Ricerca

Gino Bruni

Il mio blog

Categoria

Guida autonoma

Programma  Intelligent Roads: per offrire nuovi servizi ai viaggiatori

Prossimamente sarà interessata anche la Liguria.

Entrano  in  esercizio  sulla  A1 i primi tratti autostradali in cui automobili  e  infrastruttura  potranno comunicare tra loro, dando la possibilità   agli   utenti  connessi  di  avere  informazioni  sulle condizioni  di  viabilità  in  tempo  reale  e aprendo la strada allo sviluppo di nuovi servizi.

L’AD  di  Autostrade  per  l’Italia, Roberto Tomasi: “Continuiamo il nostro   percorso  verso  la  mobilità  del  futuro:  previste  nuove implementazioni  di  intelligent roads in Liguria e nella Variante di valico”.

Prende forma un nuovo modo di concepire la mobilità che proietta le autostrade nel futuro, grazie all’innovazione tecnologica e l’interconnessione  tra veicoli e infrastrutture. Sono entrate in esercizio le  prime  Smart  Roads  –  realizzate  attraverso  la  collaborazione  tra Autostrade  per  l’Italia,  la  sua  controllata  Movyon e Volkswagen Group Italia  –  che  dopo  un  periodo  di  sperimentazione diventano pienamente operative.

L’attivazione  interessa  26 chilometri del tratto autostradale tra Firenze Sud  e Firenze Nord in entrambe le direzioni e, altrettanti chilometri, sul nodo  urbano  di  Bologna: un totale di 52km di “strada intelligente” lungo l’Autostrada A1.

Su  queste  percorrenze,  Movyon  –  società  del Gruppo Aspi, leader nello sviluppo   e   nell’integrazione  di  soluzioni  tecnologiche  avanzate  di Intelligent  Transport  Systems  e  monitoraggio  delle infrastrutture – ha realizzato  il sistema di comunicazione tra veicolo e infrastruttura (V2I), che  permetterà di fornire informazioni agli utenti in tempo reale relative a  incidenti,  code,  veicoli  fermi  o  contromano, strada sdrucciolevole, presenza  di  persone  o  ostacoli  su strada, presenza di cantieri, eventi meteo.

Inoltre,  in  base  ai  prossimi sviluppi della tecnologia di bordo dei car maker,  le vetture potranno essere in grado di recepire le informazioni per prendere  decisioni  in autonomia durante la guida, come frenare davanti ad un  ostacolo,  scegliere  percorsi  alternativi  in base al traffico e agli eventi  su  strada,  offrendo  al viaggiatore anche suggerimenti su servizi disponibili   lungo   il   tragitto  (parcheggi,  limitazione  di  accessi, rifornimenti, etc).

“A   partire   da  Mercury,  il  Gruppo  ASPI  –  afferma  Roberto  Tomasi, Amministratore  delegato  di  Autostrade per l’Italia – ha avviato un piano innovativo  di  progressiva  digitalizzazione dell’infrastruttura stradale, che  mira alla creazione di un nuovo ecosistema focalizzato sulla mobilità, la   sicurezza  e  un  controllato  impatto  ambientale.  Nello  specifico, l’iniziativa  Intelligent  Roads prevede una prossima implementazione sulle tratte  autostradali  liguri  per  circa  50 chilometri e, successivamente, sulla Variante di Valico, per 90 chilometri”.

“Il  nostro  obiettivo – commenta Lorenzo Rossi, Amministratore delegato di Movyon  –  è  quello  di  continuare  a sviluppare e rendere disponibili su strada  soluzioni  in  grado di connettersi in maniera interoperabile con i sistemi di bordo di qualunque car maker, così da rendere le strade italiane pronte  per i sistemi di guida autonoma. Celebriamo un importante traguardo e   crediamo  che  l’innovazione  nello  sviluppo  e  nell’integrazione  di piattaforme  e  dispositivi  per  la  comunicazione   non  solo porterà miglioramenti  significativi nella gestione della viabilità, ma contribuirà a  disegnare  una  mobilità  sempre  più  intelligente  e sicura, con nuove opportunità in termini di servizi ai viaggiatori”.

