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Gino Bruni

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Mercato Auto

In Liguria il 4,9% del parco circolante di autoveicoli è ad alimentazione alternativa

In Liguria il 4,9% del parco circolante di autoveicoli è ad alimentazione alternativa

A livello nazionale la percentuale corrispondente è dell’8,6%
Gli autoveicoli ad alimentazione alternativa (elettrici, ibridi, a metano e a gpl) in circolazione in Liguria sono il 4,9% sul totale del parco circolante. Questo dato emerge da un’elaborazione su dati Aci dell’Osservatorio Autopromotec, che è la struttura di ricerca di Autopromotec.

Su un totale di 948.441 autoveicoli circolanti in Liguria, quelli elettrici, ibridi, a metano e a gpl sono 46.247 (che corrispondono, appunto, al 4,9% del parco), mentre quelli alimentati a benzina e a gasolio sono 902.194, e cioè il 95,1% del parco circolante. Più nello specifico, dei 46.247 autoveicoli ad alimentazione alternativa circolanti il 3,3% è alimentato a gpl (30.992 unità), l’1,1% è alimentato a metano (10.036 unità), mentre gli autoveicoli ibridi ed elettrici rappresentano solo lo 0,5% del parco circolante (5.219 unità).

A livello nazionale gli autoveicoli ad alimentazione alternativa in circolazione sono l’8,6% sul totale del parco circolante.

La regione in cui vi è la percentuale maggiore di autoveicoli ad alimentazione alternativa sono le Marche (17,8%), seguita da Emilia Romagna (17,3%), Umbria (12,8%) e Veneto (10,6%). Seguono, comunque sopra la media nazionale, la Campania (9,6%), il Piemonte (9,5%), la Toscana (9,3%) e l’Abruzzo (9,2%).

Agli ultimi posti di questa graduatoria, invece, si trovano la Sardegna e la Valle d’Aosta (dove rispettivamente solo il 2,4% e il 2% degli autoveicoli circolanti è ad alimentazione alternativa).

Da questi i dati emerge che gli autoveicoli ad alimentazione alternativa rappresentano ancora una quota minoritaria del parco circolante e in alcune regioni del tutto marginale. Tuttavia, si tratta di una quota in costante crescita: infatti, come dimostrano i dati degli ultimi anni, in Italia il parco circolante di autoveicoli ad alimentazione alternativa è passato dalle 3,4 milioni di unità del 2016 alle 3,8 milioni di unità del 2018, con un aumento percentuale dell’11,7%.

Gli autoveicoli elettrici ed ibridi, in particolare, sono quelli che hanno fatto registrare la crescita maggiore (+99% dal 2016).

Proprio la crescita delle motorizzazioni ibride ed elettriche nel nostro Paese, sottolinea l’Osservatorio Autopromotec,rappresenta senza dubbio il preludio di una vera e propria rivoluzione. Una rivoluzione che avrà un impatto importante su tutti gli aspetti della motorizzazione ma che determinerà cambiamenti significativi anche sull’autoriparazione. Di sicuro le auto elettriche e, in generale, le vetture del futuro, avranno meno componenti usurabili rispetto alle auto tradizionali di oggi, ma allo stesso tempo la domanda di autoriparazione non diminuirà. Questo perché il crescente numero di sensori e centraline degli autoveicoli genererà la necessità di affidarsi alle officine di autoriparazione, le quali dovranno investire in attrezzature e strumentazioni all’avanguardia oltre che su una sempre più specializzata formazione del personale.

