee e nelle tecnologie, settando nuovi standard all’anima “fuoristradistica” del brand coreano, ma anche proponendo una soluzione di spazio e cura dei dettagli a tutte le famiglie italiane.

Il viaggio verso una crescente affermazione di SsangYongnon si ferma ma anzi si potenzia: nel prossimo triennio, si mira ambiziosamente a raggiungere la soglia dell’1% del mercato, puntando ancora sulla qualità del prodotto e sui nuovi modelli come il nuovo Korando, atteso per il 2019, che sarà proposto anche in versione full electric nel 2020, e ancora su ibridi in fase di studio e perfezionamento che saranno presentati a breve.

“In questi mesi abbiamo concentrato le energie nella strutturazione delle divisioni e nella razionalizzazione delle diverse funzioni aziendali, sostiene Mario Verna, Direttore Generale di SsangYong Motor Italia (SYMI). Forti di una proprietà solida e ambiziosa come Mahindra&Mahindra, aspiriamo nel futuro prossimo ad entrare con maggior determinazione sul mercato italiano, lavorando sull’awareness del marchio – che sconta ancora una riconoscibilità inferiore rispetto ai diretti competitor – e continuando a mettere al centro la proposta di auto con caratteristiche qualitative e di affidabilità che rispettano appieno lo spirito di attenzione al dettaglio tipico della produzione coreana”.

Nissan LEAF è l’auto elettrica più venduta in Europa

La Nissan LEAF è da sempre l’auto elettrica più venduta al mondo e in Italia e ora, nella prima metà dell’anno, anche in Europa: la vettura elettrica a zero emissioni continua a conquistare clienti in tutto il continente.

Tra gennaio e giugno 2018 sono stati immatricolati in Europa oltre 18.000 nuovi esemplari di Nissan LEAF. I clienti europei hanno ordinato in totale più di 37.000 nuove LEAF dall’inizio delle vendite avviate lo scorso ottobre 2017.

In Italia Nissan ha immatricolato 2.600 Nissan LEAF dal lancio ad oggi confermandosi come l’auto 100% elettrica più venduta nel nostro paese e dallo scorso dicembre ha registrato circa 1.500 ordini per il nuovo modello di Nissan LEAF, pari a circa 2 volte il numero delle unità vendute negli ultimi 2 anni.

La nuova Nissan LEAF garantisce sostenibilità, piacere di guida, sicurezza e connettività oltre alle straordinarie prestazioni di un propulsore 100% elettrico, nuovo design e sistemi avanzati di assistenza alla guida. La batteria da 40 kWh offre un’autonomia di percorrenza pari a 270 chilometri nel percorso combinato e 389 chilometri in città, conformemente al nuovo standard europeo WLTP* in materia di emissioni ed economia dei consumi.

Il veicolo 100% elettrico ha conquistato diversi riconoscimenti per le sue tecnologie rivoluzionarie, le prestazioni e il nuovo design. Tra questi emergono il premio “2018 World Green Car”, conferito al Salone dell’Auto di New York, le “5 stelle per la sicurezza” assegnate sia dall’European New Car Assessment Programme sia dal Japan New Car Assessment Program e di recente in Italia l’Infomotori Web Award (IWA) 2018.

La nuova LEAF è l’icona della Nissan Intelligent Mobility, la roadmap strategica che si propone di ridefinire il modo in cui i veicoli vengono guidati, alimentati e integrati nella società. Vanta una serie di tecnologie innovative senza precedenti, come Nissan ProPILOT, ProPILOT Park e e-Pedal, che stanno riscuotendo un enorme successo tra i clienti. A oggi il 72% dei proprietari di LEAF ha scelto la tecnologia avanzata di assistenza alla guida ProPILOT, disponibile come optional.

La forte domanda che ha interessato la nuova Nissan LEAF nei primi sei mesi dell’anno ne consolida la posizione di auto elettrica più venduta al mondo, con oltre 340.000 unità vendute su scala globale dal lancio della prima LEAF nel 2010.

“La crescita delle auto elettriche prosegue inarrestabile” ha dichiarato Gareth Dunsmore, Direttore Veicoli Elettrici di Nissan Europa. “La nuova LEAF ha rivoluzionato l’esperienza di guida con tecnologie come l’e-Pedal, capace di ridurre l’interferenza dei freni fino al 90%, mostrando a un maggior numero di clienti i vantaggi della mobilità elettrica offerti da Nissan.”

