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Gino Bruni

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Gino Bruni

Giornalista pubblicista. Residente a Genova. Iscritto UIGA (Unione Italiana Giornalisti Automotive).

Automobilismo: Lanterna Corse Rally Team, la stagione parte da Andora

Con la Ronde della Val Merula, in programma il 4-5 febbraio, partirà la stagione 2023 della Lanterna Corse Rally Team. Alla gara di Andora ci sarà anche Andrea Cresta, la giovane promessa  genovese, che  pur vantando già qualche esperienza come co-pilota, in questa competizione siederà , per la prima volta , al posto di guida e condividerà una Peugeot 208 Rally4 con Gabriele Fondacaro, con cui si alternerà alla guida.

Sugli asfalti dell’entroterra savonese ci sarà anche Alessandro Cervi, pronto a leggere le note a Rizziero Zigliani a bordo di un’altra Peugeot 208 Rally4.

Ronde della Val Merula: 8 equipaggi targati New Racing for Genova.

Dopo la pausa invernale, dedicata, come accade da alcuni anni, allo svolgimento del Corso per co-piloti, con la nona edizione della Ronde Val Merula riprende l’attività agonistica della New Racing for Genova.

La Scuderia,presieduta da Laura Bottini parteciperà, nel prossimo fine settimana,alla gara di apertura delle competizioni automobilistiche in Liguria.

Ben otto gli equipaggi con i colori del sodalizio genovese  che si presenteranno al via, tra questi Alberto Biggi (nella foto)  affiancato da  Marco Nari che, con la Skoda Fabia R5, si candidano per un posto nella top ten finale del rally savonese

C’è grande attesa anche per la partecipazione di Gionata Maranzana e Ismaele Barra, in lizza con la Peugeot 208, che puntano ad un piazzamento di prestigio nella classe Rally4. Curiosità, invece, per il rientro nei rally del chiavarese Ennio Bini: assente dalle gare dal 2002. Alla Ronde Val Merula sarà al via su di una, Renault Clio RS N3 ed in coppia con l’imperiese Nicolò Ventoso.   

Due le vetture della New Racing for Genova che si cimenteranno in classe Rally5; sono le Renault Clio degli attesi Federico Gangi – Stefano Sappracone e di Massimo Garbarino – Michele Guastavino.

Da seguire, inoltre, la gara dei veloci Manuel Sartori e Simona Camera (Renault Clio R3C), dei fratelli Massimiliano e Alessandro Parodi (Peugeot 106 N2) e di Marco Russo – Teresa Varalla (Suzuki Swift R1).

Mobilità urbana: due ruote sempre più protagoniste

Infrastrutture ciclabili (metri equivalenti per abitante) – Reggio Emilia, Cuneo, Lodi, Verbania e Treviso.

Parcheggi biciclette presso stazioni ferroviarie – Bologna, Firenze, Ferrara, Piacenza e Treviso.

Bike sharing – Milano, Padova, Mantova, Bologna e Vicenza compongono il poker per numero di bici ogni 1.000 abitanti, mentre la top 5 per abbonati per 1.000 abitanti è invece composta nell’ordine da Mantova, Firenze, Reggio Emilia, Pesaro e Brescia.

Concentrazione moto nelle città partecipanti al focus (veicoli per 100 abitanti) – Imperia, Savona, Pesaro, Catania e Trieste.

Disponibilità parcheggi moto (stalli per 1.000 abitanti) – Firenze, Aosta, La Spezia, Imperia e Savona.

Bike e scooter sharing, sicurezza, disponibilità parcheggi e stazioni di ricarica veicoli elettrici: dal settimo rapporto dell’Osservatorio promosso da ANCMA e Legambiente, in collaborazione con Ambiente Italia, la fotografia delle politiche locali in favore di ciclisti e motociclisti

Crescono gli spostamenti privati su due ruote a pedale e motorizzate, aumenta ancora, anche se in modo modesto, la disponibilità media di piste ciclabili dopo l’impennata del 2020 e tornano a salire complessivamente le opportunità di sharing mobility e il loro utilizzo, con una marcata prevalenza dei monopattini. Ancora limitato invece l’accesso alle corsie preferenziali per i motocicli, mentre aumentano i punti di ricarica per veicoli elettrici, ma è sempre troppo bassa l’attenzione alla sicurezza di motociclisti e scooteristi da parte delle amministrazioni locali. È quanto emerge dal settimo rapporto dell’Osservatorio Focus2R, la ricerca promossa da Confindustria ANCMA (Associazione Nazionale Ciclo Motociclo Accessori) con Legambiente, elaborato dalla società di consulenza Ambiente Italia e presentato stamane a Milano, attraverso un evento a cui hanno partecipato anche gli assessori con deleghe alla mobilità dei comuni di Milano, Parma, Genova e Palermo.

