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Gino Bruni

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Manutenzione Auto

Auto aziendale: piacciono molto agli italiani, lo rivela un’indagine DKV

Gli italiani amano l’auto aziendale, non la presterebbero a nessuno e la tengono pulita e in ordine. Comfort di guida e il navigatore integrato sono ormai irrinunciabili.

L’auto aziendale è uno dei benefit più amati dagli italiani, lo conferma l’indagine svolta da DKV Euro Service – azienda leader nei servizi per l’autotrasporto e per l’approvvigionamento in viaggio senza contanti, che conta oltre 100.000 punti d’accettazione in tutt’Europa tra stazioni di rifornimento, colonnine per la ricarica elettrica, autolavaggi, centri assistenza e ricambi.

Secondo la ricerca di DKV, il 63% di chi guida un’auto aziendale la tratta come se fosse la propria (o anche meglio) e a questo dato si aggiunge quasi un 14% che si dichiara “estremamente attento” all’auto aziendale. Solo una piccola minoranza (4,6%) ammette, invece, che potrebbe fare meglio.

La ricerca dimostra anche che gli italiani cercano di proteggere l’auto in dotazione anche da possibili danni di terzi, quando la lasciano in sosta: quasi l’80% dichiara di cercare posteggi “comodi” o comunque lontano da altre auto e solo il 20% circa tenta di parcheggiare anche negli stalli più stretti e “rischiosi”.

L’auto aziendale è sicuramente un importante strumento di lavoro e di rappresentanza, ecco perché ben il 64% la porta all’autolavaggio settimanalmente o, al massimo, ogni 15 giorni. Inoltre, nonostante le tante ore di guida al giorno, chi beneficia di un’auto aziendale tende ad avere molta cura degli interni, lasciandoli perfettamente in ordine (74%).

Ma cosa cercano gli italiani nell’auto aziendale? Nonostante le auto aziendali siano tendenzialmente auto nuove, con molte caratteristiche già di serie, quasi il 50% non ha dubbi,richiede maggior comfort! Segue un 31% che la preferisce veloce e potente, i consumi ridotti sono prioritari solo per il 14% (forse perché il carburante è a spese dell’azienda?), mentre la facilità di guida si ferma al 6%. Se parliamo di optional irrinunciabili, tra tutti, vince ancora il navigatore satellitare integrato (46%), seguito dai sensori di parcheggio (29%); sta prendendo piede anche il sistema anticollisione City Brake (15%), sedili e volante riscaldati sono invece apprezzati solo dal 10%.

Sicurezza Stradale: nasce “Holo”, l’olografia del Triangolo Stradale.

Si chiama HOLO e, creato da Fabio Lettieri ,è il primo complemento notturno al classico triangolo obbligatorio a bordo dell’automobile. L’innovativo sistema è utile a segnalare istantaneamente, in caso di fermo, la presenza del veicolo, proiettando a terra un triangolo visibile fino a 30 metri di distanza, che attira l’attenzione grazie alla sua luce intermittente. Prima di installare il tradizionale triangolo mobile, HOLO può essere infatti fissato sul tetto della vettura,senza dover scendere o allontanarsi dal proprio mezzo. Impermeabile, compatto e ricaricabile tramite USB con autonomia fino a 5 ore, questo rivoluzionario dispositivo è il nuovo tool da inserire nel kit safety di automobilisti e motociclisti, brevettato e certificato a livello europeo dall’ente tedesco TÜV. Sempre in prima linea in fatto di sicurezza stradale MAK, azienda di riferimento nel mercato delle ruote in lega d’alluminio, si è dimostrata ancora una volta sensibile a questa tematica e all’avanguardia, essendo la prima in assoluto a credere in questo progetto globale: MAK,oggi,è il distributore esclusivo di HOLO in tutta Italia.

