Ricerca

Gino Bruni

Il mio blog

Categoria

Sicurezza Stradale

ACI partecipa all’iniziativa #Roadhasevolved

La FIA Region I lancia #RoadHasEvolveduna nuova campagna per la sicurezza stradale 2021 incentrata sui dispositivi di mobilità personale [Personal Mobility Devices (PMD)]. L’iniziativa mira a sensibilizzare il pubblico sulla presenza contemporanea sulla strada di molteplici e diversi tipi di utenti e sull’importanza di condividere la mobilità in sicurezza.

I dispositivi di mobilità personale  – conosciuti anche come Personal Light Electric Vehicles (PLEV) Veicoli elettrici personali leggeri – comprendono  monopattini e monoruota elettrici, biciclette a batteria e altri dispositivi simili: mezzi che sono diventati popolari negli ultimi anni grazie alla loro accessibilità e praticità. Tuttavia le persone non sono sempre consapevoli delle regole e dei rischi che si corrono nell’infrangerle e che possono generare situazioni pericolose o provocare incidenti. Condividere la strada in sicurezza vuol dire rispettarne le regole, essere consapevoli della compresenza degli altri e mantenere viva l’attenzione mentre ci si muove. 

‘I dispositivi di mobilità personale si affiancano alle altre modalità di trasporto e arricchiscono l’offerta di mobilità, contribuendo ad aumentare la multimodalità. Ma la maggiore  offerta non deve comportare maggiori rischi. Dobbiamo fare in modo che questa novità non incida sulla sicurezza e ci riusciremo se ci impegneremo tutti” ha affermato Laurianne Krid, Direttore Generale della FIA Regione I.

La campagna è stata tradotta in 13 lingue, sarà condotta dai Club membri in Europa, Medio Oriente e Africa ed è sostenuta dal FIA Road Safety Grant Programme.

Crash test Euro NCAP  assegna 5 stelle

Massimo punteggio per Audi Q4 e-tron, Lynk & Co 01, NIO ES8, Subaru Outback e Toyota Mirai.

“En plein” di stelle nel quarto round di test Euro NCAP del 2021. Tutti i cinque modelli Audi Q4 e-tron, Lynk & Co 01, NIO ES8, Subaru Outback e Toyota Mirai hanno ottenuto il massimo punteggio.

Cinque stelle anche per Ford Kuga Phev, modello ibrido plug-in della gemella Ford Kuga con motore convenzionale diesel (classificata con protocollo 2019).

La Q4 e-tron, modello completamente elettrico dell’Audi ha superato agevolmente tutte le prove del protocollo Euro NCAP 2021 con la valutazione di cinque stelle. In particolare massimo punteggio nelle prove della protezione dei bambini a bordo. Completa e performante la dotazione di sistemi di assistenza alla guida comprensiva del monitoraggio dello stato di guida del conducente, azionamento del freno dopo una collisione, (per prevenire impatti secondari), e di un avanzato sistema eCall. Uniche criticità le marginali performance del sistema di frenata di emergenza autonoma (AEB) in alcuni scenari e la scarsa protezione del bacino del pedone investito.

Il brand cinese Geely debutta in Europa con il modello Lynk & Co 01 ottenendo cinque stelle Euro NCAP. Si tratta di un Suv compatto basato sulla piattaforma CMA, (la medesima della Volvo XC40), disponibile nella motorizzazione benzina mild hybrid e benzina hybrid plug-in. Ottime performance in tutte le prove con eccellenza e massimo punteggio nei test dello scontro laterale contro barriera e palo. Ottima e completa la dotazione di ADAS, (assente solo il sistema per evitare incidente in retromarcia). Le uniche criticità riguardano il riconoscimento del pedone, da parte del sistema AEB, negli scenari più severi e la protezione del suo bacino in caso di investimento.

Il Suv cinese completamente elettrico NIO ES8, per la prima volta commercializzato in Europa, ottiene cinque stelle. Buone valutazioni in tutti i test, massimo punteggio nell’urto laterale contro barriera e nella protezione dei bambini a bordo nel caso di urto frontale “disassato”. Qualche criticità la marginale protezione del torace del conducente in caso di urto frontale e/o laterale contro il palo, e del bacino e delle gambe del pedone in caso di investimento. Completa la dotazione di sistemi di assistenza alla guida con prestazioni nella media o superiori a quelli degli altri modelli testati.

