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Gino Bruni

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Mercato Auto

Osservatorio di Autoscout24 sul mercato delle auto usate 2022 e previsioni usato 2023.

Nonostante nel 2022 siano aumentati sensibilmente i prezzi delle  auto usate in vendita (+20%). 

L auto usata si conferma la scelta preferita dagli italiani per l’acquisto di un’auto. 

Previsioni 2023:

il Caro carburanti non influisce nella scelta dell’alimentazione, con il diesel che si conferma come prima scelta per l’usato. 

Rinnovo parco circolante: tanti pronti a sostituire vetture che hanno in media 12 anni con una usata più “giovane” di 6.

Cosa cercano gli italiani?

L’auto usata più cercata nei prossimi mesi è un SUV diesel o benzina, ha un costo medio di €19.000, deve aver percorso in media 80mila km (per tre su dieci meno di 50mila) e avere un alto livello di comfort e di protezione. 

Nel 2022 la Golf è il modello più richiesto in assoluto, mentre tra le ibride spicca la Toyota Yaris e tra le elettriche la Tesla Model 3.

Pur confermandosi come canale preferito dagli italiani, il mercato delle auto usate nel 2022 segna un’inversione di tendenza, registrando un calo del -10,2% dei passaggi di proprietà netti (2.725.019) rispetto al 2021 (Fonte ACI).

Nell’usato il diesel continua a mantenere il primato tra le alimentazioni, mentre le ibride ed elettriche, seppur lentamente, iniziano a dare i primi segnali positivi anche nel segmento delle vetture di seconda mano. Crescono sensibilmente i prezzi delle  auto usate in vendita, con un aumento, a fine 2022, del +20% rispetto a un anno fa e del +51% al 2019.

Ma che cosa accadrà nel 2023 nel mercato delle auto usate? 

Il caro carburanti, le limitazioni alle auto “tradizionali” in alcune aree del Paese, l’aumento dei costi delle auto usate, che impatto avranno sul settore e sulle scelte degli italiani?

Una risposta arriva dall’analisi di AutoScout24, il più grande marketplace  automotive online pan-europeo, che ha coinvolto la propria community per delineare i principali trend del mercato dell’usato per i prossimi mesi.

Partiamo dall’aumento del costo dei carburanti, tema di stretta attualità. Se da un lato inizia ad avere un impatto sulle abitudini di utilizzo dell’auto (per il 42% del campione), soprattutto in ottica di risparmio, nell’usato per quasi tre quarti degli italiani non sembra influire nella scelta dell’alimentazione, confermando l’interesse verso i modelli termici.

Tra chi ha intenzione di acquistare un’auto nei prossimi mesi, infatti, il diesel continua a mantenere la quota principale (45%), seguita dalle vetture a benzina (36%). Allo stesso tempo cresce l’interesse sia per le auto GPL / Metano (9%) sia per le ibride e le elettriche (10%), che iniziano così a ritagliarsi uno spazio anche nell’usato. Un dato confermato anche dai dati interni di AutoScout24, che vede nel 2022 l’incremento del +53% di vetture ibride ed elettriche disponibili sulla piattaforma rispetto all’anno precedente.

Se si considera solo l’elettrico “puro”, che rappresenta una quota ancora minoritaria, a frenare la sua ascesa anche nell’usato gli utenti segnalano principalmente il costo elevato (per il 47% del campione) e la scarsa autonomia delle batterie (23%).

L’usato per spingere il rinnovo del parco circolante.

Dalla ricerca di AutoScout24 è emersa anche l’importanza del mercato dell’usato per promuovere il rinnovo del parco circolante ora datato: chi è alla  ricerca di un’auto di seconda mano, infatti, sostituirebbe l’attuale vettura, che ha in media circa dodici anni (il 37% ha quindici anni o più), con una di sei anni. E su questo il mercato digitale può aiutare grazie alla vasta offerta di vetture di nuova generazione. Su AutoScout24, infatti, ben il 54% delle vetture usate presenti è Euro 6, la metà ha 5 anni o meno.

Quanti chilometri deve aver percorso la vettura ideale? In media 80mila chilometri. Entrando nello specifico, per oltre otto intervistati su dieci, deve avere meno di 100mila chilometri, per tre su dieci, invece, non deve superare i 50mila e solo per il 10% può superare i 150mila.

Qual è il modello preferito? I SUV, crossover e fuoristrada restano le carrozzerie più ambite, indicate dal 46% del campione, ma rispetto allo scorso anno sembra che stia crescendo l’interesse per le berline (23%). Il 10% ha invece indicato le station wagon, il 7% le monovolume e il 6% le city car.

Qual è il budget di spesa? Chi acquisterà un’auto usata nel 2022 prevede di spendere in media €19.000, ma con differenze a livello generazionale: i neopatentati (18-21 anni), a cui spesso contribuiscono i genitori, hanno un budget di €13.670, mentre i 35-44enni di oltre €21.000.

Cosa non può mancare nell’auto cercata? Su questi gli utenti non hanno dubbi e mettono al primo posto tra le funzionalità o gli accessori considerati fondamentali i dispositivi di sicurezza attiva, indicati da ben il 76% del campione (lo scorso anno era del 70%). Seguono il sistema di infotainment (navigatore, sistema audio, ecc.) segnalato dal 48% del campione e il cambio automatico dal 42%.

“La possibilità di fruire rapidamente di un veicolo, a fronte della carenza di risorse per il nuovo, nel 2022 ha portato le  auto usate a risultare più del doppio rispetto a quelle nuove acquistate. Secondo gli ultimi dati di  AutoScout24 il 2023 è iniziato con fiducia: i prezzi sono stabili, la domanda è robusta e le evidenze emerse dal sondaggio supportano un atteggiamento di fiducia per il mercato delle  auto usate di quest’anno. I motori diesel e benzina continueranno a costituire la tipologia di alimentazione prevalente, alla quale si affiancherà una quota sempre maggiore di vetture ibride, soprattutto nella declinazione mild hybrid. Si conferma l’interesse per l’usato elettrico, un modo ideale per familiarizzare con i veicoli a batteria” – dichiara Sergio Lanfranchi del Centro Studi di AutoScout24.

