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Gino Bruni

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Inquinamento traffico

Politecnico di Torino: il Team H2politO secondo al Shell Eco-Marathon Europe

Anche quest’anno il prototipo IDRAkronos – progettato e realizzato dal Team H2politO – ha chiuso al 2° posto la Shell Eco-Marathon Europe, la competizione che si è svolta presso il circuito di Mercedes-Benz a Brooklands (Londra).

146 team, costituiti dagli studenti delle migliori Università e scuole superiori di tutta Europa, si sono sfidati nella più importante gara di “efficienza energetica”.

I veicoli, 100 Prototipi e 46 Urban Concept, si sono sfidati negli 11 giri del tracciato, per un totale di circa 15,6 km,  da percorrere in un tempo massimo di 39 min per ottenere il miglior consumo durante uno dei 4 run a disposizione. Viene quindi calcolato il consumo in kWh, kg/m3 di energia o km percorribili con l’equivalente di un litro di carburante.

IDRAkronos, che ha partecipato nella categoria Prototipi a fuel cell a idrogeno, è una monoscocca autoportante in fibra di carbonio alla sua 4° stagione. Quest’anno è stato “rivoluzionato” dal punto di vista powertrain, grazie all’utilizzo integrato di Supercap (42 F a 30 V), Fuel-cell ad idrogeno (600 W) e motore elettrico brushed (200 W), insieme a schede elettroniche di controllo e modelli di strategia di gara realizzati “ad hoc”. Queste modifiche tecniche hanno consentito al veicolo di registrare un consumo di 1058 km/m3 (di idrogeno in condizioni normali) che corrisponde a circa 3445 km/L (di benzina), segnando così un nuovo record personale.

Il secondo veicolo, JUNO, è un Urban Concept con una monoscocca autoportante in fibra di carbonio, componenti meccanici realizzati in ottica “lightweight design”, sfruttando anche la tecnologia dell’additive manufacturing, e powertrain termico a benzina (un motore 50 cc trasformato da carburatore a iniezione). Queste scelte tecniche hanno permesso di contenere la massa a vuoto del veicolo a 129 kg.

Nonostante l’assemblaggio di JUNO sia stato ultimato la notte prima della partenza per la competizione, il veicolo ha superato tutti i check tecnici e di sicurezza necessari per l’ammissione alla gara. Alcuni problemi tecnici non hanno consentito a JUNO di completare un run valido per essere classificato, ma nei 9 giri di pista completati sugli 11 previsti ha registrato un consumo di 197 km/L, un ottimo punto di partenza per il futuro.

Durante la cerimonia di apertura della competizione l’ex studente Giulio Maurizio, che è stato responsabile dell’area fuel cell del Team H2politO, ha ricevuto una speciale menzione, in quanto vincitore, su 474 application, del concorso organizzato per i partecipanti alla competizione da Shell  e Ferrari per un tirocinio post laurea di 6 mesi a Maranello.  Concluso il tirocinio, Giulio è poi stato confermato in Ferrari.  Un ulteriore orgoglio per il Team torinese.

Le auto più “verdi” secondo “Green Ncap”

Emissioni e consumi reali delle auto in commercio rivelati dai test – oggettivi e indipendenti – effettuati, sia in laboratorio che nel traffico, da Green NCAP, il consorzio, voluto da FIA (Federazione Internazionale dell’Automobile) ed Euro NCAP, per promuovere auto meno inquinanti e più efficienti in termini di consumi di carburante ed energia.

Cinque le vetture oggetto della seconda serie di test. Il punteggio massimo – 5 stelle – è stato ottenuto da un’auto elettrica: Nissan Leaf. Quattro stelle sono andate alla Opel Corsa (benzina); tre a Audi A4 Avant g-tron (metano), Mercedes Classe C e Renault Scenic (diesel).