Il nuovo Subaru Outback, con motore alimentato a benzina, è acclamata “star” di questa serie di test Euro NCAP: conquistate 5 stelle con la migliore valutazione complessiva. I suoi punti di forza sono l’ampia e completa dotazione di sistemi di assistenza alla guida e le ottime performance riscontrate, (massimo punteggio in tutti i test, eccetto che nel funzionamento del sistema di riconoscimento del pedone in retromarcia). Qualche criticità solo nella protezione del torace per il conducente in caso di urto frontale e per il bambino seduto posteriormente in caso di urto laterale.

Anche la Toyota Mirai, (prima auto ad idrogeno con tecnologia Full Cell System a zero emissioni), ottiene il massimo punteggio Euro NCAP. Valutazioni positive in tutte le prove, massima votazione nella prova dell’urto contro barriera laterale e per la protezione dei bambini seduti sui sedili posteriori. Completa e performante la dotazione di sistemi di assistenza alla guida con collisioni evitate o mitigate nella maggior parte delle prove effettuate. Uniche criticità: la marginale protezione del torace del conducente in caso di urto frontale e la scarsa protezione del bacino del pedone in caso di investimento.

“Questa nuova serie di test Euro NCAP si contraddistingue per la varietà di alimentazioni dei modelli testati – ha dichiarato Angelo Sticchi Damiani, presidente dell’Automobile Club d’Italia – oltre a quelle tradizionali, sono stati valutati auto ibride, completamente elettriche e un veicolo alimentato con fuel cell ad idrogeno. Siamo in una fase di transizione “epocale” della mobilità che ha come obiettivi sostenibilità e rispetto dell’ambiente. Evidenziamo con piacere che gli ottimi risultati di tutti i modelli testati denotano un impegno costante dei costruttori nella realizzazione di auto sempre più sicure”.

In questa sessione di test e stata valutata anche la nuova versione della Ford Kuga Phev, alimentazione ibrida Plug in, variante della “gemella” Kuga diesel, valutata 5 stelle con protocollo Euro NCAP 2019.

Crash test Euro NCAP

Renault Kangoo e Opel Mokka sono i nuovi modelli analizzati nella terza serie di test Euro NCAP 2021. Entrambe conquistano quattro stelle.

La Mercedes-Benz GLA e la EQ EQA elettrica ricevono la valutazione di cinque stelle 2019 della Mercedes-Benz Classe B, (da cui derivano). La Cupra Leon ottiene una valutazione a cinque stelle 2020 (come la gemella SEAT Leon). La VW Tiguan eHybrid cinque stelle 2016.

Se da una parte Renault Kangoo ha ottenuto buoni risultati nei crash test, dall’altra la moderata protezione offerta nelle prove di urto laterale le ha impedito di conseguire il punteggio massimo. L’ultimo modello della casa francese è fornito di una buona dotazione di sistemi assistenza alla guida e di funzioni di sicurezza attiva. Merita menzionare il sistema di frenata automatica per prevenire collisioni con auto, pedoni e ciclisti, che si è sempre attivato correttamente.

La seconda generazione della Opel Mokka segna il passaggio dalla piattaforma Gamma II originale della General Motors alla nuova piattaforma modulare comune (CMP) del gruppo Stellantis, (utilizzata anche per le ultime Citroen C4 e ë-C4 classificate il mese scorso). La vettura tedesca ottiene quattro stelle in tutte le aree di valutazione. Poche le criticità, ma che non le consentono di raggiungere le cinque stelle: come l’assenza di alcune dotazioni per l’assistenza alla guida, (AEB, per il riconoscimento dei ciclisti, e l’airbag centrale che evita gli urti tra i passeggeri).

“I due veicoli analizzati confermano che solo con dotazioni di assistenza alla guida complete e performanti si riesce ad assicurare buoni livelli di protezione – ha dichiarato Angelo Sticchi Damiani, presidente dell’Automobile Club d’Italia – e, soprattutto, a raggiungere il massimo punteggio.  Rinnoviamo, quindi, l’invito ai costruttori ad investire per la sicurezza”.