Il  livello  di  informazioni  che  la vettura sarà in grado di ricevere ed elaborare  dipenderà dalla tecnologia prevista a bordo. I primi veicoli che comunicheranno  con  la  nuova  infrastruttura  saranno  quelli  del Gruppo Volkswagen  dotati  di  Car2X  integrato,  protagonisti  con  Movyon  della sperimentazione  che  ha  reso  possibile questa prima attivazione. Ciò che consente  alle  auto  di  comunicare direttamente con l’infrastruttura è la presenza  della  tecnologia  Car2X integrata. Un upgrade significativo, che permette  all’auto  di dialogare con l’ambiente circostante senza l’ausilio di  una on-board unit aggiuntiva. La comunicazione Car2X copre un raggio di 800  metri  in  pochi millisecondi e sfrutta il principio dell’intelligenza collettiva:  ciò  significa che migliorerà progressivamente con l’aumentare dei veicoli che la utilizzeranno, arrivando sempre di più a massimizzare la sicurezza  sulle  strade.  In  questa fase, le auto dotate di sistema Car2X potranno  ricevere  informazioni  sulla  posizione  di eventuali cantieri e sulle corsie chiuse (servizio di Road Works Warning).             

“La connettività è un elemento centrale per le auto di oggi. Il dialogo tra veicoli  e infrastruttura e, più in generale, con l’ambiente circostante ha un  enorme  potenziale  in  termini  di  sicurezza,  sostenibilità  e  user experience  –  commenta  Stefano  Sordelli,  Future  Mobility  Director  di Volkswagen  Group  Italia  –  Per velocizzare la creazione dell’ecosistema della  mobilità connessa e, in un momento successivo, di quella autonoma, è necessaria  la  collaborazione  tra  tutti  i player coinvolti: costruttori automobilistici,   aziende   tecnologiche,  gestori  delle  infrastrutture, istituzioni e centri di ricerca. L’attivazione delle prime Smart Roads è un ottimo esempio in tal senso”.

Il progetto, già illustrato al Ministro per le Infrastrutture e la Mobilità sostenibili  e le sue strutture tecniche, rientra nell’ambito del Programma Mercury, piattaforma nata in seno al Gruppo Autostrade per l’Italia per dar vita  a  un grande polo unitario e coordinato per l’innovazione tecnologica nel settore infrastrutturale. Mercury ha lo scopo di accelerare il contatto tra  la  domanda  di mobilità sostenibile e l’offerta, attraverso soluzioni innovative  e  coordinate  per  rispondere  efficacemente alla grande sfida dell’ammodernamento  e per rendere più efficiente la  rete.  Con  l’obiettivo  – parallelo    all’avanzamento    del    grande   piano   di   ammodernamento infrastrutturale  da  21 miliardi e mezzo di euro – di diventare sempre più gestore di mobilità integrata.

ACI “La guida autonoma è dietro l’angolo non possiamo farci trovare impreparati”.

“Spesso, il futuro ci spaventa solo perché non lo conosciamo. Ed è quello che sta accadendo anche con la guida autonoma”. È quanto ha dichiarato il Presidente dell’Automobile Club d’Italia, Angelo Sticchi Damiani, commentando i risultati degli ultimi test teorico-pratici, effettuati presso il Centro di Guida Sicura ACI Sara di Lainate, nell’ambito del progetto europeo PAsCAL (Public Acceptance of Connected and Autonomous vehicLes”: “Accettazione pubblica dei veicoli connessi e autonomi”) che mira a sensibilizzare e preparare gli automobilisti europei all’avvento della guida autonoma.

“L’idea – ha spiegato il Presidente ACI – che, presto, non saremo più noi a guidare la nostra auto ma sarà lei a guidare noi, ci preoccupa. È normale che sia così. La guida autonoma, però, è ormai dietro l’angolo. Non possiamo far finta di niente né farci trovare impreparati: correremmo un rischio troppo grande. Per questo l’ACI – che ha particolarmente a cuore la sicurezza degli automobilisti italiani – è parte attiva del progetto PAsCAL ed è impegnato, con tutta la sua esperienza, il suo know-how e le sue tecnologie, ad accompagnare gli automobilisti di oggi nella mobilità di domani”.