La Nissan Leaf di seconda generazione, (presentata nel 2017), veicolo elettrico puro alimentato da una batteria da 40 kW/h, ottiene il massimo punteggio in virtù delle emissioni. Qualche criticità è stata riscontrata nel campo dei consumi (valutazione dell’efficienza energetica). Non si sono registrati evidenti miglioramenti tra la modalità di guida ecologica rispetto a quella standard, con aumento elevato dei consumi nella severa prova di guida reale in autostrada a pieno carico. Nel confronto con gli altri due modelli elettrici analizzati nella precedente serie di test, (Hunday Ioniq e BMW i3), i consumi di energia sono risultati leggermente superiori.

La quinta generazione dell’Opel Corsa, alimentata con motore a benzina Euro 6d temp, ottiene buoni risultati nelle prove di emissione, voto 9 in una scala da 1 a 10, grazie al post trattamento con catalizzatore a tre vie e filtro antiparticolato, e dei consumi. Qualche criticità nei test di laboratorio per le emissioni di particolato (PN) a caldo e di ossido di carbonio (CO) in autostrada a pieno carico. Anche i consumi sono risultati massimi nella prova in autostrada a pieno carico.

L’Audi A4 Avant nella versione “g-tron” è alimentata a metano (Gas Naturale Compresso, CNG), ma può funzionare anche a benzina, (essendo dotata di una piccola riserva di carburante per le situazioni di emergenza). Le prove sono state effettuate con entrambe le alimentazioni. Buoni i risultati del funzionamento a metano con contenuti livelli di emissioni, ad eccezione del monossido di carbonio (CO). Nel test autostradale a pieno carico sono risultate elevate le emissioni degli idrocarburi (HC). Anche se le valutazioni complessive scaturiscono dalle prestazioni del funzionamento a metano, l’A4 è stata penalizzata dal motore Euro 6b, può essere ancora commercializzato ma presto dovrà essere aggiornato all’Euro 6d. Il test sarà ripetuto al momento della nuova motorizzazione.

La Mercedes-Benz Classe C di quarta generazione ha ottenuto un risultato eccellente dei livelli di emissioni inquinanti, con il massimo del punteggio registrato fino ad ora da un motore non elettrico, ed uno ‘score pari’ a 9 su una scala da 1 a 10. Prestazioni encomiabili in tutti i test, sia in laboratorio che su strada. Nel complesso il risultato ha messo in evidenzia che anche i motori diesel, con catalizzatore a riduzione selettiva e filtro antiparticolato, offrono emissioni eccezionalmente basse. Il punteggio complessivo è stato penalizzato dalle prove dell’efficienza energetica, con risultati marginali nel test di laboratorio ‘a caldo’ e in condizioni di guida reale in autostrada a pieno carico.

Nella quarta generazione del modello Renault Scenic il catalizzatore e il filtro antiparticolato hanno consentito di limitare le emissioni inquinanti con ottimi risultati in tutti i test, eccetto quello in autostrada con auto a pieno carico, dove sono risultate elevate le emissioni degli ossidi di azoto (NOx). Buona anche l’efficienza energetica: il giudizio pari a 5,9 ha impedito il conseguimento di 4 stelle, sarebbe bastato raggiungere uno ‘score’ pari a 6.

Il consorzio Green NCAP – costituito da Governi, Club automobilistici (tra i quali l’ACI), rappresentanti di consumatori, laboratori di prova e centri di ricerca universitari di 8 Paesi europei – mette a disposizione di tutti informazioni certificate relative alla reale sostenibilità ambientale dei veicoli, al di là di quanto richiesto dalle normative vigenti o dichiarato dai costruttori.

In questa fase iniziale, Green NCAP ha preso in considerazione unicamente l’energia impiegata durante la guida, successivamente valuterà l’intero ciclo di vita dell’auto (Life Cycle Assessment), compresa l’energia consumata per la produzione e lo smaltimento dei veicoli.

