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Gino Bruni

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Mese

ottobre 2021

Sicurezza Stradale in Europa

Europa: un quarto delle vittime della strada ha tra 15 e 30 anni

Limiti di tasso alcolemico nel sangue più stringenti e fatti rispettare, tolleranza zero per l’uso di sostanze psicotrope illegali e un sistema di rilascio graduale della patente di guida: è quanto l’ETSC (European Transport Safety Council) chiede all’Unione Europea per aumentare la sicurezza dei giovani conducenti.

UE: un quarto vittime ha tra 15 e 30 anni

In Europa, infatti, un quarto delle vittime da incidenti stradali ha tra i 15 e i 30 anni. Nel 2019, nei 25 Paesi UE per i quali sono disponibili i dati, sono 5.182 i giovani che hanno perso la vita in un incidente.

Incidentalità stradale: in UE = 18% delle cause di morte tra i giovani. In Italia = 25%

Nella fascia d’età compresa tra i 15 e i 30 anni, in Europa, l’incidentalità stradale rappresenta circa un quinto (18%) di tutte le cause di morte. In Italia, la percentuale sale al 25%, probabilmente a causa di un maggiore utilizzo delle due ruote. Nel nostro Paese, infatti, il 32% dei giovani che muoiono sulla strada sono motociclisti, contro una media UE del 24%.

Enorme disparità di genere: uomini l’81% delle vittime

Enorme la disparità di genere: secondo l’ETSC, infatti, nella fascia di età 15-30 anni, l’81% delle vittime è costituito da uomini. Anche prendendo in considerazione il fatto che gli uomini guidano di più delle donne, la differenza tra mortalità maschile e femminile rimane profonda.

Cause principali: inesperienza, immaturità, stili di vita

Molti giovani non guidano in modo pericoloso intenzionalmente. I rischi derivano dall’inesperienza, dall’immaturità e dagli stili di vita propri della loro età. I dati dimostrano che più presto si inizia a guidare da soli senza restrizioni, più è probabile che si resti coinvolti in un incidente fatale, in particolare se si ha meno di 18 anni.

Rilascio graduale patenti riduce incidenti

Diversi studi dimostrano che i sistemi di rilascio graduale delle patenti determinano una riduzione degli incidenti. Tali sistemi prevedono restrizioni aggiuntive per i neopatentati durante il primo anno di guida, permettendo loro di acquisire esperienza e riducendo alcune situazioni ad alto rischio.

ETSC: tasso alcolemico a 0.2 g/l e tolleranza zero per sostanze psicotrope illegali

Troppi ragazzi perdono la vita in incidenti causati da guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti. Rendere più stringenti e far rispettare i limiti di tasso alcolemico nel sangue, e migliorare l’assistenza per chi ha problemi manifesti di alcol e droghe può aiutare a prevenire molte morti. Per queste ragioni, l’ETSC chiede alla Commissione Europea – che nei prossimi 18 mesi dovrebbe proporre nuove regole sul rilascio delle patenti – di raccomandare che il limite di tasso alcolemico sia fissato di fatto a zero (0.2 g/l). Per quanto riguarda la guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti, l’ETSC vorrebbe che, a livello europeo, venisse applicato il principio tolleranza zero per l’uso di sostanze psicotrope illegali.

Progetto PAsCAL: resi noti i risultati del “Pilota 5”

L’84% degli utenti vulnerabili (anziani, donne incinte, disabili, viaggiatori con bagagli pesanti, genitori con passeggino) ritiene che un ambiente di trasporto connesso li aiuterà a usare i trasporti pubblici in modo più agevole e autonomo; il 90% considera importante un’elevata autonomia nella mobilità quotidiana; il 62% pensa che gli ambienti di trasporto connessi ridurranno della metà i tempi degli spostamenti, e il 47% è disposto a pagare per questo tipo di servizio.

Sono queste le indicazioni essenziali del “Pilota 5” del Progetto PAsCAL* presentate nel corso dell’evento online “Connected Autonomous Vehicles: Inclusivity and accessibility considerations” (“Veicoli autonomi connessi: considerazioni su inclusività e accessibilità”).

La sperimentazione è stata effettuata con l’applicazione Apertum: una piattaforma digitale che consiglia, in tempo reale, percorsi e trasferimenti migliori – eliminando i non accessibili – e avverte dei possibili ostacoli.

I partecipanti hanno utilizzato tale applicazione per seguire quattro diversi itinerari all’interno del complesso e connesso sistema di trasporto di Madrid e partecipato ad una serie di test e focus group per capire, sulla base delle loro esperienze di viaggio, quale fosse l’interfaccia-utente migliore e il grado di utilità dell’applicazione.

Tre le principali criticità emerse nel corso della sperimentazione:

Preoccupazioni per l’interazione con la mobilità tradizionale, per ragioni etiche relative a scelte e decisioni degli algoritmi.

Terminologia troppo astratta.

Carenza di informazioni su accessibilità dei trasporti pubblici.

Sistemi di navigazione, app di ridesharing (Uber, app per taxi, ecc.) e funzionalità connesse (es. sugli autobus: l’indicatore della fermata successiva), sono risultate le funzionalità più familiari. Meno user-friendly, invece, sistemi quali cruise control adattivo e sterzo automatico.

Gli HMI (human-machine interface: interfaccia uomo-macchina) a bordo dovrebbero, infine, essere dotati di più opzioni di utilizzo (es. attivazione audio e vocale), mentre, per garantire la sicurezza delle persone ipovedenti nei dintorni, i veicoli dovrebbero comunicare con il loro ambiente tramite segnali acustici.

*PAsCAL – acronimo di “Enhance driver behaviour and Public Acceptance of Connected and Autonomous vehicLes” (Migliorare il comportamento del conducente e l’accettazione pubblica dei veicoli connessi e autonomi) – è un progetto europeo volto a sviluppare una mappa multidimensionale dell’accettazione da parte del pubblico dei livelli superiori di Veicoli Connessi e Autonomi (CAV), evidenziando eventuali criticità in materia, in particolare indagando le nuove esigenze di “autista” considerando diverse modalità e servizi di mobilità. L’obiettivo di PAsCAL è, infatti, quello di creare una “Guide2Autonomy” (G2A), un insieme di linee guida e raccomandazioni per accelerare l’evoluzione user-friendly di veicoli e sistemi di trasporto automatizzati connessi.

