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Gino Bruni

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Mercato Auto

Il Mercato Auto si ferma subito: ottobre -0,2%

Si intervenga subito o senza interventi strutturali non sarà possibile una vera ripresa. E’ la richiesta che arriva dall’ dell’UNRAE, l’Associazione delle Case automobilistiche estere.
“Al di là dei dati contingenti del mercato, l’esperienza degli ultimi mesi mostra chiaramente l’insufficienza di una politica incentrata su incentivi “mordi e fuggi”. Appare oltretutto evidente, nell’attuale fase di emergenza economica, che la scelta di non rifinanziare i fondi legati alla fascia di CO2 più importante dal punto di vista dei volumi ha immediatamente rifermato il mercato. A questo punto è chiarissima la necessità di dare maggiore continuità al sostegno del settore automotive, già a partire dalla prossima Legge di Bilancio. In parallelo sarà necessario avviare un approccio strategico verso soluzioni strutturali che accompagnino la transizione tecnologica verso la mobilità a zero emissioni, includendo tutta la filiera produttiva e commerciale. Da una visione strategica sulle infrastrutture di ricarica per le nuove motorizzazioni ad un approccio fiscale sulle auto aziendali non più in deroga e finalmente allineato agli altri paesi europei”. Con questa considerazione Michele Crisci – Presidente dell’UNRAE, l’Associazione delle Case automobilistiche estere, ha commentato i dati mensili sulle immatricolazioni di ottobre.
Il mercato delle autovetture, secondo quanto diffuso dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, nel mese ha immatricolato 156.978 unità, in linea con le 157.262 dello stesso periodo dello scorso anno (-0,2%). Oltre 500.000 sono le vetture perse nei 10 mesi dell’anno che segnano un pesante calo del 31% con 1.123.194 unità che si confrontano con le 1.625.500 del gennaio ottobre 2019.
“Le previsioni per fine anno – prosegue Michele Crisci – proiettano un livello di immatricolazioni che dovrebbe attestarsi probabilmente al di sotto di 1.400.000 unità, in calo di oltre il 27% rispetto al 2019, una riduzione drammatica che ha un solo precedente nella storia moderna. Senza contare poi un eventuale e possibile nuovo lockdown generalizzato che peggiorerebbe ulteriormente la già pesante situazione”.

“È indispensabile – ribadisce il Presidente dell’UNRAE – che nella prossima Legge di Bilancio, attualmente in fase di elaborazione, il Governo tenga conto di questa realtà, dando seguito a quanto dichiarato nelle scorse settimane di stanziare altri 400 milioni in aggiunta all’ecobonus. Non deve essere poi trascurato il fatto che ogni euro destinato al rinnovo del parco auto non è un regalo al settore ma piuttosto un investimento, che finora ha dato frutti positivi: sia in termini ambientali, con la rottamazione dei
veicoli più inquinanti, sia come ritorno per le casse dello Stato in termini di gettito fiscale superiore allo stanziamento dedicato. Non trascurando, inoltre, che una ripresa del settore automotive comporterebbe anche minori aggravi sulla previdenza sociale ”.

Indagine Autoscout24 il futuro della mobilità passa dal digitale

Nel 2030 il 10% delle transazioni in Italia avverrà su questo canale, oltre la media europea (8%)

L’attuale momento storico ha reso evidenti più che mai l’importanza del digitale e le grandi potenzialità dell’e-commerce. In Italia 1 persona su 2 utilizza più metodi di pagamento per gli acquisti online e il nostro Paese si posiziona ai primi posti nella classifica degli utenti che nel 2019 hanno fatto almeno un acquisto di 1.000 € in modalità digitale, con un 22% che si dichiara ben disposto per gli acquisti futuri a spendere online tra 1.000 € e 5.000 €, e oltre un 7% che potrebbe andare oltre e superare la cifra dei 5.000 €. Un segnale evidente e un trend che sta coinvolgendo in modo disruptive sempre più settori. Ma cosa accade sul fronte automotive? Secondo la ricerca condotta a livello europeo sull’Online Transaction da AutoScout24, le previsioni di vendita di auto online in Italia, che nel 2018 hanno rappresentato solo l’1% del mercato totale, potrebbero superare nei prossimi 10 anni il 10% delle vendite totali, raggiungendo nel 2030 oltre 500.000 veicoli venduti. Il dato previsionale supera anche la media in Europa, pronta oggi al cambiamento con il 57% favorevole all’acquisto dell’auto interamente online, preparando il campo ad uno scenario che nel 2030 si attesterà sull’8% (era il 2% nel 2018). L’Italia supera anche Paesi come Belgio, (0,9% nel 2018 e 6,9% nel 2030), Germania (1,8% nel 2018 e 6,5% nel 2030), Austria (1,8% nel 2018 e 5,6% nel 2030) e Olanda (1,7% nel 2018 e 5,4%). Unica eccezione la Francia, che già nel 2018 ha una quota più alta di auto vendute (3,9%), con una previsione che supererà il 13% nel 2030.