Secondo l’elaborazione del Centro Studi di AutoScout24 su base dati ACI, nel 2022 rispetto al 2021, i passaggi di proprietà di  auto usate sono calati del -10,2%, pari a 2.725.019 atti, con la Campania (-13,3%), la Basilicata (-12,9%) e la Puglia (-12,5%) tra le regioni cha hanno avuto il calo maggiore.

Tra le regioni si confermano ai primi posti per numerosità la Lombardia (419.135 passaggi), Lazio (282.955) e Campania (244.657).

Tra le alimentazioni più richieste, secondo i dati dell’ACI, quasi la metà dei passaggi di proprietà nel 2022 (47,3%) riguardano vetture diesel, in leggero calo rispetto alla media del 2021 (49,4%). Seguono le  auto a benzina con il 37,8%, mentre le  auto ibride rappresentano solo il 4% delle richieste totali e l’elettrico “puro” lo 0,5%.

Tra i modelli più richiesti su Autoscout24 vince in assoluto la Volkswagen Golf, al secondo posto troviamo l’Audi A3 e al terzo la Fiat Panda, ma se si prendono in considerazione solo le vetture ibride ed elettriche troviamo tra le ibride la Toyota Yaris e tra le elettriche la Tesla Model 3.

Qual è l’età media delle vetture proposte? Sull’età media, rispetto allo scorso anno la situazione è rimasta sostanzialmente invariata (7,9 anni), ma con valori che variano dai 6,9 anni del Veneto e della Campania ai 10,2 anni della Valle d’Aosta.

Mercato Auto 2022

USATO IN CALO:

AUTO -10,2%, MOTO -4,9%, VEICOLI -8,3%

NUOVO IN CRISI:

DIESEL -24%, BENZINA -21,8%, ELETTRICO –29,2%

USATO

DICEMBRE 2022:

AUTO -4,1%, MOTO +0,8%, VEICOLI -3,2%

PRIME ISCRIZIONI AUTO ELETTRICHE -29,2

Tutt’altro che rassicurante lo stato di salute del mercato auto italiano 2022.

Secondo l’ultimo bollettino mensile “Auto-Trend” – l’analisi statistica realizzata dall’Automobile Club d’Italia sui dati del PRA – l’usato risulta in calo (auto -10,2%, moto -4,9%, veicoli -8,3%) e il nuovo in seria crisi (elettrico –29,2%, diesel -24%, benzina -21,8%). Unico segmento in controtendenza quello delle ibride a benzina, che fa segnare un confortante +7,6%.
Di seguito alcune tra le evidenze più significative dello studio ACI, consultabile su www.aci.it.

TRASFERIMENTI DI PROPRIETA’


Fine anno ancora sotto il segno meno per i passaggi di proprietà di autovetture, depurati dalle minivolture (i trasferimenti temporanei a nome del concessionario in attesa della rivendita al cliente finale). A dicembre 2022 – rispetto allo stesso mese dell’anno precedente – la variazione negativa è stata del 4,1%. In numeri assoluti: 228.281 passaggi di proprietà, contro i 238.062 del dicembre 2021. A parità di giornate lavorative, però, la media giornaliera del dicembre 2022 risulta superiore del 5,5% a quella dello stesso mese dell’anno precedente, che aveva goduto di due giornate lavorative in più.

Più lieve (-1,1%) la contrazione dei trasferimenti di autovetture al lordo delle minivolture (variazione giornaliera: +8,8%), con 403.986 formalità contro le 408.415 di dicembre 2021, grazie all’incremento delle minivolture, che hanno riportato un aumento del 3,1% e 175.705 mini-passaggi in confronto ai 170.353 di dicembre 2021 (variazione giornaliera: +13,5%).

Nel mese di dicembre, per ogni 100 autovetture nuove ne sono state vendute 198 usate; 204 nel totale annuo. Nel 2022, le auto usate sono risultate più del doppio rispetto a quelle nuove.

Modesta la crescita mensile dei trasferimenti delle moto al netto delle minivolture, con una variazione positiva dello 0,8% (media giornaliera: +10,9%), essendo state presentate 31.089 pratiche contro le 30.834 di dicembre 2021.

Al netto delle minivolture, nel mese di dicembre 2022, l’insieme dei veicoli ha fatto registrare una flessione del 3,2% rispetto a dicembre 2021 (298.101 veicoli contro i 308.026 del 2021), percentuale che diventa di segno positivo (+6,5%) a parità di giornate lavorative.

Nell’intero 2022, però, si sono registrati decrementi per tutti i tipi di veicoli: -10,2% per le autovetture (con 2.725.019 passaggi netti rispetto ai 3.033.816 dell’anno precedente), -4,9% per i motocicli (616.694 trasferimenti netti contro i 648.402 del 2021), -8,3% per tutti i veicoli (3.799.057 veicoli usati in confronto ai 4.141.454 dell’anno precedente).

PRIME ISCRIZIONI  (-3,6 in Liguria – 10,3 solo a Genova) ALIMENTAZIONI


Riguardo alle alimentazioni, le autovetture nuove ibride a benzina, con una quota pari al 35,2% del mercato delle prime iscrizioni nel mese di dicembre, si posizionano ancora al primo posto, riportando altresì una crescita del 38,9% (+7,6% nel totale annuo con una quota 2022 pari al 34,2%), e superando, come ormai accade da mesi, le vendite di auto a benzina oltre che diesel, la cui quota-mercato nel 2022 si è fissata, rispettivamente, al 28,2% e 19,6%.