Crash test Euro NCAP: Cinque Stelle per Ford, Hyundai e Toyota

Cinque i nuovi modelli testati nel quinto appuntamento Euro NCAP 2021: il primo SUV completamente elettrico della Ford – Mustang Mach-E, il SUV Toyota Yaris Cross, (disponibile nelle versioni ibrida e benzina), e tre Hyundai: Bayon (disponibile nelle versioni mild-hybrid e benzina), l’elettrica Ioniq 5 e Tucson con motori diesel, mild e full hybrid. Tutti i modelli hanno ottenuto il massimo punteggio di 5 stelle. Solo la Hyundai Bayon si è fermata a 4 stelle.

La Mustang Mach-E, il primo SUV Ford con motore elettrico, ottiene cinque stelle e la più alta valutazione in questa serie di test. Massimi punteggi nella protezione dei bambini a bordo e nelle prove di urto laterale contro barriera e palo; completa e performante la gamma di sistemi di assistenza alla guida. Poche le criticità riscontrate: marginale l’interferenza tra occupanti in caso di urto laterale; debole la protezione del bacino del pedone in caso di investimento.

La valutazione della Hyundai Bayon si ferma a 4 stelle, penalizzata dai risultati delle prove di urto frontale, per la marginale protezione del torace del passeggero posteriore, l’eccessiva escursione degli occupanti in caso di urto laterale e la poca valutazione del sistema di frenata automatica di emergenza nei confronti di altri veicoli. La vettura coreana si è, però, distinta per il massimo punteggio ottenuto nell’urto contro barriera laterale e l’ottima protezione in caso di investimento o urto con pedoni e ciclisti.

Cinque stelle per la Hyundai Ioniq 5, con ottime valutazioni nella totalità dei test effettuati. Completa la dotazione di sistemi di assistenza alla guida, (i cosiddetti ADAS), che ottengono il punteggio più alto in questa sessione di test. Uniche criticità: l’eccessiva escursione degli occupanti in caso di urto laterale e la scarsa protezione del bacino del pedone investito.

Anche la Hyundai Tucson ottiene 5 stelle, con buoni risultati in tutte le prove effettuate. Le criticità riscontrate hanno riguardato la marginale protezione del torace del conducente in caso di urto frontale e del collo del passeggero posteriore, a causa della geometria del sedile posteriore. I sistemi di assistenza alla guida si sono rivelati utili ad evitare incidenti o a mitigarne gli effetti.

Massimo punteggio anche per il piccolo SUV Toyota, Yaris Cross. La vettura giapponese eccelle nella protezione degli utenti vulnerabili – pedoni e ciclisti – ma anche nelle prove di urto laterale contro barriera e palo. Uniche défaillance rilevate, quelle relative alla marginale protezione del torace del conducente in caso di urto frontale, e la struttura del cruscotto, che risulta critica per la protezione dei femori e delle ginocchia degli occupanti anteriori.

Oltre ai tradizionali test di sicurezza, Euro NCAP ha “ritestato” due furgoni commerciali leggeri: Ford Transit e Ford Transit Custom, dopo che la Casa americana ha reso di serie, sul mercato europeo, il dispositivo che ricorda di allacciare le cinture di sicurezza anche per il passeggero. Questo aggiornamento della dotazione standard consente ad entrambi i modelli di conseguire la valutazione Gold nell’apposita sezione Euro NCAP per i Veicoli Commerciali.

“Ottima l’attenzione dei costruttori alla sicurezza passiva ed attiva dei veicoli di nuova generazione, nonostante le difficoltà ed i cambiamenti in atto nel mercato dell’auto – ha dichiarato Angelo Sticchi Damiani, presidente dell’Automobile Club d’Italia. “Nota di merito particolare alla Ford, in quanto attenta anche alla sicurezza dei veicoli commerciali leggeri, sempre più utilizzati con l’incremento dell’e-commerce”.

In questa sessione di test sono state valutate anche due nuove versioni di modelli già testati da Euro NCAP:

–  la VW Touareg PHEV, alimentazione Plug-in hybrid, variante della Touareg, alimentazione diesel, testata con protocollo Euro NCAP 2018: valutazione 5 stelle;

–   la Volvo XC40 Recharge, alimentazione elettrica o ibrida, variante della XC40, alimentazione diesel e benzina, testata con protocollo Euro NCAP 2018: valutazione 5 stelle.

Presentato il “nuovo corso” dell’Automobile Club Genova

E’ ufficialmente iniziato il nuovo corso dell’Automobile Club Genova. Le attività per il prossimo anno e i numeri del 2021 sono stati illustrati in un incontro con tutti i delegati territoriali a cui hanno partecipato anche il Sindaco Marco Bucci e l’assessore regionale allo sport, Simona Ferro.

Il nuovo Consiglio Direttivo, presieduto da Carlo Bagnasco, è composto da Paolo Maria Capasso, Tommaso Mambretti, Mirko Passalacqua e Alberto Campanella. Sono revisori dei conti Enzo Cauzzi (Presidente), Paolo Zunino e Antonina Calamia (designato dal Ministero). Direttore è Alessandra Rosa, subentrata alla compianta Susanna Marotta.

“Il nuovo corso dell’Automobile Club Genova – spiega la dottoressa Rosa – può contare su numeri molto positivi, in continuità con quanto realizzato in questi anni grazie al grande lavoro della dottoressa Marotta. Nell’ultimo anno Genova ha scalato la classifica nazionale. Stiamo lavorando molto bene sulla qualità dei prodotti, fidelizzando al meglio i nostri tesserati. Ac Genova è secondo in Italia per numero di nuove tessere fidelizzate con un incremento del 20% di associati sul periodo gennaio-settembre. Numeri davvero molto positivi”.

“La presenza delle massime istituzioni, con il Sindaco Bucci in testa, ci inorgoglisce”, sottolinea Carlo Bagnasco. “Lo ringrazio perché ha lanciato un messaggio importante e soprattutto ha sottolineato l’importanza dell’Aci a Genova. Siamo orgogliosi di far parte di un ente così importante, in un momento particolare, a cavallo tra motore tradizionale ed elettrico. Siamo in un momento storico e fondamentale sarà il servizio che possiamo dare anche in questo percorso di una Genova 2.0”.

