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Gino Bruni

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marzo 2022

Il fine settimana della Scuderia Winners Rally Team 

Ancora un fine settimana suddiviso fra due diverse specialità per Winners Rally Team i cui alfieri si dedicheranno sia ai rally sia alle gare in pista. Per quanto riguarda i rally, terreno di confronto per gli equipaggi della scuderia torinese sarà il 48° Rally Team ‘971 affiancato dalla 14esima edizione del rally storico. Nel rally moderno ritorna in prova speciale Davide Porta, affiancato in questa occasione da Marco Demontis, colmando un’assenza che dura dal novembre scorso al Rally di Castiglione Torinese. Il figlio d’arte avrà per le mani una Renault Clio Rally5.

Non è proprio la gara di casa, ma Alfredo Formosa è affezionato al Rally Storico Team ‘971 che ha già disputato lo scorso anno vincendo la propria classe con la Lancia Fulvia HF navigato dalla genovese Simona Gazzo. E anche quest’anno il pilota monegasco si presenterà nella stessa formazione, visto che squadra vincente non si cambia e Formosa – Gazzo si sono imposti nella propria categoria con la loro Fulvia giusto un mese alla Rievocazione Storica Rally ACI Varese. Il 48esimo Rally Team ‘971 avrà come centro nevralgico Settimo Torinese, città su cui convergeranno i concorrenti sabato 2 aprile per le verifiche tecniche in programma dalle 9.00 alle 17.30 negli ampi spazi del parco assistenza di Piazzale Freidano. Dalle 15.00 alle 19.00 di sabato gli equipaggi potranno testare le loro vetture da gara sui 2,3 km dello Shake Down di Pavarolo. Domenica 3 aprile  alle 8.01 è prevista la partenza da Piazzale Freidano per affrontare i 280,6 km di gara, di cui 62,60 suddivisi nelle tre prove speciali da ripetere due volte, prima di rientrare alle ore 17.44 in Piazzale Freidano a Settimo Torinese per la conclusione della gara.

Continua l’avventura kartistica del dodicenne varesino Alex Desario che in questo fine settimana si confronterà con ben 107 avversari nella categoria 60 Mini sulla pista South Garda di Lonato del Garda di Brescia. Al volante del suo Tony Kart, motorizzato TM Racing, gommato Vega, seguito in pista daMiliziano Kart di Nova Milanese, sarà fra i protagonisti del Trofeo Margutti, una gara a valenza internazionale che ha avuto inizio nel 1990 e ha nel suo palmares Giancarlo Fisichella, vincitore delle prime tre edizioni, e il pilota ufficiale Ferrari Tony Vilander (2000).  La gara inizierà giovedì 31 marzo con le sessioni di prove libere, che proseguiranno venerdì mattina. Quindi, nel pomeriggio, prove ufficiali e via alle manche di qualificazione che dureranno tutto il sabato; domenica mattina warm-up poi via alle finali per arrivare alle ore 17.15 alle premiazioni di tutte le categoria con i giovani piloti che saliranno sul podio sognando di essere, in futuro, al volante di una Formula 1.

Automobilismo: Regolarità al Porto Antico di Genova.

Nell’inedita manifestazione al Porto Antico di Genova, organizzata domenica scorsa dal Veteran Club Ligure, hanno preso parte oltre cinquanta vetture.

Dopo le nove prove di regolarità la vittoria è andata al genovese Arturo Bottaro su Mini seguito da Enrico Scotto (Lancia Artena). Nella classifica generale il terzo gradino del podio è andato a Giuseppe Fasciolo (Alfa Romeo).

In quarta e quinta posizione si sono piazzati rispettivamente Marco Varosio (Lancia Fulvia Coupé) e Marcello Spina (MG TA).

Tra le vetture sulla linea di partenza alcune Lancia Fulvia HF e Delta Integrale 16V, Alpine Renault, Alfa TZ, AC Cobra e Porsche 718 RSK. Per veicoli più anziani interessante la presenza di una Lancia Ardea, Appia, l’Aurelia B50, Mercedes 220 del 1959, l’Austin Seven di Francesco Gismondi e la prestigiosa Lancia Artena Cabriolet del 1934 portata in gara da Enrico Scotto (nella foto).

Foto dal sito internet del Veteran Car Club Ligure

Genova: La Storia in Piazza

Prende il via giovedì 31 marzo la XI edizione de La Storia in Piazza, uno degli appuntamenti culturali di maggior prestigio a livello nazionale per quanto riguarda la divulgazione e l’approfondimento delle tematiche storiche. Il focus scelto quest’anno è “Raccontare la Storia”.

