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Gino Bruni

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Mercato Auto

Osservatorio Autoscout24: bene il mercato delle auto usate. Fanalino di coda la Liguria.

Nel secondo semestre 2020, per il mercato delle autovetture usate, ritorna il segno positivo.

Inoltre arrivano segnali positivi per il 2021.

Rinnovo del parco circolante: il 36% degli intervistati guida autovetture che hanno in media dieci anni e sta valutando l’acquisto di un’auto usata, ma se ci fossero gli incentivi per questo segmento, il dato salirebbe al 48%. Le vetture che si acquisteranno? Con un’età media di cinque anni, ma per quasi la metà avrà meno di tre anni. 

Sempre nel secondo semestre 2020 la Lombardia, il Lazio e la Campania prime regioni per passaggi di proprietà, ma il Trentino-Alto Adige, la Valle d’Aosta e la Sardegna sono più vivaci in rapporto alla popolazione maggiorenne residente.

Nel 2020 la Golf è il modello più richiesto in assoluto, mentre tra le ibride spicca la Toyota Yaris e tra le elettriche la Tesla Model 3. 

Dopo i primi sei mesi segnati dall’impatto del lockdown, in Italia il mercato delle auto usate ritorna, tra alti e bassi, con il segno positivo.

Secondo i dati ACI, nel secondo semestre 2020 i passaggi di proprietà di vetture usate sono cresciuti del +3,4% (1.577.873 atti) rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Un dato migliore rispetto al nuovo il quale, al contrario, ha segnato una contrazione del -4,5%. 

Partendo da questi dati, quali sono le previsioni per i prossimi mesi? AutoScout24 (www.autoscout24.it) – il principale portale in Europa di annunci di auto e moto -, ha interrogato i propri utenti della community social da cui emerge un certo ottimismo: il 14% del campione intervistato, infatti, sta valutando l’acquisto di un’auto nuova e il 36% usata; un dato, quest’ultimo, che potrebbe salire al 48% se solo ci fossero incentivi adeguati anche per le vetture di seconda mano. 

Gli incentivi all’usato, finora limitati solo alle vetture nuove, potrebbero concretamente favorire il rinnovo del parco circolante: secondo i dati dell’Osservatorio di AutoScout24, chi è alla  ricerca di un’auto usata guida attualmente una vettura che ha in media circa dieci anni (per il 22% supera i 15), mentre la sostituirebbe con una di cinque anni (per il 46% tre anni o meno). Si tratta di auto di nuova generazione che andrebbero a sostituire vetture più obsolete e inquinanti. In Italia, infatti, il parco circolante è composto per il 66% da vetture con una classe di alimentazione Euro 4 o inferiore (quasi 34.372.600) e con un’età che nel 60% dei casi è di 10 o più anni.  

Nell’usato il diesel continua a essere l’alimentazione preferita: oltre la metà (52%) di chi ha intenzione di acquistare un’auto usata nel 2021 preferirà quest’alimentazione. Al secondo posto troviamo le vetture a benzina (41%), mentre le ibride ed elettriche non superano il 6%. Anche in quest’ultimo caso, il 42% di chi acquisterà un’auto tradizionale potrebbe cambiare idea e passare a un’ibrida ed elettrica se ci fossero incentivi per l’acquisto di vetture usate. 

Chi acquisterà un’auto usata prevede di spendere in media €15.600, ma con differenze a livello generazionale. I neo patentati, cui spesso contribuiscono i genitori, hanno un budget di €12.900, mentre i 35-44enni di €16.100. 

Secondo l’elaborazione del Centro Studi di AutoScout24 su base dati ACI, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, i passaggi di proprietà di vetture usate sono aumentati del +3,4%, pari a 1.577.873 atti, con il Molise (+9,2%) e la Sardegna (+8,5%) ai primi posti per tasso di crescita. Tra le regioni ai primi posti per numerosità troviamo la Lombardia (226.783 passaggi), Lazio (154.759) e Campania (136.972), ma se si confrontano i dati con la popolazione residente maggiorenne, si vede come il podio passi ancora una volta al Trentino-Alto Adige con 382,3 passaggi di proprietà ogni 10mila abitanti, seguito dalla Valle d’Aosta (374,8) e la Sardegna (362,5). Fanalini di coda la Lombardia (281,1) e la Liguria (281,1). 

Quali alimentazioni hanno cercato gli utenti su AutoScou24? Secondo i dati interni di AutoScout24 ben il 55% delle richieste totali ricevute riguarda vetture diesel. Seguono le auto a benzina con il 38%, mentre le auto ibride ed elettriche rappresentano solo il 2% delle richieste totali. 

Quali sono i modelli più richiesti? Vince in assoluto la Volkswagen Golf, ma se si prendono in considerazione solo le vetture ibride ed elettriche, troviamo tra le ibride la Toyota Yaris e tra le elettriche la Tesla Model S. 

Qual è il prezzo medio di vendita delle auto in offerta sul mercato? Nel 2020 si attesta, in generale, a € 14.400 (+5% sul 2019), ma salgono se si considerano le vetture usate elettriche (€ 25.300) o ibride (€ 27.720). 

