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Gino Bruni

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Mercato Auto

Auto: ad agosto mercato in caduta libera (-27,3% sul 2020)

Ecobonus esaurito ed Extrabonus fermo, urge una misura per sbloccare gli incentivi
Il mese di agosto segna un nuovo crollo per l’auto, che chiude con appena 64.689
immatricolazioni di veicoli nuovi. Nonostante un giorno lavorativo in più, il calo è del 27,3%
rispetto ad agosto 2020, interessato come oggi dagli incentivi statali che allora avevano
contribuito a portare le vendite a 88.973 unità, in linea con lo stesso mese 2019. Con il dato di
agosto, le auto perse dal mercato in 8 mesi rispetto allo stesso periodo del 2019, superano le
260.000 unità (con 1.060.182 autovetture complessive, -20% sul 2019).
Nei prossimi mesi la situazione non può che peggiorare visto il rapido esaurimento
dell’Ecobonus stanziato dal D.L. Sostegni bis del luglio scorso a favore delle auto elettriche pure
e ibride plug-in con emissioni 0-60 g/Km CO2.“Una situazione paradossale – spiega il Presidente dell’UNRAE Michele Crisci – perché, come è noto, con l’esaurirsi dell’Ecobonus rimangono inutilizzabili i fondi complementari stanziati per finanziare l’Extrabonus. In questo modo si sta di fatto bloccando l’acquisto dei veicoli più in linea con gli impegni del PNRR di accelerare il percorso di decarbonizzazione dei trasporti e lo svecchiamento dell’obsoleto parco circolante italiano”.
“La soluzione – aggiunge Michele Crisci – è un immediato rifinanziamento dell’Ecobonus
per le fasce 0-20 e 21-60 g/Km CO2 attraverso un qualsiasi veicolo normativo disponibile in tempi brevi, oppure, in via emergenziale, con un trasferimento parziale nell’Ecobonus delle risorse ferme nell’Extrabonus, facendo così ripartire immediatamente il meccanismo degli incentivi e rilanciando le vendite delle auto elettriche pure e ibride plug-in”.
L’UNRAE invita a rifinanziare sin d’ora pure gli incentivi per le fasce di emissioni superiori,
61-135 g/Km di CO2, che finora hanno consentito di ottenere eccellenti risultati per rinnovare
il vecchio parco circolante: “anche per le auto di questa fascia – avverte Crisci – si prevede il
precoce esaurimento dei fondi nella prima settimana di ottobre, mentre per i veicoli
commerciali non BEV i fondi stanziati si sono già esauriti in questi giorni. Auspichiamo
pertanto un urgente intervento del Governo per dare concretezza alle buone intenzioni finora dimostrate, e continuiamo anche a insistere perché siano adottate misure strategiche di lungo periodo per l’intero mercato, a partire dal 2022 che è ormai alle porte, abbandonando la logica degli interventi stop and go”.
Le misure sollecitate dall’UNRAE sono tanto più urgenti, anche, in quanto non accenna a
migliorare la crisi dei semiconduttori, che già sta ritardando la produzione di moltissimi modelli
e potrà ripercuotersi negativamente sulle vendite di tutti i segmenti di mercato. Per questo
risulta necessario un prolungamento dei tempi di completamento delle prenotazioni in corso
da 180 a 300 giorni, per non vanificare la possibilità di usufruire degli Ecobonus.
L’analisi della struttura del mercato del mese di agosto, confrontata con lo stesso periodo
2020, sotto il profilo degli utilizzatori evidenzia un forte calo dei privati che si fermano al 69%
di quota di mercato, in crescita – grazie al contributo degli incentivi – rispetto al 62% di share
dei primi 8 mesi. Le autoimmatricolazioni perdono quasi la metà dei volumi e si portano al 7,9%
di rappresentatività, in contrazione rispetto al 9,9% del cumulato gennaio-agosto. In calo nel
mese anche le immatricolazioni a società, che confermano una quota del 5%, vicina al 5,4%
degli 8 mesi. In leggera flessione il noleggio a lungo termine che scende al 15% di penetrazione,
mentre nel cumulato copre il 17,1% delle vendite. Un segno più caratterizza il noleggio a breve
termine, seppur al 3,2% di share rispetto al 5,7% dei primi 8 mesi dell’anno.
Dal punto di vista delle alimentazioni, benzina e diesel perdono circa la metà dei volumi, con
la prima che scende a rappresentare 1/4 delle immatricolazioni del mese (31,1% nel cumulato),
mentre il diesel si ferma al 21,5% (23,9% negli 8 mesi). Il Gpl cresce sfiorando il 10% delle
vendite, stabile il metano al 2,3%. In fortissima crescita le elettrificate, grazie al contributo degli
incentivi: quasi 1 auto su 3 immatricolata in agosto è ibrida (31,6% di quota), con le “full” hybrid che raggiungono l’8% e le “mild” hybrid il 23,6%. Le vetture plug-in (PHEV) nel mese coprono il 4,9% delle immatricolazioni, come le elettriche pure (BEV) al 5% di quota.
In calo tutti i segmenti del mercato con un recupero di quota rispetto al cumulato delle medie
(segmento C) e una contrazione per utilitarie e segmento D.
Tra le carrozzerie, perdono terreno berline (sempre leader al 43,7%) e station wagon, mentre
continua l’ascensa di crossover e fuoristrada (che coprono complessivamente la metà del mercato).
Le aree geografiche mostrano un perdita di rappresentatività per le aree del Nord e un
recupero di quota per Centro, Sud e Isole. Il Nord Est si conferma al 1° posto con il 30,3% delle
immatricolazioni di agosto, grazie alla spinta del noleggio, senza il quale si fermerebbe poco
sopra il 24%.
Prosegue il calo delle emissioni medie di CO2 delle nuove immatricolazioni che rispetto ad
un anno fa perdono il 12% a 117,3 g/Km rispetto a 133,4 g/Km dell’agosto 2020. Negli 8 mesi le
emissioni calano del 10,1% a 122,7 g/Km (136,6 g/Km in gennaio-agosto 2020).
L’analisi delle immatricolazioni per fascia di CO2, grazie alla presenza degli incentivi, mostra
un’ulteriore accelerazione di quota delle vetture incentivate della fascia 61-135 g/Km che si
posiziona al 66% delle immatricolazioni del mese. Le fasce 0-20 e 21-60 g/Km si confermano su
una quota combinata del 9,5%. In continua flessione la fascia da 136 a 190 g/Km (al 20,9% di
quota), stabili all’1,6% del totale quelle penalizzate dal malus oltre i 190 g/Km di CO2 .
Il mercato dell’usato ad agosto chiude a 203.844 passaggi di proprietà al lordo delle
minivolture (+30,9% sul 2020 e -13,8% sul 2019). Nel cumulato gennaio-agosto si registrano
2.288.829 passaggi complessivi (+32,6% sul 2020 e -18% sul 2019)