“L’Automobile Club Genova si sta rinnovando in modo forte”, prosegue Bagnasco. “Con la nuova squadra puntiamo a tanti obiettivi. Aumentare le tessere, certo, ma soprattutto i servizi per i nostri cittadini e valorizzare al massimo le nostre delegazioni che sono il bracco operativo sul territorio. Da lì dobbiamo ripartire. Sono stato anche sul circuito Tazio Nuvolari. La nostra scuola di guida sicure “Drivincentive” è davvero un gioiello. Dobbiamo trasmettere ai ragazzi la cultura della sicurezza e spiegare loro i nostri servizi. Con Automobile Club Genova possono prendere le patenti a 16 e 18 anni e soprattutto scendere in pista per imparare a guidare in modo sicuro”.

Quello di Genova è stato uno dei primi Club d’Italia, insieme a Milano e Torino. L’Ac Genova oggi ha 18 agenzie sul territorio e 18 mila soci. “Con la nuova squadra – prosegue Bagnasco – vogliamo far conoscere una realtà che è sottovalutata. Uno dice Aci e pensa, come immagine classica, al carro attrezzi che arriva a recuperare l’automobilista rimasto a piedi con il mezzo in panne. Non è solo quello. Con la tessera Aci Gold, che costa 100 euro all’anno, il nostro socio ha tutta una serie di servizi che sono alla persona e non al mezzo che guida. Dal pediatra in caso di emergenza lontano da casa al fabbro che ti cambia la serratura. E poi porteremo all’attenzione delle istituzioni le nostre idee per migliorare la viabilità. Diremo la nostra sulla sicurezza e sulle piste ciclabili. Implementeremo gli incontri nelle scuole per parlare di guida sicura, le campagne di sensibilizzazione specifiche su questo tema e lavoreremo per aprire nuove delegazioni territoriali in città. E, ancora, porteremo avanti i nostri eventi storici come il Rally della Lanterna”.

Riflettori puntati sulla Fiera di Padova per auto e moto d’epoca

Sono tante le novità e le tematiche diffuse tra i padiglioni e le aree all’aperto della fiera, a partire dalla passione per il MOTORSPORT, con 4 mostre inedite e centinaia di modelli unici esposti da dealer e collezioni private. Si parte con L’ITALIA CHE VINCE LE CORSE, la mostra dedicata ai marchi italiani che hanno segnato la storia delle competizioni, sia nel mondo dell’auto che nel mondo delle moto. Realizzata in partnership con MAUTO | Museo Nazionale dell’Automobile e la Collezione Veloce Classic di Londra, l’esposizione farà conoscere al pubblico i più grandi marchi italiani di sempre con i modelli iridati che hanno tagliato il traguardo delle competizioni più importanti. Tra le auto esposte, la leggerissima (620 kg) Lancia – Ferrari D50 del 1955 che conquistò il mondiale 1956 con Juan Manuel Fangio al volante e la Maserati mod. 26B del 1928, seconda vettura da corsa realizzata dai fratelli Maserati nelle officine di Bologna. Vinse nel 1928 il Campionato Italiano Marche, grazie alle affermazioni di piloti come Ernesto Maserati, Baconin Borzacchini, Ajmo Maggi. Per le moto, la Gilera 500 4 cilindri GP del 1956 che di mondiali ne vinse ben sei tra il 1950 e il 1957.

Semplice, immediato, proiettato nel futuro: ecco lo stile della Collezione Bertone. 16 straordinari prototipi nel grande ASI Village dell’Automotoclub Storico Italiano (Pad.4). UNIVERSO BERTONE è, infatti, il titolo della mostra composta dalle auto che illustrano cinquant’anni di stile firmato dal celebre carrozziere torinese; dal 1967 alla seconda decade degli anni Duemila. Ad eccezione dell’iconica Lamborghini Miura S del 1967, prodotta in serie, sono tutti modelli unici e concept-car che hanno stupito il mondo quando sono stati svelati nei più importanti saloni internazionali dell’automobile. Tra questi la Citroën Camargue del 1972, la Ferrari Rainbow del 1976, la Chevrolet Ramarro del 1984, la Bertone Bliz del 1992, l’Aston Martin Jet2 del 2004 e la Jaguar B99 del 2011.

ACI STORICO al Pad. 3 celebra l’epoca d’oro del Superturismo con i grandi piloti e le auto degli anni ‘80 e ‘90 come l’Alfa GTA del ’92 di Alessandro Nannini e la BMW M3 2500 1992 di Roberto Ravaglia. Sempre nello Stand ACI la mostra Lancia Endurance: l’avventura in pista di Lancia Martini. Protagoniste dell’allestimento le tre Lancia da pista della Fondazione Macaluso: la Beta Montecarlo, la LC1 e la LC2, vere e proprie icone del motorsport degli anni Ottanta vestite nella classica livrea Martini Racing. E ancora l’esposizione di 10 moto Guzzi, una per ogni decennio dell’iconico marchio made in Italy, per raccontare la storia della casa che ha incarnato l’ideale di progresso scientifico, industria e innovazione in Italia. Tra le moto esposte, la Sport 500 prodotta tra il 1924 e il 1928, la Motoleggera 65 Guzzino (1946-1954), la popolare Galletto 160/175/192 (1950-1966), la grintosa V7 Sport 750 (1971-1974) fino alla MGX-21 1400 (2016-2019).