Sull’età media, rispetto allo scorso anno la situazione è rimasta sostanzialmente invariata, passando da 8,3 anni agli attuali 8,1 anni, ma con valori che variano dai 7,2 anni del Veneto e 7,3 della Campania ai 9,6 anni dell’Abruzzo e 9,5 della Sardegna.

Il 2021 riparte in salita. A gennaio immatricolazioni in calo del 14%

Il mercato dell’auto stenta a decollare e apre l’anno con una flessione a doppia cifra. Nel
primo mese del 2021 sono state immatricolate 134.001 nuove vetture con un calo del 14%
rispetto alle 155.867 del gennaio 2020.
Il mese di gennaio è stato certamente penalizzato da due giorni lavorativi in meno, ma ancor
più dalle limitazioni nelle zone più colpite dall’emergenza da Covid-19 e dall’apertura tardiva
del portale per la richiesta degli incentivi. A questo va aggiunto che il mancato adeguamento al
nuovo ciclo WLTP dei valori di CO2 previsti per l’applicazione dei fringe benefit ha causato
turbativa nel mercato delle auto aziendali. Da sottolineare che il calo sarebbe stato certamente
ancora più pesante in assenza del pacchetto di incentivi previsto dall’emendamento bipartisan
alla Legge di Bilancio.

L’avvio degli incentivi, infatti, sta fornendo grande sostegno al comparto, con un notevole
successo per le richieste di rottamazione sulla fascia incentivata da 61 a 135 g/km: un ottimo
risultato per l’ambiente, ma la disponibilità di fondi rischia di esaurirsi rapidamente nel primo
trimestre.
“In questo scenario la nostra stima per il mercato delle autovetture nel 2021 è di 1.550.000 immatricolazioni, che indica un andamento positivo del +12% rispetto all’annus horribilis appena chiuso, ma che va letta in relazione al trend pre pandemia: parliamo ancora di un pesante calo del 19% rispetto ai livelli 2019 e non è certamente una stima prudenziale”, afferma Michele Crisci, Presidente dell’UNRAE, l’Associazione delle Case automobilistiche estere.

Dalla struttura del mercato di gennaio, sotto il profilo degli utilizzatori (da questo mese
revisionati con un nuovo dettaglio) emerge una tenuta dei privati che, con 91.600 vetture
immatricolate (-0,7%), crescono di oltre 9 punti di quota, sfiorando il 68% di rappresentatività
sul totale, grazie al sostegno dei nuovi incentivi introdotti con la Legge di Bilancio.

Una flessione a doppia cifra nel 1° mese dell’anno interessa tutte le alimentazioni tradizionali: perdono circa 1/3 delle vendite il motore a benzina, diesel e metano, scendendo
rispettivamente al 36% (-10,4 p.p.), al 26,9% (-6,7 p.p.) e al 2% (-0,6 p.p.).

Prosegue il boom delle vetture elettrificate, in particolare ibride e plug-in che crescono a tripla cifra, raggiungendo le prime il 24,3% dal 9,2% di un anno fa e le seconde il 2,8% (+1,9 p.p.). Le vetture elettriche crescono del 28,2% all’1,9% di rappresentatività, dall’1,2% del gennaio 2020

Renault svela nuovo Koleos

Per l’edizione 2021, Renault Koleos vanta una nuova firma luminosa con proiettori anteriori e posteriori dotati di tecnologia Full LED su tutte le versioni. I fari anteriori ECO LED garantiscono una performance di illuminazione superiore del 25% rispetto alla tecnologia alogena, riducendo al tempo stesso il consumo energetico del 10%. Al posteriore, i fari 3D LED integrano gli indicatori di direzione dinamici a partire dal livello Executive.

Per quanto riguarda tinte e materiali, Koleos si arricchisce di una nuova tinta carrozzeria Grigio Magnete, mentre nuove sellerie in pelle fanno la loro comparsa negli interni. Disponibili nell’allestimento Executive, le sellerie in pelle Riviera sono sostituite dal colore Camel con inserti color legno scuro nei pannelli interni delle porte e la plancia, per un ambiente accogliente nell’abitacolo di Koleos.

Associato alla trasmissione integrale, il controllo di velocità in discesa è proposto per la prima volta su Koleos. Disponibile di serie con la motorizzazione Blue dCi 190 4×4 X-Tronic, questo dispositivo si attiva tra i 5 e i 30 km/h e limita la velocità di Koleos in discesa senza ricorrere al pedale del freno. Ideale per uscire dai sentieri battuti, consente al conducente di concentrarsi esclusivamente sul percorso.

Con l’edizione 2021, Renault Koleos propone la sua gamma in tre livelli di allestimento: Business, Executive e Initiale Paris. L’allestimento Business è proposto a partire da 35.450€ IVA inclusa. Il 1.3 TCe 160 EDC FAP, è associato alla trasmissione automatica a 7 rapporti; offre comfort di guida ed efficienza energetica emettendo solo 153 g di CO2/km. Tutte le motorizzazioni di Koleos (TCe 160 EDC FAP & Blue dCi 190 X-Tronic) soddisfano, peraltro, i requisiti della norma Euro6 D-Full.

