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Gino Bruni

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Assicurazione auto

Boom dei furti di auto a noleggio (+36%)

Nuovo boom dei furti di auto a noleggio (+36%): danni per oltre 10 mln di €

Rubati in un anno quasi 1.600 veicoli in noleggio a breve termine, più di 4 ogni giorno. Notevole il danno d’immagine per il Paese e quello economico per gli operatori del settore che supera i 10 mln di euro.  In alcune aree delle Regioni più a rischio (Campania, Puglia, Sicilia, Lazio e Lombardia) il fenomeno mette a serio rischio l’operatività del comparto.

L’allarme resta alto, nonostante le società di autonoleggio negli ultimi anni siano corse ai ripari proteggendo la propria flotta con dispositivi hi-tech per poter continuare a garantire servizi di mobilità ad aziende e turisti sull’intero territorio nazionale e negli ultimi 6 anni i recuperi dei veicoli sottratti siano passati dal 18% al 49%”.

 Sono questi i principali dati e trend che emergono dall’analisi elaborata da ANIASA, l’Associazione che all’interno di Confindustria rappresenta il settore dei servizi di mobilità (noleggio veicoli a lungo termine, rent-a-car, car sharing, fleet management e servizi di infomobilità e assistenza nell’automotive) sul fenomeno furti che colpisce il settore del noleggio veicoli.

 

  2018 2017  

Var, %

Veicoli rubati 1.594 1.173 +36%
Veicoli recuperati da furti 788 544 +45%
Veicoli rubati non recuperati 806 629% +28%
Danni da furti (mln di €) 10,2 7,7 +32%

 

Dopo quattro anni di costante diminuzione, nel 2018 gli episodi criminali hanno ripreso a colpire pesantemente i bilanci e l’operatività delle società di autonoleggio.

Il furto del veicolo ha, infatti, come immediata conseguenza, non solo la perdita economica pari al valore del bene sottratto, ma anche il mancato ricavo derivante dall’impossibilità di noleggiarlo almeno fino a quando il mezzo rubato non viene rimpiazzato in flotta, oltre alla generazione di costi e alla perdita di tempo dovuta alle necessarie pratiche amministrative e burocratiche necessarie.

Evidente anche il danno d’immagine per il Paese, con turisti che in vacanza vengono spesso derubati anche dei bagagli lasciati nell’auto e vedono la propria permanenza nel Belpaese rovinata da un fenomeno che solo in Italia raggiunge picchi così elevati.

Nel 2018 gli operatori di noleggio hanno subito 1.594 furti di veicoli contro i 1.173 del 2017 (+36%). Ogni giorno più di 4 auto in noleggio a breve termine vengono rubate.

Il fenomeno si concentra principalmente in alcune aree: Campania, Puglia, Sicilia, Lazio e Lombardia sono “teatro” del 90% degli episodi.

All’interno di questi territori strategici per l’offerta turistica del nostro Paese, i grandi operatori multinazionali e nazionali del noleggio a breve termine stanno da tempo effettuando valutazioni sulla effettiva redditività della permanenza.

I furti nel 2018 hanno generato infatti un danno per gli operatori pari a 10,2 milioni di euro contro i 7,8 del 2017, per un incremento del 32% in soli 12 mesi.

Per le aziende si tratta di una vera piaga da contrastare anche attraverso il ricorso alla sempre più efficaci tecnologie presenti sul mercato. Così nella lotta contro questi crimini, la buona notizia che al contempo sa di magra consolazione arriva dalla decisa crescita del tasso di recupero dei veicoli rubati, passato dal 46% del 2017 al 49% del 2018 (la media automotive nazionale è del 43%), ma che solo 6 anni fa era fermo al 18%. Grazie agli investimenti sulle dotazioni telematiche a bordo dei veicoli (satellitari e radio-frequenza), oggi gran parte dei recuperi avviene nelle 48 ore successive al furto, trascorse le quali le possibilità di rientrare in possesso del bene si riducono “al lumicino”.

In controtendenza rispetto al trend generale dei furti a livello nazionale, da anni in costante calo, il settore del noleggio veicoli rappresenta oggi il principale bacino cui attingono le organizzazioni criminali”, dichiara Giuseppe Benincasa – Segretario Generale di ANIASA, “che negli ultimi anni hanno visto crescere l’interesse per il redditizio business; un fenomeno che beneficia di un’evidente difficoltà di contrasto da parte delle Istituzioni centrali e locali e che riserva, purtroppo, al nostro Paese la maglia nera a livello europeo. Questa criticità si aggiunge alle difficoltà già vissute dagli operatori del rent-a-car a causa dei ricavi per giorno in ulteriore forte diminuzione e delle recenti previsioni di contrazione dei flussi turistici diretti verso il nostro Paese”.