La formazione è uno dei fattori in grado di incidere in modo sostanziale sul comportamento e l’accettazione dei Veicoli Connessi e Autonomi (CAV) da parte dei conducenti.

È partendo da questa premessa che ACI READY2GO ha sviluppato la metodologia didattica teorico-pratica adottata da PAsCAL*, il progetto europeo nato – nell’ambito di “Horizon 2020”, il programma per la ricerca e l’innovazione dell’Unione Europea – con l’obiettivo di creare una “Guide2Autonomy” (“Guida verso l’Autonomia”): un insieme di linee guida e raccomandazioni per accelerare l’evoluzione user-friendly di veicoli e sistemi di trasporto automatizzati connessi.

Il percorso di costruzione e verifica della metodologia didattica READY2GO – rivolta a tutte le categorie di conducenti: alle prime armi, esperti e formatori professionisti – si è concluso a fine febbraio di quest’anno con lezioni pratiche nel Centro di Guida Sicura ACI Sara di Lainate, che ha visto il coinvolgimento di 91 conducenti totali di cui: 79 militari dell’Esercito Italiano (Brigata Alpina Taurinense e Comando NATO di Milano) e 12 civili.

La metodologia, infatti, composta da moduli articolati tra un approccio teorico CAV dedicato e uno più pratico che utilizza le funzionalità sviluppate nel Home Study Simulator**, è stata elaborata sulla base:

delle esperienze e delle osservazioni effettuate attraverso l’utilizzo del simulatore di guida HSS, in occasione dei test effettuati in UK da RED Driving School e in Italia da ACI Ready2GO e della revisione delle ricerche già svolte

delle esperienze didattiche già maturate negli anni dai docenti/istruttori delle autoscuole aderenti alle reti ACI, Ready2Go (Italia) e RED (Inghilterra).

I test si sono svolti  in Italia, nell’estate 2021, con il coinvolgimento di 230 allievi tra le province di Modena, Savona e Lecco.

In Inghilterra, nell’autunno 2021, con open day per 6 fine settimana rivolti a studenti e autisti esperti presso il RDS National Training Centre di Donington.

Entrambi i test hanno evidenziato che, pur essendo un elemento fondamentale della formazione, il simulatore di per sé non è sufficiente a preparare i conducenti a livelli avanzati di guida autonoma, ma è necessario che questo strumento sia integrato con la conoscenza dei sistemi elettronici di bordo e una parte pratica che permetta concretamente al conducente di sperimentarli e mettersi alla prova.

Le simulazioni virtuali e le lezioni di guida in ambiente protetto hanno permesso di confermare l’efficacia del modello composto da moduli teorici [che includono tassonomia dei livelli di guida autonoma, le prospettive legali, alcune spiegazioni di funzionalità aggiuntive dedicate disponibili sui CAV nonché principi chiave nel comportamento del conducente] e moduli pratici [che includono diversi scenari che propongono varie situazioni che si verificano in un tipico ambiente urbano così come in un ambiente autostradale in cui il processo di controllo della ripresa è importante].

Un importante strumento che potrà contribuire a supportare concretamente il delicato processo di transizione verso una modalità di guida che vedrà sempre di più il coinvolgimento dei Veicoli Connessi e Autonomi.

Entro il 2030 quindici nuovi veicoli elettrici Nissan

Nissan ha recentemente annunciato la sua strategia nel campo delle vetture elettriche, confermando che lancerà ventitré modelli elettrificati entro il 2030 .

Quindici di queste auto saranno veicoli puramente elettrici e l’azienda ha anticipato come appariranno alcune di esse con questi quattro nuovi concetti.

Il primo del gruppo, chiamato Nissan Chill Out, non è così lontano dalla realtà. Si trasformerà nel sostituto del marchio per la Leaf, che entrerà in produzione a metà di questo decennio, guidando lo sviluppo del reinventato hub Nissan di Sunderland EV.

Il Chill Out è un coupé-SUV, progettato per rivaleggiare con la Citroen e-C4 . Presenta inoltre lo stesso linguaggio di design del più grande veicolo elettrico di nuova generazione di Nissan , l’Ariya , condividendo gli stessi fari stretti, la griglia a forma di U e il parabrezza allungato.

