Il Codacons pronto a nuove iniziative legali in merito allo scandalo “Dieselgate”, dopo l’indagine che vede coinvolta la casa automobilistica Opel e il richiamo di 100.000 vetture per ordine della motorizzazione federale tedesca.

“Chiediamo alle istituzioni italiane – dichiara il presidente Carlo Rienzi – di avviare subito verifiche volte ad accertare se il presunto scandalo riguardi anche il nostro paese, e se circolino in Italia automobili Opel con motori diesel modificati sul fronte delle emissioni”.

Proprio il Codacons fu la prima associazione dei consumatori italiana ad attivarsi sullo scandalo Dieselgate scoppiato nel 2015 e che coinvolse il gruppo Volkswagen, presentando una class action dinanzi al Tribunale di Venezia per conto degli automobilisti danneggiati e partecipando con i propri periti al procedimento penale contro gli amministratori di Volkswagen Italia.

“Siamo pronti ad avviare una battaglia legale a tutela dei proprietari di vetture Opel se sarà accertata l’eventuale falsificazione delle emissioni sulle vetture circolanti in Italia, e invitiamo il Ministero dei Trasporti ad attivarsi con urgenza per compiere tutte le verifiche del caso” – conclude Rienzi.

 

Secondo dati della Motorizzazione tedesca sarebbero 95.000 le auto coinvolte nella manipolazione dolosa del software che regola l’emissione dei gas di scarico in tutta Europa nei modelli euro 6: Zafira, Cascada e Insignia. Già in luglio era stato aperto un procedimento contro i tre modelli Opel. “Indaghiamo per il reato di frode nell’immissione sul mercato di auto diesel con software che manipola i valori sull’emissione dei gas di scarico” ha confermato il procuratore, Nadja Niesen, al quotidiano tedesco che si occupa di economia e finanza, Handelsblatt.