Ricerca

Gino Bruni

Il mio blog

Categoria

Curiosità

Nel giorno del suo 112 Anniversario Alfa Romeo sveglia Milano con la F1.

Nel giorno in cui ricorrono i 112 anni dalla fondazione del marchio nel 1910, Alfa Romeo ha deciso di celebrare questa ricorrenza in un modo decisamente unico.

La monoposto F1 che abitualmente gareggia nei circuiti di tutto il mondo, oggi, 24 Giugno, ha percorso le vie del centro di Milano partendo da piazza Duomo e attraversando i luoghi più iconici. Tra questi, piazza San Babila, Porta Nuova, la maestosa stazione centrale, il quartiere City Life per terminare il suo tour cittadino proprio a Gattamelata, luogo dal forte significato storico. Qui nel 1910 sorgeva il Portello, primo sito produttivo Alfa Romeo che oggi è sede del nuovo Flagship store del marchio, primo showroom al mondo che introduce la nuova Brand Identity Alfa Romeo. Il legame con Milano d’altronde è viscerale, qui 112 anni fa, con il nome Anonima Lombarda Fabbrica Automobili il marchio veniva presentato al mondo intero dando il là ad una storia automobilistica straordinaria caratterizzata da un DNA di nobile sportività italiana che dal primo giorno si alimenta di passione, performance e Made in Italy.

Al volante della Monoposto il pilota Valtteri Bottas, il pilota finlandese che ha in pochi mesi conquistato tutti a suon di prestazioni entusiasmanti che gli hanno premesso di aggiudicarsi ad oggi un bottino di 46 punti, posizionandolo al 8° posto in classifica piloti.

Un modo straordinariamente originale di Alfa Romeo per risvegliare l’animo della città che sicuramente si sarà domandato cosa stesse succedendo tra le strade ancora silenti della capitale internazionale e multietnica, simbolo mondiale del Made in Italy.

2022 Honda Civic e:HEV. Il 28 giugno presentazione sul sito Facebook di Honda

Lanciata per la prima volta nel 1972, Honda ha sempre definito Civic come “ l’auto per le persone del mondo”. Oggi, con 50 anni di storia e oltre 27,5 milioni di unità vendute in 170 Paesi, la Civic di undicesima generazione si presenta in chiave moderna, racchiudendo in uno stile sportivo ed elegante, l’evoluzione della sua inconfondibile linea, seguendo il percorso stilistico riconoscibile nei più recenti modelli lanciati da Honda in Europa.

Gli ingegneri di sviluppo Honda hanno seguito il concetto di una “Civic esaltante” concentrandosi sulla sinergia tra esterni ed interni, al fine di creare un’esperienza più confortevole e originale possibile, capace di migliorare la vita di tutti i giorni. Con un approccio umano-centrico esclusivo che si riflette nella dinamica, nel design e nella praticità, Honda ha creato un abitacolo capace di offrire comfort, visibilità e spaziosità a livelli mai visti finora.

Ispirandosi al principio di sviluppo “Man-Maximum, Machine-Minimum” (M/M), basato sul concetto che design e tecnologia lavorano in sintonia per essere al servizio di guidatori e passeggeri, i progettisti hanno dato vita a un’esperienza di guida esaltante. La nuova Civic ispira fiducia grazie a punti di contatto tangibili, a una maneggevolezza e a una dinamica di guida coinvolgente, e a una trasmissione potente ma efficiente, adatta a tutte le esigenze di guida.

L’avanzata tecnologia e:HEV di Honda è di serie e porta a termine l’obiettivo della Casa di elettrificare tutti i suoi principali modelli europei entro la fine del 2022.  Il propulsore ibrido usa una batteria agli ioni di litio per alimentare due motori elettrici compatti, che lavorano in sinergia con un motore benzina da 2.0 litri a iniezione diretta. Le sue straordinarie prestazioni sono il risultato di una densità energetica, di un’efficienza termica e di una coppia impressionanti.

Perfettamente adattato alla nuova Civic, il sistema e:HEV si presenta più fluido, con una potenza più reattiva e un’accelerazione più lineare, offrendo un’efficienza in termini di consumi ed emissioni CO2 davvero sensazionale.

