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Gino Bruni

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Automotive

Nuova Opel Astra Sports Tourer: una station wagon di grande successo.

Circa 25 milioni di Opel Kadett e Opel Astra vendute – 5,8 milioni delle quali in versione station wagon – costituiscono un risultato impressionante e un’impresa notevole. Allineate l’una dietro l’altra, tutte le compatte Opel costruite finora supererebbero il limite magico dei 100.000 chilometri per creare una colonna di automobili lunga due volte e mezzo l’equatore. Le compatte Opel hanno reso possibile la mobilità per molte persone, in particolare in momenti difficili dal punto di vista economico. Con ogni generazione di questo modello, Opel ha inoltre permesso a un vasto pubblico di accedere a tecnologie mutuate da segmenti superiori, come avviene per ogni prodotto Opel da 160 anni, dalle macchine da cucire e le biciclette alle motociclette e le automobili. Il costruttore tedesco unisce da sempre innovazioni provenienti da segmenti superiori e un design particolarmente dinamico.

La nuovissima Opel Astra Sports Tourer, presentata in occasione dell’anniversario di Opel, segna l’inizio di una nuova epoca nella storia delle station wagon compatte Opel. La nuova Opel Astra Sports Tourer è la prima station wagon del marchio tedesco ad avere l’Opel Vizor, il nuovo volto del marchio, e il posto guida digitale Pure Panel, oltre all’elegante finitura bicolore in opzione. Con essa prosegue inoltre l’offensiva elettrica Opel. La nuova Opel Astra Sports Tourer è la prima a essere elettrificata, già dall’inizio degli ordini in versione plug-in hybrid e il prossimo anno anche nella versione elettrica a batteria.

Tutto iniziò con la Opel Kadett A Caravan del 1963. Opel presentò la sua prima station wagon compatta e divenne rapidamente leader di mercato nel segmento. Da quel momento, una vettura con la praticità di un van ha fatto parte di ogni nuova gamma di Opel Kadett e Opel Astra. Opel Astra H (2004-2010) è stata l’ultima station wagon compatta Opel a portare il nome di Caravan. Nel frattempo, le station wagon avevano completato la loro metamorfosi da modelli tuttofare a vetture lifestyle, per cui dal 2010 ogni Opel Astra station wagon si chiama Sports Tourer.

Dalla Opel Kadett A alla Opel Astra L – Un successo che dura da undici generazioni

1963-1965: Opel Kadett A

Spaziosa come un autobus: la prima CarAvan

La Opel Kadett Caravan rivoluzionò la classe delle compatte nel 1963. Un grande bagagliaio, tanto spazio per sei persone grazie alla terza fila di sedili, un motore nuovo e brillante e bassi costi di manutenzione: questi gli ingredienti della ricetta di successo della Opel Kadett A. Opel ne costruì quasi 650.000 unità fino al 1965. Il profilo era razionale e moderno. La linea di cintura era bassa, i finestrini panoramici assicuravano un’eccellente visibilità e una linea ornamentale che correva lungo la fiancata ne sottolineava la forma allungata. I passaruota anteriori si fondevano con i gruppi ottici. Lo spazio dell’abitacolo colpiva profondamente chi aveva posseduto fino a quel momento una vettura compatta tradizionale. Il bagagliaio era assai capiente e il tappo del serbatoio si trovava all’esterno. “Opel Kadett, in breve: O.K.”, scrissero i pubblicitari Opel, incapaci di evitare di punzecchiare la concorrenza di Wolfsburg. “Basta con la puzza di benzina nel bagagliaio,” avvisavano infatti facendo l’occhiolino. Il moderno motore anteriore raffreddato ad acqua costituiva per la Opel Kadett un altro fondamentale vantaggio progettuale rispetto al Maggiolino. Il quattro cilindri da 993 cc generava 40 CV.

1965-1973: Opel Kadett B Caravan

La forza dei numeri: il successo delle esportazioni

Dopo A c’è B, e nel 1965 una nuova serie sostituì il primo modello. La nuova versione superava i quattro metri di lunghezza ed era pertanto molto più lunga del modello precedente. La versione Caravan, dotata di un vano bagagli lungo 1,57 metri, fu disponibile fin dall’inizio delle vendite, in versione due o quattro porte. Per quanto riguarda il profilo, i designer trassero ispirazione dai colleghi di oltreoceano. Non aumentò solo la lunghezza ma anche la potenza. Gli ingegneri Opel allargarono di 3 mm l’alesaggio del motore 4 cilindri. Il motore di base da 1.078 cc erogava 45 CV, ma era disponibile anche una versione 1.1 S con una maggiore compressione e 55 CV. La Opel Kadett divenne subito un modello di successo, con più di 2,6 milioni di unità prodotte dal settembre 1965 al luglio 1973. E la sua popolarità non si fermò certamente ai confini nazionali. Nel 1966 le esportazioni raggiunsero il 50% e della Opel Kadett si innamorarono clienti di 120 paesi in tutto il mondo.