+2,4% i prezzi auto nuove nel 2020 contro usate -1% e inflazione -0,2%

Analisi dell’Osservatorio Autopromotec sugli indici Istat dei prezzi.

In Italia, nel 2020, i prezzi delle autovetture nuove sono aumentati mediamente del 2,4% rispetto al 2019. Si tratta di un aumento significativo considerato che, sempre nello stesso periodo, il tasso d’inflazione è invece calato dello 0,2%. Alla crescita dei prezzi delle auto nuove si contrappone la diminuzione dei prezzi delle auto usate, che nell’anno che si è appena chiuso hanno visto un calo dei prezzi dell’1%. Sempre con riferimento al 2020, risultano in modesta crescita (+1,1%) i prezzi dei servizi per l’assistenza alle auto. Questi dati derivano da un’elaborazione sugli indici Istat dei prezzi al consumo per l’intera collettività realizzata dall’Osservatorio Autopromotec.

Sono diversi anni che ormai si assiste all’aumento dei prezzi delle auto nuove. Tale fenomeno trova la sua giustificazione nel fatto che le case automobilistiche tendono a offrire tecnologie per la sicurezza e software sempre più sofisticati a bordo delle autovetture. Già nel 2016, ad esempio, l’indicatore dei prezzi delle auto nuove faceva registrare un aumento medio tendenziale (cioè sull’anno precedente) dello 0,6%. I prezzi sono poi ulteriormente cresciuti nel 2017 (+0,9%), nel 2018 (+1,9%) e nel 2019 (+2,5%). Anche nel 2020 l’incremento è stato importante (+2,4%), seppur con una lievissima decelerazione rispetto alla crescita fatta registrare nel 2019 dovuta in larga parte alla straordinaria situazione di emergenza che sta vivendo il Paese a causa della pandemia, situazione che ha indotto il mercato del nuovo a non forzare oltremodo sui prezzi.

Il mercato dell’auto usata è stato invece interessato da una dinamica opposta. I prezzi delle auto usate hanno subìto, infatti, negli ultimi anni una serie continua di cali dovuta soprattutto alla cosiddetta demonizzazione del diesel. Questo fenomeno ha determinato un rallentamento da parte degli automobilisti nella decisione di sostituire le vecchie auto diesel, con l’inevitabile effetto di svalutazione delle vetture usate con questo tipo di motorizzazione.

Maggiore stabilità, infine, ha caratterizzato il comparto dei servizi di assistenza alle auto. Come detto i prezzi nel 2020 hanno fatto registrare un incremento tendenziale modesto (+1,1%), in linea con gli incrementi degli anni precedenti. Entrando nel dettaglio delle singole voci di spesa, quelle relative alla manutenzione e alla riparazione di auto hanno fatto registrare una crescita dell’1,1%. Stesso aumento anche per i prezzi degli pneumatici. In misura inferiore sono aumentati i prezzi dei lubrificanti (+1%) e dei pezzi di ricambio e accessori (+0,8%).

Dal 25 gennaio inizia la prevendita del suv elettrico Škoda Enyaq IV

Con la commercializzazione del nuovo   Enyaqiv, che partirà lunedì 25 gennaio in tutte le Concessionarie italiane, inizia per Škoda un nuovo e fondamentale capitolo della propria storia. Il primo  SUV 100% elettrico della Casa boema sarà proposto in Italia inizialmente nelle varianti 60 IV con batteria da 62 kWh e 80 IV con batteria da 82 kWh, a partire da 39.500 euro.

Molto completa la dotazione di dispositivi per sicurezza attiva e  Connettività, che il Cliente può personalizzare con nuovi pacchetti di accessori e inedite Design Selection per i materiali interni.

Il lancio in concessionaria è previsto prima dell’estate. 

Da lunedì, tutte le Concessionarie Škoda in Italia potranno gestire la prevendita di ENYAQ IV, primo  SUV della Casa boema realizzato sulla piattaforma modulare elettrica MEB del Gruppo VW. Nelle scorse settimane gli entusiasti pre-booker italiani, che hanno aderito all’iniziativa proposta da ŠKODA Italia subito dopo la presentazione ufficiale, sono stati chiamati a sottoscrivere il contratto d’acquisto, in modo da essere tra i primi a guidare il nuovo modello. 

In questa fase iniziale,  Enyaqiv è disponibile nelle varianti 60 IV a 39.500 euro e 80 IV a 45.900 euro. Un posizionamento che, in rapporto a dimensioni, autonomia e contenuti, porta il nuovo  SUV elettrico Škoda a non avere oggi competitor diretti sul mercato italiano. Inoltre, il veicolo beneficia pienamente degli incentivi statali messi in campo a sostegno della mobilità a zero emissioni. In caso di rottamazione, lo sconto sul prezzo di listino arriva infatti a 10.000 euro. Mentre in assenza di rottamazione, l’incentivo scende a 6.000 euro. A questi, possono sommarsi gli eventuali incentivi a livello regionale. 