Sebbene a dicembre 2022, rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, le prime iscrizioni sia di auto diesel che benzina abbiano fatto registrare una crescita significativa (rispettivamente +32,2% e +18,7%), su base annua entrambi i mercati presentano un preoccupante segno meno: – 24% per le auto diesel, – 21,8% per quelle a benzina.

Le prime iscrizioni di vetture elettriche hanno perso sia in quota, 4% a dicembre 2022 contro il 6,8% a dicembre 2021, sia nel raffronto, -24,3% la variazione tra i due mesi corrispondenti; nel complesso del 2022 l’incidenza è stata pari al 3,7% con una contrazione del 29,2%.

Forte aumento a dicembre per le iscrizioni di auto ibride elettriche a gasolio, +56,3%, ancora al 4,6% di incidenza sul totale (4,7% la quota nell’anno con una variazione positiva del 5,1%).

Nel mercato dell’usato prevalgono ancora le alimentazioni tradizionali (diesel e benzina); la quota dell’ibrido a benzina si pone al 5% a dicembre ed al 3,5% nel totale annuo.

Nei mini-passaggi primeggiano tuttora le auto diesel (52% di quota a dicembre 2022 e 52,8% nel 2022, comunque in calo in confronto a dicembre 2021, quando era il 54,5% ed al 2021, 56,3%). L’incidenza delle auto ibride a benzina per le minivolture si colloca al 5,5% a dicembre ed al 4,4% nell’anno, con un incremento complessivo del 68%.

RADIAZIONI ( -36,1 in Liguria – 38,1 solo a Genova)

Fortemente negativo, anche a dicembre, il dato relativo alle radiazioni di autovetture: si è registrato un decremento del 27,5% rispetto a dicembre dell’anno precedente, che si riduce a -20,3% a livello di variazione giornaliera, con 83.354 pratiche (numero più basso in assoluto per dicembre) contro le 115.003 di dicembre 2021.

Il tasso unitario di sostituzione è stato pari a 0,72 nel mese di dicembre (ogni 100 auto nuove ne sono state radiate 72) ed a 0,79 nell’intero 2022.

Contrazione mensile anche per le radiazioni dei motocicli, con una variazione negativa del 10,1% (media giornaliera: -1,1%) e 8.507 motocicli radiati contro i 9.466 di dicembre 2021.

Per tutti i veicoli è stato, infine, rilevato un calo del 25,5%, con 101.646 radiazioni rispetto alle 136.386 di dicembre dello scorso anno, che scende a -18% a parità di giornate lavorative.

Il 2022 ha così archiviato flessioni del 29,5% per le autovetture (1.051.994 radiazioni rispetto alle 1.491.281 del 2021), del 3,8% per i motocicli con (114.538 moto radiate contro le 119.040 dell’anno precedente) e -27% per tutti i veicoli (1.281.897 veicoli radiati in confronto ai 1.755.365 del 2021).

Lancia Ypsilon: 2022 anno record.

 “Il 2022 è stato ancora un anno da record per Lancia Ypsilon” dichiara Luca Napolitano, CEO del marchio Lancia. “Dopo quattro generazioni, più di tre milioni di unità vendute, 36 serie speciali, la fashion city car di casa Lancia si conferma leader del suo segmento in Italia, rimane la seconda vettura più venduta in assoluto del mercato e raggiunge la miglior quota di sempre. Decisamente una vettura dei record, con 38 anni di successi alle spalle e sul podio del segmento B per 11 anni consecutivi.”

Il successo di Lancia Ypsilon nel 2022

Con quasi 41 mila immatricolazioni (40.991), Lancia Ypsilon continua a dominare il segmento B, confermandosi, per il quarto anno consecutivo, la vettura più venduta della sua categoria, nonché la seconda vettura più venduta in assoluto nel mercato italiano con 15,3% di quota, la migliore di sempre e in crescita di +1,2 punti percentuali rispetto al 2021. 
Il marchio Lancia ha raggiunto una quota di mercato del 3,1%, in crescita di +0,1 punti percentuali rispetto al 2021.

La storia di Lancia Ypsilon

Lancia Ypsilon nasce infatti come l’auto di tutti i giorni, con quel tocco di italianità e di gusto per le cose belle e ben fatte, mescolato con un pizzico di artigianalità, tipico del nostro Bel Paese.
Auto da città, elegante e alla moda, Ypsilon fin da subito viene anche definita la piccola ammiraglia, grazie all’offerta di contenuti precedentemente riservati a vetture di classe superiore, specialmente all’interno. Fu infatti la prima utilitaria a portare stile ed eleganza nel segmento delle piccole cittadine, essendo concepita come la prima auto di design in questa categoria.
Del resto, Lancia Ypsilon vanta un posizionamento chiaro e distintivo: la moda è il suo ambiente naturale e lo stile è da sempre la prima ragione d’acquisto, ma soprattutto in tutti questi anni il modello ha saputo rimanere sempre attuale e rilevante, essendo capace di rispondere e anticipare le esigenze dei clienti. Ypsilon si è rinnovata di continuo senza mai perdere la propria identità, ma aggiungendo “sfumature di personalità” con le innumerevoli serie speciali e con le continue innovazioni di prodotto.
E con il nuovo MY 2023 appena lanciato, Lancia Ypsilon diventa ora ancora più efficiente, più connessa e con sempre più stile.

“Sono molto soddisfatto dei risultati commerciali ottenuti dal marchio Lancia e del lavoro svolto da tutto il team italiano sotto la guida di Raffaele Russo” ha aggiunto Luca Napolitano, CEO del brand Lancia. “I risultati ottenuti ci spingono a fare sempre meglio. Il nostro Rinascimento è cominciato e stiamo lavorando perché Lancia torni ad essere un marchio desiderabile, rispettato e credibile nel mercato premium europeo.”