“Il mondo automotive si affaccia in modo deciso al trend dell’online transaction, pur se con ritardo rispetto ad altri settori: ci si aspetta che in Europa tra 10 anni oltre l’8% delle transazioni avverrà online, con l’Italia in grado di superare il 10% – ha dichiarato Gioia Manetti, Vice President International e CEO Southern Europe di AutoScout24 – Stiamo vivendo un momento di cambiamento senza precedenti nella storia recente. Tutti i Paesi si muovono in questa direzione, seppur con tassi di crescita differenti, ed in questo senso l’emergenza Covid-19 è stato un importante acceleratore del processo di digitalizzazione degli attori della filiera.I consumatori sono ormai pronti ormai a trasferire le abitudini di acquisto online anche all’auto, lo dimostra la percentuale di consumatori che si dichiarano propensi a spendere più di 5K euro per un singolo acquisto online, lo dimostrano gli strumenti di pagamento sempre più evoluti utilizzati in Europa. Lo dimostra il fatto che si sono vendute auto online pur in lockdown, ‘creando’ o ‘adattando’ i processi esistenti. È ovvio che per il futuro di questo canale sarà determinante la velocità ed efficacia con cui i player sapranno evolvere piattaforme e processi ad un acquisto online.” 

Se l’impossibilità di vedere l’auto, la valutazione dell’usato e la relazione con il venditore rappresentano le principali barriere per un possibile acquisto online, il prezzo più conveniente, le condizioni dell’auto verificate e la comparabilità delle offerte sono il motore per spingere all’acquisto su questo canale. La ricerca di AutoScout24, che ha esplorato il livello di fiducia degli europei nel rapporto auto ed e-commerce, mostra che gli italiani sono i più ottimisti in Europa: oltre il 38% dei consumatori è convinto della possibilità di acquistare un’auto interamente online. Una fotografia in linea anche con i dati interni di AutoScout24, che attestano come quasi un italiano su quattro ha cambiato positivamente il proprio atteggiamento nei confronti degli acquisti online di auto, e come per oltre la metà (53%) questo canale sia una buona alternativa a quello tradizionale. Il futuro delle abitudini di acquisto digitali è la naturale prosecuzione di un contesto attuale da cui emergono nuovi trend che stanno cambiando radicalmente la distribuzione auto e le preferenze dei cittadini in fatto di mobilità, che oggi può essere condivisa o privatissima, macro o micro, sempre più connessa e più green, con una trasformazione della customer experience che necessita ormai di una strategia omnichannel.

“I marketplace auto rappresentano, oggi come non mai, un ponte digitale imprescindibile, che unisce reale e virtuale, favorendo il contatto tra cliente e venditore e rendendolo più facile, diretto e immediato – prosegue Gioia Manetti – Essi diventano sempre più punto di riferimento nella scelta e nell’acquisto dell’auto e si stanno evolvendo rapidamente integrando quanto serve per poter vendere auto online, dal pagamento allo scambio di contratti vincolanti, dall’appuntamento in concessionaria alle soluzioni di finanziamento etc.Player che già offrono soluzioni di acquisto online, più o meno completo, come AutoScout24 in Europa, hanno assistito ad un’accelerazione nell’adozione di tali soluzioni, con soddisfazione crescente di tutti gli attori coinvolti, e sono a disposizione di coloro i quali vogliano beneficiare in modo rapido ed efficace della crescita del commercio online di auto. Nel nostro caso siamo orgogliosi di potere affermare di esserci mossi già alcuni mesi prima della crisi, in linea con il nostro obiettivo che ci vede da sempre impegnati non solo nell’intercettare i bisogni di consumatori e dealer, ma nell’anticiparli.

Il mercato automotive, dunque, se fino ad oggi era ancora ad una fase iniziale, coperto principalmente dalle case auto, adesso potrebbe avere un’accelerazione con nuove sfide, ma anche opportunità per alcune aziende di riadattare strategicamente il modello di business alle nuove esigenze dei consumatori, soprattutto in ottica di e-commerce. E’ quanto ha già fatto AutoScout24 con l’avvio di un percorso in Germania e in Olanda che abiliterà alla vendita online i dealer di tutta Europa, senza mai sostituirsi a queste figure, ma fornendo un valido strumento aggiuntivo, in linea con la crescita digitale dei processi e dei comportamenti, vero motore del cambiamento.

A Padova chiude in positivo Auto e Moto D’epoca.

Poteva essere cancellata, e invece si è svolta e anche bene, questa 37^ edizione di Auto e Moto d’Epoca a Padova.

Forse nessuno, dati i tempi, si aspettava di vedere molti visitatori. Il Covid-19 non ha fermato i numerosi appassionati e curiosi amanti dell’auto storica. Un piccolo successo per gli organizzatori e partner di questa edizione 2020.