Ogni notte tantissimi automobilisti rischiano la vita nel tentativo di posizionare il triangolo mobile di segnalazione su strade poco illuminate. Fatto ancor più critico, non esiste un sistema di allerta per moto, scooter e auto per disabili. Varato nel 1992, l’art. 162 del Codice della strada dichiara che, in assenza di segnale mobile di pericolo,il conducente in difficoltà e al buio deve provvedere in qualsiasi altro modo a presegnalare efficacemente il veicolo fermo. Da qui nasce l’idea di Fabio Lettieri: sviluppare una tecnologia al passo con i tempi in grado di migliorare la sicurezza di qualsiasi guidatore.

“Oggi ci basta uno smartphone per gestire da oltre 300 km di distanza qualsiasi funzionalità delle nostre case. Per posizionare un triangolo stradale durante le ore notturne invece si rischia la vita. Per questo abbiamo creato HOLO, che permette di proiettare un triangolo olografico molto più visibile di quello classico, stando comodamente al sicuro nella propria auto. – spiega Fabio Lettieri, che da anni trasforma potenziali brevetti in prodotti da mettere sul mercato – Dopo mesi di test, molto duri per quel che riguarda l’ambito della sicurezza stradale, siamo riusciti a ottenere la certificazione TÜV a livello europeo e oggi sono molto felice che proprio MAK, prima tra tutti a sposare il nostro progetto, siano anche i primi distributori di HOLO in Italia.”

Ulteriori informazioni disponibili su richiesta presso i rivenditori autorizzati MAK.

Conclusa l’edizione 2019 di 4X4Fest.

Calato il sipario sulla diciannovesima edizione del Salone Nazionale dell’Auto a Trazione Integrale svoltosi da venerdì 11 a domenica 13 al complesso fieristico di IMM_ CarraraFiere.

Oltre 30.000 visitatori di provenienza italiana ed estera all’unico appuntamento italiano che consente di testare su tracciati più disparati le proposte innovative offerte dalle Case Auto, Moto, Quad e Accessori.

200 marchi (di cui 169 diretti e 31 indiretti) provenienti da 15 regioni Italiane e da Spagna, USA, Regno Unito,   Australia, Belgio, Bulgaria, Canada, Cina, Croazia, Danimarca, Francia Germania, Giappone, Malaysia, Olanda, Polonia, Slovenia, Sud Africa, Spagna, Svizzera, Taiwan, Thailandia, Ucraina per quanto riguarda l’estero.

Il successo della manifestazione è da sempre legato alla combinazione di esposizione, spettacoli, show, raduni non meno che alla possibilità di effettuare test-drive, provando sulla pista esterna rinnovata per una sintesi perfetta tra sicurezza e spettacolarità, garantendo valorizzazione degli ostacoli e promozione delle attività esterne, a vantaggio di appassionati e operatori del settore, con un nuovo ingresso ai test drive della pista per una migliore fruizione e visibilità degli spettacoli; anche i “preparatori” dei fuoristrada hanno potuto far testare i propri mezzi in pista. La pista ha registrato 3700 test drive e ben 195 passaggi Trial, oltre a 350 iscritti ai mini corsi di guida/sicurezza. Le prove fatte sul truck Jeep sono state 1454.

Sul fronte quad e moto si registrano rispettivamente 300 e  320 test sulle due piste dedicate.

“Siamo molto soddisfatti dei risultati raggiunti in termini di pubblico e di apprezzamento da parte degli espositori, che ci confermano la validità di un evento che non ha eguali in Italia e che è uno dei primi anche in Europa per il settore off-road, anche in considerazione del momento di oggettiva difficoltà che il settore sta vivendo a livello globale – commenta  Fabio Felici, Presidente di IMM_CarraraFiere – Al di là del successo dell’evento, l’altro forte motivo di soddisfazione risiede nella consapevolezza che questo evento, grazie al forte afflusso di visitatori che richiama, rappresenta anche un volano economico per il nostro territorio”

A gennaio 2020 è in programma la 43esima edizione della Dakar che  si svolgerà in Arabia Saudita, dove è caduto, recentemente, il divieto di guidare veicoli alle donne e, di conseguenza, la competizione apre la strada anche ad equipaggi femminili.