Mercato auto, a luglio crollo del 28,1% sul 2019 e del 19,4% sul 2020

Crollo del mercato dell’auto a luglio. Con 110.282 immatricolazioni si registra il livello più basso dell’anno, in calo per la prima volta non solo nei confronti dello stesso mese del 2019 ma anche di luglio 2020, l’anno della pandemia. La diminuzione rispetto alle 136.768 immatricolazioni di luglio 2020, che ancora non beneficiava nemmeno degli incentivi della Legge Rilancio, è del 19,4%, mentre verso le 153.331 unità di luglio 2019 il calo è del 28,1%. 

La cattiva notizia dell’ulteriore crollo del mercato è accompagnata dall’approvazione in Parlamento del rifinanziamento degli incentivi per la rottamazione. L’UNRAE, che ha promosso e sollecitato la proroga degli incentivi, anche alla luce dei dati di luglio sottolinea però la scarsezza delle risorse assegnate, assolutamente insufficienti per gestire in modo adeguato la transizione verso la decarbonizzazione.  

“Il rinnovo degli incentivi – afferma il Presidente dell’UNRAE Michele Crisci – era un provvedimento atteso, ma l’entità delle risorse risulta chiaramente inadeguata per sostenere, almeno fino a fine anno, la sostituzione del maggior numero possibile di auto inquinanti con vetture Euro 6. E’ quello che ripetutamente abbiamo chiesto come UNRAE e che è stato recepito da molti parlamentari di tutti gli schieramenti. Il provvedimento approvato, per come è formulato, fa invece prevedere un rapido esaurimento dei fondi e, dunque, il rischio concreto che già a settembre ci sarà un nuovo stop del mercato”.

“Da tempo – aggiunge Crisci – l’UNRAE lavora per sensibilizzare le Istituzioni su questi temi, indicando nel parco circolante vecchio e inquinante il malato a cui staccare la spina, per avviare una transizione sostenibile senza distruggere occupazione e mercato”.