Soddisfatti gli organizzatori di Intermeeting che nelle parole di Mario Carlo Baccaglini “rivendicano” la posizione di eccellenza conquistata a livello internazionale in tutti questi anni dalla manifestazione: “A Padova è la passione a farla da padrona, vero cuore di tutto il salone. L’ottimo risultato di questa edizione particolare premia la capacità di trasmettere emozioni grazie alla qualità degli espositori presenti, alle mostre che raccontano un passato importante di eccellenza tra i padiglioni osservando le auto che hanno fatto la storia e ancora oggi riescono quasi a raccontare il loro passaggio …”.

La sua è solo una delle voci che si rallegrano della riuscita di questa kermesse. Dello stesso tenore anche la dichiarazione di Luca Veronesi, Direttore Generale della Fiera di Padova: “Siamo molto contenti che la fiera si sia fatta. Un esempio per il settore fieristico. Abbiamo dimostrato che si può fare un evento di questa portata in assoluta sicurezza e con un’altissima qualità”.

Anche ACI e ACI Storico, storici partner della kermesse padovana e co-organizzatori della mostra dedicata al genio italiano del dopoguerra, fanno sentire la loro voce nelle parole del Presidente Angelo Sticchi Damiani: “Auto e Moto d’Epoca 2020 ha confermato il coraggio, la determinazione e la tenacia degli organizzatori e, allo stesso tempo, la grande passione per il motorismo storico che anima migliaia di appassionati italiani e stranieri. In moltissimi, nonostante i timori e le necessarie misure di sicurezza, non si sono privati del piacere di partecipare a questa importante manifestazione. Anche quest’anno ACI Storico, nel suo ruolo di promotore del motorismo storico, non poteva mancare a una fiera di fondamentale importanza per il settore, sia a livello nazionale sia internazionale, come Auto e Moto d’Epoca a Padova e non poteva far mancare il suo supporto agli organizzatori. Sono molto soddisfatto delle attività svolte presso il nostro stand, dall’eccezionale mostra “L’ordinario diventa straordinario” ai numerosi momenti di approfondimento, che hanno avuto luogo nell’ambito dello spazio ACI Storico. Di conseguenza mi congratulo con gli organizzatori della manifestazione, sia per la consueta altissima professionalità, sia per la doverosa e impeccabile attenzione alla salvaguardia della salute di tutti i partecipanti in ottemperanza alle norme anti-Covid. L’augurio che ACI Storico rivolge a tutti gli appassionati è che, grazie ai sacrifici di tutti gli italiani, si possa tornare al più presto a vivere la nostra passione in modo pieno e senza alcuna restrizione”.

E l’Automoto Club Storico Italiano, per bocca del suo Presidente Alberto Scuro, riconosce: “Tutti insieme abbiamo lavorato affinché questa edizione si potesse svolgere nel migliore dei modi e per soddisfare l’entusiasmo degli appassionati. In questo difficile momento non si sarebbe potuto fare di più, la tecnologia ci ha supportato per condividere l’evento anche virtualmente, in modo da rendere tutti partecipi. Rimarchiamo i complimenti all’organizzazione, che ha saputo gestire l’evento in totale sicurezza e con grande senso di responsabilità, offrendo come sempre uno spettacolo al quale è valsa la pena partecipare”.

Milano Monza rinviata: ci vediamo nel 2021.

Visto il persistere dell’attuale situazione sanitaria e nonostante le autorizzazioni concesse
dalle istituzioni per gli alti standard di sicurezza del format, il Comitato organizzatore di
MIMO, dopo aver consultato le case automobilistiche e il Comune di Milano, decide di
rinviare alla primavera del 2021 la 1ª edizione della manifestazione.

“Decidiamo di rinviare la 1ª edizione di MIMO e sentiamo la responsabilità di parlare a nome delle case automobilistiche – ha dichiarato Andrea Levy, presidente MIMO -. Il comparto automobilistico, fortemente colpito negli ultimi mesi, avrebbe giovato della visibilità di pubblico e media garantiti dallo svolgersi dell’evento, e nonostante questo si mostra compatto nel far prevalere il senso di responsabilità per una situazione che necessità l’attenzione di tutti”.
Roberta Guaineri, Assessore al Turismo, Sport e Qualità della vita del Comune di Milano dichiara: “Ringrazio organizzatori ed espositori per l’impegno profuso finora nella preparazione di questa manifestazione e per il senso di responsabilità di questa decisione. Un arrivederci a presto nella nostra bella Milano”

Incentivi per l’acquisto dei veicoli: mancato rifinanziamento

Il Governo non ha ritenuto di inserire il rifinanziamento degli incentivi per lo svecchiamento del parco auto nel testo di conversione in legge del ‘Decreto Agosto’ approvato dal Senato.

“Si tratta di una scelta che sfiora l’autolesionismo, visto che gli incentivi già varati e presto esauriti non solo hanno ravvivato un mercato in fortissima crisi e salvato posti di lavoro, ma hanno prodotto in poche settimane un maggiore incasso per lo Stato e contribuito positivamente al PIL.