1973-1979: Opel Kadett C

Robusta come la roccia: qualità in ogni dettaglio

La Opel Kadett C aveva molte anime: intelligente familiare, elegante station wagon con pratico portellone posteriore o coupé sportiva competitiva in livrea da combattimento (GT/E). La Caravan fu dapprima offerta in versione due porte, e anche in versione quattro porte nel 1976. Tra il 1973 e il 1979 ne furono costruite in totale 1,7 milioni di unità. La Opel Kadett C a trazione posteriore debuttò nel mese di agosto 1973 con una carrozzeria dalle linee pulite e un nuovo asse anteriore con schema a quadrilateri. Il motore più diffuso fu il 1.2 da 60 Cv e 88 Nm di coppia. Tra le caratteristiche estetiche spiccavano la griglia del radiatore piatta, il cofano motore con la tipica piega del marchio e il labbro anteriore a forma di spoiler. “La Opel Kadett non vanta solo una dinamica eccezionale, è anche disegnata con coscienza e realizzata in modo molto pulito. Richiede una manutenzione minima, le riparazioni sono poco costose ed è una vettura generalmente economica da gestire”. Così la lodavano gli esperti di “auto motor und sport” nel numero 20/73.

1979-1984: Opel Kadett D Caravan

Una vettura estremamente spaziosa

La quarta generazione della Opel Kadett del dopoguerra introdusse una nuova epoca per le compatte Opel. Al Salone di Francoforte del 1979 fece infatti il suo debutto la prima Opel a trazione anteriore con motore a quattro cilindri in linea: si trattava della moderna Opel Kadett D. L’estetica era convincente. La nuova vettura era lunga 4,20 metri, poco più del modello precedente, ma offriva più spazio di molte vetture rivali. Non furono solo la trazione e il telaio con assale posteriore semirigido a rompere con la tradizione: la Opel Kadett montava un nuovo motore OHC 1.3 litri da 60 o 75 CV. Oltre alla spaziosa station wagon con un volume di carico di ben 1.425 litri, Opel offriva solo versioni fastback. Per le famiglie c’era la lussuosa versione Caravan “Voyage berlina”. Tra le altre novità tecniche vale la pena ricordare il telaio più rigido e più basso, i nuovi ammortizzatori dello sterzo e i freni a disco anteriori ventilati internamente. Tra il 1979 e il 1984 furono prodotte in totale 2,1 milioni di Opel Kadett D.

1984-1991: Opel Kadett E Caravan

Dalla galleria del vento: Auto dell’Anno

La seconda Opel Kadett a trazione anteriore, costruita dal 1984 al 1991, fu nominata “Auto dell’Anno 1984” ed ebbe un grandissimo successo. Vendendo in totale 3.779.289 unità nel corso della sua esistenza, fu la Opel più venduta di tutti i tempi fino a quel momento, e una vera campionessa mondiale di aerodinamica. Basata sul modello precedente, la Opel Kadett E ebbe una carriera estremamente brillante. Con un coefficiente di penetrazione aerodinamica pari a 0,39, la Opel Kadett D era già la migliore del segmento, ma questo valore scomparve letteralmente di fronte al modello successivo. Dopo aver trascorso non meno di 1.200 ore nella galleria del vento, la versione 5 porte raggiunse un sensazionale valore di 0,32 (Caravan 0,35). Il mercato accettò queste nuove forme nel giro di pochi mesi, aprendo la strada a un nuovo successo che portò la Opel Kadett E a raggiungere 625.000 nuove immatricolazioni in Europa nel 1987. In quell’anno la versione station wagon (due e quattro porte) aveva già raggiunto il primo posto nel segmento. Nel 1987, due station wagon diesel da 54 CV intrapresero un viaggio di 30.000 chilometri dall’Alaska alla Terra del Fuoco, raggiungendo la meta finale senza intoppi. Dall’aprile del 1989, tutte le Opel Kadett benzina furono vendute in Germania con convertitore catalitico.

1991-1997: Opel Astra F Caravan

La rinascita: la Opel Kadett diventa Astra

Tra il 1991 e il 1997 furono costruite circa 4,13 milioni di Opel Astra F, che diventò così la Opel più venduta di tutti i tempi. Lo sviluppo si concentrò sull’unione di design moderno e abitacolo spazioso, maggior comfort e protezione dell’ambiente.

La vettura che succedette alla Opel Kadett prese il nome del modello britannico (la quarta generazione di Opel Kadett era stata venduta nel Regno Unito con il nome di Vauxhall Astra dal 1980). La versione Caravan ebbe un grande successo fin da subito. Con il nuovo modello Opel lanciò un’offensiva sulla sicurezza. Tutte le Opel Astra offrivano un sistema di cinture di sicurezza attive con tensionatori sulle cinture anteriori, cinture regolabili in altezza e protezioni laterali come le doppie barre di rinforzo in acciaio in tutte le portiere. Per la prima volta tutti i propulsori furono dotati di marmitta catalitica.