Auto: Stellantis è leader in Italia nei veicoli a basse emissioni

Il 2022 incorona Stellantis come leader in Italia nel mercato dei veicoli LEV, quelli a basse emissioni con la spina. In uno scenario di mercato particolarmente complesso per molteplici fattori, il Gruppo rafforza la sua supremazia in tutti i più rilevanti segmenti di mercato consolidando il suo ruolo di leader della transizione ecologica nell’automotive.

Secondo i dati forniti da Dataforce, Stellantis ottiene nel mercato delle vetture e veicoli commerciali leggeri LEV una quota del 32,4%, in crescita di 1,6 punti percentuali rispetto al 2021, nell’ambito di un mercato italiano che sul fronte dei LEV pesa l’8,2%. Nel mercato autovetture, i SUV Jeep® Made in Italy Renegade e Compass 4xe Plug-In Hybrid e la Fiat Nuova 500 elettrica sono i tre modelli più venduti nel mercato LEV. Ancora più rilevante la leadership LEV di Stellantis nel settore dei veicoli commerciali, dove il Gruppo cresce di 21 punti percentuali rispetto al 2021 raggiungendo il 48,2%: in sintesi, un veicolo su due è del Gruppo Stellantis. In particolare, secondo i dati Dataforce, in prima e seconda posizione ci sono FIAT Professional (16,4%) e Opel (16,2%).

FIAT: Nuova 500 è leader tra le vetture BEV (Battery Electric Vehicles)

Tra le vetture full electric BEV, la stella assoluta è la Fiat Nuova 500, prodotta a Mirafiori. Il 2022 ha confermato la leadership dell’icona del brand FIAT, saldamente al primo posto del podio in Italia con circa 6.300 immatricolazioni. Dall’esordio, in soli due anni, la Nuova 500 è stata scelta da oltre 100.000 clienti in Europa. Anche Abarth ha recentemente inaugurato una nuova era con il debutto della Nuova Abarth 500e, completamente elettrica.

Jeep® si conferma al TOP nel mercato LEV (puramente elettrico) grazie alla tecnologia 4xe

L’anno appena terminato ha ribadito inoltre il successo di Jeep® e, nello specifico, della sua tecnologia 4xe Plug-In Hybrid: il brand ha infatti nuovamente conquistato, come già nel 2021, la leadership del mercato autovetture LEV, con una quota del 16,3%. Il successo porta la firma dei SUV Made in Italy Compass 4xe e Renegade 4xe, le vetture ricaricabili più vendute nei rispettivi segmenti, e dell’icona Wrangler 4xe. Compass, in particolar modo, è la numero uno del mercato e nel segmento C-SUV primeggia con una quota del 23%. Renegade seconda nel mercato autovettture LEV, domina nel segmento B-SUV, con una quota del 52%.

Due primati per PEUGEOT nel puro elettrico in vista di un 2023 100% elettrificato

Il 2023 sarà un anno molto importante per il processo di elettrificazione di PEUGEOT, perché il 100% dei modelli sarà elettrificato, e il brand ci arriva forte di due primati. Nel mercato dell’elettrico puro, nel segmento B-Sedan PEUGEOT ha conquistato il primato con la e-208, 100% elettrica. Anche il SUV compatto PEUGEOT e-2008, 100% elettrico, ha raggiunto la prima posizione del suo segmento. Per quanto riguarda le alternative del mondo plug-in HYBRID del Leone, Nuova 308 ha raggiunto la prima posizione tra le station wagon del segmento C. Con il 2023 PEUGEOT arriverà a offrire sul mercato il 100% della sua gamma anche in versione elettrificata, grazie all’arrivo di nuove motorizzazioni ibride che debutteranno sui SUV 3008 e 5008, e da qualche settimana è ordinabile anche la novità di questi ultimi mesi, Nuova 408. Disponibile in due versioni plug-in HYBRID, Nuova 408 arriverà nel nostro Paese a febbraio e nei mesi seguenti vedrà anche il debutto della versione 100% elettrica.

DS4 da podio tra le berline ibride

Sul fronte DS Automobiles, la nuova DS4, in poco più di un anno di vita, è già sul podio tra le berline ibride “con la spina” del segmento C con una quota superiore al 12%. Dal 2019, il Brand del lusso francese ha presentato una gamma 100% elettrica diventando nel 2020 il marchio multi-energia con le emissioni di CO2 più basse in Europa. Per DS, che punta all’elettrificazione totale già nel 2024, nel mercato italiano delle “passenger cars” il mix LEV è 3 volte superiore il mix del mercato (27% vs 9%).

Esordi convincenti per Citroën con l’ammiraglia C5 X Hybrid Plug-In e con il SUV C5 Aircross Hybrid Plug-In

Anche la gamma LEV Citroën cresce nell’apprezzamento del mercato italiano grazie ai recenti lanci dell’ammiraglia del Brand, la Nuova C5 X Hybrid Plug-In, e del SUV familiare Nuovo SUV C5 Aircross Hybrid Plug-In. In particolare, la Nuova C5 X Hybrid Plug-In si posiziona già, dopo pochi mesi, al secondo posto del ranking del segmento D berlina PHEV. Prosegue, inoltre, il successo di Citroën Ami -100% ëlectric, che da inizio anno si conferma al primo posto nel segmento dei quadricicli leggeri elettrici con una quota di oltre il 55%.