A oggi sono già 15 le donne iscritte ed il Governo arabo investirà nella Dakar 70 milioni di euro nei prossimi 5 anni sposando un cambiamento culturale che apre al turismo attraverso lo sport automobilistico.

Esso Italiana lancia sul mercato i carburanti Synergy.

La Esso Italiana sta introducendo sul mercato Italiano i carburanti Synergy, una nuova formulazione di prodotti avanzati con additivi esclusivi. La Esso si pone così come la prima Società a lanciare in Italia anche carburanti base con additivi.

I nuovi carburanti Synergy sono in questo periodo disponibili in circa l’80% delle stazioni di servizio a marchio Esso in Italia e circa 200 punti di vendita sono già stati convertiti anche alla nuova immagine.

Cambiano anche i nomi dei prodotti per riflettere il miglioramento tecnologico e il nuovo marchio Synergy:

La Benzina Senza Piombo diventa Synergy Benzina;

Il Diesel diventa Synergy Diesel;

Il Supreme Diesel diventa Synergy Supreme+ Diesel.

Il nome dei carburanti Esso Synergy è accompagnato dalla dicitura “Fuel Technology” per rilevare il nostro investimento nel campo dell’innovazione tecnologica.

Il “Synergy concept” include un nuovo design della stazione di servizio e nuovi prodotti per offrire ai consumatori una migliore esperienza nelle stazioni a marchio Esso.

I nuovi additivi Synergy aiutano a proteggere il motore dell’auto e a migliorarne la performance. Contribuiscono a rimuovere le impurità e i depositi che si accumulano nel tempo e formano una pellicola protettiva contro la corrosione per rendere il motore più efficiente, risparmiare carburante e ridurre le emissioni.

La Esso Italiana sta investendo in maniera significativa nello sviluppo dei prodotti, nei depositi e in attività di marketing. “Ci siamo impegnati al massimo per offrire ai consumatori questa nuova tecnologia di carburanti e nel produrre, con i prodotti Synergy, i nostri migliori carburanti di sempre. – ha dichiarato Gianni Murano, Presidente della Esso Italiana – Questo lancio è parte integrante del nostro impegno nel campo dell’innovazione, nel mercato italiano – dove operiamo da oltre 125 anni – e nel continuare a rafforzare il marchio Esso”.

Si prevede che, la conversione della rete all’immagine Synergy possa raggiungere oltre 2.000 stazioni di servizio in Italia.

I carburanti Synergy sono già stati lanciati con successo in altri mercati Europei – Cipro, Francia, Germania, Norvegia, Paesi Bassi e Regno Unito – dove sono già presenti in oltre 3.500 stazioni di servizio a marchio Esso. Oggi sono disponibili in più del 90% delle stazioni di servizio a marchio Esso, Exxon e Mobil a livello mondiale e si prevede che, nel 2021, la conversione al “Synergy concept” possa raggiungere i 20.000 punti di vendita nei principali mercati a livello globale.

Il rischio aquaplaning in auto

Le piogge autunnali aumentano il rischio di aquaplaning: profondità del battistrada e stile di guida sono più importanti del grado di aderenza sul bagnato dello pneumatico

La pioggia autunnale richiede qualche requisito in più ai nostri pneumatici. Secondo un esperto, un elevato grado di aderenza sul bagnato da solo non è sufficiente a evitare il rischio di aquaplaning.

Nel passaggio dalla stagione estiva a quella autunnale, il tempo di luce naturale diminuisce mentre aumentano le piogge.  Strade dissestate possono diventare pericolose nel corso di una forte precipitazione e anche dopo:il rischio di aquaplaning aumenta, infatti, quando l’acqua che si raccoglie sulla superficie della strada non ha il tempo di asciugarsi.

