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Gino Bruni

Il mio blog

Mese

agosto 2018

Nautica: a settembre l’appuntamento con Vele d’Epoca

Dal 5 al 9 settembre torna l’appuntamento biennale con le Vele d’Epoca di Imperia – Panerai Classic Yachts Challenge. Una quattro giorni particolarmente sentita dalla città e che porta nel ponente ligure una delle più belle flotte d’imbarcazioni d’epoca del mondo.

Le Vele d’Epoca di Imperia si confermano un appuntamento imperdibile per appassionati, velisti e, soprattutto, per i cittadini, perché poche regate possono dirsi così ben integrate con la vita di una città. VDE diventa quindi un evento che coinvolge e integra al meglio i valori della tradizione, dello sport e della cultura di mare con il principio ispiratore di divulgare questi valori e fonderli con una città che farà da quinta a questa manifestazione.

L’organizzazione è curata delle VDE, Assonautica Imperia, che con il 2018 ha un nuovo direttivo composto da Enrico Meini nel ruolo di Presidente.

Il programma, attualmente in via di ultima definizione, sarà ricco di eventi e favorirà la gioiosa partecipazione di equipaggi, famiglie e visitatori; grazie anche alla stretta collaborazione con il Comune di Imperia che concede la disponibilità del Museo Navale per le attività di segreteria e molti eventi collaterali, che coinvolgeranno il mondo delle scuole, proprio per avvicinare fin da subito i più giovani alla cultura marinaresca.

Il villaggio della regata si svilupperà in Calata Anselmi coinvolgendo tutto Borgo Marina e lo Yacht Club di Imperia si occuperà del coordinamento delle attività a mare.

Tra le novità di quest’anno, la possibilità di seguire le regate in diretta streaming, sia dai dispositivi mobili, sia attraverso un Led Wall, ubicato in prossimità del palco in Calata Anselmi.

Automotive Partner di questa edizione sarà il gruppo FCA con il suo brand Alfa Romeo. Una flotta di quattro modelli sarà a disposizione di ospiti e regatanti come courtesy car. Vele d’Epoca e Alfa Romeo condividono un DNA che sintetizza stile, competizione e passione e proprio per questa ragione FCA ha deciso di abbinarsi a un evento così importante del calendario velico internazionale.

Nate nel 1986 da una felice intuizione di Pier Franco Gavagnin, direttore di Portosole Sanremo, le Vele d’Epoca di Imperia sono diventate un appuntamento fondamentale delle regate classiche nel Mediterraneo. Al primo raduno parteciparono all’incirca trenta imbarcazioni, un numero importante che segnò il primo passo per la crescita esponenziale della manifestazione.

Per l’edizione 2018, le Vele d’Epoca di Imperia, hanno il prezioso contributo della Camera di Commercio Riviere di Liguria – Imperia La Spezia Savona, del Comune e di Regione Liguria con il Patrocinio della Marina Militare.

Italia: Incidenti con investimento di pedone tra il 2015 e il 2016: +3,6%. In Liguria -5,5%

Tra il 2015 al 2016 in Italia gli incidenti stradali con investimento di pedone sono aumentati del 3,6%, mentre sempre nello stesso periodo gli incidenti stradali in generale sono cresciuti dello 0,7%. Questi dati derivano da un’elaborazione del Centro Studi Continental su dati Istat, elaborazione che mette in evidenza che in Italia nel 2015 vi sono stati 174.539 incidenti stradali, di cui 18.759 (e cioè il 10,7%) con investimento di pedone. Nel 2016, invece, gli incidenti stradali sono stati 175.791, mentre quelli con investimento di pedone sono stati 19.440, e cioè l’11,1% del totale. L’incidenza percentuale degli incidenti con investimento di pedone sul totale degli incidenti stradali tra il 2015 e il 2016 è quindi passata dal 10,7% all’11,1% con una crescita di 0,4 punti percentuali.

