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Gino Bruni

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Mercato Auto

Liguria: automezzi pesanti in crescita.

Dal 2013 al 2017 in Liguria il parco circolante di motrici è cresciuto del 9,5%
Nello stesso periodo il parco circolante di rimorchi è aumentato del 4,3%

Il parco circolante di motrici in Liguria, secondo i dati più recenti disponibili, è composto da 2.959 unità ed è cresciuto, dal 2013 al 2017, del 9,5%. Sempre in Liguria il parco circolante di rimorchi è composto da 6.111 unità, ed è cresciuto del 4,3% dal 2013 al 2017.

 

Questi dati emergono da un’elaborazione del Centro Ricerche Continental Autocarro sulla base dei dati Istat.
Secondo l’elaborazione del Centro Ricerche Continental Autocarro le province liguri in cui il parco circolante di motrici è cresciuto di più dal 2013 al 2017 sono Genova (+12%) e La Spezia (+9,7%). Le province con la maggior crescita del parco circolante di rimorchi sono Genova (+5,8%) e Savona (+3,4%). In Italia, sempre secondo i dati più recenti disponibili, il parco circolante di motrici è composto da 172.921 unità ed è cresciuto del 15,7% rispetto al 2013, mentre il parco veicolare di rimorchi è composto da 379.126 unità ed è aumentato del 9,4% rispetto al 2013.
“La crescita del settore dei trasporti su strada – sottolinea Enrico Moncada, responsabile della Business Unit Truck Replacement di Continental Italia – passa anche dalla capacità di rispondere a molteplici sfide e dai miglioramenti conseguiti per ciò che riguarda l’efficienza e la compatibilità ambientale delle attività di trasporto. Per questo Continental fornisce una gamma completa di prodotti e servizi alle aziende che operano in questo settore, con l’obiettivo di affermarsi come un vero e proprio Solution Provider in grado di supportare le società di trasporto in ogni fase della loro attività, in Italia così come all’estero”.

 

Fonte Centro Ricerche Continental.

Motocicli in Liguria parco circolante in crescita

Nel 2017 in Liguria il parco circolante di motocicli ha raggiunto quota 383.673 unità, contro le 378.381 unità del 2016. Vi è dunque stato un aumento dell’1,4%.

È cresciuto sia il parco circolante di motocicli con fascia di cilindrata fino a 125 cc (+1,9%), sia quello di motocicli con fascia di cilindrata compresa tra 251 e 750 cc (+3,8%), ma soprattutto quello di motocicli con fascia di cilindrata oltre 750 cc (+4,3%).

In calo, invece, il parco circolante di motocicli con fascia di cilindrata compresa tra 126 e 250 cc (-1,5%).

La provincia ligure in cui vi è stata la maggior crescita del parco circolante di motocicli tra il 2016 e il 2017 è Imperia (+1,8%), seguita da Genova, La Spezia e Savona (tutte con il +1,3%).

Questi dati emergono da un’elaborazione di Federpneus (Associazione Nazionale Rivenditori Specialisti di Pneumatici) sulla base di dati Aci.

A livello nazionale nel 2017 il parco circolante di motocicli è cresciuto dell’1,3% rispetto al 2016, passando da 6.600.905 a 6.683.477 unità. Nel dettaglio, è cresciuto sia il parco circolante di motocicli con fascia di cilindrata fino a 125 cc (+1,2%), sia quello di motocicli con fascia di cilindrata compresa tra 251 e 750 cc (+2%), ma soprattutto quello di motocicli con fascia di cilindrata oltre 750 cc (+4,1%). In lieve flessione, invece, il parco circolante di motocicli con fascia di cilindrata compresa tra 126 e 250 cc (-0,8%).
L’elaborazione di Federpneus fornisce anche il prospetto dell’evoluzione del parco circolante di motocicli a livello regionale, dalla quale emerge che la regione che nel 2017 è riuscita ad incrementare di più il parco circolante rispetto al 2016 è il Trentino Alto Adige (+4,1%), seguita in questa speciale graduatoria da Campania (+2,3%), Molise (+2%), Veneto (+1,6%), Lombardia e Basilicata (a pari merito con il +1,5%). E poi ancora Piemonte e Liguria (ex aequo con il +1,4%), Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia e Sardegna (tutte con il +1,3%), Puglia (+1,2%), Sicilia (+1,1%), Toscana (+0,9%), Calabria e Marche (+0,8%). In fondo alla graduatoria vi sono Abruzzo e Umbria (ex aequo con il +0,7%) e Valle d’Aosta (+0,3%). L’unica regione in cui vi è stata una diminuzione, peraltro molto lieve, è il Lazio (-0,1%).

