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Gino Bruni

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Costi auto

Rispetto agli altri grandi paesi europei gli italiani – e le loro vetture – fanno meno km.

È ben noto che l’Italia, tra i cinque Major Markets europei, gode di due primati poco invidiabili: il tasso di motorizzazione più elevato, con 642 auto per 1.000 abitanti contro una media di 553 degli altri quattro Paesi, e il parco più vetusto a eccezione della Spagna, con un’età media di 12,2 anni. Gli italiani, con più di un’auto in famiglia, usano più vetture rispetto agli automobilisti dei maggiori paesi europei, tenendole per più tempo.

Meno noto è il fatto che gli italiani vantino una più bassa percorrenza media, sia per persona sia per vettura: 6.680 km l’anno pro-capite verso una media di 7.052 km per gli altri quattro Paesi, e 10.712 km l’anno per vettura contro 12.743 km di media fra gli altri quattro paesi. I tedeschi invece battono tutti, con 7.811 km l’anno pro capite e 13.602 per vettura.

Sono alcuni dei dati, anche inaspettati, contenuti nello studio UNRAE “L’automobile: italiani a confronto”, realizzato per Quattroruote e disponibile da oggi in forma sintetica sul numero di ottobre della rivista, e – in forma integrale – su Quattroruote.it e sul sito di UNRAE.

Spesso considerati “schiavi dell’auto” perché usano più auto degli altri, in realtà gli italiani “usano meno l’auto”, ossia percorrono meno chilometri con ciascuna auto, vuoi per minori necessità vuoi per risparmiare carburante: di conseguenza la tengono più a lungo, esponendola a un’obsolescenza tecnologica più pronunciata. Un uso meno efficiente sotto il profilo economico, data la maggiore incidenza dei costi fissi per km, con pesanti conseguenze ambientali e sociali dovute all’invecchiamento del parco. Secondo i dati UNRAE, al momento della rottamazione le autovetture in media raggiungono la veneranda età di diciotto anni.

Ma quanti italiani, grandi appassionati di motori, possiedono una patente di guida? Da noi è munito di patente il 72% degli adulti, un valore intermedio fra quelli – più bassi – di Germania (61%) e Spagna (65%) e quelli – più alti – di Regno Unito (82%) e Francia (90%). Considerando invece il numero di patenti per vettura, l’Italia con un indice di 0,95 – sempre dovuto all’elevato tasso di motorizzazione – si posiziona al di sotto di Regno Unito e Francia (1,20) e della Spagna (0,99), ma al di sopra della Germania (0,87).

È noto poi il divario con gli altri paesi in tema di auto con la spina: nel parco circolante l’Italia ha una quota di vetture elettriche (BEV) dello 0,3%, la più bassa insieme alla Spagna, lontana dall’1,4% di Germania e Francia e dall’1,1% del Regno Unito. Stessa quota dello 0,3% le ibride plug-in (PHEV), superata dagli altri quattro paesi con quote variabili dallo 0,4% della Spagna all’1,3% della Germania.

Le diverse intensità e modalità di utilizzo dell’auto, nel confronto con gli altri Paesi considerati, possono trovare le loro cause in molteplici e concomitanti fattori, della natura più varia: da quelli di natura socio-economica, in particolare reddituale, a quelli geomorfologici e urbanistici.  Al di là delle possibili spiegazioni, che richiederebbero un’analisi molto più approfondita, i dati dello studio UNRAE confermano ancora una volta la situazione emergenziale di un parco circolante vetusto, inquinante e insicuro. Una situazione peraltro in progressivo degrado, con l’età media delle auto italiane che nell’ultimo decennio è salita addirittura del 44%.

Commenta Gian Luca Pellegrini, direttore di Quattroruote: “Come purtroppo previsto, si va creando un fenomeno che potremmo chiamare di mobility divide: mentre l’industria investe nella direzione di una sofisticazione tecnologica sempre più marcata, un numero enorme di persone è spinta ai margini del mercato. Per questo, abbiamo voluto dedicare – nel fascicolo di Quattroruote in edicola – un ampio reportage su quanto sta accadendo a Milano, dove a moltissimi proprietari di auto relativamente anziane dal primo ottobre sarà impedito l’ingresso in città. Ferma restando la priorità da dare ai temi ambientali, negare il diritto alla mobilità privata a chi non ha i soldi per cambiare la macchina è profondamente iniquo”.

Un quadro ancor più drammatico in prospettiva, con un ciclo di sostituzione – a volumi di mercato attuali – di durata pari a 27 anni: quasi 5 in più della media degli altri quattro maggiori Paesi europei. Un periodo esageratamente lungo, data la velocità di trasformazione richiesta dalla decarbonizzazione dei trasporti: nel 2050, 15 anni dopo il previsto stop alla vendita di auto endotermiche, circolerebbero ancora vetture presenti già oggi sulle nostre strade.

