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Gino Bruni

Il mio blog

Mese

aprile 2019

Auto storiche: l’11^ edizione del Marina Genova Resort è di Tino Gemme.

Al volante della sua Lancia Fulvia coupé, Tino Gemme si è aggiudicato l’undicesima edizione del Circuito “Marina Genova Resort”.

La manifestazione, riservata alle vetture storiche, era organizzata dal Veteran Car Club Ligure con la collaborazione della Marina Genova Resort.

Sul tracciato appositamente predisposto nell’area della Marina di Genova, si sono presentate una cinquantina di auto provenienti da tutto il nord dell’Italia.

La competizione di regolarità si è articolata su tre giri per un totale di trentanove rilevamenti cronometrici di precisione.

Alle spalle del vincitore si sono classificati Marco Formento su Fiat 127 e Gianni Chiesa su Lotus Cortina. Al quarto e quinto posto si sono piazzati rispettivamente Arturo Bottaro su Mini Cooper e Giuseppe Fasciolo su Alfa Romeo Duetto.

Come sempre interessante il parco macchine che ha dato vita alla manifestazione. Da evidenziare la presenza, tra l’altro, di alcune Fiat del periodo anteguerra.

33° Coppa dei Fiori: Vellano-Molina, re della precisione

Maurizio Vellano e Giovanni Molina con la loro Audi 80 quattro, conquistano il successo nella 33° Coppa dei Fiori, gara valevole per il campionato italiano regolarità a media, essendo i più precisi in tre delle dodici prove speciali che componevano la gara di due tappe. Vellano-Molina hanno preso il comando della gara nel secondo settore di venerdì sul Monte Bignone per mantenerlo sino al traguardo.

Seconda piazza per l’equipaggio femminile formato da Alexia Giugni e Caterina Leva (madre e figlia) che hanno viaggiato costantemente a ridosso dei vincitori con la loro Alpine Renault A110 non andando mai oltre il terzo posto nella classifica assoluta e prendendosi la soddisfazione di essere le migliori in assoluta sulla prova di Testico di sabato mattina. Alexia Giugni e Caterina Leva hanno superato la componente maschile della famiglia Leva ovvero Marco e Riccardo Leva (padre e figlio, e marito e figlio della pilota dell’Alpine) che hanno concluso con la loro Alfa GT Junior al terzo posto.

A seguire l’equipaggio dei genovesi Gandino – Scarcella, con la Saab 96, che sono stati molto costanti nelle loro prestazioni, senza però mai riuscire a insidiare le posizioni del podio.

Per gli altri genovesi in gara Enrico Scotto con Fabrizio Mazzoni (Lancia Fulvia Coupé) dopo una partenza che lasciava sperare una posizione di ulteriore prestigio si sono dovuti accontentare di un’ottima ottava piazza assoluta e la vittoria di classe e raggruppamento.

Quarta posizione di classe, invece, per Gino Fumagalli e Cristiano Centenari (u Fiat 124 Abarth) e undicesimo nel quarto raggruppamento.

Nella foto i genovesi Gandino – Scarcella.

Sanremo Rally Storico, “Lucky”-Pons sul gradino più alto del podio

Con un finale di gara incerto fino all’ultimo chilometro, “Lucky” e Fabrizia Pons, su Lancia Delta Integrale 16V, conquistano la vittoria del 34° Sanremo Rally Storico, seconda prova del campionato italiano di specialità.

Il portacolori del Rally Club Isola Vicentina  che ha dominato su sette delle undici speciali della due giorni di gara.

Nella prova finale , i quasi 8 chilometri del Colle d’Oggia, “Lucky” ha chiuso  con un solo decimo di vantaggio su Lucio Da Zanche e Daniele De Luis (Porsche 911 SC),  i loro avversari più temibili. La terza piazza è andata a Davide Negri e Roberto Coppa, con la loro Porsche 911 RS.

Per il genovese di adozione Fabrizio Pardi, in  coppia con Veronica Lertora (Lancia Fulvio Coupè Rally) la vittoria in solitaria nel primo raggruppamento G1U e la 33^ piazza assoluta.

Sanremo Leggenda: Guastavino – Bottini sul gradino più alto del podio

Il savonese Michele Guastavino, in coppia con Laura Bottini  su Ford Fiesta R5 con i colori della Scuderia Racing for Genova Team, vince l’undicesima edizione del Sanremo Leggenda, gara valida per la Coppa Italia di Zona. Il pilota della Ford Fiesta ha conquistato 4 prove cronometrate sulle sei in programma. La seconda piazza è andata ad un altro savonese Fabrizio Andolfi Jr, insieme a Stefano Savoia (Peugeot 207) che ha conquistato le ultime due prove della gara. Gli imperiesi Alberto Orengo e Bruno Banaudi  (Skoda Fabia) si sono è guadagnato il gradino più basso del podio.