“Siamo contenti – conclude il Presidente dell’UNRAE – che lo stesso Ministro dell’Ambiente abbia riconosciuto l’urgenza di sostituire i veicoli altamente inquinanti, ancora in circolazione, con vetture Euro 6 o ibridi di nuova generazione a costi accessibili, una ragione in più perché tutto il Governo decida di rifinanziare la rottamazione delle vecchie auto prolungando gli incentivi anche nei prossimi mesi”. 

Nei primi sette mesi dell’anno la perdita rispetto al 2019 sale a circa 250.000 unità (-19,5% con 1.236.481 immatricolazioni), facendo prevedere una chiusura dell’interno anno con oltre 300.000 auto perse, che si sommano alle 500.000 vetture in meno immatricolate nel 2020 e portano la perdita complessiva rispetto al periodo pre-covid a una voragine di oltre 800.000 unità.

La struttura del mercato sotto il profilo degli utilizzatori mostra in luglio un forte calo dei privati in linea con il mercato complessivo (sia nel confronto con i risultati 2019 sia 2020) e una quota di poco superiore al 2019, al 61,8% del totale (-1,4 punti sul 2020), allineata a quella dei primi 7 mesi dell’anno. Le autoimmatricolazioni cedono oltre la metà dei volumi, fermandosi al 10,4% di quota nel mese e al 10% nel cumulato. Il noleggio a lungo termine perde “appena” il 12% sul 2019 (-10% sul 2020) e sale al 17% di quota di mercato, per la forte flessione delle principali società Top, a cui si contrappone la crescita delle Captive (nel cumulato gennaio-luglio la rappresentatività è del 17,2%). L’unico canale in crescita è il noleggio a breve termine che raddoppia i volumi immatricolati rispetto al 2019, chiudendo il mese al 4,8% di quota, comunque in rallentamento verso il 5,9% di gennaio-luglio. Le società, seppur in forte calo a doppia cifra sia verso il 2019 sia verso il 2020, salgono su una share del 6% (5,4% nei 7 mesi).

Fra le alimentazioni forti flessioni interessano benzina, diesel e metano che si portano nel mese rispettivamente al 27,4% di quota (31,5% nel cumulato), al 22,7% (24% nei 7 mesi) grazie anche al noleggio, e al 2% (2,4% in gennaio-luglio). Il Gpl sale all’8,4% di rappresentatività (6,6% nel cumulato). In rapida e progressiva ascesa le vetture elettrificate: le ibride salgono al 29,4% di quota (in crescita rispetto al 27,6% del cumulato), le plug-in arrivano al 5,6% di share (4,4% nei 7 mesi), grazie anche al supporto del noleggio (senza il quale si fermerebbero al 4%), e le elettriche raggiungono il 4,6% (3,5% nei 7 mesi).

Forti riduzioni interessano in luglio tutti i segmenti del mercato, con un leggero recupero di quota per le utilitarie (seppur in riduzione rispetto al cumulato) e una crescita fra mese e cumulato per la share del segmento C, seppur ridimensionata rispetto ai due anni passati.

A Maggio senza incentivi si aggrava la crisi dell’auto: -27,9% sul 2019

I dati del mercato di maggio in Italia evidenziano le forti difficoltà dell’auto a risollevarsi dalla crisi e annullano, inoltre, il pur timido tentativo di ripresa dei mesi scorsi sostenuto dagli incentivi. Con 142.730 immatricolazioni registrate nel mese, la perdita numerica è di 55 mila vetture rispetto a maggio 2019, pari a un calo del 27,9%, il più pesante degli ultimi mesi. Il dato di maggio è infatti in forte peggioramento rispetto ai precedenti mesi di marzo e aprile (rispettivamente -12,7% e -17,1% nei confronti degli stessi mesi 2019). Anche rispetto alle circa 100 mila vetture vendute a maggio 2020, il recupero (+43%) è lontano dall’ipotizzare un allontanamento della crisi. Nel cumulato gennaio-maggio il mercato perde circa 1 vettura su 5, con 735.125 unità (-19,3% vs 2019).
Anfia, Federauto e Unrae sottolineano come il dato di maggio sia la prova numerica della brevissima durata degli incentivi per la fascia 61-135 g/Km di CO2, esauriti troppo presto per innescare un effetto volano sul nostro mercato. Come ribadito anche oggi dalle stesse Associazioni nel corso di un’audizione presso la Commissione Bilancio della Camera, l’auspicio è che nell’iter di conversione del c.d. DL Sostegni-bis trovino spazio adeguate misure volte a sostenere il settore, favorendo il rinnovo di un
parco circolante molto anziano. Secondo i più recenti dati ACI, infatti, nel 2020 è ulteriormente invecchiato portando l’età media a 11 anni e 10 mesi, tra i più vetusti d’Europa.

