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Gino Bruni

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Auto elettriche

Secondo “Green Ncap”: massimo punteggio per  le elettriche Lexus e Nissan

Cinque le auto testate da Green NCAP nella quarta serie di test: la Lexus UX300 e la Nissan Leaf si mettono in evidenza con il massimo punteggio, 5 stelle, seguono la Renault Captur E-Tech e la Volkswagen Golf GTE con 3 stelle e mezzo, mentre l’Audi A3 Sportback consegue 3 stelle.

L’Audi A3 Sportback 35 TDI diesel, 3 stelle, è un veicolo compatto rivolto ad acquirenti sportivi con alti livelli di comfort e funzionalità. Dotato di un propulsore diesel da 2 litri, convince non solo per i ragionevoli valori di consumo di carburante, ma anche per il parametro relativo all’emissione di sostanze inquinanti.

La Lexus UX 300e electric, crossover con motore elettrico da 150kW di potenza e 300Nm di coppia, ottiene 5 stelle con il massimo punteggio in due delle tre aree della valutazione – Clean Air e Greenhouse gas – in quanto le emissioni “locali” sono pari a zero. Ottimo anche l’Indice di Efficienza Energetica.

5 stelle anche per la Nissan Leaf e+ A03 electric, ultima generazione di questo modello ma dotato di una batteria più grande e maggiore potenza: batteria da 62kWh e potenza di 160kW. Anche la nuova Leaf e+ è dotata dell’e-pedal che consente al guidatore di controllare l’accelerazione e la decelerazione attraverso un unico pedale, riducendo, in questo modo, la dipendenza dal sistema frenante tradizionale.

La Renault Captur E-Tech 160 Plug-In Intens 4×2 automatic conquista 3 stelle e mezzo per le elevate emissioni di particolato e di ammoniaca. Buoni i risultati negli indici relativi all’efficienza energetica e ai gas serra. Come per tutti i veicoli ibridi plug-in, una maggiore autonomia elettrica porterebbe a punteggi più alti. 3,5 stelle anche per la nuova Volkswagen Golf GTE, ibrido plug-in con una potenza di 180kW e 400Nm di coppia. Combinazione di un motore a benzina turbo a iniezione diretta da 1,4 litri, (110 kW), abbinato ad uno elettrico da 85kW. Nonostante il filtro antiparticolato a benzina, le emissioni non sono ancora così basse come dovrebbero essere. La gestione ibrida fa un uso efficace delle fonti di energia raggiungendo moderate emissioni di CO2.

“Questi test dimostrano che in termini di efficienza energetica anche i motori benzina e diesel si comportano bene” – ha dichiarato Angelo Sticchi Damiani, presidente dell’Automobile Club d’Italia. Ma bisogna andare avanti rapidamente ed investire in tecnologia per migliorare ulteriormente quanto già raggiunto in tema di emissioni”.

Auto Europa 2022: il premio alla Fiat Nuova 500 elettrica

La Fiat Nuova 500 elettrica è Auto Europa 2022: i soci dell’Unione Italiana Giornalisti dell’Automotive, insieme agli appassionati di una giuria popolare ed oltre 100 opinion leader, hanno eletto la vettura di Mirafiori come migliore auto prodotta e commercializzata in Europa sulla base dei requisiti di innovazione, design, qualità ed economia di esercizio.
 
A convincere i giornalisti dell’auto è l’evoluzione elettrica dell’iconica city car incoronata come protagonista della mobilità di domani tra le sette sul podio. Oltre alla Fiat Nuova 500, possono infatti vantarsi del titolo di finalista ad Auto Europa 2022: Audi Q4 e-tron, Bmw Serie 4, Cupra Formentor, Dacia Sandero, Hyundai Tucson e Nissan Qashqai.
 
La premiazione si è svolta nella suggestiva location di Nuvola Lavazza a Torino, dopo due giorni di lavori nel fitto programma del premio “Auto Europa” che ha avuto come fulcro Villa Rey sede dell’ASI – Automotoclub Storico Italiano.

Quest’anno la preferenza espressa dalla Giuria Opinion Leader UIGA è andata all’Audi Q4 e-tron, mentre il voto della Giuria Popolare ha visto prevalere la Nissan Qashqai. Tutte le vetture finaliste saranno ricordate come “auto coraggio”, perché lanciate durante l’emergenza pandemica che ha attanagliato l’economia e il tessuto sociale in tutto il mondo. 
 
“Le sette finaliste di questa 36ma edizione di Auto Europa – ha commentato Gaetano Cesarano, presidente di UIGA – sono perfette ambasciatrici di ciò che l’auto oggi meglio esprime in termini di design, prestazioni tecnologiche, efficienza dinamica, sostenibilità ambientale ed attrattiva sul mercato. L’entusiasmo con cui in tanti hanno partecipato alle votazioni dimostra il grande potenziale che le quattro ruote possono ancora esprimere, malgrado le avversità indotte da troppi decisori disinformati o mal disposti.”
 
Cesarano ha poi aggiunto che “Il successo della Fiat Nuova 500 elettrica attesta la grande capacità innovativa del Gruppo Stellantis attraverso un’icona del design italiano che nel solco della tradizione esprime uno sguardo al futuro. Si tratta di indicatori strategici di come si possa vincere la sfida della e-mobility facendo leva sullo stile e sulla capacità di muovere le emozioni ancora prima delle persone”.