Per i genovesi in gara bella prestazione per Alberto Biggi, in coppia con Marco Nari (Skoda Fabia) che sul traguardo di Sanremo ha ottenuto la sesta piazza assoluta.

Maurizio Rossi in coppia con Marta De Paoli (Skoda Fabia) è giunto in ottava posizione assoluta.

I portacolori della Scuderia Lanterna Corse Rally Team Alberto Verardo in coppia con Cristina Rinaldis ( Renault Clio N3) è giunto sedicesimo nella classifica assoluta  e secondo in quella di  classe. Il suo compagno di Team Riccardo Gallo affiancato da Marco Gallizia (Renault Clio N3) ha conquistato la quinta posizione di classe.

Enrico Pagano con Giorgio Antichi (Peugeot 106) ha vinto la classe N1 mentre Mattia Canepa affiancato da Giorgia Lecca su Citroen C2 con i colori della Scuderia Sport Favale 07, si è guadagnato la seconda posizione nella classe RS16.

Hanno terminato il rally cinquanta dei settantuno equipaggi ammessi al via.

Sanremo Leggenda, classifica finale assoluta: 1. Guastavino-Bottini (Ford Fiesta) in 42’09.3; 2. Andolfi-Savoia (Peugeot 207) a 2.7; 3. Orengo-Banaudi (Skoda Fabia) a 1’05.1; 4. Spataro-D’Agostino (Peugeot 207) a 1’38.2; 5. Riccio-Cicognini (Hyundai I20) a 1’41.6; 6. Biggi-Nari (Skoda Fabia) a 2’24.7; 7. Borgogno-Luciano (Skoda Fabia) a 2’47.7; 8. Rossi-De Paoli (Skoda Fabia) a 3’14.6; 9. Daldini-Rocca (Renault Clio) a 3’39.8; 10. Serini-Miglini (Mitsubishi Lancer Evo Ix) a 4’31.6.

Breen e Nagle, trionfano al 66°Rallye Sanremo

Craig Breen e Paul Nagle, Skoda Fabia R5, si aggiudicano il 66°Rallye Sanremo, gara organizzata dall’Automobile Club del Ponente Ligure, un rally tanto impegnativo quanto spettacolare che storicamente ha sempre regalato colpi di scena. E il colpo di scena anche in questa edizione c’è stato. L’irlandese ha superato proprio nell’ultimo tratto cronometrato  Simone Campedelli e Tania Canton con la Ford Fiesta R5 di Orange1 Racing che erano stati a lungo al comando della gara.

Il romagnolo si era infatti aggiudicato cinque delle dieci prove speciali in programma arrivando all’ultima lunga prova speciale con un vantaggio di undici secondi su Breen.

km dell’ultima tratto cronometrato di oltre 34 chilometri,  con condizioni meteorologiche avverse, con pioggia nebbia e tratti completamenti asciutti, l’irlandese ha realizzato un tempo straordinario che gli ha consentito di superare l’avversario.

Terzi assoluti, Giandomenico Basso insieme a Lorenzo Granai con la Skoda Fabia R5.

Il Sanremo si è confermato come una gara bella e difficile nel segno dell’imprevedibilità meteo che ha accompagnato tutta la gara.

Quarto assoluto Luca Rossetti affiancato da Eleonora Mori con la C3 R5 ufficiale.

 

CLASSIFICA ASSOLUTA 66°RALLYE SANREMO FINALE: 1. Breen-Nagle (Skoda Fabia R5) in 1:40’42.3; 2.Campedelli-Canton (Ford Fiesta R5) in 4.3; 3. Basso-Granai (Skoda Fabia R5) a 32.9; 4. Rossetti-Mori (Citroen C3 R5) a 1’00.0; 5. Crugnola-Ometto (Volkswagen Polo R5) a 1’17.9; 6. Franceschi-Haut Labourdette (Skoda Fabia R5) a 2’53.1; 7. Michelini-Perna (Skoda Fabia R5) a 4’07.0; 8. Habaj – Dymurski (Skoda Fabia R5) a 4’40.0; 9. Rusce-Farnocchia (Volkswagen Polo R5) a 5’15.5; 10. Scattolon-Nobili (Skoda Fabia R5) a 5’48.5.