In Italia, inoltre, si registrano fortissime disparità territoriali per tutti gli indicatori: rispetto al Trentino-Alto Adige – la regione più virtuosa (anche al netto del noleggio) – l’età media del parco risulta del 50% più alta in Campania, e la quota di vetture con oltre 15 anni di età risulta quasi doppia in Calabria. E sempre in Calabria, la quota di BEV è poco più di 1/10 di quella in Trentino-Alto Adige, mentre la quota di vetture ante Euro 4 è 2,3 volte più alta.

Tutto ciò – nota Andrea Cardinali, Direttore Generale dell’UNRAE – dimostra la necessità e l’urgenza di robuste politiche di sostegno a un cambiamento radicale del parco auto: dallo stimolo alla domanda di privati e aziende sino alla capillare infrastrutturazione per la ricarica elettrica, pubblica e privata, e per il rifornimento di idrogeno, passando per una revisione strutturale della fiscalità sia privata che aziendale, senza dimenticare le esigenze di equità sociale e coesione territoriale”.

Crolla il numero di auto intestate agli under 25

Giovani meno interessati all’auto e con meno disponibilità economiche

Dal 2011 al 2021 il numero di auto intestate ai giovani con meno di 25 anni è calato del 43%, passando da oltre 1 milione a 590mila.

I principali motivi di questo calo sono: la perdita di status dell’auto e l’aumento dell’età in cui i giovani raggiungono l’indipendenza economica.

Il numero di auto intestate ai giovani è calato drasticamente negli ultimi anni. Nello specifico, si è passati da oltre un milione di autovetture intestate ad under 25 nel 2011 a circa 590mila nel 2021, registrando un calo del 43%, a fronte di una fascia di popolazione che nello stesso periodo è rimasta sostanzialmente stabile (-3%) (Tabella 1).

Una delle ragioni del calo è che guidare un’auto non è più simbolo di emancipazione come lo è stato per le generazioni precedenti, testimoniato anche dal fatto che i giovani prendono la patente sempre più tardi.

Secondo i dati dei profili che hanno salvato un preventivo su Segugio.it, società leader nella distribuzione online di prodotti di credito e nella comparazione di prodotti assicurativi e utilities, nel mese di agosto 2022 – tra gli under 25 solo il 53% ha preso la patente a 18 anni, mentre tra gli over 50 è stato l’80% a farlo appena maggiorenne (Tabella 2).

Da un lato, la perdita di status dell’auto si lega alla crescente sensibilità ambientale e alle relative limitazioni alla circolazione di mezzi vecchi e inquinanti, che in passato costituivano spesso le prime vetture possedute dai giovani. Dall’altro, nei grandi centri urbani si sono moltiplicate le opportunità di mobilità alternativa, quali ad esempio i veicoli in sharing (bici, monopattini per citarne alcuni).

Un altro motivo sta nell’emancipazione economica, che i giovani raggiungono sempre più tardi. I dati mostrano come dal 1981 al 2021 il numero di occupati under 25 si è ridotto del 68%, passando da oltre 3 milioni a 1 milione, mentre il numero di occupati totali nello stesso periodo è cresciuto dell’11% (Tabella 3). A ciò si aggiunge un calo dei redditi medi percepiti dai giovani intorno al 30% tra il 1975 e il 2019, secondo stime effettuate dall’Inps. Non sorprende quindi che l’Italia sia uno dei Paesi in Europa con la più alta percentuale di giovani under 30 che vive ancora con i genitori, l’85,4%, contro il 67,1% della media europea (Eurostat). (Tabella 3).

È evidente quindi il motivo per cui i giovani facciano fatica a sostenere i costi di gestione di un’auto, tra i quali ha un peso importante l’RC Auto, che sta tornando a salire e che è mediamente più cara per gli under 25. Secondo i dati dell’Osservatorio di Segugio.it del mese di agosto, gli under 25 pagano in media un premio RC auto di 759,2€, oltre il doppio della media nazionale di 369,2€ (Tabella 4).

La Nuova Porsche 911 GT3 RS  – non proprio economica – progettata per prestazioni elevate.

La nuova Porsche 911 GT3 RS non fa mistero delle sue intenzioni: è stata progettata, senza scendere a compromessi, per raggiungere le massime prestazioni. La sportiva stradale ad alte prestazioni da 386 kW (525 CV), si avvale pienamente della tecnologia e dei concetti tipici del motorsport. Al di là del potente motore aspirato con DNA da competizione e delle soluzioni intelligenti per l’alleggerimento della struttura, sono soprattutto il sistema di raffreddamento e l’aerodinamica della 911 GT3 RS a collegarla in modo più diretto con la sua omologa da gara, la 911 GT3 R.