“Ogni nuova Civic porta con sé aspettative molto elevate, ma con quest’ultima generazione volevamo superarle”, commenta Tomoyuki Yamagami, Large Project Leader per la nuova Civic e:HEV. “I consumatori moderni cercano un’estetica capace di emozionare, dinamiche di guida coinvolgenti e una praticità eccezionale e noi abbiamo superato tutto questo, con il nostro concetto di sviluppo e le nostre ultime tecnologie. La tecnologia Honda e:HEV evolve di pari passo con la nostra comprensione di come i guidatori utilizzano le ibride. Inoltre, continuiamo a migliorare la nostra gamma di funzioni di sicurezza avanzate, per offrire un’esperienza di guida più facile e sicura senza andare ad intaccare la qualità”.

La nuova Civic è progettata per chi cerca un’opzione dinamica e prestazionale nel segmento. Il propulsore e:HEV, lo sterzo migliorato e la sospensione perfezionata si combinano per fornire livelli superiori di prestazioni, dinamicità e feedback, che sono da sempre l’essenza del fascino di Civic.

Il nuovo sistema Infotainment è progettato per migliorare i livelli di comfort, praticità e sicurezza, con Apple CarPlay e Android Auto di serie. In anteprima per Civic, l’allestimento Advance top di gamma sarà equipaggiato con un pannello strumenti da 10.2″ completamente digitale, che offre agli utenti una serie di personalizzazioni per avere sempre a portata di mano le informazioni che vogliono.

La nuova vettura vanta anche l’ampliata gamma di avanzate funzioni di sicurezza attiva e guida assistita Honda SENSING, appositamente migliorate per questo nuovo modello. L’introduzione di nuove tecnologie intelligenti, oltre al numero aumentato di airbag e ai nuovi componenti strutturali progettati per migliorare la protezione in caso di incidenti, garantiscono una sicurezza ottimale sia al guidatore che ai passeggeri.

Il 28 giugno alle 10:30 sulla pagina Facebook di Honda si potrà assistere in diretta alla  presentazione della nuova Honda Civic e:HEV Full Hybrid

Automotive: tecnologia targata Exprivia per la Cybersecurity degli autoveicoli

Un Vehicle-SOC – Security Operations Center per autoveicoli – per scongiurare attacchi informatici su autovetture sempre più digitali e connesse.

Exprivia, Gruppo internazionale specializzato in Information and Communication Technology, amplia i servizi al mondo dell’automotive mettendo a disposizione la propria tecnologia in ambito cybersecurity per il Vehicle-SOC di Macnil GT Alarm, produttore di sistemi IoT e antifurti satellitari auto con sede a Gravina in Puglia (BA), nel cuore del polo tecnologico della Murgia Valley.

L’azienda fornisce una piattaforma proprietaria di Threat Intelligence sulla cybersecurity, uno strumento provvisto di Intelligenza Artificiale che consente di individuare e analizzare eventuali minacce ai sistemi digitali degli autoveicoli attraverso un’analisi condotta h24, 7 giorni su 7. A rischio possono essere i server a cui i veicoli si collegano o le app mobile per gestire le auto a distanza, o ancora i sistemi Bluethoot; la consulenza di Exprivia agisce sulla prevenzione, sul monitoraggio e sul riconoscimento delle anomalie ai sistemi, con la possibilità di intervenire tempestivamente e in modo adeguato per bloccare un attacco al mezzo. L’intervento può contrastare il furto di dati sensibili o l’acquisizione del controllo della guida da parte di un soggetto terzo e scongiurare incidenti.

“Con la rivoluzione digitale che sta attraversando il mondo automotive investire nella sicurezza informatica è diventata una priorità. Sugli autoveicoli ci sono un elevato numero di sensori, attuatori e unità di controllo estremamente intelligenti, collegati spesso mediante protocolli open. Possono essere considerati dei veri e propri data center in itinere, esposti a elevate vulnerabilità e attaccabili in qualsiasi momento per motivi differenti – afferma Domenico Raguseo, direttore Cybersecurity di Exprivia.

