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Gino Bruni

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Mercato Auto

Nel 1941 nasceva la Peugeot Vlv (Voiturette Légère de Ville)

Peugeot si accinge a introdurre sul mercato una vettura rivoluzionaria, la Nuova 208. Rivoluzionaria per la tecnologia e le soluzioni stilistiche che adotta ma anche rivoluzionaria per quanto riguarda l’alimentazione con cui può esser scelta. Per la prima volta, infatti, Nuova 208 può esser acquistata, oltre che con motore benzina o Diesel, anche con motorizzazione 100% elettrica. Non è certo la prima volta che la Casa del Leone introduce sul mercato un’auto con motore elettrico.

Torniamo indietro a ottanta anni fa. I militari non sono esperti di automobili e alla dichiarazione di guerra del 1939 si accontentano, infatti, di richiedere adattamenti ai veicoli di serie per affrontare le necessità urgenti. Le Peugeot 202 e le 402 ricevono motori più potenti, alcune quattro ruote motrici o equipaggiamenti molto specifici, come mitragliatrici o fari di aviazione. Le furgonette, antesignane degli attuali veicoli commerciali, sono allestite come ambulanze a La Garenne (Parigi), ma in numero limitato. Essenzialmente, i militari esigono autocarri. La mobilitazione del 1938, benché fermata dagli Accordi di Monaco, ha fatto intravedere la richiesta. Con pragmatismo,  Peugeot rivede la sua strategia. La Marca aveva, infatti, abbandonato i veicoli industriali nel 1927 permettendo ai suoi agenti commerciali (i Concessionari non esistevano ancora, per come li conosciamo ora) di distribuire i modelli Laffy per mantenere la loro clientela. Con la guerra,  Peugeot ritorna agli autocarri migliorando fin da subito il suo veicolo commerciale da 1.000 kg di portata, l’MK5. Prima rinforzandolo per aumentarne la portata a 1.400 kg e poi facendolo evolvere nel Tipo DMA. Maurice Badolle, Direttore Commerciale, spiega una nuova visione dei mercati nel lungo termine: ”Al di là della dichiarazione di guerra, siamo certi che nel dopoguerra si evidenzierà una richiesta considerevole di veicoli commerciali”. La produzione del MK5 nel 1939 raddoppia e raggiunge il suo massimo. Durante i sei mesi della “strana guerra”  Peugeot allestisce 23.833 veicoli. Nel corso dei quattro anni di occupazione la produzione è di 27.415 esemplari, cioè il 12% di prima della guerra. Gli autocarri Peugeot non piacciono però alla Wehrmacht

Senza benzina e materie prime, l’automobile affronta il periodo più oscuro sotto l’Occupazione. Fin dal 1940 Peugeot avverte la necessità di immaginare una vettura sostitutiva, che richiedesse il minimo di lamiera, una Cyclecar come la Quadrilette a suo tempo, ma che utilizzasse l’elettricità. Gli ingegneri de La Garenne lavorano sull’argomento sin dagli Anni ’20 con gli specialisti di questi motori e dei componenti specifici. I risultati sono incoraggianti: su una Peugeot 201 il consumo è di 14-15 kW/h per 100 km con velocità medie in città di 25 km/h. Se l’utilità di un simile cambiamento tecnico non è ancora evidente, tutto cambia nel 1940. Dopo aver pensato di utilizzare i brevetti CGE-Grégoire,  Peugeot cambia direzione nel mese di agosto e prepara un proprio Cyclecar da 550 kg “il tipo New-Map” realizzato artigianalmente. Due esemplari vedono la luce nel settembre 1940. Battezzata VLV, per “Voiturette Légère de Ville – piccola vettura da città”, viene presentata per l’omologazione il 28 marzo 1941. È lunga 2,67 m larga 1,21 m, la VLV è una due posti, in alluminio per non pesare che 365 kg, batterie comprese. Queste sono posizionate davanti mentre il motore elettrico è dietro, sviluppa una potenza di 2 CV, ha un’autonomia di 80 km (Nuova e208 garantisce oggi un’autonomia di 340 km) e una velocità massima di 32 km/h. L’accoglienza da parte della stampa specializzata è abbastanza realistica “questa vettura costituisce un mezzo comodo per gli spostamenti in città e in periferia. La velocità è sufficiente in città: con la vetturetta elettrica Peugeot si possono raggiungere le prestazioni di un ciclista di buon livello e allenato, il tutto senza la minima fatica”. La Peugeot VLV diventa allora la vettura dei medici e degli avvocati, ma anche della Posta. Tenuto conto delle difficoltà di approvvigionamento delle materie prime e degli accumulatori, il ritmo della produzione è molto caotico. Dalle officine de La Garenne usciranno 377 Peugeot  VLV prima che il Comitato d’Organizzazione dell’Automobile – organismo costituito dallo Stato nel periodo Vichy – la vieti nel 1943. Questo comitato vieta che un costruttore possa diversificare l’attività. Lungi da un errore di analisi, si tratta di non limitare i mezzi industriali disponibili per il Terzo Reich.