2019 per molti italiani RC auto più care

Per quasi 1,2 milioni di italiani, tanti sono gli automobilisti che, secondo l’analisi fatta da Facile.it, avendo denunciato alle assicurazioni un sinistro con colpa avvenuto nel 2018, vedranno peggiorare la propria classe di merito e, insieme ad essa, aumentare il costo dell’RC auto.

«Secondo l’indagine che abbiamo commissionato all’istituto di ricerca mUp Research, lo scorso anno l’RC auto è stata una delle voci di spesa che ha inciso di più, almeno psicologicamente, sul bilancio delle famiglie ed è quella sulla quale, anche nel 2019, si cercherà di risparmiare maggiormente», spiega Diego Palano, responsabile Assicurazioni di Facile.it.

Guardando al profilo socio-demografico degli automobilisti che dovranno pagare di più a causa di un incidente con colpa, la prima grande differenza che emerge è legata al sesso. Fra gli uomini hanno denunciato sinistri con colpa solo il 3,55%, mentre tra le donne la percentuale è più alta, pari al 4,33%.

Leggendo i dati su base regionale emergono differenze significative tra le diverse zone d’Italia. La regione che ha registrato la percentuale più alta di automobilisti che hanno denunciato all’assicurazione un sinistro con colpa che farà scattare l’aumento delle tariffe RC auto è la Liguria (5,09%). Seguono nella classifica il Lazio, dove il 4,95% degli automobilisti vedrà un aumento delle tariffe assicurative, le Marche (4,87%) e la Toscana (4,87%). Guardando la graduatoria nel senso opposto, i valori più bassi sono stati registrati in Molise (1,13%), Calabria (1,52%) e Basilicata (1,53%).

Assicurazioni: crescono i prezzi dell’Rc Auto

Dopo anni di decrescita – che hanno favorito i consumatori e portato i prezzi dell’RC Auto Italiana sempre più in linea con quelli medi europei – il primo semestre del 2018 segna un’inversione di rotta, in particolare nei mesi di Maggio e Giugno.

Secondo l’Osservatorio Assicurativo di Segugio.it, che fotografa ogni mese i dati relativi a centinaia di migliaia di preventivi assicurativi effettuati dai clienti sul portale, l’RC Auto è passato da 579 € di fine 2012 ai 436 € di fine 2017, segnando un calo del 25% circa.

Nel primo semestre del 2018 l’importo è salito a 440 €, in aumento dell’1% rispetto a fine 2017.

L’entità dell’aumento potrebbe sembrare marginale, tuttavia si tratta di un dato medio relativo all’intero semestre. Analizzando i dati mensili, si nota una crescita in accelerazione dal mese di Aprile, che porta il dato a 455 € a Giugno.

Questi dati sembrano indicare l’inizio di una fase di graduale crescita dei prezzi, cui non si assisteva in Italia dal 2009-2010.

Quest’inversione di tendenza era attesa da tempo, e potrebbe configurare uno scenario sfavorevole per i consumatori italiani, che si troveranno molto probabilmente ad affrontare costi assicurativi in crescita, peraltro in una congiuntura economica fragile e caratterizzata dal concreto rischio di aumenti di spesa in altri ambiti.

“Se nei prossimi mesi si confermerà l’inizio di un ciclo di revisione al rialzo dei prezzi RC Auto – commenta Emanuele Anzaghi, Vice Presidente di Segugio.it – sarà importante che i consumatori assumano un ruolo attivo, confrontando i prezzi e rinegoziando con la propria Compagnia di assicurazione o cambiandola se necessario.

Negli anni recenti, anche per effetto del progressivo calo dei prezzi, gli italiani hanno ridotto il già basso tasso di cambio dell’assicurazione rispetto ad altri paesi europei. Oggi, grazie alla maggior concorrenza fra Compagnie di assicurazione e alla presenza dei comparatori di prezzi è possibile spuntare migliori condizioni anche in una fase di aumento generalizzato delle tariffe”.

 

Da Segugio.it

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