Si basa sulle basi CMF-EV del marchio ed è alimentato dal propulsore elettrico e-4ORCE a doppio motore e trazione integrale di Nissan, entrambi condivisi anche con l’Ariya . Tuttavia, le dimensioni leggermente più piccole di Chill Out significano che probabilmente sarà fornita con un pacco batteria più piccolo rispetto all’unità da 87kWh di Ariya.

Nissan deve ancora confermare quanta potenza produrrà il sistema e-4ORCE nell’eventuale versione di produzione del Chill Out, ma l’Ariya a quattro ruote motrici è disponibile con una scelta di tre alternative. La versione più economica produce 275 CV, il modello di fascia media ha 302 CV e la variante di punta genera ben 389 CV e 600 Nm di coppia.

Guardando più avanti nel futuro, c’è Nissan Max-Out. È un’auto sportiva decappottabile a due posti, progettata per anticipare il progetto per i futuri modelli ad alte prestazioni del marchio. Prevediamo che sarà guidato dalla versione più potente del propulsore elettrico e-4ORCE dell’azienda. 

Nissan afferma anche che il concept è stato progettato con il pacco batteria montato sul telaio, il che conferisce all’auto un baricentro basso, e Nissan afferma che il concetto è “ultraleggero”. Come ulteriore diversità, i sedili anteriori potranno ripiegarsi nel pavimento per fornire spazio extra.

Il concept Surf-Out è un pick-up elettrico a cabina singola che secondo Nissan è “progettato per il divertimento”. Ha una strana griglia del radiatore trasparente, una cabina aperta nella parte posteriore e un’insolita barra luminosa per il portellone che può mostrare emoji. Ancora una volta è prevedibile che il concept utilizzerà la versione più potente del propulsore e-4ORCE di Nissan.

Infine, c’è il Nissan Hang Out. È un monovolume familiare con sedili modulari, quattro porte scorrevoli e uno stile squadrato. Dispone inoltre di una versione avanzata della tecnologia di assistenza alla guida ProPilot di Nissan, che possiamo solo supporre allontanerà maggiori responsabilità dal conducente, offrendo potenzialmente una guida autonoma senza supervisione sulle autostrade

Progetto PAsCAL: resi noti i risultati del “Pilota 5”

L’84% degli utenti vulnerabili (anziani, donne incinte, disabili, viaggiatori con bagagli pesanti, genitori con passeggino) ritiene che un ambiente di trasporto connesso li aiuterà a usare i trasporti pubblici in modo più agevole e autonomo; il 90% considera importante un’elevata autonomia nella mobilità quotidiana; il 62% pensa che gli ambienti di trasporto connessi ridurranno della metà i tempi degli spostamenti, e il 47% è disposto a pagare per questo tipo di servizio.

Sono queste le indicazioni essenziali del “Pilota 5” del Progetto PAsCAL* presentate nel corso dell’evento online “Connected Autonomous Vehicles: Inclusivity and accessibility considerations” (“Veicoli autonomi connessi: considerazioni su inclusività e accessibilità”).

La sperimentazione è stata effettuata con l’applicazione Apertum: una piattaforma digitale che consiglia, in tempo reale, percorsi e trasferimenti migliori – eliminando i non accessibili – e avverte dei possibili ostacoli.

I partecipanti hanno utilizzato tale applicazione per seguire quattro diversi itinerari all’interno del complesso e connesso sistema di trasporto di Madrid e partecipato ad una serie di test e focus group per capire, sulla base delle loro esperienze di viaggio, quale fosse l’interfaccia-utente migliore e il grado di utilità dell’applicazione.

Tre le principali criticità emerse nel corso della sperimentazione:

Preoccupazioni per l’interazione con la mobilità tradizionale, per ragioni etiche relative a scelte e decisioni degli algoritmi.

Terminologia troppo astratta.

Carenza di informazioni su accessibilità dei trasporti pubblici.