ACI: è boom per mercato dell’usato di auto e moto

ACI: a luglio + 5,4% le compravendite di auto e +5% per le moto

Cresce il mercato dell’usato a luglio: al Pubblico Registro Automobilistico sono stati registrati 279.973 passaggi di proprietà di autovetture (depurati dalle minivolture, cioè dai trasferimenti temporanei a nome del concessionario in attesa della rivendita al cliente finale), in aumento del 3,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Lo rileva l’Automobile Club d’Italia nell’ultimo bollettino “Auto-Trend”, l’analisi statistica realizzata sui dati del PRA, online su www.aci.it.

Diesel protagonista con +5,4% delle compravendite, mentre le auto alimentate a benzina segnano -0,6% rispetto allo stesso mese del 2018. Nel complesso, per ogni 100 vetture nuove ne sono state vendute 153 usate a luglio e 149 nei primi sette mesi del 2019.

L’estate spinge anche la moto usata: 64.630 compravendite di veicoli a due ruote a luglio permettono al mercato di crescere del 5% rispetto a luglio 2018. Un’accelerazione che permette ai motocicli un balzo del 7,6% nei primi sette mesi del 2019, mentre le auto accusano comunque una contrazione del 2,9%.

Aumentano le radiazioni PRA: quelle di auto crescono del 9,4% rispetto allo stesso mese dell’anno scorso (140.764 formalità), mentre le moto segnano +12,3%. Ogni 100 auto nuove iscritte al PRA, ne sono state radiate 77.

Si avvicina il Premio Auto Europa 2019

Dato il successo delle ultime edizioni, anche quest’anno, il Premio Auto Europa si svolgerà a Frascati (Roma), presso Villa Tuscolana, suggestiva dimora del XVI secolo immersa nel verde del Monte Tuscolo con spettacolare vista su Roma.

L’iniziativa è curata dall’Unione Italia Giornalisti dell’Automobile.

Il Premio Auto Europa 2020 sarà assegnato dai Giornalisti dell’Unione Mercoledì 9 Ottobre 2019 e verrà inaugurato dai Test Drive riservati ai Giornalisti. La giornata e terminerà con la proclamazione delle Auto Vincitrici.

Le auto più “verdi” secondo “Green Ncap”

Emissioni e consumi reali delle auto in commercio rivelati dai test – oggettivi e indipendenti – effettuati, sia in laboratorio che nel traffico, da Green NCAP, il consorzio, voluto da FIA (Federazione Internazionale dell’Automobile) ed Euro NCAP, per promuovere auto meno inquinanti e più efficienti in termini di consumi di carburante ed energia.

Cinque le vetture oggetto della seconda serie di test. Il punteggio massimo – 5 stelle – è stato ottenuto da un’auto elettrica: Nissan Leaf. Quattro stelle sono andate alla Opel Corsa (benzina); tre a Audi A4 Avant g-tron (metano), Mercedes Classe C e Renault Scenic (diesel).

La Nissan Leaf di seconda generazione, (presentata nel 2017), veicolo elettrico puro alimentato da una batteria da 40 kW/h, ottiene il massimo punteggio in virtù delle emissioni. Qualche criticità è stata riscontrata nel campo dei consumi (valutazione dell’efficienza energetica). Non si sono registrati evidenti miglioramenti tra la modalità di guida ecologica rispetto a quella standard, con aumento elevato dei consumi nella severa prova di guida reale in autostrada a pieno carico. Nel confronto con gli altri due modelli elettrici analizzati nella precedente serie di test, (Hunday Ioniq e BMW i3), i consumi di energia sono risultati leggermente superiori.

La quinta generazione dell’Opel Corsa, alimentata con motore a benzina Euro 6d temp, ottiene buoni risultati nelle prove di emissione, voto 9 in una scala da 1 a 10, grazie al post trattamento con catalizzatore a tre vie e filtro antiparticolato, e dei consumi. Qualche criticità nei test di laboratorio per le emissioni di particolato (PN) a caldo e di ossido di carbonio (CO) in autostrada a pieno carico. Anche i consumi sono risultati massimi nella prova in autostrada a pieno carico.