1998-2004: Opel Astra G Caravan

Totalmente zincata: nel nuovo millennio

Al debutto, nella primavera del 1998, Opel Astra fu offerta in versione 3 e 5 porte e come station wagon. Un design moderno e originale, un telaio dinamico e un motore brillante, oltre a una rigidità a torsione e a flessione quasi doppia rispetto al modello precedente, erano solo alcune delle caratteristiche della seconda generazione di Opel Astra, una vettura completamente nuova. La carrozzeria interamente zincata del nuovo modello ebbe un ruolo fondamentale nel mantenimento di un valore elevato dell’usato. Il volume del bagagliaio arrivò a 1630 litri: il pubblico preferì la versione Caravan Club, dalla ricca dotazione e da 115 CV. La sicurezza attiva fu incrementata aumentando del 30% la luminosità dei fari anteriori alogeni trasparenti H7 e con il telaio Dynamic Safety (DSA) completamente ridisegnato, che abbinava comfort, agilità e sicurezza, anche a pieno carico. Il passo era più lungo di circa undici centimetri, e l’abitacolo risultava pertanto più spazioso, in particolare vi era più spazio per le ginocchia al posteriore e il bagagliaio aveva un volume di ben 1.500 litri. La station wagon compatta più veloce di sempre – la Opel Astra OPC Caravan – fu lanciata nel 2002: questa station wagon sorprese più di una persona viaggiando in autostrada a velocità fino a 240 km/h.

2004-2010: Opel Astra H Caravan

Fari e sospensioni attivi – Il modello vincente

Con dodici motori da 90 a 240 CV e sette versioni, la scelta di Opel Astra H era infinita. Ne furono vendute oltre 2,7 milioni di unità. Al momento del lancio avvenuto nel marzo 2004, l’Opel Astra terza serie si distingueva per il design moderno, un comportamento estremamente dinamico e numerose innovazioni tecniche, che la portarono a prevalere immediatamente in molti confronti effettuati sulla stampa specializzata. Tra le novità tecnologiche di Opel Astra Caravan spiccavano il telaio adattivo IDSPlus con Regolazione elettronica degli Ammortizzatori (CDC), mutuato dai modelli di lusso e dalle sportive più esclusive, e i fari anteriori adattivi Adaptive Forward Lighting (AFL) con illuminazione dinamica in curva. Opel Astra vantava anche livelli elevati di sicurezza e la versione Caravan offriva tantissimo spazio.

2010 – 2015: Opel Astra J Sports Tourer

Bella e utile: la prima Sports Tourer

Arte scultorea abbinata alla precisione tedesca – la dinamica station wagon (per la prima volta con il nome Sports Tourer) fu lanciata un anno dopo la sorella 5 porte. La compatta Opel non incarna solo la nuova filosofia stilistica del marchio, ma conserva l’intelligente sistema Flex-Fold, uno spazio utile fino a 1500 litri e aiuta chi si trova al volante con una serie di tecnologie che avevano già fornito un contributo significativo al successo di una berlina media come Opel Insignia. La telecamera anteriore riconosce i cartelli stradali e comunica a chi guida limiti di velocità e divieto di sorpasso, oltre ad avvisare in caso di allontanamento involontario dai limiti di carreggiata. Con i fari anteriori AFL+, Opel Astra può guardare in curva e, se necessario, abbassare automaticamente le luci o passare agli abbaglianti. Con il nuovo telaio, che può essere ulteriormente potenziato con il sistema attivo FlexRide, Opel Astra Sports Tourer può mettere pienamente in mostra tutte le sue capacità dinamiche. I proprietari di Astra dispongono anche di una nuova generazione di sedili anteriori sviluppati secondo i più recenti progressi in termini di sicurezza ed ergonomia, e premiati con il marchio di qualità dell’associazione indipendente di esperti posturali AGR.

Dal 2016: Opel Astra K Sports Tourer

Pura efficienza: slanciata e intelligente

Più leggera di 190 kg, con un abitacolo molto più spazioso nonostante le dimensioni esterne siano rimaste pressoché invariate e più efficiente grazie all’adozione di motori di nuova generazione: nuova Opel Astra Sports Tourer costituisce un considerevole passo in avanti in termini di sviluppo ed è stata immediatamente votata “Auto dell’Anno Europea 2016”.

Con Opel Astra K, continua la tradizione dei predecessori. Nella scia del modello precedente, la nuova Opel Astra Sports Tourer si distingue anche per le tecnologie di illuminazione. Si tratta infatti della prima vettura a portare nel segmento delle compatte i fari attivi IntelliLux LED®Matrix, finora riservati ai modelli di lusso e premium. Una nuova generazione di sistemi di assistenza alla guida comprende il dispositivo di ausilio per il riconoscimento dei cartelli stradali (Traffic Sign Assistant) e il sistema di mantenimento della corsia di marcia (Lane Keep Assist) con funzione di allerta in caso di superamento involontario dei limiti di carreggiata (Lane Departure Warning), insieme all’indicatore della distanza di sicurezza (Following Distance Indication) e al dispositivo di avviso incidente (Forward Collision Alert) con frenata automatica in caso di collisione imminente (Collision Imminent Braking).

Inoltre, la nuova Opel Astra K si distingueva per il fattore wellness, grazie ai sedili anteriori ergonomici di nuova ingegnerizzazione, sempre certificati da AGR, che potevano essere ulteriormente migliorati con la funzione ventilazione e massaggio.

