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Gino Bruni

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Manutenzione Auto

“Assogomma” e il Covid-19: gommisti aperti. Proroga per montaggio gomme invernali?

Fermo restante le disposizioni contenute nel DPCM del 3 novembre 2020 che introduce misure restrittive simili ai precedenti DPCM e Decreti in materia sino al 3 dicembre 2020, sono consentite le attività produttive tra cui rientrano quelle professionali – artigianali come il montaggio e smontaggio di pneumatici. Pertanto, il montaggio di pneumatici invernali previsti entro il 15 novembre, si può fare regolarmente.

I gommisti possono, pertanto, svolgere la loro attività di manutenzione, riparazione e commercio al dettaglio, a condizione che rispettino le misure di contrasto alla diffusione del virus negli ambienti di lavoro. In particolare che siano effettuati ingressi in modo dilazionato evitando alle persone di sostare più del tempo necessario.

Assogomma comunica che “Appare, tuttavia, evidente che le condizioni di lavoro, soprattutto nelle aree a più alto rischio, non consentiranno di perfezionare il cambio gomme per tempo e pertanto le Associazioni di categoria firmatarie della presente comunicazione si faranno carico, così come già fatto nella primavera di quest’anno, di richiedere alle Autorità competenti una limitata, eccezionale ma indispensabile proroga dei termini”.

ACI. Nasce la piattaforma “AUTO3D”

Auto3D è la nuova piattaforma web realizzata dall’ACI che aiuta gli automobilisti nella scelta, nell’acquisto e nella gestione di un veicolo nuovo, usato o a km0. Al link https://auto3d.aci.it prende forma uno spazio digitale sicuro, dove il garante delle informazioni e delle interazioni è l’Automobile Club d’Italia con la sua tradizione, il suo presidio territoriale e tutto il suo know how.

Gli automobilisti sono guidati in tre sezioni che sviluppano un percorso tridimensionale: “look” per individuare il veicolo corrispondente alle proprie esigenze, ricavando in tempo reale ogni informazione utile sulle caratteristiche del mezzo, i consumi, le dimensioni, la capacità di carico, le dotazioni di sicurezza e l’impatto ambientale; “buy” per acquistare l’auto selezionata, approfittando delle offerte di case automobilistiche e concessionari, oppure individuare soluzioni alternative all’acquisto attraverso formule di noleggio e sharing; “drive” per gestire il veicolo nel tempo con tutta la comodità dei servizi e delle applicazioni ACI.

“Siamo certi che i soci e gli automobilisti troveranno in Auto3D la competenza e la garanzia dell’ACI al loro servizio – dichiara Vincenzo Pensa, Responsabile Transizione Digitale – Direzione Sistemi Informativi e Innovazione ACI – declinate in una nuova forma attraverso le opportunità che il digitale offre”.

L’efficacia e la sicurezza della piattaforma sono incrementate dalla collaborazione con importanti marchi, come Findomestic, Ariel Car e Mia Car.

Manutenzione e riparazione auto: nel 2019 in Liguria spesi oltre 700 milioni.

794 milioni di euro. È questa la cifra che nel 2019 gli automobilisti della Liguria hanno speso per la manutenzione e la riparazione delle loro autovetture, pari al 2,4% dei 33,4 miliardi spesi a livello nazionale. Il dato deriva da uno studio dell’Osservatorio Autopromotec, che è la struttura di ricerca di Autopromotec, la più specializzata rassegna espositiva internazionale delle attrezzature e dell’aftermarket automobilistico.

A livello provinciale, è Genova la provincia della Liguria che registra, con 441 milioni di euro, la spesa più alta per le manutenzioni e le riparazioni di auto eseguite nel 2019. Seguono le province di Savona con 143 milioni, La Spezia con 117 milioni e Imperia con 93 milioni.

A livello nazionale, nel 2019 gli automobilisti italiani hanno speso 33,4 miliardi di euro per la manutenzione e la riparazione delle loro autovetture. Si tratta di una spesa superiore del 4,1% rispetto a quella del 2018.