Uno schema con radiatore centrale ispirato al motorsport: il fondamento di un’aerodinamica attiva.
Alla base dell’efficace aumento delle prestazioni c’è uno schema con radiatore montato centralmente, adottato per la prima volta sulla 911 RSR, già vincitrice a Le Mans, e in seguito sulla 911 GT3 R. Al posto della configurazione a tre radiatori già utilizzata nelle vetture precedenti, la nuova 911 GT3 RS affida a un radiatore centrale di grandi dimensioni, montato in posizione obliqua nella parte anteriore dell’auto, dove in altri modelli 911 è collocato il bagagliaio. Ciò ha consentito di utilizzare lo spazio lasciato libero sui lati per integrare elementi aerodinamici attivi. Grazie alla presenza di elementi con profilo alare a regolazione continua nella parte anteriore e sull’alettone posteriore a due sezioni e a una serie di altri accorgimenti aerodinamici, la nuova 911 GT3 RS garantisce 409 kg di deportanza complessiva a 200 km/h. In altri termini, la nuova 911 GT3 R S sviluppa una deportanza doppia rispetto al suo predecessore della generazione 991.2 e tre volte superiore a quella di una 911 GT3 attuale. A 285 km/h, la deportanza totale è pari a 860 kg.

Per la prima volta, un sistema di riduzione della resistenza aerodinamica (DRS) è montato su una Porsche di serie. Per garantire una bassa resistenza aerodinamica e velocità più elevate sui tratti rettilinei in pista, il DRS consente di appiattire le ali, entro uno specifico range operativo, semplicemente premendo un pulsante. La funzione freno aerodinamico si attiva durante le frenate di emergenza ad alta velocità: gli elementi alari anteriori e posteriori sono regolati al massimo, creando un effetto di decelerazione aerodinamica che contribuisce in modo efficace alla frenata.

Il look della nuova 911 GT3 RS distingue per il gran numero di elementi aerodinamici funzionali. La particolarità più evidente di questa sportiva GT è l’alettone posteriore con attacco a collo di cigno. L’alettone è costituito da un elemento alare principale fisso e da un modulo alare superiore a regolazione idraulica. Per la prima volta su una Porsche di serie, il bordo superiore dell’alettone è posto più in alto rispetto al tetto dell’auto. Inoltre, la parte anteriore della 911 GT3 RS non presenta più uno spoiler anteriore, bensì uno splitter anteriore che ripartisce l’aria che scorre sopra e sotto la vettura. I sideblade convogliano con precisione il flusso d’aria verso l’esterno. L’aerazione dei passaruota anteriori è assicurata da feritoie poste sui parafanghi anteriori. Le prese d’aria dietro le ruote anteriori, secondo lo stile dell’iconica 911 GT1 vincitrice di Le Mans, riducono la pressione dinamica sui passaruota. I sideblade dietro la presa di aspirazione assicurano che l’aria sia direzionata verso il lato della vettura. L’aria proveniente dal radiatore posto centralmente defluisce attraverso grandi prese d’aria poste sul cofano anteriore. Le pinne sul tetto convogliano l’aria verso l’esterno, garantendo temperature di aspirazione più basse nella sezione posteriore. Sulla nuova 911gt3rs, le feritoie sulla fiancata posteriore servono esclusivamente a migliorare le caratteristiche aerodinamiche e non a convogliare l’aria di aspirazione. Anche il passaruota posteriore dispone di una presa d’aria e di un sideblade che ottimizzano il flusso d’aria. Il diffusore posteriore riprende quello della 911 GT3, ma è stato lievemente modificato.

Sospensioni da pista regolabili dal posto di guida
Anche le sospensioni sono oggetto di attenzione dal punto di vista aerodinamico. Poiché i passaruota della nuova 911 GT3 RS sono esposti a intensi passaggi d’aria, i componenti dell’asse anteriore a doppio braccio sono stati progettati con profili a goccia. Questi elementi, efficienti dal punto di vista aerodinamico, incrementano la deportanza sull’asse anteriore di circa 40kg alla velocità massima e solitamente sono utilizzati solo in ambito motorsport ad alto livello. Dato che la carreggiata è più larga (29 millimetri in più rispetto alla 911 GT3), anche i tiranti dell’asse anteriore a doppio braccio sono proporzionalmente più lunghi.

Per garantire che la deportanza tra l’asse anteriore e quello posteriore rimangano equilibrate anche in caso di frenata ad alta velocità, gli esperti delle sospensioni hanno ridotto sensibilmente il beccheggio in fase di frenata. Sulla nuova  911gt3rs, il giunto sferico anteriore del braccio longitudinale inferiore è stato posto più in basso sull’asse anteriore. Anche la sospensione multilink posteriore è stata modificata, prevedendo un diverso carico delle molle. Persino i sistemi di assistenza alla guida e l’asse posteriore sterzante presentano una calibrazione ancora più dinamica.