Il gruppo Renault al Salone dell’auto di Shanghai 2019: prima mondiale di Renault City k-ze

Con la prima mondiale di Renault City K-ZE, il Gruppo Renault entra nel mercato dei veicoli elettrici più grande e in crescita più rapida al mondo. Sei mesi dopo aver presentato la concept al Salone dell’Auto di Parigi, il sesto veicolo al 100% elettrico della gamma Renault vede la luce questa settimana al Salone di Shanghai la City K-ZE

Il veicolo, con le sue molteplici modalità di ricarica è compatibile sia con le prese domestiche da 220V che con le infrastrutture pubbliche. Nella modalità ricarica veloce bastano 50 minuti per passare dallo 0 all’80%. Nella modalità ricarica lenta ci vogliono 4 ore per ricaricare il 100%.

Il sistema interattivo leader del segmento dotato di touchscreen LCD a colori multifunzionale da 8 pollici consente ai passeggeri di restare connessi sempre e ovunque vadano.

E’ possibile anche accedere al controllo remoto tramite App.

Il veicolo è dotato di navigazione online e monitoraggio in tempo reale delle funzioni dei veicoli elettrici. Gli utenti possono accedere facilmente a funzioni come intrattenimento online, WiFi 4G e riconoscimento vocale intelligente.

Renault City K-ZE sarà prodotta in Cina nell’ambito della joint-venture tra eGT New Energy Automotive Co., Ltd. e l’Alleanza Renault-Nissan-Mitsubishi, associata al costruttore locale Dongfeng.

 Cenni sul Gruppo Renault

Costruttore automobilistico dal 1898, il Gruppo Renault è un gruppo internazionale multimarca presente in 134 Paesi, che ha venduto circa 3,9 milioni di veicoli nel 2018. Riunisce oggi oltre 180.000 collaboratori e dispone di 36 siti di produzione e di 12.700 punti vendita nel mondo. Per far fronte alle principali sfide tecnologiche del futuro e continuare a realizzare la sua strategia di crescita della redditività, il Gruppo fa leva sullo sviluppo internazionale, la complementarità delle sue cinque marche (Renault, Dacia, Renault Samsung Motors, Alpine e LADA), il veicolo elettrico e l’alleanza, unica nel suo genere, con Nissan e Mitsubishi Motors. Con un team al 100% Renault impegnato nel Campionato Mondiale di Formula 1 dal 2016, Renault trasforma il Motorsport in un vettore d’innovazione e di notorietà della Marca.

L’auto del futuro, secondo i consumatori

Per gli italiani l’automobile è ibrida e sempre più connessa.
Sul mercato internazionale del settore Automotive rallenta l’entusiasmo dei consumatori nei confronti della tecnologia a guida autonoma. Al tempo stesso però si rafforza la preferenza verso la mobilità ibrida/elettrica, trainata soprattutto dai Paesi orientali (Cina e Giappone) e dall’Italia (al primo posto in Europa). Il nostro Paese si distingue inoltre per una maggiore predisposizione alla connettività a bordo dei veicoli, in netto contrasto rispetto agli altri Paesi europei, dove prevalgono i timori legati alla raccolta dei dati personali.
Questo è in sintesi quanto emerge dall’articolo di Deloitte Italia “L’auto del futuro, secondo i consumatori” basato sui risultati della Global Automotive Consumer Survey di Deloitte con uno specifico focus sull’Italia, che ogni anno coinvolge oltre 20.000 consumatori in diciassette Paesi.

Questo quanto è emerso nel dettaglio:

Frena l’entusiasmo dei consumatori per le auto a guida autonoma.
▪ Nel 2018 quasi un terzo degli italiani (29%) continua a ritenere ”non sicura” la tecnologia a guida autonoma, in linea con il resto del mondo.
▪ Per più di un italiano su due (53%) le notizie d’incidenti hanno influito sulla sicurezza percepita dei veicoli a guida autonoma.
▪ Il 63% degli italiani vorrebbe un livello di controllo “molto elevato” da parte di governi e istituzioni sulla tecnologia a guida autonoma.
▪ Sulla guida autonoma, cala in tutti i paesi la preferenza per i player tradizionali: in Italia scende dal 51% al 36%.
▪ I brand tecnologici guadagnano consensi per portare la tecnologia a guida autonoma sul mercato: in Italia salgono dal 26% al 30%.