Grandi sorprese per il Motorsport sul versante del MERCATO delle auto d’epoca che si conferma il più grande d’Europa.  Tra le novità annunciate: Gipimotor e la Carrozzeria Scartapatti portano 3 favolose Ferrari: la 250 GT Drogo, la 308 GTB Gr.4 elaborata Facetti e la 250 GT Pininfarina certificata Ferrari Classiche. Una delle leggendarie Stratos e la rarissima FIAT OttoVù del 1953, la seconda mai costruita dopo le 6 pre-serie, arrivano nel più grande stand di sempre allestito a Padova da Ruote da Sogno. Dall’Olanda con Fine Automobiles arrivano, invece, la Bugatti T37 del 1926, vettura che all’epoca corse a Le Mans, l’Alfa Romeo TZ del 1964, e la Bugatti T57C Gangloff special convertible. AutoLuce espone l’Alfa Romeo 155 V6 Ti concepita per partecipare al campionato tedesco DTM nella classe fino a 2.5 litri, con massimo 6 cilindri, del regolamento D1. Nel team Alfa Romeo erano confluite la squadra Lancia rally, che si era ritirata nel 1992 con la vittoria del Mondiale costruttori, e la squadra Alfa Romeo che l’anno precedente aveva conquistato il Superturismo italiano con la 155 GTA.

Ma il Motorsport non è l’unica novità per l’edizione 2021 di Auto e Moto d’Epoca. Un altro focus di sicuro interesse è dedicato alle “altre” classiche: parliamo di Restomod e propulsioni alternative. Restomod, una delle ultime tendenze in fatto di restauri “creativi”, contaminati dalle tecnologie moderne ma mantenendo la continuità con il passato del veicolo storico. Il fascino delle auto classiche quindi, rendendole attuali e, perché no, più divertenti. Un filone in rapida ascesa nel mondo dei motori e che oggi si riconosce in una corrente di pensiero consolidata, grazie anche all’interesse di qualche casa automobilistica. Un esempio? Le Citroën portate dal 2CV Méhari Club Cassis che restaura e riconverte in elettrico le auto classiche, come i due esemplari che porta a Padova, ma fornisce anche il kit di riconversione elettrica R-FIT che permette di sostituire il motore originale a combustione con un motore elettrico, prolungando la vita delle auto d’epoca ed eliminando così le emissioni di CO2. Da citare anche il made in Italy con la Effeffe dei Fratelli Frigerio: un tributo alla passione sportiva degli anni 50 e 60 interamente realizzata a mano. Un moto di nostalgia che guarda al futuro anche per Miky Biasion e la sua Delta Integrale. Come sarebbe la sua vettura se venisse prodotta oggi? Miki Biasion, l’uomo che ha vinto ben due dei sei mondiali rally consecutivi firmati Lancia Delta (un record imbattuto) ha deciso di scoprirlo costruendone una.

Ma per chi ama l’elettrico il salone offre un vero e proprio ritorno al futuro con Stellantis e Mercedes Benz che presentano le radici del loro percorso di elettrificazione e gli ultimi modelli. Nello specifico, Stellantis racconta 50 anni di ricerche confluiti nella Nuova 500 RED, partendo dall’innovativa concept car Fiat X1/23 del 1974. Sviluppata ben cinque decadi fa, è uno dei primi esempi al mondo di citycar a motore elettrico: piccola monovolume a due posti, con una velocità massima di 75km/h ed un’autonomia di 70 km ad una velocità costante di 50 km/h.

Mercedes-Benz espone, invece, la pioniera 190 E Elektro, un modello sperimentale con un motore elettrico per ognuna delle due ruote posteriori, presentato ad Hannover negli anni ‘90. All’altro capo dell’evoluzione si trova l’ammiraglia EQS: la vetta dell’elettrificazione del marchio Mercedes-EQ.

Anche per McLaren è tempo di presentare, a Padova, la prima supercar ibrida della Casa: Artura segna l’inizio di un nuovo capitolo.

Novità anche nel mondo dei ricambi. Con più di 600 specialisti in pezzi di ricambio, aziende specializzate nella cura dell’auto e artigiani del restauro Padova si conferma il più grande mercato europeo. Quest’anno, inoltre, anche il Dipartimento Heritage di Stellantis mette in mostra modelli restaurati e pezzi di ricambio tornati in produzione.

Sulla linea di continuità tra passato e futuro si cala anche la prima di Morgan Motor Company ad Auto e Moto d’Epoca, lo storico marchio inglese che realizza artigianalmente vetture sportive dallo stile inconfondibilmente rétro. Radici nel passato e la sostenibilità come orizzonte anche per i nuovi modelli R 18 di BMW Motorrad. Senza tempo, invece, il fascino della sempreverde Mercedes 190 SL. In mostra a Padova l’esclusivo esemplare posseduto da Gina Lollobrigida. E ancora velocità e tecnologia sostenibile per lo stand Bentley, con la Continental GT Speed – il modello più dinamico della gamma – e la nuova Bentayga Hybrid.

Tantissimi, infine, i club e registri storici presenti al salone con i loro gioielli, come per esempio l’Alfa Romeo 6C 2300 L Mille Miglia, la prima Superleggera di sempre, e la secolare Lancia Lambda, la prima auto moderna della storia. È il centenario dell’auto di Vincenzo Lancia che segnò la rivoluzione dell’industria automobilistica; esposti tre modelli: una berlina, una balloon e una torpedo.

Ecco un’anteprima delle novità che attendono pubblico ed espositori a Padova. “Per quasi 40 anni il salone ha costruito un legame di fiducia con pubblico ed espositori. Tutti sanno che vale sempre la pena visitare Auto e Moto d’Epoca. Un risultato possibile grazie a tre pilastri fondamentali: la qualità, la passione, l’innovazione” racconta Mario Carlo Baccaglini, organizzatore del Salone. “Auto e Moto d’Epoca è sempre bella, è sempre il più grande mercato in Europa di auto e ricambi storici ed è sempre il posto migliore dove trovare la classica dei propri sogni. Una cosa non è mai: non è mai uguale a quella degli anni prima. In ogni edizione sviluppiamo nuove mostre tematiche e nuovi filoni di approfondimento, investendo e lavorando con i nostri partner per mostrare una sfaccettatura inedita della passione Heritage. Il patrimonio Classic ha sempre qualcosa da dire e Padova è il luogo giusto dove scoprirlo. Il rombo dello scarico, l’emozione della guida, il vibrare del motore, il profumo degli interni, le forme della carrozzeria: ecco cosa rende ogni singola auto d’epoca unica. Ecco gli ingredienti della passione da scoprire ogni anno e, ogni anno, in una chiave diversa, inedita. Con questa edizione battiamo tutti i nostri record offrendo ai visitatori quattro mostre e un intero focus dedicato al motorsport d’epoca. Le chiavi del 2021 sono il divertimento e l’emozione perché il salone e il mondo del Classic guardano risolutamente avanti e con grande entusiasmo”.

