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Gino Bruni

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Sicurezza in casa

Incidenti stradali e mezzi pesanti

Secondo gli ultimi dati resi noti da Istat, che si riferiscono al 2016 in Liguria aumentano gli autocarri coinvolti in un incidente stradale (+4%); in lieve aumento anche gli autobus (+0,5%)

In Liguria gli autocarri coinvolti in un incidente stradale nel 2016 sono stati 932, con un aumento rispetto all’anno precedente del 4%.  Simile situazione anche gli autobus coinvolti in un incidente stradale.

Nel 2016, infatti, sono stati 424, con un aumento dello 0,5% rispetto al 2015.

A livello provinciale nel comparto degli autocarri La Spezia, Imperia e Savona presentano dati in calo (rispettivamente del 5,6%, del 10,6% e del 12,2%), mentre a Genova è stato registrato un aumento del 14,3%. Nel comparto degli autobus le province che hanno fatto registrare un aumento sono due: Savona (+16,7%) e Imperia (+11,1%). A Genova, invece, vi è stato un calo dello 0,3%, mentre a La Spezia non vi sono state variazioni.

Questi dati emergono da un’elaborazione del Centro Ricerche Continental Autocarro sulla base dei dati più recenti resi noti da Istat.
A livello nazionale gli autobus coinvolti in un incidente stradale nel nostro Paese nel 2016 sono stati 2.429, con un aumento del 3,3% rispetto all’anno precedente. Gli autocarri pesanti (incluse le motrici) coinvolti in un incidente stradale, sempre nel 2016, sono stati 20.642, con una lieve diminuzione (-0,5%) rispetto al 2015.

“I dati sugli autobus e sugli autocarri coinvolti in un incidente stradale – sottolinea Enrico Moncada, Responsabile della Business Unit Truck Replacement di Continental Italia – evidenziano che, dopo il calo sostenuto registrato dal 2006 al 2015, tra il 2015 ed il 2016 non vi sono stati ulteriori miglioramenti sensibili, anzi il numero di autobus coinvolti in incidente è aumentato, mentre il numero di autocarri è sostanzialmente stabile. Sembrerebbe quindi che vi sia stata un’inversione di tendenza per ciò che riguarda i dati sulla sicurezza dei mezzi pesanti in circolazione in Italia o perlomeno, nel caso degli autocarri, un rallentamento del calo dei veicoli coinvolti in incidente. Si tratta di un campanello d’allarme che non deve essere sottovalutato”

Da Continental Italia

Inquinamento domestico, genovesi preoccupati e poco informati

Non bastava l’inquinamento dell’ambiente esterno: a minacciare la nostra salute sono anche i pericoli che si insinuano tra le mura domestiche.

L’Istituto Superiore di Sanità, ad esempio, stima che il 17% delle abitazioni italiane sia a rischio radon, una sostanza estremamente nociva per l’apparato respiratorio.

Per non parlare poi di monossido di carbonio, polveri sottili, formaldeide o anche acari, tutte sostanze spesso presenti nelle nostre abitazioni, ma che purtroppo non lasciano tracce tangibili. E a Genova? Come nel resto d’Italia, anche qui l’informazione è poca: come emerge dall’ultima ricerca1 effettuata dall’Osservatorio di Sara Assicurazioni, la compagnia assicuratrice ufficiale dell’Automobile Club d’Italia, il 48% dei genovesi ammette di averne una conoscenza limitata e una quota analoga (48%) ne ignora del tutto l’esistenza.

Tra le minacce domestiche più temute dai genovesi, si collocano ai primi posti le fughe di gas (60%), le sostanze nocive nell’aria e l’inquinamento dell’acqua (56%). Preoccupano anche i campi elettromagnetici (38%), mentre solo il 20% dei genovesi si dice spaventato dagli allergeni, come i comuni acari della polvere, ospiti indesiderati che spesso si annidano tra lenzuola e coperte.

Ma come affrontare i problemi legati all’inquinamento domestico? Secondo gli intervistati del capoluogo ligure, un approccio “fai da te” può essere efficace, aerando spesso gli ambienti di casa (66%) e curandone l’igiene e la pulizia (38%). Per contrastare poi le radiazioni derivanti dalle nuove tecnologie, il 40% pensa sia opportuno spegnere tutti i dispositivi elettronici durante le ore notturne o quando non sono utilizzati.

Meno numerosi, invece, i genovesi che, oltre alle buone abitudini quotidiane, penserebbero di intervenire installando e cambiando regolarmente i filtri per l’aria (24%), o acquistando un depuratore dell’acqua (18%).

Quanto all’acqua potabile di casa, il 64% degli intervistati dichiara di berla abitualmente, ma più di un genovese su tre (36%) preferisce quella in bottiglia, e uno dei motivi scatenanti è proprio la poca fiducia nella sua qualità e salubrità.

Prevenire, però, è possibile, e conoscere è il miglior modo per contrastare queste minacce, secondo quanto sostiene il 70% dei genovesi. Come? Il 44% vorrebbe ricevere informazioni utili dalle Istituzioni, il 18% si affiderebbe invece a dispositivi tecnologici in grado di fare un check-up della propria casa e l’8% richiederebbe l’intervento di personale a domicilio per rilevazioni e mappature.

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