Dal 1954 l’UIGA associa i giornalisti specializzati nell’automotive, nella mobilità e nei trasporti, facendosi promotrice dello sviluppo professionale degli operatori della comunicazione, soprattutto verso i più giovani in cerca di una formazione specifica sul tema dei motori.
 
Per festeggiare i 35 anni di vita del prestigioso Premio Auto Europa l’UIGA, in collaborazione con ASI – Automotoclub Storico Italiano, ha assegnato tre riconoscimenti speciali ad altrettante vetture vincitrici nelle precedenti edizioni: Audi 80 per il design, Citroën XM per l’originalità del progetto e Alfa Romeo 156 per le prestazioni.

Mobilità sostenibile: nei primi 9 mesi del 2021 immatricolate in Italia 100mila auto elettriche.

In Italia i trasporti sono il primo settore per emissioni di gas a effetto serra (104 milioni di tonnellate di CO2 equivalente nel 2018, per il 93% dovuti alla mobilità su strada), mentre nel mondo sono “solo” il secondo (8,2 miliardi di tonnellate su 49, +79% dal 1990). Non stupisce dunque che le tante iniziative a supporto della decarbonizzazione promosse a livello comunitario dedichino un focus specifico alla “mobilità pulita, sicura e connessa”: l’ultimo è il maxi-pacchetto ‘Fit for 55’ con cui la Commissione Europea intende ridurre le emissioni del 55% al 2030 e del 100% al 2050.

Oggi in Italia circolano 200.000 auto elettriche, il doppio di quelle (99.000, più 6.400 veicoli commerciali leggeri) che si contavano nel 2020, di cui circa 60.000 immatricolate proprio lo scorso anno, quasi il triplo (+251%) del 2019 e il 4,3% delle immatricolazioni totali. Solo tra gennaio e settembre 2021 se ne sono aggiunte 100.000, con una crescita impressionante soprattutto se rapportata alle performance non brillanti del mercato dell’automotive. Le auto elettriche nel 2020 sono state comprate in particolare al Nord (67%), seguito dal Centro (26%) e dal Sud (7%), con una distribuzione regionale molto eterogenea che rispecchia, tra le altre cose, il diverso grado di diffusione delle infrastrutture di ricarica ad accesso pubblico e degli incentivi locali all’acquisto o all’utilizzo dei veicoli elettrici.

Possiamo parlare di un boom, eppure si tratta ancora di una goccia nel mare se paragonato ai 6 milioni di veicoli elettrici che secondo il Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima dovremmo avere sulle strade nel 2030. Considerando anche biciclette (+44% sul 2019), motocicli (+210%) e bus (+49%), i mezzi elettrici immatricolati in Italia nel 2020 sono cresciuti del 61%, e tuttavia rappresentano solo l’1% del parco circolante. 

“I numeri hanno subìto un’impennata, potremmo immaginare di trovarci a un punto di svolta, ma ancora non basta, poiché uno sviluppo di mercato inerziale, in linea con l’attuale trend di crescita, ci porterebbe al 2030 a disporre di circa 4 milioni di veicoli elettrici, ben al di sotto degli obiettivi del PNIEC – commenta Simone Franzò, Direttore dell’Osservatorio Smart Mobility dell’Energy & Strategy Group della School of Management del Politecnico di Milano, che oggi ha presentato lo Smart Mobility Report 2021 -. Un’azione di policy più decisa, coerente con gli obiettivi di decarbonizzazione comunitari e supportata dalle iniziative degli operatori di mercato, ci permetterebbe invece di arrivare fino a 8 milioni di auto elettriche sulle strade, con un volume d’affari associato di 245 miliardi di euro. Senza contare un calo di emissioni di CO2 del 42% secondo le nostre simulazioni, che ipotizzano il rispetto delle soglie emissive stabilite dalla UE e la parziale dismissione dei mezzi più inquinanti”.

La crescita degli ultimi mesi è dovuta a tre fattori principali: il potenziamento degli incentivi all’acquisto (all’ormai consolidato Ecobonus si sono aggiunti i bonus per le immatricolazioni tra agosto e dicembre 2020 e tra gennaio e dicembre 2021, contenuti rispettivamente nel Decreto Rilancio e nella Legge di Bilancio); l’ulteriore  incremento dei modelli elettrificati offerti dalle case automobilistiche, che puntano decisamente su questo mercato (a luglio erano 116 i veicoli plug-in, un terzo in più del 2020, di cui 71 PHEV e 45 BEV: dal 2015 sono quasi sestuplicati, con un’accelerazione nell’ultimo triennio, e oggi coprono pur non in modo omogeneo tutti i segmenti e le fasce di prezzo); il potenziamento dell’infrastruttura di ricarica ad accesso pubblico, che a luglio 2021 contava circa 21.500 punti di ricarica (+34% rispetto a un anno prima), in particolare concentrati in Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna, Toscana, Trentino Alto Adige, Lazio e Veneto.

“Da qui al 2030 serve un deciso supporto normativo a favore della mobilità sostenibile, che può abilitare un giro d’affari pari almeno a 200 miliardi di euro, includendo l’acquisto dei veicoli e lo sviluppo dell’infrastruttura di ricarica, con potenziali benefici per tutta la filiera – rincara Franzò -. Sono certamente una buona notizia i 38 miliardi stanziati dal PNRR (circa il 20% dei fondi disponibili) per promuovere iniziative come la diffusione delle infrastrutture di ricarica, o del biometano e dell’idrogeno nei trasporti, ma Francia, Germania e Spagna, ad esempio, hanno deciso di supportare maggiormente l’acquisto di veicoli elettrici, il cui elevato costo iniziale rispetto alle auto tradizionali rimane in Italia il principale scoglio da superare”.