In questa sessione di test sono state valutate anche altre quattro nuove versioni di modelli già testati da Euro NCAP, effettuando opportuni test di verifica. Tutte hanno conquistato cinque stelle:

Mercedes-Benz Italia partner dei Centri di Guida Sicura ACI

Mercedes-Benz Italia ha stretto una partnership biennale con i Centri di Guida Sicura ACI. Un accordo che nasce da una condivisione di valori quali sicurezza, sostenibilità e l’importanza di fare sistema in una delicata fase di transizione, che vede l’industria dell’automotive protagonista della più grande trasformazione della sua storia.

Per i prossimi due anni, i Centri di Guida Sicura ACI di Roma (Vallelunga) e Milano (Lainate) costituiranno un importante punto di riferimento nella valorizzazione di prodotti e strategie di Mercedes-Benz in Italia. La partnership garantirà, infatti, una piattaforma polivalente per lo sviluppo di attività in diversi settori. Dall’impegno nel campo della sicurezza e della sostenibilità, valori che da sempre accomunano Mercedes-Benz Italia e l’Automobile Club d’Italia, alla Driving Performance a bordo della gamma firmata Mercedes-AMG.

“L’accordo con i Centri di Guida Sicura ACI è molto più che una semplice partnership”, ha dichiarato Radek Jelinek, Presidente e CEO di Mercedes-Benz Italia. “È un segnale importante della necessità di fare sistema e creare valore per un settore così importante come quello dell’automotive nel nostro Paese. Allo stesso tempo, rappresenta per noi l’opportunità di poter contare sul supporto e la logistica di strutture di eccellenza, con due hub distribuiti in maniera strategica sul territorio. Tutto questo ci consentirà di mettere in campo numerose attività, con un partner affidabile e di grande valore al nostro fianco.”

“I Centri Guida Sicura ACI sono un’eccellenza europea nella ricerca, nello sviluppo e nella formazione per un livello sempre più elevato di sicurezza stradale”, ha dichiarato Angelo Sticchi Damiani, Presidente dell’Automobile Club d’Italia. “La sicurezza sulle strade per tutti, a partire dai più vulnerabili quali i pedoni e i ciclisti, è difatti il primo obiettivo di ACI. Siamo lieti che Mercedes Benz, costruttore leader nelle tecnologie per la sicurezza, condivida con noi questa missione e certi che il loro apporto incrementerà ulteriormente le capacità dei Centri e la diffusione della cultura della sicurezza.”

L’ incremento tecnologico sui veicoli ha contribuito notevolmente alla sicurezza mentre il fattore umano continua ad essere l’anello debole”, ha dichiarato Carlo Alessi, Presidente di ACI Vallelunga S.p.A. “Per incentivare la sicurezza si può dotare il primo di sistemi di sicurezza attiva, ma è altrettanto necessario che l’uomo sappia gestirli dotandosi delle abilità necessarie per reagire nel modo giusto di fronte agli imprevisti. Avere Mercedes al nostro fianco non è soltanto motivo di orgoglio e prestigio ma è di più, è avere accanto un partner d’eccellenza che da sempre ha creduto alla sicurezza facendo dialogare uomo e veicolo per ottimizzare le potenzialità di entrambi.”

ACI Vallelunga S.p.A., società di Automobile Club d’Italia, rappresenta una realtà unica nel suo genere: la società, partita dalla gestione dell’Autodromo di Vallelunga, gestiste oggi il polo multifunzionale di Vallelunga alle porte di Roma, e dal 2015 il Polo di Lainate alle porte di Milano.

Il progetto di Automobile Club d’Italia è sviluppare su tutto il territorio nazionale impianti motoristici polifunzionali e di guida sicura. Tali impianti contribuiscono alla valorizzazione del territorio attraverso la promozione dell’attività sportiva, dell’Automotive, della sicurezza stradale e del turismo.

ACI Vallelunga organizza i Corsi di Guida Sicura ACI SARA a tutti coloro che hanno un’abilitazione alla guida per auto, moto, scooter, minicar, fuoristrada, veicoli industriali, camper, furgoni, autobus e che utilizzano tali mezzi per lavoro o per diletto, con particolare attenzione ai neo-patentati che rappresentano il 20% degli utenti del centro e ai quali vengono applicati forti sconti.