Dal 2022: Opel Astra L Sports Tourer
Elettrizzante: l’elegante station wagon con l’Opel Vizor e il Pure Panel

Con l’anteprima mondiale della nuova Opel Astra nell’autunno 2021 il costruttore tedesco apre il capitolo successivo: questa compatta è disponibile per la prima volta in versione elettrica, 5 porte e station wagon. Opel offrirà Astra Sports Tourer in versione plug-in hybrid e dal 2023 anche in versione elettrica a batteria. Versioni con efficienti motori benzina e diesel, abbinate a cambio manuale a sei rapporti e automatico a otto rapporti completano la gamma.

La nuova Opel Astra Sports Tourer è anche il manifesto stilistico del marchio. Dinamica come non mai, con superfici nette e tese, senza elementi superflui e con il nuovo volto del marchio, l’Opel Vizor. Inoltre, la pratica nuova Opel Astra Sports Tourer dimostra la tipica capacità del marchio di realizzare architetture efficienti. La lunghezza totale è inferiore di 6,0 cm rispetto al modello precedente, il passo è più lungo di 7,0 cm – per aumentare il comfort e il vano di carico. Nell’abitacolo, la Pure Panel human-machine-interface (HMI), completamente digitale, offre un’esperienza pura e intuitiva.

I semiconduttori dettano il passo nel mondo della tecnologia moderna anche per l’Auto.

I sensori Bosch per l’automotive rilevano gli ostacoli dell’ambiente circostante per rendere la guida autonoma un’esperienza sicura, rilassante e conveniente

Un robot assistito dall’IA consente il trasporto contactless di componenti e oggetti sospesi in aria

Il nuovo cavo per i veicoli elettrici consente la ricarica facile e veloce senza la necessità di una scatola di controllo

I sensori di movimento ad auto apprendimento nei fitness tracker offrono un quadro più preciso dei benefici dell’attività fisica

I componenti altamente miniaturizzati sono il collante che tiene insieme il mondo tecnologico di oggi. I semiconduttori più potenti sono il cuore di tutti i sistemi elettronici.

Questa una panoramica sulle applicazioni Bosch
Sensori per l’automotive: tecnologie di rilevamento dell’ambiente circostante per ogni condizione di traffico. Nella guida autonoma e assistita, il veicolo deve sapere in ogni momento che cosa accade intorno, deve essere in grado di rilevare con affidabilità gli oggetti e le persone e agire di conseguenza. Il rilevamento affidabile dell’ambiente circostante è dunque essenziale. A questo scopo, Bosch impiega una combinazione di telecamera multifunzione e sensori radar anteriori e angolari installati sulla parte anteriore e laterale del veicolo. Il sensore radar anteriore rileva gli oggetti davanti al veicolo e ne determina la velocità e la posizione rispetto ad esso. In caso di rischio di collisione, avverte il guidatore. Se questi non è pronto a reagire, il sistema attiva automaticamente una manovra di frenata di emergenza. Il dispositivo multifunzione Bosch è una telecamera anteriore che combina algoritmi tradizionali per l’elaborazione delle immagini ai metodi dell’Intelligenza Artificiale (IA). Utilizzando l’IA, la telecamera comprende e interpreta ciò che vede, garantendo un riconoscimento affidabile degli oggetti e un buon rilevamento dell’ambiente circostante. Oltre alle soluzioni con telecamera, sensori radar e ultrasuoni, Bosch sta sviluppando anche un LiDAR a lungo raggio. Più l’attività di guida è complessa, più è fondamentale che queste soluzioni interagiscano in modo corretto.

Honda Civic celebra il suo 50° anniversario

Honda ha sviluppato undici generazioni di Civic dal 1972 vendendo più di 27,5 milioni di unità in tutto il mondo.

I principi fondamentali della prima generazione di Civic hanno continuato durante gli anni a influenzare questo modello iconico.

La nuova Civic e:HEV porta a termine l’obiettivo Honda di elettrificare tutta la gamma in Europa entro il 2022

La variante Type R rimane il punto di riferimento per le prestazioni delle berline a trazione anteriore

Quest’anno Honda celebra i 50 anni della sua iconica Civic. Sviluppata come “auto per il mondo”, più di 27,5 milioni di Civic sono state vendute in 170 Paesi fin dal suo primo lancio avvenuto nel 1972. Civic, che entra nella propria sesta decade con l’undicesima generazione, continua a stabilire nuovi parametri di riferimento per la categoria e a superare le aspettative dei clienti di tutto il mondo.

La costante popolarità di Civic testimonia il lavoro pionieristico svolto dagli ingegneri Honda negli ultimi cinquant’anni. Ogni generazione ha introdotto una progressiva evoluzione del design originale di Civic, introducendo tecnologie avanzate e nuovi livelli di prestazioni, pur mantenendo invariato il concetto della prima generazione: dare vita a un’auto divertente da guidare, spaziosa ed economica.