Sistemi di navigazione, app di ridesharing (Uber, app per taxi, ecc.) e funzionalità connesse (es. sugli autobus: l’indicatore della fermata successiva), sono risultate le funzionalità più familiari. Meno user-friendly, invece, sistemi quali cruise control adattivo e sterzo automatico.

Gli HMI (human-machine interface: interfaccia uomo-macchina) a bordo dovrebbero, infine, essere dotati di più opzioni di utilizzo (es. attivazione audio e vocale), mentre, per garantire la sicurezza delle persone ipovedenti nei dintorni, i veicoli dovrebbero comunicare con il loro ambiente tramite segnali acustici.

*PAsCAL – acronimo di “Enhance driver behaviour and Public Acceptance of Connected and Autonomous vehicLes” (Migliorare il comportamento del conducente e l’accettazione pubblica dei veicoli connessi e autonomi) – è un progetto europeo volto a sviluppare una mappa multidimensionale dell’accettazione da parte del pubblico dei livelli superiori di Veicoli Connessi e Autonomi (CAV), evidenziando eventuali criticità in materia, in particolare indagando le nuove esigenze di “autista” considerando diverse modalità e servizi di mobilità. L’obiettivo di PAsCAL è, infatti, quello di creare una “Guide2Autonomy” (G2A), un insieme di linee guida e raccomandazioni per accelerare l’evoluzione user-friendly di veicoli e sistemi di trasporto automatizzati connessi.

Aci e Csi presentano le nuove valutazioni Euro Ncap

Euro NCAP ha presentato, i nuovi protocolli di verifica delle tecnologie per la guida assistita e pubblicato i risultati dei test condotti su 10 autovetture dotate di sistemi di ausilio di livello 2, concentrandosi sulle funzionalità cosiddette “Highway Assist”.

La prima campagna di prove Euro NCAP del 2018 era focalizzata sulla verifica dei sistemi di Cruise Control Adattativo, combinati al controllo della posizione in corsia (Lane Centering) e valutati in tipici scenari di guida.

Oggi, a due anni di distanza, a fronte di uno scenario tecnologico evolutosi rapidamente, anche i rating Euro NCAP si sono adeguati, elaborando nuovi protocolli di prova e criteri di classificazione ad hoc.

I test 2020 hanno analizzato 10 modelli di autovetture dotate di tecnologia Highway Assist, basandosi – da una parte – sull’equilibrio fra l’assistenza fornita dal veicolo e l’impegno del conducente e – dall’altra – sul supporto alla sicurezza.

Quali sono stati i risultati in termini di tecnologia e affidabilità? In crescita decisa rispetto al 2018 e con miglioramenti notevoli sui sistemi di guida assistita, ma con, ancora, alcune criticità in termini di integrazione, in particolare per quanto riguarda il dialogo veicolo-conducente ed i sistemi di monitoraggio dello stesso.

“L’attività di verifica dei sistemi di guida automatizzata condotta dai membri di Euro NCAP, tra i quali ACI, ed il laboratorio di riferimento CSI, si inserisce in un contesto normativo internazionale non ancora definito in termini di omologazione e verifica della sicurezza dei sistemi di guida assistita” – ha commentato Angelo Sticchi Damiani, Presidente dell’Automobile Club d’Italia. “Il nostro principale obiettivo è quello di informare gli automobilisti sul reale stato dell’arte dei sistemi di guida assistita oggi disponibili – ha concluso il presidente dell’ACI. Il conducente è ancora indispensabile, deve essere sempre vigile e pronto ad intervenire, mentre i sistemi di assistenza devono collaborare e non contrastare la guida del veicolo”.

“I sistemi di monitoraggio diretto del conducente, ad oggi assenti su tutte le vetture provate, saranno cruciali per i sistemi di assistenza alla guida con prestazioni più elevate” ha commentato Henry Gutman – Automotive Business Development/Director Europe di CSI. “Finché non si arriverà ad una effettiva vettura a guida autonoma, dunque senza la necessità di un conducente, tutte le tecnologie sviluppate vanno infatti considerate come di supporto alla guida. L’aumento del livello di assistenza non deve generare nel conducente un falso senso di autonomia della vettura. È per questo motivo che, ai fini della sicurezza stradale, per il sistema diventa sempre più importante garantire che il conducente rimanga impegnato nell’attività di guida”.