A questo scopo è necessario rifinanziare per l’anno corrente, con una dotazione adeguata e non effimera, gli incentivi per la fascia 61-135 g/Km a fronte di rottamazione, i quali hanno dimostrato di incontrare il forte gradimento dei consumatori e di ottenere effetti molto incisivi sull’ambiente. Di fondamentale importanza è anche il rinnovo degli incentivi destinati all’acquisto di veicoli commerciali di ultima generazione.
I suddetti incentivi rappresentano inoltre un investimento per l’Erario, più che un sostegno, grazie all’incremento di gettito IVA e IPT derivante dalla vendita delle nuove vetture.

Un ulteriore problema che contribuisce ad aggravare le condizioni del settore riguarda la crisi della fornitura dei semiconduttori, che sta generando un ritardo nella consegna delle vetture nuove. A tal riguardo, pertanto, le Associazioni del settore automotive richiedono che il limite attualmente previsto entro il quale concludere una prenotazione con Ecobonus passi da 180 a 300 giorni, così da non vanificare l’efficacia della misura.
Nell’ambito delle riforme necessarie, infine, le tre Associazioni rinnovano anche la richiesta di modificare con urgenza la normativa sulle vetture aziendali in fringe benefit, adeguandola ai valori della nuova procedura di omologazione in WLTP.


ACI “Autoritratto 2020”

L’amore tra giovani e auto sembra quasi al capolinea: solo 1 “under 25” su 8 (12,2%), infatti, possiede un’auto. Nel 2011, il rapporto era 1 a 5 (20,8%). In dieci anni, il calo è stato del 41,3%. Tra le cause della crescente disaffezione dei giovani per l’auto di proprietà, i costi di gestione (260 € al mese la spesa media per l’auto nel 2020) ma anche il diffondersi di nuove forme di mobilità, come le mini car o il, sempre più frequente, ricorso ad auto, bici e monopattini in condivisione.

In netta controtendenza, le fasce “over 50” della popolazione. Tra 2011 e 2020, infatti, nella fascia di età 51-60 i proprietari di auto sono passati dal 93,98% al 101,13% (+7,6%), in quella 61-70, dal 77,28 al 92,92% (+20,2%), mentre gli “over 70” sono cresciuti, addirittura, del 38,3%, volando dal 46,03% del 2011 al 63,67% dello scorso anno.

Sono questi alcuni dei dati più interessanti tra i molti che emergono dalla lettura di “Autoritratto 2020” – la pubblicazione statistica dell’ACI, che fotografa il parco veicolare di Regioni, Province e Comuni al 31 dicembre 2020 – da oggi online su http://www.aci.it/laci/studi-e-ricerche/dati-e-statistiche/autoritratto.html.

1 AUTO SU 10 (9,6%) HA PIÙ DI 28 ANNI

Troppo vecchio e troppo inquinante risulta, invece, il parco circolante italiano. Addirittura 3 milioni e 800 mila auto – il 9,6% del totale – sono state immatricolate prima del 1993. Per la maggior parte si tratta di Euro 0 che contano, ormai, almeno 28 anni di età!

Campania (18,1%), Calabria (15,7%) e Sicilia (14,1%), le regioni più “anziane”. Trentino Alto Adige (2,9%), Valle D’Aosta (3,1%, grazie all’alta percentuale di autovetture per uso noleggio) e Veneto (6%), le più “giovani”.

SOLO 1 AUTO SU 10 (10,7%) È ECOLOGICA

Ancora troppo poche, le auto ecologiche [GPL: 2.678.656, il 6,7% del parco auto; Metano: 978.832 (2,5%), Ibride: 542.728 (1,4%), Elettriche 53.579 (0,1%)], che, complessivamente, rappresentano il 10,7% del parco, contro il 9,8% del 2019. In valori percentuali, rispetto al totale del circolante, Marche ed Emilia Romagna risultano le Regioni più “verdi” (rispettivamente, 21,3% e 20,4%), seguite da Umbria (15,6%) e Veneto (13,3%). Le Regioni meno “ecologiche”, sono, invece, Valle D’Aosta (3,14%) e Sardegna (3,15%).

In valori assoluti, invece, è l’Emilia Romagna la Regione con il più alto numero di auto ecologiche (quasi 600mila). Seguono Lombardia (576mila) e Campania (447mila). In coda, Valle D’Aosta (7mila) e Molise (20mila).