Quando il disegno del battistrada non è in grado di rimuovere  adeguatamente, sotto lo pneumatico si forma un cuscinetto d’acqua tra lo pneumatico e la strada. Questo genera perdita di aderenza delle gomme compromettendo il feeling con lo sterzo con la conseguenza che l’automobilista può ritrovarsi a perdere il controllo dell’auto. L’aquaplaning può sorprendere anche gli automobilisti più esperti, poiché è un fenomeno impossibile da prevedere.

Ecco comunque alcuni consigli:

Controllare le condizioni degli pneumatici e la pressione

Uno pneumatico estivo di alta qualità con sufficiente battistrada residuo è la scelta più sicura per le strade bagnate.

– Le condizioni degli pneumatici sono un fattore importante nella prevenzione dell’aquaplaning; se lo pneumatico è usurato, le sue scanalature non accumuleranno tanta acqua”, afferma Matti Morri, Technical Customer Service Manager di NokianTyres.

In un test comparativo pubblicato sulla rivista TekniikanMaailma, uno pneumatico estivo consumato con una profondità del battistrada di 3-4 mm ha dimostrato una manovrabilità chiaramente inferiore rispetto a un nuovo pneumatico estivo con un battistrada di 7 mm. Nel test, il nuovo pneumatico ha iniziato l’aquaplaning a una velocità di 83,1 km/h con un cuscinetto d’acqua sulla superficie stradale dallo spessore di 10 mm, mentre lo pneumatico usurato è entrato in aquaplaning a una velocità di 61,2 km/h. Per evitare il rischio di aquaplaning, è necessario sostituire gli pneumatici quando la profondità del battistrada scende al di sotto di 4 mm. Il DSI (l’indicatore di sicurezza di guida) di NokianTyres semplifica il monitoraggio della profondità del battistrada degli pneumatici indicando chiaramente la quantità di battistrada rimanente.

Uno pneumatico estivo nuovo ridurrà anche gli spazi di frenata su superfici bagnate, anche se  l’aderenza o la frenata sul bagnato non devono essere confuse con la propensione di uno pneumatico all’aquaplaning.

– La categoria wet gripdelle etichette degli pneumatici UE, indica l’efficienza dell’aderenza sul bagnato dello pneumatico; in altre parole, come si comporta lo pneumatico quando si frena sull’asfalto bagnato. Tuttavia, la tendenza all’aquaplaning non è solo legata alle etichette degli pneumatici.

 

Stabilimento Michelin di Alessandria per produrre il pneumatico del futuro.

Lo stabilimento Michelin di Alessandria, il più grande in Italia dedicato alla produzione di pneumatici per autocarro, è all’avanguardia nel campo della sostenibilità.

L’Agenda 2030 delle Nazioni Unite sancisce definitivamente che la sostenibilità non è solo sinonimo di rispetto dell’ambiente naturale, ma è un modello di sviluppo integrato di tre dimensioni, ognuna delle quali interagisce con l’altra: Economica; Ambientale e Sociale

Lo stabilimento di Alessandria è all’avanguardia all’interno del Gruppo Michelin nel perseguimento degli Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile, in particolare, negli ambiti:

Lavoro dignitoso e crescita economica

Industria, innovazione e infrastrutture (“Costruire un’infrastruttura resiliente e promuovere l’innovazione ed una industrializzazione equa, responsabile e sostenibile”)

Consumo e produzione responsabili

Agire per il clima

Per condividere e sostenere l’impegno a favore di un futuro sostenibile, lo stabilimento ha ideato e promosso l’iniziativa “La fabbrica sostenibile: innovazione, responsabilità sociale e ambientale, competitività industriale”.

Nato nel 1971, lo stabilimento Michelin di Alessandria svolge oggi un ruolo pionieristico nell’aprire la strada a un modello virtuoso di economia circolare in ognuna delle tre dimensioni della sostenibilità.

