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Gino Bruni

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Mercato Auto

Suzuki: da 100 Anni tra tradizione e innovazione

Un secolo fa nasceva Suzuki Loom Manufacturing Co., la società per azioni che ha portato in una dimensione industriale la fabbrica di telai tessili fondata nel 1909 da Michio Suzuki.

Questo passaggio ha dato un impulso fondamentale alla crescita dell’azienda e ha posto le basi su cui è poi sorta nel 1954 Suzuki Motor Corporation Ltd.

Suzuki mette da sempre il Cliente al centro della sua attività e progetta ogni prodotto con lo stesso amore con cui Michio Suzuki costruì il primo telaio per rendere migliore la vita di sua madre.

Il 15 marzo2020  Suzuki ha festeggiato il centenario della costituzione di Suzuki Loom Manufacturing Co., antesignana dell’attuale Suzuki Motor Corporation.

Tutto iniziò nel 1909 quando, per migliorare le condizioni di vita di sua madre, tessitrice di magnifiche stoffe, Michio Suzuki realizzò, nel laboratorio della città natale di Hamamatsu, un telaio innovativo, capace di lavorare i tessuti in modo veloce, preciso, unico per l’epoca. Presto si trovò sommerso di ordini da tutti i villaggi della zona, espandendo poi a macchia d’olio il suo mercato.

L’azienda superò il difficile periodo della I guerra mondiale e, nel 1920 Michio Suzuki, con un capitale di 500.000 Yen (al cambio di oggi pari a circa 4.237€) costituì la Suzuki Loom Manufacturing Co.

Suzuki Loom Manufacturing Co. fu poi protagonista di una crescita inarrestabile che la portò alla leadership mondiale del settore e, dopo un altro stop dovuto alla II Guerra Mondiale, utilizzò le competenze meccaniche acquisite nello studio del moto alternato dei telai per progettare nel 1952 un motore alternativo che spinse la bicicletta a motore “Power Free”.

Così Suzuki Loom si trasformò in Suzuki Motor Corporation Ltd. nel 1954. Una crescita inarrestabile portò nel 1955 il lancio della prima auto a marchio Suzuki, la Suzulight, spinta da un motore a due tempi di 360cc.

La Casa di Hamamatsu restò protagonista anche nelle due ruote, debuttando nelle corse nel 1960 e ottenendo già nel 1962 il primo dei suoi 15 titoli mondiali.

Il 1965 segnò l’ingresso di Suzuki nel mondo dei motori fuoribordo.

Nel 1970 appare la LJ10, la prima 4×4 di Suzuki e capostipite della leggendaria stirpe di Jimny.

Nel 1988 fu la Vitara a fare da pietra miliare nel mondo dell’auto, pioniera del segmento delle SUV compatte, prima fuoristrada con sospensioni automobilistiche, che oggi ha nella sua erede uno dei pilastri della gamma, primo 4×4 come numero di vendite nel mercato Italiano a dicembre 2019.

Così come Michio Suzuki sviluppò il primo telaio come atto d’amore per sua madre, Suzuki pone il Cliente al centro di ogni suo progetto ed attività, restando fedele a valori ben radicati.

Alla ricerca della massima efficienza: Questa filosofia traspare in modo chiaro analizzando la realtà di Suzuki, le sue rete di strutture e la sua gamma di modelli.

“Suzuki ambisce a dare un contributo alla società e a diventare un’azienda amata e con una solida reputazione in tutto il mondo.” afferma il Presidente e Representative Director Toshihiro Suzuki.

Emblematica in questo senso è la storia della Suzuki Alto.

Nel 1979, il debutto della Alto lasciò il segno nella storia delle automobili giapponesi.

I punti di forza della Alto: un prezzo di circa il 20% in meno rispetto alle concorrenti, metà dei clienti erano donne, sostenendo così la loro partecipazione nella società e ha rappresentato una nuova tendenza nella distribuzione automobilistica.

A quel tempo nell’industria automobilistica giapponese, il prezzo al dettaglio era determinato aggiungendo il costo del trasporto al prezzo del veicolo. Ciò significa che maggiore è la distanza dall’impianto di produzione, maggiore è il prezzo del veicolo. Tuttavia, l’Alto divenne la prima auto in Giappone ad annunciare un prezzo 470.000 yen (3.983€) a livello nazionale e fu un vero shock all’interno dell’intero settore.

