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Gino Bruni

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Automotive

Immatricolazioni Auto ad aprile ancora in profondo rosso.

Nel mese di aprile continua il trend discendente del mercato dell’auto in Italia, sui cui numeri hanno ancora scarsissimo peso le vendite dei veicoli elettrici nonostante il loro costante aumento. Nel mese appena trascorso sono state registrate 145.033 nuove immatricolazioni, pari a una riduzione del -17,1% rispetto alle quasi 175.000 unità dello stesso mese del 2019 – mentre non è attendibile il confronto con le 4.295 immatricolazioni di aprile 2020 che equivarrebbe a un aumento a quattro cifre. Nel 1° quadrimestre sono andate perse oltre 120.000 vetture, con 592.181 unità immatricolate, in calo del 16,9% sul 2019.
L’UNRAE, l’Associazione delle Case automobilistiche estere, stima che in assenza di
rifinanziamento degli incentivi, nel prosieguo dell’anno, potrebbero essere a rischio ben oltre
300.000 immatricolazioni.
In circa tre mesi e mezzo, i fondi stanziati hanno consentito la rottamazione di 185.000
vecchie auto, per il 95% sostituite con nuove vetture della fascia 61-135 g/km più sicure e pulite, risparmiando all’ambiente circa 115 mila tonnellate di CO2 l’anno e consentendo
un’aggiuntività d’introiti IVA e IPT per l’erario di circa 160 milioni di euro.
“Il PNRR del Governo – ha commentato il Presidente dell’UNRAE Michele Crisci – sembra
aver trascurato il settore dell’auto, uno dei principali mercati d’Europa per volumi che
rappresenta pure una componente importante della transizione ecologica del Paese. E’
importante, perciò, che siano presto trovati altri strumenti normativi per rendere strutturali gli Ecobonus per le vetture ‘green’ con emissioni fino a 60 g/km CO2”.
“Nel breve periodo, invece – ha aggiunto Crisci – è urgente il rifinanziamento degli
incentivi per le vetture della fascia 61-135 g/km di CO2 che finora, sempre nell’ottica della sostenibilità, hanno dato il contributo più rilevante”.
Il Presidente dell’UNRAE ribadisce infine “l’urgenza di rimediare all’ulteriore forte
penalizzazione di cui sono oggetto in Italia le auto aziendali in fringe benefit perché, a causa del mancato adeguamento della tassazione ai nuovi valori di emissione WLTP, sia i dipendenti sia le aziende che concedono il benefit pagano, un’imposta maggiore in quanto ancora calcolata su valori di emissione non aggiornati (NEDC correlato) ”.
L’analisi della struttura del mercato del mese di aprile, anche in questo caso confrontata con
il 2019 per la comparazione non attendibile con l’analogo mese 2020, sotto il profilo degli
utilizzatori mostra un rallentamento dei privati che perdono l’8,1% delle immatricolazioni, per
l’affievolirsi del contributo degli incentivi, con una quota che nel mese copre il 59,6% del totale
rispetto al 63,3% del 1° quadrimestre (entrambi comunque in netta crescita rispetto al 2019).
In aprile, con 13.000 unità, le autoimmatricolazioni vedono scendere ulteriormente la loro penetrazione, all’8,9% del totale (10% nel 1° quadrimestre).
Sotto il profilo delle alimentazioni prosegue la drastica riduzione di diesel e benzina che si
fermano rispettivamente al 31,9% e 22,8% di share (32,8% e 24,8% in gennaio-aprile). Il Gpl
nel mese copre il 6,5% delle preferenze e il 6% nel quadrimestre, mentre il metano conferma
il 2,2% nel mese e 2,3% nel quadrimestre. In fortissima ascesa, le vetture ibride salgono al 28,7%
di quota, a poco più di tre punti di distacco dal motore a benzina, e chiudono il quadrimestre al
27,3% del totale. Forte espansione anche per le plug-in e le elettriche: le PHEV raggiungono
nel mese il 4,3% del totale (3,9% di share nel quadrimestre), le BEV il 3,3% (3,0% in gennaio aprile), grazie anche al supporto degli acquisti del noleggio.
In calo tutte le aree geografiche rispetto al 2019, con il Nord Est che sale al 34,1% di quota
(tre punti in più della rappresentatività archiviata dal 1° quadrimestre) grazie alla spinta del
noleggio, senza il quale scenderebbe al 23,2%. In seconda posizione il Nord Ovest al 29,3% in
aprile e 29,8% in gennaio-aprile. L’area centrale conferma un 21,1% nel mese e 22,2% nel
cumulato, il Sud si ferma al 10,4% (11,3 nel quadrimestre) e le Isole rappresentano in aprile il
5,1% delle immatricolazioni (5,5% nel cumulato).