L’Osservatorio ha infatti condotto la consueta survey su potenziali acquirenti, sempre più partecipata così come l’ampia schiera di aziende partner che concorrono alla ricerca, e ben il 70% dei rispondenti ha ribadito che la spesa iniziale è troppo alta per procedere all’acquisto, dimostrando che il rapido abbattimento della stessa grazie all’annullamento di tante spese legate alla vita dell’auto non riesce a vincere le resistenze. In forte diminuzione, invece, le preoccupazioni legate all’inadeguatezza percepita della rete di ricarica pubblica (21%) e all’autonomia dei veicoli (24%). Per gli attuali possessori di auto elettriche, le principali spinte all’acquisto sono state l’impatto positivo sull’ambiente, la possibilità di installare un punto di ricarica privato e di sostenere costi minori lungo la vita utile dell’auto.

Gli altri macro-trend della “smart mobility” in Italia: lo sharing
Fra i trend che stanno ridisegnando il mondo della mobilità troviamo lo sharing, che ha confermato nel 2020 una certa vitalità nel nostro Paese, soprattutto per quanto riguarda scooter (+45%) e monopattini (+665%), mentre auto e bici sono in calo o stazionarie. Si tratta di veicoli in parte (12% delle auto, 30% delle bici) o totalmente (scooter e kick-scooter) elettrificati, circostanza che conferma la sinergia tra elettrificazione e condivisione, con l’unica eccezione delle auto: quelle in sharing in Italia a fine 2020 erano circa 7.300, ma le elettriche, dopo essere cresciute per 4 anni consecutivi, si sono più che dimezzate rispetto al 2019 (12% contro 25%). La flotta di scooter in sharing a fine 2020 contava a 7.360 unità, quella di monopattini elettrici 35.550: nonostante da noi il mercato sia appena nato, si è passati da 11 servizi di kick-scooter sharing in 3 città italiane a 64 servizi in 30.

Scenario mondo, l’auto elettrica continua la sua corsa
Nel 2020 sono stati immatricolati a livello globale quasi 3,2 milioni di veicoli elettrici (autovetture e veicoli commerciali leggeri), pari al 43% in più rispetto all’anno precedente e al 4,2% delle immatricolazioni totali, arrivando così a 10 milioni di unità: una crescita considerevole, a fronte di un mercato dell’automotive che anche a causa della pandemia si è contratto del 15% tra il 2019 e il 2020. In testa troviamo l’Europa con quasi 1,4 milioni di veicoli immatricolati nel 2020 (+137% sul 2019), che ha sorpassato la Cina (1,3 milioni, +12%); seguono gli Stati Uniti (330.000, +4%). In Europa, al primo posto si conferma la Germania con più di 394.000 auto elettriche immatricolate (+263% rispetto al 2019), seguita dalla Francia (185.000, +202%) e dal Regno Unito (175.000, +140%), poi Norvegia, Svezia e Olanda.

Lo sviluppo dell’infrastruttura di ricarica
Per quanto riguarda invece l’infrastruttura di ricarica per veicoli elettrici, a fine 2020 erano oltre 1.300.000 i punti di ricarica ad accesso pubblico disponibili a livello mondiale, oltre il 51% in più rispetto al 2019, il 70% di tipo “normal charge” (922.000, +54%) e i restanti 380.000 di tipo “fast charge” (+46%). La Cina continua a dominare in entrambi i tipi di ricarica, con una quota di mercato pari rispettivamente al 50% e all’80%. In Europa invece i punti erano oltre 285.000 (+35%), l’87% “normal charge”, anche se i “fast charge” sono cresciuti del 57%.

L’aumento ha interessato anche il nostro Paese, con circa 21.500 punti di ricarica pubblici e privati ad accesso pubblico (+34%) a luglio 2021, distribuiti però in modo piuttosto disomogeneo e sempre più divergente tra Nord e Sud. In particolare, Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna, Toscana, Trentino Alto Adige, Lazio e Veneto hanno più di 1.500 punti di ricarica; Sicilia, Puglia, Liguria, Sardegna e Abruzzo ne hanno tra 500 e 1.000; meno di 500 tutte le altre regioni. Le installazioni sono prevalentemente in ambito urbano (55-60%), su strada o in parcheggi pubblici. Anche i punti d’interesse sono ben rappresentati, circa il 30-35% del totale. Dal punto di vista della potenza, oltre il 90% è di tipo “normal charge” (12.000), ma entrambe le tipologie hanno un tasso di crescita tra il 42 e il 46%. I punti di ricarica “ultra-fast” sono invece pochissimi, anche se nei prossimi anni la situazione dovrebbe cambiare.
Quanto invece ai punti di ricarica privati, nel mondo sono oltre 9,5 milioni – il 74% “domestici” (7 milioni) e il rimanente 26% aziendali – cioè 7,3 volte il numero di quelli pubblici e privati ad accesso pubblico e di poco inferiori al numero di veicoli elettrici circolanti. In Italia, nel 2020 erano oltre 24.000, più che triplicati rispetto al 2019, oltre il 75% wallbox e il restante 25% colonnine. Di essi, circa il 50-55% è al Nord, il 30-35% al Centro e il resto al Sud, in linea con l’anno precedente, per il 60-65% presso abitazioni. Il notevole aumento delle installazioni è stato determinato anche dai nuovi incentivi: a quanto già previsto dalla Legge di Bilancio 2019, nel 2020 si è aggiunta la possibilità di beneficiare della detrazione del 110% (Superbonus) in concomitanza con “interventi trainanti” che garantissero all’abitazione un deciso miglioramento energetico.
La survey somministrata agli utilizzatori di veicoli elettrici si è interessata anche alle abitudini di ricarica: il 70% dei proprietari possiede un punto di ricarica domestico (e il 38% ricarica l’auto solo in questo modo), mentre il 21% ne può beneficiare in ambito lavorativo. Per quanto riguarda le colonnine ad accesso pubblico, quelle più utilizzate sono installate nei “punti di interesse” (hotel, ristoranti, centri commerciali, indicati dall’86% del campione), ma vi è una forte richiesta di estenderle alle autostrade. Così come si auspica l’estensione delle ricariche «ultra-fast» (>100 kW), che possono rappresentare un forte stimolo alla mobilità elettrica perché facilitano i viaggi superiori ai 200 km, attualmente assai poco diffusi.