Auto a guida autonoma: i consumatori italiani sono i più fiduciosi

Esiste una vera e propria corsa verso la guida autonoma, che non lascia indifferenti i consumatori, soprattutto per quanto riguarda gli aspetti legati alla sicurezza.

La ricerca “2018 Global Automotive Consumer study” svolta da Deloitte nel 2018 (prima dell’incidente del marzo scorso), fa notare come i consumatori italiani siano i meno spaventati da questa nuova tecnologia con una percentuale del 30% che sale al 37% per i francesi, al 45% per i consumatori tedeschi, al 49% per quelli britannici e al 54% per i belgi. E queste percentuali tendono a decrescere rispetto allo stesso sondaggio svolto in anni precedenti: si assiste quindi a un aumento della fiducia da parte dei consumatori nei confronti delle auto a guida autonoma.

Se guardiamo invece agli USA, dove le auto a guida autonoma sono già una realtà, gli automobilisti americani si dimostrano più intimoriti degli europei.

La realizzazione di autoveicoli a guida autonoma vede impegnate sia le grandi case automobilistiche sia i giganti dell’hi-tech. I dati del sondaggio Deloitte, eseguito su un campione di 22.000 consumatori di diciassette paesi, mostrano come i consumatori europei si sentano più sicuri su un’auto a guida autonoma prodotta dai costruttori del settore automotive rispetto a quelle prodotte da aziende dell’hi-tech. Dato questo abbastanza normale perché un utilizzatore, in questo caso guidatore, è portato istintivamente ad affidarsi a qualcosa di conosciuto e già testato, un brand conosciuto o con una qualità percepita. I produttori di automobili, che adesso lavorano per le auto a guida autonoma, sono aziende con uno storico nel settore e con un’affidabilità, chi più e chi meno, riconosciuta.

La sicurezza dei sistemi di guida autonoma è un fattore cruciale per il settore.

La “Driver Assistance Systems Conference”, che si è svolta a inizio anno a Monaco, in Germania, e che ha visto la partecipazione di oltre 200 tecnici, che hanno discusso sulle forme più progredite di guida autonoma (oltre il livello 3), concordando sul fatto che i sistemi più avanzati debbano prima essere sottoposti a una serie di test per ottenere le omologazioni necessarie.

Un ulteriore aspetto della discussione è stata la “teleoperated driving”, dove operatori ubicati presso centri di controllo remoti, possono assumere il controllo del veicolo e sostituirsi all’autopilota per ragioni di sicurezza.

Tutti si sono trovati d’accordo su come la simulazione svolgerà un ruolo cruciale nelle future attività di prova e omologazione.

CRASH-TEST EURO NCAP

Cinque stelle per FORD Focus, VOLVO XC 40 e BMW X4, dopo le importanti novità nei protocolli di valutazione introdotte quest’anno: test del freno automatico di emergenza (Autonomous Emergency Braking – AEB) nel caso di collisione tra autovettura e ciclista.

È questo il responso della seconda serie di test Euro NCAP 2018, il progetto internazionale di valutazione degli standard di sicurezza delle auto nuove, del quale è partner l’Automobile Club d’Italia

Per la Focus buona protezione degli adulti a bordo, con minime criticità al torace negli urti frontali; male, invece, quella del collo dei passeggeri dei sedili anteriori in caso di tamponamento. Massimo punteggio nella protezione dei bambini a bordo (facile l’installazione di tutte le tipologie di sistemi di ritenuta).

Buona ed adeguata la protezione per i pedoni, anche grazie alle prestazioni del sistema AEB in ambito urbano, così come il livello di dotazione dei sistemi di assistenza alla guida, (Seat Bealt Reminder, Speed  Assistance, Lane Support e Autonomous Emergency Braking).

Ottimi risultati anche per il modello XC40, che risulta tra le prime 5 auto degli ultimi 3 anni per quanto riguarda la protezione degli occupanti adulti; solo la protezione del torace è marginale in caso di scontro frontale.

Massimo punteggio nello scontro laterale contro il palo, buona la protezione dei bambini a bordo (con predisposizione all’uso di tutte le tipologie di sistemi di ritenuta), adeguata la protezione del pedone, eccetto nel caso della testa (urto sui montanti del parabrezza) e del bacino (urto con alcune aree del cofano).