Successi anche per Opel nel mercato autovetture e veicoli commerciali

Analoghi successi di vendite per Opel. Corsa è seconda nel segmento B-Sedan nel complessivo vetture e veicoli commerciali, mentre Opel Mokka-e tra le prime tre nel segmento B-SUV. Nel 2023 l’offerta elettrificata del marchio, già ampia oggi con 12 modelli, si arricchirà ulteriormente con l’arrivo di Nuova Opel Astra Electric. In tal modo Opel procede spedita per rispettare la promessa di diventare un marchio totalmente elettrico in Europa entro il 2028.

Il pubblico premia la metamorfosi di Alfa Romeo

Alfa Romeo registra un 2022 straordinario.  Con dicembre si chiude un anno in costante crescita con l’ultimo trimestre all’1,4% di quota di mercato, la migliore degli ultimi 3 anni.

Stelvio e Giulia continuano a riscuotere grande apprezzamento sia della clientela privata che di quella Business. In particolare, Stelvio si conferma per il quarto anno consecutivo leader del segmento D-SUV, con una quota di mercato del 16,2%, in ulteriore crescita rispetto al 2021, mentre Giulia si conferma leader tra le berline non ibride del segmento D. E nelle prossime settimane sarà possibile ammirare le Nuove Giulia e Stelvio, ancora più seducenti e tecnologiche, presso tutte le concessionarie italiane.

Protagonista assoluta dell’anno è stata indubbiamente Alfa Romeo Tonale, il primo SUV compatto elettrificato della storia del marchio. Tonale chiude un 2022 con un portafoglio ordini record che consente al brand di proiettare un 2023 con ambizioni di vertice nel segmento, grazie anche ad una gamma ora al completo con l’introduzione delle versioni Plug-In Hybrid Q4 da 280 CV.

Una vera e propria “metamorfosi” del brand, in cui Tonale sta giocando un ruolo fondamentale, ed in cui qualità e profittabilità stanno conducendo il marchio ai vertici del segmento premium.

Nuovi record per Lancia Ypsilon nel 2022

Con quasi 41 mila immatricolazioni (40.991), Lancia Ypsilon continua a dominare il segmento B, confermandosi, per il quarto anno consecutivo, la vettura più venduta della sua categoria nonché la seconda vettura più venduta in assoluto nel mercato italiano con 15,3% di quota, la migliore di sempre e in crescita di +1,2 punti percentuali rispetto al 2021. Il marchio Lancia ha raggiunto una quota di mercato del 3,1%, in crescita di +0,1 punti percentuali rispetto al 2021. Dopo quattro generazioni e oltre tre milioni di unità vendute, Lancia Ypsilon continua ad affascinare la clientela italiana, confermandosi autentica icona di stile.

“Si è chiuso un 2022 davvero impegnativo e importante, in cui Stellantis ha consolidato in Italia la propria leadership assoluta nelle vendite dei veicoli a basse emissioni”, afferma Santo Ficili, Country Manager di Stellantis in Italia. “È un risultato – aggiunge – che abbiamo raggiunto grazie al nostro impegno strategico per l’elettrificazione che si basa su un investimento di oltre 30 miliardi di euro a livello globale che sarà completato entro il 2025. Abbiamo la responsabilità, come leader di mercato, di accompagnare gli Italiani nella transizione verso la mobilità elettrificata. Sappiamo come farlo: nel 2023 continuerà la strategia di elettrificazione del Gruppo che prevede per ogni nuovo modello il lancio di motorizzazioni alternative, sia 100% elettriche sia Plug-In Hybrid, e che rappresenta un percorso di crescita verso la completa elettrificazione e rivoluzione energetica, e insieme ai prodotti sta evolvendo anche la nostra rete di dealer, sempre più professionale e sempre più capace di anticipare ogni esigenza dei consumatori”.

UNRAE: in 3 anni persi oltre 1,6 milioni di veicoli e € 7,85 mld di Iva, Italia ultima nell’elettrico

Nel 2023 previsti 1,4 mln di auto

Se nel 2022 il mercato dell’auto con 1,3 milioni di vetture segna il minimo storico degli ultimi quarantaquattro anni, il 2023 con un rialzo delle vendite previsto a 1,4 milioni sarà ancora vicino al minimo. I dati consuntivi e previsionali dell’automotive in Italia, illustrati in una Conferenza Stampa dall’UNRAE, mostrano la crisi di un settore che per decenni è stato trainante per l’industria nazionale ma che ora mostra la corda. Tanto che il Presidente dell’UNRAE Michele Crisci ha indirizzato all’On. Giorgia Meloni, Presidente del Consiglio, una lettera aperta con le proposte per velocizzare la riconversione industriale del settore ed evitare il declino e la perdita di migliaia di posti di lavoro.

Partendo dai dati, illustrati dal Direttore Generale di UNRAE Andrea Cardinali, negli ultimi tre anni il mercato ha perso 1.612.000 auto rispetto al 2019, anno pre-pandemia, e in parallelo le casse dello Stato hanno perso 7,85 mld di euro solo di gettito Iva.

Intanto la transizione energetica è partita ma si è già arenata: negli 11 mesi 2022 l’Italia, fra i cinque maggiori mercati europei, è all’ultimo posto nella diffusione di auto elettriche e ibride plug-in con una quota dell’8,8%, lontanissima dalla Germania (38,2%), dal Regno Unito (21,4%) e dalla Francia (21,2%) e superata dalla Spagna (9,5%). In compenso è al primo posto per le ibride HEV con una quota del 34%.

Per giunta, notoriamente, in Italia il parco circolante ha un’età media di 12,2 anni, contro 8,7 anni in UK, 10,1 anni in Germania e undici anni in Francia e per il 25,4% del totale è ancora composto da vetture ante Euro 4 (ben 9.916.000): “Con un mercato a livelli così depressi – commenta Andrea Cardinali – per sostituire tutto il parco nazionale ci vorrebbero trenta anni”. Un parco vetusto, insicuro e inquinante anche per i veicoli industriali (età media 14,5 anni), veicoli commerciali (14 anni), autobus (12,5 anni), rimorchi e semirimorchi (17 anni).