L’indagine, frutto di uno specifico questionario inviato nel corso del 2021, assieme allo storico e più articolato questionario sull’Ecosistema Urbano di Legambiente, a 106 Comuni capoluogo e a cui hanno risposto 94 amministrazioni, fornisce oggi la più completa e aggiornata panoramica delle politiche introdotte dai Comuni capoluogo di provincia italiani e dedicate a ciclisti urbani e motociclisti. Il report rende quindi disponibili informazioni esclusive su piste ciclabili, sharing mobility, parcheggi dedicati e tanti altri aspetti legati alla mobilità su due ruote nei centri urbani fornite direttamente dai governi locali.

Malgrado si confermi ancora profondo il divario tra Nord e Sud del Paese nelle misure introdotte, l’ultima rilevazione descrive comunque, tra luci ed ombre, una progressiva ascesa dell’attenzione alla mobilità su due ruote nell’agenda politica delle città italiane. Un incremento che ha riguardato i principali indicatori del report, ma che si dimostra ancora non proporzionale all’andamento del mercato di biciclette e motocicli e alla loro presenza in ambito urbano. I dati di vendita parlano infatti di oltre 1,9 milioni di biciclette vendute, con una crescita del 5% per le e-bike (dato 2021), mentre ciclomotori, scooter e moto ripetono il successo dell’anno scorso con oltre 291mila veicoli immatricolati nel 2022 (+0,95% su 2021).

BICICLETTE – Entrando nel vivo dei risultati del rapporto, dall’universo della mobilità a pedali arrivano importanti conferme per quanto riguarda il numero di comuni in cui è consentito il trasporto di biciclette sui mezzi pubblici (58%) e quello delle città che hanno allestito postazioni di interscambio bici in tutte o almeno in una stazione ferroviaria: da 74% del 2020 al 77% del 2021. Solo buone le notizie sul fronte dell’infrastrutturazione, con la disponibilità media di piste ciclabili che, dopo l’exploit del 2020, raggiunge 9,86 metri equivalenti ogni 100 abitanti (era 9,5 nel 2020, +38% rispetto al 2015). Per quanto riguarda i servizi di bike sharing, indagata anche attraverso i dati dell’osservatorio Nazionale Sharing Mobility, Milano, Torino, Bologna, Firenze e Padova contano, da sole, il 71% della flotta complessivamente disponibile in tutti i capoluoghi.

Inoltre, nel 2021 il numero complessivo di bici in sharing a stazione fissa è di 12.184 di cui 2.272 a pedalata assistita e 9.912 tradizionali, in aumento rispetto al 2020 rispettivamente del 2,7% e del 7%. Tra le città con il maggior numero di prelievi troviamo Milano, Brescia, Firenze, Padova, Torino e Bologna, tutte attorno al milione di prelievi annui, tranne Milano che registra 4 milioni di prelievi nel 2021. Il numero di prelievi totali annui aumenta del 7% rispetto all’anno precedente. Cresce infine anche la percentuale di comuni dove sono disponibili punti di ricarica elettrici delle biciclette a pedalata assistita, che passa dal 38% del 2015 al 46% del 2021 (era il 42% nel 2020).

MOTOCICLI – Con una media di 13,53 motocicli ogni 100 abitanti (erano 12,5 nel 2017), cresce nelle città italiane anche l’utilizzo di ciclomotori, moto e scooter. Come anticipato, sul fronte delle due ruote motorizzate, dove si assiste ad un importante crescita percentuale anche del mercato elettrico (+59%), rimane complessivamente ancora limitato l’accesso alle corsie riservate ai mezzi pubblici: una possibilità non permessa infatti nell’89% delle città. Rispetto al 2020 diminuisce infatti il numero dei capoluoghi in cui l’accesso è consentito in tutte o nella maggior parte delle corsie, passando da 8 a 3 (Taranto, Imperia e Venezia). L’ingresso è invece permesso solo in alcune corsie a Bergamo, Como, Genova, Milano e Reggio Calabria, che rappresentando il 6% delle città.