Le misure, che si sono complessivamente autofinanziate, hanno infatti fruttato ulteriori 58 milioni di euro incrementali in gettito IVA, oltre ai maggiori introiti legati all’immatricolazione dei veicoli, tra cui l’IPT”. Così FEDERAUTO e UNRAE hanno stigmatizzato il mancato rinnovo degli incentivi per il rinnovo del vetusto parco auto italiano.  

“I dati diffusi nei giorni scorsi sulla confortante ripresa del mercato grazie agli incentivi – hanno aggiunto le Associazioni rappresentative della filiera industriale e commerciale del settore automobilistico italiano – sono la dimostrazione tangibile di quanto sia stato efficace questo strumento. Rispetto al mese di settembre dello scorso anno assistiamo, nello stesso periodo, all’immatricolazione di oltre 13.600 vetture in più (+9,5%) e ad un incremento del 47,4% di auto rottamate. Inoltre, il beneficio ambientale è palpabile: le emissioni medie di CO2 delle vetture immatricolate sono scese a livelli minimi (da 118,4 a 105,6 g/Km), circa l’11% in meno”.

Secondo FEDERAUTO e UNRAE a questo punto è necessario un intervento urgente, da parte del Governo e della politica, per sostenere un settore, come quello dell’auto, che vale il 10% del PIL nazionale e da cui dipendono migliaia di piccole e medie aziende, con decine di migliaia di posti di lavoro attualmente a rischio.

“In questa fase particolarmente delicata per l’economia nazionale, non rifinanziare una misura così importante sarebbe un errore imperdonabile” – concludono FEDERAUTO e UNRAE – “Vanno garantite norme efficaci e di lungo periodo che consentano al consumatore la necessaria chiarezza per non deprimerne la propensione all’acquisto e agli operatori del settore una adeguata pianificazione delle proprie attività produttive e commerciali. Chiediamo, pertanto, al Governo di assicurare che i fondi esauriti o in via di esaurimento vengano rifinanziati per i restanti mesi del 2020 con l’obiettivo di non disperdere i volumi incrementali ottenuti con gli incentivi e quindi assicurare un ritorno certo sull’investimento pubblico fatto continuando anche il cammino virtuoso intrapreso di riduzione delle emissioni ambientali”.  

FEDERAUTO e UNRAE, infine, si dichiarano fin da subito pronte a condividere con il Governo le proprie proposte strategiche e pluriennali per sostenere il processo di decarbonizzazione in atto e accompagnare la transizione della mobilità verso le emissioni zero.

Effetto incentivi: a settembre si ravviva il mercato dell’auto (+9,5%)

L’andamento del mercato nello scorso mese di settembre, dopo le notizie negative dei mesi precedenti, ha registrato il primo incoraggiante segnale di ripresa. I dati positivi del mese, con un aumento del 9,5%, sono però all’inverso anche indicativi di quanto potrebbe verificarsi nei prossimi mesi se il Governo decidesse di fermare il volano rappresentato dagli incentivi, permettendo il riaccendersi di una crisi che, dal settore dell’auto, si potrebbe diffondere in buona parte dell’economia nazionale.

“I dati sulle immatricolazioni del mese di settembre, finalmente positivi, equivalgono a una cartina di tornasole che conferma l’efficacia della politica degli incentivi come strumento necessario per superare una crisi di mercato straordinaria”, ha commentato Michele Crisci Presidente dell’UNRAE, l’Associazione delle Case automobilistiche estere. “L’UNRAE – ha aggiunto – si è adoperata in tutti i modi per far comprendere che l’eccezionalità della situazione economica indotta dalla pandemia andava affrontata con misure straordinarie. Gli incentivi al mercato dell’auto varati dal Governo stanno fornendo quella necessaria boccata di ossigeno per superare una fase estremamente negativa, che purtroppo non è e non sarà di breve durata. Togliere l’ossigeno quando la fase acuta non è terminata, equivale a riaccendere la crisi e così rendere vani gli sforzi economici che lo Stato e le stesse Case automobilistiche hanno fatto per sostenere il mercato, finora con risultati confortanti”.

I dati del mercato del mese di settembre, diffusi dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, indicano 156.132 vetture immatricolate rispetto alle 142.532 dello stesso mese 2019 (+9,5%). Le immatricolazioni nei primi nove mesi dell’anno raggiungono le 966.017 unità, oltre 500.000 auto perse rispetto a 1.468.237 del gennaio-settembre dello scorso anno, segnando un calo del 34,2%.

UNRAE rileva, inoltre, il rischio di un rapido esaurirsi delle risorse destinate agli incentivi soprattutto per la parte più consistente del mercato: sono già finite quelle della fascia 91-110 g/Km e, probabilmente a metà ottobre, termineranno anche quelle a beneficio della fascia 61-90 g/Km.