L’Audi A4 Avant nella versione “g-tron” è alimentata a metano (Gas Naturale Compresso, CNG), ma può funzionare anche a benzina, (essendo dotata di una piccola riserva di carburante per le situazioni di emergenza). Le prove sono state effettuate con entrambe le alimentazioni. Buoni i risultati del funzionamento a metano con contenuti livelli di emissioni, ad eccezione del monossido di carbonio (CO). Nel test autostradale a pieno carico sono risultate elevate le emissioni degli idrocarburi (HC). Anche se le valutazioni complessive scaturiscono dalle prestazioni del funzionamento a metano, l’A4 è stata penalizzata dal motore Euro 6b, può essere ancora commercializzato ma presto dovrà essere aggiornato all’Euro 6d. Il test sarà ripetuto al momento della nuova motorizzazione.

La Mercedes-Benz Classe C di quarta generazione ha ottenuto un risultato eccellente dei livelli di emissioni inquinanti, con il massimo del punteggio registrato fino ad ora da un motore non elettrico, ed uno ‘score pari’ a 9 su una scala da 1 a 10. Prestazioni encomiabili in tutti i test, sia in laboratorio che su strada. Nel complesso il risultato ha messo in evidenzia che anche i motori diesel, con catalizzatore a riduzione selettiva e filtro antiparticolato, offrono emissioni eccezionalmente basse. Il punteggio complessivo è stato penalizzato dalle prove dell’efficienza energetica, con risultati marginali nel test di laboratorio ‘a caldo’ e in condizioni di guida reale in autostrada a pieno carico.

Nella quarta generazione del modello Renault Scenic il catalizzatore e il filtro antiparticolato hanno consentito di limitare le emissioni inquinanti con ottimi risultati in tutti i test, eccetto quello in autostrada con auto a pieno carico, dove sono risultate elevate le emissioni degli ossidi di azoto (NOx). Buona anche l’efficienza energetica: il giudizio pari a 5,9 ha impedito il conseguimento di 4 stelle, sarebbe bastato raggiungere uno ‘score’ pari a 6.

Il consorzio Green NCAP – costituito da Governi, Club automobilistici (tra i quali l’ACI), rappresentanti di consumatori, laboratori di prova e centri di ricerca universitari di 8 Paesi europei – mette a disposizione di tutti informazioni certificate relative alla reale sostenibilità ambientale dei veicoli, al di là di quanto richiesto dalle normative vigenti o dichiarato dai costruttori.

In questa fase iniziale, Green NCAP ha preso in considerazione unicamente l’energia impiegata durante la guida, successivamente valuterà l’intero ciclo di vita dell’auto (Life Cycle Assessment), compresa l’energia consumata per la produzione e lo smaltimento dei veicoli.

 

Auto Elettrica: piace a tutti ma le vendite sono marginali

L’Osservatorio Auto Findomestic, condotto in 16 Paesi, fotografa punti di forza e di debolezza delle auto elettriche e rileva che l’inversione di tendenza potrebbe esserci nei prossimi 5 anni: in Italia quasi 6 intervistati su 10 dichiarano, infatti, di essere intenzionati all’acquisto di un’auto ibrida elettrica e più di 4 su 10 all’acquisto di una elettrica al 100%.

Tutti dicono di volerla, ma in realtà in pochi la comprano. L’auto elettrica non è il mezzo di trasporto del nostro presente ma sembra destinata a imporsi nel prossimo futuro.Secondo l’Osservatorio Auto Findomestic, che ha interrogato un panel di automobilisti in 16 Paesi del mondo, nei prossimi 5 anni il 57% del campione intervistato a livello mondiale dichiara che acquisterà un’auto ibrida, soprattutto in Messico (80%), Italia (76%), Spagna (75%) e Brasile (75%), mentre il 43% risponde che ne comprerà una tutta elettrica, con percentuali che si attestano intorno al 70% in Messico (72%), Brasile e Cina (68%).

IN ITALIA SOLO LO 0,4% DELLE AUTO NUOVE SONO 100% ELETTRICHE. «Secondo i dati di UNRAE – spiega Claudio Bardazzi, responsabile dell’Osservatorio Auto Findomestic – su quasi 1 milione di auto nuove immatricolate in Italia da gennaio a maggio 2019 solo poco più di 3.500 sono 100% elettriche e circa 48.000 ibride, di cui appena 2.000 di tipologia PLUG-IN, cioè capaci di ridurre sensibilmente le emissioni di CO2».