Il Centro Studi Continental aveva già elaborato e diffuso negli anni scorsi i dati sugli incidenti con investimento di pedone, sottolineando che tali dati erano pericolosamente in crescita e che era in crescita anche l’incidenza percentuale di questo tipo di eventi sul totale degli incidenti stradali che avvengono nel nostro Paese. I dati elaborati per il 2015 e 2016 confermano questa situazione. I pedoni sono gli utenti più deboli presenti sulla strada e per questo devono essere tutelati efficacemente sia con provvedimenti legislativi ad hoc sia con l’utilizzo sempre più diffuso delle più recenti tecnologie di cui i veicoli possono essere dotati.

L’elaborazione del Centro Studi Continental fornisce anche un prospetto regionale dei dati. Risulta che tra il 2015 ed il 2016 la regione in cui vi è stato il maggior aumento del numero di incidenti con investimento di pedoni è la Toscana (+18,2%), seguita da Campania (+14,6%) e Basilicata (+13,9%). Così come è giusto evidenziare i dati negativi, però, è altrettanto importante rendere note le esperienze positive. A questo proposito è da sottolineare che vi sono alcune regioni in Italia in cui il numero di incidenti che coinvolgono i pedoni fra il 2015 e il 2016 è diminuito. In particolare sono da citare Molise (-11,5%), Marche (-8,9%), Abruzzo (-6%), Liguria (-5,5%), Sicilia (-4,9%), Puglia (-1,8%), Lazio (-1,7%) e Trentino Alto Adige (-0,9%).

Il motore della Citroen 2CV parlava italiano

Il motore della 2CV è un piccolo capolavoro di ingegneria dovuto alle capacità di un italiano.

Oltre al design , merito dello stilista Flaminio Bertoni, anche il motore è frutto dell’opera di un tecnico arrivato dal Bel Paese: Walter Becchia.

Becchia emigrò giovanissimo per la scarsa simpatia che provava per il regime italiano dell’epoca, trovando lavoro alla Talbot-Lago, dove ebbe modo di misurarsi con i complessi motori molto prestazionali delle eleganti vetture sportive prodotte a quei tempi dal marchio Talbot.

Notato dai vertici di Citroën, fu invitato a trasferirsi al quai de Javel già nel 1939 ma solo nel 1941 accettò l’incarico e venne assunto al Double Chevron.

Tra le ragioni che portarono all’ingaggio di Walter Becchia, c’era la necessità di dare un motore alla futura 2CV: per quella che ancora si chiamava TPV (Toute Petite Voiture), André Lefebvre aveva richiesto un bicilindrico con architettura “boxer”, ovvero con cilindri orizzontali contrapposti, schema che garantiva un ottimo bilanciamento, riducendo in misura consistente le vibrazioni tipiche dei motori poco “frazionati”, ovvero quelli con un ridotto numero di cilindri.

La TPV aveva già quindi il suo motore, boxer, di circa 350cc, raffreddato ad acqua e montato in blocco con cambio e differenziale. A Becchia il compito di migliorarlo per consumi, affidabilità e potenza. Una sfida tutt’altro che semplice!

Becchia iniziò a lavorare in clandestinità visto che durante l’occupazione tedesca di Parigi, a Citroën era vietata ogni attività che non fosse quella di costruire e riparare camion e motrici. Ma la svolta arrivò solo quando ebbe modo di mettere le mani sul relitto della moto personale di Flaminio Bertoni: una BMW R12 con cui lo stilista, nel 1940, aveva avuto un grave incidente.

Becchia smontò il motore, un boxer bicilindrico raffreddato ad aria, e ne esaminò con cura le parti, valutando pregi e difetti di quell’architettura.

Prese spunto della tecnica di raffreddamento ma ritenne che i cinematismi fossero inadatti alla mole di una pur leggera autovettura e preferì progettarlo da zero, mantenendo la formula dell’asse a camme centrale dove inizialmente calettò anche la dinamo, oltre al distributore con le puntine d’accensione. Una bobina a doppio effetto faceva scattare la scintilla contemporaneamente in tutti e due i cilindri ad ogni mezza rotazione del motore, semplificando così anche il sistema d’accensione, riducendo le componenti e le possibilità di guasto.