Ancor oggi la gamma auto a listino testimonia come Suzuki abbia saputo anticipare le tendenze e i bisogni dei consumatori ponendosi in prima linea sui fronti del downsizing e dell’ibridazione. “Small cars for a big future”, “piccole auto per un grande futuro”, è un motto che incarna bene la strategia di Hamamatsu, che immagina l’auto del futuro “più piccola, più essenziale, più leggera, più corta e più curata”. In altre parole, una vettura costruita utilizzando una minor quantità di materie prime e di energia, capace di funzionare con consumi ed emissioni ridotti e più semplice da smaltire alla fine del suo ciclo di vita.

A cento anni dalla fondazione Suzuki è all’avanguardia in tutti e tre i settori in cui opera. In ambito auto è l’unico Marchio non di lusso con una gamma interamente ibrida. Dal SUV ultra compatto IGNIS alla Sportiva SWIFT ai SUV VITARA e S-CROSS, il sistema Suzuki Hybrid si distingue per leggerezza, dimensioni contenute ed efficacia.

Nuova Ignis Hybrid, ad esempio, ha un motore 1.2 Dualjet che eroga 83 CV e 107 Nm di coppia massima. Il sistema ibrido Suzuki da 12 V che combina propulsore termico, motore elettrico da 2 kW di potenza ad una batteria da 10 Ah, dimostra grande efficienza raggiungendo bassi consumi e contenute emissioni, pari a 3,9 l/100 km (89 grammi di CO2 al km) nel ciclo combinato con omologazione NEDC correlato (versione 2WD).

Quanto a Suzuki Italia, va ricordato come il 2019 sia stato il miglior anno della storia per la divisione Auto, con 38.273 vetture targate. Grazie a un aumento delle immatricolazioni del 16,17%, la quota di mercato della Casa di Hamamatsu è salita al 2% su base annua, valore mai raggiunto in passato.

Frenata del mercato auto a Gennaio

Inizia male il nuovo anno per il mercato Italiano delle autovetture. Crollo della domanda dei privati. Bene il noleggio, con tassi di crescita in doppia cifra sia nel segmento a breve termine sia in quello a lungo termine. In contrazione anche le società.

Secondo i dati diffusi dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, infatti, a Gennaio diminuisce del 5,9% la domanda di autovetture, con 155.528 unità immatricolate rispetto alle 165.271 dello stesso mese dello scorso anno, quando il mercato diminuì di più del 7%.

“In un quadro economico e geopolitico globale di grande incertezza, con ripercussioni negative sul nostro paese, come evidenziato dalla brutta partenza del mercato auto – ha commentato Michele Crisci, Presidente UNRAE, l’Associazione delle Case automobilistiche estere – l’ultima cosa di cui abbiamo bisogno è un insieme scoordinato di provvedimenti a livello comunale e regionale come quelli a cui abbiamo assistito e stiamo assistendo”.

“Iniziative prive di logica e senza alcun beneficio sulla qualità dell’aria, che hanno invece impattato e stanno impattando in termini gravemente negativi sui consumatori e sul mercato – continua il Presidente – con cancellazioni di ordini e ripensamenti da parte di acquirenti di auto diesel Euro 6, nuove e in linea con le più recenti normative in termini di emissioni”.

“Alla luce di quanto accaduto – continua Crisci – è sempre più evidente l’esigenza di un’azione di coordinamento e armonizzazione nazionale delle misure sulla mobilità e sulla circolazione delle auto. Urgenti appaiono inoltre misure di sostegno alla domanda con l’obiettivo di svecchiare l’attuale parco circolante, con effetti positivi in termini di maggiore sicurezza e minore impatto ambientale”.

“UNRAE auspica quindi – conclude Crisci – che il prossimo tavolo automotive convocato presso il Ministero dello Sviluppo Economico, costruendo su quanto fatto sinora, giunga velocemente all’adozione di misure allo scopo sopra citato e, contestualmente, affronti e definisca un piano nazionale strategico ed efficace atto a favorire lo sviluppo dell’infrastruttura di ricarica e rifornimento per le nuove tecnologie”.