 

Auto Elettrica: piace a tutti ma le vendite sono marginali

L’Osservatorio Auto Findomestic, condotto in 16 Paesi, fotografa punti di forza e di debolezza delle auto elettriche e rileva che l’inversione di tendenza potrebbe esserci nei prossimi 5 anni: in Italia quasi 6 intervistati su 10 dichiarano, infatti, di essere intenzionati all’acquisto di un’auto ibrida elettrica e più di 4 su 10 all’acquisto di una elettrica al 100%.

Tutti dicono di volerla, ma in realtà in pochi la comprano. L’auto elettrica non è il mezzo di trasporto del nostro presente ma sembra destinata a imporsi nel prossimo futuro.Secondo l’Osservatorio Auto Findomestic, che ha interrogato un panel di automobilisti in 16 Paesi del mondo, nei prossimi 5 anni il 57% del campione intervistato a livello mondiale dichiara che acquisterà un’auto ibrida, soprattutto in Messico (80%), Italia (76%), Spagna (75%) e Brasile (75%), mentre il 43% risponde che ne comprerà una tutta elettrica, con percentuali che si attestano intorno al 70% in Messico (72%), Brasile e Cina (68%).

IN ITALIA SOLO LO 0,4% DELLE AUTO NUOVE SONO 100% ELETTRICHE. «Secondo i dati di UNRAE – spiega Claudio Bardazzi, responsabile dell’Osservatorio Auto Findomestic – su quasi 1 milione di auto nuove immatricolate in Italia da gennaio a maggio 2019 solo poco più di 3.500 sono 100% elettriche e circa 48.000 ibride, di cui appena 2.000 di tipologia PLUG-IN, cioè capaci di ridurre sensibilmente le emissioni di CO2».

IL “FRENO” DEL COSTO D’ACQUISTO E I SUPERINCENTIVI DI CINA E NORVEGIA. «Nello scenario globale- sottolinea Bardazzi – il principale freno alla diffusione dell’auto elettrica risulta essere il costo d’acquisto, ancora alto e poco concorrenziale. Oggi l’86% del campione mondiale, il 91% degli italiani, è consapevole che il veicolo elettrico costi più dell’equivalente termico e il 42% (32% degli italiani) non è disposto a sostenere alcuno sforzo supplementare per acquistare un’auto elettrica.Gli unici Paesi in grado di offrire forme efficaci di incentivazione sono la Cina, che ha introdotto esenzioni fiscali comprese fra 5.100 e 8.700 dollari, e la Norvegia, la cui normativa prevede l’esenzione dall’imposta sull’acquisto e dall’IVA, uno sconto sull’acquisto dei veicoli ibridi ricaricabili e l’esenzione dalla tassa di circolazione, dai pedaggi e dalle spese di traghetto».

I “MUST” DELL’E-CAR: GUIDA FLUIDA, ACCELERAZIONE E SILENZIOSITA’. L’analisi di Findomestic si concentra sui punti di forza e di debolezza dei veicoli elettrici. L’86% degli intervistati (l’83% in Italia) afferma di apprezzare la fluidità della guida grazie anche all’accelerazione bruciante e all’assoluta silenziosità di marcia. Caratteristica, quest’ultima, che ha convinto la UE a rendere obbligatoria la presenza sui veicoli elettrici di un dispositivo sonoro Avas (AudibleVehicleAlert System) che avvisa i pedoni del passaggio dell’auto.

Gli automobilisti sono allettati anche dai ridotti costi di utilizzo e di manutenzione. Curioso notare come i norvegesi, molto più avanti nella sperimentazione di modelli di auto elettriche, siano i più scettici (solo il 56% ritiene che la manutenzione di un’auto elettrica sia più economica rispetto alla media mondiale del 68%) su questo aspetto.