ENYAQ 60 IV monta una batteria da 62 kWh (netti 58 kWh) e ha una potenza di 177 CV (132 kW). Il modello passa da 0 a 100 km/h in 8,7 secondi mentre l’autonomia massima dichiarata nel ciclo WLTP è pari a 414 km. ENYAQ 80 IV è dotato della batteria di maggior capacità da 82 kWh (77 kWh netti) e ha una potenza di 204 CV (150 kW). Il modello più potente scatta da 0 a 100 km/h in 8,5 secondi e raggiunge l’autonomia massima di 537 km nel ciclo WLTP. Per entrambi, la trazione è posteriore e la velocità massima è limitata elettronicamente a 160 km/h. 

La dotazione del nuovo modello riflette questa vocazione all’utilizzo quotidiano in contesti diversi e, come è tipico per ogni Škoda, mette a disposizione importanti dotazioni di sicurezza e  Connettività comprese nel prezzo. 

Tra le principali tecnologie di sicurezza attiva di serie su ENYAQ 60 IV figurano Front Assistant con frenata automatica e riconoscimento pedoni e ciclisti, Lane Assistant per il mantenimento della corsia di marcia, Collision Avoidance Assistant che aiuta nelle manovre di scarto di emergenza e Cruise Control. Non mancano ovviamente il climatizzatore bi-zona, i sensori di parcheggio posteriori e i gruppi ottici anteriori e posteriori in tecnologia full LED.

Di serie lo schermo in plancia da ben 13” , connettività smartphone sia via cavo sia wireless con protocolli Apple CarPlay e Android Auto, ricezione radio digitale DAB+, riconoscimento della segnaletica stradale e connettività remota al veicolo tramite  app con chiamata di emergenza e service pro-attivo.

Il sistema di infotainment, che può essere controllato sia con comandi gestuali sia tramite l’assistente vocale digitale “Laura”, è in grado di connettersi in bluetooth con 3 smartphone e può gestire fino a 8 dispositivi diversi connessi tramite wi-fi.

Fanno parte della dotazione standard anche i cablaggi necessari per la ricarica alla rete pubblica o per l’utilizzo domestico con Wallbox sprovvisti di cavo Mode 3. Come optional, è proposto l’Universal Charger IV, un dispositivo Simply Clever che permette tanto la ricarica domestica fino a 7,2 kW sia la ricarica in corrente tri-fase a 400 V e 11 kW, senza l’utilizzo di un Wallbox. Tanto i cablaggi standard quanto l’Universal Charger IV possono trovare posto in uno specifico alloggiamento posto sotto il pianale del vano bagagli in modo da lasciare sempre libero e pulito il vano di carico, che mette a disposizione da 585 a 1.710 litri. 

Per il nuovo  SUV 100% elettrico, Škoda propone un’ampia offerta di pacchetti che permettono al Cliente di configurare l’auto a piacimento.

Inedita è anche l’offerta delle sei diverse Design Selection che il Cliente potrà scegliere in base ai propri gusti e che influenzano materiali, colori e abbinamenti di rivestimenti, sellerie ed elementi decorativi interni.

Si parte dall’ambiente LOFT, di serie su 60 IV per arrivare all’ECO SUITE in cui sia le sellerie sia parte della plancia sono rivestiti in pelle color tabacco trattata con essenze vegetali. A bordo di   Enyaqiv, ŠKODA ha implementato l’utilizzo di materiali riciclati e di fibre naturali come la lana vergine certificata. 

2020, il mercato auto in Europa: le fosche previsioni.