Questo incremento deriva da tre fattori. Il primo è l’aumento dei prezzi dei servizi di assistenza alle auto che nel 2019, secondo l’Osservatorio Autopromotec, è stato dell’1,4%. Tale aumento è stato calcolato sulla base di una media ponderata degli indici Istat dei prezzi per la manutenzione e la riparazione, per l’acquisto di pezzi di ricambio e accessori, per l’acquisto di pneumatici e per l’acquisto di lubrificanti. Il secondo elemento che ha inciso sulla spesa è l’aumento del parco circolante di autovetture, che nel 2019 ha raggiunto quota 39.545.232 unità (+1,4% sul 2018). Infine, il terzo elemento che ha contribuito alla crescita della spesa è l’incremento della quantità di interventi di officina per le operazioni di manutenzione e di riparazione che, in base alle stime dell’Osservatorio Autopromotec, è stato dell’1,2%.

L’effetto congiunto dei fattori di crescita della spesa per la manutenzione e la riparazione di autovetture ha determinato per gli italiani un esborso complessivo che, come si è detto, è stato stimato dall’Osservatorio Autopromotec in 33,4 miliardi.

 

Immatricolazioni Auto: crescono Ibride ed Elettriche

In un mercato che a febbraio ha registrato un trend generale negativo, continua invece l’incremento relativo alle vetture ad alimentazione alternativa, la cui domanda in Europa cresce in maniera abbastanza sostenuta. Ma come incide questo orientamento sul mondo dell’autoriparazione e, in particolare, come cambia l’intervento di riparazione dei cristalli e della carrozzeria?

In Italia, nel mese di febbraio, sono state immatricolate circa 2.500 auto elettriche con una quota di mercato che si attesta intorno all’ 1,5% del totale delle immatricolazioni, +900% rispetto alle 253 unità vendute a febbraio dello scorso anno. Una crescita che riguarda anche le ibride plug-in: 1.219 vetture immatricolate a febbraio (erano 269 nello stesso periodo del 2019) con una quota di mercato praticamente raddoppiata (si è passati dal 5,2% di un anno fa all’11% del 2020)*.

Le auto ibride ed elettriche, a causa dell’alta tensione che le alimenta, richiedono una gestione estremamente cauta per la sicurezza degli automobilisti e degli addetti ai lavori che intervengono per varie ragioni su questi veicoli: dal carro attrezzi e dai vigili del fuoco che agiscono in caso di guasto, incidente o emergenza e a chi lavora nelle officine specializzate e nelle carrozzerie per il loro ripristino. Oltre a conoscenze tecniche sempre più ampie e approfondite, per poter operare in sicurezza occorrono certificazioni specifiche. Inoltre, la riparazione a regola d’arte e la garanzia sull’intervento (Carglass® offre addirittura una garanzia a vita) diventano sempre più importanti.

Sugli interventi che riguardano i vetri auto, il lavoro del tecnico specializzato non cambia molto rispetto al tipo di alimentazione della vettura. Trattandosi, però, di auto di ultima generazione diventa fondamentale una corretta ricalibratura delle telecamere e dei sensori collegati agli ADAS, i sistemi avanzati di assistenza alla guida. Questi modelli di auto, infatti, richiedono vetri sempre più intelligenti e sofisticati proprio per la presenza di questi dispositivi automatici che supportano il conducente del veicolo durante la guida. Carglass® è stata la prima azienda del settore a dotarsi della tecnologia e della formazione di ricalibratura delle telecamere in tutti i suoi Centri di Assistenza.

Nella carrozzeria, naturalmente, l’intervento di riparazione varia a seconda della parte danneggiata. In generale, considerata l’elevata pericolosità dovuta all’alta tensione, per poter operare su auto ibride ed elettriche è indispensabile avere contezza della situazione e poter contare su tecnici dotati delle specifiche certificazioni, senza le quali non è neanche possibile accogliere in officina un carro attrezzi che trasporti queste tipologie di auto.