L’evoluzione tecnologica per l’autonomous driving e l’infrastruttura di ricarica
Tra Europa, Stati Uniti e Israele, a fine 2020 erano 91 le startup attive nel settore dell’autonomous driving, il 64% delle quali localizzate negli USA e oltre la metà fondate nel biennio 2016-2017. La maggior parte (47%) si focalizza sullo sviluppo di sistemi di guida autonoma per autovetture indipendenti dal veicolo sul quale vengono installati e per la quasi totalità sono finanziate da Venture Capital.
L’innovazione tecnologica è infatti determinante per la diffusione della mobilità elettrica, e non riguarda solo i nuovi modelli lanciati sul mercato con una frequenza sempre maggiore dalle case automobilistiche, ma anche le infrastrutture di ricarica. Ad esempio, sono state individuate iniziative che puntano a favorire l’integrazione delle colonnine con la rete elettrica attraverso sistemi di accumulo che possono ridurne l’impatto sul sistema elettrico e favorirne l’installazione anche dove la rete è debole, oppure attraverso lo “smart charging”, meccanismo con cui le stazioni di ricarica, gli operatori e i veicoli elettrici comunicano tra loro per ottimizzare il processo di ricarica adattandolo alle condizioni della rete e alle esigenze degli utenti. Sono stati identificati 52 progetti pilota, nel 63% dei casi iniziati nell’ultimo quinquennio e per metà già conclusi, in Europa (62%) e Nord America (27%), e poco meno della metà hanno conseguito una profittabilità ragionevole. Altre iniziative si concentrano ad esempio sul facilitare il pagamento tramite carta di credito, anche direttamente alla colonnina senza sottoscrivere un contratto con un fornitore. 

Gli scenari della Smart Mobility in Italia: opportunità e sfide per gli operatori e il sistema-Paese
Che cosa dobbiamo attenderci in Italia da qui al 2030? Certamente una forte crescita dei veicoli elettrici già entro il 2025, e ancora più marcata tra il 2025 e il 2030, ma con una forbice che va dai 4 agli 8 milioni di mezzi circolanti elettrici (oltre il 20% del totale) a seconda di quali iniziative si metteranno in campo. L’Osservatorio Smart Mobility ha infatti elaborato tre possibili scenari: il primo (BAU) prevede uno sviluppo “inerziale” rispetto agli attuali trend, senza ulteriori provvedimenti che diano maggiore slancio al mercato; il secondo (POD) presuppone invece uno sviluppo “sostenuto”, in linea con i target fissati dal PNIEC e gli obiettivi di vendita dei produttori; il terzo è lo scenario Decarbonization (DEC), che persegue gli obiettivi di decarbonizzazione definiti a livello comunitario anche  grazie a un deciso supporto legislativo per la diffusione della mobilità sostenibile.

Nel primo caso, al 2030 non si supererebbero i 4 milioni di veicoli elettrici circolanti e aumenterebbero del 32% le auto ad alimentazione alternativa (metano e GPL); nel secondo, i mezzi elettrici sarebbero 6 milioni (oltre il 16% del parco circolante e il 55% delle nuove immatricolazioni), in linea con gli obiettivi del PNIEC; nel terzo, già nel 2025 i mezzi elettrici sarebbero oltre 2 milioni, con una quota di mercato del 35%, e nel 2030 addirittura 8 milioni, pari a oltre il 20% di tutte le auto su strada, con le nuove immatricolazioni che raggiungerebbero il 75% del totale trainate dai veicoli full electric.  

Anche le previsioni relative all’infrastruttura di ricarica, considerando solamente i punti di ricarica pubblici e privati ad uso pubblico, si differenziano nei tre scenari: al 2025, si passa dalle 48.000 unità nel primo scenario ai 61.000 del terzo, mentre al 2030 si va da un minimo di 57.000 ad un massimo di 83.000. La forbice è dunque molto ampia e dipende in primo luogo dalle diverse stime di diffusione dei veicoli elettrici, che sono state riviste al rialzo dagli operatori di mercato. Si prevede anche una forte crescita dell’infrastruttura “fast charge”, oggi assai poco diffusa (10%) ma che potrebbe raggiungere una quota del 30-35%.