In mattinata a partire dalle 9 saranno protagoniste le scuole con il ricco programma di laboratori didattici nella Sala del Maggior Consiglio, poi alle 17 il Cortile Maggiore ospiterà Il Tappeto del Mondo. Intrecci di storie per un futuro senza guerre. Il reading racconta l’eccidio di Sant’Anna di Stazzema – quando il 12 agosto 1944 si consumò uno dei più atroci crimini commessi dai nazi-fascisti ai danni delle popolazioni civili – e il percorso di memoria ed educazione al rispetto tra i popoli che ha visto l’istituzione del Parco Nazionale della Pace di Sant’Anna di Stazzema nel 2000 e il progetto del Tappeto del Mondo per i 75 anni dalla strage.

Alle 18 Luciano Canfora terrà nella Sala del Maggior Consiglio la lectio di apertura sul tema Storia e romanzo storico nel XIX secolo. Canfora, che insieme con Franco Cardini è il curatore de La Storia in Piazza 2022, passerà in rassegna le opere di scrittori europei – da Balzac a Hugo, da Tolstoj a Manzoni – che nei propri romanzi fanno spesso riferimento a vicende storiche nelle quali inquadrano personaggi e trame.

Alle 19.15 inaugura nella Sala Liguria la mostra fotografica Afghana. Reportage dal Centro di maternità di Emergency nella Valle del Panjshir. Fotografie di Laura Salvinelli, testi e cura di Virginia Vicario. Intervengono Laura Salvinelli, Virginia Vicario, Silvia Neonato – giornalista, Raffaella Baiocchi – ginecologa di Emergency. Gli scatti documentano quella che a molti era sembrata una “pazzia”, ovvero la scelta di Emergency di dare vita a un centro di maternità nell’isolata valle del Panjshir. L’esposizione è organizzata in collaborazione con Emergency.

Al termine dell’incontro Cinema, Fascismo e Guerre Puniche; Scipione l’Africano (ore 19) in cui Marco Salotti parlerà del film Scipione l’Africano (1937), realizzato in pieno regime fascista quasi come un monumentale instant movie sulla guerra di Etiopia, La Storia in Piazza “trasloca” al Teatro Eleonora Duse dove (ore 20.30) lo scrittore Paolo Rumiz sarà il protagonista di Canto per Europa, il racconto di una giovane siriana profuga di guerra, che fugge in barca a vela. La ragazza si chiama Europa e lo scrittore richiama il mito della fondazione del nostro continente, interrogandosi sulle sue origini, sui suoi valori e sulle sue lacerazioni.

 Lo spettacolo sarà preceduto da una tavola rotonda sul tema “Pensare l’Europa, dalle origini al suo futuro”, organizzata dall’Ufficio del Parlamento europeo a Milano insieme al Teatro Nazionale di Genova e a Palazzo Ducale. Il conflitto in corso in Ucraina e prima ancora la pandemia ci hanno costretto a ripensare a quale futuro vogliamo per la nostra Unione europea. Dovremo compiere scelte in materia economica, energetica, ambientale, politica che ridefiniranno il mondo così come lo conosciamo.

Sarà possibile seguire incontro e spettacolo in diretta streaming al seguente link: https://www.goodmorninggenova.org/

  RACCONTARE LA STORIA

Questa edizione, a cura di Luciano Canfora con Franco Cardini, parlerà delle modalità tramite cui gli storici, a partire da Erodoto nel V secolo a.C., hanno cercato di ricostruire il passato, sottraendone il monopolio al potere politico. E se per molti secoli la narrazione della storia si è concentrata soprattutto su guerre e vicende dinastiche, nel corso del Novecento la prospettiva è mutata profondamente.

Quattro giorni intensi di incontri, conferenze, lezioni magistrali, reading, mostre e laboratori, che affronteranno il tema con diverse chiavi di lettura – storica, sociologica, culturale, artistica – e con ospiti ed esperti italiani e stranieri.

 Dal racconto – affidato alla filologa Silvia Ronchey – del crudele assassinio di Ipazia perpetrato nel 415 ad Alessandria da integralisti cristiani agli ordini del vescovo Cirillo, alla ricostruzione della Storia del Mediterraneo attraverso alcuni semplici oggetti (lectio di Amedeo Feniello e Alessandro Vanoli).

 Ernesto Galli Della Loggia terrà una lezione dal titolo La marcia su Roma. Tecnica di un finto colpo di stato che si finse una rivoluzione, mentre Anna Foa parlerà dei testi letterari come fonti per l’indagine storica. Lo scrittore Maurizio Maggiani, insieme con lo storico Giovanni De Luna si confronteranno sulle diverse modalità di raccontare il periodo della Resistenza: il rigore oggettivo della ricerca come si rapporta con l’invenzione creativa del romanzo?