Il mese di dicembre conferma per il mercato Europa (UE+UK+EFTA) le fosche previsioni dei mesi scorsi: le immatricolazioni di autovetture, 11.961.182 nell’intero 2020, segnano una perdita di circa 3.845.000 unità rispetto al 2019, con un calo del 24,3%. Il mese di dicembre si chiude con 1.214.581 vetture vendute, in diminuzione del -3,7% rispetto allo stesso mese del 2019.
Il mercato Italia, che ha chiuso il 2020 con un -27,9%, si discosta in negativo di quasi 4 punti dal mercato Europa, e sconta sia la situazione macroeconomica sia le incertezze dei mesi scorsi per il rinnovo degli incentivi. A dicembre l’Italia ha infatti registrare la performance peggiore (-14,9%) fra i grandi paesi europei, dove spicca la crescita del 9,9% della Germania mentre Regno Unito e Francia segnano cali di vendite inferiori all’Italia, stabile la Spagna.
“L’Italia è in coda ai maggiori mercati in Europa per volumi di auto nuove nel mese, ma lo è anche per la quota di auto ricaricabili nel totale annuo, con un 4,3% contro il 13,6% della Germania, l’11,2% della Francia e il 10,7% della Gran Bretagna – commenta Andrea Cardinali, Direttore Generale dell’UNRAE, l’Associazione delle Case automobilistiche estere in Italia.
Persino la Spagna fa leggermente meglio, con il 4,8%.
Questo gap è dovuto all’analogo grave ritardo nello sviluppo delle infrastrutture di ricarica: un ritardo da recuperare molto velocemente, con gli investimenti che il PNRR destinerà alla mobilità elettrica e più in generale alle alimentazioni alternative. Le risorse disponibili nell’ambito della seconda “missione” del cosiddetto Recovery Fund, vanno indirizzate verso questi investimenti, sia in area privata che pubblica, su tutta la rete viaria urbana, extraurbana e autostradale, per raggiungere una capillarità dei punti di ricarica al livello dei Paesi più maturi. Solo a queste condizioni, garantendo anche l’interoperabilità tra le reti delle diverse utility e una tariffazione adeguatamente calibrata, potrà verificarsi anche da noi un vero decollo della mobilità elettrica”.
“Ma anche riguardo agli incentivi per i modelli a basse emissioni – aggiunge Cardinali – è
fondamentale guadagnare un orizzonte molto più lungo di quello attuale, ed è ormai
improcrastinabile che la fiscalità sulle auto aziendali venga allineata a quella di tutti i principali mercati europei. Se queste misure non dovessero rientrare nel PNRR, dimenticando l’urgenza ambientale creata da un parco circolante fra i più vetusti d’Europa, il Governo, a nostro avviso, dovrà necessariamente trovare altri veicoli normativi, per non rischiare di rimanere all’infinito fanalino di coda nella mobilità del futuro”.
Francia – Nel 2020 mancano all’appello ¼ delle immatricolazioni (-25,5%)In una Francia ovviamente segnata dalla crisi legata alla pandemia, le perdite sono state
ingenti anche per il settore dell’automobile: con 1.650.118 unità immatricolate, il 2020 archivia un -25,5% rispetto alle 2.214.279 del 2019. Il mese di dicembre 2020 ha subito una perdita dell’11,8%, con l’immatricolazione di 186.323 auto nuove a fronte delle 211.194 di dicembre 2019. Dall’analisi per alimentazione si evince la conferma del crollo delle alimentazioni
tradizionali: il benzina registra 774.363 unità (-39,6%) e perde oltre 10 punti di rappresentatività e il diesel (-33,3%), con 504.191 immatricolazioni cede 3,5 p.p. e si ferma al 30,6%. Chiudono l’anno con ottimi risultati gli ibridi, che con 243.651 immatricolazioni complessive guadagnano 9,1 p.p. attestandosi al 14,8%, e le elettriche che registrano 110.912 vendite e aumentano la propria rappresentatività sul mercato dall’1,9% del 2019 al 6,7% del 2020. Sul fronte dei segmenti: rispetto allo scorso anno, in crescita le piccole, al 59% di quota, in calo le medie inferiori (al 24%) e le medie superiori (al 12%), con le superiori e lusso al 5% di rappresentatività sul mercato. Continua il calo delle emissioni di CO2, che a dicembre hanno archiviato 91,0 g/km
a fronte dei 112,9 di dicembre 2019.
Germania – 2020 in caduta del 19,1% con quasi 400.000 veicoli elettrici immatricolatiSecondo i dati diffusi dalla KBA, in Germania il 2020 con 2.917.678 immatricolazioni di auto nuove segna un importante calo a doppia cifra: -19,1% rispetto alle 3.607.258 del 2019. Di queste, il 62,8% sono state immatricolate a persone giuridiche (-22,4%) e il restante ai privati (-13,0%). I veicoli a benzina hanno registrato una quota del 46,7% con 1.361.723 unità, in calo del 36,3%, così come i diesel che registrano il segno meno (-29,9%) con 819.896 veicoli e una quota del 28,1%. Segni positivi, invece, per i veicoli a propulsione alternativa, con i veicoli elettrici che hanno sfiorato le 400.000 unità, quasi quattro volte quanto venduto nel 2019 (+263%) e per il 2021 sono previsti fino a 600.000 veicoli elettrici e ibridi plug-in. Gli ibridi (+120,6%) hanno raggiunto una quota del 28,1% (di cui il 6,9% plug-in), e le elettriche, grazie a una crescita del 206,8%, con 194.163 unità archiviano l’anno con una rappresentatività del 6,7%. Nel 2020 le
emissioni di CO2 sono diminuite dell’11%, passando da 157,0 g/km del 2019 a 139,8 g/km del 2020. Il mese di dicembre, infine, chiude con un segno positivo grazie alle 311.394 unità che si confrontano con le 283.380 di dicembre 2019: +9,9%
Spagna – Dicembre stabile ma nel 2020 immatricolate 1/3 delle auto in menoLa crisi economica provocata dalla pandemia è stata determinante sul risultato finale delle vendite di auto nel 2020: 851.211 immatricolazioni che equivalgono a un -32,3% rispetto alle 1.258.251 del 2019 e, come sottolineato dalle Associazioni di categoria spagnole, era dal 2014 che non si registravano volumi sotto il milione di unità. Il mese di dicembre, invece, è rimasto stabile rispetto allo stesso periodo dello scorso anno con 105.841 auto nuove. Secondo le previsioni riportate dall’ANFAC, anche nel 2021 il mercato si manterrà sotto il livello del milione di unità, con il primo trimestre influenzato dall’aumento delle imposte di immatricolazione e il termine del piano “Renove”. Nel 2020 le emissioni medie di CO2 si sono attestate a 110,2 g/Km, in calo dell’8,7% rispetto allo scorso anno. Nonostante gli aumenti registrati a dicembre del canale dei privati (+3,5%) e delle società (+18,1%), restano pesanti i crolli registrati per il 2020: i privati perdono il 27,1% con 427.378 vendite, le società il 24,4% con 327.732 unità e le flotte nel 2020 cedono il 59,7% dei volumi con 96.101 immatricolazioni
(a dicembre -59,7%).
Regno Unito – In un anno perse 680.000 unità: il 2020 chiude a -29,4%Il Covid-19 e l’incertezza legata alla Brexit hanno portato il mercato dell’auto nel Regno Unito a subire un crollo delle immatricolazioni di autovetture nuove: secondo quanto riportato dalla SMMT con 1.631.064 vendite a fronte delle 2.311.140 le immatricolazioni complessive 2020 sono calate del 29,4%. Le 680.000 unità perse in un anno riportano i volumi a livelli più bassi dal 1992.
Seppur in misura minore del totale anno, il mercato di dicembre cede il 10,9% dei volumi attestandosi sulle 132.682 unità contro le 148.997 del 2019. Nei 12 mesi tutti i canali riportano grandi perdite: i privati registrano 747.507 vendite (-26,6%) e una quota del 45,8%; le flotte 849.309 unità (-31,1%) e una rappresentatività del 52,1%; le società con 34.248 immatricolazioni (-43,3%) si attestano sul 2,1% di quota. Sul fronte delle alimentazioni, le uniche a registrare cali nel 2020 sono il diesel (-55%, con una perdita di 9,2 p.p. di quota) e il benzina (-39,0%, che passa in un anno dal 64,1% al 55,4% di rappresentatività). Ottima performance per le BEV (+185,9% e un’ascesa dall’1,6% al 6,6% di quota con 108.205 immatricolazioni), le PHEV (+91,2%, in rappresentanza del 4,1% del mercato), MHEV benzina (+184,1%) e MHEV diesel (+79,6%) che rappresentano rispettivamente il 7,3% e il 3,7% delle vendite complessive.