“Demandare il problema della prosecuzione degli incentivi alla prossima Legge di Bilancio, le cui norme entreranno in vigore a partire dal 1° gennaio 2021 – sottolinea Crisci – significa creare un pericoloso buco di alcuni mesi, che porterebbe il mercato a una depressione certa, per superare la quale potrebbero non essere più sufficienti le risorse assegnate dal bilancio dello Stato del 2021”.

“Un mancato rifinanziamento agli incentivi danneggerebbe il mercato e sarebbe un clamoroso errore strategico da parte del nostro Paese – conclude Crisci. Per comprenderlo basta evidenziare come, confrontando i dati di oggi con quelli del settembre 2019, la crescita dell’immatricolato dei veicoli rientranti nella diverse fasce incentivate, inclusa la 91-110 g/Km, abbia comportato una diminuzione consistente pari all’11% delle emissioni complessive di CO2.

Da sottolineare, infine, che le vendite aggiuntive per i soli privati hanno generato un incasso per lo Stato di oltre 100 milioni di Euro di IVA, più che ripagando per esempio solo il valore degli incentivi nella fascia 91-110”.

Resta fortemente negativa la performance del dato mobile, con un -25% rispetto ai 12 mesi precedenti.

L’analisi della struttura del mercato conferma, fra gli utilizzatori, l’ottima performance dei privati che stanno rispondendo positivamente agli stimoli derivanti dagli incentivi. In settembre la crescita è del 25% con un incremento di quota di oltre 8 punti, al 68,6%. I primi 9 mesi si mantengono in forte calo del 27,4%, al 62,3% del totale mercato. Altalenante l’andamento del noleggio che, in settembre, torna a registrare un segno positivo (+5,8%, al 17,4% di quota di mercato). In crescita entrambe le componenti: il breve termine nel mese segna un +14,4%, il lungo termine un incremento del 5% per la spinta delle Captive, di diretta emanazione delle Case auto, a fronte di una contrazione delle principali società Top di noleggio a lungo termine. Nei 9 mesi cumulati la perdita del noleggio si attesta sul 40% e la quota di mercato si contrae di 2,3 punti, al 22,7% del totale. Un ulteriore forte calo in settembre interessa le società (-29,1%), con una rappresentatività che scende di quasi 8 punti al 13,9%, per la contrazione del 35,8% delle autoimmatricolazioni e dell’8,6% delle altre società. Nei 9 mesi la perdita in volume è del 46,6% e la quota di mercato si ferma al 14,5% (-3,4 p.p.).

Sotto il profilo delle alimentazioni, emerge il forte calo in settembre degli acquisti di vetture a benzina (-19,1%) che scendono al 32,8% del totale, praticamente quasi la stessa rappresentatività delle vetture diesel che, con un calo di appena il 3%, si posizionano al 32,3% di quota. Nei 9 mesi la flessione per entrambe le motorizzazioni è intorno al 40% e la rappresentatività per benzina è del 40% per il diesel di circa il 35%. Stabile in settembre il metano, mentre cresce dell’8,2% il Gpl (con una quota stabile al 7,6%). Crescite superiori al 200% in settembre interessano le vetture ibride, le plug in e le elettriche che raggiungono rispettivamente una quota del 20,6% per le ibride (+13,4 punti percentuali), dell’1,8% per le plug in e del 2,6% per le elettriche (entrambe triplicate rispetto al settembre 2019).

Fra le carrozzerie, in crescita a doppia cifra le berline, i crossover, monovolume grandi e coupé, in leggero calo station wagon e fuoristrada, mentre flessioni accentuate coinvolgono tutti gli altri segmenti.

In crescita nel mese tutte le aree geografiche del nostro Paese, con il Nord Ovest al primo posto con il 30,5% di quota, mentre nei primi 9 mesi il podio spetta all’area Nord orientale che copre il 32,5% del totale mercato.

A completare il quadro del mercato, i trasferimenti di proprietà di autovetture nel mese di settembre sono tornati a crescere (+7%) con 362.523 unità al lordo delle minivolture rispetto alle 338.957 del settembre 2019. Nei primi 9 mesi il mercato dell’usato perde un terzo dei volumi con 2.088.132 trasferimenti contro i 3.131.638 del gennaio-settembre dello scorso anno.

Auto rubate ritrovate solo una su tre.

Solo un’auto su tre è ritrovata, è record. L’analisi annuale lojack sui furti d’auto, un fenomeno che colpisce in Italia soprattutto 5 Regioni, dove si registra l’84% dei furti, e alcune auto e SUV: Panda, 500, Punto e Qashqai.

Scende per la prima volta al 36% il tasso di recupero delle auto rubate. Lo scorso anno delle 95.403 vetture sottratte (oltre 261 il giorno e 11 ogni ora), solo 34mila sono state ritrovate. Di oltre 61mila auto si sono perse le tracce, instradate su mercati esteri o utilizzate per alimentare il mercato nero dei pezzi di ricambio. 1 auto su 4 è stata rubata in Campania. Panda, 500 e Lancia Ypsilon i modelli preferiti dai ladri. Napoli “caput furtorum”, con oltre 17mila episodi. Continua a crescere l’appeal dei SUV, che crescono dell’11%: boom dei furti di Nissan Qashqai.