 Un occhio speciale sarà riservato anche ai metodi di raccolta delle fonti e alle discipline che hanno contribuito a “dilatare” il campo di sviluppo dell’indagine storica. Telmo Pievani per esempio parlerà dell’Evoluzione come scienza “storica”, in quanto deve ricostruire concatenazioni plausibili di eventi accaduti in un passato molto lontano, mentre la storica dell’arte Anna Ottani Cavina affronterà il tema del rapporto tra Arte e Rivoluzione a partire da Jacques-Louis David, un caso eclatante di artista engagé.

 Interessante anche vedere quanto i media – non solo quelli moderni, come tv e la rete, ma anche musei e mostre – abbiano avuto e abbiano tuttora una funzione di legittimazione politica e di spiegazione della realtà sociale. Il racconto sarà affidato a Peppino Ortoleva, professore ordinario di Storia e teoria dei media all’università di Torino.

 Si racconterà la Storia, ma anche il Presente: il giornalista d’inchiesta Andrea Purgatori parlerà della storia come uno strumento d’interpretazione di ciò che accade oggi. E lo farà in un momento – quello attuale – particolarmente drammatico per la guerra in Ucraina.

 Non solo lectio. Oltre all’appuntamento con Paolo Rumiz di cui abbiamo detto, da ricordare La storia in giallo: Antonio Manzini dialogherà con Bruno Morchio sulle vicende di Rocco Schiavone. Un incontro a tutto tondo per parlare di Storia e storie e di un genere letterario, il giallo, capace di raccontare la complessità del nostro presente.

 Uno spettacolo da non perdere è Dux in Scatola. Autobiografia d’oltretomba di Mussolini Benito. Daniele Timpano – solo in scena con l’unica compagnia di un baule che viene spacciato come contenente le spoglie mortali di “Mussolini Benito” – racconta in prima persona le rocambolesche vicende del corpo del duce, da Piazzale Loreto nel ’45 alla sepoltura nel cimitero di San Cassiano di Predappio nel ’57. Uno spettacolo Frosini/Timpano.

 E poi proiezioni, incontri con registi, produttori e autori e maratona no-stop di cortometraggi e documentari con Cinemaratona, a cura di Cristiano Palozzi

Tutto il programma è reperibile sul sito www.palazzoducale.genova.it

XIII Rievocazione Storica della Coppa Milano – Sanremo domani il via.

La manifestazione prenderà il via domani e si correrà dal 31 marzo al 2 aprile 2022 con il medesimo spirito di sempre e la stessa passione dei gentlemen drivers che la idearono nel 1906.

L’edizione 2022 si prepara ad un’edizione ricca di novità logistiche e sportive: se da un lato il percorso per oltre 700 chilometri offrirà ai “bolidi di ieri” la scoperta di paesaggi dal fascino intramontabile attraverso i territori di Lombardia, Piemonte e Liguria fino a raggiungere la suggestiva Costa Azzurra, dall’altro le oltre 100 prove di speciali (di cui 6 di media) non mancheranno di rendere la gara ancora più coinvolgente e accattivante.

Saranno una settantina le vetture di grande prestigio e valore storico che prenderanno parte alla manifestazione, con equipaggi italiani ed internazionali, entusiasti di tornare in pista prendendo parte alla competizione che anche quest’anno si riconferma protagonista all’interno del Campionato Italiano Grandi Eventi 2022 di ACI Sport, riservato alle gare di regolarità classica.

Tra le vetture in gara si potranno ammirare un’Alfa Romeo 6C 1750 SS Zagato del 1929, insieme a una Jaguar XK-120 del 1952 e a un’Alfa Romeo GTA Junior del 1973, esemplari ricchi di fascino e attrattiva.

Grande attesa per il quartetto di Mercedes 300 SL Gullwings, l’iconica “Ali di Gabbiano” della Casa di Stoccarda, vettura leggendaria oltre che dall’inestimabile valore storico.

La Coppa Milano – Sanremo per la prima volta prenderà ufficialmente il via domani, giovedì 31 marzo, presso l’Autodromo Nazionale di Monza, luogo di culto del motorsport. La manifestazione, in occasione dei 100 anni dell’Autodromo, renderà omaggio al leggendario Tempio della Velocità con un’esperienza senza precedenti riservata ai partecipanti. Infatti, oltre alle tradizionali verifiche tecniche, sportive e ai sempre entusiasmanti giri liberi in pista, i classic enthusiasts avranno l’opportunità di cimentarsi in 12 nuove prove speciali sull’iconico tracciato che comprenderà anche le antiche e leggendarie sopraelevate ed alcune parti utilizzate in esclusiva nella recente gara del ACI Rally Monza, prova conclusiva del FIA World Rally Championship.

Nel pomeriggio è in programma la parata inaugurale delle vetture alla volta di Milano per essere poi presentate a partire dalle ore 16.30 davanti alla sede storica dell’Automobile Club in Corso Venezia, nel cuore della città.