Sostenibilità economica

La crescita economica dello stabilimento è testimoniata dall’investimento dal 2013 di 55 milioni di euro destinati al miglioramento dei processi, a nuove tecnologie e alla digitalizzazione.

Dal 2012, i costi di produzione sono diminuiti del 25% grazie alla crescente reattività dello stabilimento e al progresso dei processi produttivi derivanti anche dagli investimenti. Ciò ha permesso un aumento dei volumi di produzione, che dal 2012 sono quasi raddoppiati.

Oggi, lo stabilimento Michelin di Alessandria ha una capacità produttiva di 1.100.000 pneumatici.

Sostenibilità ambientale

Nello stabilimento Michelin di Alessandria si costruirà il pneumatico del futuro, che presenterà bassissima resistenza al rotolamento e quindi un basso livello di consumi ed emissioni di CO2.

Il pneumatico verrà prodotto dal nuovo impianto di coestrusione di battistrada complessi, ad altissima tecnologia, realizzato grazie a investimenti nel settore Ricerca e Sviluppo che hanno beneficiato di un finanziamento del Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale.

L’investimento complessivo dell’operazione per produrre il pneumatico del futuro sarà di 18 milioni di euro, di cui 6,5 in Ricerca e Sviluppo e 1,7 finanziati dalla Regione Piemonte.

L’industrializzazione del pneumatico è prevista nel 2021/2022.

Con questi presupposti, lo stabilimento di Alessandria ha raccolto la sfida posta dal Gruppo Michelin per il periodo 2010-2030 che prevede la riduzione del 20% del consumo di energia per km dei suoi pneumatici.

Al di là dell’innovazione del futuro, quotidianamente lo stabilimento è impegnato sul fronte della sostenibilità ambientale.

I pneumatici di qualità nascono per essere riscolpiti e ricostruiti, quindi utilizzati più volte.

Al termine della loro vita sono recuperati e avviati al riciclo, sia come recupero energetico che sotto altre forme come manti stradali, pavimentazioni sportive, edilizia, chiudendo così un ciclo di vita da pneumatico e iniziandone un secondo, con numerose e importanti possibilità di utilizzo

Per ridurre l’uso di combustibili fossili, lo stabilimento produce pneumatici sostenibili secondo la strategia delle “4R”: ridurre, riusare, riciclare, rinnovare.

Ridurre: il peso dei pneumatici, le emissioni di CO2 prodotte dal loro uso e il numero di pneumatici necessari per percorrere una data distanza.

Riusare: riparando, riscolpendo e ricostruendo il pneumatico, allungandone così la durata. Un pneumatico autocarro che ha una durata di vita iniziale di 250.000 km può percorrere più di 500.000 km se riscolpito 2 volte e ricostruito 1 volta. Questo porta a un risparmio del 70% di risorse naturali e del 24% di emissioni di CO2.

Riciclare: Michelin, oggi in Italia, insieme ai principali produttori di pneumatici (tramite il consorzio Ecopneus), garantisce il recupero e il corretto trattamento di un volume di tonnellate di pneumatici a fine vita equivalente a quelli immessi sul mercato. Rinnovare: usare materiali non fossili, rinnovabili. Oggi quasi il 30% della materia prima impiegata nella costruzione dei pneumatici proviene da fonti rinnovabili.

Per quanto riguarda gli stabilimenti, l’obiettivo del Gruppo Michelin al 2020 è di dimezzare, rispetto al 2005, l’impatto ambientale in base all’indicatore Michelin Environmental Footprint (MEF), che misura il consumo di risorse (energia ed acqua), le emissioni e la quantità di rifiuti. I dati rilevati a fine 2018 indicano che tutti gli interventi effettuati per ridurre l’impatto ambientale sono stati particolarmente efficaci e che lo stabilimento di Alessandria è in linea con il raggiungimento dell’obiettivo.