“L’interesse dei consumatori per la tecnologia a guida autonoma ha subito un brusco rallentamento a livello globale – osserva Giorgio Barbieri, Senior Partner Deloitte e Automotive Sector Leader – ma i dubbi e i timori relativi alla sicurezza potrebbero essere alleviati dal rafforzamento degli standard qualitativi e dalla formulazione di un nuovo quadro normativo, per il quale i governi dovrebbero assumere un ruolo di leadership. Ciò consentirebbe inoltre all’industria automobilistica di convergere verso standard chiari e soluzioni tecnologiche condivise, riducendo al contempo i costi di conformità normativa”.

 

L’elettricità sarà la vera protagonista del (prossimo) futuro della mobilità globale, in particolare nel Sol Levante.
▪ Italia ai primi posti al mondo come preferenza per la mobilità ibrida/elettrica (41%), dietro solo a Cina (46%) e Giappone (44%)
▪ Negli USA la mobilità ibrida/elettrica registra un ruolo marginale (22%), grazie al minor costo dei carburanti tradizionali. Dichiara Giorgio Barbieri: “Vale la pena sottolineare il fatto che i consumatori italiani si dimostrano più aperti ed entusiasti, rispetto alla maggior parte degli altri paesi, nei confronti del nuovo trend della mobilità ibrida/elettrica. Compito dei player tradizionali è saper innovare e continuare a investire in ricerca e sviluppo per cogliere quest’opportunità e non rimanere indietro rispetto alla futura crescita del comparto a livello mondiale.”.
I consumatori italiani sono tra i più inclini a pagare un sovrapprezzo per una maggiore connettività a bordo.
▪ L’Italia registra una delle preferenze più alte (60%) a livello mondiale per i veicoli connessi, davanti a Stati Uniti (47%), UK (45%), Francia (36%) e Germania (35%.)
▪ Gli italiani sono i meno preoccupati al mondo (31%) per la raccolta dei dati personali a bordo dei veicoli connessi.
▪ Il 72% degli italiani (1° posto in Europa) sarebbe disposto a pagare un sovrapprezzo per una maggiore connettività a bordo.
Osserva Giorgio Barbieri: “A livello globale, i consumatori potrebbero non essere pronti a pagare un sovrapprezzo per la maggiore connettività a bordo, soprattutto a causa delle preoccupazioni legate alla raccolta dei dati personali; l’Italia si muove però in contro tendenza, rivelando una predisposizione nettamente più alta rispetto agli altri Paesi”.
“La chiave per realizzare una mobilità sempre più connessa risiede nella capacità di coinvolgere soprattutto i consumatori più giovani, invitandoli ad adottare le soluzioni più innovative e a consolidare il trend sul mercato; tutto ciò nell’ipotesi che le varie industrie interessate al mercato possano continuare a investire abbastanza a lungo per consentire a questa trasformazione del mercato di realizzarsi intercettando le reali esigenze dei consumatori.”

Aci: a marzo in crescita solo moto di seconda mano e radiazioni.

Rallenta a marzo, dopo dodici mesi consecutivi di crescita, il trend dei passaggi di proprietà delle autovetture, che al netto delle minivolture (trasferimenti temporanei a nome del concessionario in attesa della rivendita al cliente finale) hanno messo a bilancio una variazione mensile negativa del 3,0%. Va segnalato, tuttavia, che quest’anno il mese di marzo ha avuto una giornata lavorativa in meno rispetto all’analogo mese del 2018, il che si traduce in un incremento dei passaggi netti dell’1,6% in termini di media giornaliera. Discorso analogo per le minivolture: -2,0% la variazione mensile a marzo e +2,6% la media giornaliera. Per ogni 100 vetture nuove ne sono state vendute 150 usate nel mese di marzo e 165 nel primo trimestre dell’anno.