Venerdì 1 aprile a fare da sfondo alla prima tappa della gara saranno le strade che si snodano nell’entroterra tra Piemonte e Liguria con  un piacevole break intermedio ad Acqui Terme,seguirà poi

la  tappa intermedia a Rapallo, per poi concludersi con il défilé riservato alle auto partecipanti, nell’affascinante cornice della Marina di Portofino.

Sabato 2 aprile gli equipaggi si vedranno protagonisti delle ultime combattute sfide: dopo la tradizionale ripartenza da Rapallo si addentreranno nel cuore di Genova, per affrontare poi le insidiose curve del Passo del Turchino, del Passo del Faiallo,  e, successivamente del Colle d’Oggia e del Melogno, con una sosta prevista a Loano prima di a Sanremo pronta ad incoronare, come ogni anno, i vincitori della Rievocazione Storica che porta il suo nome

Nell’ottica di garantire alla competizione un’esperienza di respiro cosmopolita, i partecipanti alla Coppa Milano – Sanremo si trasferiranno nel Principato di Monaco, per la cerimonia finale di premiazione. 

L’evento è la seconda prova del Campionato Italiano Grandi Eventi di ACI Sport, del quale fanno parte anche la Coppa delle Alpi, la Coppa d’Oro delle Dolomiti, il Gran Premio Nuvolari e la Targa Florio Classica.

La manifestazione è riservata alle autovetture costruite tra il 1906 e il 1990, munite di passaporto F.I.V.A., o di fiche F.I.A. Heritage, o di omologazione A.S.I., o fiche A.C.I. Sport, o appartenenti ad un registro di marca, per abbracciare l’importante patrimonio storico dei diversi raggruppamenti. A seguito del forte riscontro della passata edizione e con l’intento di ampliare i target di riferimento, l’Organizzazione riproporrà un’ulteriore categoria riservata a youngtimer, instant classic e supercar moderne denominata “Rendez-Vous”.

Per maggiori Info: www.milano-sanremo.it

VM Motor Team, un weekend tra Toscana e Piemonte

Il weekend del 2-3 aprile segnerà l’inizio del campionato IRCup, che scatterà dalla Toscana con il Rally Trofeo Maremma, gara che vedrà al via un equipaggio portacolori del VM Motor Team formato da Mario Cecchini e Simone Brachi, che con una Peugeot 208 Rally4 affronteranno le prove speciali nei dintorni di Follonica.

Sulle strade del Rally Team 971 saranno invece sette le vetture targate VM pronte a darsi battaglia sul percorso che si snoderà intorno a Settimo Torinese domenica 3 aprile.
Loris Ronzano e Gloria Andreis (nella foto) torneranno sulla Skoda Fabia R5 in versione Evo e punteranno senza mezzi termini alle zone alte della classifica, dopo aver dimostrato un ottimo adattamento alla R5 céca alla scorsa Ronde Colli del Monferrato e del Moscato di Moncalvo.

Dopo la vittoria di classe al Rally Vigneti Monferrini Fabio Becuti, questa volta affiancato da Fabio Gulmini, ci riproverà con la Mitsubishi Lancer N4, mentre in Super 1.6 Joel Gonthier e Luca Lattanzi prenderanno il via con una Renault Clio.
Occhi puntati su Gianluca Verna e Fabio Ceschino, per la prima volta sulla Peugeot 208 Rally4; tre invece le auto in classe A6, due Peugeot 106 per Roberto Iemmola con Mirco Maschietto e per Alessandro Rozio con Ismaele Barra, Rinaldo Ganora ed Alberto Lupano su Citroen Saxo.

Il Rally Team 971, gara di categoria nazionale, partirà alle 8:01 di domenica 3 aprile con arrivo previsto alle 17:44 dopo un percorso con sei prove speciali

La Commissione Europea ha pubblicato i dati sulla sicurezza stradale 2021.

La Commissione europea ha pubblicato i dati preliminari sulle vittime della strada per il 2021, inerente a tutte le tipologie di veicoli.
 
Si stima che circa 19.800 persone siano state uccise in incidenti stradali lo scorso anno. Si tratta di un aumento di 1.000 decessi (+5%) rispetto al 2020, ma rappresenta ancora quasi il 13% in meno dei decessi rispetto al periodo pre – pandemia. L’obiettivo generale è di dimezzare il numero di decessi entro il 2030. A livello UE, l’ultimo decennio ha visto un calo del 36%.
 
Nel territorio europeo i decessi stradali nel 2021 sono aumentati del 5% rispetto all’anno precedente sebbene i confronti con il 2020 siano fortemente influenzati dall’andamento del livello di traffico in ciascun paese nel corso della pandemia.
 