Sul fronte delle alimentazioni si registra un nuovo calo a doppia cifra (-23%) delle immatricolazioni di vetture diesel. In calo anche il benzina (-3,0%)

Crescita dell’82% nel mese per le ibride. Molto positivo il risultato delle vendite di auto elettriche che archiviano un incremento a tripla cifra (+587%) con 1.900 unità e una quota dell’1,2%. Aumentano del 136% le vendite di autovetture alimentate a metano mentre si contraggono (-21%) quelle a Gpl.

Analizzando le aree geografiche, sono in evidenza la tenuta dell’area Nord Orientale (+0,9%) e il crollo delle Isole (-19%). Con tassi tra l’8% e il 10% si contraggono le altre aree.

UNRAE: Modesto incremento (+1,2%) del mercato auto europeo nel 2019 stimolata da noleggio e auto immatricolazioni.   Debole la vendita per i privati.

A Dicembre accelera la ripresa del mercato Europeo, con un +21% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, che tuttavia aveva fatto registrare un crollo del 9% su Dicembre 2017.

Il risultato appare inoltre gonfiato da un massiccio ricorso a immatricolazioni “tattiche” da parte di Case e reti distributive, forse anche in vista dell’introduzione nel 2020 dei nuovi, restrittivi target sulle emissioni di CO2.

Passa quindi in territorio positivo sul filo di lana la performance annua.

Secondo i dati diffusi dall’ACEA, l’Associazione dei Costruttori Europei, a Dicembre le immatricolazioni di autovetture nuove nell’Europa sono state pari a 1.261.742 unità, un aumento del 21,4% rispetto allo stesso mese del 2018.

Chiude con un lieve rialzo dell’1,2% l’intero 2019 a 15.805.752 autovetture rispetto alle 15.624.948 del 2018.

Dall’analisi dei risultati del mese per paese, si ricava una generalizzata crescita delle vendite, con quasi tutti i mercati a doppia cifra e la sola Norvegia in controtendenza.

Il ruolo di locomotiva del mercato Europeo spetta alla Germania (+19,5%, sospinta da società e noleggio) e la modesta, ripresa del Regno Unito (+3,4%, trainata dal noleggio).

Crescono in doppia cifra Francia (+27,7%, spinta dalle auto-immatricolazioni) e Italia (+12,5%, grazie ai forti aumenti di noleggio a lungo termine e auto-immatricolazioni) mentre si espande del 6,6% la Spagna (sorretta da società e noleggio).

Grazie al rush di fine anno, nell’intero 2019, il record di vendite degli ultimi dieci anni spetta alla Germania (+5,0%, caratterizzato da una domanda privata tuttavia debole) e si portano in territorio positivo la Francia (+1,9%) e l’Italia (+0,3%), mentre riducono il passivo Regno Unito (-2,4%) e Spagna (-4,8%), con tutti e cinque i mercati caratterizzati da una fiacca domanda da parte dei privati.

I 50 anni di Citroën Ami8.

Presentata nel 1969, AMI8 fu l’erede dell’AMI6. Di piccole dimensioni ma spaziosa all’interno, pratica, comoda, robusta e di semplice manutenzione era in grado di andare dappertutto e di trasportare ogni cosa.

Disegnata da Robert Opron, fu prodotta fino 1978 nella versione berlina e fino all’anno successivo nella versione Break.

Citroën AMI8 fu presentata al Salone dell’Auto di Ginevra del 1969. La vettura era un’evoluzione dell’AMI6, presentata qualche anno prima, nell’aprile del 1961, quando Citroën stupì (una volta ancora) il mondo intero con la sua interpretazione della vettura media da famiglia, frutto del lavoro del designer italiano Flaminio Bertoni, già autore della linea della Traction Avant, della DS19 e di gran parte di quella della 2CV.