Per quanto riguarda invece la ricarica privata, essa continuerà a rappresentare un asset fondamentale per la diffusione della mobilità elettrica in Italia: la crescita sarà molto sostenuta tra il 2025 ed il 2030, arrivando a cifre comprese tra 2,2 milioni di unità del primo scenario a oltre 3,2 milioni del secondo e 4 milioni del terzo.
Quanto al giro d’affari associato alla diffusione della mobilità elettrica in Italia, si va dai circa 35 miliardi di euro al 2025 dello scenario “inerziale” ai 64 di quello full-decarbonization. Differenza che si fa ancora più accentuata al 2030, dove nello scenario migliore si avrebbe un giro d’affari più che doppio rispetto a quello peggiore (244,5 miliardi di euro contro 121,6). Cifre consistenti che assumono ancora maggiore rilievo se rapportati alle attuali numeriche della filiera dell’auto elettrica, che nel 2020 ha avuto un fatturato di circa un miliardo di euro, cui si aggiunge quello della filiera dell’infrastruttura di ricarica, circa 0,22-0,34 miliardi.
Infine, si sono analizzate le ricadute ambientali connesse ai tre scenari: l’elettrificazione del parco circolante e l’introduzione di veicoli con soglie emissive ridotte da un lato, e la parziale dismissione dei veicoli più inquinanti dall’altro, porterebbe a una diminuzione delle emissioni di CO2 del 12% al 2025 e del 30% al 2030 se si proseguisse con il trend attuale, per arrivare a -17% al 2025 e -42% al 2030 nello scenario full-decarbonizatione

 E mob 2021, il festival della mobilità elettrica

Sabato 16 ottobre prenderà il via e_mob 2021, la 5a edizione del Festival della mobilità elettrica: quattro giorni di esposizioni e convegni nel centro di Milano, dedicati alla mobilità a zero emissioni. Stellantis sarà presente all’evento con la e-Mobility Business Unit, il brand Leasys, leader in Italia del noleggio a lungo termine, e la joint venture Free2Move eSolutions, specializzata nell’offerta di tecnologie con cui guidare la transizione all’elettrico.

Accomunate dall’impegno verso una mobilità sempre più sostenibile, le tre società saranno protagoniste sia della parte espositiva sia convegnistica dell’evento. Verrà allestito un ampio stand – in via dei Mercanti vicino a piazza del Duomo – dove i visitatori potranno ammirare alcuni dei veicoli elettrici ed elettrificati della gamma Stellantis ed esempi delle soluzioni più innovative di mobilità e ricarica offerte da Leasys e Free2Move eSolutions. Alla parte convegnistica interverranno Paolo Manfreddi, CEO di Leasys Rent e Head of Leasys New Mobility & Rent, ed Elisa Boscherini, Head of Public Affairs & Strategic Planning di Free2Move eSolutions, che prenderanno parte alla tavola rotonda di inaugurazione delle ore 10:30 in programma lunedì 18.

La partecipazione a e_mob 2021 è stata organizzata dalla e-Mobility Business Unit che, all’interno di Stellantis, si occupa di ricercare soluzioni innovative, semplici e convenienti che guidino il cliente a scegliere la mobilità elettrificata. Sono principalmente tre i filoni strategici sui quali è impegnato il team e-Mobility: innovazione, ricercando servizi avanguardisti al servizio del cliente; cooperazione, lavorando con i partner migliori di più settori per realizzare un ecosistema di servizi competitivo; informazione, condividendo la conoscenza sulle nuove forme di mobilità sostenibile. Un esempio di questo approccio è proprio la partecipazione a e_mob, dove Stellantis è sostenuta dai suoi partner di mobilità e soluzioni di ricarica Leasys e Free2Move eSolutions.

Leasys sarà presente allo stand con LeasysGO!, il car sharing dedicato alla Nuova 500 elettrica: i visitatori avranno la possibilità di abbonarsi al servizio approfittando della promo dedicata, che prevede l’iscrizione annuale gratuita. LeasysGO! sarà protagonista anche dell’intervento di Paolo Manfreddi alla tavola rotonda di inaugurazione “PNNR, Legge di Bilancio e indicazioni operative cantierizzabili entro il 2024”, insieme alle altre soluzioni di mobilità sostenibile targate Leasys, tra cui CarCloud, il primo abbonamento all’automobile in Italia, con cui poter accedere con comodità e in modo vantaggioso al mondo delle auto elettriche.

Free2Move eSolutions esporrà di fianco alla Nuova 500 di LeasysGo! la nuova ePublic, una stazione di ricarica appositamente studiata per essere utilizzata nei parcheggi (sia privati sia pubblici) e in grado di ricaricare in parallelo due vetture a 22 kW ciascuna. Sullo stand saranno esposti anche due esemplari di easyWallbox, la soluzione di ricarica ideale per i privati, che può garantire potenze di ricarica fino a 7,4 kW.

Nuova 500 vince il premio “Small Car of the Year” ai News UK Motor Awards

I veicoli sono selezionati da importanti giornalisti del settore automobilistico delle maggiori testate britanniche e votati dal grande pubblico

Giunti alla loro quarta edizione, i News UK Motor Awards riuniscono i grandi esperti e il pubblico delle testate The Times, The Sunday Times, Driving.co.uk, The Sun e talkSport

Votata dai consumatori dopo essere stata selezionata da un gruppo di importanti giornalisti automobilistici, Nuova 500 si è aggiudicata il titolo di “Small Car of the Year” ai News UK Motor Awards 2021.

Come già negli anni precedenti, i premi sono stati assegnati dai consumatori e da un gruppo di giornalisti specializzati delle testate britanniche, che hanno votato i migliori veicoli in tutti i segmenti.