Ottima la protezione delle gambe del pedone nell’urto con il paraurti, elevato sia il livello di equipaggiamento che le prestazioni degli ADAS disponibili, eccellenti punteggi dell’AEB in ambito autostradale, a parte qualche defaillance nel riconoscimento del pedone di notte e del ciclista.

A questi due veicoli bisogna aggiungere le valutazioni del nuovo modello BMW X4. Trattandosi, però, della stessa base meccanica e degli stessi allestimenti dell’off-road X3 (solo la carrozzeria ha una linea più sportiva), si possono utilizzare come riferimento i risultati della X3 di novembre scorso, la loro validità è stata verificata con test aggiuntivi.

L’X4 ha conquistato le 5 stelle, con eccellenze nella protezione al colpo della frusta e nello scontro contro barriera laterale, massimo punteggio del freno automatico di emergenza alle basse velocità. Buona la protezione del pedone per la presenza del cofano attivo.

Qualche criticità a livello di torace del passeggero posteriore nello scontro contro la barriera, per il conducente nel test del palo e per il collo dei bambini nel caso di impatto frontale. Completa, efficace ed efficiente la dotazione degli ADAS.

“In ottemperanza a quanto previsto nel terzo pacchetto mobilità della Comunità Europea, dello scorso maggio 2018 – afferma il presidente dell’ACI Angelo Sticchi Damiani – constatiamo con piacere la disponibilità dei principali sistemi di assistenza alla guida già nella configurazione standard di tutti e 3 i modelli valutati in questa sessione di test Euro NCAP. Come Automobile Club, al fine di diminuire i sinistri sulle strade, auspichiamo da tempo l’obbligatorietà degli ADAS su tutti i nuovi modelli”.

 

(schede su www.euroncap.com).

Settantotto equipaggi pronti per il 34° Rally della Lanterna

Un elenco iscritti ricco e di qualità, come è consuetudine per il Rally della Lanterna, che è ormai pronto a celebrare l’edizione numero 34, affiancata dal secondo Rally Val d’Aveto.
Sono settantotto gli equipaggi che dalla mattina di sabato 14 luglio animeranno Santo Stefano d’Aveto e dintorni, guidati da ben sette vetture WRC, appartenenti alla massima categoria delle auto da rally.
Non vi erano certo dubbi sulla partecipazione di Alessandro Gino, favorito numero uno su Ford Fiesta e vincitore della passata edizione, che però se la dovrà vedere con una schiera di avversari molto veloci e dotati di vetture al top.

Ci saranno Mauro Miele (Citroen DS3), vincitore dell’edizione 2016, Andrea Mezzogori e Fabio Federici (Ford Fiesta), Paolo Vallivero e “Pedro” (Hyundai) ed Augustino Pettenuzzo (Ford Focus), pronti a regalare il solito grande spettacolo al pubblico e determinatissimi a provare ad impensierire il leader di classifica della Coppa Italia Prima Zona – Trofeo Pirelli.
Molto interessante anche lo schieramento della classe R5, con ben cinque Skoda Fabia per Marasso (in coppia con la locale Veronica Marrè), Pinzano, Roveta, Raffo ed il francese Puppo, quattro Ford Fiesta per Biggi, Lombardi, Riccio e Zanazio, senza dimenticare la Hyundai del locale Giacobone. Le sorprese potrebbero anche arrivare dalle classi Super 2.0 e Super 1.6, dove si notano i nomi di Guastavino e Vescovi; da segnalare la presenza di una coppia storica del rallismo genovese, che tornerà insieme per festeggiare i 30 anni di attività: Enrico Pagano e Nicola Arena, in gara con una Honda Civic RSP.

“Siamo molto soddisfatti per la qualità del parco partenti, purtroppo dobbiamo fare i conti con una mancanza cronica di auto nelle classi cosiddette minori, ma questo è un dato con cui devono confrontarsi quasi tutti gli organizzatori. Siamo lieti di accogliere equipaggi provenienti da tutta Italia ed un partecipante francese. Il pubblico si divertirà e siamo certi che anche quest’anno sarà una bellissima festa di sport e motori” – fanno sapere dal quartier generale della Lanternarally.