Per quanto riguarda in particolare le vetture alimentate a gasolio, anche nel mese di marzo a dispetto del calo delle prime iscrizioni (-24,2% rispetto allo stesso mese del 2018, con un’incidenza rispetto alle vendite totali in calo dal 53,6% di marzo 2018 al 45,1% di marzo 2019), il mercato dell’usato ha archiviato risultati piuttosto differenti, con una lieve diminuzione dei passaggi di proprietà delle auto diesel (-0,3%) ma un incremento della loro quota sul totale (dal 49,4% di marzo 2018 al 50,9% di marzo 2019). Quale ulteriore elemento esemplificativo della tendenza a cedere diesel usati, si evidenzia a marzo anche l’aumento delle minivolture di auto a gasolio (+1,2%), a fronte di un calo dei minipassaggi di quelle a benzina (-6,0%).

In linea con l’aumento a due cifre delle prime iscrizioni, i passaggi di proprietà dei motocicli depurati dalle minivolture, hanno invece messo a segno a marzo un incremento mensile del 23,0% (+28,8 media giornaliera).

Complessivamente nel primo trimestre dell’anno si sono registrate crescite del 2,6 % per le quattro ruote, del 7,6% per le due ruote e del 2,5% per tutti i veicoli.

I dati sono riportati nell’ultimo bollettino mensile “Auto-Trend”, l’analisi statistica realizzata dall’Automobile Club d’Italia sui dati del PRA, consultabile sul sito http://www.aci.it

Variazioni mensili positive a marzo per le radiazioni, con aumenti del 4,8% per le autovetture (9,7% media giornaliera) e del 4,2% per i motocicli (9,2% media giornaliera).

Si conferma sempre in crescita il parco circolante: il tasso unitario di sostituzione delle quattro ruote a marzo è stato pari a 0,71 (ogni 100 auto iscritte ne sono state radiate 71) e a 0,82 nei primi tre mesi dell’anno.

Nel primo trimestre 2019 le radiazioni hanno archiviato in totale contrazioni dell’1,5% per le auto, del 18,2% per le moto e del 3,4% per tutti i veicoli.

Parco Valentino: presentate le novità dell’edizione 2019.

La quinta edizione di Parco Valentino, che nel 2019 andrà in scena a Torino dal 19 al 23 giugno, si conferma tra gli eventi dell’automotive più importante in Italia.

Confermati i criteri vincenti del format che ha rivoluzionato il concetto di Salone dell’Auto: l’ingresso gratuito al pubblico, l’orario prolungato fino alle ventiquattro e l’esposizione all’aperto di novità e anteprime delle case automobilistiche, lungo i viali di quello che fu il circuito del Gran Premio del Valentino in cui corsero piloti come Ascari, Nuvolari, Villoresi e Fangio.

Un occhio particolare sarà poi destinato alle nuove tecnologie. Saranno presenti, oltre che all’interno degli stand delle case automobilistiche, anche nel nuovo Focus Auto Elettriche, che diventerà parte stessa dell’esposizione, trasferendosi dal centro città al parco: le auto elettriche e le ibride plug-in di attuale produzione delle case automobilistiche saranno visibili e a disposizione per test drive con il pubblico.

Altra grande novità sarà l’approfondimento sulla tecnologia al servizio del guidatore: i sistemi di guida assistita saranno al centro di un’area dell’esposizione nella quale i visitatori vedranno all’opera auto di diversi brand e il pubblico in versione dinamica, in un circuito sperimentale messo a punto dall’amministrazione, nel quale si sperimentano anche le auto a guida remota con tecnologia 5G.

Tra le parate, da non perdere quella del Motorsport con esemplari di Formula 1 che passeranno in mezzo al pubblico, seguite da esemplari protagoniste delle diverse discipline sportive motoristiche, per un momento di spettacolo organizzato anche in collaborazione con ACI e con la scuderia Minardi.