I corsi, della durata di un giorno (8 ore), oltre alla puntuale formazione in aula, prevedono molteplici esercitazioni pratiche di guida che vengono realizzate su aree idonee e appositamente attrezzate che permettono di svolgere il corso anche con il mezzo privato del cliente: sempre nel rispetto del Codice della Strada e all’insegna della massima sicurezza per gli utenti che vi partecipano. I centri sono dotati di aree esercizio identiche alle infrastrutture stradali (es. larghezza, carreggiata, curve, tornanti, salite e discese, etc.).

Nell’ambito delle iniziative promozionali i Centri Guida Sicura ACI-SARA riservano ai clienti privati di Mercedes che acquistano una vettura nuova Mercedes-Benz o smart, la possibilità di acquistare i corsi di guida sicura auto riservati ai privati ad un prezzo scontato del 30%.

L’ACI intende realizzare attraverso ACI Vallelunga una rete di Centri di Guida Sicura sull’intero territorio nazionale per consentire la facile fruibilità degli stessi dai cittadini, ovviamente tutti con gli stessi standard infrastrutturali e di metodologia didattica. Ad oggi sono operativi 2 Centri: quello di Roma Vallelunga e Milano Lainate.

Per il futuro sono previsti 2 ulteriori Centri di Guida Sicura, uno presso Binetto in provincia di Bari ed un altro in Sicilia.

Patenti: novità’ in arrivo dall’Ue.

ACI presenta i dati dello studio del Consiglio Europeo per la Sicurezza dei Trasporti

che sollecita un nuovo quadro legislativo per il rilascio delle patenti.

Dipendenze, disturbi mentali, epilessia e diabete più importanti dell’età. Nell’agenda dell’Unione Europea è prossima una revisione del quadro di riferimento per il rilascio delle patenti di guida, ma l’ETSC (European Transport Safety Council – Consiglio Europeo per la Sicurezza dei Trasporti) presenta oggi uno studio che evidenzia le criticità normative nell’ordinamento dell’UE, nonché dei suoi Paesi membri, ed indirizza i prossimi provvedimenti in materia di patenti.

L’Automobile Club d’Italia è membro del Consiglio Europeo per la Sicurezza Stradale e diffonde nel nostro Paese i punti salienti di questo studio. Primo fra tutti, la necessità di valutare l’idoneità dei soggetti non più solo in base all’età ma soprattutto sulle loro specifiche condizioni di salute: abuso di sostanze, disturbi mentali, epilessia e diabete sono fattori più determinanti dell’età e la concessione di speciali patenti “condizionate” potrebbe consentire agli anziani con un basso livello di rischio di continuare a guidare in determinate condizioni.

L’ETSC sottolinea a riguardo la mancanza di dati scientifici sufficientemente attendibili a livello comunitario, ma in Finlandia è stato dimostrato che il 16% degli incidenti mortali sono imputabili a malattie del conducente, soprattutto di origine cardio-vascolare. Una maggiore indagine sulle cause di ogni incidente in Europa, da parte delle Autorità preposte ai controlli, fornirebbe un contributo scientifico determinante nell’orientamento delle scelte dei legislatori e nella misurazione dell’efficacia dei loro provvedimenti.

I medici di famiglia sono le figure cardine nell’individuazione dei soggetti a rischio e su di loro andrebbero centrati nuovi e più specifici programmi formativi, coordinati a livello europeo. Il loro ruolo è determinante anche nell’assistere i pazienti e le loro famiglie nelle scelte – il più possibile condivise – di riduzione o interruzione della guida di un veicolo.

ETSC evidenzia inoltre la necessità di una più chiara ed estesa etichettatura dei farmaci che influiscono sulle capacità psico-fisiche dei conducenti, supportata da specifiche campagne di sensibilizzazione.

Nello studio pubblicato online (www.etsc.eu/pinflash40), il Consiglio Europeo per la Sicurezza dei Trasporti propone anche la revisione del divieto imposto dall’UE al rilascio della patente a soggetti con dipendenze dall’alcol. Secondo autorevoli stime europee, 1 incidente su 4 è imputabile all’alcol, ma l’ETSC ritiene opportuno aprire alla possibilità di reintegrarsi sulla strada attraverso specifici programmi di riabilitazione, in abbinamento ai sistemi di valutazione del tasso alcolemico del conducente di cui possono essere oggi dotate le automobili, con conseguente immobilizzazione del veicolo in caso di irregolarità di chi è al volante.

Gli pneumatici non scadono?