Patenti: novità’ in arrivo dall’Ue.

ACI presenta i dati dello studio del Consiglio Europeo per la Sicurezza dei Trasporti

che sollecita un nuovo quadro legislativo per il rilascio delle patenti.

Dipendenze, disturbi mentali, epilessia e diabete più importanti dell’età. Nell’agenda dell’Unione Europea è prossima una revisione del quadro di riferimento per il rilascio delle patenti di guida, ma l’ETSC (European Transport Safety Council – Consiglio Europeo per la Sicurezza dei Trasporti) presenta oggi uno studio che evidenzia le criticità normative nell’ordinamento dell’UE, nonché dei suoi Paesi membri, ed indirizza i prossimi provvedimenti in materia di patenti.

L’Automobile Club d’Italia è membro del Consiglio Europeo per la Sicurezza Stradale e diffonde nel nostro Paese i punti salienti di questo studio. Primo fra tutti, la necessità di valutare l’idoneità dei soggetti non più solo in base all’età ma soprattutto sulle loro specifiche condizioni di salute: abuso di sostanze, disturbi mentali, epilessia e diabete sono fattori più determinanti dell’età e la concessione di speciali patenti “condizionate” potrebbe consentire agli anziani con un basso livello di rischio di continuare a guidare in determinate condizioni.

L’ETSC sottolinea a riguardo la mancanza di dati scientifici sufficientemente attendibili a livello comunitario, ma in Finlandia è stato dimostrato che il 16% degli incidenti mortali sono imputabili a malattie del conducente, soprattutto di origine cardio-vascolare. Una maggiore indagine sulle cause di ogni incidente in Europa, da parte delle Autorità preposte ai controlli, fornirebbe un contributo scientifico determinante nell’orientamento delle scelte dei legislatori e nella misurazione dell’efficacia dei loro provvedimenti.

I medici di famiglia sono le figure cardine nell’individuazione dei soggetti a rischio e su di loro andrebbero centrati nuovi e più specifici programmi formativi, coordinati a livello europeo. Il loro ruolo è determinante anche nell’assistere i pazienti e le loro famiglie nelle scelte – il più possibile condivise – di riduzione o interruzione della guida di un veicolo.

ETSC evidenzia inoltre la necessità di una più chiara ed estesa etichettatura dei farmaci che influiscono sulle capacità psico-fisiche dei conducenti, supportata da specifiche campagne di sensibilizzazione.

Nello studio pubblicato online (www.etsc.eu/pinflash40), il Consiglio Europeo per la Sicurezza dei Trasporti propone anche la revisione del divieto imposto dall’UE al rilascio della patente a soggetti con dipendenze dall’alcol. Secondo autorevoli stime europee, 1 incidente su 4 è imputabile all’alcol, ma l’ETSC ritiene opportuno aprire alla possibilità di reintegrarsi sulla strada attraverso specifici programmi di riabilitazione, in abbinamento ai sistemi di valutazione del tasso alcolemico del conducente di cui possono essere oggi dotate le automobili, con conseguente immobilizzazione del veicolo in caso di irregolarità di chi è al volante.