La classifica generale dei tassi di mortalità dei paesi non è cambiata in modo significativo con le strade più sicure rilevate in Svezia (18 morti per milione di abitanti), mentre la Romania (93 decessi per milione di abitanti) ha riportato il tasso più alto nel 2021. La media europea è stata di 44 morti per ogni milione di abitanti.
 
Sulla base dei dati preliminari, nove Stati membri (Danimarca, Germania, Irlanda, Cipro, Lituania, Malta, Polonia, Portogallo e Svezia) hanno registrato nel 2021 il numero più basso di sempre di vittime della strada.
 
Rispetto all’anno pre – pandemia 2019, i decessi stradali nel 2021 sono diminuiti del 13% con le maggiori diminuzioni di oltre il 20% che si sono verificate in Danimarca, Belgio, Portogallo, Polonia e Lituania. Al contrario, negli ultimi due anni Lettonia, Slovenia e Finlandia hanno registrato un aumento del numero di vittime della strada.
 
L’UE si è prefissata un obiettivo di riduzione del 50% per i decessi stradali – e, per la prima volta, anche per i feriti gravi – entro il 2030. Ciò è stato stabilito nel piano d’azione strategico della Commissione sulla sicurezza stradale e nel quadro politico dell’UE in materia di sicurezza stradale 2021-2030 che ha anche definito piani di sicurezza stradale volti a raggiungere l’azzeramento delle vittime della strada entro il 2050 (“Vision Zero”).
 
La sicurezza stradale è stata anche un elemento centrale delle recenti iniziative politiche dell’UE in materia di mobilità, tra cui la strategia per una mobilità sostenibile e intelligente, la proposta della Commissione per una revisione del regolamento e il quadro per la mobilità urbana.

I dati completi sono sul sito dell’ANITA Associazione Nazionale  Imprese trasporti al link:

I dati disponibili per il 2020 (i dati dettagliati per il 2021 non sono ancora disponibili ) forniscono un’idea del tipo di utenti della strada coinvolti in incidenti mortali e della loro ubicazione e mostrano il sesso e l’età delle vittime.

Complessivamente, il 52% degli incidenti stradali si è verificato su strade rurali, contro il 40% nelle aree urbane e l’8% sulle autostrade. Gli occupanti delle auto (conducenti e passeggeri) hanno rappresentato il 43% di tutti i decessi stradali mentre i pedoni costituivano il 20%, gli utenti di due ruote a motore (motociclette e ciclomotori) il 18% e i ciclisti il ​​10% dei decessi totali.

All’interno delle aree urbane, il modello è molto diverso con i pedoni (37%) che rappresentano la quota maggiore di vittime. Con gli utenti di veicoli a motore a due ruote che rappresentano il 18% e un numero crescente di ciclisti (14%) che muoiono, il che significa che quasi il 70% dei decessi totali nelle aree urbane sono utenti della strada vulnerabili.

Gli uomini hanno causato tre morti su quattro sulla strada (77%). Gli anziani (65+) hanno rappresentato più di un quarto (28%) di tutti i decessi, anche se proporzionalmente più giovani vengono uccisi sulle strade. Mentre il 12% delle persone uccise sulle strade dell’UE aveva un’età compresa tra i 18 ei 24 anni, questa fascia di età rappresenta solo il 7% della popolazione dell’UE. Quindi, le statistiche mostrano che i giovani hanno maggiori probabilità di essere coinvolti in una collisione stradale mortale.

La famiglia avventurosa dei fratelli Opel.

Chi pensa ai tedeschi solo come gente severa e concentrata esclusivamente sul lavoro, sbaglia di grosso. Tra i componenti della famiglia Opel troviamo esempi di autentici scavezzacollo. La foto dei cinque fìgli (Carl, Wilhelm, Heinrich, Friedrich (“Fritz”), Ludwig – avuti tra il 1869 e il 1880 da Adam Opel, mitico fondatore, nel 1862, dell’azienda tedesca – riuniti in sella a una singolare tandem a cinque posti ha fatto il giro del mondo.

In occasione di grandi manifestazioni i cinque fratelli Opel facevano volentieri un giro d’onore in sella a questo tandem realizzato appositamente per loro, ricevendo sempre applausi scroscianti. Una trovata pubblicitaria, senza dubbio, ma anche un modo per illustrare il temperamento avventuroso degli allora giovani Opel. E soprattutto i nuovi piani industriali di un’azienda che fino ad allora si era fatta una solida fama come costruttore di macchine da cucire.