Gli pneumatici non sono prodotti alimentari, quindi non hanno una scadenza.

Assogomma, l’Associazione nazionale dei produttori di pneumatici, ribadisce ancora una volta che non vi è alcuna correlazione tra la data di fabbricazione di uno pneumatico e la sua durata né tanto meno effetti sulle caratteristiche prestazionali.

“Nelle ultime settimane, su un sito tedesco specializzato in vendite on-line di pneumatici, è apparsa la richiesta di un sovrapprezzo di 9,90 euro a gomma, per pneumatici con data di fabbricazione 2021. Una richiesta non giustificabile sotto qualunque profilo, specialmente sotto quello tecnico – afferma Fabio Bertolotti Direttore di Assogomma – Si lascia intendere che lo pneumatico sia un prodotto deperibile al pari di un alimento e che pertanto il suo valore possa essere correlato alla data della sua produzione, cioè alla sua “freschezza”. Una proposta commerciale fuorviante in quanto, a fronte di un maggiore esborso, il consumatore non ottiene nessun vantaggio tecnico prestazionale perché questo plus non esiste. Per dare una spiegazione facilmente comprensibile a tutti i consumatori si può fare un paragone con l’acquisto di un paio di scarpe che come gli pneumatici non sono prodotti alimentari né tanto meno deperibili. Quando andiamo a scegliere le nostre scarpe noi consumatori non consideriamo la loro data di produzione e non ci poniamo il dubbio sulla data di scadenza. I nostri criteri per scegliere una calzatura sono ben altri: consideriamo la loro qualità che noi consumatori associamo quasi sempre alla marca. Ebbene, gli pneumatici sono come le nostre scarpe che non si scelgono in base a quando sono state prodotte né tanto meno in funzione della loro data di scadenza, che non esiste, ma in funzione della marca e delle loro caratteristiche tecniche specifiche.”.

La data di produzione di uno pneumatico è un’informazione obbligatoria nell’Unione Europea per consentire al Costruttore dello pneumatico stesso di tracciare e rintracciare il lotto di produzione in caso di possibili non conformità. E’ un’informazione che non ha alcuna utilità per il consumatore finale, né è pensata per stabilire la durata del prodotto. La sigla DOT non è una marcatura obbligatoria nell’UE, ma solo negli Stati Uniti e quindi potrebbe, anche non essere presente sullo pneumatico.

Ma allora quanto dura uno pneumatico?

Non è possibile determinare a priori la durata di uno pneumatico perché sono tanti i fattori che ne influenzano la vita.

A parità di prodotto, la durata è principalmente influenzata dalle condizioni di utilizzo, in altre parole la combinazione tra stile di guida e veicolo sul quale lo pneumatico è montato. E’ necessario dunque considerare carichi, velocità, mantenimento delle pressioni di gonfiaggio, tipologia e condizioni delle strade percorse, urti dovuti a buche e marciapiedi, esposizione ad agenti atmosferici (sole, acqua, temperature, ecc.).

Ma ancor prima della sua entrata in esercizio, la vita di una gomma è determinata dalle condizioni in cui è stata conservata fino al momento di essere montata su un veicolo, infatti, lo stato di conservazione è direttamente correlato al corretto immagazzinamento. Temperatura, umidità, fonti di calore, luce e raggi ultravioletti, contatto o vicinanza con altre sostanze quali ad esempio solventi, idrocarburi, olii e grassi sono tutti fattori che influiscono sullo stato del prodotto. Sul sito http://www.pneumaticisottocontrollo.it sono consultabili e scaricabili le raccomandazioni europee ETRTO, redatte e aggiornate periodicamente dall’Associazione tecnica del Costruttori di pneumatici. Queste raccomandazioni sono seguite scrupolosamente dalle Aziende leader nella produzione di pneumatici che investono ingenti risorse non solo in ricerca, per migliorare il prodotto ai fini prestazionali, ma anche per assicurare nel tempo elevati standard di sicurezza stradale.

“Gli pneumatici non sono dei prodotti “usa e getta” – afferma Fabio Bertolotti – “Sono un esempio di economia circolare. Vengono sempre più concepiti per migliorare la loro durata, per essere riutilizzabili, riciclabili, recuperabili, ecc. Una maggiorazione di prezzo, sulla base della freschezza di una gomma, oltre che essere tecnicamente ingiustificabile, va in una direzione diametralmente opposta agli indirizzi di sostenibilità che i Costruttori di  pneumatici già seguono e seguiranno sempre più in futuro”.