66°Rallye Sanremo Simone Campedelli e Tania Canton, Ford Fiesta R5, sono al comando

Dopo quattro prove della prima giornata il romagnolo guida la classifica davanti alle due Skoda di Craig Breen e Giandomenico Basso.

Il 66°Rallye Sanremo è entrato ufficialmente e le prime insidiose quattro prove disputatesi nel pomeriggio di oggi hanno confermato che la corsa è destinata ad essere come di consueto aperta fino all’ultimo chilometro, cioè fino a domani  nel tardo pomeriggio. A rendere ancora più difficile un percorso storicamente molto impegnativo c’è stato anche l’alternarsi di sole e pioggia con alcune prove difficilmente interpretabili soprattutto per la scelta degli pneumatici. Dopo le quattro prove di oggi al comando  c’è Simone Campedelli con Tania Canton su Ford Fiesta R5 della Orange1 Raging. Il romagnolo ha preso la testa dopo la terza delle prove in programma nel pomeriggio, sfruttando al meglio le proprie qualità, quelle della vettura , preparata ufficialmente dalla M-Sport di Malcolm Wilson, ed una scelta di pneumatici particolarmente apprezzata che gli ha permesso anche di vincere l’ultimo tratto cronometrato terminando al comando con 9″6 su  Craig Breen e Paul Nagle , Skoda Fabia, e 10″ sull’altra Skoda Fabia di Giandomenico Basso e Lorenzo Granai.

Questo il risultato della prima semi tappa, con la parte conclusiva della prima frazione di gara che vivrà le sue parti più esaltanti con le prove in notturne in programma già nelle primissime ore di domani; la “classica” notte sanremese con la Mini Ronde da trenta chilometri e la temibile San Romolo; domani sabato 13 aprile toccherà ad altre sei prove speciali: tra queste spiccano i rinomati tratti di Testico, San Bartolomeo e Colle d’Oggia. La corsa si concluderà alle ore 19.00.

Tra gli iscritti al Campionato Italiano Rally JUNIOR dopo quattro prove disputate è davanti l’equipaggio formato da Giuseppe Testa e Massimo Bizzocchi ai sette giovani equipaggi a bordo delle Ford Fiesta R2B. Tra i partecipanti al titolo tricolore Due Ruote Motrici al momento comanda il fiorentino Tommaso Ciuffi insieme a Nicolò Gonella con la Peugeot 208 R2.

 CLASSIFICA ASSOLUTA DOPO PS4: 1. Campedelli-Canton (Ford Fiesta R5) in 29’08.1; 2.Breen-Nagle (Skoda Fabia R5) a 9.6; 3. Basso-Granai (Skoda Fabia R5) a 10.6; 4. Albertini-Fappani (Skoda Fabia R5) a 18.4; 5.Rossetti-Mori (Citroen C3 R5) a 18.7; 6. Crugnola-Ometto (Volkswagen Polo R5) a 29.5; 7. Michelini-Perna (Skoda Fabia R5) a 54.7; 8. Franceschi-Haut Labourdette (Skoda Fabia R5) a 1’05.1; 9. Rusce-Farnocchia (Volkswagen Polo R5) a 1’34.9; 10. Scattolon-Nobili (Skoda Fabia R5) a 1’45.3.

Osservatorio Continental sulla sicurezza stradale 2019

Certi delle proprie capacità, ma preoccupati dalla distrazione degli altri. Mentre per autisti dei mezzi pesanti non è solo una questione di attenzione.

Che rapporto hanno gli italiani con la sicurezza stradale? Come percepiscono sé stessi e gli altri? In cosa ripongono più fiducia per avere delle strade sicure?  In un contesto in cui la ricerca e l’innovazione fanno progressi costanti per rendere reale una mobilità che includa mezzi a guida autonoma, oggi viviamo ancora in un contesto in cui il 93% degli incidenti deriva dal comportamento del guidatore (dati Ocse) confermando quindi, per ora, l’essere umano come attore protagonista della sicurezza nell’ecosistema strada.

L’Osservatorio Continental sulla Sicurezza Stradale, realizzato con l’istituto di ricerca Euromedia Research, ha posto queste e altre domande al fine di tracciare una fotografia del vissuto, delle percezioni, dei valori e delle aspettative degli utenti della strada in merito alla sicurezza per arrivare a sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza di adottare comportamenti sicuri.