Gli pneumatici non scadono?

Gli pneumatici non sono prodotti alimentari, quindi non hanno una scadenza.

Assogomma, l’Associazione nazionale dei produttori di pneumatici, ribadisce ancora una volta che non vi è alcuna correlazione tra la data di fabbricazione di uno pneumatico e la sua durata né tanto meno effetti sulle caratteristiche prestazionali.

“Nelle ultime settimane, su un sito tedesco specializzato in vendite on-line di pneumatici, è apparsa la richiesta di un sovrapprezzo di 9,90 euro a gomma, per pneumatici con data di fabbricazione 2021. Una richiesta non giustificabile sotto qualunque profilo, specialmente sotto quello tecnico – afferma Fabio Bertolotti Direttore di Assogomma – Si lascia intendere che lo pneumatico sia un prodotto deperibile al pari di un alimento e che pertanto il suo valore possa essere correlato alla data della sua produzione, cioè alla sua “freschezza”. Una proposta commerciale fuorviante in quanto, a fronte di un maggiore esborso, il consumatore non ottiene nessun vantaggio tecnico prestazionale perché questo plus non esiste. Per dare una spiegazione facilmente comprensibile a tutti i consumatori si può fare un paragone con l’acquisto di un paio di scarpe che come gli pneumatici non sono prodotti alimentari né tanto meno deperibili. Quando andiamo a scegliere le nostre scarpe noi consumatori non consideriamo la loro data di produzione e non ci poniamo il dubbio sulla data di scadenza. I nostri criteri per scegliere una calzatura sono ben altri: consideriamo la loro qualità che noi consumatori associamo quasi sempre alla marca. Ebbene, gli pneumatici sono come le nostre scarpe che non si scelgono in base a quando sono state prodotte né tanto meno in funzione della loro data di scadenza, che non esiste, ma in funzione della marca e delle loro caratteristiche tecniche specifiche.”.

La data di produzione di uno pneumatico è un’informazione obbligatoria nell’Unione Europea per consentire al Costruttore dello pneumatico stesso di tracciare e rintracciare il lotto di produzione in caso di possibili non conformità. E’ un’informazione che non ha alcuna utilità per il consumatore finale, né è pensata per stabilire la durata del prodotto. La sigla DOT non è una marcatura obbligatoria nell’UE, ma solo negli Stati Uniti e quindi potrebbe, anche non essere presente sullo pneumatico.

Ma allora quanto dura uno pneumatico?

Non è possibile determinare a priori la durata di uno pneumatico perché sono tanti i fattori che ne influenzano la vita.

A parità di prodotto, la durata è principalmente influenzata dalle condizioni di utilizzo, in altre parole la combinazione tra stile di guida e veicolo sul quale lo pneumatico è montato. E’ necessario dunque considerare carichi, velocità, mantenimento delle pressioni di gonfiaggio, tipologia e condizioni delle strade percorse, urti dovuti a buche e marciapiedi, esposizione ad agenti atmosferici (sole, acqua, temperature, ecc.).

Ma ancor prima della sua entrata in esercizio, la vita di una gomma è determinata dalle condizioni in cui è stata conservata fino al momento di essere montata su un veicolo, infatti, lo stato di conservazione è direttamente correlato al corretto immagazzinamento. Temperatura, umidità, fonti di calore, luce e raggi ultravioletti, contatto o vicinanza con altre sostanze quali ad esempio solventi, idrocarburi, olii e grassi sono tutti fattori che influiscono sullo stato del prodotto. Sul sito http://www.pneumaticisottocontrollo.it sono consultabili e scaricabili le raccomandazioni europee ETRTO, redatte e aggiornate periodicamente dall’Associazione tecnica del Costruttori di pneumatici. Queste raccomandazioni sono seguite scrupolosamente dalle Aziende leader nella produzione di pneumatici che investono ingenti risorse non solo in ricerca, per migliorare il prodotto ai fini prestazionali, ma anche per assicurare nel tempo elevati standard di sicurezza stradale.

