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Gino Bruni

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Auto elettriche

La Renault Clio vince il Premio Auto Europa 2020

L’Unione Italiana Giornalisti dell’Automobile ha assegnato alla berlina francese il Premio “Auto Europa 2020” per le sue qualità in fatto di efficienza dinamica, sicurezza, design, rapporto qualità/prezzo e sostenibilità ambientale.

Con 178 voti a favore, l’Unione Italiana Giornalisti dell’Automobile ha scelto Renault Nuova Clio come migliore vettura prodotta e commercializzata in Europa. Sul podio salgono anche la Volvo V60 Cross Country e la Peugeot 508, che hanno ottenuto rispettivamente 78 e 75 voti dei 1161 espressi durante l’evento.

Renault Nuova Clio, giunta alla quinta generazione, apre una nuova pagina di storia. Il DNA del marchio della losanga esprime con questo modello uno dei suoi valori più alti per caratteristiche di innovazione tecnologica, all’insegna di una guida sempre più autonoma, connessa e ibrida. Facile e intuitiva nei comandi, con Easylink di serie, lo schermo multimediale fino a 9.3 pollici con la superficie più grande della categoria accompagnato dal sistema HighWay And Traffic Jam Assist, Renault Nuova Clio frena ed accelera da sola, con velocità comprese tra 0 e 100 km/h, consentendo nel traffico una guida rilassata in tutta sicurezza, anche nei tratti autostradali ed extraurbani. Gli elementi tecnologici di bordo si completano con il Lane Keep Assist (assistenza al mantenimento della corsia) e l’Adaptive Cruise Control (controllo adattivo della velocità) che mantiene costante la distanza di sicurezza preimpostata adattando la velocità della Clio. La guida autonoma di livello 2 comprende inoltre la funzione “Stop&Go” (frenata con ripartenza automatica).

Tra le supersportive la Ferrari F8 Tributo si è aggiudicata il Premio Auto Europa Sportiva 2020 con 221 voti, davanti alla Lamborghini Huracàn Evo Spyder (111 preferenze) e alla Porsche 911 Carrera S (104).

Giunto all’ottava edizione, è stato assegnato anche quest’anno il premio “Green Gold Award” alla vettura che si è maggiormente impegnata nell’innovazione a vantaggio dell’ambiente. Si tratta dell’Audi e-Tron un suv totalmente elettrico che esprime tutta la sua potenza agendo su tutte le quattro ruote tramite la trazione integrale gestita da una centralina elettronica in grado di comandare i motori elettrici disposti sui due assali.

Quest’anno i Giornalisti dell’automobile hanno altresì deciso di premiare la categoria dei Suv e Crossover che sta prendendo sempre più piede in Italia. La scelta è caduta sul Suv di lusso Maserati Levante, presente all’evento nella versione Trofeo da 580 cv, essendo il veicolo di punta del prestigioso brand Italiano tanto da monopolizzare ben oltre il 60% delle vendite di Maserati.

A commento del “Premio UIGA Auto Europa 2020”, la presidente dell’Unione Italiana Giornalisti dell’Automobile, Marina Terpolilli, ha sottolineato “l’importanza del ruolo della Renault Clio nella gamma del produttore francese, a supporto delle vendite, inoltre la capacità della nuova Clio di portare nel segmento “B” caratteristiche proprie del segmento Premium, quali tutti i più moderni sistemi di sicurezza – gli ADAS- tipici nelle automobili di segmento superiore.

Giunto al suo 34esimo di vita, Auto Europa è il premio italiano più ambìto da ogni Casa automobilistica, e contribuisce alla nuova cultura di mobilità e innovazione nel settore automotive.

Hyundai Motorsport pronta a svelare la prima autovettura elettrica da corsa.

Hyundai Motorsport ha iniziato a lavorare su un’auto da corsa elettrica, inaugurando una nuova era del Motorsport.

È il primo veicolo elettrico mai creato da  Hyundai Motorsport nella sua sede centrale di Alzenau

L’auto sarà svelata per la prima volta il 10 settembre Salone di Francoforte (IAA)

Hyundai Motorsport ha iniziato a lavorare sulla sua prima auto da corsa elettrica in un interessante progetto che inaugurerà una nuova era per l’azienda. La vettura, progettata e costruita presso la sede di Alzenau, in Germania, sarà svelata il 10 settembre, durante la prima giornata stampa del Salone di Francoforte (IAA).