La 911 GT3 RS propone tre modalità di guida: Normal, Sport e Track. La modalità Track consente di regolare singolarmente le impostazioni di base. Tra gli altri parametri, è possibile regolare separatamente e su più livelli, lo smorzamento in estensione e in compressione dell’asse anteriore e di quello posteriore. Anche il differenziale posteriore è regolabile tramite i selettori a rotella sul volante. La regolazione si effettua in modo rapido e intuitivo grazie a un concetto di azionamento e visualizzazione mutuato anch’esso dal motorsport: sul volante si trovano quattro selettori a rotella e un pulsante per il sistema di riduzione della resistenza aerodinamica (DRS); in fase di regolazione, i selettori rotanti sono chiaramente visualizzati per mezzo di un’immagine grafica sul quadro strumenti. La 911 GT3 RS dispone inoltre dello schermo da pista già presente sulla 911 GT3. Premendo un pulsante, il conducente può ridurre le visualizzazioni digitali sui due display laterali da sette pollici limitandosi alle informazioni essenziali. Anche gli indicatori di cambio marcia a sinistra e a destra del contagiri analogico sono stati ripresi dalla GT3.

Un potente motore boxer a sei cilindri da quattro litri
Il potente motore aspirato da 4,0 litri è stato ulteriormente ottimizzato rispetto alla 911 GT3. L’incremento di potenza a 386 kW (525 CV) è stato ottenuto principalmente grazie a nuovi alberi a camme con profili modificati. Il sistema di aspirazione a farfalla singola e il sistema meccanico di recupero del gioco valvole derivano dal mondo degli sport motoristici. Il Porsche Doppelkupplung (PDK) a sette velocità ha complessivamente rapporti di trasmissione più corti rispetto alla 911 GT3. Le prese d’aria nel sottoscocca fanno sì che la trasmissione sopporti anche carichi estremi in caso di uso frequente in pista. La 911 GT3 RS accelera da zero a 100 km/h in 3,2 secondi e raggiunge una velocità massima di 296 km/h in settima marcia. Sull’asse anteriore sono utilizzati freni monoblocco a pinze fisse in alluminio con sei pistoncini ciascuno e dischi freno con diametro di 408 mm. Rispetto alla 911 GT3, il diametro dei pistoncini è stato portato da 30 a 32 mm. Inoltre, lo spessore dei dischi è stato incrementato da 34 a 36 mm. L’asse posteriore continua a essere equipaggiato con dischi da 380 mm e freni a pinza fissa a quattro pistoncini. L’impianto frenante carboceramico Porsche (PCCB), disponibile come optional, prevede dischi da 410 mm sull’asse anteriore e dischi da 390 mm sul posteriore. La nuova 911 GT3 RS monta di serie cerchi in lega leggera forgiati con serraggio centrale. Gli pneumatici sportivi omologati per uso stradale da 275/35 R 20 all’anteriore e 335/30 R21 al posteriore garantiscono un elevato livello di aderenza.

Struttura leggera in tutto e per tutto
La struttura leggera e intelligente costituisce uno dei fondamenti di tutti i modelli RS, fin dalla leggendaria 911 Carrera RS 2.7. Grazie a una serie di accorgimenti finalizzati ad alleggerirne la struttura, come il massiccio impiego di elementi in fibra di carbonio (CFRP), la 911 GT3 RS ha un peso di soli 1.450 kg (peso a vuoto secondo la norma DIN), nonostante molti componenti siano di dimensioni maggiorate. Le porte, i parafanghi anteriori, il tetto e il cofano anteriore, ad esempio, sono realizzati in CFRP. Questo materiale leggero è utilizzato anche nell’abitacolo, ad esempio per i sedili sportivi avvolgenti di serie.