Poco confortanti anche i dati che riguardano la sicurezza. Rimane infatti pressoché invariato il numero dei comuni che scelgono di puntare sull’estensione di strade dotate di guardrail con specifiche protezioni a tutela dell’incolumità dei motociclisti in caso di impatto e peggiora anche il dato sul miglioramento della sicurezza negli strumenti di pianificazione comunale, che non è percepito come una priorità per il 39% città interessate dallo studio. Per quanto riguarda la mobilità condivisa, nel 2021 lo sharing di moto e scooter elettrici risulta disponibile in 14 comuni, 6 in più rispetto al 2020 e 11 in più rispetto al 2015. In crescita, infine, anche la percentuale di città dove sono disponibili punti di ricarica dei veicoli elettrici, che aumenta passando dal 62% del 2020 e al 65% nel 2021 (era il 42% nel 2015).

MONOPATTINI – In forte crescita la diffusione dei servizi di monopattino-sharing, che nel 2021 ha registrato la metà dei noleggi totali fatti in Italia (17,8 milioni) e raddoppiato il numero di noleggi del 2020. Dai dati del Sesto Rapporto Nazionale sulla Sharing Mobility emerge che il 52% dell’intera flotta di mobilità condivisa (carsharing, scooter sharing, bikesharing, monopattino-sharing) è rappresentata dai monopattini. Nel 2021 il 41% tra le 98 città che hanno fornito una risposta dichiara di avere un servizio di sharing di monopattini elettrici. Roma registra il maggior numero di veicoli (14.500), seguita da Milano (5.250) e Reggio Emilia con 1.600 veicoli disponibili.

Bari, con 1.500 veicoli, e Pescara, con 500 veicoli, manifestano un alto utilizzo di tali mezzi rispetto alle altre città con rispettivamente 1.569.435 e 592.002 prelievi annui effettuati. Per quanto riguarda infine gli incidenti con lesioni a persone che coinvolgono i monopattini elettrici sono stati registrati 2.000 incidenti con 2.107 feriti e 10 morti.

 “Questo lavoro – ha sottolineato il presidente di ANCMA Paolo Magri – ci permette ogni anno di accendere i riflettori sulle buone pratiche dei Comuni, ma anche di illuminare le tante zone d’ombra, come il tema della sicurezza, che contraddistinguono ancora la pianificazione della mobilità urbana. È evidente che le due ruote sono sempre più una risposta alla nuova domanda di spostamenti che viene dalla città: per questo chiediamo maggiore attenzione a tutti i livelli e guardiamo con preoccupazione ai tagli degli investimenti su infrastrutturazione ciclabile e sicurezza. Al contempo siamo anche convinti che la discussione sulla mobilità urbana non possa sicuramente tralasciare i motocicli, che rappresentano una soluzione di mobilità individuale fruibile, sostenibile e molto apprezzata dai cittadini”.

 “Il report che presentiamo – sottolinea il Presidente di Legambiente Stefano Ciafani – dimostra ulteriormente come l’intero sistema della mobilità sia in continuo cambiamento, verso modalità di spostamento più semplici, sostenibili, pratiche per muoversi in città. Soprattutto le bici, con la crescita delle e-bike, la micromobilità elettrica e l’attenzione delle amministrazioni verso le zone a 30 km/h raccontano in modo impeccabile dove sia già la città del futuro. Quello che serve con urgenza è però un impegno chiaro del Governo, oltre che dei Sindaci, per la drastica riduzione delle stragi stradali, l’integrazione tra le diverse composizioni modali di trasporto, il rispetto degli impegni climatici. Le vite ogni giorno a repentaglio sulle strade urbane possono essere infatti salvaguardate solo attraverso nuove ed efficaci politiche, come le città30 che finalmente anche alcune amministrazioni italiane stanno avendo il coraggio di adottare. Politiche urbane che nel loro insieme cambino le città, le strade, il sistema della mobilità, gli stili di vita e di guida, per fermare crisi climatica e strage stradale”.

Immatricolazioni Auto: sull’elettrico Italia ultima in Europa,

Nel confronto con i 5 major market europei l’Italia registra i risultati peggiori nel 2022, con un calo delle immatricolazioni rispetto al 2021 del 9,5%, un lieve aumento delle elettrificate (+1,4%) ed un netto crollo delle elettriche (-26,6%).

 Da un’analisi di Segugio.it risulta però un’Italia a due velocità, sia per quanto riguarda il peso delle auto nuove sul totale (da un massimo del 3,3% in Valle d’Aosta ad un minimo dell’1,4% in Sardegna) sia per il peso delle elettrificate sul nuovo (dal 45,8% del Trentino-Alto Adige al 24,3% della Basilicata).