Fonte Federpneus

Auto Aci: incentivare il ricambio coniugando ambiente ed inclusione sociale

Con riferimento all’emendamento alla Legge Finanziaria cosiddetto “bonus-malus”, approvato in Commissione Bilancio della Camera dei Deputati e riguardante l’acquisto di nuove autovetture, ACI registra la rinnovata attenzione verso una mobilità sempre più sostenibile ma, al contempo, richiama al principio dell’inclusione di tutti nei processi di trasformazione e alla concretezza per un reale e rapido abbattimento dell’impatto da traffico.

Il giudizio di ACI, pertanto, è molto positivo per la parte “bonus” ossia per gli incentivi a chi è già nelle condizioni di poter ricorrere all’alimentazione elettrica, ma segnala quanto ancor più prioritaria sia la riduzione e lo svecchiamento del parco circolante italiano. I veicoli maggiormente inquinanti, ossia omologati Euro 0, 1, 2 e 3, rappresentano ben il 38% del totale (circa 15 milioni su 38,5), presumibilmente utilizzati nei brevi e medi percorsi metropolitani, con alta criticità sugli inquinanti come per la sicurezza stradale.

Bisogna evidenziare come il balzo positivo tecnologico sia avvenuto già a partire dagli Euro 4. Queste motorizzazioni infatti, emettono la metà degli inquinanti rispetto agli Euro 3, che -a loro volta- in confronto agli Euro 6, ne emettono addirittura il 130% in più. In termini di sicurezza poi, un veicolo Euro 3 (che ha dai 13 ai 18 anni di vita) aumenta di 5 volte il rischio di lesioni gravi o morte, in caso di incidente, rispetto alle ultime Euro 6.

La proposta di ACI, con l’obiettivo di contribuire a ridurre significativamente e in tempi brevi l’impatto inquinante della mobilità, è di introdurre incentivi per sostituire una vettura vecchia con un usato più recente (da Euro 4 in poi), più sicuro e meno inquinante, favorendo chi non si può permettere una nuova auto. L’incentivo usato su usato, anche tra privati, non solo ridurrebbe drasticamente gas serra e inquinanti, ma ridurrebbe anche il totale del troppo vasto parco auto italiano.

ACI esprime, invece, qualche perplessità sulla parte “malus” del provvedimento. In concreto, potrebbe rendere più difficile migliorare il parco automobilistico italiano, spingendo gli italiani a “tenersi” la vecchia auto, specie i meno abbienti, con un effetto reale che potrebbe addirittura essere contrario e opposto rispetto ai positivi e certamente condivisibili intendimenti della norma. In più, si aprirebbe una difficile fase per il mercato dell’auto, già in sofferenza specialmente per quanto concerne le motorizzazioni diesel, con pesanti conseguenze anche occupazionali. ACI, infine, ricorda che già oggi le auto con maggiori emissioni pagano una sovrattassa annuale, perché il bollo auto è commisurato in base alla potenza e in base alla omologazione ambientale (più alto per l’Euro 0 e via via a scalare più basso per gli Euro 6). Inoltre i veicoli più potenti, con oltre 250 CV anche se ibridi, attualmente sono gravati dal superbollo.

ACI si augura che da questo confronto possa nascere una visione complessiva e positiva verso i bisogni degli italiani, a partire dai meno agiati, come verso l’intero settore automotive (secondo in Europa per dimensione e addetti) dando la necessaria stabilità e progressività al mercato, perché queste necessarie ma impattanti trasformazioni richiedono certezze e pianificazione sul medio-lungo periodo

Tassa sulle auto, Codacons: pronti a ricorsi contro qualsiasi nuova tassa

Automobilisti categoria più tartassata, usati come bancomat da tutti i governi. Tassa incostituzionale e crea discriminazioni assurde se non accompagnata da misure sul trasporto pubblico

 Pronto alla guerra legale il Codacons contro qualsiasi nuova tassa sulle auto. Lo afferma l’associazione dei consumatori, annunciando battaglia contro l’emendamento che prevede una stangata nei confronti di chi acquista auto a benzina e diesel.