Sostenibilità sociale

Nello stabilimento Michelin di Alessandria lavorano 920 persone, la cui età media è 42 anni e 20 anni è la media di anzianità aziendale. Oltre il 40% dei dipendenti è diplomato o laureato e oltre il 50% è azionista dell’azienda. Dalla fondazione, lo stabilimento Michelin di Alessandria promuove lo sviluppo delle persone attraverso la formazione (63.000 ore nel 2018, per una media di 8 giorni circa per ogni dipendente) e con molteplici manifestazioni e attività culturali, sociali e sportive, condivise con la comunità locale.

 

Pneumatici: cosa ci dicono i codici?

Uno pneumatico può avere, per esempio, una cifratura del tipo 205/55 R16 94V XL.

Ecco una pratica guida su come leggere i codici.

205: La larghezza dello pneumatico, espressa in millimetri, a pressione normale. La larghezza del battistrada sarà sempre inferiore, ma varia a seconda del modello di pneumatico e del produttore.

55: Il profilo dello pneumatico o il rapporto tra l’altezza e la larghezza dello pneumatico. Ad esempio, il numero 55 significa che l’altezza è pari al 55% della larghezza. Più basso è il numero, più basso sarà il profilo dello pneumatico.

R: Struttura dello pneumatico. R si riferisce a pneumatici radiali che vengono utilizzati su tutte le auto in Italia.

16: Diametro del cerchio in pollici.

94: L’indice di carico dello pneumatico. Il numero 94 significa che uno pneumatico può portare un carico massimo di 670 kg ad una pressione normale

V: L’indice di velocità dello pneumatico o la sua massima velocità ammissibile. Ad esempio, V significa che lo pneumatico non può essere guidato sopra i 240 chilometri orari.

XL: Se la cifratura termina con “XL” (Extra Carico), significa che lo pneumatico può trasportare un carico maggiore rispetto ad uno corrispondente di tipo regolare.

In Liguria il 4,9% del parco circolante di autoveicoli è ad alimentazione alternativa

In Liguria il 4,9% del parco circolante di autoveicoli è ad alimentazione alternativa

A livello nazionale la percentuale corrispondente è dell’8,6%
Gli autoveicoli ad alimentazione alternativa (elettrici, ibridi, a metano e a gpl) in circolazione in Liguria sono il 4,9% sul totale del parco circolante. Questo dato emerge da un’elaborazione su dati Aci dell’Osservatorio Autopromotec, che è la struttura di ricerca di Autopromotec.

Su un totale di 948.441 autoveicoli circolanti in Liguria, quelli elettrici, ibridi, a metano e a gpl sono 46.247 (che corrispondono, appunto, al 4,9% del parco), mentre quelli alimentati a benzina e a gasolio sono 902.194, e cioè il 95,1% del parco circolante. Più nello specifico, dei 46.247 autoveicoli ad alimentazione alternativa circolanti il 3,3% è alimentato a gpl (30.992 unità), l’1,1% è alimentato a metano (10.036 unità), mentre gli autoveicoli ibridi ed elettrici rappresentano solo lo 0,5% del parco circolante (5.219 unità).

A livello nazionale gli autoveicoli ad alimentazione alternativa in circolazione sono l’8,6% sul totale del parco circolante.

La regione in cui vi è la percentuale maggiore di autoveicoli ad alimentazione alternativa sono le Marche (17,8%), seguita da Emilia Romagna (17,3%), Umbria (12,8%) e Veneto (10,6%). Seguono, comunque sopra la media nazionale, la Campania (9,6%), il Piemonte (9,5%), la Toscana (9,3%) e l’Abruzzo (9,2%).

Agli ultimi posti di questa graduatoria, invece, si trovano la Sardegna e la Valle d’Aosta (dove rispettivamente solo il 2,4% e il 2% degli autoveicoli circolanti è ad alimentazione alternativa).

Da questi i dati emerge che gli autoveicoli ad alimentazione alternativa rappresentano ancora una quota minoritaria del parco circolante e in alcune regioni del tutto marginale. Tuttavia, si tratta di una quota in costante crescita: infatti, come dimostrano i dati degli ultimi anni, in Italia il parco circolante di autoveicoli ad alimentazione alternativa è passato dalle 3,4 milioni di unità del 2016 alle 3,8 milioni di unità del 2018, con un aumento percentuale dell’11,7%.