L’approdo all’elettrico procede di pari passo con la crescita di Hyundai Motorsport, che sì è affermata nel rally e nelle corse su pista sin dal suo inizio nel 2012. La squadra vincente che gareggia nel Mondiale WRC, nel pieno della sua sesta stagione, ha collezionato numerosi successi e, ora è in vetta a un combattuto campionato costruttori.

Hyundai Motorsport vanta anche una divisione Customer Racing di successo, fondata a settembre 2015, che ha sviluppato le competitive i20 R5, i30 N TCR e Veloster N TCR che hanno ottenuto vittorie e campionati nelle serie motoristiche di tutto il mondo: tra queste spicca il Mondiale WTCR 2018 conquistato da Gabriele Tarquini. I primi assaggi della nuova vettura sono visibili nei video pubblicati sui canali social di  Hyundai Motorsport, dando un primo indizio di quello che accadrà alla presentazione ufficiale del prossimo mese.

Muovendo i propri passi verso la tecnologia ibrida e l’elettrificazione nel settore automobilistico, negli ultimi anni anche il Motorsport sì è avventurato in un nuovo territorio con l’introduzione di serie elettriche e ibride insieme a nuovi regolamenti. Questo nuovo capitolo punta a mostrare la capacita high – performance di Hyundai e le sue credenziali tecnologiche green insieme alla sua passione per il Motorsport.

Andrea Adamo, Team Director Hyundai Motorsport, ha dichiarato: “Una nuova era sta nascendo. Per molti mesi, il nostro team di Alzenau ha lavorato duramente su un veicolo elettrico e presto saremo in grado di condividere i frutti di questo lavoro. Il progetto promette di essere un nuovo capitolo per la nostra azienda, un’estensione naturale delle nostre attività nel Motorsport, che si collega strettamente alle attuali tendenze e alle innovazioni nel più ampio settore automobilistico. Tutto sarà svelato al Salone di Francoforte di settembre”.

Nel 1941 nasceva la Peugeot Vlv (Voiturette Légère de Ville)

Peugeot si accinge a introdurre sul mercato una vettura rivoluzionaria, la Nuova 208. Rivoluzionaria per la tecnologia e le soluzioni stilistiche che adotta ma anche rivoluzionaria per quanto riguarda l’alimentazione con cui può esser scelta. Per la prima volta, infatti, Nuova 208 può esser acquistata, oltre che con motore benzina o Diesel, anche con motorizzazione 100% elettrica. Non è certo la prima volta che la Casa del Leone introduce sul mercato un’auto con motore elettrico.

Torniamo indietro a ottanta anni fa. I militari non sono esperti di automobili e alla dichiarazione di guerra del 1939 si accontentano, infatti, di richiedere adattamenti ai veicoli di serie per affrontare le necessità urgenti. Le Peugeot 202 e le 402 ricevono motori più potenti, alcune quattro ruote motrici o equipaggiamenti molto specifici, come mitragliatrici o fari di aviazione. Le furgonette, antesignane degli attuali veicoli commerciali, sono allestite come ambulanze a La Garenne (Parigi), ma in numero limitato. Essenzialmente, i militari esigono autocarri. La mobilitazione del 1938, benché fermata dagli Accordi di Monaco, ha fatto intravedere la richiesta. Con pragmatismo,  Peugeot rivede la sua strategia. La Marca aveva, infatti, abbandonato i veicoli industriali nel 1927 permettendo ai suoi agenti commerciali (i Concessionari non esistevano ancora, per come li conosciamo ora) di distribuire i modelli Laffy per mantenere la loro clientela. Con la guerra,  Peugeot ritorna agli autocarri migliorando fin da subito il suo veicolo commerciale da 1.000 kg di portata, l’MK5. Prima rinforzandolo per aumentarne la portata a 1.400 kg e poi facendolo evolvere nel Tipo DMA. Maurice Badolle, Direttore Commerciale, spiega una nuova visione dei mercati nel lungo termine: ”Al di là della dichiarazione di guerra, siamo certi che nel dopoguerra si evidenzierà una richiesta considerevole di veicoli commerciali”. La produzione del MK5 nel 1939 raddoppia e raggiunge il suo massimo. Durante i sei mesi della “strana guerra”  Peugeot allestisce 23.833 veicoli. Nel corso dei quattro anni di occupazione la produzione è di 27.415 esemplari, cioè il 12% di prima della guerra. Gli autocarri Peugeot non piacciono però alla Wehrmacht