Disponibile con i pacchetti Clubsport e Weissach
Per quanto riguarda gli interni, la nuova GT sportiva si presenta nel tipico stile RS: pelle nera, tessuti Racetex e finiture in trama di carbonio contraddistinguono il carattere purista e sportivo dell’abitacolo. La 911 GT3 RS è disponibile con il pacchetto Clubsport senza costi aggiuntivi. Questo include una barra stabilizzatrice in acciaio, un estintore portatile e cinture di sicurezza a sei punti per il conducente. Il pacchetto Weissach, disponibile a un costo aggiuntivo, prevede invece una dotazione decisamente superiore. Il cofano anteriore, il tetto, parti dell’alettone posteriore e la calotta superiore degli specchietti retrovisori esterni sono caratterizzati da una finitura in trama di carbonio. Le barre antirollio anteriori e posteriori, le aste di accoppiamento posteriori e il pannello di taglio sull’asse posteriore sono realizzati in fibra di carbonio (CFRP) e contribuiscono a migliorare ulteriormente la dinamica di guida. La barra stabilizzatrice, realizzata per la prima volta in fibra di carbonio (CFRP), consente di risparmiare circa sei chilogrammi rispetto alla versione in acciaio. Un altro punto di forza del pacchetto Weissach sono le levette del cambio PDK con tecnologia a magneti sviluppata nel motorsport. Questa rende i cambi di marcia ancora più dinamici grazie alla maggiore precisione del punto di pressione e a un click d’innesto chiaramente percepibile. A richiesta, con il pacchetto Weissach sono disponibili i cerchi forgiati in magnesio, che consentono un ulteriore risparmio di otto chilogrammi. La nuova 911 GT3 RS può essere ordinata da subito a partire da 239.435,00 euro (Prezzo di vendita consigliato con dotazione specifica per il Paese e IVA al 22%.).

Esclusivo cronografo Porsche Design
Ispirandosi al mondo degli sport motoristici, dove la precisione è fondamentale, il laboratorio di orologeria Porsche di Solothurn, in Svizzera, ha sviluppato il cronografo  911gt3rs. Questo segnatempo meccanico è riservato esclusivamente a chi acquista la vettura. La superficie della cassa, realizzata in titanio naturale o nero e con corona a vite, è stata sottoposta a sabbiatura di perle di vetro. All’interno dell’orologio è presente il calibro cronografico meccanico Porsche  design WERK 01.200, certificato COSC per la sua elevata precisione. La funzione flyback consente di avviare, arrestare e azzerare la lancetta dei secondi con un solo gesto. I pulsantini del cronografo, che riportano le incisioni al laser “Start/Stop” e “Next Lap”, rivelano che questo cronografo non si limita a indicare l’ora. Oltre a innovazioni quali la scala pulso-metrica sulla lunetta, il cronografo presenta anche molte caratteristiche stilistiche e materiali ripresi dalla GT3 RS.

Rc Auto: rischio aumenti del premio per chi possiede la scatola nera

Secondo un’analisi Ivass, il possesso della scatola nera consente un risparmio iniziale ma determina un calo del 60% del tasso di cambio compagnia, esponendo gli assicurati alla possibilità di aumenti dei prezzi praticati dalla propria assicurazione

In una fase in cui i premi RC stanno aumentando (+10,3% da gennaio a luglio), l’indicazione è di essere attivi al momento del rinnovo nella ricerca di un’offerta migliore attraverso la comparazione che permette di risparmiare fra il 25% e il 50% cambiando compagnia o rinegoziando con la propria polizza

In Italia circa 7 milioni di autovetture sono assicurate con una polizza che prevede l’installazione della cosiddetta scatola nera o black box, un dispositivo che consente all’assicuratore di monitorare e registrare i parametri tecnici del mezzo e del comportamento del conducente. A fronte di tale possibilità di controllo, l’assicuratore tipicamente concede uno sconto, la principale ragione del grande successo di questa offerta.

Segugio, società leader nella distribuzione online di prodotti di credito e nella comparazione di prodotti assicurativi e utilities, prendendo in considerazione i preventivi del primo trimestre 2022 in cui l’offerta con scatola nera presentava il miglior prezzo e confrontandola con la miglior offerta senza scatola nera  ha svolto un’analisi per misurare l’entità media di tale sconto e quanto sia rilevante nella diffusione di questa formula.

Dalla ricerca emerge che:

le offerte con scatola nera sono più convenienti al Sud Italia, in particolare in Campania e Calabria, dove il risparmio ottenibile rispetto ad offerte che ne sono prive è di rispettivamente 269€ e 118€.

la penetrazione della scatola nera risulta più elevata tanto più elevato è il risparmio conseguibile, con punte massime di penetrazione in Campania, dove quasi un automobilista su due ha una polizza RC che ne prevede l’installazione. Vedi tabella 1

Se in fase di stipula della polizza la formula scatola nera risulta essere spesso conveniente, soprattutto al Sud, talvolta non lo è in fase di rinnovo: secondo uno studio Ivass, pubblicato sulla Relazione sull’attività svolta dall’Istituto nell’anno 2021, la scatola nera determina una riduzione del tasso di cambio compagnia del 60%, perché i dati raccolti da questi dispositivi non sono ad oggi trasferibili tra compagnie. Di conseguenza, espone il cliente al fenomeno del price walking, ovvero l’aumento del premio rispetto a quello praticato ai nuovi assicurati, che beneficiano mediamente di uno sconto compreso tra il 12 e il 19% rispetto a quanto offerto ad un utente al momento del rinnovo a parità di condizioni.