“Gli pneumatici non sono dei prodotti “usa e getta” – afferma Fabio Bertolotti – “Sono un esempio di economia circolare. Vengono sempre più concepiti per migliorare la loro durata, per essere riutilizzabili, riciclabili, recuperabili, ecc. Una maggiorazione di prezzo, sulla base della freschezza di una gomma, oltre che essere tecnicamente ingiustificabile, va in una direzione diametralmente opposta agli indirizzi di sostenibilità che i Costruttori di  pneumatici già seguono e seguiranno sempre più in futuro”.

La PJ-01, la hypercar tutta Italiana si toglie i veli .

Prosegue il focus sulla PJ-01 la prima hypercar nata in terra umbra in attesa del lancio ufficiale e prova su strada.
La prima ed unica supercar artigianale tutta Italiana è ispirata alle più evolute soluzioni delle moderne Formula Uno, frutto della passione e dell’amore per i motori di un giovane ed intraprendente imprenditore umbro.
E’ Juri Pambuffetti che con coraggio, determinazione e un pizzico di follia, nel 2017 ha dato vita al suo sogno: realizzare una vettura sportiva che racchiudesse nel suo DNA le caratteristiche di una monoposto da gara.

A soli 43 anni Pambuffetti vanta un’esperienza di una vita vissuta nell’azienda meccanica di famiglia dove, fin da ragazzino, ha maturato competenze specifiche nel settore della produzione e personalizzazione di grandi veicoli. E’ lì che coltiva la passione per le leghe leggere e subisce il fascino dei materiali compositi e preziosi.

Riunisce un “Dream Team” di giovani competenti e creativi e in soli tre anni nasce questa ipersportiva dotata di soluzioni personali e inedite per una vettura stradale.
La mission è “vivere le esaltanti sensazioni di una monoposto su strada”

Dal volante alla posizione di guida, la PJ-01 regala al pilota una guida e performance molto vicine ad una monoposto a ruote scoperte.
Il suggestivo volante della PJ-01 diventa il cuore pulsante delle più importanti funzioni della vettura. Ispirato direttamente alle attuali Formula Uno, è in alluminio e carbonio e diventa un vero e proprio cockpit, con la possibilità di gestire direttamente tutte le funzioni necessarie ad adattare le prestazioni ad ogni esigenza di guida; è inoltre estraibile grazie al Quick Release.

L’ assetto di guida è decisamente inedito per una vettura stradale. La posizione delle gambe e la pedaliera sono sollevate rispetto alla seduta del sedile per avere sempre il massimo controllo in ogni condizione di guida.

Il telaio è ibrido, acciaio strutturale e carbonio;  la carrozzeria interamente in carbonio, anche questo rigorosamente Made in Italy by Carbon Dream.

Le sospensioni sono a doppi triangoli sovrapposti con sistema Push-Rod sulle 4 ruote. Freni a disco Racing con ABS regolabile da 380mm all’anteriore e 365mm al posteriore. Cambio a sei marce elettroattuato ad innesti frontali e paddle al volante. 
Il Motore è  un 10 cilindri da 5,200cc con una potenza di 800hp.

Auto: Documento unico di circolazione chiesta proroga

Il comparto Automotive chiede una proroga di 6 mesi per l’entrata in vigore del Documento Unico di circolazione e proprietà dei veicoli