1972–1979: una Civic per tutti i cittadini

La prima Civic, sviluppata come auto globale per tutti i mercati, fu in grado di offrire un’eccezionale praticità nella guida quotidiana. Tra le prime Honda a essere vendute in Europa, conquistò subito grandi consensi per il suo design compatto, l’impressionante efficienza nei consumi e la sua straordinaria praticità. Dotata di un rivoluzionario motore CVCC (Compound Vortex Controlled Combustion), Civic diventò il primo veicolo a conformarsi alla più severa normativa al mondo sulle emissioni, il Clean Air Act del 1970, che ha definito lo standard per i futuri obiettivi di emissione nel settore mondiale dell’industria automobilistica. La prima generazione di Civic venne prodotta nell’impianto giapponese di Suzuka, con un volume di produzione complessivo che raggiunse il milione di unità nei primi quattro anni.

Nissan Ariya si aggiudica il titolo di Auto dell’Anno Auto Express 2022

Agli Auto Express Awards 2022, Nissan Ariya ottiene due prestigiosi riconoscimenti: Auto dell’Anno e Migliore Auto Aziendale di Medie Dimensioni

Premiato per il design, la tecnologia e le prestazioni

Auto Express è una voce autorevole e punto di riferimento per i clienti che si apprestano ad acquistare una nuova vettura in Inghilterra

Ariya, il primo crossover coupé 100% elettrico di Nissan, ha ottenuto il prestigioso riconoscimento Auto dell’Anno Auto Express 2022. Inoltre, nell’ambito degli Auto Express Awards, Ariya si è visto assegnare anche un secondo titolo, quello di Migliore Auto Aziendale di Medie Dimensioni.

I giudici di Auto Express hanno premiato le molteplici qualità della vettura: design moderno ed elegante, fascino premium degli esterni e dell’abitacolo, piacere di guida e performance dinamiche della vettura, unite all’autonomia di oltre 530 km con una sola ricarica.

Andrew Humberstone, Amministratore Delegato di Nissan Gran Bretagna, ha dichiarato: “Siamo entusiasti per questo premio assegnato ad Ariya e ringraziamo i giudici per la loro scelta. Design, contenuti tecnologici e prestazioni fanno di Ariya l’icona della nuova generazione di veicoli elettrici Nissan, un pilastro della strategia di elettrificazione della nostra gamma nel percorso che ci porterà alla totale neutralità dal carbonio”.

Auto Express è una voce autorevole e punto di riferimento per i clienti della Gran Bretagna che si apprestano ad acquistare una nuova vettura, soprattutto per quelli che stanno valutando di passare alla mobilità 100% elettrica e cercano dati e informazioni per orientarsi nel mercato.

Steve Fowler, Caporedattore di Auto Express, ha commentato: ” Nissan Ariya unisce in sé stile e sostanza e si propone come un EV per l’era moderna, una valida soluzione per chi vuole passare alla mobilità 100% elettrica. Qualità che ne hanno fatto la nostra Auto dell’Anno 2022.”

Ariya unisce in sé l’esperienza e la tradizione Nissan nei crossover e nella mobilità elettrica e offre ai propri clienti un’esperienza di guida raffinata, confortevole, emozionante e sicura, grazie alle tecnologie di bordo e all’innovativo sistema di trazione integrale e-4ORCE.

65° anniversario Fiat 500 : leader auto elettriche in Italia e in Germania nella prima metà del 2022

Oggi FIAT festeggia il 65esimo anniversario della leggendaria 500, l’icona della nuova dolce vita italiana, che nella sua versione elettrica è diventata leader europeo della mobilità elettrica.

«La Nuova 500, elettrica e solo elettrica, ha scalato il podio del mercato europeo degli EV nella prima metà dell’anno − ha dichiarato Oliver Francois, FIAT CEO e Stellantis Global CMO −. Nel primo semestre di quest’anno, la Nuova 500 è l’EV più venduto in Germania – dove ha ottenuto un successo superiore a quello delle auto elettriche nazionali. Inoltre, è leader in Italia ed è sul podio in Francia e Spagna. Questa è la prova tangibile del suo successo e di come FIAT consideri il suo percorso verso l’elettrificazione come parte della sua storica missione sociale. Abbiamo creato la mobilità per tutti e siamo i leader della mobilità urbana: ora il nostro obiettivo è reinventare la mobilità urbana e renderla più sostenibile per tutti, fedeli al nostro claim “its only green when its green for all”».

Progettata e costruita a Torino, la Nuova 500 è simbolo della creatività italiana e sta conquistando gli appassionati del Made in Italy nel mondo. La Nuova 500 è attualmente venduta in 38 Paesi di quattro diverse aree geografiche: dall’Europa all’America Latina, dal Medio Oriente al Giappone. Il suo successo è testimoniato anche dai 30 premi internazionali assegnatole in nove Paesi dal pubblico e dagli esperti del settore.
In un contesto di crescente attenzione alla “conversione al green”, FIAT ha deciso di accelerare la sua strategia di elettrificazione verso un futuro sempre più sostenibile. Attualmente il marchio globale dispone di una gamma completa di modelli elettrificati − in Europa − e, a partire dal 2024, tutti i suoi nuovi modelli saranno elettrici. Infine, nel 2027, FIAT diventerà completamente elettrica in Europa.