Inoltre, il price walking rischia di divenire progressivamente più aggressivo in una fase di mercato caratterizzato dalla crescita dei prezzi quale quella che stiamo vivendo. Da gennaio a luglio 2022 i prezzi RC auto sono infatti cresciuti del 10,3%.

Il suggerimento è quello di confrontare attivamente diverse offerte assicurative e, in presenza di una proposta più conveniente, cambiare compagnia o rinegoziare con il proprio assicuratore. Segugio.it, infatti, fotografa un risparmio potenziale compreso fra il 25% e il 50% per il 61% dei consumatori. Più concretamente, il portale ha estratto esempi reali di differenze fra premio di rinnovo (cioè non cambiando compagnia) e premio nel caso di cambio compagnia, come mostrato in Tabella 2.

In una fase di rialzo dei prezzi assicurativi, l’invito agli italiani, in particolare a chi assicurato con scatola nera, è dunque quello di fare comparazione ed essere attivi nella ricerca della compagnia giusta o nella rinegoziazione con la propria.

Rc auto, in Italia i premi rimangono più alti che nel resto d’Europa

Nel 2020 la pandemia ha ridotto il numero e il costo degli incidenti/sinistri e le imprese italiane hanno abbassato i premi del 9,5%, riducendo da un lato il differenziale di prezzo con l’Europa ma comunque migliorando significativamente i margini rispetto al 2019.

Avrebbero potuto o dovuto fare di più? L’ulteriore riduzione dei prezzi dell’11,7% registrata nel corso del 2021, in un contesto di progressiva ripresa della circolazione/sinistri, ha pareggiato i conti per i consumatori italiani.

Storicamente in Italia l’RC Auto è stata più cara rispetto agli altri principali Paesi europei, ma il differenziale è calato negli anni. In particolare, nel 2019 si è registrato un gap di prezzo di 91€ con gli altri Paesi europei (Germania, Francia, Spagna e Regno Unito), in calo del 55,8% rispetto al 2011, quando il differenziale era pari a 206€. La differenza di prezzo Italia-Europa è sostanzialmente legata al maggior costo dei sinistri (nel 2019, 262€ di costo medio per polizza per l’Italia contro i 174€ medi per gli altri Paesi) e a spese di acquisizione e gestione dei contratti più elevate.

Nel 2020 il Covid e le relative restrizioni hanno determinato una riduzione della circolazione con un conseguente calo degli incidenti/sinistri. Le imprese assicurative operanti in Italia hanno reagito abbassando i prezzi mediamente del 9,5% rispetto all’anno precedente secondo i dati di Segugio.it, società leader nella distribuzione online di prodotti di credito e nella comparazione di prodotti assicurativi e utilities. Resta tuttavia aperta una domanda: la riduzione dei prezzi praticata dalle imprese operanti in Italia è stata adeguata in relazione alla riduzione della circolazione/sinistri? Ci sono segnali contrastanti in questo senso:

Da un lato il gap con l’Europa si è ridotto ulteriormente nel 2020 scendendo da 91€ a 84€, segno del fatto che l’intervento sui prezzi è stato più incisivo in Italia, in parte anche per la diversa durata ed intensità delle restrizioni rispetto agli altri Paesi, in particolare il Regno Unito;

Dall’altro il margine tecnico per polizza in Italia è stato di 36,2€, ben più alto della media degli altri Paesi di 6,7€ ed in netto aumento rispetto al 2019 quando invece era negativo a -13€.

Le conclusioni:

Prima dell’arrivo del Covid, le imprese assicurative operanti in Italia erano in affanno, con margini negativi a seguito della prolungata fase di riduzione dei prezzi, mentre nel resto d’Europa la situazione era più equilibrata, con margini mediamente positivi;

Nel 2020, con l’arrivo del Covid, in Italia i prezzi si sono ridotti più che nel resto d’Europa, ma non in misura coerente con la riduzione dei costi/sinistri, da cui il netto aumento dei margini. Va però detto che il miglioramento dei margini è rilevabile solo ex-post, in quanto le imprese assicurative non potevano prevedere nel corso del 2020 gli sviluppi della pandemia;

A fronte dei maggiori margini conseguiti nel 2020, le imprese nel corso del 2021, in un contesto di crescente circolazione stradale, hanno abbassato ulteriormente i prezzi dell’11,7% in misura maggiore quindi rispetto a quanto fatto l’anno precedente.