Il D.Lgs. 81/08, infatti, stabilisce che per svolgere lavori elettrici occorra un personale qualificato e informato sui pericoli derivanti dal rischio elettrico, in possesso di tutti i requisiti per svolgere mansioni sotto tensione. La normativa CEI 11-27, di concerto con quanto indicato dal testo unico della sicurezza, ha stabilito tre qualifiche a seconda del grado di competenza:

PEI: è la persona idonea a svolgere ogni tipo di lavoro elettrico, compresi quelli sotto tensione. In officina, ad esempio, è l’unico tecnico che può maneggiare le batterie, sostituendone anche le celle.

PES: è la persona esperta e responsabile dei lavori elettrici, dotata di conoscenze tecnico-teoriche, in grado di analizzare e valutare i rischi derivanti dall’elettricità ed eseguire lavori fuori tensione e in prossimità. Può supervisionare e delegare ma non intervenire sugli impianti elettrici. Il PES è l’unico tecnico che, attraverso un corso specifico, può diventare PEI. È una figura determinante in officina poiché senza la presenza di almeno un PES non è possibile accettare auto elettriche e/o ibride qualunque sia l’intervento da svolgere.

PAV: è la persona avvertita su come evitare i pericoli derivanti dai rischi elettrici. In qualità di persona messa a conoscenza dei rischi elettrici, può svolgere lavori fuori tensione e in prossimità di tensione, a patto che venga istruita, assistita o supervisionata da una PES. In officina è il meccanico a cui il PEI delega alcuni interventi, una volta accertatosi che non vi sia alta tensione.

Auto aziendale: piacciono molto agli italiani, lo rivela un’indagine DKV

Gli italiani amano l’auto aziendale, non la presterebbero a nessuno e la tengono pulita e in ordine. Comfort di guida e il navigatore integrato sono ormai irrinunciabili.

L’auto aziendale è uno dei benefit più amati dagli italiani, lo conferma l’indagine svolta da DKV Euro Service – azienda leader nei servizi per l’autotrasporto e per l’approvvigionamento in viaggio senza contanti, che conta oltre 100.000 punti d’accettazione in tutt’Europa tra stazioni di rifornimento, colonnine per la ricarica elettrica, autolavaggi, centri assistenza e ricambi.

Secondo la ricerca di DKV, il 63% di chi guida un’auto aziendale la tratta come se fosse la propria (o anche meglio) e a questo dato si aggiunge quasi un 14% che si dichiara “estremamente attento” all’auto aziendale. Solo una piccola minoranza (4,6%) ammette, invece, che potrebbe fare meglio.

La ricerca dimostra anche che gli italiani cercano di proteggere l’auto in dotazione anche da possibili danni di terzi, quando la lasciano in sosta: quasi l’80% dichiara di cercare posteggi “comodi” o comunque lontano da altre auto e solo il 20% circa tenta di parcheggiare anche negli stalli più stretti e “rischiosi”.

L’auto aziendale è sicuramente un importante strumento di lavoro e di rappresentanza, ecco perché ben il 64% la porta all’autolavaggio settimanalmente o, al massimo, ogni 15 giorni. Inoltre, nonostante le tante ore di guida al giorno, chi beneficia di un’auto aziendale tende ad avere molta cura degli interni, lasciandoli perfettamente in ordine (74%).

Ma cosa cercano gli italiani nell’auto aziendale? Nonostante le auto aziendali siano tendenzialmente auto nuove, con molte caratteristiche già di serie, quasi il 50% non ha dubbi,richiede maggior comfort! Segue un 31% che la preferisce veloce e potente, i consumi ridotti sono prioritari solo per il 14% (forse perché il carburante è a spese dell’azienda?), mentre la facilità di guida si ferma al 6%. Se parliamo di optional irrinunciabili, tra tutti, vince ancora il navigatore satellitare integrato (46%), seguito dai sensori di parcheggio (29%); sta prendendo piede anche il sistema anticollisione City Brake (15%), sedili e volante riscaldati sono invece apprezzati solo dal 10%.