Con una lettera rivolta al Ministro dei Trasporti Enrico Giovannini, le rappresentanze dell’interocomparto automotive nazionale (ANFIA, ANIASA, ASSILEA, FEDERAUTO, UNASCA e UNRAE) hanno chiesto con urgenza la proroga dei termini per l’entrata in vigore della nuova disciplina del Documento Unico (DU) di circolazione per le pratiche di immatricolazione e passaggio di proprietà dei veicoli, prevista per il 31 marzo. La pressante richiesta scaturisce dal mancato inserimento nel Decreto Milleproroghe dell’emendamento che conteneva la proroga per la piena implementazione del DU.
Le Associazioni del comparto motivano l’urgenza di tale proroga con l’impossibilità di dare
completa attuazione al processo di migrazione al nuovo sistema del “Documento Unico” entro la
predetta data, manifestando anche profonda preoccupazione sul regolare funzionamento del
relativo sistema, unita al concreto rischio di arrecare notevoli disagi agli operatori e ai cittadini,
con conseguenti impatti diretti negativi sul mercato dell’auto, già fortemente rallentato dalla crisi socio economica in atto.
Nella lettera le Associazioni sottolineano la complessità della situazione poiché, seppure in fase
di progressivo consolidamento e nonostante il forte impegno delle Amministrazioni
(Motorizzazione e ACI/PRA) e degli Sportelli Telematici dell’Automobilista, il sistema necessita
ancora di diverse implementazioni informatiche e test di tenuta, senza dimenticare il contesto
epidemiologico e di limitazioni nel quale tutti gli operatori continuano a lavorare.
Le Associazioni auspicano che il Governo provveda ad inserire all’interno del primo
provvedimento utile un opportuno e ragionevole nuovo termine, concedendo una proroga di
almeno 6 mesi, che possa entrare in vigore prima del 31 marzo

Euro NCAP cinque stelle per Cupra e Formentor

Polestar 2 e Cupra Formentor sono i primi due nuovi modelli testati nel 2021 da Euro NCAP: entrambe raggiungono la valutazione massima di cinque stelle. La Renault Arkana e la Lexus UX 300e, derivate da modelli testati nel 2019, si aggiungono all’elenco delle auto 5 stelle, (classificate con protocollo 2019).

L’industria automobilistica, in rapida evoluzione, presenta due nuovi marchi. La cino-svedese Polestar, con sede a Göteborg, in Svezia, ma produzione a Luqiao, in Cina, nello stabilimento di proprietà della Volvo Car Geely. La Cupra, invece, nome già in uso da qualche anno per i modelli della SEAT, diventa un marchio a sé stante, rappresentando il ramo sportivo dell’azienda spagnola.

Ottime le prestazioni per le vetture, tanto che nelle valutazioni sono divise da pochi punti. La Polestar 2 nella protezione dei pedoni raggiunge un eccellente punteggio dell’80% grazie al cofano motore attivo in caso di investimento di un pedone o ciclista. Bene entrambe anche in tutte le prove riguardanti i sistemi di frenata di emergenza automatica, in particolare nell’evitare o mitigare gli impatti con gli utenti vulnerabili.

“Dall’inizio dell’emergenza sanitaria globale è trascorso un anno, l’industria automobilistica ha dovuto affrontare momenti difficili, con vendite in calo e forte contenimento dei costi per evitare il tracollo” – ha dichiarato Angelo Sticchi Damiani, presidente dell’Automobile Club d’Italia. “Insieme ai partner di Euro NCAP vogliamo continuare a vigilare che la sicurezza dei nuovi modelli non venga compromessa. Fa, quindi, molto piacere constatare che questi due nuovi marchi abbiano superato brillantemente i test”.

In questa sessione sono state valutate anche due nuove versioni di modelli già “testati” da Euro NCAP. La Renault Arkana, variante della Renault Captur, testata nel 2019, conferma le 5 stelle ottenute con il protocollo Euro NCAP 2019. Anche la Lexus UX 300e, variante completamente elettrica dell’ibrida della Lexus UX testata nel 2019, conferma le 5 stelle ottenute con il protocollo Euro NCAP 2019.

Le Auto più “verdi” secondo “Green NCAP”.

Sono ben 25 le vetture oggetto della quinta serie di test Green NCAP: 13 con motore a benzina (12 convenzionali e 1 ibrida), 7 diesel, 1 alimentata ad idrogeno, 1 completamente elettrica (BEV) e 3 con tecnologia ibrida plug-in (PHEV).