Euro NCAP cinque stelle per Cupra e Formentor

Polestar 2 e Cupra Formentor sono i primi due nuovi modelli testati nel 2021 da Euro NCAP: entrambe raggiungono la valutazione massima di cinque stelle. La Renault Arkana e la Lexus UX 300e, derivate da modelli testati nel 2019, si aggiungono all’elenco delle auto 5 stelle, (classificate con protocollo 2019).

L’industria automobilistica, in rapida evoluzione, presenta due nuovi marchi. La cino-svedese Polestar, con sede a Göteborg, in Svezia, ma produzione a Luqiao, in Cina, nello stabilimento di proprietà della Volvo Car Geely. La Cupra, invece, nome già in uso da qualche anno per i modelli della SEAT, diventa un marchio a sé stante, rappresentando il ramo sportivo dell’azienda spagnola.

Ottime le prestazioni per le vetture, tanto che nelle valutazioni sono divise da pochi punti. La Polestar 2 nella protezione dei pedoni raggiunge un eccellente punteggio dell’80% grazie al cofano motore attivo in caso di investimento di un pedone o ciclista. Bene entrambe anche in tutte le prove riguardanti i sistemi di frenata di emergenza automatica, in particolare nell’evitare o mitigare gli impatti con gli utenti vulnerabili.

“Dall’inizio dell’emergenza sanitaria globale è trascorso un anno, l’industria automobilistica ha dovuto affrontare momenti difficili, con vendite in calo e forte contenimento dei costi per evitare il tracollo” – ha dichiarato Angelo Sticchi Damiani, presidente dell’Automobile Club d’Italia. “Insieme ai partner di Euro NCAP vogliamo continuare a vigilare che la sicurezza dei nuovi modelli non venga compromessa. Fa, quindi, molto piacere constatare che questi due nuovi marchi abbiano superato brillantemente i test”.

In questa sessione sono state valutate anche due nuove versioni di modelli già “testati” da Euro NCAP. La Renault Arkana, variante della Renault Captur, testata nel 2019, conferma le 5 stelle ottenute con il protocollo Euro NCAP 2019. Anche la Lexus UX 300e, variante completamente elettrica dell’ibrida della Lexus UX testata nel 2019, conferma le 5 stelle ottenute con il protocollo Euro NCAP 2019.

Le Auto più “verdi” secondo “Green NCAP”.

Sono ben 25 le vetture oggetto della quinta serie di test Green NCAP: 13 con motore a benzina (12 convenzionali e 1 ibrida), 7 diesel, 1 alimentata ad idrogeno, 1 completamente elettrica (BEV) e 3 con tecnologia ibrida plug-in (PHEV).

ELETTRICA E A IDROGENO

Massimo punteggio (cinque stelle) per l’auto elettrica VW ID.3 e quella ad idrogeno Hyundai Nexo, hanno registrato zero emissioni a livello di scarico e contribuiscono ad una migliore qualità dell’aria.

ELETTRICI IBRIDI PLUG-IN

I veicoli elettrici ibridi plug-in (PHEV) – novità assoluta di questa serie di test – rappresentano una tecnologia basata su auto originariamente progettate come veicoli tradizionali a combustione, ma spesso più pesanti e complesse per la doppia tecnologia. Le valutazioni partono dalle 2 stelle della Mitsubishi Outlander, segue la KIA Niro con 3,5 stelle, per arrivare alle 4 stelle della Toyota Prius. In definitiva si equivalgono alle alimentazioni tradizionali oppure sono migliori, le differenze sono riconducibili alla massa, alle dimensioni, all’aerodinamica e alle non ottimali soluzioni per la parte elettrica. Nella valutazione Green NCAP il viaggio inizia con la batteria completamente carica e termina con la batteria scarica, tenendo conto dell’autonomia elettrica. I PHEV funzionano in modalità “elettrica pura” solo in determinate condizioni ed il motore a combustione “tradizionale” viene utilizzato per la climatizzazione del veicolo e/o per aumentare la potenza quando le condizioni di circolazione lo richiedono.