Il premio conseguito ai News UK Motor Awards è il decimo ottenuto in Gran Bretagna e va ad arricchire il palmarès di Nuova 500, che già annovera il titolo di “Green Car” degli Automobile Awards 2020, vinto in Francia, e il trofeo “Car of the Year and Best Small Electric Car”, assegnato da DrivingElectric. A questi prestigiosi riconoscimenti internazionali vanno aggiunti anche il premio “Miglior Design 2020” della rivista tedesca “Auto Motor und Sport” e quello di “Miglior Design Concept” del famoso concorso internazionale “Red Dot Design Award”.

Lanciata a marzo 2020, Nuova 500 ha già collezionato numerosi premi a livello internazionale e ha già acquisito una posizione di leadership nel segmento delle city-car elettriche in Europa. Nuova 500 è l’auto più venduta in Europa nel segmento delle city-car, con una quota di mercato pari a quasi il 28%, è al vertice nel mercato delle utilitarie in 12 paesi ed è la vettura più venduta nell’intero panorama dei veicoli elettrici in Italia. Inoltre, dopo essere stata lanciata nei mercati europei, in Israele e in Brasile, Nuova 500 è in procinto di diventare la prima city-car all-electric, “all-in” a livello mondiale.

Le auto più “verdi” secondo “Green Ncap”.

La nuova Fiat 500 full electric raggiunge le 5 stelle – massimo punteggio – nella seconda serie dei test Green NCAP 2021. L’Honda Jazz 1.5 i-MMD Hybrid si ferma a 3,5 stelle; la Peugeot 208 1.5 BlueHDi 100 a 3.

In questa tornata di test, nella quale sono state valutate 3 city car, la Fiat 500 eccelle in tutti e tre i criteri di valutazione. L’assenza di emissioni inquinanti al tubo di scappamento, poi, le ha consentito di conseguire una valutazione di 10 su 10 per il ‘Clean Air Index’. Massimo punteggio anche nell’efficienza energetica. L’unica criticità riscontrata è imputabile al caricabatterie standard: lento e poco efficiente. Il terzo 10 su 10 lo ottiene nella emissione dei ‘gas serra’.

Bene anche l’Honda Jazz 1.5 i-MMD Hybrid e la Peugeot 208 1.5 BlueHDi 100, ultime novità nelle tecnologie ibride a benzina e diesel. Entrambe ottengono punteggi elevati per l’efficienza energetica. Buona la valutazione della giapponese nell’emissione di gas nocivi alla salute.

L’attuale valutazione Green NCAP si limita alle sole emissioni allo scarico (valutazione dal serbatoio alla ruota, tank to wheel). Nelle future revisioni dei protocolli, però, è in programma una valutazione dal pozzo alla ruota (well to wheel), il confronto tra le diverse alimentazioni risulterà più completo ed equo.

La maggiore domanda di elettricità, richiesta dal crescente numero di veicoli completamente elettrici, poi, dovrà derivare da energia elettrica green: prodotta, cioè, da fonti rinnovabili.

“Complimenti alla Fiat per il risultato ottenuto dalla nuova versione completamente elettrica della 500” – ha dichiarato Angelo Sticchi Damiani, presidente dell’Automobile Club d’Italia – interessanti anche i buoni risultati dei nuovi motori Honda Mild Hybrid e Peugeot diesel in grado di offrire una molteplicità di soluzioni nella direzione di una mobilità sempre più rispettosa dell’ambiente”.

Per i risultati completi, sintetizzati nella seguente tabella, visitare il sito www.greenncap.com.

MIMO : Milano Monza Motor Show

Oltre 130 modelli esposti all’aperto, per le strade del centro di Milano, in una mostra gratuita per il pubblico che, passeggiando per corso Vittorio Emanuele, piazza Duomo, piazza della Scala, via Mercanti e via Dante, potrà vedere le proposte attuali di 64 brand espositori, a quattro e a due ruote.

Oltre a vederli, gli appassionati potranno anche provarli su strada: oltre 70 sono le vetture elettriche e ibride a disposizione dei visitatori al Castello Sforzesco nei test drive aperti fino a questa sera.


MIMO affianca alla sua anima statica ed elegante milanese quella adrenalinica e della passione di Monza, con l’Autodromo inaugurato dalla preview Dallara EXP arrivata in pista con l’ex pilota di Formula 1, Marco Apicella.


Una chicca che è stata lo start dello spettacolo sceso in pista con Pagani, Ferrari, McLaren, Porsche, Lamborghini e poi ancora la collezione Martini della Fondazione Macaluso e per finire i colori e rombi della Supercar Night Parade, la sfilata di oltre 150 hypercar e supercar di collezionisti provenienti da tutta Italia.

Le Auto più “verdi” secondo “Green NCAP”.

Sono ben 25 le vetture oggetto della quinta serie di test Green NCAP: 13 con motore a benzina (12 convenzionali e 1 ibrida), 7 diesel, 1 alimentata ad idrogeno, 1 completamente elettrica (BEV) e 3 con tecnologia ibrida plug-in (PHEV).

ELETTRICA E A IDROGENO

Massimo punteggio (cinque stelle) per l’auto elettrica VW ID.3 e quella ad idrogeno Hyundai Nexo, hanno registrato zero emissioni a livello di scarico e contribuiscono ad una migliore qualità dell’aria.