Il 2022 è stato un anno difficile per i 5 principali mercati auto europei, che hanno perso mediamente il 5,7% delle immatricolazioni rispetto al 2021, anno già negativo per il settore    L’unica nota positiva è relativa al settore delle elettrificate (ibride ed elettriche) che invece hanno registrato un +12%, trainato in particolare dalle sole elettriche, cresciute del 27,6%.

Spostando il confronto sul nostro Paese, notiamo come questo abbia registrato i risultati peggiori. Infatti, non solo l’Italia ha registrato il calo più marcato di immatricolazioni (-9,5%), ma registra un rialzo minimo delle elettrificate (+1,4%), ben al di sotto della media, e addirittura un netto calo delle immatricolazioni di auto elettriche pure (-26,6%), in controtendenza rispetto al resto d’Europa.

Segugio.it – società leader nella distribuzione online di prodotti di credito e nella comparazione di prodotti assicurativi e utilities – ha svolto un’analisi su milioni di preventivi assicurativi effettuati sul portale nel corso del 2022 per analizzare le differenze sul territorio in termini di auto nuove sul totale A fronte di una media di auto nuove del 2,3%, si nota come il motore del mercato auto sia il Nord-Ovest, in particolare per le seguenti Regioni: Valle d’Aosta (3,3%), Lombardia (2,9%) e Piemonte (2,6%). Le percentuali più basse si registrano invece in Sardegna (1,4%), Molise (1,5%) e Puglia (1,6%).

Tra le auto nuove mediamente il 39% è relativo ad elettrificate, con percentuali diverse sul territorio La Regione più “green” nel 2022 è stata il Trentino-Alto Adige, con quasi la metà di auto nuove elettrificate (45,8%), seguita da Liguria (44,2%) e Lazio (43,7%). Molto diversa la situazione nelle Regioni del Sud Italia, dove le auto elettrificate sono molte meno, in particolare in Basilicata (24,3%), Campania (28,9%) e Sicilia (33,6%).

Approfondendo il campione a livello provinciale, si nota che:

La percentuale più alta di auto nuove si registra a Milano (3,5%), seguita da Aosta (3,3%) e da Monza e Brianza (2,9%), mentre il valore più basso, pari all’1%, si registra nelle Province di Enna, Nuoro e Brindisi;

Per quanto riguarda le auto elettrificate, le Province con una percentuale più alta sono Sondrio (51,5%), Como (49%) e Trento (47,2%). La percentuale scende sotto il 25% a Vibo Valentia (20,5%), Matera (20,8%) e Caserta (23,3%).

Tra le Province più popolose Milano è quella che registra la percentuale più alta di auto nuove, seguita a distanza da Torino (2,6%), Roma (2,4%) e Napoli e Palermo (2,1%). Sull’elettrificato il primato invece spetta a Roma, con il 44,9%, seguita a stretto giro da Milano (43,8%) e poi Torino (37,7%), Palermo (29,5%) e Napoli a seguire (29,4%).

Osservatorio di Autoscout24 sul mercato delle auto usate 2022 e previsioni usato 2023.

Nonostante nel 2022 siano aumentati sensibilmente i prezzi delle  auto usate in vendita (+20%). 

L auto usata si conferma la scelta preferita dagli italiani per l’acquisto di un’auto. 

Previsioni 2023:

il Caro carburanti non influisce nella scelta dell’alimentazione, con il diesel che si conferma come prima scelta per l’usato. 

Rinnovo parco circolante: tanti pronti a sostituire vetture che hanno in media 12 anni con una usata più “giovane” di 6.

Cosa cercano gli italiani?

L’auto usata più cercata nei prossimi mesi è un SUV diesel o benzina, ha un costo medio di €19.000, deve aver percorso in media 80mila km (per tre su dieci meno di 50mila) e avere un alto livello di comfort e di protezione. 

Nel 2022 la Golf è il modello più richiesto in assoluto, mentre tra le ibride spicca la Toyota Yaris e tra le elettriche la Tesla Model 3.

Pur confermandosi come canale preferito dagli italiani, il mercato delle auto usate nel 2022 segna un’inversione di tendenza, registrando un calo del -10,2% dei passaggi di proprietà netti (2.725.019) rispetto al 2021 (Fonte ACI).

Nell’usato il diesel continua a mantenere il primato tra le alimentazioni, mentre le ibride ed elettriche, seppur lentamente, iniziano a dare i primi segnali positivi anche nel segmento delle vetture di seconda mano. Crescono sensibilmente i prezzi delle  auto usate in vendita, con un aumento, a fine 2022, del +20% rispetto a un anno fa e del +51% al 2019.