Sono questi i principali trend che emergono dal “Dossier sui Furti d’Auto”, elaborato da LoJack Italia, società del Gruppo CalAmp leader nelle soluzioni telematiche per l’Automotive e nel recupero dei veicoli rubati, che ha raccolto e analizzato i dati forniti dal Ministero dell’Interno sul 2019 e li ha integrati con quelli provenienti da elaborazioni e report nazionali e internazionali sul fenomeno.

I dati relativi allo scorso anno tracciano uno scenario nazionale a macchia di leopardo con alcune “zone rosse” in cui il rischio furto è decisamente elevato (soprattutto per alcuni modelli), e altre significativamente più tranquille.

Nel 2019 i furti d’auto si sono concentrati prevalentemente in 5 Regioni, quelle tradizionalmente più “appealing” per questo business. Il primato spetta alla Campania con 23.554 furti: 1 episodio su 4 a livello nazionale è avvenuto qui. A distanza, seguono Lazio (17.021), Puglia (16.389), Sicilia (13.178) e Lombardia (10.013). Complessivamente, in queste Regioni si registra l’84% delle complessive sottrazioni.

Il calo del numero delle auto rubate, nel 2019 95.403 (oltre 261 al giorno e 11 ogni ora), ha segnato una decisa polarizzazione del fenomeno, a testimonianza di un business criminale che si focalizza sulle Regioni di origine delle organizzazioni criminali e in quelle in cui queste intessono maggiormente i propri interessi economici. Si registrano fenomeni emergenti come bande criminali dedite al furto di specifici modelli in alcune città per periodi più o meno lunghi, che proseguono nella propria attività fino al raggiungimento di un determinato numero di vetture sottratte da rimettere in commercio.

A preoccupare particolarmente è il continuo calo dei recuperi, lo scorso anno 34.196 vetture sono state restituite ai legittimi proprietari. Delle restanti oltre 61.000 auto si sono perse le tracce, instradate verso mercati esteri (soprattutto est Europa) o utilizzate per alimentare il redditizio business dei pezzi di ricambio. Così il tasso nazionale di recupero delle auto rubate è sceso dal 40% al 36%, toccando la percentuale più bassa degli ultimi anni.

In alcune aree il furto apre una vera e propria corsa contro il tempo per ritrovare l’auto. Trascorse le prime 24 ore, infatti, le percentuali di rintracciarla si riducono al minimo. Campania e Lazio, rispettivamente con il 33% e il 26% dei recuperi, sono le Regioni in cui le Forze dell’Ordine incontrano maggiori difficoltà nel riportare a casa i veicoli.

Decisamente interessanti sono anche i dati relativi alle province più colpite da questa piaga. Il podio resta prerogativa di tre piazze da sempre nel mirino dei ladri d’auto: Napoli, con 17.767 furti, Roma (15.835 sottrazioni) e Catania (7.441). Completano questa poco virtuosa top ten delle province a “bollino rosso” Bari (6.595), Milano (6.523), Torino (3.857), Foggia (3.437), Palermo (3.254), Caserta (2.961) e Barletta-Andria-Trani (2.560).

I brand del Gruppo FCA giocano un ruolo di primo piano, con ben 6 modelli tra i 10 più rubati. Sommando FIAT (36.847 veicoli rubati e circa il 39% dei furti nazionali), Lancia (6%) e Alfa Romeo (5%), si raggiunge l’esatta metà del business furti in Italia. La particolarità di questi tre marchi è data da un tasso di recupero di veicoli superiore alla media nazionale, che oscilla tra il 40% e il 44%. Ben sotto la media recupero nazionale del 36%, invece, tutti gli altri brand su cui si concentrano l’attenzione dei ladri: Ford (solo il 31% è recuperato), Volkswagen (28%), Renault (27%), Opel (28%), Mercedes (21%), Audi (28%), Smart (27%).

Nessuna sorpresa arriva dalle prime 5 posizioni della classifica delle auto più rubate, dove si confermano Panda (11.299 sottrazioni), 500 (7.989), Punto (6.664), Ypsilon (4.540) e Golf (2.301).

Con 1.965 sottrazioni entra nella top ten anche la Giulietta. Chiudono la graduatoria la Fiesta (1.953), la Fortwo Coupè (1.794), la Clio (1.772), la 500L (1.627). Complessivamente le 10 vetture “preferite” dai ladri rappresentano il 44% del mercato furti totale.

Dall’analisi del dettaglio territoriale, emergono alcuni spunti utili a comprendere le peculiarità del fenomeno furti d’auto nelle principali piazze.

