L’Ivass, l’anatra zoppa delle autorità di vigilanza, pare oggi soddisfatta per una apparente riduzione dei premi assicurativi Rc Auto nel 2020, come se ciò accadesse per bontà delle compagnie di assicurazione.

Non è così: se riduzioni vi sono state, è bene ricordare che secondo i dati ANIA su una raccolta premi di 116.524 milioni di euro dal 2012 al 2019, l’utile è stato di 10.430 milioni di euro, pari ad una redditività di quasi il 9% – sostiene Furio Truzzi, presidente di Assoutenti, associazione dei consumatori specializzata nel settore dei trasporti –  Ai consumatori quindi sono state date le briciole, in termini di riduzione delle polizze, e le Compagnie di Assicurazioni hanno trattenuto, a causa dell’assetto oligopolistico del settore, utili da capogiro.

Contemporaneamente i diritti ad un giusto ed equo risarcimento si sono ridotti.

Negli ultimi dieci anni sono crollati gli incidenti stradali: secondo i dati Ania i sinistri sono scesi del 46%, e nel 2020 la sinistrosità si assesterà su un 4%. Un beneficio sociale enorme in termini di minor numero di vittime e feriti ma, a questo punto, le tariffe Rc Auto sarebbero dovute scendere in modo decisamente più consistente – sostiene Assoutenti.

“Urgono misure come la portabilità del certificato assicurativo esattamente come è successo nella telefonia e come è stato fatto in Francia con ottimi risultati. Bisogna inoltre a disboscare i contratti assicurativi da clausole vessatorie che limitano i diritti dei danneggiati in cambio di pochi euro di sconto – prosegue Truzzi – ed è inoltre urgente ed improcrastinabile la riforma radicale della Governance dell’Organismo di Vigilanza che non ha mai dimostrato la necessaria indipendenza dal vigilato. Le recenti bozze, infatti, emanate dall’Ivass che ridurrebbero anche i diritti dei danneggiati che hanno subito lesioni gravi e gravissime, con apparente violazione della delega legislativa, suscitano scandalo e preoccupazione – conclude il presidente di Assoutenti.