Senza benzina e materie prime, l’automobile affronta il periodo più oscuro sotto l’Occupazione. Fin dal 1940 Peugeot avverte la necessità di immaginare una vettura sostitutiva, che richiedesse il minimo di lamiera, una Cyclecar come la Quadrilette a suo tempo, ma che utilizzasse l’elettricità. Gli ingegneri de La Garenne lavorano sull’argomento sin dagli Anni ’20 con gli specialisti di questi motori e dei componenti specifici. I risultati sono incoraggianti: su una Peugeot 201 il consumo è di 14-15 kW/h per 100 km con velocità medie in città di 25 km/h. Se l’utilità di un simile cambiamento tecnico non è ancora evidente, tutto cambia nel 1940. Dopo aver pensato di utilizzare i brevetti CGE-Grégoire,  Peugeot cambia direzione nel mese di agosto e prepara un proprio Cyclecar da 550 kg “il tipo New-Map” realizzato artigianalmente. Due esemplari vedono la luce nel settembre 1940. Battezzata VLV, per “Voiturette Légère de Ville – piccola vettura da città”, viene presentata per l’omologazione il 28 marzo 1941. È lunga 2,67 m larga 1,21 m, la VLV è una due posti, in alluminio per non pesare che 365 kg, batterie comprese. Queste sono posizionate davanti mentre il motore elettrico è dietro, sviluppa una potenza di 2 CV, ha un’autonomia di 80 km (Nuova e208 garantisce oggi un’autonomia di 340 km) e una velocità massima di 32 km/h. L’accoglienza da parte della stampa specializzata è abbastanza realistica “questa vettura costituisce un mezzo comodo per gli spostamenti in città e in periferia. La velocità è sufficiente in città: con la vetturetta elettrica Peugeot si possono raggiungere le prestazioni di un ciclista di buon livello e allenato, il tutto senza la minima fatica”. La Peugeot VLV diventa allora la vettura dei medici e degli avvocati, ma anche della Posta. Tenuto conto delle difficoltà di approvvigionamento delle materie prime e degli accumulatori, il ritmo della produzione è molto caotico. Dalle officine de La Garenne usciranno 377 Peugeot  VLV prima che il Comitato d’Organizzazione dell’Automobile – organismo costituito dallo Stato nel periodo Vichy – la vieti nel 1943. Questo comitato vieta che un costruttore possa diversificare l’attività. Lungi da un errore di analisi, si tratta di non limitare i mezzi industriali disponibili per il Terzo Reich.

La monoposto del Politecnico di Torino vince la formula Sae Italy 2019.

Storico risultato per il Team Squadra Corse del Politecnico di Torino, che si è aggiudicato, per la prima volta, la medaglia d’oro nella categoria vetture elettriche della Formula Sae Italy 2019 che si è svolta a Varano de’ Melegari (PR) nel luglio scorso. Inoltre al Team è stato anche assegnato il prestigioso Premio Abarth riservato alla vettura elettrica più efficiente.

Il prototipo – che ha sfidato ventisei vetture presentate da squadre provenienti da tutto il mondo – è progettato da un team multidisciplinare di trenta studenti iscritti a differenti corsi di studio ed è stato costruito con il supporto di aziende come FCA, Pirelli, Brembo e molte aziende del territorio.