IL “FRENO” DEL COSTO D’ACQUISTO E I SUPERINCENTIVI DI CINA E NORVEGIA. «Nello scenario globale- sottolinea Bardazzi – il principale freno alla diffusione dell’auto elettrica risulta essere il costo d’acquisto, ancora alto e poco concorrenziale. Oggi l’86% del campione mondiale, il 91% degli italiani, è consapevole che il veicolo elettrico costi più dell’equivalente termico e il 42% (32% degli italiani) non è disposto a sostenere alcuno sforzo supplementare per acquistare un’auto elettrica.Gli unici Paesi in grado di offrire forme efficaci di incentivazione sono la Cina, che ha introdotto esenzioni fiscali comprese fra 5.100 e 8.700 dollari, e la Norvegia, la cui normativa prevede l’esenzione dall’imposta sull’acquisto e dall’IVA, uno sconto sull’acquisto dei veicoli ibridi ricaricabili e l’esenzione dalla tassa di circolazione, dai pedaggi e dalle spese di traghetto».

I “MUST” DELL’E-CAR: GUIDA FLUIDA, ACCELERAZIONE E SILENZIOSITA’. L’analisi di Findomestic si concentra sui punti di forza e di debolezza dei veicoli elettrici. L’86% degli intervistati (l’83% in Italia) afferma di apprezzare la fluidità della guida grazie anche all’accelerazione bruciante e all’assoluta silenziosità di marcia. Caratteristica, quest’ultima, che ha convinto la UE a rendere obbligatoria la presenza sui veicoli elettrici di un dispositivo sonoro Avas (AudibleVehicleAlert System) che avvisa i pedoni del passaggio dell’auto.

Gli automobilisti sono allettati anche dai ridotti costi di utilizzo e di manutenzione. Curioso notare come i norvegesi, molto più avanti nella sperimentazione di modelli di auto elettriche, siano i più scettici (solo il 56% ritiene che la manutenzione di un’auto elettrica sia più economica rispetto alla media mondiale del 68%) su questo aspetto.

L’AUTO ELETTRICA PUO’ ANCHE “INQUINARE”.Il carattere ecologico delle auto elettriche costituisce un importante valore aggiunto per l’89% dei possessori di auto (il 93% in Italia), convinti che l’utilizzo delle e-car potrà ridurre in maniera significativa l’inquinamento. E tuttavia l’auto elettrica paradossalmente può anche aumentare le emissioni di Co2. Un automobilista su tre è attento a come viene prodotta l’elettricità che alimenta le automobili e a come vengono smaltite le batterie. Se da un lato le auto elettriche francesi e norvegesi riducono notevolmente le emissioni di gas serra, dall’altra quelle degli Stati Uniti e, in misura maggiore, della Cina risultano più inquinanti delle auto equivalenti a motore termico.

AUTONOMIA E COLONNINE I TALLONI D’ACHILLE.Uno dei talloni d’Achille è senza dubbio l’autonomia: il 54% (46% in Italia)del campione, acquisterebbe un’auto elettrica solo se l’autonomia superasse i 300 km, problema particolarmente sentito in Spagna (71%), Germania (67%) e Francia (62%). Vera nota dolente della mobilità elettrica è la disponibilità delle colonnine di ricarica rapida la cui implementazione lungo la rete stradale e autostradale rassicurerebbe i due terzi degli automobilisti di tutto il mondo (71% in Italia) che reputano le attuali infrastrutture ampiamente insufficienti.

CRISCI (UNRAE): “NEL PROSSIMO FUTURO AUTO ELETTRICA CONNESSA E CONDIVISA”.
«Il futuro dell’auto elettrica – commenta il presidente di UNRAE Michele Crisci – sarà molto legato alla capacità che le infrastrutture avranno di permettere agli utenti una ricarica continua, veloce, diffusa in maniera ampia sia domestica sia pubblica, sia nei luoghi dove lavoriamo. Non dobbiamo dimenticarci che il nostro Paese vive anche di turismo e quindi dobbiamo immaginarci un futuro in cui i turisti dovranno ricaricare le loro vetture. Dovremo adeguare velocemente le infrastrutture per permettere al nostro prodotto interno lordo di essere alimentato dai proventi del turismo».«L’auto del futuro – conclude Crisci – sarà sicuramente un’auto elettrica, connessa e condivisa. È inevitabile un periodo di transizione. Si devono tenere in considerazione i futuri sviluppi tecnologici ma anche la situazione presente, perché in Italia abbiamo 37 milioni di autoveicoli ‘antiquati’ rispetto a queste tecnologie».