Dopo la liberazione da parte degli Alleati, Bertoni fu arrestato, poiché cittadino italiano che non aveva rinunciato alla cittadinanza del suo Paese, ma fu presto liberato per diretta intercessione della direzione di Citroën, anche Becchia, italiano, pur dichiaratamente antifascista, fu messo sotto stretto controllo. Per questo, non aveva accesso ai laboratori di Citroën dopo le sei di sera, ma non era infrequente trovarlo con l’orecchio attaccato al muro esterno del laboratorio dove notte e giorno giravano i prototipi dei suoi motori, impegnati in durissime prove di durata ai banchi dinamometrici!

Il motore fu pronto per la seconda metà del 1945, anche se i perfezionamenti proseguirono fino al 1948, anno di lancio della vettura, incessantemente fino alla fine della produzione nel ‘90.

Il motore “tipo A” di Walter Becchia era un 375cc, capace di erogare 9 cavalli di potenza a 3500 giri, sufficienti per raggiungere i sessanta chilometri orari richiesti dal capitolato della 2CV consumando circa tre litri di benzina ogni cento chilometri!

Successivamente, la cilindrata passò a 425cc, con potenze variabili tra i 12 ed i 18 cavalli, fino all’apparizione di un motore completamente riprogettato, nel 1970, disponibile in due varianti da 425 e 602cc, con potenze comprese tra i 26 ed i 29 cavalli capaci di raggiungere quasi 120 km/h.

Il bicilindrico Citroën progettato da Walter Becchia animò anche altre creature del Double Chevron, come le AMI, la Méhari, la Dyane e tutte le altre “derivate” della 2CV, ma fu utilizzato anche a bordi di altri veicoli: dai deltaplani ai mezzi militari a sei ruote della Poncin.

64 iscritti per il neonato Rally storico di Carmagnola.

30 agosto 2018 – A dieci anni dall’ultimo rally di Carmagnola, nell’imminente weekend  la gara automobilistica torna nella città dei peperoni, ma in versione storica.

Sessantaquattro gli iscritti provenienti da tutta l’Italia settentrionale, nelle tre discipline previste per questa prima edizione del Rally di Carmagnola: Storico, Regolarità Sport e All star.

L’organizzazione è firmata dal Sport Rally Team guidato da Piero Capello, che l’aveva messa in scena per ventisette anni, a partire dal 1982, fino al 2008.

82 i chilometri del percorso, a cavallo fra le province di Torino e di Cuneo, con quattro prove cronometrate tutte da ripetere una volta.

Sul sito dell’organizzazione (www.sportrallyteam.it) è possibile scaricare tutto il materiale informativo, cartine, elenco iscritti, oltre alle migliori postazioni per assistere e fotografare in sicurezza.

Tra gli equipaggi iscritti alla gara, ci saranno anche i genovesi: Alberto Bonamini affiancato da Marianna Ambrogi su Fiat 124 Abarth che prenderanno il via nella prova di Regolarità sport.

Nel rally Storico Massimo Oliveri di Campoligure sarà accompagnato con le note del camogliese Federico Capilli (Opel Corsa con i colori della Scuderia La Superba) mentre i rappresentanti della Scuderia Sport Favale 07, Mattia Delfino di Loano e Alessia Drago di Imperia saranno in gara con l’A112 Abarth.

1° semestre 2018: in crescita i prezzi delle vetture nuove e servizi di assistenza.