Rispetto alla vettura che lo scorso anno si è classificata al terzo posto, quella che ha corso quest’anno ha un peso complessivo di 183 Kg. – inferiore di ben 20 kg rispetto alla precedente: quest’aspetto, unitamente al nuovo sistema di controllo più sofisticato e alla frenatura rigenerativa che permette di recuperare il 30% dell’energia durante la fase di frenata, ha consentito alla SC19 di percorrere un giro di pista con un tempo inferiore di 2 secondi consumando di conseguenza meno energia. Tra le caratteristiche tecniche più rilevanti della monoposto: telaio monoscocca in fibra di carbonio, sospensioni a quadrilateri di tipo push-rod con braccetti in fibra di carbonio, trazione elettrica a 4 ruote motrici indipendenti con potenza di 80 kW.

La gara di quest’anno è stata particolarmente impegnativa a causa della pioggia battente che ha caratterizzato la prova più difficile, quella di Endurance.

Prossimi appuntamenti per il Team Squadra Corse saranno la Formula Student Czech Republic presso l’Autodromo di Most dal 10 al 12 agosto 2019 e la Formula Student Spain nel circuito di Montmeló (Barcellona) da 20 al 25.

Le auto più “verdi” secondo “Green Ncap”

Emissioni e consumi reali delle auto in commercio rivelati dai test – oggettivi e indipendenti – effettuati, sia in laboratorio che nel traffico, da Green NCAP, il consorzio, voluto da FIA (Federazione Internazionale dell’Automobile) ed Euro NCAP, per promuovere auto meno inquinanti e più efficienti in termini di consumi di carburante ed energia.

Cinque le vetture oggetto della seconda serie di test. Il punteggio massimo – 5 stelle – è stato ottenuto da un’auto elettrica: Nissan Leaf. Quattro stelle sono andate alla Opel Corsa (benzina); tre a Audi A4 Avant g-tron (metano), Mercedes Classe C e Renault Scenic (diesel).

La Nissan Leaf di seconda generazione, (presentata nel 2017), veicolo elettrico puro alimentato da una batteria da 40 kW/h, ottiene il massimo punteggio in virtù delle emissioni. Qualche criticità è stata riscontrata nel campo dei consumi (valutazione dell’efficienza energetica). Non si sono registrati evidenti miglioramenti tra la modalità di guida ecologica rispetto a quella standard, con aumento elevato dei consumi nella severa prova di guida reale in autostrada a pieno carico. Nel confronto con gli altri due modelli elettrici analizzati nella precedente serie di test, (Hunday Ioniq e BMW i3), i consumi di energia sono risultati leggermente superiori.

La quinta generazione dell’Opel Corsa, alimentata con motore a benzina Euro 6d temp, ottiene buoni risultati nelle prove di emissione, voto 9 in una scala da 1 a 10, grazie al post trattamento con catalizzatore a tre vie e filtro antiparticolato, e dei consumi. Qualche criticità nei test di laboratorio per le emissioni di particolato (PN) a caldo e di ossido di carbonio (CO) in autostrada a pieno carico. Anche i consumi sono risultati massimi nella prova in autostrada a pieno carico.

L’Audi A4 Avant nella versione “g-tron” è alimentata a metano (Gas Naturale Compresso, CNG), ma può funzionare anche a benzina, (essendo dotata di una piccola riserva di carburante per le situazioni di emergenza). Le prove sono state effettuate con entrambe le alimentazioni. Buoni i risultati del funzionamento a metano con contenuti livelli di emissioni, ad eccezione del monossido di carbonio (CO). Nel test autostradale a pieno carico sono risultate elevate le emissioni degli idrocarburi (HC). Anche se le valutazioni complessive scaturiscono dalle prestazioni del funzionamento a metano, l’A4 è stata penalizzata dal motore Euro 6b, può essere ancora commercializzato ma presto dovrà essere aggiornato all’Euro 6d. Il test sarà ripetuto al momento della nuova motorizzazione.

La Mercedes-Benz Classe C di quarta generazione ha ottenuto un risultato eccellente dei livelli di emissioni inquinanti, con il massimo del punteggio registrato fino ad ora da un motore non elettrico, ed uno ‘score pari’ a 9 su una scala da 1 a 10. Prestazioni encomiabili in tutti i test, sia in laboratorio che su strada. Nel complesso il risultato ha messo in evidenzia che anche i motori diesel, con catalizzatore a riduzione selettiva e filtro antiparticolato, offrono emissioni eccezionalmente basse. Il punteggio complessivo è stato penalizzato dalle prove dell’efficienza energetica, con risultati marginali nel test di laboratorio ‘a caldo’ e in condizioni di guida reale in autostrada a pieno carico.