Un altro segno meno per l’auto: giugno a -2,1%.

Un nuovo segno negativo ha interessato in giugno il mercato dell’auto che, complice anche un giorno lavorativo in meno, secondo quanto diffuso oggi dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, ha immatricolato 171.626 unità, in flessione del 2,1% rispetto alle 175.273 dello stesso periodo 2018, già caratterizzato a sua volta da un calo del 7% rispetto al 2017.

Il primo semestre, che mediamente copre il 57% dell’immatricolato dell’anno, chiude con una flessione del 3,5% a 1.082.197 vetture, che si confrontano con le 1.121.649 del gennaio-giugno 2018.

In questo scenario, va segnalato un passaggio che sembra testimoniare l’intenzione del Governo di rivedere la fiscalità dell’auto in base all’impatto ambientale generato, come più volte auspicato dall’UNRAE.

Fra le altre azioni relative alla mobilità è prevista una riformulazione del bollo auto sulla base delle emissioni inquinanti della vettura.

“Non può non destare il nostro interesse una misure in tal senso – afferma Michele Crisci, Presidente dell’UNRAE, l’Associazione delle Case automobilistiche estere – che auspichiamo possa effettivamente determinare un veloce rinnovo del parco circolante, intervenendo sui veicoli più anziani e quindi più inquinanti e meno sicuri, senza penalizzare i veicoli di ultima generazione, innovativi e puliti”.

“Ci auguriamo, inoltre, che questo possa essere un primo passo verso una più generale revisione della fiscalità dell’auto, adottando soluzioni in linea con quelle in vigore nei maggiori Paesi europei ed intervenendo in particolare sulla riduzione delle imposte delle auto aziendali e sull’eliminazione del superbollo. Una riforma davvero “sistemica” del regime fiscale sugli autoveicoli dovrebbe riguardare anche la RC, i carburanti, l’usato, i pedaggi, i parcheggi, e quindi determinare un nuovo assetto che premi effettivamente i veicoli più performanti sotto il duplice aspetto dell’ambiente e della sicurezza”.

L’analisi per segmento evidenzia nel mese un incremento a doppia cifra per le city car e l’alto di gamma a fronte di un calo degli altri segmenti; scenario confermato anche dall’analisi al netto del noleggio.

Sul fronte delle carrozzerie in giugno crescono solo crossover, multispazio e sportive, mentre nel semestre l’incremento interessa solo crossover e multispazio. Insieme ai fuoristrada i SUV giungono a coprire il 42,2% del mercato di giugno e il 41,1% del periodo gennaio-giugno.

Dal punto di vista delle aree geografiche nel mese l’unica in territorio positivo è il Nord Est, mentre nel semestre segnano tutte un calo. L’analisi al netto del noleggio rafforza la flessione per le due aree del Nord Italia e per il Centro.

Dati Unrae

Parco Valentino: Edizione da record quella che si chiuderà a mezzanotte.

Grande successo di pubblico al Parco del Valentino e in tutti gli eventi a calendario.

Quella che si è dimostrata l’edizione dei record: 54 Marchi di Case automobilistiche e motociclistiche che hanno esposto le proprie auto e moto negli stand, lungo i viali del Parco del Valentino, le oltre 2000 vetture speciali che sono arrivate a Torino per sfilare e celebrare i numerosi anniversari, come i 110 anni di Bugatti, i vent’anni di Pagani, i 100 di Citroën, i settanta di Abarth, i sessanta di Mini, e poi i trenta anni della Mazda MX-5 e i venticinque di Fiat Coupè, guidate da centinaia di collezionisti provenienti dagli Stati Uniti, dal Giappone e da tutta Europa.

Ovviamente palpabile l’orgoglio degli organizzatori.  “Una grande emozione vedere con quanta passione e quanto entusiasmo le persone hanno partecipato a Parco Valentino – ha dichiarato Andrea Levy, presidente del comitato organizzatore -. Mi riferisco al pubblico, che mai come quest’anno ha visitato l’esposizione lungo i viali e si è riversato nelle diverse location in cui sono stati organizzati eventi dinamici, ma anche ai collezionisti che sono arrivati da ogni parte del mondo per partecipare alle Parade di mercoledì, agli eventi dei club, al Gran Premio di domenica mattina. Un successo sotto ogni punto di vista, con alberghi e ristoranti che hanno registrato un boom di turisti per una vera edizione da record”.