Annuario ACI 2022 lo studio sull’auto

AUTO 2021: LEGGERA RIPRESA  MA SEMPRE PIÙ MERCATO DI SOSTITUZIONE

PRIME ISCRIZIONI VEICOLI: +10,1% –  AUTOVETTURE: +5,4% (1,5MLN UNITÀ)

AUTO CIRCOLANTI: SOLO 29MILA IN PIÙ

PARCO CIRCOLANTE SEMPRE PIÙ VECCHIO

ETÀ MEDIANA AUTO: 12,2 ANNI – EURO 0-1-2 = 7,2MLN (18% TOT.) HANNO ALMENO 19 ANNI

CRESCE (+16,2%) LA SPESA PER L’AUTO: 144MLD/€

COSTO MEDIO: 3.600 € (+500 € = +15,9%)

ACQUISTO E AMMORTAMENTO: 41MLD = +9,1%

BENZINA: 39MLD (+33,3%)

MANUTENZIONE E RIPARAZIONE: 25MLD (+17,4%)

CRESCE (+17%) GETTITO FISCALE: 62MLD/€

CARBURANTI: 34,7MLD, IVA ACQUISTO: 7,4MLD, “BOLLO”: 6,5MLD

Con +10,1% di prime iscrizioni di veicoli e +5,4% di autovetture (1.520.000 unità, rispetto alle 1.440.000 del 2020), il mercato auto 2021 fa registrare una leggera ripresa, dopo la crisi nella quale era precipitato a causa del COVID19 toccando, nel 2020, il livello più basso degli ultimi 20 anni. Livelli ancora molto lontani, sia dagli anni di maggiore sviluppo del settore – quando le prime iscrizioni al PRA superavano i 2milioni di unità – sia rispetto al triennio 2017-19, quando si osservano circa 1.900.000 immatricolazioni/anno.

Sono queste le indicazioni principali che si ricavano dall’Annuario ACI 2022, consultabile, da oggi, su http://www.aci.it/laci/studi-e-ricerche/dati-e-statistiche.html.

Mercato di sostituzione: nel 2021 solo 29mila auto in più. 672 auto ogni 1000 abitanti

Il mercato auto appare sempre più un mercato di sola sostituzione. Nel 2021, infatti, le auto circolanti sono cresciute di sole 29mila unità. Un quadro dovuto, probabilmente, al fatto che si è quasi raggiunto il punto di saturazione. Il rapporto autovetture/popolazione residente risulta, infatti, pari a 672 auto x 1000 abitanti. Se si considerano, invece, i veicoli nel loro insieme, il rapporto sale a 897 veicoli ogni 1.000 abitanti (entrambi valori in crescita rispetto al 2020). I due indici sono i più alti in Europa.

Priorità: svecchiare il parco. Età mediana auto 12,2anni; 7,2mln di auto hanno 19 anni

Urge svecchiare il parco circolante. Nel 2021, infatti, l’età mediana delle auto è di 12 anni e 2 mesi (4 mesi in più rispetto al 2020). Le euro 0-1-2 (che hanno almeno 19 anni) sono 7.232.410, poco meno di 1 su 5 (il 18% circa del totale); le rottamate – 1.491.282 – presentano un’età mediana di 17 anni e 5 mesi (5 mesi in più del 2020).

Cresce (+16%) la spesa per l’auto: 144mld = 20 in più del 2020. Spesa media annua: 3.600€

Cresce (+16,2%) la spesa per l’auto, che, nel 2021, supera di poco i 144 miliardi di euro: circa 20 miliardi in più rispetto al 2020. La spesa maggiore (41mld) è rappresentata da acquisto e quota di ammortamento, in aumento del (9,1%). Seguono carburante (39mld) – che fa registrare l’aumento maggiore: +33,3% – e manutenzione e riparazione (25mld), aumentata del 17,4%. Nel 2021, la spesa media sostenuta per utilizzare l’auto risulta di circa 3.600 euro, in aumento di circa 500 euro (+15,9%) rispetto al 2020.

Le auto elettriche in Italia: apprezzate ma….ancora irraggiungibili

Nel nostro Paese cresce l’interesse per le vetture elettriche, ma il loro costo continua a essere fuori dalla portata degli italiani, che per acquistarle sono disposti a spendere intorno al 30% in meno del costo medio degli e-vehicles oggi sul mercato. Una quota che gli incentivi messi in campo dal Governo non riusciranno a colmare completamente.
Sono queste le principali evidenze che emergono dalla nuova instant survey “Auto elettriche, tu che pensi?”, condotta da Areté (azienda leader nella consulenza strategica).
Dalla survey, promossa a 3 mesi di distanza da un precedente simile studio sul tema, emerge un’attenzione crescente da parte degli italiani per le vetture elettrificate, frenato però dal fattore economico.