Più in generale, nelle tre province del sud Italia si conferma l’egemonia dei brand FCA: a Napoli è presente nella top ten anche la Seicento, a Bari le prime 5 posizioni sono occupate da modelli dell’ex costruttore nazionale, che a Catania presidia addirittura le prime 7. Roma conferma il legame con il mondo Smart: nella provincia capitolina spariscono oltre la metà delle Fortwo (801) rubate in tutta Italia.

Milano evidenzia due new entry, rispetto al dato nazionale, in chiusura di top ten: Polo e Focus. Nella provincia meneghina la Golf è la terza auto più rubata, dopo Cinquecento e Panda.

Nell’ambito del fenomeno furti un segmento di business in continuo sviluppo è quello dei SUV, da diversi anni sempre più diffusi sul mercato e ambiti anche dai ladri d’auto che lo scorso ne hanno sottratti 5.140, l’11% in più dell’anno precedente.

I dati della Top Ten evidenziano il boom del Nissan Qashqai (917 unità sottratte e + 49% rispetto al 2018) che si conferma SUV più ricercato. Nella top 5 dei più rubati è seguito da Range Rover Sport (502), Range Rover Evoque (374) Kia Sportage (323) e Toyota RAV 4 (321).

Una menzione speciale merita anche il BMW X3 che entra di diritto nella top 10 dei più rubati con 270 unità sparite e +85% rispetto al 2018.

La Campania si conferma area a rischio anche per i SUV: qui avvengono oltre la metà (473) dei furti di Qashqai.

Il principale allarme per i proprietari degli Sport Utility Vehicle nasce dal tasso di recupero (fermo a una media del 30%), decisamente più basso di quello delle autovetture (-6 punti percentuali). Meno di un SUV rubato su 3 è ritrovato dopo il furto, a testimonianza di quanto gli interessi della criminalità organizzata si siano orientati su questi veicoli, sottratti e fatti sparire dalla circolazione con estrema rapidità.

“Il fenomeno dei furti d’auto è in costante evoluzione”, afferma Maurizio Iperti, AD di   lojack Italia, “I nostri dati fotografano una vera e propria emergenza legata oggi ai mancati recuperi delle   auto rubate (oggi il 64% del totale). Il dato preoccupa ancor di più perché in questi mesi, dopo il calo dovuto al lockdown, il business dei furti ha recuperato il terreno perduto ed è tornato a rappresentare una piaga per diverse aree del nostro Paese.

Aspettando l’idrogeno, l’elettrico non è l’unica via

Il terzo appuntamento virtuale, di #FORUMAutoMotive, evidenzia i limiti delle scelte di un Governo la cui componente più ideologica continua a essere orientata su un’unica tecnologia che vale il 2 per cento del mercato, dimenticando il restante 98 per cento.
Procede a tappe forzate la missione di #FORUMAutoMotive, alla ricerca delle risposte corrette per ridare vitalità al settore automotive, che rappresenta un comparto vitale per l’Italia, ma rischia non solo una mancata ripartenza: infatti, stando così le cose e senza un intervento forte e concreto da parte del Governo, all’orizzonte si prospetta un vero tracollo.

Il recente appuntamento dell’era virtuale di #FORUMAutoMotive è stato imperniato sul tema “Auto e sostenibilità, a lezione di mobilità “green””, con l’obiettivo di valutare quali possano essere le scelte attuabili per sfruttare quella che potrebbe essere un’opportunità, che non può essere sprecata con scelte tecnologiche cieche, senza tenere conto di soluzioni con tutte le carte in regola per combinare ripresa, mobilità, “pulizia” dell’aria e svecchiamento del parco circolante.

I lavori sono stati aperti da Pierluigi Bonora, giornalista e promotore di #FORUMAutoMotive, nel ruolo di moderatore. “Il momento – ha sottolineato Bonora – è particolarmente delicato perché buona parte della politica dimostra di non capire l’importanza del settore. Pensare di sfruttare la situazione per una svolta epocale, puntando solo sull’elettrico, è pericoloso, senza dimenticare quelli che sono i rischi generati dalle polemiche sugli incentivi, che di fatto paralizzano la ripartenza”.

Questi gli ospiti in studio che hanno partecipato al Forum: Geronimo La Russa, presidente di Aci Milano; Alberto Caprotti, giornalista, inviato speciale e responsabile delle pagine Motori di “Avvenire”, Andrea Crespi, direttore generale di Hyundai Italia, Mauro Tedeschini, giornalista, fondatore di Vaielettrico, Massimo Ghenzer, presidente di Areté-Methodos, Alessandro Cattaneo, membro della commissione Finanze della Camera

Fiat Panda: quarant’anni di successi

Ingegnosa, originale, sorprendente: in quarant’anni di storia Fiat Panda ha saputo evolversi rimanendo sempre se stessa e conquistando il cuore di tutti con i suoi record.

Fiat celebra i 40 anni dell’icona italiana con tre video tematici dedicati a: Powertrain, Stile e Smart Solution.