La linea dell’AMI6 era una totale rottura con i modelli precedenti: Bertoni era riuscito a creare una comoda berlina a quattro posti e tre volumi, con un grande vano bagagli di 350 litri in meno di quattro metri di lunghezza totale, utilizzando in gran parte la collaudata meccanica della 2CV e un nuovo motore, più potente, di 602cc di cilindrata che permetteva di viaggiare in tutto comfort sul filo dei cento all’ora. C’era riuscito adottando un astuto lunotto posteriore a inclinazione invertita, che lasciava spazio, in basso, per il cofano bagagli e in alto per la testa dei passeggeri. Era nata la “linea a Z”.

L’AMI6 fu un vero successo e fu per due anni l’auto più venduta di Francia. Le nervature delle lamiere le conferivano un carattere inconfondibile, permettendo allo stesso tempo di risparmiare peso a tutto vantaggio di consumi e prestazioni. L’arrivo nel ‘64 della versione giardinetta, denominata “Break”, che aggiungeva un comodo portellone posteriore capace di accogliere carichi anche molto ingombranti, sancì il successo della famiglia delle AMI Citroën.

Il designer che definì le linee delle AMI8 fu Robert Opron, scelto quale suo assistente direttamente da Flaminio Bertoni. Opron veniva dalla Simca e avrebbe disegnato per Citroën quattro vetture: GS, SM, CX e VISA, di cui curò lo stile delle prime versioni. Dopo la scomparsa di Bertoni avvenuta improvvisamente nel 1965, Opron si trovò tra le mani il difficile incarico di rinnovare lo stile della AMI6 la cui produzione avrebbe dovuto proseguire almeno per altri dieci anni, in attesa di lanciare un modello totalmente nuovo (che sarà poi la VISA).

Milano Monza Motor Show un appuntamento da non perdere.

Milano Monza Motor Show si svolgerà dal 18 al 21 giugno 2020, quattro giorni di spettacolo che con il suo format innovativo potrà contare sulla presenza di oltre quaranta brand.

Si comincia in pista all’Autodromo con la Monza President Parade, giovedì 18 giugno alle 15.10, quando i Presidenti e i CEO dei marchi si schiereranno in griglia con le anteprime e le novità stradali, per una sfilata con le emozioni di un Gran Premio.

Domenica 21 giugno alle 15.10 sarà poi il momento di ACI Historic Grand Prix, l’esibizione delle monoposto di Formula 1 di tutte le epoche, organizzato anche in collaborazione con Historic Minardi Day, che si daranno appuntamento sul circuito dell’Autodromo di Monza, guidate da piloti ancora in attività, da ex piloti che hanno fatto la storia del motorsport mondiale e da collezionisti.

Il pubblico avrà la possibilità di visitare gli stand delle case automobilistiche che, nel verde del Parco di Monza, esporranno le ultime novità e i modelli di punta della gamma, e di provarli nei test drive di tutte le motorizzazioni, comprese quelle elettriche, e nell’area dedicata all’off-road experience. Supercar paddock e motorsport paddock faranno la gioia degli appassionati.

Queste alcune delle novità del Milano Monza Motor Show che sono state presentate oggi, mercoledì 18 dicembre, in una conferenza che si è svolta nella sala stampa del Palazzo Lombardia.

Andrea Levy – Presidente Milano Monza Motor Show “Milano Monza Motor Show – ha dichiarato – “sarà una grande festa, uno spettacolo di oltre quattordici ore al giorno per quattro giorni, un evento che consente di vedere Formula 1, supercar e hypercar in versione dinamica, ma che darà la possibilità di vedere il meglio della produzione delle case automobilistiche esposto negli stand nell’area Roccolo, modelli per tutti i budget a partire dall’utilitaria fino al suv, e permettere ai visitatori di poter vedere e provare, nei diversi circuiti messi a disposizione dall’Autodromo, la propria vettura nuova ed ecologica”.

 

“ACI, con la tutta passione per l’automobile che la caratterizza, – le parole di Angelo Sticchi Damiani – residente dell’Automobile Club d’Italia – ha deciso di sostenere e contribuire alla realizzazione del Milano Monza Motor Show, la più grande e rilevante manifestazione automobilistica in Italia. Il nostro obiettivo, da subito condiviso con Andrea Levy, è che questo straordinario evento diventi il nuovo punto di riferimento europeo sull’auto e per gli automobilisti, riacquistando il ruolo di quelli che furono il grande Salone di Torino e, in tempi più recenti, il Motor Show di Bologna. ACI è il punto privilegiato di osservazione e d’incontro tra automobilisti, imprese dell’auto e sistema Paese”.