Giunto ormai al termine il lungo lavoro di allestimento e preparazione del percorso e della logistica, fra poco saranno gli oltre 350 tra professionisti e volontari a scendere in campo per garantire la perfetta riuscita della manifestazione. L’appuntamento è per la serata di venerdì 13 luglio, con la festa di benvenuto a partire dalle ore 19.

L’Omino Michelin compie 120 anni

Quest’anno Bibendum festeggia il centoventesimo compleanno.

Nel 1894, all’Esposizione Universale e Coloniale di Lione, vedendo una pila di pneumatici disposti artisticamente, Édouard Michelin ha un’idea: “Guarda, con un paio di braccia in più sembrerebbe un omino!”

Questa frase è l’abracadabra che farà nascere, nel 1898, l’Omino Michelin. Sarà l’artista Marius Rossillon, conosciuto con il nome d’arte di “O’Galop”, a realizzare il personaggio che da allora accompagna generazioni di viaggiatori in tutto il mondo, rendendolo protagonista di uno straordinario manifesto dal titolo “Nunc est Bibendum” (“Adesso bisogna bere”), in cui cita l’Ode di Orazio (I, 37) per dire che il pneumatico Michelin “beve” l’ostacolo.

L’Omino Michelin suscita subito simpatia e comincia ad apparire su ogni canale pubblicitario, impegnato a fornire informazioni tecniche relative all’uso corretto del pneumatico.

 

O’Galop è il primo a dar vita all’Omino Michelin, ma Bibendum acquisisce una personalità umana forte, divertente ed estroversa anche grazie ad altri grandi nomi del mondo della pubblicità e dei manifesti, come Hautot, Grand Aigle, Riz, Cousyn e René Vincent, ognuno dei quali gli conferisce il proprio stile e le proprie idee, sviluppando forme e design diversi.

Ma per rendere l’Omino Michelin facilmente riconoscibile per tutti, è necessario uniformarne l’immagine. L’impresa è facilitata quando, negli anni Venti, gli artisti dediti a Bibendum lavorano nello studio grafico Michelin. Con un numero ben preciso di pneumatici come struttura per il corpo e forme definite, a poco a poco l’Omino Michelin diventa il personaggio conosciuto in tutto il mondo: sorridente, gentile, protettivo e vivace, pronto ad aiutare ogni viaggiatore e a risolvere ogni suo problema.

 

Lo specchio di un’epoca

Lo sviluppo dell’Omino Michelin dice molto della storia dell’industria dell’automobile. All’inizio, i suoi tratti rispecchiano quelli dell’unica classe sociale che poteva permettersi i nuovi mezzi di trasporto (monocolo, sigaro, anello con sigillo, gemelli). Con la diminuzione dei prezzi delle automobili, ormai più accessibili, l’Omino Michelin abbandona gli accessori, diventando per tutti il compagno di viaggio amichevole e ideale.

 

Un personaggio universale

La carriera di Bibendum a livello internazionale comincia molto presto. Conosciuto in tutto il mondo sin dagli anni Venti, il suo successo continua a crescere fino ad essere sancito dal massimo tributo ricevuto nel 2000, quando viene riconosciuto miglior logo di tutti i tempi da una giuria di esperti del Financial Times. Quello stesso anno, l’Omino Michelin assume un design high-tech in 3D, che ne sottolinea la predisposizione per l’innovazione e la tecnologia.

Fedele a se stesso nell’indole e negli obiettivi, per essere sempre più in linea con i tempi e immediatamente riconoscibile dai viaggiatori di ogni epoca, l’Omino Michelin non ha mai smesso di mutare aspetto.

Breve biografia

1898: Nascita del personaggio da un disegno del fumettista O’Galop

1901: Spuntano le gambe all’Omino Michelin, di cui fino ad oggi si vedeva solo il busto

1920: L’Omino Michelin è una star internazionale

1986: La campagna pubblicitaria dell’agenzia francese BDDP fornisce ulteriore conferma della popolarità del personaggio

2000: L’Omino Michelin viene votato miglior logo di tutti i tempi dal Financial Times

Diventa un personaggio in 3D

2009: Prima campagna pubblicitaria mondiale: “Il giusto pneumatico cambia tutto”

2017: Nuova identità visiva: l’Omino Michelin torna al 2D, in linea con il nuovo essenziale “flat design”

2018: L’Omino Michelin compie 120 anni

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