“Si tratta di un osservatorio che poggia la propria origine nel DNA aziendale di Continental – spiega Alessandro De Martino, Amministratore Delegato di Continental Italia – che da oltre 140 anni fa della sicurezza su strada e dell’innovazione tecnologica la propria missione, investendo e producendo, oltre agli pneumatici, tecnologie per rendere i veicoli e le strade sicure e arrivare a ‘Vision Zero’ ovvero una mobilità a zero vittime, zero feriti e zero incidenti sulla strada.

Una visione che consenta a tutti gli utenti, siano essi pedoni, ciclisti, motociclisti, automobilisti e autisti del trasporto pesante di mezzi e persone, di condividere un ecosistema complesso in sicurezza”.

Se da un lato l’Osservatorio evidenzia subito come l’automobile si confermi ancora il mezzo di trasporto più utilizzato (78,2% degli intervistati), fa emergere allo stesso tempo una percezione contraddittoria tra sé e gli altri: infatti l’auto è percepita come il mezzo di trasporto più sicuro per sé (44,1%), e al contempo il più pericoloso dato che gli utenti della strada vivono nella paura di essere investiti (il 68% degli intervistati).

Il 79,5% degli italiani tuttavia non percepisce sé stesso come un pericolo per l’ecosistema strada definendosi “rispettoso delle regole indipendentemente dalla presenza di un controllo” (solo l’8,7%, dichiara di rispettare le regole solo in presenza di un controllo), e assolutamente sicuro delle proprie capacità (l’87,4%) e di sé stesso mentre è alla guida del proprio mezzo di trasporto.

La fiducia per arrivare ad avere una maggiore sicurezza stradale viene riposta in primis nei guidatori e nel loro senso di responsabilità (34,9%) e in secondo luogo in una maggiore severità da parte delle Forze dell’Ordine attraverso una presenza più estesa sulle strade e sulle autostrade (16,7%). La fiducia viene poi riposta, dal 15,5%, nelle aziende che producono automobili e pneumatici attraverso la costante evoluzione di tecnologie in grado di dar vita a nuovi sistemi che aiutino a frenare per tempo e in maniera efficace, a sistemi per il controllo della stabilità in caso di frenata, a sensori di rilevazione della stanchezza, ecc.

La sicurezza stradale è quindi percepita come una questione di attenzione e di prudenza: due dei termini menzionati più frequentemente dagli intervistati quando si chiede loro di definire con una parola la “sicurezza stradale”, che secondo il 88,1% degli italiani è minacciata principalmente dalla distrazione (44,4%) e dalla trasgressione (43,7%).

I guidatori ritengono, infatti, che l’elemento più importante per la sicurezza stradale sia proprio il guidatore (50,1%) seguito, con grande distacco, dai freni (9,7%), dalla segnaletica stradale (6,4%), dai sensori e i sistemi di guida assistita (6,0%) e gli pneumatici (5,3%).

Cosa sono disposti a fare gli italiani per aumentare in generale il livello di sicurezza stradale?

A prestare maggiore attenzione evitando le distrazioni (19,0%); a rispettare le regole e il codice della strada (15,3%) e a ridurre la velocità (11,2%). Il 5,2% conferma di guidare già in modo responsabile e rispettoso delle regole e ritiene di non dover fare nulla.

In questo contesto per gli italiani rispettare il codice della strada significa compiere un atto di responsabilità verso sé stessi e verso gli altri utenti della strada (58,9%, in larga parte uomini con età compresa tra i 45 e i 64 anni); adottare un comportamento che tutela dal rischio di incidenti (27,5%); attuare un comportamento che evita di incorrere in sanzioni (9,2%), mentre per il 2,3% è un limite che impedisce loro di godere appieno delle prestazioni del proprio veicolo.

Quando lo sguardo passa al futuro e a ciò che viene ritenuto un fattore fondamentale sui mezzi di trasporto “personali” di prossima generazione, il 43,5% degli intervistati non ha dubbi e menziona sistemi di sicurezza e di ‘alert’ affidabilissimi in grado di evitare incidenti, il 12,2% sceglie il carburante ecocompatibile, mentre solo il 10,5% menziona le auto con guida autonoma e capaci di interazioni tra veicoli e infrastrutture.

Il 59,2% delle persone interpellate ritiene che i sistemi di assistenza alla guida siano strumenti validi ma che non risolvano il problema della sicurezza stradale; il 37,9% li ritiene comunque fondamentali.