“Mancano meno di quattro mesi all’inaugurazione e abbiamo un calendario che cresce di giorno in giorno – ha dichiarato Andrea Levy, presidente di Parco Valentino – nel 2019 ci aspettiamo di superare i 600.000 visitatori dell’anno scorso, e di avere in esposizione i modelli di oltre 40 marchi automobilistici che presenteranno diverse anteprime nazionali. Il nostro è un pubblico eterogeneo, proveniente da tutte e 102 le province italiane, composto al 45% da under 35 e per il 33% da donne, un target molto interessante per le aziende. Quest’anno inoltre presentiamo la grande novità del Focus Auto Elettriche che si sposta all’interno del parco, e diversi momenti di approfondimento e dibattiti con i rappresentanti delle case automobilistiche, giornalisti ed esperti. Perché Parco Valentino vuole essere un contenitore, un punto d’incontro”.

Auto usate ex noleggio: molto interesse per il mercato

Nei primi 9 mesi del 2018 sono state vendute oltre 120 mila vetture usate ex noleggio a lungo termine. Panda, 500L, Grande Punto, Golf e Qasqai le auto più gettonate. Oltre al consolidato canale dei concessionari, sempre più privati oggi si affidano a questa soluzione, che si rivela conveniente per chi vuole mantenere la proprietà del mezzo, scegliendo comunque un usato sicuro, con un’età media di tre anni, diesel o benzina, correttamente tagliandato e mantenuto presso officine autorizzate, a prezzi competitivi.

Sono questi le principali evidenze che emergono dall’analisi sulle vendite di veicoli usati condotta da ANIASA, l’Associazione che all’interno di Confindustria rappresenta il settore dei servizi di mobilità.

Nei primi 9 mesi dello scorso anno sono state 120 mila le vetture vendute dagli operatori di noleggio lungo termine. A questo dato si sommano i veicoli usati commercializzati dalle società di noleggio a breve termine che ogni anno immettono sul mercato decine di migliaia di vetture con pochi mesi di vita alle spalle.

Questa la Top ten modelli vetture usate ex noleggio lungo termine più vendute in Italia.
Gennaio-Settembre 2018

1 Panda 6.941
2 500L 4.848
3 Grande Punto 3.504
4 Golf 3.376
5 Qasqai 3.027
6 500 2.654
7 Giulietta 2.267
8 A4 2.166
9 Serie 3 2.152
10 A3 2.127

 

La ricerca sulla vendita dell’usato, certificato da agenzie specializzate, mostra come oggi tre auto su quattro provenienti dal noleggio long term siano vendute a commercianti (concessionari e rivenditori). Il ricorso a questo canale consente ai noleggiatori di collocare rapidamente le vetture usate presenti nei piazzali, con prezzi di vendita più contenuti.

Resta significativo il numero di vetture acquistate direttamente dalla clientela privata, ben 8.800 nei primi 9 mesi dello scorso anno, il 7% del totale.

La restante parte viene venduta ad aziende o all’estero.

“Oggi le direttrici di sviluppo di questo business, sempre più rivolto ai privati”, evidenzia Massimiliano Archiapatti – Presidente ANIASA, “si muovono in due direzioni solo apparentemente in contraddizione tra loro: da una parte, un’offerta sempre più completa, multimediale e interattiva di informazioni, immagini e video sulla vettura in vendita e sulla sua precedente vita aziendale, disponibili anche su smartphone o con apposite APP; dall’altra, l’apertura sempre più frequente di outlet o punti vendita fisici, spesso collocati presso poli attrattivi strategici, dove i clienti possono osservare e toccare con mano l’offerta”.

“Da anni siamo impegnati”, conclude Archiapatti, “nel far riflettere il legislatore sulla necessità di svecchiare il nostro vetusto parco auto circolante attraverso misure economicamente sostenibili anche per i possessori di vetture ante Euro3; una soluzione efficace potrebbe essere rappresentata proprio dalla defiscalizzazione parziale dell’acquisto dell’usato Euro5 o Euro6”.