Ma che cosa accadrà nel 2023 nel mercato delle auto usate? 

Il caro carburanti, le limitazioni alle auto “tradizionali” in alcune aree del Paese, l’aumento dei costi delle auto usate, che impatto avranno sul settore e sulle scelte degli italiani?

Una risposta arriva dall’analisi di AutoScout24, il più grande marketplace  automotive online pan-europeo, che ha coinvolto la propria community per delineare i principali trend del mercato dell’usato per i prossimi mesi.

Partiamo dall’aumento del costo dei carburanti, tema di stretta attualità. Se da un lato inizia ad avere un impatto sulle abitudini di utilizzo dell’auto (per il 42% del campione), soprattutto in ottica di risparmio, nell’usato per quasi tre quarti degli italiani non sembra influire nella scelta dell’alimentazione, confermando l’interesse verso i modelli termici.

Tra chi ha intenzione di acquistare un’auto nei prossimi mesi, infatti, il diesel continua a mantenere la quota principale (45%), seguita dalle vetture a benzina (36%). Allo stesso tempo cresce l’interesse sia per le auto GPL / Metano (9%) sia per le ibride e le elettriche (10%), che iniziano così a ritagliarsi uno spazio anche nell’usato. Un dato confermato anche dai dati interni di AutoScout24, che vede nel 2022 l’incremento del +53% di vetture ibride ed elettriche disponibili sulla piattaforma rispetto all’anno precedente.

Se si considera solo l’elettrico “puro”, che rappresenta una quota ancora minoritaria, a frenare la sua ascesa anche nell’usato gli utenti segnalano principalmente il costo elevato (per il 47% del campione) e la scarsa autonomia delle batterie (23%).

L’usato per spingere il rinnovo del parco circolante.

Dalla ricerca di AutoScout24 è emersa anche l’importanza del mercato dell’usato per promuovere il rinnovo del parco circolante ora datato: chi è alla  ricerca di un’auto di seconda mano, infatti, sostituirebbe l’attuale vettura, che ha in media circa dodici anni (il 37% ha quindici anni o più), con una di sei anni. E su questo il mercato digitale può aiutare grazie alla vasta offerta di vetture di nuova generazione. Su AutoScout24, infatti, ben il 54% delle vetture usate presenti è Euro 6, la metà ha 5 anni o meno.

Quanti chilometri deve aver percorso la vettura ideale? In media 80mila chilometri. Entrando nello specifico, per oltre otto intervistati su dieci, deve avere meno di 100mila chilometri, per tre su dieci, invece, non deve superare i 50mila e solo per il 10% può superare i 150mila.

Qual è il modello preferito? I SUV, crossover e fuoristrada restano le carrozzerie più ambite, indicate dal 46% del campione, ma rispetto allo scorso anno sembra che stia crescendo l’interesse per le berline (23%). Il 10% ha invece indicato le station wagon, il 7% le monovolume e il 6% le city car.

Qual è il budget di spesa? Chi acquisterà un’auto usata nel 2022 prevede di spendere in media €19.000, ma con differenze a livello generazionale: i neopatentati (18-21 anni), a cui spesso contribuiscono i genitori, hanno un budget di €13.670, mentre i 35-44enni di oltre €21.000.

Cosa non può mancare nell’auto cercata? Su questi gli utenti non hanno dubbi e mettono al primo posto tra le funzionalità o gli accessori considerati fondamentali i dispositivi di sicurezza attiva, indicati da ben il 76% del campione (lo scorso anno era del 70%). Seguono il sistema di infotainment (navigatore, sistema audio, ecc.) segnalato dal 48% del campione e il cambio automatico dal 42%.

“La possibilità di fruire rapidamente di un veicolo, a fronte della carenza di risorse per il nuovo, nel 2022 ha portato le  auto usate a risultare più del doppio rispetto a quelle nuove acquistate. Secondo gli ultimi dati di  AutoScout24 il 2023 è iniziato con fiducia: i prezzi sono stabili, la domanda è robusta e le evidenze emerse dal sondaggio supportano un atteggiamento di fiducia per il mercato delle  auto usate di quest’anno. I motori diesel e benzina continueranno a costituire la tipologia di alimentazione prevalente, alla quale si affiancherà una quota sempre maggiore di vetture ibride, soprattutto nella declinazione mild hybrid. Si conferma l’interesse per l’usato elettrico, un modo ideale per familiarizzare con i veicoli a batteria” – dichiara Sergio Lanfranchi del Centro Studi di AutoScout24.