Auto Europa 2022: il premio alla Fiat Nuova 500 elettrica

La Fiat Nuova 500 elettrica è Auto Europa 2022: i soci dell’Unione Italiana Giornalisti dell’Automotive, insieme agli appassionati di una giuria popolare ed oltre 100 opinion leader, hanno eletto la vettura di Mirafiori come migliore auto prodotta e commercializzata in Europa sulla base dei requisiti di innovazione, design, qualità ed economia di esercizio.
 
A convincere i giornalisti dell’auto è l’evoluzione elettrica dell’iconica city car incoronata come protagonista della mobilità di domani tra le sette sul podio. Oltre alla Fiat Nuova 500, possono infatti vantarsi del titolo di finalista ad Auto Europa 2022: Audi Q4 e-tron, Bmw Serie 4, Cupra Formentor, Dacia Sandero, Hyundai Tucson e Nissan Qashqai.
 
La premiazione si è svolta nella suggestiva location di Nuvola Lavazza a Torino, dopo due giorni di lavori nel fitto programma del premio “Auto Europa” che ha avuto come fulcro Villa Rey sede dell’ASI – Automotoclub Storico Italiano.

Quest’anno la preferenza espressa dalla Giuria Opinion Leader UIGA è andata all’Audi Q4 e-tron, mentre il voto della Giuria Popolare ha visto prevalere la Nissan Qashqai. Tutte le vetture finaliste saranno ricordate come “auto coraggio”, perché lanciate durante l’emergenza pandemica che ha attanagliato l’economia e il tessuto sociale in tutto il mondo. 
 
“Le sette finaliste di questa 36ma edizione di Auto Europa – ha commentato Gaetano Cesarano, presidente di UIGA – sono perfette ambasciatrici di ciò che l’auto oggi meglio esprime in termini di design, prestazioni tecnologiche, efficienza dinamica, sostenibilità ambientale ed attrattiva sul mercato. L’entusiasmo con cui in tanti hanno partecipato alle votazioni dimostra il grande potenziale che le quattro ruote possono ancora esprimere, malgrado le avversità indotte da troppi decisori disinformati o mal disposti.”
 
Cesarano ha poi aggiunto che “Il successo della Fiat Nuova 500 elettrica attesta la grande capacità innovativa del Gruppo Stellantis attraverso un’icona del design italiano che nel solco della tradizione esprime uno sguardo al futuro. Si tratta di indicatori strategici di come si possa vincere la sfida della e-mobility facendo leva sullo stile e sulla capacità di muovere le emozioni ancora prima delle persone”.

Dal 1954 l’UIGA associa i giornalisti specializzati nell’automotive, nella mobilità e nei trasporti, facendosi promotrice dello sviluppo professionale degli operatori della comunicazione, soprattutto verso i più giovani in cerca di una formazione specifica sul tema dei motori.
 
Per festeggiare i 35 anni di vita del prestigioso Premio Auto Europa l’UIGA, in collaborazione con ASI – Automotoclub Storico Italiano, ha assegnato tre riconoscimenti speciali ad altrettante vetture vincitrici nelle precedenti edizioni: Audi 80 per il design, Citroën XM per l’originalità del progetto e Alfa Romeo 156 per le prestazioni.

Auto storiche: Coppa Milano – Sanremo si pensa al 2022

In occasione dell’esposizione  “Auto e Moto d’Epoca”, in programma alla Fiera di Padova dal 21 al 24 ottobre 2021 dalle ore 9.00 alle ore 19.00, l’organizzazione della Coppa Milano – Sanremo sarà presente all’interno del padiglione 1 presso lo stand di Classic Car Charter, partner ufficiale della “Gara più antica d’Italia” per il noleggio di vetture d’epoca.

In concomitanza con la Fiera, la Coppa Milano – Sanremo ha aperto ufficialmente le iscrizioni per la 13ª edizione della Rievocazione Storica, in programma dal 31 marzo al 2 aprile 2022. La partecipazione alla corsa sarà riservata alle auto, costruite tra il 1906 e il 1976, munite di passaporto F.I.V.A., o di fiche F.I.A. Heritage, o di omologazione A.S.I., o fiche A.C.I. Sport, o appartenenti ad un registro di marca. Dopo il successo della passata edizione e con l’intento di allargare i target di riferimento, l’Organizzazione riproporrà una nuova categoria riservata alle supercar moderne.

La Coppa Milano – Sanremo, ritornerà ad occupare il suo tradizionale posto nel calendario della stagione agonistica e riconfermando il proprio ruolo di protagonista all’interno del Campionato Italiano Grandi Eventi 2022 di ACI Storico, riservato alle più importanti gare di regolarità classica.

La manifestazione, da sempre una grande attrattiva per gli equipaggi italiani e stranieri, maschili e femminili, vedrà i “bolidi di ieri” attraversare molte città di Lombardia, Piemonte e Liguria lungo il percorso di oltre 700 chilometri.

Una nuova edizione caratterizzata da importanti conferme e attesi ritorni: infatti, nella tappa intermedia di Rapallo tornerà protagonista l’imperdibile défilé riservato alle auto partecipanti nell’affascinante cornice della Marina di Portofino e nell’ottica di offrire un’esperienza unica di respiro internazionale, la competizione, dopo il tradizionale arrivo nella Città dei Fiori, si sposterà nel Principato di Monaco per l’esclusivo gala dinner e la cerimonia finale di premiazione.

All’interno della tredicesima edizione della Rievocazione Storica si terrà, come da tradizione, la prestigiosa “Coppa delle Dame” concepita, per la prima volta agli inizi del secolo scorso, grazie alla cospicua partecipazione di equipaggi femminili e all’intuito degli organizzatori della Coppa Milano – Sanremo.

Le iscrizioni si chiuderanno il 18 marzo 2021.

 Per ulteriori informazioni è possibile contattare la segreteria organizzativa di Equipe Grand Prix:

 race.office@milano-sanremo.it.