L’AUTO ELETTRICA PUO’ ANCHE “INQUINARE”.Il carattere ecologico delle auto elettriche costituisce un importante valore aggiunto per l’89% dei possessori di auto (il 93% in Italia), convinti che l’utilizzo delle e-car potrà ridurre in maniera significativa l’inquinamento. E tuttavia l’auto elettrica paradossalmente può anche aumentare le emissioni di Co2. Un automobilista su tre è attento a come viene prodotta l’elettricità che alimenta le automobili e a come vengono smaltite le batterie. Se da un lato le auto elettriche francesi e norvegesi riducono notevolmente le emissioni di gas serra, dall’altra quelle degli Stati Uniti e, in misura maggiore, della Cina risultano più inquinanti delle auto equivalenti a motore termico.

AUTONOMIA E COLONNINE I TALLONI D’ACHILLE.Uno dei talloni d’Achille è senza dubbio l’autonomia: il 54% (46% in Italia)del campione, acquisterebbe un’auto elettrica solo se l’autonomia superasse i 300 km, problema particolarmente sentito in Spagna (71%), Germania (67%) e Francia (62%). Vera nota dolente della mobilità elettrica è la disponibilità delle colonnine di ricarica rapida la cui implementazione lungo la rete stradale e autostradale rassicurerebbe i due terzi degli automobilisti di tutto il mondo (71% in Italia) che reputano le attuali infrastrutture ampiamente insufficienti.

CRISCI (UNRAE): “NEL PROSSIMO FUTURO AUTO ELETTRICA CONNESSA E CONDIVISA”.
«Il futuro dell’auto elettrica – commenta il presidente di UNRAE Michele Crisci – sarà molto legato alla capacità che le infrastrutture avranno di permettere agli utenti una ricarica continua, veloce, diffusa in maniera ampia sia domestica sia pubblica, sia nei luoghi dove lavoriamo. Non dobbiamo dimenticarci che il nostro Paese vive anche di turismo e quindi dobbiamo immaginarci un futuro in cui i turisti dovranno ricaricare le loro vetture. Dovremo adeguare velocemente le infrastrutture per permettere al nostro prodotto interno lordo di essere alimentato dai proventi del turismo».«L’auto del futuro – conclude Crisci – sarà sicuramente un’auto elettrica, connessa e condivisa. È inevitabile un periodo di transizione. Si devono tenere in considerazione i futuri sviluppi tecnologici ma anche la situazione presente, perché in Italia abbiamo 37 milioni di autoveicoli ‘antiquati’ rispetto a queste tecnologie».

Tra il 2017 e il 2018 in Liguria i più veicoli merci meno bus.

Tra il 2017 e il 2018 in Liguria il parco circolante di veicoli per trasporto merci è cresciuto dell’1%, passando da 93.874 a 94.767 unità. Il numero di autobus in circolazione nel 2018 è diminuito dello 0,4% rispetto al 2017, attestandosi a quota 2.488 unità. Questi dati sono stati elaborati dal Centro Ricerche Continental Autocarro sulla base dei dati diffusi da Aci.

A livello provinciale nel settore degli autobus ad aumentare sono i dati di Imperia (+1,4%) e Savona (+0,8%), mentre a La Spezia e a Genova è stato registrato un calo (rispettivamente dell’1,3% e dell’0,8%). Nel comparto dei veicoli per il trasporto merci invece le province che fanno registrare dati positivi sono Genova (+1,5%), Imperia (+0,9%) e Savona (+0,9%), mentre a La Spezia vi è stato un calo (-0,7%).

A livello nazionale tra il 2017 e il 2018 il parco circolante di veicoli per trasporto merci è cresciuto dell’1,5%, passando da 4.635.945 a 4.707.301 unità. Nello stesso periodo anche il parco circolante italiano di autobus è cresciuto, passando da 99.100 a 100.042 veicoli, con un aumento percentuale pari all’1%.

“La crescita del parco circolante italiano di autobus e di veicoli per il trasporto merci – sottolinea Enrico Moncada, Business Unit Truck Replacement and Original Equipment Manager Continental Italia – è sintomo di una ripresa del settore dei trasporti su strada ed ha anche l’effetto positivo di consentire l’ingresso nel parco circolante di nuovi automezzi con dispositivi di sicurezza di gran lunga più efficaci e con livelli di emissioni di sostanze nocive molto minori rispetto ai vecchi mezzi”.