Secondo l’elaborazione del Centro Studi di AutoScout24 su base dati ACI, nel 2022 rispetto al 2021, i passaggi di proprietà di  auto usate sono calati del -10,2%, pari a 2.725.019 atti, con la Campania (-13,3%), la Basilicata (-12,9%) e la Puglia (-12,5%) tra le regioni cha hanno avuto il calo maggiore.

Tra le regioni si confermano ai primi posti per numerosità la Lombardia (419.135 passaggi), Lazio (282.955) e Campania (244.657).

Tra le alimentazioni più richieste, secondo i dati dell’ACI, quasi la metà dei passaggi di proprietà nel 2022 (47,3%) riguardano vetture diesel, in leggero calo rispetto alla media del 2021 (49,4%). Seguono le  auto a benzina con il 37,8%, mentre le  auto ibride rappresentano solo il 4% delle richieste totali e l’elettrico “puro” lo 0,5%.

Tra i modelli più richiesti su Autoscout24 vince in assoluto la Volkswagen Golf, al secondo posto troviamo l’Audi A3 e al terzo la Fiat Panda, ma se si prendono in considerazione solo le vetture ibride ed elettriche troviamo tra le ibride la Toyota Yaris e tra le elettriche la Tesla Model 3.

Qual è l’età media delle vetture proposte? Sull’età media, rispetto allo scorso anno la situazione è rimasta sostanzialmente invariata (7,9 anni), ma con valori che variano dai 6,9 anni del Veneto e della Campania ai 10,2 anni della Valle d’Aosta.

Lancia 037 presente al Rally Storico di Montecarlo.

Dal 25 al 26 gennaio ritorna a Torino la rievocazione storica del rally su strada più antico del mondo.

Il marchio Lancia sarà presente alla partenza della gara in Piazza San Carlo con la Rally 037, che proprio quest’anno festeggia il quarantesimo anniversario della vittoria al Rally di Montecarlo.

La Lancia Rally 037 racchiude lo spirito sportivo di Lancia e i suoi dettagli stilistici hanno ispirato Lancia Pu+Ra Zero, il manifesto tridimensionale presentato il 28 Novembre durante il Lancia Design Day.
 

“Siamo orgogliosi di prendere parte a questa rievocazione storica famosa in tutto il mondo, esponendo la nostra Lancia Rally 037, una vettura da gara straordinaria che, insieme alla Stratos e alla Delta, ha fatto di Lancia il marchio più vincente nella storia del Rally. Queste vetture da gara, efficienti, rientrano nell’immaginario collettivo poiché hanno fatto sognare tantissimi appassionati e ci hanno ispirato per definire il linguaggio di design del futuro di Lancia”, dichiara Luca Napolitano, CEO del marchio Lancia.

Dopo un’attesa durata sette anni, torna a Torino il Rally Storico di Montecarlo, la rievocazione storica del rally su strada più antico del mondo, riservata alle vetture d’epoca che hanno partecipato ad almeno un Rally Automobile Montecarlo entro il 1983. La competizione, giunta alla sua venticinquesima edizione, prevede anche quest’anno partenze da città diverse – Oslo, Londra, Bad Homburg, Reims e Torino – per raggiungere il Principato di Monaco, dove si svolge la vera e propria gara dal 27 gennaio al 1° febbraio, a cui partecipano ben 19 vetture Lancia d’epoca appartenenti a clienti privati.
La sontuosa Piazza San Carlo di Torino, cuore del capoluogo piemontese, fa da cornice all’evento.
Da qui gli equipaggi partono alla volta di Montecarlo e il grande pubblico ha la possibilità di ammirare le vetture che hanno fatto la storia del Motorsport. L’evento è organizzato dall’Automobile Club Torino, in collaborazione con l’Automobile Club di Monaco, e vanta il patrocinio del Comune di Torino e della Regione Piemonte.

Per l’occasione, presso lo stand Lancia, è presente l’iconica Lancia Rally 037, appartenente alla collezione storica di Stellantis esposta presso l’Heritage HUB di Torino e che proprio 40 anni fa vinceva sia il Rally di Montecarlo che il Mondiale Rally.
Nata sulla base della Beta Montecarlo, la Lancia Rally 037 non fu pensata per essere prodotta in numeri elevati, essendo la produzione della vettura stradale unicamente propedeutica all’entrata nel mondo del Rally. L’esordio ufficiale avviene al Salone di Torino del 1982 con la versione stradale e l’anno successivo la Rally 037 domina il Campionato Mondiale sin dalla prima gara, proprio il Rally di Montecarlo, vinto da Walter Röhrl. Alla fine della stagione, nonostante l’agguerrita concorrenza delle nuove Audi Quattro a trazione integrale, la Lancia conquista il titolo Mondiale Costruttori, il secondo posto nel Mondiale Piloti e il Campionato Europeo ed Italiano.