Nella quarta generazione del modello Renault Scenic il catalizzatore e il filtro antiparticolato hanno consentito di limitare le emissioni inquinanti con ottimi risultati in tutti i test, eccetto quello in autostrada con auto a pieno carico, dove sono risultate elevate le emissioni degli ossidi di azoto (NOx). Buona anche l’efficienza energetica: il giudizio pari a 5,9 ha impedito il conseguimento di 4 stelle, sarebbe bastato raggiungere uno ‘score’ pari a 6.

Il consorzio Green NCAP – costituito da Governi, Club automobilistici (tra i quali l’ACI), rappresentanti di consumatori, laboratori di prova e centri di ricerca universitari di 8 Paesi europei – mette a disposizione di tutti informazioni certificate relative alla reale sostenibilità ambientale dei veicoli, al di là di quanto richiesto dalle normative vigenti o dichiarato dai costruttori.

In questa fase iniziale, Green NCAP ha preso in considerazione unicamente l’energia impiegata durante la guida, successivamente valuterà l’intero ciclo di vita dell’auto (Life Cycle Assessment), compresa l’energia consumata per la produzione e lo smaltimento dei veicoli.

 

Auto Elettrica: piace a tutti ma le vendite sono marginali

L’Osservatorio Auto Findomestic, condotto in 16 Paesi, fotografa punti di forza e di debolezza delle auto elettriche e rileva che l’inversione di tendenza potrebbe esserci nei prossimi 5 anni: in Italia quasi 6 intervistati su 10 dichiarano, infatti, di essere intenzionati all’acquisto di un’auto ibrida elettrica e più di 4 su 10 all’acquisto di una elettrica al 100%.

Tutti dicono di volerla, ma in realtà in pochi la comprano. L’auto elettrica non è il mezzo di trasporto del nostro presente ma sembra destinata a imporsi nel prossimo futuro.Secondo l’Osservatorio Auto Findomestic, che ha interrogato un panel di automobilisti in 16 Paesi del mondo, nei prossimi 5 anni il 57% del campione intervistato a livello mondiale dichiara che acquisterà un’auto ibrida, soprattutto in Messico (80%), Italia (76%), Spagna (75%) e Brasile (75%), mentre il 43% risponde che ne comprerà una tutta elettrica, con percentuali che si attestano intorno al 70% in Messico (72%), Brasile e Cina (68%).

IN ITALIA SOLO LO 0,4% DELLE AUTO NUOVE SONO 100% ELETTRICHE. «Secondo i dati di UNRAE – spiega Claudio Bardazzi, responsabile dell’Osservatorio Auto Findomestic – su quasi 1 milione di auto nuove immatricolate in Italia da gennaio a maggio 2019 solo poco più di 3.500 sono 100% elettriche e circa 48.000 ibride, di cui appena 2.000 di tipologia PLUG-IN, cioè capaci di ridurre sensibilmente le emissioni di CO2».

IL “FRENO” DEL COSTO D’ACQUISTO E I SUPERINCENTIVI DI CINA E NORVEGIA. «Nello scenario globale- sottolinea Bardazzi – il principale freno alla diffusione dell’auto elettrica risulta essere il costo d’acquisto, ancora alto e poco concorrenziale. Oggi l’86% del campione mondiale, il 91% degli italiani, è consapevole che il veicolo elettrico costi più dell’equivalente termico e il 42% (32% degli italiani) non è disposto a sostenere alcuno sforzo supplementare per acquistare un’auto elettrica.Gli unici Paesi in grado di offrire forme efficaci di incentivazione sono la Cina, che ha introdotto esenzioni fiscali comprese fra 5.100 e 8.700 dollari, e la Norvegia, la cui normativa prevede l’esenzione dall’imposta sull’acquisto e dall’IVA, uno sconto sull’acquisto dei veicoli ibridi ricaricabili e l’esenzione dalla tassa di circolazione, dai pedaggi e dalle spese di traghetto».