Per augurare un “buon compleanno” speciale alla sua icona, FIAT presenta due nuove storie che raccontano, in modo divertente, come la Nuova 500 sia davvero l’auto del cambiamento. Sia “Evergreen” che “The Stick” vedono la partecipazione dell’attivista e Premio Oscar Leonardo DiCaprio, il green ambassador della Nuova 500 sin dal suo lancio. FIAT inverte il paradigma e dimostra che si tratta di prendersi cura del pianeta con gioia e, come testimonia Leonardo DiCaprio, che guidare elettrico e farsi portavoce della mobilità sostenibile è un momento gioioso e spensierato. E c’è solo un’auto al mondo in grado di trasformare un dovere in qualcosa di piacevole: la Nuova 500.

Tutto pronto per la consegna della prima Jaguar C-Type Continuation

Completata e in attesa di essere consegnata al proprietario la prima Jaguar C-type Continuation

Jaguar Classic ha portato a termine la costruzione della prima C-type Continuation. Presso lo stabilimento Jaguar Classic Works di Coventry, la produzione di questi modelli rigorosamente a edizione limitata procede senza sosta e, prima della consegna al suo emozionato proprietario, la prima C-type Continuation ha completato una serie di test preliminari.

A seguito di un processo costruttivo che richiede 3.000 ore di tecniche artigianali intensive e altamente qualificate, ogni vettura viene sottoposta ad almeno 250 miglia di test fisici da parte degli ingegneri di Jaguar Classic.

Il primo modello Continuation, rifinito con una colorazione Pastel Green e con sedili in pelle Suede Green, trae ispirazione all’originale Jaguar C-type che vinse il Reims Grand Prix Meeting del 29 giugno 1952, percorrendo 224 miglia e completando tutti i 50 giri previsti dal circuito.

Questa vettura fu la prima C-type equipaggiata con freni a disco a vincere una competizione internazionale. Dopo averla guidata in gara, il pilota Stirling Moss convinse Jaguar ad implementare questa pioneristica tecnologia che all’epoca era in fase di sviluppo. La vittoria a Reims fu un’anticipazione del dominio della C-type alla 24 Ore di Le Mans dell’anno successivo, così come della supremazia di Jaguar nelle competizioni sportive degli anni 50.

David Foster, Head of Engineering di Jaguar Land Rover Classic, ha dichiarato: “Per realizzare la nostra prima C-type costruita a mano, abbiamo impiegato disegni originali, moderne tecniche 3D e 3.000 ore di qualificate abilità artigianali, segnando di fatto un momento storico di fondamentale importanza per Jaguar Classic.

“Le nostre esclusive C-type Continuation presentano le innovazioni e le specifiche tecniche dell’ultima auto vincitrice a Le Mans nel 1953, inclusa la configurazione dei freni a disco Dunlop che contribuì alla vittoria di Reims del 1952.

Ogni C-type offre ai clienti un’esperienza di guida davvero unica, a partire dalla distintiva procedura di avviamento dell’auto che il nostro team ha volutamente mantenuto secondo le specifiche originali.”

Realizzati a mano presso la sede Jaguar Classic Works di Coventry, tutti i modelli C-type Continuation saranno costruiti secondo le specifiche delle vetture del 1953. La prima versione completata è stata sottoposta ad una serie di test preliminari ed ora il team di Jaguar Classic non attende altro che consegnare l’auto al suo entusiasta proprietario.

Grazie ad un lavoro basato su ricerche approfondite, moderne tecnologie e grandi competenze ingegneristiche, il team di Jaguar Classic ha contribuito a riportare in vita l’eredità storica di Jaguar. Con l’ausilio di un’avanzata modellazione CAD, ogni unità viene realizzata utilizzando le metodologie e le tecniche costruttive originali, garantendo in questo modo alle vetture di rispettare le autentiche delineazioni della C-type.

I clienti hanno la possibilità di scegliere tra 12 diverse colorazioni per la carrozzeria esterna, tra cui il Pastel Green di questa vettura, il British Racing Green e il Pastel Blue con decalcomania a contrasto. Per gli interni sono previste 8 differenti tonalità di pelle.

I modelli Continuation sono omologati dalla FIA e abilitati a partecipare a tutti gli eventi riservati alle auto storiche, compresa la Jaguar Classic Challenge, che si svolge su tutta una serie di circuiti, tra cui Le Mans e Silverstone.

Le C-type Continuation in edizione limitata sono disponibili da subito e possono essere configurate attraverso il visualizzatore 3D di Jaguar Classic al link: https://classicvisualiser.jaguar.com.

Le auto più “Verdi” secondo “Green Ncap”

Nel primo test del 2022, tra le sei vetture analizzate, solo l’Audi Q4 e-tron ha raggiunto il massimo punteggio, 5 stelle, e, come previsto nel nuovo protocollo, si è qualificata per dei test di valutazione aggiuntivi. Sono stati ottenuti buoni punteggi in tutte e tre le categorie di valutazione (emissioni nocive, efficienza energetica ed emissioni di gas serra). Si tratta di un modello completamente elettrico con zero emissioni allo scarico e un propulsore ad alta efficienza. Qualche criticità soltanto nei test in ambiente freddo e in autostrada.