Auto ancora centrale per la mobilità degli italiani. Cresce la mobilità condivisa
Lo studio parte dall’analisi delle modalità di spostamento degli italiani: ben il 64% si serve dell’auto privata per i propri trasferimenti abituali, solo il 6% usa i mezzi pubblici, che dalla pandemia sembrano non essersi ancora ripresi. Quasi il 20%, e il trend è in decisa crescita, si affida ai servizi di mobilità condivisa (sharing o pooling), formule che consentono di abbattere i costi del viaggio, le emissioni inquinanti e contribuiscono a decongestionare le città.

Un italiano su due si dichiara pronto ad acquistare l’ibrido. Aumenta l’appeal dell’elettrico.
L’analisi evidenzia come 4 italiani su 10 hanno già guidato, anche occasionalmente, una vettura elettrica. Chi lo ha fatto ne ha apprezzato la silenziosità (indicata dal 43% del campione), il relax di guida (19%) e i consumi ridotti (19%); le stesse caratteristiche che si aspetta dalla vettura alla spina anche chi non ha ancora avuto occasione di salirci a bordo.

Continua a crescere quindi la propensione verso le vetture elettrificate nel nostro Paese, anche grazie ai cospicui investimenti in comunicazione promossi dalle Case automobilistiche negli ultimi anni. Alla domanda “Se dovessi acquistare un’auto nuova quale alimentazione sceglieresti?”, ormai 1 italiano su 2 indica una vettura ibrida e ben il 38% (era il 23% solo 3 mesi fa nella precedente survey) si dichiara pronto per l’elettrico. Trai i principali motivi che guidano questa transizione figura in primis la ragione ambientale (“per non inquinare”, indicata dal 50% del campione), seguita dalle opportunità di risparmio su consumi e costi di manutenzione (42%).

Per acquistarla tre su quattro sono pronti a servirsi di finanziamenti, noleggio a lungo termine e leasing, mentre il restante 25% intende farlo con pagamento in contanti. Tra i fattori che potranno migliorare il feeling con questa motorizzazione vengono indicati in primis il pricing (ancora troppo alto e indicato da un italiano su due come ostacolo all’acquisto) e quelli collegati all’autonomia del veicolo: il 25% sarebbe spinto ad acquistare una vettura elettrica da punti di ricarica più veloci, servizi di ricarica a domicilio, minori costi di ricarica.

Liguria: nel 2021 in crescita del 18,7% la spesa per le revisioni auto

Nel 2021 in Liguria sono stati spesi 23,5 milioni di euro per le revisioni auto nelle officine private autorizzate. Al confronto con il 2020, quando la spesa per le revisioni auto in regione era stata di 19,8 milioni, c’è stata una crescita del 18,7%. La provincia della Liguria che nel 2021 ha registrato la maggiore crescita della spesa rispetto al 2020 è Savona (+22,5%), davanti a Genova (+19,4%), La Spezia (+17,2%) e Impera (+16,7%). Questi dati emergono da un’elaborazione dell’Osservatorio Autopromotec su informazioni del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Di pari passo con la tendenza nazionale, anche in Liguria si è assistito a una netta crescita del numero di revisioni: 341.076 effettuate nel 2021 contro le 295.946 eseguite nel 2020.

Questo è avvenuto perché nel 2020 molti automobilisti non hanno eseguito la revisione, approfittando delle proroghe delle scadenze previste durante l’emergenza sanitaria. La eccezionale  situazione ha portato nel 2021 a un numero di revisioni superiore anche a quello del 2019, ultimo anno pre-pandemia. Un ulteriore fattore che ha influito in maniera decisiva sull’aumento della spesa per le revisioni è stata la crescita della tariffa, passata, a partire da novembre scorso, da 45 a 54,95 euro.

Per compensare tale aumento è stato creato un sito internet (www.bonusveicolisicuri.it) tramite cui chi ha effettuato la revisione della propria auto dal 1° novembre al 31 dicembre 2021 può richiedere un rimborso di 9,95 euro, una cifra pari all’aumento della tariffa.

Vendite auto: Non solo rosso alla faccia della crisi….

Se in totale il mercato della vendita di vetture segna un “profondo rosso”, i veicoli di prestigio mostrano che la crisi per alcuni non esiste:

 Prendiamo per esempio alcune Case automobilistiche  con vetture di fascia particolarmente costose.

La Porsche  nel periodo gennaio dicembre 2021 ha venduto 6245 vetture contro le 5689 dell’anno precedente con un incremento di poco meno del 10%.

Situazione quasi simile per la Subaru che ha consegnato 2404 vetture contro le 2099 dell’anno 2020 con un aumento di oltre il 14%.

Incrementi anche per Maserati  (vendite in aumento del 21,12%) e della Lamborghini  che ha chiuso l’anno  con un più 10,37%.

Tabella dati Unrae

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