Le autovetture moderne saranno dotate di tecnologie sempre più sofisticate, per facilitare non solo un maggiore dialogo tra di esse, ma anche tra queste e tutto l’ecosistema che consente al mezzo di funzionare (dalle officine alle fabbriche di produzione, ai fornitori dei sistemi di allarme); la necessità di aumentare i fattori protettivi contro le minacce informatiche consente di garantire l’efficienza di tutti i sistemi a bordo, quanto in particolare di salvaguardare l’incolumità di chi viaggia.

“Anche le recenti normative europee sui nuovi modelli automobilistici sono orientate a innalzare il livello di sicurezza cyber – prosegue Raguseo – nell’ottica dello sviluppo di una mobilità sostenibile che risponda a standard di omologazione tanto tecnico-amministrativa, quanto informatica”. 

Exprivia ha già all’attivo, nel quartier generale del Gruppo a Molfetta, un proprio Security Operation Center (SOC) per la sicurezza di aziende, istituzioni e Pubblica Amministrazione: un team di esperti a disposizione di clienti italiani e internazionali si occupa di monitorare eventuali anomalie ai sistemi informatici. Inoltre, nell’ambito delle competenze sviluppate sulla cybersecurity, Exprivia ha implementato al suo interno un Osservatorio che pubblica trimestralmente un Report sulle minacce informatiche in Italia.

“Nell’era delle connected cars, il V-SOC GT ALARM definisce un nuovo standard nella sicurezza cyber-fisica dei veicoli e delle infrastrutture ad esso connesse” – afferma Mario Direnzo, responsabile Ricerca&Sviluppo di Macnil GT Alarm. “Tecnologia, metodologia e competenza sono alla base del nostro V-SOC, orientato alla proposizione di nuove logiche di detection & response degli attacchi informatici remoti per la riduzione dei rischi su privacy, sicurezza del conducente e continuità del servizio”.

Alfa Romeo celebra i 112 anni

Il 24 giugno ricorre l’anniversario della fondazione del Marchio, un giorno di festa per tutti i club che da ogni continente esprimono la propria passione per Alfa Romeo.

Il Museo di Arese festeggia questa importante ricorrenza con un intero weekend di eventi dedicati proprio alla tribe di appassionati.

Un vero e proprio tributo che Alfa Romeo rende ai propri Club disseminati in tutto il mondo: un’installazione permanente in Museo ed una nell’area esterna.

Domenica 26 giugno si festeggerà il 60° compleanno di Giulia con un flashmob di berline storiche e una conferenza Backstage.

Il programma completo del weekend dedicato al compleanno (24-26 giugno) al Museo Alfa Romeo è consultabile sul sito www.museoalfaromeo.com

Per gli alfisti il 24 giugno è una data speciale: è il giorno in cui è stata fondata – a Milano, nel 1910 – Anonima Lombarda Fabbrica Automobili, società che ben presto diventerà Alfa Romeo e conquisterà il cuore di tante generazioni di automobilisti. In tutte le regioni del mondo non mancheranno attività celebrative volte a festeggiare questa ricorrenza.

Al Museo Alfa Romeo da venerdì 24 a domenica 26 è in programma un weekend di eventi dedicati proprio a loro, la tribe del marchio. Tutto è pronto per accogliere gli alfisti, che ogni anno da ogni parte del mondo si danno appuntamento ad Arese per condividere l’orgoglio e passione per il Marchio.

Orgoglio di guidare la propria Alfa sul tracciato interno del Museo, nelle parate che scandiscono l’inizio e la fine di ogni giornata di celebrazione. Passione da condividere con i club stessi, autentici ambassador del Marchio.

In occasione del 112° anniversario, Alfa Romeo tributa un omaggio ai propri Club, dedicando loro un’area all’interno del Museo: una installazione permanente che, su due pareti, racconta la vita e la passione degli alfisti attraverso una serie di video realizzati direttamente dai Club. Immagini che giungono da tutti continenti, dalla Cina all’America Latina, dalla Nuova Zelanda al Sud Africa, che raccontano l’impegno costante nel valorizzare, in giro per il mondo, non solo il marchio ma anche il Made in Italy.