Info: www.milano-sanremo.it

Mobilità sostenibile: nei primi 9 mesi del 2021 immatricolate in Italia 100mila auto elettriche.

In Italia i trasporti sono il primo settore per emissioni di gas a effetto serra (104 milioni di tonnellate di CO2 equivalente nel 2018, per il 93% dovuti alla mobilità su strada), mentre nel mondo sono “solo” il secondo (8,2 miliardi di tonnellate su 49, +79% dal 1990). Non stupisce dunque che le tante iniziative a supporto della decarbonizzazione promosse a livello comunitario dedichino un focus specifico alla “mobilità pulita, sicura e connessa”: l’ultimo è il maxi-pacchetto ‘Fit for 55’ con cui la Commissione Europea intende ridurre le emissioni del 55% al 2030 e del 100% al 2050.

Oggi in Italia circolano 200.000 auto elettriche, il doppio di quelle (99.000, più 6.400 veicoli commerciali leggeri) che si contavano nel 2020, di cui circa 60.000 immatricolate proprio lo scorso anno, quasi il triplo (+251%) del 2019 e il 4,3% delle immatricolazioni totali. Solo tra gennaio e settembre 2021 se ne sono aggiunte 100.000, con una crescita impressionante soprattutto se rapportata alle performance non brillanti del mercato dell’automotive. Le auto elettriche nel 2020 sono state comprate in particolare al Nord (67%), seguito dal Centro (26%) e dal Sud (7%), con una distribuzione regionale molto eterogenea che rispecchia, tra le altre cose, il diverso grado di diffusione delle infrastrutture di ricarica ad accesso pubblico e degli incentivi locali all’acquisto o all’utilizzo dei veicoli elettrici.

Possiamo parlare di un boom, eppure si tratta ancora di una goccia nel mare se paragonato ai 6 milioni di veicoli elettrici che secondo il Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima dovremmo avere sulle strade nel 2030. Considerando anche biciclette (+44% sul 2019), motocicli (+210%) e bus (+49%), i mezzi elettrici immatricolati in Italia nel 2020 sono cresciuti del 61%, e tuttavia rappresentano solo l’1% del parco circolante. 

“I numeri hanno subìto un’impennata, potremmo immaginare di trovarci a un punto di svolta, ma ancora non basta, poiché uno sviluppo di mercato inerziale, in linea con l’attuale trend di crescita, ci porterebbe al 2030 a disporre di circa 4 milioni di veicoli elettrici, ben al di sotto degli obiettivi del PNIEC – commenta Simone Franzò, Direttore dell’Osservatorio Smart Mobility dell’Energy & Strategy Group della School of Management del Politecnico di Milano, che oggi ha presentato lo Smart Mobility Report 2021 -. Un’azione di policy più decisa, coerente con gli obiettivi di decarbonizzazione comunitari e supportata dalle iniziative degli operatori di mercato, ci permetterebbe invece di arrivare fino a 8 milioni di auto elettriche sulle strade, con un volume d’affari associato di 245 miliardi di euro. Senza contare un calo di emissioni di CO2 del 42% secondo le nostre simulazioni, che ipotizzano il rispetto delle soglie emissive stabilite dalla UE e la parziale dismissione dei mezzi più inquinanti”.

La crescita degli ultimi mesi è dovuta a tre fattori principali: il potenziamento degli incentivi all’acquisto (all’ormai consolidato Ecobonus si sono aggiunti i bonus per le immatricolazioni tra agosto e dicembre 2020 e tra gennaio e dicembre 2021, contenuti rispettivamente nel Decreto Rilancio e nella Legge di Bilancio); l’ulteriore  incremento dei modelli elettrificati offerti dalle case automobilistiche, che puntano decisamente su questo mercato (a luglio erano 116 i veicoli plug-in, un terzo in più del 2020, di cui 71 PHEV e 45 BEV: dal 2015 sono quasi sestuplicati, con un’accelerazione nell’ultimo triennio, e oggi coprono pur non in modo omogeneo tutti i segmenti e le fasce di prezzo); il potenziamento dell’infrastruttura di ricarica ad accesso pubblico, che a luglio 2021 contava circa 21.500 punti di ricarica (+34% rispetto a un anno prima), in particolare concentrati in Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna, Toscana, Trentino Alto Adige, Lazio e Veneto.

“Da qui al 2030 serve un deciso supporto normativo a favore della mobilità sostenibile, che può abilitare un giro d’affari pari almeno a 200 miliardi di euro, includendo l’acquisto dei veicoli e lo sviluppo dell’infrastruttura di ricarica, con potenziali benefici per tutta la filiera – rincara Franzò -. Sono certamente una buona notizia i 38 miliardi stanziati dal PNRR (circa il 20% dei fondi disponibili) per promuovere iniziative come la diffusione delle infrastrutture di ricarica, o del biometano e dell’idrogeno nei trasporti, ma Francia, Germania e Spagna, ad esempio, hanno deciso di supportare maggiormente l’acquisto di veicoli elettrici, il cui elevato costo iniziale rispetto alle auto tradizionali rimane in Italia il principale scoglio da superare”.

L’Osservatorio ha infatti condotto la consueta survey su potenziali acquirenti, sempre più partecipata così come l’ampia schiera di aziende partner che concorrono alla ricerca, e ben il 70% dei rispondenti ha ribadito che la spesa iniziale è troppo alta per procedere all’acquisto, dimostrando che il rapido abbattimento della stessa grazie all’annullamento di tante spese legate alla vita dell’auto non riesce a vincere le resistenze. In forte diminuzione, invece, le preoccupazioni legate all’inadeguatezza percepita della rete di ricarica pubblica (21%) e all’autonomia dei veicoli (24%). Per gli attuali possessori di auto elettriche, le principali spinte all’acquisto sono state l’impatto positivo sull’ambiente, la possibilità di installare un punto di ricarica privato e di sostenere costi minori lungo la vita utile dell’auto.