Il VW Caddy ottiene 2,5 stelle, ma il suo “Clean Air Index- indice di aria pulita” sarebbe stato più alto se ci fosse stato un migliore controllo delle emissioni di ammoniaca. La Renault Kangoo, stesso punteggio, è stata penalizzata a causa dell’elevato consumo di energia e dell’alta produzione di gas serra. Il potente SUV di lusso di Genesis, il GV70, non è riuscito a ottenere buoni risultati, solo 1 stella, a causa dell’elevato consumo di carburante e del non adeguato controllo delle emissioni nocive.

Nel 2022 i criteri di valutazione Green NCAP hanno ricevuto un aggiornamento, i protocolli di prova e lo schema di classificazione sono stati adeguati per adattarsi meglio alle tecnologie in rapida evoluzione ed alle “nuove” tendenze della sostenibilità.

“Fino ad oggi le nostre valutazioni riguardavano solo quelle da serbatoio a ruota – ha affermato il direttore tecnico del programma, Aleksandar Damyanov – mentre la nuova procedura di Green NCAP si basa su una valutazione Well-to-Wheel+, più completa, alla quale si aggiunge quella relativa alle emissioni dei gas serra”.

“La nuova classificazione Well-to-Wheel+, comprensiva delle emissioni di gas serra, fornisce una valutazione molto più realistica dell’impatto ambientale delle auto, di tutti i tipi di motorizzazione, a combustione, elettriche o ibride – ha precisato Damyanov. Con questo nuovo approccio speriamo di far comprendere che per un’auto non solo è importante emettere e consumare poco, ma che l’intero processo di costruzione deve essere sostenibile. È per questo che stiamo lavorando ad una nuova metodologia olistica basata sul ciclo di vita (Life Cycle Assessment – LCA), di cui recentemente abbiamo fornito alcune anticipazioni”.

Per i risultati completi visitare il sito www.greenncap.com.

Manutenzione e riparazioni auto in Liguria: nel 2021 spesi 651,7 milioni

Nel 2021 gli automobilisti della Liguria hanno speso 651,7 milioni di euro per provvedere alla manutenzione e alla riparazione delle proprie autovetture. È una somma in aumento del 5,4% rispetto al 2020. La provincia di Imperia è quella che nel 2021 ha fatto registrare il maggiore aumento della spesa (+6,0%), seguita da Savona e La Spezia (+5,4% per entrambe) e Genova (+5,2%). Questi dati derivano da uno studio dell’Osservatorio Autopromotec, la struttura di ricerca di Autopromotec, la più specializzata rassegna espositiva internazionale delle attrezzature e dell’aftermarket automobilistico.

A livello nazionale nel 2021 la spesa per la manutenzione e la riparazione delle autovetture è stata di 28,6 miliardi. Si tratta di una cifra in aumento del 5,8% rispetto alla spesa corrispondente relativa al 2020.

La spesa è tornata a salire al confronto con il 2020, ma è ancora lontana rispetto ai livelli fatti registrare negli anni immediatamente precedenti. L’Osservatorio Autopromotec ricorda che la spesa per la manutenzione e la riparazione è influenzata dalla variazione dei prezzi per i servizi di assistenza alle auto, dalla variazione del parco circolante di autovetture e dalla variazione del numero di interventi di officina. Nel 2021 i prezzi dei servizi di assistenza alle auto sono cresciuti dell’1,4% su base annua, a fronte di un leggerissimo aumento del parco circolante di autovetture (+0,3%) e di un incremento delle attività di officina che, in base alle stime dell’Osservatorio Autopromotec, è stato del 4%. L’esborso complessivo nel 2021 stimato dall’Osservatorio Autopromotec, pari a 28,6 miliardi di euro, fa crollare la spesa per la manutenzione e la riparazione auto ai livelli del 2015, riportando l’intero settore indietro di quasi sette anni.

Ford sperimenta la tecnologia Geofencing per gestire automaticamente la velocità delle auto

La tecnologia Geofencing crea un’area virtuale in cui i veicoli rallentano da soli, aiutando i conducenti soprattutto quando si trovano su strade sconosciute o su percorsi in cui i cartelli stradali sono coperti dalla vegetazione  

La velocità è una delle cause principali degli incidenti stradali. Le zone georeferenziate con limite di velocità a 30 km/h nei pressi di scuole, ospedali e aree commerciali potrebbero limitare notevolmente i rischi per tutti gli utenti della strada  

La tecnologia connessa sarà in grado di rendere la guida più semplice, sicura e rilassante, aiutando gli automobilisti a non incappare in costose multe per eccesso di velocità e riducendo la necessità di consultare i cartelli stradali dei limiti di velocità   

I test a Colonia, in Germania, utilizzano il Ford E-Transit All-Electric.