Le previsioni dell’UNRAE per il 2023 indicano un rialzo di sole 100 mila unità a 1,4 milioni di vetture (+7,7%) sul 2022. Il prossimo anno un’auto su otto dovrebbe essere a trazione elettrica con una quota del 12,8% divisa tra elettriche pure BEV (6%) e ibride plug-in PHEV (6,8%). Ma la quota maggiore sarà delle ibride HEV (in salita dal 34% al 36,6%), seguite dal motore a benzina (in calo dal 27,5% al 25,4%) e dal diesel (giù dal 19,5% al 16,7%).

“Il mercato dell’automotive in Italia è in grave sofferenza a causa delle congiutura mondiale ed europea, ma anche di una non chiara e non coordinata strategia verso la transizione sostenibile da parte delle istituzioni italiane centrali e locali”, afferma il Direttore Generale dell’UNRAE Andrea Cardinali. Il quale ribadisce le proposte dell’Associazione: “mantenere e potenziare gli incentivi all’acquisto di autovetture per il rinnovo del parco circolante almeno fino al 2026 per privati e aziende; elaborare una politica infrastrutturale per la ricarica elettrica e il rifornimento a idrogeno; rivedere l’impianto fiscale del settore modulando detraibilità Iva e deducibilità dei costi in base alle emissioni di CO2 per le auto aziendali; pianificare rapidamente una riconversione industriale della filiera automotive e della componentistica per riportare il nostro paese a essere un riferimento a livello europeo; prevedere ulteriori interventi a sostegno del trasporto merci e trasporto collettivo di persone”. Proposte che il Presidente Michele Crisci evidenzia nella lettera aperta al Presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Nella quale ricorda che in oltre settanta anni di storia le aziende dell’UNRAE “hanno contribuito allo sviluppo del nostro Paese, in particolare della nostra industria, anche e soprattutto nell’area della componentistica la cui qualità è nota in tutto il mondo”. Ma ora “i sacrosanti target ambientali indicati dalla UE, impongono una riconversione industriale rapida ed efficiente”, che richiede capacità di innovazione. “Non possiamo difenderci arroccandoci su posizioni e tecnologie passate”, perché “difendere il passato non significa proteggere l’Italia, piuttosto significa consegnare le nostre aziende a un futuro… senza futuro”. Crisci chiede di fornire “direzioni chiare al mercato sull’accoglimento delle nuove tecnologie”, perché la conseguenza “sono i dati che mostrano l’Italia unico paese europeo che retrocede nelle vendite di auto con la spina e che resta fanalino di coda dei cinque major markets europei, e anche di mercati secondari. Così – afferma Crisci – non si attraggono investimenti dall’estero, al contrario si rallenta la transizione”. “Abbracciare le nuove tecnologie velocizzandone l’adozione a partire dai soggetti che hanno la disponibilità per farlo, velocizzandone al contempo l’abbattimenti dei costi di produzione e dei prezzi di vendita, questo è l’unico modo per aumentarne la diffusione per tutti. Solo le nuove tecnologie e il loro accoglimento – conclude Crisci – possono difendere il tessuto economico di questo meraviglioso Paese, accrescendone il Pil per il benessere di tutti”.

ACI: a novembre ancora in crescita il parco circolante prosegue il calo del mercato dell’usato 

Ancora in sofferenza il mercato delle autovetture di secondo mano, che a novembre ha messo a bilancio l’ennesimo risultato negativo, con un calo dell’8,3% dei  passaggi di proprietà al netto delle minivolture (trasferimenti temporanei a nome del concessionario in attesa della rivendita al cliente finale) rispetto allo stesso mese del 2021. Per ogni 100 autovetture nuove ne sono state vendute 198 usate nel mese di novembre e 205 nei primi undici mesi dell’anno. Da segnalare tuttavia l’aumento delle minivolture, che hanno chiuso il bilancio di novembre evidenziando una variazione mensile positiva del 6,3%.

Nulla di nuovo sul mercato dell’usato per quanto riguarda le alimentazioni. Ai primi posti si confermano sempre i tradizionali motori a gasolio e a benzina (seppure con tre punti percentuali in meno a novembre per i diesel e un lieve incremento di due punti percentuali per le auto a benzina). La quota delle ibride a benzina si attesta invece al 3,7%, mentre stenta ancora a decollare un mercato delle elettriche di seconda mano. Nei minipassaggi, infine, primeggiano in cima alla classifica le autovetture diesel (seppure in calo dal 54,8% di quota di novembre 2021 all’attuale  51,4% di novembre 2022), mentre l’incidenza delle ibride a benzina raggiunge il 6,3%.

Bilancio positivo, al contrario, per i passaggi di proprietà dei motocicli che, al netto delle minivolture, nel mese di novembre hanno messo a segno un incremento del 4,2% rispetto allo stesso mese del 2021.

In totale nei primi undici mesi del 2022 rispetto allo stesso periodo del 2021 i trasferimenti netti di proprietà hanno archiviato flessioni del 10,7% per le autovetture, del 5,2% per i motocicli e dell’8,7% per tutti i veicoli.

I dati sono riportati nell’ultimo bollettino mensile “Auto-Trend”, l’analisi statistica realizzata dall’Automobile Club d’Italia sui dati del PRA, consultabile sul sito http://www.aci.it .

In terreno ampiamente negativo a novembre le radiazioni di autovetture, che hanno archiviato un calo del 29,1% rispetto al mese di novembre 2021, con solo 79.983 pratiche (numero più basso in assoluto per novembre) rispetto alle 112.738 dello stesso mese del 2021 . Il tasso unitario di sostituzione mensile si attesta pertanto a 0,68 (ogni 100 auto nuove ne sono state radiate 86), salendo complessivamente a 0,79 nei primi undici mesi dell’anno. In contrazione a novembre anche le radiazioni di motocicli, che hanno registrato una variazione mensile negativa del 4,9% .