Mese di Novembre: affonda il mercato dell’auto (-8,3%)

Di nuovo in rosso il mercato dell’auto in Italia a novembre. Finito l’effetto degli incentivi estivi, dopo un ottobre già negativo, le immatricolazioni di veicoli nuovi scendono in modo allarmante a 138.405 unità, in calo dell’8,3% rispetto alle 151.001 dello stesso periodo 2019. Il tutto in considerazione del giorno lavorativo in più sul novembre di quest’anno risulta ancora più allarmante. Da gennaio a novembre il buco ha toccato quota 515.000 vetture che in 11 mesi mancano all’appello rispetto al 2019, segnando un pesante calo del 29% (1.261.802 immatricolazioni complessive rispetto alle 1.776.501 del gennaio-novembre 2019).

“Le misure di sostegno alla domanda degli scorsi mesi – afferma Paolo Scudieri, Presidente di ANFIA – oltre ad avere un ruolo determinante per la ripartenza del mercato e per il rinnovo del parco circolante in chiave ecologica, hanno anche sortito effetti positivi sulla produzione di autovetture e componenti nel nostro Paese, a beneficio di una filiera industriale per cui il mercato domestico occupa un posto importante accanto ai mercati internazionali. Inoltre, con un mercato nazionale ed europeo ancora sotto pressione a causa della pandemia, negli ultimi mesi abbiamo assistito ad un sensibile incremento del ricorso alla cassa integrazione da parte delle aziende automotive, una situazione che rischia di peggiorare se non verranno attivati, nel breve, interventi a supporto della domanda che prevediamo vengano ripagati dal maggior gettito fiscale generato, e, nel medio-lungo periodo, provvedimenti che accompagnino la transizione green e digitale della filiera. Ricordo, infine, la necessità di dare sostegno alla ripresa del comparto dei veicoli commerciali leggeri, che vanta un’importante presenza industriale in Italia e che, anche in conseguenza dell’impennata delle vendite online, sta assumendo un ruolo sempre più strategico nella logistica urbana delle merci”.

“Senza un nuovo intervento per il sostegno al mercato auto, il nuovo calo delle vendite – evidenzia Adolfo De Stefani Cosentino, Presidente di FEDERAUTO – pone le nostre aziende nella necessità di riattivare la cassa integrazione che, comunque sia, non sarà sufficiente ad arginare la perdita di fatturato oggi attestata, rispetto al 2019, su un valore medio di -25%. I dati sul ricorso alla cassa integrazione nel periodo gennaio – ottobre 2020, rispetto allo stesso periodo del 2019, mostrano un aumento del 6.000%, per un ammontare di ore autorizzate superiore a 60 milioni. Sono dati eclatanti che inducono a riflettere sul costo di un mancato intervento a sostegno dell’auto”.   