“Non è possibile colpire ancora una volta gli automobilisti, che rappresentano la categoria di utenti più tartassata d’Italia – afferma il presidente Carlo Rienzi – I governi che si sono succeduti negli ultimi anni hanno utilizzato gli automobilisti come “bancomat”, inserendo tasse a loro carico e aumentando le accise ogni volta che serviva reperire risorse economiche e trovare coperture finanziarie, e ancora una volta siamo in presenza di un emendamento teso a colpire unicamente tale categoria di cittadini”.

“In tal senso la tassa sulle auto sarebbe incostituzionale perché introdurrebbe discriminazioni a danno di una sola tipologia di contribuenti e rappresenterebbe esclusivamente un sistema per fare cassa – prosegue Rienzi – L’unica possibilità per il Governo per introdurre un balzello di tale tipo è quella di adottare un pacchetto completo di misure finalizzato a migliorare l’ambiente nelle città, limitare la circolazione delle auto private e potenziare il trasporto pubblico nelle aree a maggiore criticità come Roma, dove i mezzi pubblici sono al collasso. Solo dopo aver fatto questo, sarà possibile prevedere tassazioni sull’acquisto delle auto” – conclude Rienzi.

Tutti gli automobilisti che intendano protestare contro la nuova tassa sulle auto, possono inviare una mail all’indirizzo info@codacons.it e saranno informati circa le iniziative dell’associazione che ha già avviato una convenzione con l’Aci- Automobile Club d’Italia per offrire sempre più tutele alla categoria.

Crash-Test Euro Ncap: per Fiat Panda nessuna stella

Cinque stelle per Audi Q3, Bmw X5, Hyundai Santa Fe, Jaguar I Pace, Peugeot 508 e Volvo V60/S60; una per Jeep Wrangler e nessuna per Fiat Panda.

È il verdetto della quinta serie di test Euro NCAP 2018, il progetto internazionale di valutazione degli standard di sicurezza delle auto nuove, del quale è partner l’Automobile Club d’Italia (schede su www.euroncap.com).

Qualche ombra per i modelli non dotati di sistemi di assistenza alla guida, (gli ADAS), ma, soprattutto, per quelli progettati, ormai, alcuni anni fa.

L’Audi Q3 ottiene il massimo punteggio complessivo, con ottime prestazioni per i sistemi di assistenza alla guida.

La BMW X5 raggiunge il risultato migliore in tutte le prove, anche se subisce lievi penalizzazioni nella protezione del torace e dei femori del conducente, così come al bacino del pedone.

Il giudizio così severo per la Fiat Panda, (nessuna stella), scaturisce essenzialmente dall’assenza di sistemi di assistenza alla guida, (è presente soltanto il sistema di alert in caso di cinture non allacciate), alla quale si aggiungono risultati insoddisfacenti nella protezione del torace, del collo e della testa di adulti e bambini.

La Hyundai Santa Fe supera brillantemente tutte le prove, con piccole criticità solo nel funzionamento dell’airbag laterale, nella protezione del collo al colpo di frusta e nella prova notturna del ciclista.

Anche la Jaguar I Pace si è comportata molto bene in tutti i test, gli unici appunti sono relativi alla sola sufficienza rilevata nella protezione del collo dei sedili posteriori e del torace del conducente.

L’unica stella per la Jeep Wrangler è motivata dall’assenza dei sistemi di assistenza alla guida, ma anche dalle criticità riscontrate nella protezione del torace e del collo nell’urto frontale e nel montaggio dei sistemi di ritenuta per i bambini.

Secondo posto, in questa tornata di prove, sia per la Peugeot 508 che per le Volvo V60/S60. Entrambe, infatti, ottengono il più alto punteggio nella protezione degli occupanti. Per la francese, solo alcuni rilievi a causa della marginale protezione del torace del conducente in caso di scontro frontale, e per la protezione del pedone in caso di urto con il parabrezza. Per la svedese criticità nella protezione delle gambe del conducente negli scontri frontali e del pedone per alcune aree del cofano e del parabrezza.

“Questa serie di test evidenzia, ancora una volta, il ruolo fondamentale svolto da Euro NCAP e cioè costringere i costruttori ad investire in sicurezza – ha affermato il presidente dell’Automobile Club d’Italia, Angelo Sticchi Damiani. Occorrono idonee dotazioni di sistemi di assistenza alla guida, anche per i modelli che sono stati progettati qualche anno fa. Non per niente come ACI riteniamo che anche i veicoli non nuovi o usati dovrebbero dotarsi di ADAS after market”.

