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Gino Bruni

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Mese

dicembre 2022

A Genova torna la Befana in Fiat 500

Venerdì 6 gennaio, come accade da diversi anni, il Coordinamento di Genova del Fiat 500 Club Italia, rinnoverà l’appuntamento con “ La  Befana al Gaslini in 500”.

L’iniziativa,  che è giunta alla venticinquesima edizione, ha lo scopo di  portare un po’ di gioia e alcuni  giocattoli ai piccoli ricoverati all’Ospedale Pediatrico di Genova.

A fare da tramite saranno i volontari della “Band degli Orsi –  una banda di volontari – Orsi nata e cresciuta nelle stanze del Gaslini, accanto a bambine e bambini ricoverati “ come si definiscono loro.

Il ritrovo delle vecchie Fiat 500 è previsto a Genova in Piazzale Kennedy alle ore 9,30 del giorno dell’Epifania. Le vetture sfileranno con i doni verso il quartiere di Sturla dove, in Via del Tritone, ricavato da uno storico Cantiere Navale in disuso  è sorta la Casa Rossa per ospitare  ed accogliere le famiglie dei piccoli ricoverati che arrivano a Genova da ogni parte d’Italia.

Con l’occasione verrà consegnato l’assegno del ricavato nel recente raduno “la Superba in 500”.

Automobilismo: le gare 2023 in provincia di Genova

Cinque slalom e un Rally. Queste sono le gare automobilistiche, in provincia di Genova, che sono state iscritte nel Calendario 2023 di Aci Sport.

Aprirà la stagione il 41° Slalom Mignanego Giovi, che è programmato per la classica data del primo maggio. Domenica 4 giugno sarà la volta del 4° Slalom Busalla Crocefieschi, mentre l’undici dello stesso mese di giugno tornerà il Rally della Lanterna giunto alla 39^ edizione. La gara è valida come prova di Coppa di Zona. Il 16 luglio si disputerà il 15° Slalom Favale Castello, gara valida come prova del Campionato Italiano della Specialità e del Trofeo Italia del Nord. Nell’ultima domenica di agosto, il ventisette, ci sarà il debutto dello slalom Piccarello Sant’Olcese.

A ottobre, il ventinove, chiuderà la stagione lo slalom Chiavari Leivi giunto alla dodicesima edizione.

Rievocazione Storica “Circuito del Tigullio”,

La 2^ edizione della Rievocazione Storica “Circuito del Tigullio”, è in programma tra il 13 e il 15 del mese di Ottobre 2023.

La presentazione ufficiale, insieme alla F.M.I. al Registro Storico, è prevista nel mese di Gennaio durante il Motor Bike Expo di Verona.
Questa edizione, come per la precedente – fanno sapere gli organizzatori – è il frutto della collaborazione tra le Associazioni Circuito del Tigullio, Motoclub Colombo e Scuderia Ferrari Club Portofino, con la supervisione della Federazione Motociclistica Italiana, insieme alla Regione Liguria e le Amministrazioni di Santa Margherita Ligure e Portofino, oltre alle innumerevoli collaborazioni con Enti, Musei ed altre Associazioni che condividono la nostra passione per i motori e la storia delle competizioni.

La manifestazione motociclistica, si snoderà lungo le strade del Tigullio tra S. Margherita Ligure e Portofino.

Il Circuito del Tigullio, nato nel 1924 su iniziativa dell’Auto Club Genova, era una gara automobilistica. La prima edizione   si disputò il 13 aprile proprio del’24 . Alla partenza si presentarono 13 piloti, solo 11 tagliarono il traguardo.  La vittoria andò a Tazio Nuvolari su Bianchi 2000 seguito da Renato Balestrero su OM  e Diego De Sterlich su Bugatti.

Auto: ACI bando 2035 motori endotermici scelta poco sensata 

 “Un plauso al coraggio e alla chiarezza del Premier Giorgia Meloni – dichiara il Presidente dell’ACI Angelo Sticchi Damiani – che afferma con nettezza una verità ormai diventata verificabile da chiunque.  Ovvero, che la messa al bando delle vetture endotermiche nel 2035 appaia una scelta davvero poco sensata”.

“Già dal 2019, durante l’annuale Conferenza Nazionale del Traffico – sottolinea Sticchi Damiani – l’Automobile Club d’Italia aveva lanciato lo stesso monito, più volte ribadito in questi anni e in tutte le occasioni e sedi possibili. Ci sono adesso le condizioni di scenario per poter ragionare e rivedere finalmente quella scadenza e le politiche che l’hanno generata, pur mantenendo l’obiettivo della riduzione delle emissioni clima alteranti e del raggiungimento della massima sostenibilità ambientale, nell’interesse non solo del comparto automotive nazionale ma anche dei cittadini italiani”.