Da gennaio a novembre 2022 rispetto allo stesso periodo del 2021 le radiazioni hanno archiviato decrementi del 29,6% per le autovetture, del 3,2% per i motocicli e del 27,1% per tutti i veicoli.

UNRAE: Ottobre una nuova crescita del mercato auto

Il mercato dell’auto in Italia registra a ottobre una nuova crescita dopo quella di agosto e settembre, e con 115.827 immatricolazioni segna un incremento del 14,6% rispetto a ottobre 2021 che con 101.103 unità aveva archiviato un calo del 36%. Con il dato di ottobre, nei primi 10 mesi si arriva a 1.091.894 immatricolazioni, pari a 175.000 auto in meno dello stesso periodo 2021 e una caduta del -13,8%.

“La fragilità dello scenario globale e il rischio di recessione tecnica nell’ultima parte dell’anno – prevede Michele Crisci, Presidente dell’UNRAE – dovrebbero impattare anche sul settore automobilistico, portandolo a chiudere il 2022 a circa 1.300.000 immatricolazioni, -10,8% sul 2021 e 158.000 unità in meno, un volume pari a quello di minimo storico che si registrò nel 2013 con 1.304.000 autovetture”.

Il Presidente propone una collaborazione con il nuovo governo per affrontare il delicato processo di transizione per la riconversione industriale al fine di essere pronti nel 2035 allo stop dei motori termici imposto dall’UE lo scorso giugno. Questa transizione si dovrebbe basare su tre punti cardini:

– Un robusto stimolo al rinnovo di un parco circolante molto anziano e alla diffusione della mobilità a zero e bassissime emissioni”.

– Accelerata in tutto il territorio nazionale di punti di ricarica pubblici e privati, con indicazione chiara di tempi, luoghi, tipologie di colonnine da installare e soggetti incaricati agli investimenti: su questo punto – sottolinea Michele Crisci – “Siamo ancora in attesa del provvedimento attuativo del DPCM 4 agosto 2022 sulla incentivazione delle infrastrutture di ricarica private, che inspiegabilmente non è stato ancora emanato e che, visti i tempi, non può più attendere, oltre a necessitare un robusto rifinanziamento per gli anni a venire. E’ altrettanto urgente pianificare e accelerare la diffusione di impianti per la distribuzione di idrogeno verde per i veicoli destinati al trasporto merci e persone”

– Revisione strutturale della fiscalità privata e aziendale. Il tutto con un chiaro orizzonte al 2026 e senza dimenticare le esigenze di equità sociale e coesione territoriale”.

Rispetto agli altri grandi paesi europei gli italiani – e le loro vetture – fanno meno km.

È ben noto che l’Italia, tra i cinque Major Markets europei, gode di due primati poco invidiabili: il tasso di motorizzazione più elevato, con 642 auto per 1.000 abitanti contro una media di 553 degli altri quattro Paesi, e il parco più vetusto a eccezione della Spagna, con un’età media di 12,2 anni. Gli italiani, con più di un’auto in famiglia, usano più vetture rispetto agli automobilisti dei maggiori paesi europei, tenendole per più tempo.

Meno noto è il fatto che gli italiani vantino una più bassa percorrenza media, sia per persona sia per vettura: 6.680 km l’anno pro-capite verso una media di 7.052 km per gli altri quattro Paesi, e 10.712 km l’anno per vettura contro 12.743 km di media fra gli altri quattro paesi. I tedeschi invece battono tutti, con 7.811 km l’anno pro capite e 13.602 per vettura.

Sono alcuni dei dati, anche inaspettati, contenuti nello studio UNRAE “L’automobile: italiani a confronto”, realizzato per Quattroruote e disponibile da oggi in forma sintetica sul numero di ottobre della rivista, e – in forma integrale – su Quattroruote.it e sul sito di UNRAE.

Spesso considerati “schiavi dell’auto” perché usano più auto degli altri, in realtà gli italiani “usano meno l’auto”, ossia percorrono meno chilometri con ciascuna auto, vuoi per minori necessità vuoi per risparmiare carburante: di conseguenza la tengono più a lungo, esponendola a un’obsolescenza tecnologica più pronunciata. Un uso meno efficiente sotto il profilo economico, data la maggiore incidenza dei costi fissi per km, con pesanti conseguenze ambientali e sociali dovute all’invecchiamento del parco. Secondo i dati UNRAE, al momento della rottamazione le autovetture in media raggiungono la veneranda età di diciotto anni.

Ma quanti italiani, grandi appassionati di motori, possiedono una patente di guida? Da noi è munito di patente il 72% degli adulti, un valore intermedio fra quelli – più bassi – di Germania (61%) e Spagna (65%) e quelli – più alti – di Regno Unito (82%) e Francia (90%). Considerando invece il numero di patenti per vettura, l’Italia con un indice di 0,95 – sempre dovuto all’elevato tasso di motorizzazione – si posiziona al di sotto di Regno Unito e Francia (1,20) e della Spagna (0,99), ma al di sopra della Germania (0,87).

È noto poi il divario con gli altri paesi in tema di auto con la spina: nel parco circolante l’Italia ha una quota di vetture elettriche (BEV) dello 0,3%, la più bassa insieme alla Spagna, lontana dall’1,4% di Germania e Francia e dall’1,1% del Regno Unito. Stessa quota dello 0,3% le ibride plug-in (PHEV), superata dagli altri quattro paesi con quote variabili dallo 0,4% della Spagna all’1,3% della Germania.