Tradizione ha voluto che fosse la Lancia D25 di FCA Heritage, guidata in passato da Ascari, ad aprire la sfilata che dal centro di Torino ha portato i collezionisti fino alla Reggia di Venaria.

Oggi, domenica, è stata anche la giornata dedicata al raduno delle auto USA Cars Meeting: Ram, Mustang, Dodge, Corvette e Chevrolet che hanno invaso le strade di Torino.

Per concludere, tra poche ore, a mezzanotte, il suono dei clacson di tutte le auto presenti negli stand saluterà la quinta edizione di Parco Valentino, portando con sé un’altra edizione indimenticabile.

Migliaia di appassionati a Torino per il Salone Parco Valentino

Il Salone auto Parco Valentino ha portato migliaia di visitatori nelle piazze e per le strade della città.

Il via l’hanno dato le vetture ultracentenarie della rievocazione della storica competizione Torino -AstiTorino organizzata da RACI in collaborazione con ASI. Per festeggiare il centenario da tutta Italia sono arrivate le 100 Citroën che hanno sfilato nella strada principale della città piemontese per arrivare Palazzina di Caccia di Stupinigi.

L’architettura post industriale di Parco Dora ha ospitato, invece, la festa per i trenta anni di Mazda MX-5: oltre 300 auto esposte.

Tra piazza Vittorio Veneto e il Cortile del Castello si è svolto il Concorso di Eleganza Parco Valentino Classic, organizzato da Auto Classic con una giuria di prestigio che ha assegnato il Best in Show alla Fiat Speciale Berlinetta 1953 Pininfarina. Altri premi sono stati assegnati alla Ferrari 308 GT Rainbow; alle Magnifiche Coupé di Cisitalia; 202 Berlinetta; all’Osca MT4 1450 Barchetta; a una Lancia Stratos HF e a una Lancia Aurelia B24 Convertible.

In occasione dei festeggiamenti del 60° anniversario le Mini d’epoca si sono date appuntamento al Lungo Po Armando Diaz. A queste si sono poi aggiunte oltre 100 Fiat Coupé con le mitiche Autobianchi A111 e A112 che festeggiano i cinquanta anni del brand.

Grande successo per il primo giorno di test drive del Focus Auto Elettriche, con un afflusso di pubblico che ha voluto approfondire e provare le vetture elettriche, ibride plug-in e full hybrid del polo green.

Le prove delle autovetture continueranno anche domani, domenica 23 giugno, così come i test drive aperti a tutte le motorizzazioni, Sempre domani, domenica 23 giugno, è in programma l’appuntamento glamour di Parco Valentino organizzato in collaborazione con Automobile Club Torino, il Gran Premio che giunto alla sua 5ª edizione che farà sfilare 200 equipaggi da piazza Vittorio Veneto fino alla Reggia di Venaria.

Dieselgate: nuova azione legale del Codacons contro Governo e Volkswagen

Nuova azione legale del Codacons sul caso Dieselgate. L’associazione ha indetto per lunedì 24 giugno una conferenza stampa a Roma per illustrare tutti i dettagli dell’iniziativa e le novità sul fronte dell’inchiesta penale in corso a Verona, nella quale l’associazione è parte offesa.

Nel corso dell’incontro con la stampa il Codacons presenterà i dati sulle conseguenze per l’ambiente e per la salute umana derivanti dalle emissioni falsificate delle auto e una nuova denuncia a 104 Procure contro il Governo italiano (nelle persone dei Ministri dell’Ambiente, della Salute e dello Sviluppo Economico) e la casa automobilistica tedesca, alla luce di un recente studio che ha quantificato i morti in Italia causati dalle emissioni alterate delle automobili diesel, per concorso per omissione in omicidio colposo plurimo. Oltre alla denuncia penale, l’associazione illustrerà un’azione risarcitoria riservata alle vittime del Dieselgate e ai proprietari italiani di automobili del gruppo tedesco coinvolte nello scandalo.

Durante la conferenza, infine, saranno rese note le perizie eseguite dai tecnici incaricati dal Tribunale di Verona sulle auto Volkswagen e Porsche, che attestano, oltre ogni ragionevole dubbio, le alterazioni nelle emissioni e le conseguenze sul fronte ambientale.

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