All’esterno, nell’area verde davanti all’ingresso del Museo, si inaugura invece Trees4Clubs: ogni albero sarà contrassegnato da una targa realizzata da un Club, sancendo così il profondo legame – le radici – con il Marchio.  La consegna delle targhe avverrà sabato 25 giugno alle ore 11:00 e a seguire, alle 15:00, si terrà in sala Giulia il Club Meeting, annuale assemblea dei Club Alfa Romeo al quale si sono iscritti a partecipare decine di club da ogni parte del mondo.

La giornata di domenica 26 giugno sarà dedicata a un’altra celebrazione importante, il 60° anniversario di Giulia. In famiglia, in pista e in divisa, Giulia è uno dei simboli dell’Alfa Romeo e icona di un’epoca. Decine di berline degli anni Sessanta/Settanta si ritroveranno sul tracciato interno del Museo per partecipare a un flashmob.

A seguire, in sala Giulia ci sarà una conferenza del ciclo “Backstage”, durante la quale sfileranno le diverse versioni e varianti di questa leggendaria vettura. Sarà presente una Giulia della Polizia di Stato, proveniente dall’Autocentro di Torino, che si affianca idealmente a quella esposta in Museo nella sezione “Alfa in divisa”.

Per tutto il weekend, infine, saranno esposti due esemplari di camion Alfa Romeo degli anni Cinquanta: un “455” e un “Mille” appartenenti alla Collezione di veicoli storici Marazzato di Stroppiana (Vercelli), che conta più di duecento mezzi, per lo più camion e autobus d’epoca.

Suzuki: da 70 anni nel mondo delle due ruote

Suzuki festeggia in questi giorni il 70° anniversario del suo ingresso nel settore motociclistico. Risale a giugno del 1952 il debutto sul mercato della bicicletta motorizzata Power Free, che fu il primo mezzo a motore venduto da Suzuki. Per la Casa di Hamamatsu questa è una ricorrenza molto importante perché cambiò la sua storia per sempre.
Con la nascita della Power Free è iniziato il percorso che ha portato Suzuki ad essere protagonista assoluta nell’ambito della mobilità e a diventare una realtà di primo piano del panorama industriale internazionale.

Tutto iniziò nel 1909 quando, Michio Suzuki, per migliorare le condizioni di lavoro e di vita di sua madre, tessitrice di magnifiche stoffe, realizzò, nel laboratorio della città natale di Hamamatsu, un telaio innovativo, capace di lavorare i tessuti in modo veloce, preciso, unico per l’epoca. La costruzione di telai per la tessitura fu un’attività che portò Suzuki a una crescita significativa nel corso dei decenni, fino allo scoppio della seconda guerra mondiale. Alla fine del conflitto, Suzuki avvertì un rallentamento del comparto tessile e iniziò a valutare l’ingresso in altri settori merceologici. Nel periodo post-bellico emerse subito un forte bisogno di mobilità da parte della popolazione giapponese; infatti, nella sola area di Hamamatsu emersero oltre 30 diversi costruttori di biciclette a motore.

A spingere Suzuki a entrare in questo florido mercato fu il Direttore di allora, Shinzo Suzuki, stanco di tornare a casa pedalando – spesso controvento – dopo essersi dedicato al suo passatempo preferito, quello della pesca.
Nella seconda metà del 1951 Shinzo ebbe un’idea innovativa, quella di introdurre un sistema capace di disaccoppiare il motore dai pedali così da permettere di usare la bici in modo normale a motore spento e di sfruttare la medesima catena per applicare alla ruota la spinta del motore.

Del progetto fu incaricato Yoshichika Maruyama, che aveva lavorato anche al prototipo di un’automobile prima della guerra che era un vero appassionato di motori. Grazie all’esperienza industriale maturata con la costruzione dei telai tessili, il passaggio dal tavolo da disegno all’officina fu rapido, tanto che già nel gennaio del 1952 iniziarono i test del primo prototipo, battezzato Atom ed equipaggiato con un motore da 30 cc. La sua potenza, pari a soli 0,2 Cv, apparve subito troppo limitata e il 3 marzo fu messo in strada un secondo prototipo, questa volta spinto dal motore definitivo, un’unità da 36 cc con una potenza massima di 1 cv a 4.000 giri.