Le ragioni del crescente successo dell’offerta di usato ex noleggio risiedono soprattutto nella garanzia del prodotto, molto appetibile da privati e rivenditori, in quanto a condizioni economiche vantaggiose ci si assicura un veicolo perfettamente manutenuto secondo tagliandi indicati dalla casa costruttrice ed effettuati presso officine autorizzate, garantiti per 12 mesi come previsto dalla normativa comunitaria; spesso è prevista anche un’estensione di garanzia di altri 12 o addirittura 36 mesi proposta dall’azienda di noleggio (che offre anche la possibilità di un finanziamento presso primari istituti di credito). Tutto con piena certezza sul reale chilometraggio percorso, mettendo il cliente al riparo da possibili truffe.

Si tratta di vetture “giovani”, il 44% ha meno di tre anni di vita e in pochi casi si superano i 4 anni di anzianità.

Altro plus dell’offerta è legato alla varietà dei modelli disponibili: oltre tre vetture vendute su 4 sono city car (14%), utilitarie (25%) o di medie dimensioni (37%), mentre quelle di segmento superiore rappresentano il 24% dell’offerta.

In aumento la presenza di monovolume e crossover che oggi hanno toccato, rispettivamente, quota 13% e 12% del totale, mentre berline e station wagon continuano a giocare un ruolo di primo piano, con un complessivo 62%.

Non mancano le vetture “aperte” o coupé, oltre 800 nei primi 9 mesi dello scorso anno.

Scontato il dato relativo alle alimentazioni in flotta, che rispecchia a pieno le scelte operate fino ad oggi dalle aziende, con preferenze orientate su diesel (79%) e benzina (17%) che costituiscono il 96% del parco usato e quote oggi residuali per GPL, metano e ibride.

Nel 2018 stabile l’auto in Europa. Per il 2019 stimate vendite sostanzialmente piatte.

“Le prospettive per il 2019 indicate dai principali analisti europei – dichiara  il Presidente Michele Crisci dell’UNRAE, l’Associazione delle Case automobilistiche estere – vedono un andamento delle vendite sostanzialmente piatto, tra lo 0,6% e l’1,3% di crescita verso il 2018, ma la maggior parte dei rischi sono al ribasso e interessano in particolare le incertezze legate alla Brexit e conseguentemente gli impatti sulle vendite di nuove auto, principalmente nel Regno Unito”. “L’Italia – prosegue Crisci – alle condizioni attuali e alla luce delle nuove tassazioni non sembra poter dare il suo contributo positivo”.

Secondo i dati diffusi dall’ACEA, l’Associazione dei Costruttori europei, nel 2018 sono state immatricolate 15.624.486 autovetture nuove, in linea (-0,04%) con le 15.630.555 del gennaio-dicembre 2017.

Il mese di dicembre è stato caratterizzato da una contrazione delle vendite dell’8,7% con 1.038.984 immatricolazioni, rispetto alle 1.138.225 dello stesso periodo 2017.

“Il mercato dell’auto in Europa – afferma ancora  Michele Crisci – ha tenuto il passo, all’interno di uno scenario caratterizzato da molteplici “scossoni”, quali il passaggio alle nuove norme di omologazione dei veicoli (WLTP), le agitazioni socio-politiche, i fatti legati alla Brexit e un andamento macroeconomico in ridimensionamento”.

La Francia e la Spagna sono riuscite a mantenere le vendite in territorio positivo, rispettivamente a +3,0% e +7,0%, stabile la Germania (-0,2%), mentre l’Italia perde il 3,1% dei volumi e il Regno Unito il 6,8%.

Ottimo, invece,  l’andamento di crescita per quasi tutti i Paesi dell’Est Europa.