ELETTRICI IBRIDI PLUG-IN

I veicoli elettrici ibridi plug-in (PHEV) – novità assoluta di questa serie di test – rappresentano una tecnologia basata su auto originariamente progettate come veicoli tradizionali a combustione, ma spesso più pesanti e complesse per la doppia tecnologia. Le valutazioni partono dalle 2 stelle della Mitsubishi Outlander, segue la KIA Niro con 3,5 stelle, per arrivare alle 4 stelle della Toyota Prius. In definitiva si equivalgono alle alimentazioni tradizionali oppure sono migliori, le differenze sono riconducibili alla massa, alle dimensioni, all’aerodinamica e alle non ottimali soluzioni per la parte elettrica. Nella valutazione Green NCAP il viaggio inizia con la batteria completamente carica e termina con la batteria scarica, tenendo conto dell’autonomia elettrica. I PHEV funzionano in modalità “elettrica pura” solo in determinate condizioni ed il motore a combustione “tradizionale” viene utilizzato per la climatizzazione del veicolo e/o per aumentare la potenza quando le condizioni di circolazione lo richiedono.

BENZINA E DIESEL

Tra le auto cosiddette “tradizionali”, con motore a benzina e diesel, hanno ottenuto 3,5 stelle sia la Škoda Octavia, (alimentata da un motore diesel convenzionale), sia la VW Golf (con motore a benzina). Anche l’ibrida a benzina Toyota Yaris ha ottenuto lo stesso punteggio. La valutazione più bassa, 1,5 stelle è stata, invece, ottenuta dalla Hyundai Tucson con motore diesel.

Si confermano, di nuovo, le buone performance dei motori diesel di ultima generazione nella valutazione del Clen Air Index, dove 4 modelli (BMW X1, Seat Leon, Skoda Octavia e Volvo XC60) ottengono punteggi tra 6,7 e 6,9 su un massimo di 10, risultando inferiori solo ai veicoli a zero emissioni (quello elettrico e quello ad idrogeno).

Le differenze prestazionali dei motori “convenzionali” sono attribuibili, soprattutto, alla massa, alla forma e all’aerodinamica del veicolo, oltre che al post-trattamento dei gas di scarico. I risultati migliori, comunque, dimostrano i notevoli progressi compiuti dai costruttori nella riduzione dell’impatto ambientale delle automobili.

STICCHI DAMIANI (ACI)

“Questi test Green NCAP hanno evidenziato la maggiore sostenibilità delle alimentazioni elettriche e ad idrogeno – ha dichiarato Angelo Sticchi Damiani, presidente dell’ACI – anche se i motori a combustione tradizionale di ultima generazione si sono comportati molto bene. A metà strada i veicoli ibridi che possono facilitare, in questa fase di transizione, il passaggio alle tecnologie a zero emissioni”.

Cos’è Green NCAP

Emissioni e consumi reali delle auto in commercio rivelati dai test – oggettivi e indipendenti – effettuati, sia in laboratorio che nel traffico, da Green NCAP, il consorzio, voluto da FIA (Federazione Internazionale de l’Automobile) ed Euro NCAP, (di cui l’Automobile Club d’Italia fa parte), per promuovere auto meno inquinanti e più efficienti in termini di consumi di carburante ed energia.

Green NCAP vuole offrire agli utenti una valutazione realistica e imparziale dell’impatto ambientale dei veicoli, anche alla luce dei risultati dell’indagine di mercato condotta nell’ambito del progetto europeo Green Vehicle Index (GVI), che ha evidenziato l’esigenza dei consumatori di “informazioni sulle prestazioni ambientali delle autovetture più chiare e trasparenti”.

Lo schema di valutazione Green NCAP è stato completamente rinnovato, alla valutazione complessiva in stelle (5 stelle=autovettura sostenibile, 1 stella=forti criticità in termini di rispetto dell’ambiente), si affiancano tre valutazioni tecniche, (erano due). Oltre alla valutazione delle emissioni nocive (Clean Air Index – CA), e dell’efficienza energetica (Energy Efficency Index – EE), è ora disponibile quella delle emissioni dei gas serra climalteranti (Greenhouse Gas Index – GHG).

I nuovi protocolli, validati nell’ambito del progetto GVI, forniscono una stima completa dell’impatto ambientale delle autovetture, anche in riferimento alle reali condizioni di guida, che vanno oltre quello richiesto dalla normativa vigente.

L’attuale valutazione Green NCAP si limita alle sole emissioni allo scarico (valutazione dal serbatoio alla ruota, tank to wheel), ma nelle future revisioni dei protocolli è in programma una valutazione dal pozzo alla ruota (well to wheel), ed il confronto tra le diverse alimentazioni sarà più completo ed equo.

Per i risultati completi, sintetizzati nella seguente tabella, visitare il sito www.greenncap.com. Green NCAP è presente anche online e sui social media: Twitter, Facebook, Instagram e YouTube.