Caratterizzata da forme “funzionali” e spigolose, sia nel frontale che nel posteriore, la Lancia Rally 037, meglio conosciuta con la sigla di progetto “037”, è una sportiva pura che incarna la famosa vittoria di Davide contro Golia. La Lancia Rally 037 è infatti l’ultima vettura a due ruote motrici a vincere il Mondiale di Rally, nel 1983, battendo avversari più potenti e, soprattutto, dotati di trazione integrale. La sua originale struttura mista, monoscocca e tubolare, viene “vestita” dall’atelier Pininfarina che sviluppa una carrozzeria aggressiva ed elegante al contempo, in grado di conferire un importante carico aerodinamico verso il suolo. Per raggiungere la massima efficienza, viene realizzata in poliestere con rinforzi in vetroresina, mentre i due leggerissimi cofani, motore e baule, possono essere smontati integralmente.
Gli interni, minimalisti e razionali, sono la quintessenza della competizione, così come alcune “appendici” aerodinamiche sul montante e sulla coda, tra cui un vistoso spoiler posteriore, la rendono ancora più performante.

ACI: la nuova Lista di Salvaguardia Auto Storiche

ACI Storico ha segnalato una nuova Lista di Salvaguardia in cui sono riportati modelli di autovetture con anzianità tra i venti e i ventinove anni che hanno caratteristiche di reale valore storico.

L’elenco è stato stilato in collaborazione con il Registro Italiano Alfa Romeo – RIAR, Stellantis Heritage, Associazione Amatori Veicoli Storici – AAVS e dal mensile specializzato “Ruoteclassiche”.

In presenza di una notevole quantità di veicoli ultra ventennali ancora circolanti, rappresenta uno strumento prezioso e costantemente aggiornato per circoscrivere il perimetro della storicità.  
I modelli di auto sono inseriti nella Lista sul presupposto dell’età e della quantità di esemplari esistenti. A contribuire sono anche le loro caratteristiche tecniche, di fabbricazione, il rilievo tecnologico, industriale, sociale, estetico o altri aspetti che consentono effettivamente di conferirgli interesse e valore storico.
 La Lista di Salvaguardia è messa a disposizione degli appassionati e dei collezionisti, ai quali sono così suggeriti modelli e versioni che nel tempo potranno vantare una specifica rilevanza storica. In occasione degli aggiornamenti che avvengono ogni 12 mesi, sono aggiunti i modelli che raggiungono i 20 anni ed eliminati invece quelli che spengono 30 candeline.

Ecco alcune tra le novità presenti nella Lista aggiornata: Alfa Romeo GT (la coupé derivata dalla 147), Alfa Romeo GTV/Spider (serie 916) II serie, Audi A4 cabrio (II serie), BMW Serie 6 (E63/64), BMW Z4, Citroen C3 Pluriel, Fiat Multipla II serie, Jaguar XJ (serie X350), Mazda RX-8, MG TF, Porsche Cayenne, Smart Roadster-Coupé, Toyota Yaris T-Sport e la Volkswagen New Beetle Cabrio.
 I veicoli con più di 30 anni di età non sono contemplati, perché le norme vigenti li considerano storici indipendentemente dall’iscrizione in un Registro, e pertanto destinatari di benefici fiscali come l’esenzione totale dal pagamento della tassa automobilistica. 

Lista veicoli storici tra i 20 e 29 anni

Elenco vetture storiche tra i 30 e 39 anni

Il Rallye di Montecarlo Historique della genovese Scuderia del Grifone.