I sistemi futuri dovranno essere dotati di sensori di monitoraggio del conducente in grado di “percepire” il livello di attenzione alla guida. Quando viene rilevato un conducente poco attento, il sistema dovrebbe emettere un avviso. In caso non ci sia risposta da parte dello stesso, il sistema dovrà essere in grado di reagire per garantire l’incolumità degli occupanti e degli altri utenti della strada.

I test condotti e i risultati di prova

Per ogni area di valutazione sono stati eseguiti test specifici.

Per la valutazione dell’assistenza del veicolo si sono verificate le prestazioni dei sistemi di controllo longitudinale e laterale. Per i primi si è valutato il comportamento in scenari tipici extraurbani (veicoli in movimento lento, veicoli in frenata, veicoli fermi, cambi di corsia improvvisi) e il mantenimento della velocità su strada, per i secondi il controllo in cambi di direzione (S-bend).

Per l’impegno del conducente si è valutata l’interazione tra il guidatore e la vettura, inoltre si è valutata la potenzialità che l’assistenza del veicolo venga fraintesa a causa di comunicazioni fuorvianti.

Per quanto riguarda invece il supporto di sicurezza si è valutato come i sistemi di emergenza, come ad esempio AEB e LKA, interagiscono coi sistemi di assistenza in quelle situazioni nelle quali i sistemi di assistenza non sono sufficienti a garantire la gestione in sicurezza della condotta del veicolo.

Delle 10 vetture analizzate (Mercedes Benz GLE, BMW 3-series, Audi Q8, Ford Kuga, VW Passat, Tesla Model 3, Nissan Juke, Volvo V60, Renault Clio, Peugeot 2008) e su una classificazione a 4 livelli (very good, good, moderate e entry) tre vetture hanno ottenuto “very good” – il punteggio migliore – una “good”, quattro “moderate” e due “entry”.

Tutti i risultati di prova delle 10 vetture e la campagna guida assistita 2020 sono disponibili al seguente link: https://www.euroncap.com/it

FCA la tecnologia 5G può rendere le auto più intelligenti e più sicure

Grazie all’invenzione e all’innovazione in campo tecnologico, le automobili, proprio come gli smartphone, sono passate dall’offrire funzioni limitate a essere veri e propri hub di servizi integrati. Il ruolo delle case automobilistiche è garantire che le auto traggano il massimo vantaggio da questi progressi ed è per questo che, quando ha progettato la piattaforma Uconnect, FCA ha predisposto la possibilità di poter integrare le innovazioni future, in particolare la tecnologia 5G.

Questa piattaforma integrata per veicoli connessi ha quindi permesso a FCA di creare un “ecosistema globale” con cui migliorare l’esperienza di guida sia all’interno che all’esterno del veicolo. Il 5G è ben più di un semplice progresso tecnologico: è una rivoluzione concettuale della connettività automobilistica.

Un esempio concreto dell’impegno FCA sul fronte dell’innovazione è stata la partecipazione attiva alla 5GAA World Conference and Demonstration che si è svolta  a Torino. L’evento ha dimostrato come due vetture connesse possano comunicare tra loro e con il cloud, migliorando la sicurezza e la qualità di guida. La diffusione della tecnologia 5G introdurrà una nuova generazione di comunicazioni ad alta velocità e bassa latenza e FCA ha presentato cinque nuovi sistemi in grado di sfruttare questi vantaggi.

E-mobility 2019: il 23 novembre a Torino e Genova

Il 23 novembre si svolgerà la terza edizione di Visionary Days, l’innovativo format prodotto da giovani per altri giovani, con l’obiettivo di creare un ambiente in cui persone con differenti background possono incontrarsi, discutere e dare vita insieme alla propria idea di futuro.