Gli altri macro-trend della “smart mobility” in Italia: lo sharing
Fra i trend che stanno ridisegnando il mondo della mobilità troviamo lo sharing, che ha confermato nel 2020 una certa vitalità nel nostro Paese, soprattutto per quanto riguarda scooter (+45%) e monopattini (+665%), mentre auto e bici sono in calo o stazionarie. Si tratta di veicoli in parte (12% delle auto, 30% delle bici) o totalmente (scooter e kick-scooter) elettrificati, circostanza che conferma la sinergia tra elettrificazione e condivisione, con l’unica eccezione delle auto: quelle in sharing in Italia a fine 2020 erano circa 7.300, ma le elettriche, dopo essere cresciute per 4 anni consecutivi, si sono più che dimezzate rispetto al 2019 (12% contro 25%). La flotta di scooter in sharing a fine 2020 contava a 7.360 unità, quella di monopattini elettrici 35.550: nonostante da noi il mercato sia appena nato, si è passati da 11 servizi di kick-scooter sharing in 3 città italiane a 64 servizi in 30.

Scenario mondo, l’auto elettrica continua la sua corsa
Nel 2020 sono stati immatricolati a livello globale quasi 3,2 milioni di veicoli elettrici (autovetture e veicoli commerciali leggeri), pari al 43% in più rispetto all’anno precedente e al 4,2% delle immatricolazioni totali, arrivando così a 10 milioni di unità: una crescita considerevole, a fronte di un mercato dell’automotive che anche a causa della pandemia si è contratto del 15% tra il 2019 e il 2020. In testa troviamo l’Europa con quasi 1,4 milioni di veicoli immatricolati nel 2020 (+137% sul 2019), che ha sorpassato la Cina (1,3 milioni, +12%); seguono gli Stati Uniti (330.000, +4%). In Europa, al primo posto si conferma la Germania con più di 394.000 auto elettriche immatricolate (+263% rispetto al 2019), seguita dalla Francia (185.000, +202%) e dal Regno Unito (175.000, +140%), poi Norvegia, Svezia e Olanda.

Lo sviluppo dell’infrastruttura di ricarica
Per quanto riguarda invece l’infrastruttura di ricarica per veicoli elettrici, a fine 2020 erano oltre 1.300.000 i punti di ricarica ad accesso pubblico disponibili a livello mondiale, oltre il 51% in più rispetto al 2019, il 70% di tipo “normal charge” (922.000, +54%) e i restanti 380.000 di tipo “fast charge” (+46%). La Cina continua a dominare in entrambi i tipi di ricarica, con una quota di mercato pari rispettivamente al 50% e all’80%. In Europa invece i punti erano oltre 285.000 (+35%), l’87% “normal charge”, anche se i “fast charge” sono cresciuti del 57%.

L’aumento ha interessato anche il nostro Paese, con circa 21.500 punti di ricarica pubblici e privati ad accesso pubblico (+34%) a luglio 2021, distribuiti però in modo piuttosto disomogeneo e sempre più divergente tra Nord e Sud. In particolare, Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna, Toscana, Trentino Alto Adige, Lazio e Veneto hanno più di 1.500 punti di ricarica; Sicilia, Puglia, Liguria, Sardegna e Abruzzo ne hanno tra 500 e 1.000; meno di 500 tutte le altre regioni. Le installazioni sono prevalentemente in ambito urbano (55-60%), su strada o in parcheggi pubblici. Anche i punti d’interesse sono ben rappresentati, circa il 30-35% del totale. Dal punto di vista della potenza, oltre il 90% è di tipo “normal charge” (12.000), ma entrambe le tipologie hanno un tasso di crescita tra il 42 e il 46%. I punti di ricarica “ultra-fast” sono invece pochissimi, anche se nei prossimi anni la situazione dovrebbe cambiare.
Quanto invece ai punti di ricarica privati, nel mondo sono oltre 9,5 milioni – il 74% “domestici” (7 milioni) e il rimanente 26% aziendali – cioè 7,3 volte il numero di quelli pubblici e privati ad accesso pubblico e di poco inferiori al numero di veicoli elettrici circolanti. In Italia, nel 2020 erano oltre 24.000, più che triplicati rispetto al 2019, oltre il 75% wallbox e il restante 25% colonnine. Di essi, circa il 50-55% è al Nord, il 30-35% al Centro e il resto al Sud, in linea con l’anno precedente, per il 60-65% presso abitazioni. Il notevole aumento delle installazioni è stato determinato anche dai nuovi incentivi: a quanto già previsto dalla Legge di Bilancio 2019, nel 2020 si è aggiunta la possibilità di beneficiare della detrazione del 110% (Superbonus) in concomitanza con “interventi trainanti” che garantissero all’abitazione un deciso miglioramento energetico.
La survey somministrata agli utilizzatori di veicoli elettrici si è interessata anche alle abitudini di ricarica: il 70% dei proprietari possiede un punto di ricarica domestico (e il 38% ricarica l’auto solo in questo modo), mentre il 21% ne può beneficiare in ambito lavorativo. Per quanto riguarda le colonnine ad accesso pubblico, quelle più utilizzate sono installate nei “punti di interesse” (hotel, ristoranti, centri commerciali, indicati dall’86% del campione), ma vi è una forte richiesta di estenderle alle autostrade. Così come si auspica l’estensione delle ricariche «ultra-fast» (>100 kW), che possono rappresentare un forte stimolo alla mobilità elettrica perché facilitano i viaggi superiori ai 200 km, attualmente assai poco diffusi.

L’evoluzione tecnologica per l’autonomous driving e l’infrastruttura di ricarica
Tra Europa, Stati Uniti e Israele, a fine 2020 erano 91 le startup attive nel settore dell’autonomous driving, il 64% delle quali localizzate negli USA e oltre la metà fondate nel biennio 2016-2017. La maggior parte (47%) si focalizza sullo sviluppo di sistemi di guida autonoma per autovetture indipendenti dal veicolo sul quale vengono installati e per la quasi totalità sono finanziate da Venture Capital.
L’innovazione tecnologica è infatti determinante per la diffusione della mobilità elettrica, e non riguarda solo i nuovi modelli lanciati sul mercato con una frequenza sempre maggiore dalle case automobilistiche, ma anche le infrastrutture di ricarica. Ad esempio, sono state individuate iniziative che puntano a favorire l’integrazione delle colonnine con la rete elettrica attraverso sistemi di accumulo che possono ridurne l’impatto sul sistema elettrico e favorirne l’installazione anche dove la rete è debole, oppure attraverso lo “smart charging”, meccanismo con cui le stazioni di ricarica, gli operatori e i veicoli elettrici comunicano tra loro per ottimizzare il processo di ricarica adattandolo alle condizioni della rete e alle esigenze degli utenti. Sono stati identificati 52 progetti pilota, nel 63% dei casi iniziati nell’ultimo quinquennio e per metà già conclusi, in Europa (62%) e Nord America (27%), e poco meno della metà hanno conseguito una profittabilità ragionevole. Altre iniziative si concentrano ad esempio sul facilitare il pagamento tramite carta di credito, anche direttamente alla colonnina senza sottoscrivere un contratto con un fornitore. 