Nei primi sei mesi del 2018 i prezzi delle vetture nuove in Italia sono aumentati mediamente dell’1,7% rispetto ai primi sei mesi del 2017, contro un incremento del livello medio dei prezzi al consumo dello 0,8%. Sempre con riferimento al primo semestre del 2018, anche i prezzi dei servizi per l’assistenza alle auto hanno registrato una crescita rispetto ai primi sei mesi dello scorso anno, crescita che è stata in media dell’1,1% e dunque lievemente superiore rispetto all’incremento del tasso d’inflazione.
Ben diversa, invece, la situazione per i prezzi delle vetture usate, che nel periodo considerato hanno visto un calo delle quotazioni del 3,1%. Questi dati derivano da un’elaborazione degli indici Istat dei prezzi condotta dall’Osservatorio Autopromotec sui costi dell’assistenza auto.
Le dinamiche dei prezzi sopra evidenziate sono legate naturalmente all’evoluzione della congiuntura economica. Per l’auto nuova, la ripresa in atto sta consentendo al settore di recuperare i sacrifici fatti, anche in termini di prezzi, durante gli anni della crisi che ci stiamo lasciando alle spalle. Il mercato dell’usato, invece, sta tornando verso livelli di prezzo più normali dopo la forte spinta alle quotazioni che il settore aveva avuto durante gli anni della crisi in quanto sempre più potenziali acquirenti di automobili nuove si rivolgevano al mercato dell’usato. Per quanto riguarda l’assistenza, il settore beneficia del buon momemto congiunturale che consente anche a molti automobilisti che avevano rinviato le manutenzioni in passato di eseguirle, anche a beneficio della sicurezza e dell’ambiente.
A proposito di assistenza, la tabella elaborata dall’Osservatorio Autopromotec mostra nel dettaglio anche la dinamica dei prezzi delle varie voci che compongono il settore. Il comparto che ha fatto registrare la maggiore crescita tendenziale, cioè rispetto allo stesso semestre dell’anno precedente, è stato quello della manutenzione e riparazione dei mezzi di trasporto privati che ha fatto segnare un aumento dell’1,2%. In misura più contenuta sono aumentati i prezzi dei pneumatici auto (+0,8%), quelli dei lubrificanti (+0,7%) e quelli dei pezzi di ricambio (+0,6%).

Il “Carmagnola” storico

Ritorno del rally di Carmagnola, ma in versione storica: entra nel vivo l’organizzazione dell’evento sportivo, in programma il 31 agosto e 1° settembre nella cittadina alle porte di Torino che a sua volta si accinge ad inaugurare la Fiera nazionale del Peperone, una kermesse di dieci giorni (dal 31 fino al 9 settembre) dedicata al saporito ortaggio.La gara automobilistica, riproposta dallo Sport Rally Team di Piero Capello & C a dieci anni dall’ultima edizione del rally moderno – che fu la ventisettesima della serie – sta raccogliendo le iscrizioni, il cui termine, dato il periodo di ferie, è stato prorogato a mercoledì 29 agosto.

Questo primo rally storico di Carmagnola tornerà sulle stesse strade di un tempo. Gli equipaggi potranno concorrere, a seconda del tipo di vettura e delle aspirazioni agonistiche, in una delle tre specialità in cui è articolata la gara, “rally storico”, “All star”, oppure “regolarità sport”.

“Sarà un rally molto compatto. Infatti – prefigura l’organizzatore Piero Capello – in circa 170 chilometri di percorso sono racchiuse le quattro prove cronometrate, ciascuna da ripetere due volte, per un totale di 80 chilometri cronometrati”.

Partenza e arrivo in piazza Italia, come sempre successo al “Carmagnola”. Il via alle ore 9 di sabato 1° settembre, arrivo della prima vettura in pedana poco dopo le 17, con premiazione a seguire.

Tra le novità, al miglior equipaggio “gommato” Michelin per tutta la durata della competizione, andrà un premio speciale: lo ha istituito la celebre Casa di pneumatici, in segno di tributo verso una gara rimasta nel cuore di tanti appassionati.

Le verifiche tecniche e sportive pre gara si svolgeranno in piazza Italia a Carmagnola alla vigilia, fra le 17 e le 20,30 di venerdì 31 agosto.

Il primo rally di Carmagnola si svolse nel maggio 1982, e fu vinto da Menes – Cianci su Ferrari 308 Gtb; l’ultimo, edizione n. 27, nel giugno 2008, con vittoria dei coniugi Borsa – Berra su Peugeot 207 Super 2000.

Auto: regolarità Gandino e Scarcella alla rincorsa del titolo tricolore

L’equipaggio dei genovesi Marco Gandino e Danilo Scarcella, portacolori del ClassicTeam-Eberhard, dopo la pausa estiva sono pronti alla ripartenza.