2018 rallentamento per il mercato auto: 2019 nuove tasse per gli automobilisti.

Se nell’anno appena concluso  agli automobilisti  erano state ventilate ipotesi di riduzione del carico fiscale, incidendo ad esempio sulle accise dei carburanti, e di rassicurazione sulla mancata introduzione di nuove tasse, il 2019, invece, si apre con un’imposizione aggiuntiva per gli acquirenti di nuove autovetture che andrà a colpire non soltanto quelle di lusso o di grossa cilindrata, peraltro già assoggettate al superbollo, ma alcune versioni di modelli diffusi sul mercato, in particolare, presenti nella prima fascia soggetta al malus”.

Sono parole di  Michele Crisci, Presidente dell’Unrae, l’Associazione delle Case automobilistiche estere, in occasione del commento ai risultati del mercato 2018.

La Legge di Bilancio, infatti, prevede a partire dal 1° marzo 2019 e fino al 31 dicembre 2021, l’applicazione di un “malus” per gli acquirenti di nuove autovetture con emissioni di CO2 superiori a 160 g/km, che parte da 1.100 euro fino ad arrivare a 2.500. Vetture di ultima generazione che in termini di impatto ambientale sono molto più virtuose di quelle con oltre 15 anni di età che continuerebbero a circolare sulle nostre strade.

“Se da un lato appare irragionevole un’ulteriore penalizzazione su un settore già fortemente tassato – prosegue il Presidente – riteniamo al contrario di fondamentale importanza lo stanziamento previsto a supporto delle infrastrutture di ricarica, a nostro avviso il primo necessario passo che il Paese deve fare per creare le condizioni abilitanti per lo sviluppo della mobilità elettrica”.

Nel frattempo, il mercato delle autovetture archivia il 2018 segnando una flessione del 3,1% con 1.910.025 unità complessivamente immatricolate verso le 1.971.345 vendute nel 2017.

 

(fonte Unrae)

Liguria: automezzi pesanti in crescita.

Dal 2013 al 2017 in Liguria il parco circolante di motrici è cresciuto del 9,5%
Nello stesso periodo il parco circolante di rimorchi è aumentato del 4,3%

Il parco circolante di motrici in Liguria, secondo i dati più recenti disponibili, è composto da 2.959 unità ed è cresciuto, dal 2013 al 2017, del 9,5%. Sempre in Liguria il parco circolante di rimorchi è composto da 6.111 unità, ed è cresciuto del 4,3% dal 2013 al 2017.

 

Questi dati emergono da un’elaborazione del Centro Ricerche Continental Autocarro sulla base dei dati Istat.
Secondo l’elaborazione del Centro Ricerche Continental Autocarro le province liguri in cui il parco circolante di motrici è cresciuto di più dal 2013 al 2017 sono Genova (+12%) e La Spezia (+9,7%). Le province con la maggior crescita del parco circolante di rimorchi sono Genova (+5,8%) e Savona (+3,4%). In Italia, sempre secondo i dati più recenti disponibili, il parco circolante di motrici è composto da 172.921 unità ed è cresciuto del 15,7% rispetto al 2013, mentre il parco veicolare di rimorchi è composto da 379.126 unità ed è aumentato del 9,4% rispetto al 2013.
“La crescita del settore dei trasporti su strada – sottolinea Enrico Moncada, responsabile della Business Unit Truck Replacement di Continental Italia – passa anche dalla capacità di rispondere a molteplici sfide e dai miglioramenti conseguiti per ciò che riguarda l’efficienza e la compatibilità ambientale delle attività di trasporto. Per questo Continental fornisce una gamma completa di prodotti e servizi alle aziende che operano in questo settore, con l’obiettivo di affermarsi come un vero e proprio Solution Provider in grado di supportare le società di trasporto in ogni fase della loro attività, in Italia così come all’estero”.

 

Fonte Centro Ricerche Continental.

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