 

Dieselgate: nuova azione legale del Codacons contro Governo e Volkswagen

Nuova azione legale del Codacons sul caso Dieselgate. L’associazione ha indetto per lunedì 24 giugno una conferenza stampa a Roma per illustrare tutti i dettagli dell’iniziativa e le novità sul fronte dell’inchiesta penale in corso a Verona, nella quale l’associazione è parte offesa.

Nel corso dell’incontro con la stampa il Codacons presenterà i dati sulle conseguenze per l’ambiente e per la salute umana derivanti dalle emissioni falsificate delle auto e una nuova denuncia a 104 Procure contro il Governo italiano (nelle persone dei Ministri dell’Ambiente, della Salute e dello Sviluppo Economico) e la casa automobilistica tedesca, alla luce di un recente studio che ha quantificato i morti in Italia causati dalle emissioni alterate delle automobili diesel, per concorso per omissione in omicidio colposo plurimo. Oltre alla denuncia penale, l’associazione illustrerà un’azione risarcitoria riservata alle vittime del Dieselgate e ai proprietari italiani di automobili del gruppo tedesco coinvolte nello scandalo.

Durante la conferenza, infine, saranno rese note le perizie eseguite dai tecnici incaricati dal Tribunale di Verona sulle auto Volkswagen e Porsche, che attestano, oltre ogni ragionevole dubbio, le alterazioni nelle emissioni e le conseguenze sul fronte ambientale.

Nuova Zoe – il piacere della guida 100 % elettrica

Con la nuova Zoe il piacere di guida al 100% elettrica assume una nuova dimensione!

Il lancio della terza generazione del veicolo leader della gamma al 100% elettrica di Renault è un passo importante nella strategia del Gruppo per lo sviluppo dei veicoli elettrici su vasta scala.

Sette anni dopo la nascita di un veicolo pionieristico che si è attestato come la city car elettrica più venduta in Europa, Nuova Zoe cambia volto in termini di versatilità, qualità e tecnologia. Propone prestazioni valorizzanti fin dai primi livelli di allestimento, pur rimanendo accessibile.

L’evoluzione già a colpo d’occhio appare evidente. All’esterno, la vettura afferma il suo carattere senza rinunciare alla sua immancabile freschezza. Negli interni attua la rivoluzione, con un posto guida e una plancia interamente ridisegnati per un maggior comfort.

Sul piano tecnico, la nuova vettura della Casa francese offre al tempo stesso più autonomia, con una batteria da 52 kWh che aumenta il suo raggio d’azione fino a 390 chilometri in ciclo WLTP, e maggiori soluzioni di ricarica, grazie all’introduzione della ricarica in corrente continua (DC).

Aumenta, inoltre, anche il piacere di guida, grazie ad un gruppo motopropulsore più performante con una potenza di 100 kW.

Pioniere e leader della mobilità elettrica in Europa, Renault ha acquisito conoscenze uniche relativamente alle esigenze e alle attese di questo mercato in pieno sviluppo. Questa nuova vettura ne è la prova tangibile.

TomTom Traffic Index: Roma la città più congestionata in Italia. Genova al 4° posto

TomTom ha reso noti i risultati del TomTom Traffic Index, un report che riporta in dettaglio la situazione del traffico in 403 città in cinquantasei paesi nel mondo.

Per quanto riguarda l’Italia Roma è la prima della lista in Italia, città nella quale gli automobilisti trascorrono in media il 39% di tempo in più nel traffico.

In questa classifica Genova è al quarto posto (31%) preceduta la Palermo (35%), Messina (32%), e seguita da Napoli (30%), Milano (30%), Catania (28%), Bari (27%), Reggio Calabria (27%) e Bologna (25%).