Shinzo e lo stesso fondatore, Michio Suzuki, furono coinvolti nelle prove per verificare di persona il comfort e la praticità. Sulla base delle loro indicazioni furono apportate tutte le necessarie modifiche per la definizione del modello di serie, avvenuta il 12 aprile.

Per avviare la produzione, Suzuki decise di appoggiarsi a vari fornitori esterni, scegliendo di occuparsi internamente solo del motore e dei componenti che gli gravitavano attorno.

La Power Free sfoggiò da subito il meccanismo a doppia corona che le permetteva di muoversi indifferentemente come una bicicletta muscolare o come un mezzo a motore. La meccanica fu brevettata, accoppiata anche a un esclusivo sistema di trasmissione a due rapporti dotato di frizione multidisco a bagno d’olio, un’altra caratteristica unica.

Grazie a questi accorgimenti, la Power Free mise in mostra prestazioni e facilità di guida superiori ai mezzi della concorrenza.

Un gruppo di 10 Power Free, guidato da Shinzo Suzuki e Yoshichica Maruyama partecipò, il 1° maggio, alla parata del Festival di Hamamatsu, attirando la curiosità del pubblico che era lungo le strade.

Il 5 giugno la Power Free fu esposta e per la prima volta messa in vendita su prenotazione in uno stand di fronte alla Camera di Commercio e dell’Industria ad Hamamatsu. L’operazione fu ripetuta una decina di giorni più tardi presso lo Shirokiya Department Store, nel distretto Nihombashi, a Tokyo, e anche in quella occasione l’accoglienza del pubblico fu molto calorosa.

La Power Free sarebbe diventata di sicuro un fenomeno di tendenza, con vendite in crescita costante, ma la sua carriera si rivelò piuttosto breve.
Con l’entrata in vigore di un Codice della Strada aggiornato, nell’agosto del 1952, ci fu una spinta alla progettazione di motori di maggior cubatura, più prestanti e più in linea con le richieste del pubblico.

La Power Free rimase in produzione ancora per qualche tempo, lasciando però il ruolo di portabandiera del marchio alla Diamond Free da 60 cc del 1953, le cui vendite si attestarono inizialmente attorno ai 4.000 esemplari al mese per poi raggiungere quota 6.000 grazie all’eco del suo trionfo nella prima gara in salita disputata sul Monte Fuji, sempre nel 1953.

Anche se dal punto di vista numerico la Power Free non ha raggiunto volumi di rilievo, il suo ruolo nella storia di Suzuki è comunque fondamentale. Al di là del valore simbolico dell’essere stata la prima due ruote di Hamamatsu, ha dimostrato infatti da subito la capacità di Suzuki di innovare e di compiere scelte originali, una filosofia che non è mai stata abbandonata e che è stata premiata da tanti successi, sia sportivi sia commerciali.

Nel 1960 Suzuki fece per esempio il suo debutto nel mondo delle corse motociclistiche, vincendo quindi nel 1962 il primo Gran Premio e il primo Campionato del Mondo. Da allora Suzuki non ha mai smesso di essere grande protagonista nelle competizioni, sia nel motocross, dove ha colto innumerevoli trofei, sia in pista. Nel tempo i piloti Suzuki hanno vinto sette titoli mondiali nella classe regina del Motomondiale, mentre nell’Endurance la Casa di Hamamatsu ha ottenuto venti allori iridati. Il tutto senza dimenticare i molteplici trionfi nel Campionato AMA Superbike e al Tourist Trophy dell’Isola di Man. Quanto alla produzione di serie, Suzuki ha proseguito lungo il cammino iniziato con la Power Free, ampliando via via la gamma con prodotti innovativi e sempre dotati di uno stile personale. Tanti modelli di Hamamatsu hanno scritto pagine memorabili della storia del motociclismo, rivoluzionando a più riprese il mondo del fuoristrada così come quello delle supersportive, delle crossover e degli scooter. La gamma attuale rispecchia questa vocazione pionieristica e propone mezzi che si distinguono nei rispettivi segmenti per il design, le prestazioni, il piacere di guida e l’affidabilità.