Con un terzo posto assoluto nell’ultima gara, Il Rally Lana Storico, che si è corso sulle strade di Biella il 23 e24 Giugno scarso, i genovesi hanno consolidato il secondo posto nella classifica assoluta del CIRM, il Campionato Italiano Regolarità a Media.

In ottica del Campionato Italiano, dove si giocherà l’assegnazione del Titolo, cresce l’attesa per l’ultima prova del CIRM, il “XXXº Elba Graffiti”, che si disputerà dal 20 al 23 settembre sulle strade dell’Isola d’Elba. La coppia dei genovesi, con un’Autobianchi A112 Abarth 58 HP, é obbligato alla vittoria per puntare alla conquista del Campionato 2018.

In attesa dell’epilogo del Campionato nazionale i due genovesi, questa volta a bordo  della SAAB 96 V4, saranno impegnati, il primo  di settembre con la gara francese in Costa Azzurra “8º Ronde Historique de Levens et du  Niçois” mentre il week end successivo, l’equipaggio sarà impegnato, sempre in terra Francese, con la stessa vettura, in una maratona tra le Alpi di quasi 2.000 km, il “ 3º Trophee Des Alpes” (9 -13 settembre) in preparazione anche del Rally Montecarlo Historique 2019.

Automobili: la Volvo 164 compie 50 anni

Nel 1968 quando molti Paesi dovevano confrontarsi con le agitazioni, gli esperti della sede svedese di Volvo, a Göteborg, si concentravano invece i loro sforzi sul lancio del nuovo modello di prestigio della Casa, la 164.

In  Volvo l’idea di realizzare un modello leggermente più grande e più esclusivo c’era da molto tempo.

Verso la fine degli anni ’50 era stata progettata infatti una grande e lussuosa  Volvo con motore V8 e una griglia verticale di forte impatto. Il progetto naufragò tuttavia nel 1960, quando da un’indagine di mercato risultò che le  auto del futuro, soprattutto negli  Stati Uniti, sarebbero state le compatte.
Tuttavia, il lancio della Serie 140, nel 1966, fece scaturire l’idea di collocare un propulsore a sei cilindri in linea sotto la carrozzeria della 140. In questo modo,  Volvo sarebbe riuscita a realizzare quell’abbinamento di prestigio e compattezza che si riteneva con certezza essere ciò che alcune persone avrebbero apprezzato.

Jan Wilsgaard, responsabile della progettazione di  Volvo, mantenne dunque invariato il telaio della Serie 140 e utilizzò la sezione anteriore del progetto 358 sviluppato negli anni ’50. Lo stemma in acciaio della Casa rimaneva in evidenza ed era collocato in diagonale come sul primo modello  del 1927 – così come lo si vede sui modelli attuali.
La carrozzeria della 140 venne inoltre allungata in avanti di 10 cm partendo dalla linea del parabrezza. Quest’ultima variazione era necessaria per ottenere lo spazio sufficiente a ospitare la nuova configurazione a sei cilindri in linea. Questo propulsore venne denominato B30, aveva 3 litri di cilindrata e sviluppava una potenza di 145 CV grazie a carburatori doppi Zenith – Stromberg.
In un comunicato stampa pubblicato nell’agosto del 1968 si annunciava con orgoglio che il cambio prodotto dalla tedesca ZF era “a controllo remoto”, il che significa che la leva del cambio, relativamente corta, era posizionata sul tunnel centrale fra i sedili anteriori.