 

Luca Tammaccaro, Vice President Sud-Europa TomTom: “TomTom Traffic Index è il più accurato barometro a livello mondiale del traffico nelle aree urbane ed extra urbane e fornisce informazioni dettagliate sull’impatto che il congestionamento del traffico ha sui tempi di percorrenza nelle diverse città. Le amministrazioni pubbliche, le aziende e i decisori politici hanno quindi tra le mani uno strumento unico, completo di tutte le informazioni e approfondimenti. TomTom con i suoi prodotti e le sue tecnologie da sempre s’impegna per migliorare la vita degli automobilisti”.

Italia e resto del mondo

Guardando a Roma e ad altre città europee, si vede che la capitale italiana è la numero trentuno per livello di traffico a livello globale, mentre Londra è la numero quaranta, Parigi la quarantuno e Madrid la 228.

Rispetto all’anno precedente la capitale ha avuto un aumento del + 2%, i momenti peggiori per gli automobilisti durante la settimana lavorativa sono il martedì e mercoledì mattina e il giovedì sera, il giorno migliore è il venerdì.

Milano, che è sesta nella classifica nazionale con una percentuale di traffico invariato rispetto all’anno precedente, a livello globale è la numero 103.

Il lunedì mattina e il giovedì sera registrano le fasce orarie più trafficate, mentre i momenti migliori sono il lunedì sera e il venerdì mattina.

Il giorno che ha registrato un basso livello di traffico in entrambe le città è stato il 19 agosto ma anche quando si parla del giorno con il maggiore picco di traffico le città sono vicine, per Roma è stato il 21 dicembre e per Milano il 19 dicembre.

In Liguria il 4,9% del parco circolante di autoveicoli è ad alimentazione alternativa

In Liguria il 4,9% del parco circolante di autoveicoli è ad alimentazione alternativa

A livello nazionale la percentuale corrispondente è dell’8,6%
Gli autoveicoli ad alimentazione alternativa (elettrici, ibridi, a metano e a gpl) in circolazione in Liguria sono il 4,9% sul totale del parco circolante. Questo dato emerge da un’elaborazione su dati Aci dell’Osservatorio Autopromotec, che è la struttura di ricerca di Autopromotec.

Su un totale di 948.441 autoveicoli circolanti in Liguria, quelli elettrici, ibridi, a metano e a gpl sono 46.247 (che corrispondono, appunto, al 4,9% del parco), mentre quelli alimentati a benzina e a gasolio sono 902.194, e cioè il 95,1% del parco circolante. Più nello specifico, dei 46.247 autoveicoli ad alimentazione alternativa circolanti il 3,3% è alimentato a gpl (30.992 unità), l’1,1% è alimentato a metano (10.036 unità), mentre gli autoveicoli ibridi ed elettrici rappresentano solo lo 0,5% del parco circolante (5.219 unità).

A livello nazionale gli autoveicoli ad alimentazione alternativa in circolazione sono l’8,6% sul totale del parco circolante.

La regione in cui vi è la percentuale maggiore di autoveicoli ad alimentazione alternativa sono le Marche (17,8%), seguita da Emilia Romagna (17,3%), Umbria (12,8%) e Veneto (10,6%). Seguono, comunque sopra la media nazionale, la Campania (9,6%), il Piemonte (9,5%), la Toscana (9,3%) e l’Abruzzo (9,2%).

Agli ultimi posti di questa graduatoria, invece, si trovano la Sardegna e la Valle d’Aosta (dove rispettivamente solo il 2,4% e il 2% degli autoveicoli circolanti è ad alimentazione alternativa).

Da questi i dati emerge che gli autoveicoli ad alimentazione alternativa rappresentano ancora una quota minoritaria del parco circolante e in alcune regioni del tutto marginale. Tuttavia, si tratta di una quota in costante crescita: infatti, come dimostrano i dati degli ultimi anni, in Italia il parco circolante di autoveicoli ad alimentazione alternativa è passato dalle 3,4 milioni di unità del 2016 alle 3,8 milioni di unità del 2018, con un aumento percentuale dell’11,7%.