In calo i dati sull’incidentalità dei mezzi pesanti: “Smentito il pregiudizio dell’opinione pubblica”

La Commissione per la sicurezza stradale nel settore dell’autotrasporto, istituita presso il Ministero dell’Interno, ha presentato questa mattina i dati inerenti l’incidentalità sulla rete autostradale italiana relativi al 2022, che hanno messo in luce un netto decremento della percentuale di incidenti causati da mezzi pesanti. Come si evince dai dati, infatti, la percentuale di incidenti che vedono coinvolti veicoli pesanti adibiti al trasporto merci è calata del 12% rispetto al 2019, nonostante un aumento percentuale della percorrenza pari al 2,9% nello stesso periodo di tempo.

L’analisi ha evidenziato inoltre una significativa diminuzione della percentuale di incidenti con responsabilità di mezzi pesanti, calata dall’8,7% del 2019 all’attuale 8,1%. Di segno opposto, invece, i dati relativi al comparto dei veicoli leggeri, che fanno registrare un aumento dell’incidentalità pari al 3,5% negli ultimi tre anni, a fronte di un aumento del 4% della percorrenza media in autostrada.

“Questi dati smentiscono il pregiudizio dell’opinione pubblica sulla pericolosità dei mezzi pesanti nelle nostre strade – ha dichiarato il Presidente di ANITA Thomas Baumgartner – se si considera che l’incidenza delle percorrenze sulle autostrade arriva anche al 50%, è una chiara dimostrazione che i veicoli pesanti sono più sicuri delle vetture e contribuiscono in maniera determinante al costante decremento della percentuale di incidenti sulla rete autostradale, che rispetto al 2010 si è quasi dimezzata”

Il 23° Prealpi Master Show, ha aperto lo Challenge Raceday Rally Terra 2022/2023

Una giornata gelida ma soleggiata ha accolto i 135 partenti del 23° Prealpi Master Show, dei quali 51 iscritti a Raceday.

La prova cronometrata allestita tra i vigneti veneti dal Motoring Club, era stata modificata rispetto allo scorso anno e i piloti l’hanno trovata molto tecnica e in alcuni tratti scivolosa a causa della pioggia caduta copiosa prima della gara.

Sul tracciato del  Master Show di poco più di nove km si sono avvicendati al vertice il corso Jean Philippe Quilichini, navigato da Buresi su Skoda Fabia EVO e lo sloveno Bostial Avbelj, affiancato da Andrejka anche loro su Skoda Fabia.

Tra loro si è inserito Jader Vagnini, con Musiari alle note  su un’altra Skoda Fabia, che ha migliorato i suoi tempi in ogni passaggio.

Alla fine ha avuto la meglio lo sloveno  Avbelj, che vincendo tre passaggi si è piazzato sul primo gradino del podio, alla sua prima gara su  terra, seguito dal sammarinese Vagnini che ha preceduto di poco il corso Quilichini, terzo assoluto che ha fatto qualche piccolo errore di troppo e che nell’ultima prova ha avuto dei problemi con i freni. A fine gara si è comunque dichiarato soddisfatto di questo risultato in ottica del campionato Raceday.

Il rientrante Andrea Dalmazzini in coppia con Albertini su Hyundai i20, ha pagato il fatto di essere partito con il numero uno e dovendo nel primo passaggio aprire la strada e al motivo che era lontano dalle gare da parecchi mesi.

Comunque si è mantenuto sempre nella parte alta della classifica, concludendo, quarto assoluto con una ottima prestazione nell’ultima prova.

A completare la cinquina finale un ottimo Edoardo Bresolin, affiancato da Pollet anche loro su Skoda Fabia.

Una gara il 23° Prealpi Master Show che ha aperto in bellezza il Challenge Raceday Rally Terra, disputato in una bella atmosfera di festa, una caratteristica che contraddistingue questa competizione veneta di fine anno.

I prossimi appuntamenti del Challenge Raceday Rally Terra saranno: il Rally Terra Valle del Tevere in programma il 12 febbraio 2023; il Rally di Foligno 5 marzo  e il Rally Valtiberina 15  del prossimo aprile 2023.

Le auto più “verdi” secondo “Green Ncap”

I risultati dell’ottava serie di test 2022 con valutazione aggiornata e migliorata:

3 STELLE: Ford Puma a bioetanolo

2,5 STELLE: Ford Puma a benzina e Focus Mild Hybrid, Mercedes – Benz Classe T a benzina

2 STELLE: Kia Sportage Mild Hybrid

1,5 STELLE: Land Rover Range Rover diesel

Green NCAP sottolinea l’impatto positivo del bioetanolo – come combustibile alternativo – sulle emissioni di gas serra.