Le percezioni cambiano radicalmente per gli autisti dei mezzi pesanti, il 65,2% dei quali ritiene che la sicurezza stradale non dipenda solo dall’attenzione di ciascun guidatore ma che sia determinata anche da altri strumenti, in primis la segnaletica stradale. Anche supporti tecnologici come sensori capaci di aumentare la percezione dello spazio che circonda mezzi di grandi dimensioni sistemi di frenata automatica e ausili elettronici alla guida sono percepiti come molto importanti per la sicurezza. Loro stessi infatti, rispetto al totale del campione, sono maggiormente consapevoli alla guida del loro mezzo. Secondo loro, infine, il comfort del veicolo rappresenta un fattore fondamentale per i mezzi del futuro, in grado di aumentare la marcia in sicurezza accrescendo in modo significativo il benessere, e quindi la concentrazione, di chi passa molte ore al volante.

“Condividere la strada in sicurezza è per Continental un diritto di tutti ed è l’obiettivo al centro delle attività del Gruppo che, mentre continua a lavorare allo sviluppo di tecnologie e innovazioni in un’ottica di automazione, è fortemente convinto che a nulla possano servire i grandi investimenti nella ricerca se, alla base, non si investe sulla percezione della sicurezza da parte dell’uomo che attualmente è e rimane l’elemento cardine dell’ecosistema strada. Questo impegno è alla base dei programmi e dei progetti dell’azienda in Italia e nel mondo. Il nostro progetto di sensibilizzazione sfrutterà – nei prossimi due mesi – la potenzialità di due importanti piattaforme di comunicazione: BluE – l’evento che porta a Milano durante la Design Week il tema della mobilità elettrica – e il Giro d’Italia 2019 – di cui saremo Safety Sponsor. Portare all’attenzione di tutti un tema che coinvolge ognuno di noi e che, come dimostrato, richiede che non si abbassi la guardia, è il nostro obiettivo.” conclude Alessandro De Martino.

L’auto del futuro, secondo i consumatori

Per gli italiani l’automobile è ibrida e sempre più connessa.
Sul mercato internazionale del settore Automotive rallenta l’entusiasmo dei consumatori nei confronti della tecnologia a guida autonoma. Al tempo stesso però si rafforza la preferenza verso la mobilità ibrida/elettrica, trainata soprattutto dai Paesi orientali (Cina e Giappone) e dall’Italia (al primo posto in Europa). Il nostro Paese si distingue inoltre per una maggiore predisposizione alla connettività a bordo dei veicoli, in netto contrasto rispetto agli altri Paesi europei, dove prevalgono i timori legati alla raccolta dei dati personali.
Questo è in sintesi quanto emerge dall’articolo di Deloitte Italia “L’auto del futuro, secondo i consumatori” basato sui risultati della Global Automotive Consumer Survey di Deloitte con uno specifico focus sull’Italia, che ogni anno coinvolge oltre 20.000 consumatori in diciassette Paesi.

Questo quanto è emerso nel dettaglio:

Frena l’entusiasmo dei consumatori per le auto a guida autonoma.
▪ Nel 2018 quasi un terzo degli italiani (29%) continua a ritenere ”non sicura” la tecnologia a guida autonoma, in linea con il resto del mondo.
▪ Per più di un italiano su due (53%) le notizie d’incidenti hanno influito sulla sicurezza percepita dei veicoli a guida autonoma.
▪ Il 63% degli italiani vorrebbe un livello di controllo “molto elevato” da parte di governi e istituzioni sulla tecnologia a guida autonoma.
▪ Sulla guida autonoma, cala in tutti i paesi la preferenza per i player tradizionali: in Italia scende dal 51% al 36%.
▪ I brand tecnologici guadagnano consensi per portare la tecnologia a guida autonoma sul mercato: in Italia salgono dal 26% al 30%.

“L’interesse dei consumatori per la tecnologia a guida autonoma ha subito un brusco rallentamento a livello globale – osserva Giorgio Barbieri, Senior Partner Deloitte e Automotive Sector Leader – ma i dubbi e i timori relativi alla sicurezza potrebbero essere alleviati dal rafforzamento degli standard qualitativi e dalla formulazione di un nuovo quadro normativo, per il quale i governi dovrebbero assumere un ruolo di leadership. Ciò consentirebbe inoltre all’industria automobilistica di convergere verso standard chiari e soluzioni tecnologiche condivise, riducendo al contempo i costi di conformità normativa”.