ELETTRICHE: +67% NELL’ULTIMO ANNO MA SOLO 0,1% DEL PARCO

Decisamente rilevante, almeno in termini percentuali (in valori assoluti, rappresentano solo lo 0,1% del parco), l’aumento delle auto ad alimentazione elettrica (elettriche, ibrido benzina, ibrido gasolio): in media, a livello nazionale, l’incremento tra 2019 e 2020 è stato di quasi il 67%, con picchi del 170% in Valle D’Aosta (dove risultano iscritte molte auto uso noleggio: in Regione vi sono sedi legali di importanti Società) e del 139% in Basilicata.

Immatricolazioni Auto ad aprile ancora in profondo rosso.

Nel mese di aprile continua il trend discendente del mercato dell’auto in Italia, sui cui numeri hanno ancora scarsissimo peso le vendite dei veicoli elettrici nonostante il loro costante aumento. Nel mese appena trascorso sono state registrate 145.033 nuove immatricolazioni, pari a una riduzione del -17,1% rispetto alle quasi 175.000 unità dello stesso mese del 2019 – mentre non è attendibile il confronto con le 4.295 immatricolazioni di aprile 2020 che equivarrebbe a un aumento a quattro cifre. Nel 1° quadrimestre sono andate perse oltre 120.000 vetture, con 592.181 unità immatricolate, in calo del 16,9% sul 2019.
L’UNRAE, l’Associazione delle Case automobilistiche estere, stima che in assenza di
rifinanziamento degli incentivi, nel prosieguo dell’anno, potrebbero essere a rischio ben oltre
300.000 immatricolazioni.
In circa tre mesi e mezzo, i fondi stanziati hanno consentito la rottamazione di 185.000
vecchie auto, per il 95% sostituite con nuove vetture della fascia 61-135 g/km più sicure e pulite, risparmiando all’ambiente circa 115 mila tonnellate di CO2 l’anno e consentendo
un’aggiuntività d’introiti IVA e IPT per l’erario di circa 160 milioni di euro.
“Il PNRR del Governo – ha commentato il Presidente dell’UNRAE Michele Crisci – sembra
aver trascurato il settore dell’auto, uno dei principali mercati d’Europa per volumi che
rappresenta pure una componente importante della transizione ecologica del Paese. E’
importante, perciò, che siano presto trovati altri strumenti normativi per rendere strutturali gli Ecobonus per le vetture ‘green’ con emissioni fino a 60 g/km CO2”.
“Nel breve periodo, invece – ha aggiunto Crisci – è urgente il rifinanziamento degli
incentivi per le vetture della fascia 61-135 g/km di CO2 che finora, sempre nell’ottica della sostenibilità, hanno dato il contributo più rilevante”.
Il Presidente dell’UNRAE ribadisce infine “l’urgenza di rimediare all’ulteriore forte
penalizzazione di cui sono oggetto in Italia le auto aziendali in fringe benefit perché, a causa del mancato adeguamento della tassazione ai nuovi valori di emissione WLTP, sia i dipendenti sia le aziende che concedono il benefit pagano, un’imposta maggiore in quanto ancora calcolata su valori di emissione non aggiornati (NEDC correlato) ”.
L’analisi della struttura del mercato del mese di aprile, anche in questo caso confrontata con
il 2019 per la comparazione non attendibile con l’analogo mese 2020, sotto il profilo degli
utilizzatori mostra un rallentamento dei privati che perdono l’8,1% delle immatricolazioni, per
l’affievolirsi del contributo degli incentivi, con una quota che nel mese copre il 59,6% del totale
rispetto al 63,3% del 1° quadrimestre (entrambi comunque in netta crescita rispetto al 2019).
In aprile, con 13.000 unità, le autoimmatricolazioni vedono scendere ulteriormente la loro penetrazione, all’8,9% del totale (10% nel 1° quadrimestre).
Sotto il profilo delle alimentazioni prosegue la drastica riduzione di diesel e benzina che si
fermano rispettivamente al 31,9% e 22,8% di share (32,8% e 24,8% in gennaio-aprile). Il Gpl
nel mese copre il 6,5% delle preferenze e il 6% nel quadrimestre, mentre il metano conferma
il 2,2% nel mese e 2,3% nel quadrimestre. In fortissima ascesa, le vetture ibride salgono al 28,7%
di quota, a poco più di tre punti di distacco dal motore a benzina, e chiudono il quadrimestre al
27,3% del totale. Forte espansione anche per le plug-in e le elettriche: le PHEV raggiungono
nel mese il 4,3% del totale (3,9% di share nel quadrimestre), le BEV il 3,3% (3,0% in gennaio aprile), grazie anche al supporto degli acquisti del noleggio.
In calo tutte le aree geografiche rispetto al 2019, con il Nord Est che sale al 34,1% di quota
(tre punti in più della rappresentatività archiviata dal 1° quadrimestre) grazie alla spinta del
noleggio, senza il quale scenderebbe al 23,2%. In seconda posizione il Nord Ovest al 29,3% in
aprile e 29,8% in gennaio-aprile. L’area centrale conferma un 21,1% nel mese e 22,2% nel
cumulato, il Sud si ferma al 10,4% (11,3 nel quadrimestre) e le Isole rappresentano in aprile il
5,1% delle immatricolazioni (5,5% nel cumulato).