Sicurezza Stradale: nasce “Holo”, l’olografia del Triangolo Stradale.

Si chiama HOLO e, creato da Fabio Lettieri ,è il primo complemento notturno al classico triangolo obbligatorio a bordo dell’automobile. L’innovativo sistema è utile a segnalare istantaneamente, in caso di fermo, la presenza del veicolo, proiettando a terra un triangolo visibile fino a 30 metri di distanza, che attira l’attenzione grazie alla sua luce intermittente. Prima di installare il tradizionale triangolo mobile, HOLO può essere infatti fissato sul tetto della vettura,senza dover scendere o allontanarsi dal proprio mezzo. Impermeabile, compatto e ricaricabile tramite USB con autonomia fino a 5 ore, questo rivoluzionario dispositivo è il nuovo tool da inserire nel kit safety di automobilisti e motociclisti, brevettato e certificato a livello europeo dall’ente tedesco TÜV. Sempre in prima linea in fatto di sicurezza stradale MAK, azienda di riferimento nel mercato delle ruote in lega d’alluminio, si è dimostrata ancora una volta sensibile a questa tematica e all’avanguardia, essendo la prima in assoluto a credere in questo progetto globale: MAK,oggi,è il distributore esclusivo di HOLO in tutta Italia.

Ogni notte tantissimi automobilisti rischiano la vita nel tentativo di posizionare il triangolo mobile di segnalazione su strade poco illuminate. Fatto ancor più critico, non esiste un sistema di allerta per moto, scooter e auto per disabili. Varato nel 1992, l’art. 162 del Codice della strada dichiara che, in assenza di segnale mobile di pericolo,il conducente in difficoltà e al buio deve provvedere in qualsiasi altro modo a presegnalare efficacemente il veicolo fermo. Da qui nasce l’idea di Fabio Lettieri: sviluppare una tecnologia al passo con i tempi in grado di migliorare la sicurezza di qualsiasi guidatore.

“Oggi ci basta uno smartphone per gestire da oltre 300 km di distanza qualsiasi funzionalità delle nostre case. Per posizionare un triangolo stradale durante le ore notturne invece si rischia la vita. Per questo abbiamo creato HOLO, che permette di proiettare un triangolo olografico molto più visibile di quello classico, stando comodamente al sicuro nella propria auto. – spiega Fabio Lettieri, che da anni trasforma potenziali brevetti in prodotti da mettere sul mercato – Dopo mesi di test, molto duri per quel che riguarda l’ambito della sicurezza stradale, siamo riusciti a ottenere la certificazione TÜV a livello europeo e oggi sono molto felice che proprio MAK, prima tra tutti a sposare il nostro progetto, siano anche i primi distributori di HOLO in Italia.”

Ulteriori informazioni disponibili su richiesta presso i rivenditori autorizzati MAK.

Conclusa l’edizione 2019 di 4X4Fest.

Calato il sipario sulla diciannovesima edizione del Salone Nazionale dell’Auto a Trazione Integrale svoltosi da venerdì 11 a domenica 13 al complesso fieristico di IMM_ CarraraFiere.

Oltre 30.000 visitatori di provenienza italiana ed estera all’unico appuntamento italiano che consente di testare su tracciati più disparati le proposte innovative offerte dalle Case Auto, Moto, Quad e Accessori.

200 marchi (di cui 169 diretti e 31 indiretti) provenienti da 15 regioni Italiane e da Spagna, USA, Regno Unito,   Australia, Belgio, Bulgaria, Canada, Cina, Croazia, Danimarca, Francia Germania, Giappone, Malaysia, Olanda, Polonia, Slovenia, Sud Africa, Spagna, Svizzera, Taiwan, Thailandia, Ucraina per quanto riguarda l’estero.