ELETTRICA E A IDROGENO

Massimo punteggio (cinque stelle) per l’auto elettrica VW ID.3 e quella ad idrogeno Hyundai Nexo, hanno registrato zero emissioni a livello di scarico e contribuiscono ad una migliore qualità dell’aria.

ELETTRICI IBRIDI PLUG-IN

I veicoli elettrici ibridi plug-in (PHEV) – novità assoluta di questa serie di test – rappresentano una tecnologia basata su auto originariamente progettate come veicoli tradizionali a combustione, ma spesso più pesanti e complesse per la doppia tecnologia. Le valutazioni partono dalle 2 stelle della Mitsubishi Outlander, segue la KIA Niro con 3,5 stelle, per arrivare alle 4 stelle della Toyota Prius. In definitiva si equivalgono alle alimentazioni tradizionali oppure sono migliori, le differenze sono riconducibili alla massa, alle dimensioni, all’aerodinamica e alle non ottimali soluzioni per la parte elettrica. Nella valutazione Green NCAP il viaggio inizia con la batteria completamente carica e termina con la batteria scarica, tenendo conto dell’autonomia elettrica. I PHEV funzionano in modalità “elettrica pura” solo in determinate condizioni ed il motore a combustione “tradizionale” viene utilizzato per la climatizzazione del veicolo e/o per aumentare la potenza quando le condizioni di circolazione lo richiedono.

BENZINA E DIESEL

Tra le auto cosiddette “tradizionali”, con motore a benzina e diesel, hanno ottenuto 3,5 stelle sia la Škoda Octavia, (alimentata da un motore diesel convenzionale), sia la VW Golf (con motore a benzina). Anche l’ibrida a benzina Toyota Yaris ha ottenuto lo stesso punteggio. La valutazione più bassa, 1,5 stelle è stata, invece, ottenuta dalla Hyundai Tucson con motore diesel.

Si confermano, di nuovo, le buone performance dei motori diesel di ultima generazione nella valutazione del Clen Air Index, dove 4 modelli (BMW X1, Seat Leon, Skoda Octavia e Volvo XC60) ottengono punteggi tra 6,7 e 6,9 su un massimo di 10, risultando inferiori solo ai veicoli a zero emissioni (quello elettrico e quello ad idrogeno).

Le differenze prestazionali dei motori “convenzionali” sono attribuibili, soprattutto, alla massa, alla forma e all’aerodinamica del veicolo, oltre che al post-trattamento dei gas di scarico. I risultati migliori, comunque, dimostrano i notevoli progressi compiuti dai costruttori nella riduzione dell’impatto ambientale delle automobili.

STICCHI DAMIANI (ACI)

“Questi test Green NCAP hanno evidenziato la maggiore sostenibilità delle alimentazioni elettriche e ad idrogeno – ha dichiarato Angelo Sticchi Damiani, presidente dell’ACI – anche se i motori a combustione tradizionale di ultima generazione si sono comportati molto bene. A metà strada i veicoli ibridi che possono facilitare, in questa fase di transizione, il passaggio alle tecnologie a zero emissioni”.

Cos’è Green NCAP

Emissioni e consumi reali delle auto in commercio rivelati dai test – oggettivi e indipendenti – effettuati, sia in laboratorio che nel traffico, da Green NCAP, il consorzio, voluto da FIA (Federazione Internazionale de l’Automobile) ed Euro NCAP, (di cui l’Automobile Club d’Italia fa parte), per promuovere auto meno inquinanti e più efficienti in termini di consumi di carburante ed energia.

Green NCAP vuole offrire agli utenti una valutazione realistica e imparziale dell’impatto ambientale dei veicoli, anche alla luce dei risultati dell’indagine di mercato condotta nell’ambito del progetto europeo Green Vehicle Index (GVI), che ha evidenziato l’esigenza dei consumatori di “informazioni sulle prestazioni ambientali delle autovetture più chiare e trasparenti”.