ACI: febbraio stabile per il mercato dell’auto usata.

Crescono le radiazioni e le compravendite tra privati

Pressoché stabile a febbraio il mercato delle autovetture di seconda mano, con un bilancio mensile che evidenzia un lievissimo incremento dello 0,1% dei passaggi netti di proprietà. In forte calo le minivolture, che a febbraio hanno registrato un calo a doppia cifra pari al 16,1% rispetto allo stesso mese del 2020, documentando ancora una volta una prevalenza delle compravendite effettuate direttamente tra privati. Complessivamente per ogni 100 autovetture nuove ne sono state vendute 184 usate nel mese di febbraio e 173 nel primo bimestre 2021.

Per quanto riguarda le prime iscrizioni si segnala a febbraio il sorpasso della quota delle auto ibride a benzina su quelle diesel (rispettivamente 26,1% contro 25,3%) e la costante crescita delle quattro ruote elettrificate (+93,9% elettriche a batteria, +128,6% ibride a gasolio e +227,2% ibride a benzina), che trova ennesimo riscontro anche nel mercato dell’usato (+157,2% elettriche a batteria, +96,3% ibride a gasolio e +69,7% ibride a benzina).

Incremento a due cifre, invece, per i trasferimenti dei motocicli al netto delle minivolture, che a febbraio hanno messo a segno una variazione positiva del 16,6% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.

Nel bimestre gennaio-febbraio 2021 i passaggi di proprietà evidenziano complessivamente diminuzioni dell’8,3% per le autovetture e del 4,8% per tutti i veicoli, a fronte di una crescita del 9,3% per i motocicli.

I dati sono riportati nell’ultimo bollettino mensile “Auto-Trend”, l’analisi statistica realizzata dall’Automobile Club d’Italia sui dati del PRA, consultabile sul sito www.aci.it .

Bilancio positivo a febbraio per le radiazioni di autovetture, che hanno chiuso il bilancio mensile con un incremento del 6,2%. Il parco circolante italiano, tuttavia, non accenna ancora a diminuire: il tasso unitario di sostituzione nel mese di febbraio risulta pari a 0,99 (ogni 100 auto iscritte ne sono state radiate 99) e a 0,91 nei primi due mesi dell’anno. In decisa flessione, al contrario, le radiazioni di motocicli che hanno archiviato a febbraio una variazione mensile negativa del 7,9%.

Le radiazioni nel primo bimestre 2021 evidenziano decrementi del 3,1% per le autovetture, del 9,1% per i motocicli e del 4,5% per tutti i veicoli.

Osservatorio Autoscout24: bene il mercato delle auto usate. Fanalino di coda la Liguria.

Nel secondo semestre 2020, per il mercato delle autovetture usate, ritorna il segno positivo.

Inoltre arrivano segnali positivi per il 2021.

Rinnovo del parco circolante: il 36% degli intervistati guida autovetture che hanno in media dieci anni e sta valutando l’acquisto di un’auto usata, ma se ci fossero gli incentivi per questo segmento, il dato salirebbe al 48%. Le vetture che si acquisteranno? Con un’età media di cinque anni, ma per quasi la metà avrà meno di tre anni. 

Sempre nel secondo semestre 2020 la Lombardia, il Lazio e la Campania prime regioni per passaggi di proprietà, ma il Trentino-Alto Adige, la Valle d’Aosta e la Sardegna sono più vivaci in rapporto alla popolazione maggiorenne residente.

Nel 2020 la Golf è il modello più richiesto in assoluto, mentre tra le ibride spicca la Toyota Yaris e tra le elettriche la Tesla Model 3. 

Dopo i primi sei mesi segnati dall’impatto del lockdown, in Italia il mercato delle auto usate ritorna, tra alti e bassi, con il segno positivo.