Gli autoveicoli elettrici ed ibridi, in particolare, sono quelli che hanno fatto registrare la crescita maggiore (+99% dal 2016).

Proprio la crescita delle motorizzazioni ibride ed elettriche nel nostro Paese, sottolinea l’Osservatorio Autopromotec,rappresenta senza dubbio il preludio di una vera e propria rivoluzione. Una rivoluzione che avrà un impatto importante su tutti gli aspetti della motorizzazione ma che determinerà cambiamenti significativi anche sull’autoriparazione. Di sicuro le auto elettriche e, in generale, le vetture del futuro, avranno meno componenti usurabili rispetto alle auto tradizionali di oggi, ma allo stesso tempo la domanda di autoriparazione non diminuirà. Questo perché il crescente numero di sensori e centraline degli autoveicoli genererà la necessità di affidarsi alle officine di autoriparazione, le quali dovranno investire in attrezzature e strumentazioni all’avanguardia oltre che su una sempre più specializzata formazione del personale.

“Green Ncap” quali sono le auto più “verdi”.

Quanto emettono e consumano davvero le auto in commercio? Lo rivelano i test – oggettivi e indipendenti – effettuati, sia in laboratorio che nel traffico, da Green NCAP, il nuovo consorzio, voluto da FIA (Federazione Internazionale dell’Automobile) ed Euro NCAP, per promuovere auto sempre meno inquinanti e sempre più efficienti in termini di consumi di carburante ed energia.

Il consorzio Green NCAP – costituito da Governi, Club automobilistici (tra i quali l’ACI), rappresentanti di consumatori, laboratori di prova e centri di ricerca universitari di 8 Paesi europei – metterà a disposizione di tutti informazioni certificate relative alla reale sostenibilità ambientale dei veicoli, al di là di quanto richiesto dalle normative vigenti o dichiarato dai costruttori.

In questa fase iniziale, Green NCAP ha preso in considerazione unicamente l’energia impiegata durante la guida, successivamente, però, valuterà l’intero ciclo di vita dell’auto (Life Cycle Assessment), compresa l’energia consumata per la produzione e lo smaltimento dei veicoli.

Dodici le vetture oggetto della prima serie di test. Il punteggio massimo – 5 stelle – è stato ottenuto da due auto elettriche: Hyundai Ioniq e Bmw i3. Quattro stelle sono andate alla Vw Up! GTI; tre a Bmw X1 2.0d e Mercedes-Benz A200; due a Ford Fiesta 1.0 EcoBoost (motorizzazione aggiornata); una ad Audi A7 50 TDI, Volvo XC40 T5 e Subaru Outback 2.5. Nessuna stella, invece, per Vw Golf 1.6TDI, Fiat Panda 1.0 e per il precedente modello della Ford Fiesta 1.0 EcoBoost.

Tutte le auto con zero stelle erano dotate di motori Euro 6b (prima generazione) messi in commercio prima del settembre 2017. Gli altri modelli, invece, avevamo motorizzazioni Euro 6d-temp (seconda generazione), obbligatoria a partire da settembre 2019.

In questa prima fase di test, le auto elettriche sono risultate le più ecologiche, quando Green NCAP considererà l’intero ciclo di vita dei veicoli, però, il divario con le auto alimentate da combustibili tradizionali potrebbe ridursi o, addirittura, annullarsi.

“Per anni – ha dichiarato Angelo Sticchi Damiani, Presidente ACI – abbiamo assistito a differenze tra emissioni e consumi previsti dalla normativa, e dichiarati dai costruttori, e quelli realmente ottenuti su strada. Oggi con i test Green NCAP – oggettivi, indipendenti e certificati scientificamente – saremo in grado di fornire informazioni chiare e precise a chi sceglie un veicolo, sensibilizzando i costruttori ad investire in auto con motori sempre più efficienti e sempre più rispettosi dell’ambiente”.

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