“Non possiamo non ricordare – aggiunge Michele Crisci, Presidente dell’UNRAE – che gli incentivi estivi hanno rappresentato certamente una boccata di ossigeno per Costruttori e indotto industriale, ma soprattutto hanno prodotto un indubbio beneficio per l’ambiente: grazie agli incentivi, secondo i dati resi noti da Invitalia, sono state rottamate più di 120 mila vetture delle categorie fino a Euro 4, fortemente inquinanti e poco sicure, risparmiando alle nostre città oltre 155 mila tonnellate di CO2  su base annua. Ambiente ed economia hanno dimostrato di poter convivere bene se le manovre sono ben fatte”. “Auspichiamo – conclude Crisci – ugual misure sul 2021 con un rinnovo degli incentivi allo svecchiamento del parco auto per contrastare le attuali condizioni di recessione e una maggiore detraibilità dell’Iva per vetture aziendali, misura già in atto nei maggiori paesi europei e la cui assenza penalizza il nostro mercato perché ne riduce la competitività.”

Il Mercato Auto si ferma subito: ottobre -0,2%

Si intervenga subito o senza interventi strutturali non sarà possibile una vera ripresa. E’ la richiesta che arriva dall’ dell’UNRAE, l’Associazione delle Case automobilistiche estere.
“Al di là dei dati contingenti del mercato, l’esperienza degli ultimi mesi mostra chiaramente l’insufficienza di una politica incentrata su incentivi “mordi e fuggi”. Appare oltretutto evidente, nell’attuale fase di emergenza economica, che la scelta di non rifinanziare i fondi legati alla fascia di CO2 più importante dal punto di vista dei volumi ha immediatamente rifermato il mercato. A questo punto è chiarissima la necessità di dare maggiore continuità al sostegno del settore automotive, già a partire dalla prossima Legge di Bilancio. In parallelo sarà necessario avviare un approccio strategico verso soluzioni strutturali che accompagnino la transizione tecnologica verso la mobilità a zero emissioni, includendo tutta la filiera produttiva e commerciale. Da una visione strategica sulle infrastrutture di ricarica per le nuove motorizzazioni ad un approccio fiscale sulle auto aziendali non più in deroga e finalmente allineato agli altri paesi europei”. Con questa considerazione Michele Crisci – Presidente dell’UNRAE, l’Associazione delle Case automobilistiche estere, ha commentato i dati mensili sulle immatricolazioni di ottobre.
Il mercato delle autovetture, secondo quanto diffuso dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, nel mese ha immatricolato 156.978 unità, in linea con le 157.262 dello stesso periodo dello scorso anno (-0,2%). Oltre 500.000 sono le vetture perse nei 10 mesi dell’anno che segnano un pesante calo del 31% con 1.123.194 unità che si confrontano con le 1.625.500 del gennaio ottobre 2019.
“Le previsioni per fine anno – prosegue Michele Crisci – proiettano un livello di immatricolazioni che dovrebbe attestarsi probabilmente al di sotto di 1.400.000 unità, in calo di oltre il 27% rispetto al 2019, una riduzione drammatica che ha un solo precedente nella storia moderna. Senza contare poi un eventuale e possibile nuovo lockdown generalizzato che peggiorerebbe ulteriormente la già pesante situazione”.

“È indispensabile – ribadisce il Presidente dell’UNRAE – che nella prossima Legge di Bilancio, attualmente in fase di elaborazione, il Governo tenga conto di questa realtà, dando seguito a quanto dichiarato nelle scorse settimane di stanziare altri 400 milioni in aggiunta all’ecobonus. Non deve essere poi trascurato il fatto che ogni euro destinato al rinnovo del parco auto non è un regalo al settore ma piuttosto un investimento, che finora ha dato frutti positivi: sia in termini ambientali, con la rottamazione dei
veicoli più inquinanti, sia come ritorno per le casse dello Stato in termini di gettito fiscale superiore allo stanziamento dedicato. Non trascurando, inoltre, che una ripresa del settore automotive comporterebbe anche minori aggravi sulla previdenza sociale ”.

Indagine Autoscout24 il futuro della mobilità passa dal digitale

Nel 2030 il 10% delle transazioni in Italia avverrà su questo canale, oltre la media europea (8%)

L’attuale momento storico ha reso evidenti più che mai l’importanza del digitale e le grandi potenzialità dell’e-commerce. In Italia 1 persona su 2 utilizza più metodi di pagamento per gli acquisti online e il nostro Paese si posiziona ai primi posti nella classifica degli utenti che nel 2019 hanno fatto almeno un acquisto di 1.000 € in modalità digitale, con un 22% che si dichiara ben disposto per gli acquisti futuri a spendere online tra 1.000 € e 5.000 €, e oltre un 7% che potrebbe andare oltre e superare la cifra dei 5.000 €. Un segnale evidente e un trend che sta coinvolgendo in modo disruptive sempre più settori. Ma cosa accade sul fronte automotive? Secondo la ricerca condotta a livello europeo sull’Online Transaction da AutoScout24, le previsioni di vendita di auto online in Italia, che nel 2018 hanno rappresentato solo l’1% del mercato totale, potrebbero superare nei prossimi 10 anni il 10% delle vendite totali, raggiungendo nel 2030 oltre 500.000 veicoli venduti. Il dato previsionale supera anche la media in Europa, pronta oggi al cambiamento con il 57% favorevole all’acquisto dell’auto interamente online, preparando il campo ad uno scenario che nel 2030 si attesterà sull’8% (era il 2% nel 2018). L’Italia supera anche Paesi come Belgio, (0,9% nel 2018 e 6,9% nel 2030), Germania (1,8% nel 2018 e 6,5% nel 2030), Austria (1,8% nel 2018 e 5,6% nel 2030) e Olanda (1,7% nel 2018 e 5,4%). Unica eccezione la Francia, che già nel 2018 ha una quota più alta di auto vendute (3,9%), con una previsione che supererà il 13% nel 2030.