Green NCAP, nell’ultima valutazione del 2022, ha analizzato sei vetture: Kia Sportage 1.6 T-GDI dotata di un sistema Mild-Hybrid a 48V; Mercedes-Benz Classe T T180; Land Rover Range Rover D350; Ford Focus 1.0 EcoBoost Mild Hybrid e Ford Puma 1.0 EcoBoost Flexifuel, con due diverse alimentazioni: benzina E10 standard e bioetanolo E85, (quasi puro). I risultati dei test hanno dimostrato che il bioetanolo ha notevoli benefici sulla riduzione complessiva dei gas serra e sull’impatto globale sull’ambiente.

Indagine Carsafe: il 55% dei danni alla carrozzeria auto è causato dalla circolazione nel traffico

I dati sono emersi da un’indagine realizzata in Italia dal network di carrozzerie.

Le modanature, cioè i profili di plastica che seguono il design dell’automobile, sono la categoria più “a rischio” nei primi dieci mesi dell’anno.

È sempre la circolazione delle automobili, che si tratti di strade trafficate, dissestate o di imprudenti distrazioni, la causa principale del ricorso all’officina di carrozzeria da parte degli automobilisti italiani.

Secondo il nostro studio, basato su un network che riunisce oltre 400 riparatori sul territorio nazionale, il 55% dei danni di carrozzeria registrati nei primi 10 mesi del 2022 è ascrivibile a cause legate alla circolazione delle autovetture (tamponamenti, urti, buche, per citare quelli più comuni). Gli eventi atmosferici incidono invece sulle carrozzerie delle macchine degli italiani per il 12%, gli atti vandalici per il 10%. Il 23% è coperto dall’insieme di altre cause (generalmente danni che coinvolgono un solo veicolo o sinistri multipli).

Il dato conferma il trend sulla prima parte del 2022 evidenziato da una recente ricerca del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (all’epoca ancora MIMS), secondo cui gli italiani, dopo anni di chiusure e limitazioni dovute ai provvedimenti di contenimento della pandemia, stanno ricominciando a muoversi in auto. Nel primo trimestre del 2022 si è assistito a un incremento del traffico dei veicoli leggeri sulla rete stradale italiana, con un aumento rispettivamente del 19% sulle infrastrutture gestite da ANAS, e del 51% per quanto riguarda le sedi autostradali.

I danni più frequenti

In questo contesto di ritorno alla normalità e alla mobilità (in tutte le sue varianti), abbiamo voluto evidenziare anche quali siano i danni più frequenti che un automobilista si trova a dover “mandare in carrozzeria”.

Dall’elaborazione dei dati sugli ordinativi dei pezzi di ricambio e degli interventi registrati è emerso che le modanature, ovvero i profili di plastica che seguono il design dell’automobile, sono la categoria più “a rischio” nei primi dieci mesi dell’anno. In questa speciale classifica delle riparazioni più abituali in carrozzeria troviamo anche (in ordine di frequenza decrescente): seguono poi i paraurti posteriori, paraurti anteriori e parafanghi, i retrovisori (calotta, specchio e il retrovisore completo), le portiere, i cristalli (lunotti, parabrezza scendenti e quelli fissi). I cofani chiudono la classifica.

 “Dopo le restrizioni dei lockdown per il contenimento della pandemia e la rivoluzione di abitudini, le modalità di lavoro e di socializzazione, da qualche mese stiamo assistendo a un graduale ritorno alla normalità – ha dichiarato Simone Mucciante, presidente di Carsafe -. Una normalità fatta anche di mobilità urbana ed extraurbana e una circolazione di veicoli in crescita rispetto al biennio 2020-2021. Di conseguenza tornano a lavorare anche i carrozzieri, sempre più alle prese con interventi che richiedono tecnologie evolute alla luce delle tante innovazioni applicate all’auto. La quota più alta di interventi riguarda comunque i tipici danni alla carrozzeria derivanti dalla circolazione. Per questi motivi le carrozzerie moderne sono ormai in grado di gestire gran parte degli interventi riparativi in tutto il ciclo di vita dell’automobile”.

UNRAE: in 3 anni persi oltre 1,6 milioni di veicoli e € 7,85 mld di Iva, Italia ultima nell’elettrico

Nel 2023 previsti 1,4 mln di auto

Se nel 2022 il mercato dell’auto con 1,3 milioni di vetture segna il minimo storico degli ultimi quarantaquattro anni, il 2023 con un rialzo delle vendite previsto a 1,4 milioni sarà ancora vicino al minimo. I dati consuntivi e previsionali dell’automotive in Italia, illustrati in una Conferenza Stampa dall’UNRAE, mostrano la crisi di un settore che per decenni è stato trainante per l’industria nazionale ma che ora mostra la corda. Tanto che il Presidente dell’UNRAE Michele Crisci ha indirizzato all’On. Giorgia Meloni, Presidente del Consiglio, una lettera aperta con le proposte per velocizzare la riconversione industriale del settore ed evitare il declino e la perdita di migliaia di posti di lavoro.