 

Sul sito TicketOne sono in vendita i biglietti d’ingresso per Milano Monza Motor Show (ticket intero € 20, ridotto giovani serale € 10) e su http://www.milanomonza.com sono a disposizione informazioni aggiornate sull’evento che si svolgerà dal 18 al 21 giugno 2020 all’Autodromo di Monza.

Parco circolante di veicoli per trasporto di merci e persone: in Liguria crescita dello 0,6%

Il parco circolante di veicoli per il trasporto di merci e persone (e cioè autocarri, autobus, motocarri per il trasporto merci, rimorchi, semirimorchi e trattori stradali) in Liguria è passato dalle 110.130 unità del 2017 alle 110.742 del 2018, con una crescita dello 0,6%.

Tra le province liguri quella in cui è stata registrata la crescita maggiore è Genova (+1,1%), seguita da Imperia (+0,5%) e Savona (+0,4%). L’unica provincia in cui è stato registrato un calo è La Spezia (-0,8%). Questi dati emergono da un’elaborazione del Centro Ricerche Continental Autocarro sulla base dei dati resi noti da Aci.

A livello nazionale il parco circolante di veicoli per il trasporto di merci e persone ha superato nel 2018 la soglia dei cinque milioni di unità, attestandosi, per la precisione, a quota 5.059.117 unità. Nel 2017 il parco italiano di veicoli per il trasporto di merci e persone ammontava a 4.991.833 unità. Fra il 2017 e il 2018 vi è stata, quindi, una crescita pari all’1,3%.

L’elaborazione del Centro Ricerche Continental Autocarro riporta anche i dati relativi al parco circolante a livello regionale. A questo proposito è opportuno precisare che per parco circolante si intende l’insieme dei veicoli immatricolati nel corso degli anni in un dato ambito locale (nazione, regione, provincia, ecc.) a cui vengono sottratti i veicoli che escono dalla circolazione. Tornando ai dati, si può dire che in tutte le regioni italiane vi è stata una crescita del parco circolante, tranne che in Lazio (dove, evidentemente, le radiazioni sono state maggiori delle nuove immatricolazioni). Spiccano, tra gli, altri, i dati di Trentino Alto Adige e Valle d’Aosta, che fanno registrare aumenti dell’8,9% e del 5%. Nella graduatoria regionale seguono: Molise e Sardegna (+2%), Basilicata (+1,9%), Friuli Venezia Giulia e Campania (+1,7%), Sicilia e Veneto (+1,6%), Puglia e Toscana (+1,5%), Calabria (+1,4%), Umbria (+1,2%), Abruzzo (+1,1%), Emilia Romagna e Lombardia (+0,9%), Marche e Liguria (+0,6%) e Piemonte (+0,3%). Chiude la classifica, come detto, il Lazio con un dato in calo dell’1%.

Auto aziendale: piacciono molto agli italiani, lo rivela un’indagine DKV

Gli italiani amano l’auto aziendale, non la presterebbero a nessuno e la tengono pulita e in ordine. Comfort di guida e il navigatore integrato sono ormai irrinunciabili.

L’auto aziendale è uno dei benefit più amati dagli italiani, lo conferma l’indagine svolta da DKV Euro Service – azienda leader nei servizi per l’autotrasporto e per l’approvvigionamento in viaggio senza contanti, che conta oltre 100.000 punti d’accettazione in tutt’Europa tra stazioni di rifornimento, colonnine per la ricarica elettrica, autolavaggi, centri assistenza e ricambi.

Secondo la ricerca di DKV, il 63% di chi guida un’auto aziendale la tratta come se fosse la propria (o anche meglio) e a questo dato si aggiunge quasi un 14% che si dichiara “estremamente attento” all’auto aziendale. Solo una piccola minoranza (4,6%) ammette, invece, che potrebbe fare meglio.