Nel primo video visibile nei canali social di Fiat e disponibile su YouTube, la storia dei motori e delle innovazioni tecnologiche che Panda ha portato nel segmento delle city car, ospite Maria Grazia Lisbona, Propulsion Systems Chief Engineers & Program Management di FCA.

E per festeggiare i quarant’anni ecco la nuova Panda Easy Hybrid disponibile con la tecnologia Mild Hybrid a partire da 9.900€.

Ripercorrere la storia di Fiat Panda vuol dire sfogliare l’album dei ricordi di una quarantenne che ha saputo cavalcare il tempo evolvendosi, pur rimanendo sempre fedele a se stessa. Ecco il segreto del successo della city car per eccellenza di casa Fiat: una vettura “per tutte le occasioni” ribattezzata – dopo il lancio nel 1980 al Salone di Ginevra – la scatola magica piena di idee originali, ingegnose e sorprendenti.

Panda, con la sua carica innovativa, ha saputo conquistare il cuore di tutti diventando l’auto dei record: la più venduta in assoluto in Italia da otto anni consecutivi, leader – insieme con 500 – del mercato delle piccole cittadine in Europa con oltre 375 mila auto vendute ogni anno, la prima city car 4×4, prima city car a vincere l’ambito titolo di “Auto dell’anno”; prima piccola cittadina con alimentazione a metano prodotta su larga scala e, da febbraio 2020, prima auto ibrida di FCA con il lancio, insieme con Fiat 500, della versione mild-hybrid, ovvero l’inizio del percorso di Fiat nel mondo elettrificato.

Ed è dai motori e dalle innovazioni tecnologiche di Panda che Fiat vuole partire per raccontare quarant’anni di successi dell’icona italiana: tre video – dedicati al Powertrain, allo Stile e allo Smart Solution – nei quali Luca Napolitano, Head of EMEA Fiat & Abarth Brands, insieme con tre differenti ospiti guarderà al passato, alla scoperta dei segreti di Panda, ma anche al futuro di questa vettura senza tempo. Infatti, per rendere la motorizzazione ibrida ancora più accessibile, Fiat ha deciso di realizzare anche la Panda Easy Hybrid, ovvero quella dal look Urban e l’allestimento Easy, disponibile a partire da 9.900 euro, creando così il Mild Hybrid più democratico del mercato.

L’ospite del primo video dedicato al Powertrain è Maria Grazia Lisbona, Propulsion Systems Chief Engineers & Program Management di FCA. Con lei Luca Napolitano, responsabile del brand Fiat, ripercorre le peculiarità tecniche che hanno contraddistinto le tre generazioni di Panda.
Dai primi motori derivati dalla Fiat 126 e 127 per Panda 30 e Panda 45 all’esclusivo sistema di trazione 4×4 lanciato nel 1983: una tecnologia tanto semplice quanto efficiente. Nel 1986 arriva la nuova famiglia Fire: 4 cilindri, raffreddamento a liquido e distribuzione con albero a camme in testa. Sempre nello stesso anno Panda è la prima vettura del segmento A con motore Diesel.

Nel 2003 arriva la seconda serie di Panda, un’auto ancora più funzionale e trasversale, ma allo stesso tempo ricca di contenuti intelligenti come il MultiJet, il piccolo Diesel a iniezione diretta, disponibile a partire dal 2004. Nel 2006 ecco arrivare i due opposti: da un lato la Panda 100 HP, la piccola sportiva che adotta un motore 1.4 16 valvole da 100 cavalli con prestazioni di tutto rispetto (da zero a 100 in 9,5”) e dall’altro Panda Natural Power, con motore 1.2 Fire 8 valvole Natural Power e la doppia alimentazione benzina-metano. Nel 2008 arriva anche la doppia alimentazione benzina-GPL.

Con la terza generazione di Panda lanciata al Salone di Francoforte nel 2011 la city car di casa Fiat torna in Italia, con la produzione nello stabilimento di Pomigliano d’Arco. Sono gli anni in cui cresce l’attenzione alla sostenibilità, servono quindi soluzioni amiche dell’ambiente: ancora una volta Panda accetta la sfida in modo originale come solo lei sa fare: il metano diventa turbo con il TwinAir Turbo Natural Power da 80 cavalli. Un propulsore sovralimentato pieno di brio, con un’elevata potenza specifica, capace di conciliare basse emissioni e ridotti consumi con il divertimento di guida.

Arriva anche la nuova famiglia di motori benzina FireFly pensata per equipaggiare i modelli compatti di FCA. Panda adotta il FireFly da un litro e tre cilindri in versione aspirata mild-hybrid da 70 cavalli al quale viene abbinato un motore elettrico BSG (Belt Driven Starter Generator) con potenza di picco pari a 3,6 kW. Una tecnologia che permette di ridurre consumi ed emissioni in perfetto stile Fiat e che traghetta il marchio verso una mobilità sempre più economica e democratica proprio come lo è Panda.

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