Quando, nel 1887, si venne a sapere che in Gran Bretagna si organizzavano gare che richiamavano un vasto pubblico negli stadi e lungo le strade, Carl ebbe il permesso di partecipare alle corse ciclistiche che anche in Germania diventavano più popolari e fare nello stesso tempo pubblicità alla nuova attività dell’industria di casa. Con le vittorie sportive salì anche il numero dei contratti. Adam Opel dovette ben presto ingrandire di nuovo l’azienda e ampliare la gamma dei modelli: ai velocipedi si aggiunsero biciclette normali e tricicli. Il primo listino prezzi riportava le parole dello stesso fabbricante, ormai entusiasta: “Il divertimento di andare in bicicletta non è esclusivo di un’età o di uno stato: il triciclo offre anche alle signore e agli anziani la possibilità una sana ricreazione. Andare con le nostre biciclette esercita un’azione fortificante e distensiva sul corpo e sullo spirito. Russelsheim, Dicembre 1887, Adam Opel”.

Carl ottenne 60 vittorie, tra le quali quella nel campionato di Hessen; Wilhelm fu campione di Hessen e di Moravia e conquistò 70 successi; Heinrich si impose 150 volte, vinse 11 campionati e la corsa Parigi-Francoforte nella quale stabilì un nuovo record completando il percorso in 80 ore e 30 minuti. Il miglior agente pubblicitario della famiglia fu però Friedrich, detto “Fritz”, che si rivelò uno dei più famosi ciclisti tedeschi e ottenne più di 180 successi.

La sua vittoria più strepitosa fu quella nella Basilea-Cleve, quando coprì 620 chilometri in 27 ore e 50 minuti, per la quale ricevette il Premio dell’Imperatore. Ludwig, il più giovane, ottenne nel corso della sua carriera ben 100 vittorie. Le frequenti vittorie portarono una notevole notorietà e questa a sua volta influenzò positivamente il nuovo settore produttivo il cui fatturato superò ben presto quello delle macchine da cucire.

Passano gli anni e la motorizzazione guarda altrove. E’ il 23 Maggio 1928 quando oltre 3.000 persone riempirono le tribune dell’autodromo tedesco dell‘Avus – due interminabili strisce d‘asfalto collegate da un tornante e da una sopraelevata – alle porte di Berlino per assistere al tentativo di record di Fritz Von Opel (figlio di Wilhem e quindi nipote e fondatore) e della sua Opel RAK2. Fra di loro c’erano personaggi del mondo degli affari, dello sport, della scienza e della politica. E perfino la stella cinema Lilian Harvey e il campione di pugilato Max Schmeling.

Quando il telone fu sollevato dalla vettura il pubblico restò letteralmente a bocca aperta. La Opel RAK2 non somigliava a nessun‘altra automobile dell‘epoca: era una slanciata monoposto a forma di sigaro di colore nero brillante dotata di due grandi ali laterali che servivano a tenerla incollata all‘asfalto. Nella parte posteriore erano stati montati 24 razzi a carburante solido che producevano una spinta da 6.000 kg. La Opel RAK2 era progettata per superare i 200 km/h, ma nessuno sapeva esattamente quale velocità avrebbe potuto raggiungere effettivamente.

Il sogno era iniziato l‘anno prima 1927 quando Max Valier, un astronomo sudtirolese autore del libro “L’avanzata nello spazio”, avvicinò Von Opel cercando un sostegno economico per lo studio di un motore a razzi. Von Opel, che pilotava egli stesso automobili da corsa e aeroplani, intuì il potenziale della tecnologia dei razzi, così come la pubblicità che ne sarebbe potuta derivare all’industria di famiglia. Da quel momento nella fabbrica Opel si cominciarono a studiare innovativi sistemi di propulsione, misurando la spinta di differenti tipi di razzi su banchi prova appositamente realizzati.

I tecnici collegarono i cavi di accensione ai razzi montati nella parte posteriore del veicolo e il ventinovenne Von Opel si trovò al volante della Opel RAK2 con indosso un giubbetto e un paio di occhiali da aviatore seduto, come ricordò in seguito su 120 kg di esplosivo – abbastanza per distruggere un intero quartiere!” – «Quando ho premuto il pedale dell’accensione, ho sentito i razzi ruggire alle mie spalle e spingermi in avanti» disse in seguito. «E’ stata una sensazione straordinaria! Ho premuto il pedale con decisione due, tre, quattro volte. Ho visto le persone ai miei lati sparire e la strada allungarsi davanti a me come un nastro rosso. Dopo aver premuto l’acceleratore per l’ultima volta ho smesso di pensare e mi sono affidato al solo istinto mentre una forza incontrollabile esplodeva dietro di me».

Lo spettacolo durò meno di tre minuti, ma la notizia fece subito il giro del mondo: nel corso della prova Fritz Von Opel e la sua automobile avevano raggiunto la velocità record di 238 km/h. Era iniziata l’epoca dei razzi!