Secondo i dati ACI, nel secondo semestre 2020 i passaggi di proprietà di vetture usate sono cresciuti del +3,4% (1.577.873 atti) rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Un dato migliore rispetto al nuovo il quale, al contrario, ha segnato una contrazione del -4,5%. 

Partendo da questi dati, quali sono le previsioni per i prossimi mesi? AutoScout24 (www.autoscout24.it) – il principale portale in Europa di annunci di auto e moto -, ha interrogato i propri utenti della community social da cui emerge un certo ottimismo: il 14% del campione intervistato, infatti, sta valutando l’acquisto di un’auto nuova e il 36% usata; un dato, quest’ultimo, che potrebbe salire al 48% se solo ci fossero incentivi adeguati anche per le vetture di seconda mano. 

Gli incentivi all’usato, finora limitati solo alle vetture nuove, potrebbero concretamente favorire il rinnovo del parco circolante: secondo i dati dell’Osservatorio di AutoScout24, chi è alla  ricerca di un’auto usata guida attualmente una vettura che ha in media circa dieci anni (per il 22% supera i 15), mentre la sostituirebbe con una di cinque anni (per il 46% tre anni o meno). Si tratta di auto di nuova generazione che andrebbero a sostituire vetture più obsolete e inquinanti. In Italia, infatti, il parco circolante è composto per il 66% da vetture con una classe di alimentazione Euro 4 o inferiore (quasi 34.372.600) e con un’età che nel 60% dei casi è di 10 o più anni.  

Nell’usato il diesel continua a essere l’alimentazione preferita: oltre la metà (52%) di chi ha intenzione di acquistare un’auto usata nel 2021 preferirà quest’alimentazione. Al secondo posto troviamo le vetture a benzina (41%), mentre le ibride ed elettriche non superano il 6%. Anche in quest’ultimo caso, il 42% di chi acquisterà un’auto tradizionale potrebbe cambiare idea e passare a un’ibrida ed elettrica se ci fossero incentivi per l’acquisto di vetture usate. 

Chi acquisterà un’auto usata prevede di spendere in media €15.600, ma con differenze a livello generazionale. I neo patentati, cui spesso contribuiscono i genitori, hanno un budget di €12.900, mentre i 35-44enni di €16.100. 

Secondo l’elaborazione del Centro Studi di AutoScout24 su base dati ACI, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, i passaggi di proprietà di vetture usate sono aumentati del +3,4%, pari a 1.577.873 atti, con il Molise (+9,2%) e la Sardegna (+8,5%) ai primi posti per tasso di crescita. Tra le regioni ai primi posti per numerosità troviamo la Lombardia (226.783 passaggi), Lazio (154.759) e Campania (136.972), ma se si confrontano i dati con la popolazione residente maggiorenne, si vede come il podio passi ancora una volta al Trentino-Alto Adige con 382,3 passaggi di proprietà ogni 10mila abitanti, seguito dalla Valle d’Aosta (374,8) e la Sardegna (362,5). Fanalini di coda la Lombardia (281,1) e la Liguria (281,1). 

Quali alimentazioni hanno cercato gli utenti su AutoScou24? Secondo i dati interni di AutoScout24 ben il 55% delle richieste totali ricevute riguarda vetture diesel. Seguono le auto a benzina con il 38%, mentre le auto ibride ed elettriche rappresentano solo il 2% delle richieste totali. 

Quali sono i modelli più richiesti? Vince in assoluto la Volkswagen Golf, ma se si prendono in considerazione solo le vetture ibride ed elettriche, troviamo tra le ibride la Toyota Yaris e tra le elettriche la Tesla Model S. 

Qual è il prezzo medio di vendita delle auto in offerta sul mercato? Nel 2020 si attesta, in generale, a € 14.400 (+5% sul 2019), ma salgono se si considerano le vetture usate elettriche (€ 25.300) o ibride (€ 27.720). 

Sull’età media, rispetto allo scorso anno la situazione è rimasta sostanzialmente invariata, passando da 8,3 anni agli attuali 8,1 anni, ma con valori che variano dai 7,2 anni del Veneto e 7,3 della Campania ai 9,6 anni dell’Abruzzo e 9,5 della Sardegna.