“Il mondo automotive si affaccia in modo deciso al trend dell’online transaction, pur se con ritardo rispetto ad altri settori: ci si aspetta che in Europa tra 10 anni oltre l’8% delle transazioni avverrà online, con l’Italia in grado di superare il 10% – ha dichiarato Gioia Manetti, Vice President International e CEO Southern Europe di AutoScout24 – Stiamo vivendo un momento di cambiamento senza precedenti nella storia recente. Tutti i Paesi si muovono in questa direzione, seppur con tassi di crescita differenti, ed in questo senso l’emergenza Covid-19 è stato un importante acceleratore del processo di digitalizzazione degli attori della filiera.I consumatori sono ormai pronti ormai a trasferire le abitudini di acquisto online anche all’auto, lo dimostra la percentuale di consumatori che si dichiarano propensi a spendere più di 5K euro per un singolo acquisto online, lo dimostrano gli strumenti di pagamento sempre più evoluti utilizzati in Europa. Lo dimostra il fatto che si sono vendute auto online pur in lockdown, ‘creando’ o ‘adattando’ i processi esistenti. È ovvio che per il futuro di questo canale sarà determinante la velocità ed efficacia con cui i player sapranno evolvere piattaforme e processi ad un acquisto online.” 

Se l’impossibilità di vedere l’auto, la valutazione dell’usato e la relazione con il venditore rappresentano le principali barriere per un possibile acquisto online, il prezzo più conveniente, le condizioni dell’auto verificate e la comparabilità delle offerte sono il motore per spingere all’acquisto su questo canale. La ricerca di AutoScout24, che ha esplorato il livello di fiducia degli europei nel rapporto auto ed e-commerce, mostra che gli italiani sono i più ottimisti in Europa: oltre il 38% dei consumatori è convinto della possibilità di acquistare un’auto interamente online. Una fotografia in linea anche con i dati interni di AutoScout24, che attestano come quasi un italiano su quattro ha cambiato positivamente il proprio atteggiamento nei confronti degli acquisti online di auto, e come per oltre la metà (53%) questo canale sia una buona alternativa a quello tradizionale. Il futuro delle abitudini di acquisto digitali è la naturale prosecuzione di un contesto attuale da cui emergono nuovi trend che stanno cambiando radicalmente la distribuzione auto e le preferenze dei cittadini in fatto di mobilità, che oggi può essere condivisa o privatissima, macro o micro, sempre più connessa e più green, con una trasformazione della customer experience che necessita ormai di una strategia omnichannel.

“I marketplace auto rappresentano, oggi come non mai, un ponte digitale imprescindibile, che unisce reale e virtuale, favorendo il contatto tra cliente e venditore e rendendolo più facile, diretto e immediato – prosegue Gioia Manetti – Essi diventano sempre più punto di riferimento nella scelta e nell’acquisto dell’auto e si stanno evolvendo rapidamente integrando quanto serve per poter vendere auto online, dal pagamento allo scambio di contratti vincolanti, dall’appuntamento in concessionaria alle soluzioni di finanziamento etc.Player che già offrono soluzioni di acquisto online, più o meno completo, come AutoScout24 in Europa, hanno assistito ad un’accelerazione nell’adozione di tali soluzioni, con soddisfazione crescente di tutti gli attori coinvolti, e sono a disposizione di coloro i quali vogliano beneficiare in modo rapido ed efficace della crescita del commercio online di auto. Nel nostro caso siamo orgogliosi di potere affermare di esserci mossi già alcuni mesi prima della crisi, in linea con il nostro obiettivo che ci vede da sempre impegnati non solo nell’intercettare i bisogni di consumatori e dealer, ma nell’anticiparli.

Il mercato automotive, dunque, se fino ad oggi era ancora ad una fase iniziale, coperto principalmente dalle case auto, adesso potrebbe avere un’accelerazione con nuove sfide, ma anche opportunità per alcune aziende di riadattare strategicamente il modello di business alle nuove esigenze dei consumatori, soprattutto in ottica di e-commerce. E’ quanto ha già fatto AutoScout24 con l’avvio di un percorso in Germania e in Olanda che abiliterà alla vendita online i dealer di tutta Europa, senza mai sostituirsi a queste figure, ma fornendo un valido strumento aggiuntivo, in linea con la crescita digitale dei processi e dei comportamenti, vero motore del cambiamento.

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