Carburanti Auto ottobre: in aumento consumi e prezzi

Risultato positivo in ottobre per i consumi di benzina e gasolio auto che aumentano del 4,7% rispetto all’ottobre dello scorso anno. Si tratta dell’incremento più alto registrato dall’inizio del 2018 ed  è dovuto soprattutto alla crescita dei consumi di benzina (+2,6%) che registrano il secondo dato positivo dell’anno dopo quello di luglio (+1,5%). Molto bene i consumi di gasolio per autotrazione che in ottobre segnano un aumento del 5,4%. Secondo le elaborazioni del CSP, l’aumento dei consumi dei due carburanti ha comportato una maggior spesa per le famiglie e le imprese italiane di 753,5 milioni di euro a causa della forte dinamica dei prezzi alla pompa. In ottobre infatti il prezzo medio della benzina è cresciuto dell’8,7% passando da 1,525 euro del 2017 a 1,657 euro. Il prezzo medio del gasolio per autotrazione è passato invece da 1,386 euro dell’ottobre 2017 a 1,555 euro. Il consuntivo dei primi dieci mesi dell’anno registra una crescita dei consumi di benzina e gasolio auto del 2,6% e della spesa per gli italiani del 9,8%.

Fonte: elaborazioni Centro Studi Promotor su dati del Ministero dello Sviluppo Economico

Dal 2016 al 2017 in Liguria il parco circolante di autocarri per trasporto merci è cresciuto dello 0,7%

Tra il 2016 e il 2017,  in Liguria il parco circolante di autocarri per trasporto merci è cresciuto dello 0,7%, passando da 84.230 a 84.804 unità.

La provincia ligure che ha fatto registrare nel 2017 l’aumento maggiore del numero di autocarri per trasporto merci è Savona (+0,8%), seguita da Imperia (+0,7%), Genova (+0,6%) e La Spezia (+0,5%). Questi dati emergono da un’elaborazione dell’Osservatorio sulla Mobilità sostenibile di Airp (Associazioni Italiana Ricostruttori Pneumatici) sulla base di dati Aci.

A livello nazionale nel 2017 il parco circolante di autocarri per trasporto merci ha toccato quota 4.083.348 unità. Si tratta del valore in assoluto più alto dall’inizio della crisi economica, ovvero dal 2008, quando il parco circolante di autocarri per trasporto merci contava 3.914.998 unità. Nel dettaglio, nella prima fase della crisi economica, ovvero nel periodo compreso tra il 2008 e il 2011, vi è stata una crescita, seppur modesta, del parco circolante di autocarri. In questo periodo infatti il parco è passato da 3.914.998 unità del 2008 a 4.022.129 unità del 2011, con percentuali di crescite annue intorno all’1%. A partire dal 2011 il quadro è però mutato quando si è interrotta la ripresa dell’economia e si è avviata la seconda fase della crisi che ha penalizzato anche e particolarmente le vendite di autocarri. Ciò ho causato una contrazione del parco circolante con il ritorno già nel 2012 sotto la soglia dei 4 milioni di veicoli (-0,8% sul 2011), contrazione che poi ha avuto un seguito anche nel 2013 (-1,3%) e nel 2014 (-0,2%). Solo dal 2015, con il miglioramento del quadro economico, il parco ha ripreso ad aumentare (+0,3%) e nel 2016 ha recuperato il ritmo di crescita ante-crisi (+1,9%) ed è tornato a superare la soglia dei 4 milioni di veicoli. Come si è detto in apertura, nel 2017 tale crescita è proseguita fino a portare il parco ad un totale record di 4.083.348 di unità, che rappresentano il livello più alto dal 2008.
L’elaborazione dell’Osservatorio sulla Mobilità sostenibile di Airp fornisce anche un prospetto regionale sui dati relativi all’evoluzione dal 2016 al 2017 del parco circolante di autocarri per il trasporto merci. In base a tale prospetto la regione in cui questi veicoli sono cresciuti di più nel 2017 è il Trentino Alto Adige, con un aumento del 15,1%. In seconda posizione segue la Valle d’Aosta (+12,4%), e poi ancora Basilicata (+2,6%), Molise e Puglia (+2,2%), Toscana e Sardegna (+2,1%). In chiusura di questa graduatoria vi sono Piemonte ed Emilia Romagna (+0,4%) e Lazio (-3,2%).
Nonostante la crescita del parco circolante degli autocarri, sottolinea Airp, il settore del trasporto merci in Italia continua ad avere un forte bisogno di ricambio di un parco circolante ancora mediamente vecchio, ricambio che negli anni più duri della crisi per evidenti difficoltà economiche le aziende di trasporto hanno preferito rimandare. Tale bisogno risponde all’esigenza di coniugare il contenimento dei costi ad una sempre maggiore attenzione nei confronti delle problematiche ambientali. A questo proposito, Airp ricorda che per coniugare al meglio le esigenze di contenimento dei costi con quelle dell’ambiente vi sono dispositivi di fondamentale importanza come i pneumatici ricostruiti, che consentono di risparmiare sulle spese di gestione di un veicolo (i pneumatici ricostruiti infatti costano meno rispetto a quelli nuovi) ed anche di rinviare l’esigenza di smaltimento dei pneumatici usati che possono essere ricostruiti, con evidenti effetti positivi per l’ambiente.
Fonte  Airp