Gli scenari della Smart Mobility in Italia: opportunità e sfide per gli operatori e il sistema-Paese
Che cosa dobbiamo attenderci in Italia da qui al 2030? Certamente una forte crescita dei veicoli elettrici già entro il 2025, e ancora più marcata tra il 2025 e il 2030, ma con una forbice che va dai 4 agli 8 milioni di mezzi circolanti elettrici (oltre il 20% del totale) a seconda di quali iniziative si metteranno in campo. L’Osservatorio Smart Mobility ha infatti elaborato tre possibili scenari: il primo (BAU) prevede uno sviluppo “inerziale” rispetto agli attuali trend, senza ulteriori provvedimenti che diano maggiore slancio al mercato; il secondo (POD) presuppone invece uno sviluppo “sostenuto”, in linea con i target fissati dal PNIEC e gli obiettivi di vendita dei produttori; il terzo è lo scenario Decarbonization (DEC), che persegue gli obiettivi di decarbonizzazione definiti a livello comunitario anche  grazie a un deciso supporto legislativo per la diffusione della mobilità sostenibile.

Nel primo caso, al 2030 non si supererebbero i 4 milioni di veicoli elettrici circolanti e aumenterebbero del 32% le auto ad alimentazione alternativa (metano e GPL); nel secondo, i mezzi elettrici sarebbero 6 milioni (oltre il 16% del parco circolante e il 55% delle nuove immatricolazioni), in linea con gli obiettivi del PNIEC; nel terzo, già nel 2025 i mezzi elettrici sarebbero oltre 2 milioni, con una quota di mercato del 35%, e nel 2030 addirittura 8 milioni, pari a oltre il 20% di tutte le auto su strada, con le nuove immatricolazioni che raggiungerebbero il 75% del totale trainate dai veicoli full electric.  

Anche le previsioni relative all’infrastruttura di ricarica, considerando solamente i punti di ricarica pubblici e privati ad uso pubblico, si differenziano nei tre scenari: al 2025, si passa dalle 48.000 unità nel primo scenario ai 61.000 del terzo, mentre al 2030 si va da un minimo di 57.000 ad un massimo di 83.000. La forbice è dunque molto ampia e dipende in primo luogo dalle diverse stime di diffusione dei veicoli elettrici, che sono state riviste al rialzo dagli operatori di mercato. Si prevede anche una forte crescita dell’infrastruttura “fast charge”, oggi assai poco diffusa (10%) ma che potrebbe raggiungere una quota del 30-35%.

Per quanto riguarda invece la ricarica privata, essa continuerà a rappresentare un asset fondamentale per la diffusione della mobilità elettrica in Italia: la crescita sarà molto sostenuta tra il 2025 ed il 2030, arrivando a cifre comprese tra 2,2 milioni di unità del primo scenario a oltre 3,2 milioni del secondo e 4 milioni del terzo.
Quanto al giro d’affari associato alla diffusione della mobilità elettrica in Italia, si va dai circa 35 miliardi di euro al 2025 dello scenario “inerziale” ai 64 di quello full-decarbonization. Differenza che si fa ancora più accentuata al 2030, dove nello scenario migliore si avrebbe un giro d’affari più che doppio rispetto a quello peggiore (244,5 miliardi di euro contro 121,6). Cifre consistenti che assumono ancora maggiore rilievo se rapportati alle attuali numeriche della filiera dell’auto elettrica, che nel 2020 ha avuto un fatturato di circa un miliardo di euro, cui si aggiunge quello della filiera dell’infrastruttura di ricarica, circa 0,22-0,34 miliardi.
Infine, si sono analizzate le ricadute ambientali connesse ai tre scenari: l’elettrificazione del parco circolante e l’introduzione di veicoli con soglie emissive ridotte da un lato, e la parziale dismissione dei veicoli più inquinanti dall’altro, porterebbe a una diminuzione delle emissioni di CO2 del 12% al 2025 e del 30% al 2030 se si proseguisse con il trend attuale, per arrivare a -17% al 2025 e -42% al 2030 nello scenario full-decarbonizatione

Lanterna Corse Rally Team: Gallo – Gallizia al Trofeo delle Merende

Dopo il bel risultato ottenuto al Rally Golfo dei Poeti è nuovamente tempo di calarsi nell’abitacolo per Riccardo Gallo. Il pilota genovese ha scelto insieme al suo navigatore Marco Gallizia il Trofeo delle Merende, gara nazionale che si correrà a Santo Stefano Belbo (CN) i prossimi 23 e 24 ottobre. La coppia della Lanterna Corse Rally Team utilizzerà come di consueto la Renault Clio Rs e si misurerà con i concorrenti della classe N3 lungo i 53 chilometri di prove cronometrate della gara piemontese.

Per il team genovese sono arrivati ottimi riscontri anche dallo Slalom Mignanego – Giovi, che vedeva quattro piloti impegnati tra i birilli della classica di casa. Gianluca Caserza , sempre più a suo agio sulla Peugeot 208 Rally4, ha centrato la nona posizione assoluta aggiudicandosi la classe A2000, inserendosi tra molti specialisti dello slalom dotati di auto appositamente preparate.
Gara positiva anche per Francesco Bigotti, terzo nella stessa classe di Caserza al volante di una Renault Clio Williams, mentre in N2000 Alberto Verardo, su un’altra Clio, ha portato a casa un importante successo. Settima piazza in classe A1600 per Filippo Zerollo su Citroen Saxo Kit.

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