Volvo Trucks presenta un nuovo veicolo a emissioni zero

Immaginiamo un camion che emette solo vapore acqueo, produce la propria elettricità a bordo e gode di un’autonomia fino a 1000 km. Il tutto pare possibile grazie alle nuove celle a combustibile alimentate a idrogeno, e Volvo Trucks ha già iniziato a testare i veicoli che utilizzano questa tecnologia all’avanguardia.

Per la decarbonizzazione dei trasporti, Volvo Trucks offre già oggi veicoli elettrici a batteria e veicoli alimentati con carburanti rinnovabili, per esempio a biogas. Nella seconda metà di questo decennio, al suo portafoglio di prodotti si aggiungerà una terza opzione a zero emissioni di CO2: veicoli con celle a combustibile alimentati a idrogeno.


“Stiamo sviluppando questa tecnologia da diversi anni, ed è una grande soddisfazione vedere i primi veicoli che girano con successo sulla pista di prova. La combinazione tra batteria elettrica e cella di combustibile elettrica consentirà ai nostri clienti di eliminare completamente le emissioni di CO2 dai loro camion, indipendentemente dalla destinazione,” spiega Roger Alm, presidente di Volvo Trucks.


I camion elettrici a celle a combustibile avranno un’autonomia operativa paragonabile a quella di molti camion diesel, fino a 1000 km, con tempi per il rifornimento ridotti a meno di 15 minuti. Il peso totale potrà essere di circa 65 tonnellate, o perfino superiore, e le due celle a combustibile potranno generare 300 kW di elettricità a bordo.


Le prove pilota con i clienti inizieranno tra alcuni anni, e la commercializzazione è prevista per la seconda parte di questo decennio.
“I camion elettrici a celle a combustibile alimentati a idrogeno saranno particolarmente adatti per le lunghe distanze e per gli utilizzi pesanti, molto dispendiosi in termini di energia. Possono anche costituire la soluzione più adatta nei paesi in cui le possibilità di ricaricare le batterie sono limitate,” continua Roger Alm. 


Una cella a combustibile genera la propria energia a partire dall’idrogeno a bordo e non deve essere caricata da una fonte esterna. L’unico bioprodotto emesso è vapore acqueo.  
Le celle a combustibile verranno fornite da cellcentric – la joint venture tra il Volvo Group e Daimler Truck AG. Cellcentric costruirà uno dei più grandi impianti in Europa per la produzione di celle a combustibile, sviluppate appositamente per i veicoli pesanti.


Lo sviluppo della tecnologia delle celle a combustibile è appena iniziato. La tecnologia presenta molti vantaggi, ma pone anche delle sfide. Una di queste è la fornitura su larga scala di idrogeno verde*. Un’altra è costituita dal fatto che l’infrastruttura per il rifornimento dei veicoli pesanti deve ancora essere sviluppata.


“Prevediamo che la fornitura di idrogeno verde aumenterà in maniera significativa nei prossimi due anni, dato che molte aziende ne avranno bisogno per ridurre le emissioni di CO2. Tuttavia, non possiamo più attendere per la decarbonizzazione dei trasporti, siamo già in ritardo. Quindi, il mio chiaro messaggio a tutte le aziende di trasporti è di iniziare oggi stesso il percorso con le batterie elettriche, il biogas e le altre opzioni disponibili. I veicoli a celle a combustibile saranno un importante complemento per trasporti più lunghi e più pesanti, nel giro di pochi anni”, conclude Roger Alm.

Nuova Hyundai Ioniq 6: anticipate le forme.

 Hyundai ha svelato uno sketch del design dell’attesissima IONIQ 6, il secondo modello della gamma di veicoli completamente elettrici di Hyundai, IONIQ.