Partendo dai dati, illustrati dal Direttore Generale di UNRAE Andrea Cardinali, negli ultimi tre anni il mercato ha perso 1.612.000 auto rispetto al 2019, anno pre-pandemia, e in parallelo le casse dello Stato hanno perso 7,85 mld di euro solo di gettito Iva.

Intanto la transizione energetica è partita ma si è già arenata: negli 11 mesi 2022 l’Italia, fra i cinque maggiori mercati europei, è all’ultimo posto nella diffusione di auto elettriche e ibride plug-in con una quota dell’8,8%, lontanissima dalla Germania (38,2%), dal Regno Unito (21,4%) e dalla Francia (21,2%) e superata dalla Spagna (9,5%). In compenso è al primo posto per le ibride HEV con una quota del 34%.

Per giunta, notoriamente, in Italia il parco circolante ha un’età media di 12,2 anni, contro 8,7 anni in UK, 10,1 anni in Germania e undici anni in Francia e per il 25,4% del totale è ancora composto da vetture ante Euro 4 (ben 9.916.000): “Con un mercato a livelli così depressi – commenta Andrea Cardinali – per sostituire tutto il parco nazionale ci vorrebbero trenta anni”. Un parco vetusto, insicuro e inquinante anche per i veicoli industriali (età media 14,5 anni), veicoli commerciali (14 anni), autobus (12,5 anni), rimorchi e semirimorchi (17 anni).

Le previsioni dell’UNRAE per il 2023 indicano un rialzo di sole 100 mila unità a 1,4 milioni di vetture (+7,7%) sul 2022. Il prossimo anno un’auto su otto dovrebbe essere a trazione elettrica con una quota del 12,8% divisa tra elettriche pure BEV (6%) e ibride plug-in PHEV (6,8%). Ma la quota maggiore sarà delle ibride HEV (in salita dal 34% al 36,6%), seguite dal motore a benzina (in calo dal 27,5% al 25,4%) e dal diesel (giù dal 19,5% al 16,7%).

“Il mercato dell’automotive in Italia è in grave sofferenza a causa delle congiutura mondiale ed europea, ma anche di una non chiara e non coordinata strategia verso la transizione sostenibile da parte delle istituzioni italiane centrali e locali”, afferma il Direttore Generale dell’UNRAE Andrea Cardinali. Il quale ribadisce le proposte dell’Associazione: “mantenere e potenziare gli incentivi all’acquisto di autovetture per il rinnovo del parco circolante almeno fino al 2026 per privati e aziende; elaborare una politica infrastrutturale per la ricarica elettrica e il rifornimento a idrogeno; rivedere l’impianto fiscale del settore modulando detraibilità Iva e deducibilità dei costi in base alle emissioni di CO2 per le auto aziendali; pianificare rapidamente una riconversione industriale della filiera automotive e della componentistica per riportare il nostro paese a essere un riferimento a livello europeo; prevedere ulteriori interventi a sostegno del trasporto merci e trasporto collettivo di persone”. Proposte che il Presidente Michele Crisci evidenzia nella lettera aperta al Presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Nella quale ricorda che in oltre settanta anni di storia le aziende dell’UNRAE “hanno contribuito allo sviluppo del nostro Paese, in particolare della nostra industria, anche e soprattutto nell’area della componentistica la cui qualità è nota in tutto il mondo”. Ma ora “i sacrosanti target ambientali indicati dalla UE, impongono una riconversione industriale rapida ed efficiente”, che richiede capacità di innovazione. “Non possiamo difenderci arroccandoci su posizioni e tecnologie passate”, perché “difendere il passato non significa proteggere l’Italia, piuttosto significa consegnare le nostre aziende a un futuro… senza futuro”. Crisci chiede di fornire “direzioni chiare al mercato sull’accoglimento delle nuove tecnologie”, perché la conseguenza “sono i dati che mostrano l’Italia unico paese europeo che retrocede nelle vendite di auto con la spina e che resta fanalino di coda dei cinque major markets europei, e anche di mercati secondari. Così – afferma Crisci – non si attraggono investimenti dall’estero, al contrario si rallenta la transizione”. “Abbracciare le nuove tecnologie velocizzandone l’adozione a partire dai soggetti che hanno la disponibilità per farlo, velocizzandone al contempo l’abbattimenti dei costi di produzione e dei prezzi di vendita, questo è l’unico modo per aumentarne la diffusione per tutti. Solo le nuove tecnologie e il loro accoglimento – conclude Crisci – possono difendere il tessuto economico di questo meraviglioso Paese, accrescendone il Pil per il benessere di tutti”.

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