Le diverse intensità e modalità di utilizzo dell’auto, nel confronto con gli altri Paesi considerati, possono trovare le loro cause in molteplici e concomitanti fattori, della natura più varia: da quelli di natura socio-economica, in particolare reddituale, a quelli geomorfologici e urbanistici.  Al di là delle possibili spiegazioni, che richiederebbero un’analisi molto più approfondita, i dati dello studio UNRAE confermano ancora una volta la situazione emergenziale di un parco circolante vetusto, inquinante e insicuro. Una situazione peraltro in progressivo degrado, con l’età media delle auto italiane che nell’ultimo decennio è salita addirittura del 44%.

Commenta Gian Luca Pellegrini, direttore di Quattroruote: “Come purtroppo previsto, si va creando un fenomeno che potremmo chiamare di mobility divide: mentre l’industria investe nella direzione di una sofisticazione tecnologica sempre più marcata, un numero enorme di persone è spinta ai margini del mercato. Per questo, abbiamo voluto dedicare – nel fascicolo di Quattroruote in edicola – un ampio reportage su quanto sta accadendo a Milano, dove a moltissimi proprietari di auto relativamente anziane dal primo ottobre sarà impedito l’ingresso in città. Ferma restando la priorità da dare ai temi ambientali, negare il diritto alla mobilità privata a chi non ha i soldi per cambiare la macchina è profondamente iniquo”.

Un quadro ancor più drammatico in prospettiva, con un ciclo di sostituzione – a volumi di mercato attuali – di durata pari a 27 anni: quasi 5 in più della media degli altri quattro maggiori Paesi europei. Un periodo esageratamente lungo, data la velocità di trasformazione richiesta dalla decarbonizzazione dei trasporti: nel 2050, 15 anni dopo il previsto stop alla vendita di auto endotermiche, circolerebbero ancora vetture presenti già oggi sulle nostre strade.

In Italia, inoltre, si registrano fortissime disparità territoriali per tutti gli indicatori: rispetto al Trentino-Alto Adige – la regione più virtuosa (anche al netto del noleggio) – l’età media del parco risulta del 50% più alta in Campania, e la quota di vetture con oltre 15 anni di età risulta quasi doppia in Calabria. E sempre in Calabria, la quota di BEV è poco più di 1/10 di quella in Trentino-Alto Adige, mentre la quota di vetture ante Euro 4 è 2,3 volte più alta.

Tutto ciò – nota Andrea Cardinali, Direttore Generale dell’UNRAE – dimostra la necessità e l’urgenza di robuste politiche di sostegno a un cambiamento radicale del parco auto: dallo stimolo alla domanda di privati e aziende sino alla capillare infrastrutturazione per la ricarica elettrica, pubblica e privata, e per il rifornimento di idrogeno, passando per una revisione strutturale della fiscalità sia privata che aziendale, senza dimenticare le esigenze di equità sociale e coesione territoriale”.

ACI: ad agosto ancora segno meno per le auto di seconda mano. 

Ennesimo segno meno ad agosto per il mercato delle quattro ruote di seconda mano. I passaggi di proprietà delle autovetture al netto delle minivolture (trasferimenti temporanei a nome del concessionario in attesa della rivendita al cliente finale) hanno messo a bilancio una contrazione del 5,7% rispetto ad agosto 2021. Per ogni 100 autovetture nuove ne sono state vendute 240 usate nel mese di agosto e 203 nei primi otto mesi dell’anno. Le quattro ruote di seconda mano risultano dunque più del doppio di quelle acquistate sul mercato del nuovo.   

Per quanto riguarda le motorizzazioni, sul mercato dell’usato nel mese di agosto sono sempre le alimentazioni tradizionali (gasolio e benzina) a mantenere saldamente le prime posizioni, mentre la quota delle vetture ibride a benzina, che primeggiano sul mercato del nuovo con una quota mensile del 35,3%, per l’usato superano di poco il 3%. In  aumento dallo 0,2% di agosto 2021 allo 0,5% di agosto 2022 la quota delle elettriche di seconda mano. Nei minipassaggi, infine, si confermano in vetta alla classifica le autovetture diesel (53,6% di quota ad agosto 2022, in calo rispetto ad agosto 2021, quando era il 56,9%), mentre l’incidenza delle ibride a benzina raggiunge il 4,6%.

Bilancio positivo, al contrario, per i passaggi di proprietà dei motocicli che, al netto delle minivolture, ad agosto hanno messo a segno un incremento dell’1,4% rispetto allo stesso mese del 2021.

In totale nei primi otto mesi del 2022 rispetto allo stesso periodo del 2021 i trasferimenti netti di proprietà hanno archiviato flessioni dell’11,3% per le autovetture, del 6,2% per i motocicli e del 9,3% per tutti i veicoli.

I dati sono riportati nell’ultimo bollettino mensile “Auto-Trend”, l’analisi statistica realizzata dall’Automobile Club d’Italia sui dati del PRA, consultabile sul sito www.aci.it .

Prosegue ad agosto la crescita del parco circolante italiano, alimentata dai risultati fortemente negativi registrati sul fronte delle radiazioni. Le radiazioni di autovetture hanno evidenziato un calo del 25,3% rispetto ad agosto 2021, con appena 61.790 pratiche: numero in assoluto più basso per il mese di agosto. Il tasso unitario di sostituzione mensile si attesta pertanto a 0,86 (ogni 100 auto nuove ne sono state radiate 86), scendendo complessivamente a 0,81 nei primi otto mesi dell’anno. Contrazione mensile anche per le radiazioni di motocicli, con una variazione negativa del 7,4% nel mese di agosto rispetto all’analogo mese del 2021.

Da gennaio ad agosto 2022 rispetto allo stesso periodo del 2021 le radiazioni hanno archiviato decrementi del 30,3% per le autovetture, del 2,8% per i motocicli e del 27,8% per tutti i veicoli.

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