Il 2021 riparte in salita. A gennaio immatricolazioni in calo del 14%

Il mercato dell’auto stenta a decollare e apre l’anno con una flessione a doppia cifra. Nel
primo mese del 2021 sono state immatricolate 134.001 nuove vetture con un calo del 14%
rispetto alle 155.867 del gennaio 2020.
Il mese di gennaio è stato certamente penalizzato da due giorni lavorativi in meno, ma ancor
più dalle limitazioni nelle zone più colpite dall’emergenza da Covid-19 e dall’apertura tardiva
del portale per la richiesta degli incentivi. A questo va aggiunto che il mancato adeguamento al
nuovo ciclo WLTP dei valori di CO2 previsti per l’applicazione dei fringe benefit ha causato
turbativa nel mercato delle auto aziendali. Da sottolineare che il calo sarebbe stato certamente
ancora più pesante in assenza del pacchetto di incentivi previsto dall’emendamento bipartisan
alla Legge di Bilancio.

L’avvio degli incentivi, infatti, sta fornendo grande sostegno al comparto, con un notevole
successo per le richieste di rottamazione sulla fascia incentivata da 61 a 135 g/km: un ottimo
risultato per l’ambiente, ma la disponibilità di fondi rischia di esaurirsi rapidamente nel primo
trimestre.
“In questo scenario la nostra stima per il mercato delle autovetture nel 2021 è di 1.550.000 immatricolazioni, che indica un andamento positivo del +12% rispetto all’annus horribilis appena chiuso, ma che va letta in relazione al trend pre pandemia: parliamo ancora di un pesante calo del 19% rispetto ai livelli 2019 e non è certamente una stima prudenziale”, afferma Michele Crisci, Presidente dell’UNRAE, l’Associazione delle Case automobilistiche estere.

Dalla struttura del mercato di gennaio, sotto il profilo degli utilizzatori (da questo mese
revisionati con un nuovo dettaglio) emerge una tenuta dei privati che, con 91.600 vetture
immatricolate (-0,7%), crescono di oltre 9 punti di quota, sfiorando il 68% di rappresentatività
sul totale, grazie al sostegno dei nuovi incentivi introdotti con la Legge di Bilancio.

Una flessione a doppia cifra nel 1° mese dell’anno interessa tutte le alimentazioni tradizionali: perdono circa 1/3 delle vendite il motore a benzina, diesel e metano, scendendo
rispettivamente al 36% (-10,4 p.p.), al 26,9% (-6,7 p.p.) e al 2% (-0,6 p.p.).

Prosegue il boom delle vetture elettrificate, in particolare ibride e plug-in che crescono a tripla cifra, raggiungendo le prime il 24,3% dal 9,2% di un anno fa e le seconde il 2,8% (+1,9 p.p.). Le vetture elettriche crescono del 28,2% all’1,9% di rappresentatività, dall’1,2% del gennaio 2020

Renault svela nuovo Koleos

Per l’edizione 2021, Renault Koleos vanta una nuova firma luminosa con proiettori anteriori e posteriori dotati di tecnologia Full LED su tutte le versioni. I fari anteriori ECO LED garantiscono una performance di illuminazione superiore del 25% rispetto alla tecnologia alogena, riducendo al tempo stesso il consumo energetico del 10%. Al posteriore, i fari 3D LED integrano gli indicatori di direzione dinamici a partire dal livello Executive.

Per quanto riguarda tinte e materiali, Koleos si arricchisce di una nuova tinta carrozzeria Grigio Magnete, mentre nuove sellerie in pelle fanno la loro comparsa negli interni. Disponibili nell’allestimento Executive, le sellerie in pelle Riviera sono sostituite dal colore Camel con inserti color legno scuro nei pannelli interni delle porte e la plancia, per un ambiente accogliente nell’abitacolo di Koleos.

Associato alla trasmissione integrale, il controllo di velocità in discesa è proposto per la prima volta su Koleos. Disponibile di serie con la motorizzazione Blue dCi 190 4×4 X-Tronic, questo dispositivo si attiva tra i 5 e i 30 km/h e limita la velocità di Koleos in discesa senza ricorrere al pedale del freno. Ideale per uscire dai sentieri battuti, consente al conducente di concentrarsi esclusivamente sul percorso.

Con l’edizione 2021, Renault Koleos propone la sua gamma in tre livelli di allestimento: Business, Executive e Initiale Paris. L’allestimento Business è proposto a partire da 35.450€ IVA inclusa. Il 1.3 TCe 160 EDC FAP, è associato alla trasmissione automatica a 7 rapporti; offre comfort di guida ed efficienza energetica emettendo solo 153 g di CO2/km. Tutte le motorizzazioni di Koleos (TCe 160 EDC FAP & Blue dCi 190 X-Tronic) soddisfano, peraltro, i requisiti della norma Euro6 D-Full.

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