Il successo della manifestazione è da sempre legato alla combinazione di esposizione, spettacoli, show, raduni non meno che alla possibilità di effettuare test-drive, provando sulla pista esterna rinnovata per una sintesi perfetta tra sicurezza e spettacolarità, garantendo valorizzazione degli ostacoli e promozione delle attività esterne, a vantaggio di appassionati e operatori del settore, con un nuovo ingresso ai test drive della pista per una migliore fruizione e visibilità degli spettacoli; anche i “preparatori” dei fuoristrada hanno potuto far testare i propri mezzi in pista. La pista ha registrato 3700 test drive e ben 195 passaggi Trial, oltre a 350 iscritti ai mini corsi di guida/sicurezza. Le prove fatte sul truck Jeep sono state 1454.

Sul fronte quad e moto si registrano rispettivamente 300 e  320 test sulle due piste dedicate.

“Siamo molto soddisfatti dei risultati raggiunti in termini di pubblico e di apprezzamento da parte degli espositori, che ci confermano la validità di un evento che non ha eguali in Italia e che è uno dei primi anche in Europa per il settore off-road, anche in considerazione del momento di oggettiva difficoltà che il settore sta vivendo a livello globale – commenta  Fabio Felici, Presidente di IMM_CarraraFiere – Al di là del successo dell’evento, l’altro forte motivo di soddisfazione risiede nella consapevolezza che questo evento, grazie al forte afflusso di visitatori che richiama, rappresenta anche un volano economico per il nostro territorio”

A gennaio 2020 è in programma la 43esima edizione della Dakar che  si svolgerà in Arabia Saudita, dove è caduto, recentemente, il divieto di guidare veicoli alle donne e, di conseguenza, la competizione apre la strada anche ad equipaggi femminili.

A oggi sono già 15 le donne iscritte ed il Governo arabo investirà nella Dakar 70 milioni di euro nei prossimi 5 anni sposando un cambiamento culturale che apre al turismo attraverso lo sport automobilistico.

Esso Italiana lancia sul mercato i carburanti Synergy.

La Esso Italiana sta introducendo sul mercato Italiano i carburanti Synergy, una nuova formulazione di prodotti avanzati con additivi esclusivi. La Esso si pone così come la prima Società a lanciare in Italia anche carburanti base con additivi.

I nuovi carburanti Synergy sono in questo periodo disponibili in circa l’80% delle stazioni di servizio a marchio Esso in Italia e circa 200 punti di vendita sono già stati convertiti anche alla nuova immagine.

Cambiano anche i nomi dei prodotti per riflettere il miglioramento tecnologico e il nuovo marchio Synergy:

La Benzina Senza Piombo diventa Synergy Benzina;

Il Diesel diventa Synergy Diesel;

Il Supreme Diesel diventa Synergy Supreme+ Diesel.

Il nome dei carburanti Esso Synergy è accompagnato dalla dicitura “Fuel Technology” per rilevare il nostro investimento nel campo dell’innovazione tecnologica.

Il “Synergy concept” include un nuovo design della stazione di servizio e nuovi prodotti per offrire ai consumatori una migliore esperienza nelle stazioni a marchio Esso.

I nuovi additivi Synergy aiutano a proteggere il motore dell’auto e a migliorarne la performance. Contribuiscono a rimuovere le impurità e i depositi che si accumulano nel tempo e formano una pellicola protettiva contro la corrosione per rendere il motore più efficiente, risparmiare carburante e ridurre le emissioni.

La Esso Italiana sta investendo in maniera significativa nello sviluppo dei prodotti, nei depositi e in attività di marketing. “Ci siamo impegnati al massimo per offrire ai consumatori questa nuova tecnologia di carburanti e nel produrre, con i prodotti Synergy, i nostri migliori carburanti di sempre. – ha dichiarato Gianni Murano, Presidente della Esso Italiana – Questo lancio è parte integrante del nostro impegno nel campo dell’innovazione, nel mercato italiano – dove operiamo da oltre 125 anni – e nel continuare a rafforzare il marchio Esso”.