Lo schema di valutazione Green NCAP è stato completamente rinnovato, alla valutazione complessiva in stelle (5 stelle=autovettura sostenibile, 1 stella=forti criticità in termini di rispetto dell’ambiente), si affiancano tre valutazioni tecniche, (erano due). Oltre alla valutazione delle emissioni nocive (Clean Air Index – CA), e dell’efficienza energetica (Energy Efficency Index – EE), è ora disponibile quella delle emissioni dei gas serra climalteranti (Greenhouse Gas Index – GHG).

I nuovi protocolli, validati nell’ambito del progetto GVI, forniscono una stima completa dell’impatto ambientale delle autovetture, anche in riferimento alle reali condizioni di guida, che vanno oltre quello richiesto dalla normativa vigente.

L’attuale valutazione Green NCAP si limita alle sole emissioni allo scarico (valutazione dal serbatoio alla ruota, tank to wheel), ma nelle future revisioni dei protocolli è in programma una valutazione dal pozzo alla ruota (well to wheel), ed il confronto tra le diverse alimentazioni sarà più completo ed equo.

Per i risultati completi, sintetizzati nella seguente tabella, visitare il sito www.greenncap.com. Green NCAP è presente anche online e sui social media: Twitter, Facebook, Instagram e YouTube.

Autostoriche: corso per la formazione dei giovani

Il Club Milanese Automotoveicoli d’Epoca (CMAE) da quattro anni lavora a fianco del CAPAC – Politecnico del Commercio e del Turismo per la formazione dei giovani nell’ambito del corso di “Tecnico riparatore veicoli a motore auto e moto d’epoca”. L’iniziativa per la formazione di giovani restauratori appassionati, desiderosi di imparare a conservare la cultura e l’importante eredità del motorismo storico.

 Istituito dal CMAE insieme al Registro Italiano Porsche 356 e ASI e con il supporto di Confcommercio, il corso quest’anno è giunto alla sua 4ª edizione.

Rivolto agli studenti in possesso della qualifica triennale di Operatore alla riparazione dei veicoli a motore, il corso prevede che il monte ore complessivo (990 ore) sia suddiviso secondo la metodologia dell’alternanza scuola-lavoro: 495 ore di attività formativa in aula e laboratorio e 495 ore di stage presso le aziende partner, dedicate alla formazione tecnica specifica sul tema delle auto d’epoca.

“Siamo molto orgogliosi di aver dato vita al corso di Tecnico riparatore veicoli a motore auto e moto d’epoca e di collaborare con un’istituzione così importante per la formazione dei giovani come il CAPAC. Con questo corso vogliamo trasmettere ai ragazzi il valore culturale dell’auto d’epoca e incanalare la loro passione in una professione” – afferma Emanuele Vittorio Gioacchini, Presidente del CMAE.

Gabriele Cartasegna, direttore del CAPAC, sottolinea: “In un momento storico in cui la formazione è così importante, con quattro sedi dislocate nel nord Italia (due a Milano, una a Lodi e una a Legnano) noi prepariamo all’ingresso del mondo del lavoro circa 200 ragazzi all’anno con un profilo altamente specializzato che permetterà loro di farsi strada nel mondo professionale. Ci auguriamo che questo corso sia solo il primo di tanti progetti da costruire insieme al CMAE nei prossimi anni”.

La formazione ruota attorno a quattro moduli che rappresentano le altrettante macro aree tematiche del restauro dei veicoli d’epoca: la meccanica, la carrozzeria, l’impianto elettrico e la tappezzeria. Durante la prima fase gli allievi iniziano con l’apprendere i presupposti fondamentali del restauro, esercitandosi presso l’officina scolastica su vetture storiche generosamente messe a disposizione da alcuni soci delle Associazioni sostenitrici. Successivamente gli studenti iniziano il periodo di tirocinio formativo presso le aziende partner.