I “MUST” DELL’E-CAR: GUIDA FLUIDA, ACCELERAZIONE E SILENZIOSITA’. L’analisi di Findomestic si concentra sui punti di forza e di debolezza dei veicoli elettrici. L’86% degli intervistati (l’83% in Italia) afferma di apprezzare la fluidità della guida grazie anche all’accelerazione bruciante e all’assoluta silenziosità di marcia. Caratteristica, quest’ultima, che ha convinto la UE a rendere obbligatoria la presenza sui veicoli elettrici di un dispositivo sonoro Avas (AudibleVehicleAlert System) che avvisa i pedoni del passaggio dell’auto.

Gli automobilisti sono allettati anche dai ridotti costi di utilizzo e di manutenzione. Curioso notare come i norvegesi, molto più avanti nella sperimentazione di modelli di auto elettriche, siano i più scettici (solo il 56% ritiene che la manutenzione di un’auto elettrica sia più economica rispetto alla media mondiale del 68%) su questo aspetto.

L’AUTO ELETTRICA PUO’ ANCHE “INQUINARE”.Il carattere ecologico delle auto elettriche costituisce un importante valore aggiunto per l’89% dei possessori di auto (il 93% in Italia), convinti che l’utilizzo delle e-car potrà ridurre in maniera significativa l’inquinamento. E tuttavia l’auto elettrica paradossalmente può anche aumentare le emissioni di Co2. Un automobilista su tre è attento a come viene prodotta l’elettricità che alimenta le automobili e a come vengono smaltite le batterie. Se da un lato le auto elettriche francesi e norvegesi riducono notevolmente le emissioni di gas serra, dall’altra quelle degli Stati Uniti e, in misura maggiore, della Cina risultano più inquinanti delle auto equivalenti a motore termico.

AUTONOMIA E COLONNINE I TALLONI D’ACHILLE.Uno dei talloni d’Achille è senza dubbio l’autonomia: il 54% (46% in Italia)del campione, acquisterebbe un’auto elettrica solo se l’autonomia superasse i 300 km, problema particolarmente sentito in Spagna (71%), Germania (67%) e Francia (62%). Vera nota dolente della mobilità elettrica è la disponibilità delle colonnine di ricarica rapida la cui implementazione lungo la rete stradale e autostradale rassicurerebbe i due terzi degli automobilisti di tutto il mondo (71% in Italia) che reputano le attuali infrastrutture ampiamente insufficienti.

CRISCI (UNRAE): “NEL PROSSIMO FUTURO AUTO ELETTRICA CONNESSA E CONDIVISA”.
«Il futuro dell’auto elettrica – commenta il presidente di UNRAE Michele Crisci – sarà molto legato alla capacità che le infrastrutture avranno di permettere agli utenti una ricarica continua, veloce, diffusa in maniera ampia sia domestica sia pubblica, sia nei luoghi dove lavoriamo. Non dobbiamo dimenticarci che il nostro Paese vive anche di turismo e quindi dobbiamo immaginarci un futuro in cui i turisti dovranno ricaricare le loro vetture. Dovremo adeguare velocemente le infrastrutture per permettere al nostro prodotto interno lordo di essere alimentato dai proventi del turismo».«L’auto del futuro – conclude Crisci – sarà sicuramente un’auto elettrica, connessa e condivisa. È inevitabile un periodo di transizione. Si devono tenere in considerazione i futuri sviluppi tecnologici ma anche la situazione presente, perché in Italia abbiamo 37 milioni di autoveicoli ‘antiquati’ rispetto a queste tecnologie».

Parco del Valentino 2019: grande spettacolo

Uno spettacolo indimenticabile ha incantato Torino. All’inaugurazione della rassegna Parco del Valentino,  mercoledì sera, una sfilata di 400 auto ha colorato le strade del centro della città piemontese, salutati da migliaia di visitatori che hanno affollato il percorso della sfilata. Tra due ali di folla  a fare da capofila la mitica Ferrari Formula 1 di Michele Alboreto seguita dalle altre monoposto di Formula 1 degli anni ‘70 e ’80 presenti nel Motorsport Paddock, Surtees, March e Tecno, che hanno rievocato le emozioni dell’antico Gran Premio del Valentino.