Molte città e paesi limitano la velocità dei veicoli in transito in prossimità di scuole, ospedali e aree commerciali. Individuare i segnali stradali, tuttavia, non è sempre semplice: spesso dipende da quanto essi siano visibili, soprattutto quando sono coperti dai rami degli alberi o si confondono tra altri segnali.  

Ford sta sperimentando il Geofencing, una tecnolgia che sfrutta la connettività creando un “confine” geografico virtuale, che potrebbe eliminare completamente la presenza dei cartelli dei limiti di velocità sulle strade.  Oltre ad aumentare la sicurezza per tutti gli utenti della strada, compresi i pedoni, il sistema potrebbe evitare ai conducenti di incorrere in multe per eccesso di velocità migliorando, allo stesso tempo, l’estetica delle città.   

“La tecnologia connessa per i veicoli contribuisce fortemente a rendere la guida di tutti i giorni più facile e sicura, a beneficio non solo di chi è al volante ma di tutti”, ha dichiarato Michael Huynh, Manager City Engagement Germany, Ford Europa. “Il Geofencing può garantire la riduzione della velocità dove e quando necessario, per migliorare la sicurezza e creare un ambiente circostante più gradevole”.

In Europa oltre il 29% delle vittime della strada è costituito da pedoni e ciclisti.  Le zone con limite di velocità a 30 km/h rappresentano una misura fondamentale per diminuire notevolmente i rischi per i pedoni nelle aree urbane, garantendo i giusti tempi di reazione per ridurre la velocità in caso d’impatto. 

Attualmente tecnologie Ford di assistenza alla guida come l’Intelligent Speed Assist e l’Adaptive Cruise Control con Stop & Go garantiscono già il controllo dei limiti di velocità. Il sistema Geofencing è, comunque, potenzialmente più flessibile ed efficace dei sistemi di bordo e potrebbe essere applicato in futuro ai veicoli commerciali e alle vetture Ford.  

I ricercatori stanno utilizzando due veicoli Ford Pro per analizzare come la limitazione della velocità possa migliorare il traffico urbano e ridurre il rischio di incidenti. I test con gli E-Transit All Electric sono condotti nelle zone del centro di Colonia dove vige il limite di velocità a 30 km/h e in alcune aree urbane dove i limiti sono rispettivamente fissati a 50 km/h e 30 km/h.  

La sperimentazione, della durata di 12 mesi, si basa su progetti di ricerca sviluppati recentemente da Ford per contribuire a migliorare la sicurezza in strada, tra cui la Connected Traffic Light Technology, che testa l’uso di semafori intelligenti che agevolano il passaggio dei mezzi di soccorso, e gli altoparlanti con avvisi direzionali, per indicare al conducente la provenienza di persone e oggetti in avvicinamento.   

Anche il Local Hazard Information, introdotto su Ford Puma nel 2020, contribuisce a rendere le strade più sicure: la tecnologia connessa, ora presente su 500.000 veicoli Ford in Europa, ha mandato avvisi per oltre 35.000 casi di veicoli in panne, sia Ford sia di altri marchi, e nel 2021 ha segnalato mensilmente ai conducenti più di 100.000 pericoli presenti sulle strade in tutta Europa. 

La sperimentazione è il risultato di una collaborazione tra il team Ford City Engagement, con i funzionari locali di Colonia e Aachen, e gli esperti software Ford di Palo Alto, negli Stati Uniti. Gli ingegneri americani, insieme ai colleghi di Aachen, hanno messo a punto una tecnologia che collega il veicolo al sistema di Geofencing per la localizzazione GPS e lo scambio di dati.   

Il conducente riceve le informazioni attraverso il display del cruscotto, con il limite di velocità della strada che lampeggia sotto la velocità corrente. In base alla zona georeferenziata il sistema, che può essere disattivato in qualsiasi momento, agisce sulla velocità del veicolo riducendola automaticamente.   

In futuro, il sistema sperimentato da Ford potrebbe consentire ai conducenti di impostare le proprie zone Geofencing, anche presso depositi e strutture private, a velocità fino a 20 km/h. Questa tecnologia è, inoltre, in grado di selezionare i limiti di velocità dinamicamente, a seconda delle necessità, in caso di imprevisti, lavori stradali temporanei e in base all’orario.  

Il Codice della Strada tedesco prevede oltre 1.000 tipi di segnali stradali. 6 Nel Regno Unito, si stima che il numero di cartelli stradali sia raddoppiato negli ultimi vent’anni, per un totale di circa 4,6 milioni, al punto che il Dipartimento dei Trasporti ha richiesto ai consigli comunali di rimuovere i cartelli inutili e antiestetici. 7 La riduzione del numero dei cartelli stradali contribuirebbe a rendere più ordinate le nostre città e consentirebbe a chi guida di non distrarsi a guardare i segnali.  

Il programma di prove, che durerà fino a marzo 2023, fa parte delle attività di sperimentazione avviate in Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Norvegia e Regno Unito, per testare i prototipi e gli esemplari di pre-produzione di E-Transit in diversi scenari operativi del mondo reale, come ad esempio i servizi postali, municipali e di pubblica utilità, il settore dell’ultimo miglio e quello della consegna di generi alimentari.  

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