La ricerca dimostra anche che gli italiani cercano di proteggere l’auto in dotazione anche da possibili danni di terzi, quando la lasciano in sosta: quasi l’80% dichiara di cercare posteggi “comodi” o comunque lontano da altre auto e solo il 20% circa tenta di parcheggiare anche negli stalli più stretti e “rischiosi”.

L’auto aziendale è sicuramente un importante strumento di lavoro e di rappresentanza, ecco perché ben il 64% la porta all’autolavaggio settimanalmente o, al massimo, ogni 15 giorni. Inoltre, nonostante le tante ore di guida al giorno, chi beneficia di un’auto aziendale tende ad avere molta cura degli interni, lasciandoli perfettamente in ordine (74%).

Ma cosa cercano gli italiani nell’auto aziendale? Nonostante le auto aziendali siano tendenzialmente auto nuove, con molte caratteristiche già di serie, quasi il 50% non ha dubbi,richiede maggior comfort! Segue un 31% che la preferisce veloce e potente, i consumi ridotti sono prioritari solo per il 14% (forse perché il carburante è a spese dell’azienda?), mentre la facilità di guida si ferma al 6%. Se parliamo di optional irrinunciabili, tra tutti, vince ancora il navigatore satellitare integrato (46%), seguito dai sensori di parcheggio (29%); sta prendendo piede anche il sistema anticollisione City Brake (15%), sedili e volante riscaldati sono invece apprezzati solo dal 10%.

Le Auto più “Verdi” secondo “GREEN NCAP”.

Emissioni e consumi reali delle auto in commercio rivelati dai test – oggettivi e indipendenti – effettuati, sia in laboratorio che nel traffico, da Green NCAP, il consorzio, voluto da FIA (Federazione Internazionale dell’Automobile) ed Euro NCAP, (di cui ACI fa parte), per promuovere auto meno inquinanti e più efficienti in termini di consumi di carburante ed energia. La valutazione attualmente si limita all’utilizzo del veicolo, ossia quello che accade dal serbatoio alla ruota (Tank To Weel).

Tre le vetture oggetto della terza serie di test. Il punteggio più alto – 4 stelle – è stato ottenuto da un’auto a benzina: Seat Arona. Tre stelle sono andate alla Škoda Octavia (diesel); due alla Fiat Panda (metano/benzina).

Con 4 stelle l’Arona, piccolo crossover della Seat, risulta essere la regina di questa tornata di test Green NCAP. Colpisce la performance nei test di emissione, (punteggio di 9,8 su una valutazione massima di 10), con valori da motore elettrico! Molto efficace, poi, il post-trattamento dei gas di scarico del motore conforme alla normativa Euro 6d-Temp. Giudizio marginale soltanto per le emissioni di CO (monossido di carbonio), nella prova di carico elevato. La valutazione complessiva risulta penalizzata dall’efficienza energetica, (indice 6,1 su un massimo di 10). L’Arona ha riscontrato prestazioni ‘adeguate’ in tutte le prove, eccetto in quella autostradale con carico elevato, dove il giudizio è stato ‘marginale’.

La terza generazione della Škoda Octavia, (testata con motore diesel 2.0 da 110 kW), ottiene una valutazione complessiva di 3 stelle. Grazie al ricircolo dei gas di scarico, alla riduzione selettiva del catalizzatore e al filtro antiparticolato diesel, il controllo delle emissioni inquinanti è risultato buono per idrocarburi (HC), monossido di carbonio (CO) e particolato (PN). Scarso, invece, quello delle emissioni degli ossidi di azoto (NOx), in particolare nella prova autostradale con elevato carico. Il giudizio complessivo, quindi, è risultato pari a 6,7 (su una scala da 1 a 10). L’efficienza energetica ottiene 5,7 punti (su un massimo di 10), con valori generalmente ‘adeguati’, che diventano ‘marginali’ nella prova autostradale con carichi elevati. Complessivamente, quindi, il giudizio dell’Octavia ha margini di miglioramento in termini di emissioni di NOx e di consumi.