Gli autoveicoli elettrici ed ibridi, in particolare, sono quelli che hanno fatto registrare la crescita maggiore (+99% dal 2016).

Proprio la crescita delle motorizzazioni ibride ed elettriche nel nostro Paese, sottolinea l’Osservatorio Autopromotec,rappresenta senza dubbio il preludio di una vera e propria rivoluzione. Una rivoluzione che avrà un impatto importante su tutti gli aspetti della motorizzazione ma che determinerà cambiamenti significativi anche sull’autoriparazione. Di sicuro le auto elettriche e, in generale, le vetture del futuro, avranno meno componenti usurabili rispetto alle auto tradizionali di oggi, ma allo stesso tempo la domanda di autoriparazione non diminuirà. Questo perché il crescente numero di sensori e centraline degli autoveicoli genererà la necessità di affidarsi alle officine di autoriparazione, le quali dovranno investire in attrezzature e strumentazioni all’avanguardia oltre che su una sempre più specializzata formazione del personale.

Nel 2018 in Liguria: spesi 764 milioni per manutenzione e riparazione auto

764 milioni di euro. È questa la spesa che gli automobilisti liguri hanno sostenuto nel 2018 per la manutenzione e le riparazioni delle loro autovetture, pari al 2,4% dei 32,1 miliardi spesi a livello nazionale.

La provincia ligure che registra la spesa più alta per la manutenzione e le riparazioni di auto eseguite nel 2018 è Genova, con 425 milioni di euro. Molto distanziate seguono le province di Savona con 137 milioni, La Spezia con 113 milioni e Imperia con 89 milioni. Queste stime sono state fatte dall’Osservatorio Autopromotec, che è la diretta emanazione di Autopromotec, la più specializzata rassegna espositiva internazionale delle attrezzature e dell’aftermarket automobilistico, la cui prossima edizione è in programma dal 22 al 26 maggio presso il quartiere fieristico di Bologna.

A livello nazionale nel 2018 gli italiani hanno speso 32,1 miliardi per la manutenzione e la riparazione delle autovetture. È una cifra imponente che è più alta del 3,7% rispetto alla spesa dell’anno precedente, quando ammontava a 30,9 miliardi. Si tratta di una crescita che è dovuta in particolare a tre fattori. In primis vi è da considerare l’aumento dei prezzi dei servizi di assistenza alle auto che nel 2018, secondo l’Osservatorio Autopromotec, è stato dell’1,2%.

Tale aumento è stato calcolato sulla base di una media ponderata degli indici Istat dei prezzi per la manutenzione e la riparazione, per l’acquisto di pezzi di ricambio e accessori, per l’acquisto di pneumatici e per l’acquisto di lubrificanti. Il secondo fattore che ha spinto verso l’alto la spesa è stato l’aumento del parco circolante di autovetture. Nonostante il nostro Paese abbia già un tasso di motorizzazione molto elevato, il parco circolante è infatti cresciuto anche nel 2018 (+1,3% rispetto al 2017). Il terzo fattore che ha contribuito alla crescita della spesa è l’incremento della quantità di interventi di officina per le operazioni di manutenzione e di riparazione che, in base alle stime dell’Osservatorio Autopromotec, è stato dell’1,2%.

L’effetto congiunto dei fattori di crescita della spesa per la manutenzione e la riparazione di autovetture ha determinato per gli italiani un esborso complessivo che, come si è detto, è stato stimato dall’Osservatorio Autopromotec in 32,1 miliardi. Una cifra di tutto rispetto che è andata a compensare l’attività delle oltre 83.000 officine di autoriparazione distribuite capillarmente sul territorio nazionale e dedite all’assistenza tecnica agli autoveicoli.

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