Il bozzetto illustra la silhouette distintiva e filante di IONIQ 6. Ispirata al concept  ev Prophecy, Nuova IONIQ 6 sarà presentata come Electrified Streamliner, dalle linee pulite e semplici e dalle forme molto aerodinamiche. Lo stile di design streamliner, evidente nello sketch, riflette l’impegno dei designer Hyundai per soddisfare le esigenze sia estetiche sia funzionali dei clienti nell’era della mobilità elettrica.

Potendo contare sull’Electric Global Modular Platform (E-GMP) di Hyundai Motor Group, IONIQ 6 è in grado di offrire un passo allungato e un design interno avanzato.

Nei prossimi giorni, nuove immagini teaser di IONIQ 6 saranno svelate sui canali social ufficiali di Hyundai e sulla pagina di campagna di IONIQ 6 (https://ioniq6.hyundai.com).

Hyundai rivelerà integralmente il design esterno e interno della nuova Electrified Streamliner alla fine del mese.

Audi e i suoi primi novanta anni

Come marchio di fabbrica Audi, i quattro anelli intrecciati simboleggiano la fusione, avvenuta il 29 giugno 1932, di quattro case automobilistiche in precedenza indipendenti: Audi, DKW, Horch e Wanderer. Sono le radici dell’odierna Audi AG.

Il 29 giugno 1932, su iniziativa della Banca di Stato della Sassonia, le società Audiwerke AG, Horchwerke AG e Zschopauer Motorenwerke J. S. Rasmussen AG (DKW) si fondarono per formare  Auto Union AG. La nuova entità finisce contemporaneamente un accordo con Wanderer Werke AG per l’acquisto e il leasing della divisione automobilistica di Wanderer. Il nuovo gruppo ha sede a Chemnitz, con l’amministrazione situata presso lo stabilimento DKW di Zschopau fino al 1936.

Dopo la sua creazione, auto Union AG è il secondo gruppo automobilistico più grande della Germania. Il logo dell’azienda riproduce quattro anelli intrecciati che rappresentano l’unità inscindibile delle quattro società fondatrici. I marchi Audi, DKW, Horch e Wanderer sono mantenuti. A ciascuno dei quattro Brand del gruppo è assegnato uno specifico segmento di mercato: DKW opera nel segmento dei motocicli e delle utilitarie, Wanderer costruisce e vende vetture di media cilindrata, Audi commercializza veicoli nel segmento delle medie cilindrate di lusso e Horch è sinonimo di auto di lusso nella fascia alta del mercato.

Oggi, gli appassionati possono ancora vivere la storia di Audi e della sua produzione automobilistica al Museo August Horch di Zwickau (https://www.horch-museum.de/en/), e anche al museo mobile di Ingolstadt.

Fino al 24 settembre, i visitatori di quest’ultimo potranno visitare l’esclusiva mostra “Il quinto anello”, che racconta la storia di NSU, il più antico marchio predecessore dell’attuale Audi AG.

Chi desidera visitare il museo comodamente da casa, può farlo in qualsiasi momento tramite l’app Audi Tradition, disponibile per il download su tutti i più diffusi app Store per smartphone iOS e Android.

Auto raduno turistico “Rocchetta Auto – Historic

Domenica 19 giugno è in programma il raduno turistico “Rocchetta Auto – Historic

La manifestazione è giunta alla quarta edizione. Dopo 2 anni di forzato stop dovuto ai problemi sanitari nazionali, il raduno “casalingo”, aperto ad auto storiche o d’interesse storico,  riprende il suo cammino.

Dopo l’esposizione statica  delle vetture dei partecipanti  in Piazza Regina Margherita, sempre a Rocchetta Ligure, inizierà il giro turistico di circa 34 km lungo le  strade che interessavano il percorso del mitico rally delle 4 Regioni.

Al termine con arrivo in località San Nazzaro,  rientro alla località di partenza con pranzo e simbolica premiazione.

Rocchetta Ligure, in provincia di Alessandria ,è raggiungibile tramite il casello autostradale di Arquata Scrivia sull’A7 Genova Milano.

Blog su WordPress.com.

Su ↑