Allestimenti e rifiniture erano di livello notevolmente superiore a quelli della Serie 140: i sedili erano rivestiti di uno spesso panno, i rivestimenti del pavimento erano in tessuto e il divano posteriore era stato sostituito da due sedili separati da un bracciolo mobile al centro.
Dopo il primo anno di produzione, sulla 164 vennero introdotti i rivestimenti in pelle, inclusi nella dotazione standard, stessa dotazione per luci alogene supplementari integrate e i poggiatesta. Negli  Stati Uniti, il modello veniva naturalmente proposto con finestrini elettrici, tettuccio elettrico, aria condizionata e vetri oscurati.
Quando la rivista americana Car and Driver scrisse della  Volvo 164 che aveva provato nell’edizione commercializzata nel luglio 1969, inserì nell’articolo anche una descrizione della tipologia di persone che si ipotizzava avrebbero acquistato la nuova  Volvo: “Volvo punta a sottrarre acquirenti alle concessionarie Buick, Oldsmobile e Mercedes e si sta impegnando in questo senso. I nuovi clienti di  Volvo sono professionisti – medici, avvocati, dentisti -, persone che possono permettersi qualcosa di diverso.”
Una pubblicità americana realizzata da  Volvo per la 164 riprendeva lo stesso tema: “L’auto di lusso che dimostra che avete più del semplice denaro”.
La  Volvo 164 è stata soggetta a continue evoluzioni nel corso di tutto il suo ciclo di vita; fra queste, l’aggiunta di dotazioni come l’iniezione elettronica (a partire dal Model Year 1972).
L’ultimo Model Year risale al 1975 e tutte le vetture prodotte in quell’anno vennero esportate negli  Stati Uniti. Nello stesso anno era già entrato in produzione il ‘successore’ di questo modello, la 264.
Cinque curiosità meno note sulla  Volvo 164:

Un solo esemplare di  Volvo 164 venne sviluppato per essere utilizzato come ambulanza. La divisione Veicoli Speciali di  Volvo realizzò a tal fine un prototipo decisamente più alto e con passo allungato. Sebbene venne costruito soltanto un esemplare di questo veicolo, esso divenne il precursore delle ambulanze che sarebbero state realizzate successivamente sulla base del modello  Volvo 265.

Nel 1974, la produzione della  Volvo 164 venne trasferita a Kalmar. I metodi di produzione utilizzati presso il nuovo stabilimento  Volvo erano decisamente all’avanguardia per quell’epoca. Per lo spostamento delle scocche venivano infatti utilizzati nel processo produttivo carrelli traslatori automatici e il lavoro di assemblaggio era suddiviso fra  piccole squadre di operai. Gli addetti potevano svolgere a turno i compiti di supervisione e ruotare nello svolgimento delle mansioni di produzione.

Per sviluppare il prototipo della lussuosa  Volvo 262C coupé, realizzato in Italia, la carrozzeria Coggiola si ispirò a una 164, che venne convertita in una coupé a due porte molto simile al modello che andò poi in produzione. Una delle differenze principali era rappresentata dalla sezione anteriore del prototipo, mantenuta uguale a quella della 164.

Il propulsore B30 a sei cilindri della  Volvo 164 venne inoltre utilizzato per diversi fuoristrada militari a marchio  Volvo. Una versione marina del motore B30, con tre carburatori, è stata prodotta anche da  Volvo Penta.

La carrozzeria italiana Zagato espose presso il proprio stand al Salone dell’Auto di Ginevra del 1970 la coupé sportiva 3000 GTZ. La vettura montava sotto il cofano il propulsore B30 e si era ispirata alla 164 per quanto riguarda il sistema meccanico. Si dice che l’unico prototipo mai realizzato di questa vettura esista ancora oggi.

Renault nasce Arkana

Renault accoglierà ben presto nella gamma un nuovo crossover del segmento C, battezzato Renault ARKANA. La show car di questo nuovo modello, destinato ai mercati mondiali, sarà svelata in anteprima al Salone Internazionale dell’Auto di Mosca 2018.

Il nome ARKANA deriva dal latino ARCANUM (“segreto”), un termine utilizzato da secoli per definire eventi e fenomeni misteriosi, che valorizza il carattere originale e l’appeal del futuro modello.

Questo nuovo e originale crossover si propone di modificare i codici tradizionali del mercato dei SUV, grazie al design esclusivo. Renault ARKANA sarà presentato in anteprima mondiale in Russia quest’estate in veste di show car, per essere commercializzato su tale mercato nel 2019. La show car anticipa un crossover globale che Renault prevede di lanciare su diversi mercati internazionali.

Per maggiori informazioni su Renault ARKANA, appuntamento il 29 agosto 2018 al Salone Internazionale dell’Auto di Mosca

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