Domani, venerdì 21 giugno, a Parco Valentino spazio alle vetture centenarie RACI chiamate alla rievocazione della competizione Torino – Asti – Torino, allo spettacolo della Fanfara Taurinense e al raduno delle più belle Lancia della storia del marchio, oltre agli altri eventi come il Raduno di Stile dei car designer dei centri stile italiani che si incontrano con le loro auto moderne e d’epoca al Cortile del Castello.

Il Politecnico al salone dell’auto 2019

Tra gli stand presenti alla 5ª edizione il Salone dell’Auto 2019 Parco del Valentino tre sono dedicati ai prototipi dei Team studenteschi.

In particolare il Politecnico di Torino è presente con:

Squadra Corse

Nata nel 2005 dalla passione per le competizioni automobilistiche di alcuni studenti d’ingegneria, espone la vettura SC18 Integrale interamente progettata e prodotta dagli universitari: 100% elettrica, è arrivata a pesare solamente 200kg, un peso inferiore del 15% rispetto a quello dell’anno precedente. Ha una monoscocca in fibra di carbonio completamente nuova e un pacchetto aerodinamico altrettanto rinnovato. Il pacco batteria è formato da celle cilindriche al litio, che permettono di ridurre il peso di 10 kg e aumentare la capacità a 7.8kWh. Un ingranaggio epicicloidale, dal peso di 1.5kg, è incorporato nel montante. Il veicolo possiede una telemetria attiva che permette di controllare in tempo reale tutti i parametri dell’elettronica e dinamica della vettura. Torque vectoring, traction control e launch control sono implementati nel software di controllo del veicolo.

Team H2politO

Il Team nasce nel 2007 e i suoi veicoli sono, anche in questo caso, progettati interamente dagli studenti, per essere altamente performanti sul consumo del “carburante”: sulla pedana è esposto XAM – eXtreme Automotive Mobility, un UrbanConcept ibrido alimentato a bio-etanolo, il cui miglior consumo è stato di 150 km/L. Dal 2008 il Team partecipa alla Shell Eco-marathon Europe: è una competizione in cui le migliori Università europee e circa 200 Team si sfidano in una gara di consumi e vince chi consuma meno e non chi arriva primo.

Team Policumbent

Da dieci anni il Team è attivo nel settore delle biciclette reclinate e carenate, ha creato il prototipo Taurus, a propulsione umana, che adotta per la prima volta un sistema di visione a doppia telecamera e un innovativo sistema di trasmissione flottante. Nel 2018 Taurus ha conquistato il primo posto al WHPSC in Nevada, stabilendo il nuovo record italiano pari a 133.26 km/h, sfiorando il primato europeo: il ciclista Andrea Gallo è il 4° uomo più veloce al mondo, a soli 0.02 km/h dal 3° e 0.5 km/h dal record Europeo.

Oltre all’esposizione dei prototipi, sarà possibile anche vederli in movimento: con “MoveTo – mobilità tra presente e futuro”, uno spettacolo dinamico, durante il quale i veicoli del Team H2politO del Politecnico di Torino – XAM e IDRAkronos, prototipo con fuel cell a idrogeno, vincitore nel 2016 della competizione con un consumo di più di 3000 km/L – si moveranno giovedì 20 per via Roma dalle ore 16 alle 19 come dimostrazione concreta della mobilità del futuro.

Inaugurata oggi la 5^ edizione di Parco Valentino

Si è inaugurata oggi la 5ª edizione di Parco Valentino di Torino, l’importante mostra di automobili, che si svolgerà fino a domenica 23 giugno 2019.

Al taglio del nastro, Andrea Levy presidente della manifestazione, hanno partecipato tutti i rappresentanti delle case automobilistiche, delle istituzioni, rappresentate dall’Assessore regionale alle politiche produttive Andrea Tronzano e dagli Assessori del Comune di Torino Paola Pisano e Alberto Sacco.

Presenti anche il Presidente di ACI, Angelo Sticchi Damiani (nella foto), il Presidente di ASI, Alberto Scuro, il presidente di UNRAE, Michele Crisci, direttore di ANFIA, Gianmarco Giorda

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