Passano gli anni, molti a dire il vero. Da oltre 40 i fratelli Opel hanno ceduto l’azienda a un grande gruppo industriale e si godono il benessere conquistato dai loro predecessori quando nel 1973 Rikki Von Opel (bisnipote di Adam) debutta in Formula 1 con la Ensign. Negli anni precedenti ha corso nelle formule minori con lo pseudonimo di “Antonio Branco” per evitare l’ostracismo della sua famiglia contraria al suo impegno motoristico, ma adesso ha deciso di uscire allo scoperto. Nel 1974, abbandonata la Ensign dopo i primi tre gran premi ai quali non riesce a prendere parte, trova il volante di una Brabham. Partecipa a 4 Gran Premi, non si qualifica per due volte. Il suo migliore risultato sarà il nono posto conquistato in Olanda e in Svezia. Ancora oggi è l’unico pilota con cittadinanza del Liechtenstein ad aver corso in Formula 1.

Giulia e Stelvio “Estrema”: per i puristi della guida

Giulia e Stelvio “Estrema” saranno commercializzate a partire dal mese di aprile

Alfa Romeo presenta la serie speciale di Giulia e Stelvio “Estrema” ad Hinwil, nel quartier generale dell’Alfa Romeo F1 Team. Prima serie speciale globale, “Estrema” è equipaggiata con un allestimento che la posiziona al vertice della gamma ed incarna la massima espressione in termini di soluzioni tecnico-dinamiche, stile e sportività. Il suo debutto ufficiale non poteva che avvenire presso la Factory di Alfa Romeo F1 Team dove, lontano dai riflettori, Alfa Romeo e Sauber portano avanti una costante sinergia basata sulla condivisione dei propri know-how in una continua ricerca tecnologica d’avanguardia: il territorio chiave nella nuova era del marchio.

Esordiscono Giulia e Stelvio MY22 nell’allestimento “Estrema”, esaltazione del DNA sportivo del marchio. Prima serie speciale ad essere commercializzata a livello globale, “Estrema” è il perfetto connubio tra raffinatezza tecnica e piacere di guida.
La nuova logica di gamma Alfa Romeo è oggi votata alla semplicità: quattro allestimenti – Super Business, Sprint, Ti e Veloce – ciascuno con una caratterizzazione ben definita per soddisfare le necessità dei clienti più esigenti. L’allestimento Super è la porta di ingresso al mondo Alfa Romeo. Chi volesse un’esperienza dalla connotazione ancora più sportive potrà scegliere l’allestimento Sprint. A partire dall’allestimento Ti, più elegante e distintivo, si potrà accedere all’allestimento Veloce per raggiungere il massimo in termini di performance e sportività.
Estrema si posiziona al vertice della gamma strizzando l’occhio alla super sportiva versione Quadrifoglio.
Il progetto si rivolge ad un cliente “Intenditore della guida”, alla costante ricerca di una vera e propria simbiosi con la vettura. Un cultore, meno votato alla muscolarità dell’estetica ma attento a quelle soluzioni tecniche capaci di conferire un bilanciamento ed una dinamica di guida d’eccellenza. Sono infatti di serie le sospensioni attive che grazie alla capacità di adattarsi real time alle condizioni del percorso unitamente allo stile di guida, contribuiscono ad un eccezionale comfort di viaggio senza mai penalizzare handling sportivo e piacere di guida. Il sistema di controllo, “Alfa active Suspension”, gestisce sospensioni ed ammortizzatori in costante interazione con il CDC (Chassis domain control) e con il DNA calibrando il suo intervento a seconda della modalità selezionata.
Sempre di serie su “Estrema” Il differenziale autobloccante che garantisce stabilità e controllo elevati in tutte le condizioni di aderenza. Ripartisce coppia e motricità anche in uscita di curva e a velocità e accelerazione elevate.
Osservandola dall’esterno e accedendo nell’abitacolo la sportività risulta avvolgente grazie anche al diffuso utilizzo del carbonio.
Negli esterni la fibra di carbonio è presente sugli specchietti e sul trilobo frontale. Toni scuri per lo specifico badge “Estrema” sul paraurti, cerchi in lega – da 19” sulla Giulia e 21” sulla Stelvio – e le pinze freno nere. La stessa forte connotazione sportiva si ritrova all’interno, dove spiccano le finiture in fibra di carbonio ed i sedili in Alcantara®, un materiale unico che coniuga le ragioni dell’estetica e della funzionalità.  Cuciture in contrasto rosse abbinate a inserti in pelle conferiscono sportività ed esclusività a cruscotto, sedili, volante e cambio.
Giulia e Stelvio “Estrema” sono equipaggiate con i propulsori 2.0 Turbo benzina da 280 CV o 2.2 Turbo Diesel da 210 CV, entrambi abbinati al cambio automatico a 8 rapporti e alla trazione integrale Q4. Completa l’allestimento un impianto audio dotato di 14 altoparlanti firmato Harman Kardon, con prezzi a partire da 67.600 euro per Giulia, e 75.400 euro per Stelvio.