Il corso ogni anno porta al diploma professionale 16 giovani altamente specializzati. Molti di loro, infatti, riescono immediatamente a inserirsi nel mondo del lavoro, spesso all’interno delle aziende presso cui avevano svolto il tirocinio formativo.

A Courmayeur dal 19 al 21 Febbraio un week end tutto di motori

Il premio più importante del mondo dell’automotive, organizzato per l’Italia dal magazine auto, anche quest’anno offre la possibilità agli appassionati italiani di vedere in anteprima le vetture finaliste e di provarle in esclusiva sulle strade di Courmayeur grazie ad un casting per la realizzazione di un format video. Le vetture finaliste saranno, infatti, esposte a Courmayeur nella piazza dello Chalet de l’Ange dal 19 al 21 febbraio.

Dopo il successo dello scorso anno è riconfermato l’appuntamento a Courmayeur Montblanc dell’evento The Car of the Year, il premio che dal 1964 premia l’auto più interessante dell’anno, organizzato da nove testate europee e per l’Italia rappresentato dal mensile di settore auto. Le sette auto finaliste saranno esposte da venerdì 19 febbraio domenica 21 febbraio nella centralissima piazza dello Chalet de l’Ange a Courmayeur in una delle località più esclusive d’Italia. Anche quest’anno, nel pieno rispetto delle norme COVID, gli appassionati avranno la possibilità di poter vedere e provare le vetture finaliste. Il magazine auto, infatti, invita tutti gli appassionati al casting per partecipare al video programma ed essere tra i fortunati che potranno provare le auto finaliste del premio The Car of the Year 2021, insieme alla redazione e agli istruttori di Guida Sicura di ACI-Sara. Per partecipare al casting basta prenotarsi compilando il format di registrazione attraverso il sito www.auto.it/coty/

Chi s’iscrive al test drive quest’anno, diventerà protagonista di un format video durante il test dell’auto che ha prenotato tra le finaliste che le Case hanno messo a disposizione. I partecipanti saranno ripresi con foto e video per la realizzazione di un servizio, sempre organizzato dal magazine auto, di presentazione delle vetture finaliste del premio.

«Courmayeur ha sempre puntato sulla forza delle idee e delle proposte, sulla bellezza e la qualità: valori pienamente rappresentati anche da The Car of the Year, manifestazione incentrata sull’eccellenza automobilistica portata ai massimi livelli» dichiara il sindaco di Courmayeur Roberto Rota. “Lontano dal caos della città, in un contesto privilegiato come il nostro, circondati dalle vette, è più facile dare il giusto rilievo a un evento come questo. Siamo piccoli ma sogniamo in grande”.

Raffaella Scalisi, direttrice generale di CSC Courmayeur Montblanc aggiunge: «Siamo molto felici di ospitare questo evento. Courmayeur è tradizione, amore per il territorio, ma anche innovazione, concretezza e passione per il fare. Ci piace pensare che il design, l’ingegneria avanzata e la tecnologia possano trovare casa tra le nostre montagne. The Car of the Year rappresenta tutto questo, è una bandiera di qualità».

Il premio The Car of the Year è organizzato da nove importanti testate internazionali e la validità è assicurata dall’ampio numero di votanti, ben sessanta giornalisti di ventitré paesi che dopo aver analizzato le trenta candidate selezionano le sette finaliste. La votazione definitiva e la conseguente elezione della vincitrice avverrà lunedì 1 marzo.

Citroen C4, Cupra Formentor, Fiat 500 elettrica, Land Rover Defender, Skoda Octavia, Toyota Yaris e Volkswagne ID.3 sono le vetture finaliste che gli appassionati troveranno esposte di cui potranno avere maggiori informazioni da parte dei giornalisti della testata auto e che partecipando al casting per il format video potranno guidare insieme agli istruttori del Centro Guida Sicura ACI-SARA.

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