L’evento combina gli aspetti divulgativi di una conferenza con l’interattività e la sfida progettuale, una sorta di convention-riunione in cui – per un periodo di tempo prestabilito – numerosi partecipanti si riuniscono per trovare soluzioni a problemi o per sollevare idee e proposte.
Per la prima volta Visionary Days si svolgerà in parallelo in due sedi – a Torino, presso le Officine Grandi Riparazioni, e a Genova presso il Palazzo Ducale – realizzando al primo evento europeo del genere: un’esperienza di dieci ore di confronto, dalle 9:30 alle 19:30, in due luoghi distanti centinaia di chilometri ma connessi in ogni momento, per agire come in un’unica grande tavola rotonda.

Organizzato da un’associazione fondata e composta da un gruppo di studenti del Politecnico di Torino, Visionary Days è un esperimento molto innovativo al quale non può mancare Fiat Chrysler Automobiles che ne è partner con la sua divisione e-Mobility, creata nell’organizzazione della regione EMEA con il compito di coordinare tutte le attività collegate alla mobilità, non solo elettrica.

Infatti, e-Mobility non segue solo l’elettrificazione dei veicoli di FCA, ma accompagna l’azienda verso un modo completamente differente di intendere l’uso dell’auto e la mobilità in generale.

Gli oltre 1.500 partecipanti a Visonary Days saranno distribuiti su 120 tavoli, ognuno coordinato da un moderatore e si confronteranno su numerosi e differenti temi: i risultati saranno aggregati ed elaborati grazie a “Lee” (l’intelligenza artificiale di Visionary Days), una piattaforma tecnologica che – connettendo virtualmente tutti i tavoli – elaborerà in tempo reale le idee emerse da ognuno di essi, con una visualizzazione immediata in entrambe le sale.

Quattro le sessioni di confronto su ognuno dei due palchi di Torino e Genova: Risorse, Abitanti, Economie, Nuova Terra cui si aggiungeranno sessioni dedicate alla discussione sulla e-mobilità nelle “Smart City”. Per FCA, i temi di e-Mobility saranno approfonditi grazie agli interventi di Daniele Lucà (responsabile di e-Mobility Business Development, FCA region EMEA) e Giorgio Neri (responsabile di Fiat 500 Family in FCA region EMEA).

L’auto del futuro, secondo i consumatori

Per gli italiani l’automobile è ibrida e sempre più connessa.
Sul mercato internazionale del settore Automotive rallenta l’entusiasmo dei consumatori nei confronti della tecnologia a guida autonoma. Al tempo stesso però si rafforza la preferenza verso la mobilità ibrida/elettrica, trainata soprattutto dai Paesi orientali (Cina e Giappone) e dall’Italia (al primo posto in Europa). Il nostro Paese si distingue inoltre per una maggiore predisposizione alla connettività a bordo dei veicoli, in netto contrasto rispetto agli altri Paesi europei, dove prevalgono i timori legati alla raccolta dei dati personali.
Questo è in sintesi quanto emerge dall’articolo di Deloitte Italia “L’auto del futuro, secondo i consumatori” basato sui risultati della Global Automotive Consumer Survey di Deloitte con uno specifico focus sull’Italia, che ogni anno coinvolge oltre 20.000 consumatori in diciassette Paesi.

Questo quanto è emerso nel dettaglio:

Frena l’entusiasmo dei consumatori per le auto a guida autonoma.
▪ Nel 2018 quasi un terzo degli italiani (29%) continua a ritenere ”non sicura” la tecnologia a guida autonoma, in linea con il resto del mondo.
▪ Per più di un italiano su due (53%) le notizie d’incidenti hanno influito sulla sicurezza percepita dei veicoli a guida autonoma.
▪ Il 63% degli italiani vorrebbe un livello di controllo “molto elevato” da parte di governi e istituzioni sulla tecnologia a guida autonoma.
▪ Sulla guida autonoma, cala in tutti i paesi la preferenza per i player tradizionali: in Italia scende dal 51% al 36%.
▪ I brand tecnologici guadagnano consensi per portare la tecnologia a guida autonoma sul mercato: in Italia salgono dal 26% al 30%.

“L’interesse dei consumatori per la tecnologia a guida autonoma ha subito un brusco rallentamento a livello globale – osserva Giorgio Barbieri, Senior Partner Deloitte e Automotive Sector Leader – ma i dubbi e i timori relativi alla sicurezza potrebbero essere alleviati dal rafforzamento degli standard qualitativi e dalla formulazione di un nuovo quadro normativo, per il quale i governi dovrebbero assumere un ruolo di leadership. Ciò consentirebbe inoltre all’industria automobilistica di convergere verso standard chiari e soluzioni tecnologiche condivise, riducendo al contempo i costi di conformità normativa”.