Alfa Romeo e Formula 1: sinergie strategiche per il futuro del marchio

Il rinnovo della partnership tra Alfa Romeo e Sauber Motorsport del luglio 2021 rappresenta il desiderio di entrambe le parti di continuare a migliorare insieme, dando vita a sinergie strategiche con l’obiettivo di disegnare un futuro entusiasmante, per il team e per il marchio, attraverso un preciso piano a lungo termine. Del resto, la F1 è il laboratorio del cambiamento per eccellenza, pionieristica nella strategia dell’ibrido, all’avanguardia nella gestione dei big data, dell’intelligenza artificiale e nello sviluppo di software di ultima generazione, territori strategici per un marchio come Alfa Romeo che fa dell’eccellenza tecnologica una priorità. L’headquarter dell’Alfa Romeo F1 team è una fucina di nuove tecnologie e le nuove Giulia e Stelvio “Estrema” non potevano che essere presentate qui, dove la raffinatezza tecnica e la ricerca di simbiosi tra uomo e vettura, valori comuni ai due marchi, si intrecciano dando vita ad un unico obiettivo: le performance.
Nell’Head Quarter di Hinwill quindi, il presente – espresso con attitudine audace dalla serie speciale “Estrema” – incontra la visione del futuro, per dare vita ad asset strategici e ad una continua condivisione di know-how tecnico.

Le auto elettriche in Italia: apprezzate ma….ancora irraggiungibili

Nel nostro Paese cresce l’interesse per le vetture elettriche, ma il loro costo continua a essere fuori dalla portata degli italiani, che per acquistarle sono disposti a spendere intorno al 30% in meno del costo medio degli e-vehicles oggi sul mercato. Una quota che gli incentivi messi in campo dal Governo non riusciranno a colmare completamente.
Sono queste le principali evidenze che emergono dalla nuova instant survey “Auto elettriche, tu che pensi?”, condotta da Areté (azienda leader nella consulenza strategica).
Dalla survey, promossa a 3 mesi di distanza da un precedente simile studio sul tema, emerge un’attenzione crescente da parte degli italiani per le vetture elettrificate, frenato però dal fattore economico.

Auto ancora centrale per la mobilità degli italiani. Cresce la mobilità condivisa
Lo studio parte dall’analisi delle modalità di spostamento degli italiani: ben il 64% si serve dell’auto privata per i propri trasferimenti abituali, solo il 6% usa i mezzi pubblici, che dalla pandemia sembrano non essersi ancora ripresi. Quasi il 20%, e il trend è in decisa crescita, si affida ai servizi di mobilità condivisa (sharing o pooling), formule che consentono di abbattere i costi del viaggio, le emissioni inquinanti e contribuiscono a decongestionare le città.

Un italiano su due si dichiara pronto ad acquistare l’ibrido. Aumenta l’appeal dell’elettrico.
L’analisi evidenzia come 4 italiani su 10 hanno già guidato, anche occasionalmente, una vettura elettrica. Chi lo ha fatto ne ha apprezzato la silenziosità (indicata dal 43% del campione), il relax di guida (19%) e i consumi ridotti (19%); le stesse caratteristiche che si aspetta dalla vettura alla spina anche chi non ha ancora avuto occasione di salirci a bordo.

Continua a crescere quindi la propensione verso le vetture elettrificate nel nostro Paese, anche grazie ai cospicui investimenti in comunicazione promossi dalle Case automobilistiche negli ultimi anni. Alla domanda “Se dovessi acquistare un’auto nuova quale alimentazione sceglieresti?”, ormai 1 italiano su 2 indica una vettura ibrida e ben il 38% (era il 23% solo 3 mesi fa nella precedente survey) si dichiara pronto per l’elettrico. Trai i principali motivi che guidano questa transizione figura in primis la ragione ambientale (“per non inquinare”, indicata dal 50% del campione), seguita dalle opportunità di risparmio su consumi e costi di manutenzione (42%).

Per acquistarla tre su quattro sono pronti a servirsi di finanziamenti, noleggio a lungo termine e leasing, mentre il restante 25% intende farlo con pagamento in contanti. Tra i fattori che potranno migliorare il feeling con questa motorizzazione vengono indicati in primis il pricing (ancora troppo alto e indicato da un italiano su due come ostacolo all’acquisto) e quelli collegati all’autonomia del veicolo: il 25% sarebbe spinto ad acquistare una vettura elettrica da punti di ricarica più veloci, servizi di ricarica a domicilio, minori costi di ricarica.

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