Per i lettori di Quattroruote la Nuova 500 è “La Novità dell’anno 2021”

L’icona di casa  Fiat, primo modello nato full electric e solo electric, conquista l’ambito riconoscimento consegnato nell’ambito dell’evento digitale “Urban Mobility” in cui si sono affrontati i temi della mobilità urbana del futuro: i lettori l’hanno premiata per i suoi contenuti tecnologici, l’approccio sostenibile e l’inconfondibile design 

La  Fiat  Nuova 500 si è aggiudicata il  premio “La novità dell’anno 2021” indetto da  Quattroruote. Il primo modello della lunga storia di  Fiat nato full electric e 100% Made in Italy è stato il più votato dai lettori del mensile, prevalendo così su altre quindici vetture che componevano la lista delle finaliste. Alla  Nuova 500 sono andate il 17,2% delle preferenze, ed è la quarta volta che la Famiglia 500 si aggiudica il riconoscimento: era successo nel 2008 al suo debutto, nel 2013 con  Fiat 500L e nel 2016 con  Fiat 500X. 
Il  premio è stato consegnato in modalità virtuale a Eligio Catarinella, Country  Manager per l’Italia di  Fiat, Abarth e Lancia, al termine dell’evento digitale “Urban Mobility”. Il forum ha affrontato la tematica molto attuale relativa al cambio di paradigma della mobilità urbana: un argomento che supera i confini del mondo dell’automobile e diventa un fatto culturale. “La mobilità urbana evolve in senso sostenibile – ha dichiarato Catarinella – e quello della sostenibilità è un concetto ampio, che può essere interpretato in molti modi. Per  Fiat significa offrire le migliori soluzioni per la mobilità urbana sostenibile, oltre che per le necessità di mobilità delle famiglie. Con attenzione per l’ambiente, dotazione tecnologia e connettività. La  Nuova 500 è in primis una 500, mantiene le sue caratteristiche iconiche, è icona di stile, benchmark tecnologico e di connettività”. 

Il mercato premia un progetto curato in ogni sfumatura

L’apprezzamento dei lettori di  Quattroruote riflette la tendenza del mercato: dal suo lancio, infatti, la  Nuova 500 è la vettura elettrica più venduta in Italia, includendo modelli di ogni dimensione e prezzo. Un risultato che premia la bontà di un progetto curato in ogni aspetto, per fornire le migliori soluzioni di mobilità urbana e affrontare al meglio le sfide del trasporto privato e condiviso, con al centro le esigenze dei clienti. Per la  Nuova 500 sono state scelte le soluzioni migliori, in primis per l’autonomia. L’ultima espressione dell’icona di  Fiat percorre sino a 320 km – ciclo WLTP -, con batterie Lithium-Ion che hanno una capacità di 42kWh, e per ottimizzare i tempi di ricarica è equipaggiata con il sistema fast charger da 85 kW: per una ricarica sufficiente a percorrere 50 chilometri sono necessari solo 5 minuti. E per ricaricare l’80% della batteria ne occorrono 35. La  Nuova 500 propone inoltre tre modalità di guida: Normal, che avvicina il più possibile la guida a quella di un veicolo con un normale motore a combustione; Range, che attiva la funzione “One pedal drive”; Sherpa, che riduce al massimo il consumo energetico. 

Fun to drive nel rispetto dell’ambiente

Il motore della  Nuova 500 Passion e della  Nuova 500 Icon ha una potenza di 87 kW che consente la velocità massima di 150 km/h (autolimitata) e una accelerazione in 9.0 secondi da 0-100 km/h, e di 3.1 secondi nello 0-50 km/h. La versione Action è equipaggiata con un e-motor da 70 kW con accelerazione da 9,5 sec 0-100 km/h, una velocità autolimitata a 135 km/h e un’autonomia di 180 km WLTP. 

La terza generazione di  Fiat 500 è dunque tutta nuova: più spazio, più tecnologia, nuovo stile, ma sempre inconfondibilmente 500: interpreta all’italiana la futura mobilità, raccogliendo una considerevole eredità, quella delle due generazioni precedenti. Perché non bisogna mai dimenticare che la  Nuova 500 è sempre l’iconica city car con le stesse proporzioni stilistiche e un design pulito, segno del nostro tempo. Nel disegnarla, il Centro Stile  Fiat ha lavorato sulla pulizia dei segni e su una coerenza di linguaggio per arrivare a definire le linee della terza generazione: essenziali, evolute, più sinuose ed eleganti sebbene compatte, plasmate su un’impostazione più proporzionata del nuovo telaio. Ciò rende i volumi accattivanti conferendo la percezione di accresciuta stabilità e presenza dimensionale. 

Il meglio della connettività e della tecnologia

La  Nuova 500 mantiene dunque la sua continuità col passato, ma evolve in un modello full electric, coerentemente con le sfide più attuali: il contenimento delle emissioni, il risparmio di CO2, lo sharing. Per questo è nata tecnologica, digitale e sempre connessa, pronta ad affrontare tutte le sfide della mobilità sostenibile. Ed è la prima vettura del suo segmento a offrire la guida autonoma di livello 2, ed è la prima vettura  Fiat equipaggiata con il nuovo sistema di infotainment di quinta generazione UConnect 5.
In termini di connettività, si è guardato alla facilità d’uso dello smartphone portando questo concetto nell’automotive. Da qui ha preso forma “l’ecosistema” tecnologico di  Nuova 500 per aiutare il cliente nelle diverse fasi di uso dell’auto on board e off board e per renderne l’utilizzo facile e intuitivo. Con il nuovo sistema di infotainment di UConnect 5, infatti, si può creare sulla vettura un’interfaccia personalizzata e anche utilizzare il sistema avanzato di riconoscimento vocale che si attiva in vivavoce con le parole “Hey Fiat”. Le funzioni di connettività sono abilitate dal nuovo UConnect Box, attraverso il quale è possibile accedere ai “UConnect Services” di  Nuova 500, che offre servizi evoluti accessibili per la prima volta su una vettura del segmento A, con funzioni sviluppate appositamente per il mondo dell’auto elettrica.

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