La Panda, già testata da Green NCAP nella versione benzina con motore Euro 6 di prima generazione, è stata analizzata con motore alimentato sia a metano che benzina, Euro 6d-temp di ultima generazione. Le dimensioni dei  serbatoi dell’auto, (12 kg per il metano e 35 litri per la benzina), ipotizzano l’uso del veicolo con entrambe le alimentazioni. In termini di emissioni i risultati sono “buoni” o “adeguati” nel caso di funzionamento a metano. Il punteggio conseguito, (5,0 su una scala fino a 10), è risultato penalizzato dalle scarse prestazioni in caso di funzionamento a benzina. Le emissioni di particolato e di idrocarburi hanno avuto valutazioni molto scarse. L’efficienza energetica, (4,9 su un massimo di 10), è risultata adeguata nella maggior parte delle prove, eccetto nei test ad elevato carico. Queste penalizzazioni, soprattutto legate alla modalità di funzionamento a benzina, purtroppo, limitano il giudizio complessivo a 2 stelle.

“Gli ultimi test del protocollo Green NCAP evidenziano che i motori a combustione tradizionale di ultima generazione possono essere considerati rispettosi dell’ambiente, con buone performance in termini di emissioni di sostanze nocive – ha affermato il presidente dell’ACI, Angelo Sticchi Damiani. La strada intrapresa dai costruttori è quella giusta, ma devono impegnarsi di più. Per un giudizio definitivo, però, dobbiamo aspettare le valutazioni che comprendono anche quanto si emette e consuma per produrre il veicolo e quanto si spende alla fine della sua vita utile per lo smaltimento, il cosiddetto Life Cycle Assessment”.

Vendite auto Europa in recupero

Recupera a settembre il mercato europeo ma nei nove mesi resta negativo a -1,6%.

Persiste l’urgenza di politiche che sostengono il settore automobilistico Europeo

Rimbalza a settembre il mercato Europeo dell’automobile: al forte calo di agosto (-8,6%) segue infatti un consistente aumento della domanda di autovetture (+14,4% con un guadagno di 62.140 unità rispetto allo stesso mese del 2018). Pesa tuttavia sul confronto dei due mesi appena trascorsi con i corrispondenti mesi dell’anno scorso l’entrata in vigore a Settembre 2018 delle nuove regole in tema di omologazione e immatricolazione (WLTP).

Secondo i dati diffusi oggi dall’ACEA, l’Associazione dei Costruttori Europei, a settembre le vendite di auto nuove nell’Europa dei 28+EFTA sono state pari a 1.285.494 unità rispetto alle 1.123.354 unità di 12 mesi prima. Con questo risultato si attenua la dinamica negativa della domanda di autovetture nel cumulato annuo, che archivia 12.115.927 immatricolazioni, l’1,6% in meno dei 12.308.191 veicoli del periodo gennaio-settembre dello scorso anno.

Dall’analisi dei risultati del mese per paese, si nota un generalizzato aumento delle vendite con 28 dei 30 paesi analizzati in crescita (con l’eccezione di Bulgaria e Islanda, due mercati marginali).

Analizzando i 5 Major Markets si evincono per il mese di settembre le rilevanti performance, in doppia cifra, di Germania, Francia, Spagna e Italia e il più contenuto incremento del Regno Unito (+1,3%). L’Italia guadagna il 13,4% delle vendite rispetto a settembre 2018, con un calo nei 9 mesi in linea con la depressa tendenza del mercato complessivo (-1,6%).

“Sull’industria automotive globale, paventa una nota società di consulenza, rischia di abbattersi una “tempesta perfetta” – commenta Andrea Cardinali, Direttore Generale dell’UNRAE, l’Associazione delle Case automobilistiche estere – innescata da importanti cambiamenti normativi, tecnologici, economici, geopolitici e sociali in un contesto di declino strutturale della domanda Europea di autovetture”.

“Appare sempre più evidente e pressante, quindi, la necessità di mettere in campo politiche a supporto di un settore che ha enorme valenza sociale, economica e tecnologica anche in Italia. L’auspicio – conclude Cardinali – è che con il tavolo automotive convocato per il 18 ottobre dal Ministro Patuanelli si inizi finalmente ad affrontare in modo serio il problema, e che presto vedano la luce misure sostanziali e strutturali tese efficacemente al rinnovo di un parco tra i più vecchi in Europa”.

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