 

L’elettricità sarà la vera protagonista del (prossimo) futuro della mobilità globale, in particolare nel Sol Levante.
▪ Italia ai primi posti al mondo come preferenza per la mobilità ibrida/elettrica (41%), dietro solo a Cina (46%) e Giappone (44%)
▪ Negli USA la mobilità ibrida/elettrica registra un ruolo marginale (22%), grazie al minor costo dei carburanti tradizionali. Dichiara Giorgio Barbieri: “Vale la pena sottolineare il fatto che i consumatori italiani si dimostrano più aperti ed entusiasti, rispetto alla maggior parte degli altri paesi, nei confronti del nuovo trend della mobilità ibrida/elettrica. Compito dei player tradizionali è saper innovare e continuare a investire in ricerca e sviluppo per cogliere quest’opportunità e non rimanere indietro rispetto alla futura crescita del comparto a livello mondiale.”.
I consumatori italiani sono tra i più inclini a pagare un sovrapprezzo per una maggiore connettività a bordo.
▪ L’Italia registra una delle preferenze più alte (60%) a livello mondiale per i veicoli connessi, davanti a Stati Uniti (47%), UK (45%), Francia (36%) e Germania (35%.)
▪ Gli italiani sono i meno preoccupati al mondo (31%) per la raccolta dei dati personali a bordo dei veicoli connessi.
▪ Il 72% degli italiani (1° posto in Europa) sarebbe disposto a pagare un sovrapprezzo per una maggiore connettività a bordo.
Osserva Giorgio Barbieri: “A livello globale, i consumatori potrebbero non essere pronti a pagare un sovrapprezzo per la maggiore connettività a bordo, soprattutto a causa delle preoccupazioni legate alla raccolta dei dati personali; l’Italia si muove però in contro tendenza, rivelando una predisposizione nettamente più alta rispetto agli altri Paesi”.
“La chiave per realizzare una mobilità sempre più connessa risiede nella capacità di coinvolgere soprattutto i consumatori più giovani, invitandoli ad adottare le soluzioni più innovative e a consolidare il trend sul mercato; tutto ciò nell’ipotesi che le varie industrie interessate al mercato possano continuare a investire abbastanza a lungo per consentire a questa trasformazione del mercato di realizzarsi intercettando le reali esigenze dei consumatori.”

Crash-Test Euro NCAP 2019

Sicurezza a 5 stelle per i due suv di medie dimensioni Range Rover Evoque e Citroën C5 Aircross (quest’ultima nella configurazione con ‘safety pack’: per la versione standard le stelle sono 4).

È questo il verdetto della seconda serie dei test Euro NCAP 2019, il progetto internazionale di valutazione degli standard di sicurezza delle auto nuove, del quale è partner l’Automobile Club d’Italia (schede su www.euroncap.com).

Seconda serie di test per la Range Rover Evoque: il modello precedente era stato valutato nel 2011. Oggi come allora, nonostante i più severi protocolli Euro NCAP 2019, l’auto inglese raggiunge la massima valutazione. Molte le eccellenze: freno automatico di emergenza (AEB: Autonomous Emergency Braking) in ambito urbano e urto contro la barriera laterale. Piccole criticità, invece, nella prova del colpo di frusta per i passeggeri posteriori e in quella dell’AEB con il ciclista.

Il nuovo modello Citroën C5 Aircross è stato testato sia nell’allestimento standard che in quello con il ‘safety pack’ (dotato del sistema di frenatura automatico). Nell’allestimento base, l’AEB prevede solo la telecamera; in quello superiore, è compreso anche il radar. Ed è proprio questo a fare la differenza, facendo ottenere all’auto francese il massimo punteggio, rispetto al modello AEB standard che si ferma, invece, a 4 stelle. Ottima, per entrambi i modelli, la protezione nei confronti di adulti e bambini a bordo. Piccole criticità per tibia e torace del conducente e testa del passeggero posteriore.

“Gli ultimi test Euro NCAP ribadiscono l’importanza del sistema di frenatura automatica AEB – ha affermato Angelo Sticchi Damiani, presidente dell’Automobile Club d’Italia. Solo i veicoli dotati di questa tecnologia ADAS, infatti, ottengono la valutazione massima di 5 stelle. La nuova sessione di test, inoltre, evidenzia che è possibile migliorare gli standard di sicurezza dei veicoli. I sistemi AEB di ultima generazione – con telecamera e radar – sono molto più performanti di quelli composti da sola telecamera. L’ACI, pertanto, ribadisce ancora una volta la necessità dell’obbligo dell’AEB su tutti i veicoli nuovi”.

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