Le auto elettriche in Liguria

In Liguria in circolazione 77 auto elettriche (+54% rispetto al 2016), Genova è prima nella graduatoria delle province liguri in base al numero di auto elettriche in circolazione

Secondo i più recenti dati Aci in Liguria le auto elettriche in circolazione sono 77. Tra il 2016 e il 2017 il parco circolante di auto elettriche in Liguria è cresciuto del 54%. In tutta Italia le auto elettriche in circolazione sono 7.560 (contro le 5.743 del 2016). Tra il 2016 e il 2017 nel nostro Paese vi è stata, quindi, una crescita del parco circolante di auto elettriche del 31,6%. Questi dati derivano da un’elaborazione del Centro Studi Continental su dati Aci.

L’elaborazione del Centro Studi Continental sulle auto elettriche in circolazione include anche i dati a livello provinciale. Da questi dati emerge che in Liguria la provincia in cui ci sono più auto elettriche in circolazione è Genova (43), seguita da La Spezia (15), Savona (13) e Imperia (6).

Alla 35º edizione di auto e moto d’epoca sfiorato il tetto dei 120.000 visitatori.

Il più importante evento in Italia e punto di riferimento per appassionati e collezionisti di tutto il mondo, la Fiera “Auto e Moto d’Epoca” di Padova si è finita con un notevole successo. Infatti, i visitatori hanno sfiorato quota 120 mila. Di questi tantissimi i visitatori stranieri, provenienti da più di quaranta Paesi nel mondo.

Volano in alto le automobili sopra i 200.000 euro, una testimonianza della qualità dei collezionisti e compratori presenti ad Auto Moto Epoca e provenienti da tutto il mondo.

Trend positivo anche per le auto di fascia media, tra i 20.000 e i 100.000 euro.

Successo per le automobili dal costo sopra i 200mila euro, una testimonianza della qualità dei collezionisti e compratori presenti ad Auto Moto Epoca e provenienti da tutto il mondo.

Trend positivo anche per le auto di fascia media, tra i 20mila e i 100mila euro.

Soddisfazione anche da parte dei responsabili di BONHAMS, la prestigiosa casa d’aste inglese tornata a Padova dopo il successo dello scorso anno. L’asta ha totalizzato più di 2.000.000, con in testa la Ferrari 250 GT Serie II Coupé del 1960 venduta a 508.197 euro. “Siamo molto contenti della nostra seconda asta a Padova” ha dichiarato Gregor Wenner, organizzatore di Bonhams. “Ed è stato un grande piacere vedere la sala così gremita, così come l’entusiasmo e la grande partecipazione dei compratori internazionali. I lotti migliori hanno raggiunto dei prezzi importanti che confermano un consolidamento del mercato”.

ACI e ACI Storico si confermano sempre più partner strategici della Fiera padovana. “Il successo di Auto e Moto d’Epoca lo misuriamo anno per anno non soltanto nel numero dei visitatori – dichiara il Presidente dell’Automobile Club d’Italia, Angelo Sticchi Damiani – ma anche nell’interesse sempre crescente per la storia dell’automobile.  La grande affluenza di pubblico alle celebrazioni per i trenta anni dalla scomparsa di Enzo Ferrari dimostra quanto la tradizione abbia ancora un grande futuro. Con enorme piacere abbiamo accolto al padiglione tre migliaia di appassionati di ogni età, che si sono emozionati sfilando tra le sedici vetture schierate nella mostra Rally Italia Experience”.

L’appuntamento a tutti gli appassionati è per dal 24 al 27 ottobre 2019, dove sono attese grandi novità.

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