Giornata di vigilia per la 25^ edizione del Rallye Montecarlo Historique che prenderà, per numerosi equipaggi Italiani, il via da Piazza San Carlo a Torino, alle 19 di domani, giovedì 26 gennaio. La classica competizione monegasca, alla quale la Scuderia del Grifone parteciperà con un importante impiego di uomini, si snoda su un percorso di poco meno di 2500 km, di cui 450 di prove speciali. Si inizierà con gli oltre 500 km della lunga tappa di avvicinamento che, da Torino porterà sino a Gap e da li, sino allo start di Monaco, previsto per le ore 7 del mattino di sabato 28 gennaio. Nei giorni successivi le auto transiteranno per i luoghi che hanno contribuito a fare la storia del rallismo. Tra questi: il Burzet, Sain t- Agrève, La Remise, Saint Bonnet Le Froid, Col de Braus, Col de l’Horme e tanti altri. Una gara tanto leggendaria quanto impegnativa, che si concluderà nella notte del 31 gennaio prossimo sul porto di Montecarlo, dopo la “magica notte del col de Turini” che tanta fortuna portò ai i colori italiani.

Saranno 12 gli equipaggi con i colori della Scuderia genovese del Grifone, tra questi piloti e navigatori esperti, alcuni addirittura titolati e con un passato in squadre ufficiali, tutti comunque accomunati dalla grande passione per il motorismo e le auto d’epoca.

Lo schieramento delle vetture sarà particolarmente eterogeneo: dalle più datate Alfa Romeo Giulia Ti di Gianni Chiesa con la sorella Tiziana; alla Giulia1900 Super di Francesco Liberatore affiancato da Paolo Calabresi. Si passa poi alla potentissima Renault 5 Turbo portata in gara dall’equipaggio Tony Rossi – Massimo Liverani, alla performante X 1/9 condotta in gara da Maurizio Verini accompagnato alle note da Enrico Merenda, alle due Audi-Quattro di Marco Corbetta con Alessandro Moretti ed Ermanno Keller affiancato da Roberto Ricci. Angelo Campedelli e Andrea Farmakakis saranno, invece, in gara con una Ford Escort Rs 2000. Angelo Pasino con Patrizia Italiano sarà alla guida di un’Opel Kadett GTE.  Due le Lancia Beta Coupé, la Gruppo 4, affidata all’equipaggio Bonamini – Ambrogi e la versione Gruppo 3 per Maurizio Aiolfi e Carlo Merenda che dopo la terza piazza dell’edizione scorsa andrà alla ricerca del primo gradino del podio. Su Saab 96 V4 ci sarà l’equipaggio formato da Marco Gandino e Danilo Scarcella. Infine al via, dopo la notevole prestazione dell’edizione 2022 (quarti assoluti). Ella compagnia ci saranno anche Massimo Canella e Vittorio Berzero su Renault 12 Gordini.

Una grande squadra, ricca di storia e tradizione con un dispiegamento di forze senza eguali per garantire agli equipaggi il massimo di assistenza e comfort, durante tutta la gara. Oltre 70 persone che compongono il team ci saranno una decina di furgoni d’assistenza, un camper, 2 navette piloti/bagagli e 2 mezzi di assistenza veloce per essere sempre dove è necessario.

Prorogate al 30 gennaio le iscrizioni alla 9^ Ronde della Val Merula.

Lunedì prossimo, 30 gennaio, sarà l’ultimo giorno per inviare l’iscrizione alla nona edizione della Ronde della Val Merula, in calendario il 4 e 5 del prossimo mese di febbraio.

A causa dell’entrata in vigore delle nuove norme che riguardano i serbatoi di sicurezza sulle vetture da gara, e per facilitare e le sessioni di rilascio, rinnovo e aggiornamento dei passaporti tecnici, i vertici dell’Associazione Sportiva Sport Infinity, sodalizio organizzatore della prima competizione della stagione 2023, hanno chiesto e ottenuto da AciSport la proroga delle adesioni.

Proprio per quanto riguardano le problematiche riguardanti i passaporti tecnici, ad Andora il venerdì precedente la gara, ossia il 3 febbraio sarà fatta una sessione speciale grazie alla collaborazione di alcuni Commissari Tecnici Nazionali.

La nona edizione della Ronde della Val Merula ricalcherà l’apprezzato formato delle precedenti edizioni: partenza ed arrivo ad Andora, con un tracciato di poco oltre 205 chilometri, 44 dei quali relativi alla nuova prova cronometrata, che sarà ripetuta quattro volte, denominata “Madonna della Guardia”, sul percorso che collega la località Caso a Villalunga.

La gara assegnerà il 1° “Memorial Davide Elena”, istituito per ricordare un giovane componente del gruppo di lavoro recentemente scomparso.

L’emittente televisiva Primocanale seguirà l’evento con alcuni servizi.

Tutte le informazioni sulla 9^ Ronde della Val Merula sono reperibili sul portale dell’organizzazione all’indirizzo https://www.sportinfinity.it.

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