Si prevede che, la conversione della rete all’immagine Synergy possa raggiungere oltre 2.000 stazioni di servizio in Italia.

I carburanti Synergy sono già stati lanciati con successo in altri mercati Europei – Cipro, Francia, Germania, Norvegia, Paesi Bassi e Regno Unito – dove sono già presenti in oltre 3.500 stazioni di servizio a marchio Esso. Oggi sono disponibili in più del 90% delle stazioni di servizio a marchio Esso, Exxon e Mobil a livello mondiale e si prevede che, nel 2021, la conversione al “Synergy concept” possa raggiungere i 20.000 punti di vendita nei principali mercati a livello globale.

Il rischio aquaplaning in auto

Le piogge autunnali aumentano il rischio di aquaplaning: profondità del battistrada e stile di guida sono più importanti del grado di aderenza sul bagnato dello pneumatico

La pioggia autunnale richiede qualche requisito in più ai nostri pneumatici. Secondo un esperto, un elevato grado di aderenza sul bagnato da solo non è sufficiente a evitare il rischio di aquaplaning.

Nel passaggio dalla stagione estiva a quella autunnale, il tempo di luce naturale diminuisce mentre aumentano le piogge.  Strade dissestate possono diventare pericolose nel corso di una forte precipitazione e anche dopo:il rischio di aquaplaning aumenta, infatti, quando l’acqua che si raccoglie sulla superficie della strada non ha il tempo di asciugarsi.

Quando il disegno del battistrada non è in grado di rimuovere  adeguatamente, sotto lo pneumatico si forma un cuscinetto d’acqua tra lo pneumatico e la strada. Questo genera perdita di aderenza delle gomme compromettendo il feeling con lo sterzo con la conseguenza che l’automobilista può ritrovarsi a perdere il controllo dell’auto. L’aquaplaning può sorprendere anche gli automobilisti più esperti, poiché è un fenomeno impossibile da prevedere.

Ecco comunque alcuni consigli:

Controllare le condizioni degli pneumatici e la pressione

Uno pneumatico estivo di alta qualità con sufficiente battistrada residuo è la scelta più sicura per le strade bagnate.

– Le condizioni degli pneumatici sono un fattore importante nella prevenzione dell’aquaplaning; se lo pneumatico è usurato, le sue scanalature non accumuleranno tanta acqua”, afferma Matti Morri, Technical Customer Service Manager di NokianTyres.

In un test comparativo pubblicato sulla rivista TekniikanMaailma, uno pneumatico estivo consumato con una profondità del battistrada di 3-4 mm ha dimostrato una manovrabilità chiaramente inferiore rispetto a un nuovo pneumatico estivo con un battistrada di 7 mm. Nel test, il nuovo pneumatico ha iniziato l’aquaplaning a una velocità di 83,1 km/h con un cuscinetto d’acqua sulla superficie stradale dallo spessore di 10 mm, mentre lo pneumatico usurato è entrato in aquaplaning a una velocità di 61,2 km/h. Per evitare il rischio di aquaplaning, è necessario sostituire gli pneumatici quando la profondità del battistrada scende al di sotto di 4 mm. Il DSI (l’indicatore di sicurezza di guida) di NokianTyres semplifica il monitoraggio della profondità del battistrada degli pneumatici indicando chiaramente la quantità di battistrada rimanente.

Uno pneumatico estivo nuovo ridurrà anche gli spazi di frenata su superfici bagnate, anche se  l’aderenza o la frenata sul bagnato non devono essere confuse con la propensione di uno pneumatico all’aquaplaning.

– La categoria wet gripdelle etichette degli pneumatici UE, indica l’efficienza dell’aderenza sul bagnato dello pneumatico; in altre parole, come si comporta lo pneumatico quando si frena sull’asfalto bagnato. Tuttavia, la tendenza all’aquaplaning non è solo legata alle etichette degli pneumatici.

 

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