 

L’elettricità sarà la vera protagonista del (prossimo) futuro della mobilità globale, in particolare nel Sol Levante.
▪ Italia ai primi posti al mondo come preferenza per la mobilità ibrida/elettrica (41%), dietro solo a Cina (46%) e Giappone (44%)
▪ Negli USA la mobilità ibrida/elettrica registra un ruolo marginale (22%), grazie al minor costo dei carburanti tradizionali. Dichiara Giorgio Barbieri: “Vale la pena sottolineare il fatto che i consumatori italiani si dimostrano più aperti ed entusiasti, rispetto alla maggior parte degli altri paesi, nei confronti del nuovo trend della mobilità ibrida/elettrica. Compito dei player tradizionali è saper innovare e continuare a investire in ricerca e sviluppo per cogliere quest’opportunità e non rimanere indietro rispetto alla futura crescita del comparto a livello mondiale.”.
I consumatori italiani sono tra i più inclini a pagare un sovrapprezzo per una maggiore connettività a bordo.
▪ L’Italia registra una delle preferenze più alte (60%) a livello mondiale per i veicoli connessi, davanti a Stati Uniti (47%), UK (45%), Francia (36%) e Germania (35%.)
▪ Gli italiani sono i meno preoccupati al mondo (31%) per la raccolta dei dati personali a bordo dei veicoli connessi.
▪ Il 72% degli italiani (1° posto in Europa) sarebbe disposto a pagare un sovrapprezzo per una maggiore connettività a bordo.
Osserva Giorgio Barbieri: “A livello globale, i consumatori potrebbero non essere pronti a pagare un sovrapprezzo per la maggiore connettività a bordo, soprattutto a causa delle preoccupazioni legate alla raccolta dei dati personali; l’Italia si muove però in contro tendenza, rivelando una predisposizione nettamente più alta rispetto agli altri Paesi”.
“La chiave per realizzare una mobilità sempre più connessa risiede nella capacità di coinvolgere soprattutto i consumatori più giovani, invitandoli ad adottare le soluzioni più innovative e a consolidare il trend sul mercato; tutto ciò nell’ipotesi che le varie industrie interessate al mercato possano continuare a investire abbastanza a lungo per consentire a questa trasformazione del mercato di realizzarsi intercettando le reali esigenze dei consumatori.”

Goodyear in partnership con Local Motors per lo sviluppo di shuttle a guida autonoma

Goodyear ha stretto una partnership con Local Motors, con sede in Arizona, per equipaggiare in esclusiva i veicoli Olli, un minibus senza autista per il trasporto di otto passeggeri. Quest’accordo permetterà a Goodyear di compiere dei test focalizzati sugli pneumatici destinati ai veicoli a guida autonoma.

“Il nostro lavoro sui progetti di veicoli a guida autonoma come Olli è uno dei pilastri del nostro programma di sviluppo di soluzioni al servizio della mobilità del futuro. Attraverso programmi pilota in partnership con le principali startup, raccogliamo importanti dati sui veicoli e sulle dinamiche di sharing e li utilizziamo per migliorare le performance operative di questi veicoli a vantaggio dei clienti,” dichiara Chris Helsel, Chief Technology Officer di Goodyear.

In aggiunta a questa partnership, in Lussemburgo dove ha sede uno dei suoi due centri di innovazione globale, Goodyear equipaggia tre shuttle a guida autonoma gestiti dalla società di autobus Sales-Lentz. Questi veicoli sono in grado di trasportare fino a quattordici passeggeri per volta ed effettuano corse lungo diverse tipologie di strade locali. Gli pneumatici Goodyear che equipaggiano queste tre navette sono dotati di sensori per raccogliere dati in condizioni di utilizzo reali, che gli ingegneri possono utilizzare per pianificare una manutenzione preventiva e migliorare le prestazioni.

Blog su WordPress.com.

Su ↑