BENZINA E DIESEL

Tra le auto cosiddette “tradizionali”, con motore a benzina e diesel, hanno ottenuto 3,5 stelle sia la Škoda Octavia, (alimentata da un motore diesel convenzionale), sia la VW Golf (con motore a benzina). Anche l’ibrida a benzina Toyota Yaris ha ottenuto lo stesso punteggio. La valutazione più bassa, 1,5 stelle è stata, invece, ottenuta dalla Hyundai Tucson con motore diesel.

Si confermano, di nuovo, le buone performance dei motori diesel di ultima generazione nella valutazione del Clen Air Index, dove 4 modelli (BMW X1, Seat Leon, Skoda Octavia e Volvo XC60) ottengono punteggi tra 6,7 e 6,9 su un massimo di 10, risultando inferiori solo ai veicoli a zero emissioni (quello elettrico e quello ad idrogeno).

Le differenze prestazionali dei motori “convenzionali” sono attribuibili, soprattutto, alla massa, alla forma e all’aerodinamica del veicolo, oltre che al post-trattamento dei gas di scarico. I risultati migliori, comunque, dimostrano i notevoli progressi compiuti dai costruttori nella riduzione dell’impatto ambientale delle automobili.

STICCHI DAMIANI (ACI)

“Questi test Green NCAP hanno evidenziato la maggiore sostenibilità delle alimentazioni elettriche e ad idrogeno – ha dichiarato Angelo Sticchi Damiani, presidente dell’ACI – anche se i motori a combustione tradizionale di ultima generazione si sono comportati molto bene. A metà strada i veicoli ibridi che possono facilitare, in questa fase di transizione, il passaggio alle tecnologie a zero emissioni”.

Cos’è Green NCAP

Emissioni e consumi reali delle auto in commercio rivelati dai test – oggettivi e indipendenti – effettuati, sia in laboratorio che nel traffico, da Green NCAP, il consorzio, voluto da FIA (Federazione Internazionale de l’Automobile) ed Euro NCAP, (di cui l’Automobile Club d’Italia fa parte), per promuovere auto meno inquinanti e più efficienti in termini di consumi di carburante ed energia.

Green NCAP vuole offrire agli utenti una valutazione realistica e imparziale dell’impatto ambientale dei veicoli, anche alla luce dei risultati dell’indagine di mercato condotta nell’ambito del progetto europeo Green Vehicle Index (GVI), che ha evidenziato l’esigenza dei consumatori di “informazioni sulle prestazioni ambientali delle autovetture più chiare e trasparenti”.

Lo schema di valutazione Green NCAP è stato completamente rinnovato, alla valutazione complessiva in stelle (5 stelle=autovettura sostenibile, 1 stella=forti criticità in termini di rispetto dell’ambiente), si affiancano tre valutazioni tecniche, (erano due). Oltre alla valutazione delle emissioni nocive (Clean Air Index – CA), e dell’efficienza energetica (Energy Efficency Index – EE), è ora disponibile quella delle emissioni dei gas serra climalteranti (Greenhouse Gas Index – GHG).

I nuovi protocolli, validati nell’ambito del progetto GVI, forniscono una stima completa dell’impatto ambientale delle autovetture, anche in riferimento alle reali condizioni di guida, che vanno oltre quello richiesto dalla normativa vigente.

L’attuale valutazione Green NCAP si limita alle sole emissioni allo scarico (valutazione dal serbatoio alla ruota, tank to wheel), ma nelle future revisioni dei protocolli è in programma una valutazione dal pozzo alla ruota (well to wheel), ed il confronto tra le diverse alimentazioni sarà più completo ed equo.

Per i risultati completi, sintetizzati nella seguente tabella, visitare il sito www.greenncap.com. Green NCAP è presente anche online e sui social media: Twitter, Facebook, Instagram e YouTube.

OMP e Williams: accordo firmato

Williams Racing ha il piacere di dare il benvenuto a OMP Racing come fornitore ufficiale dell’abbigliamento tecnico di piloti e meccanici per la stagione di Formula 1 2021 e oltre.

OMP Racing è un’azienda leader mondiale nella progettazione e produzione di materiale di sicurezza per il motorsport, presente in tutti i campionati. Fornirà l’abbigliamento di sicurezza ai piloti Williams, George Russell e Nicholas Latifi, e ai meccanici. L’accordo prevede la fornitura di tute, scarpe, guanti e sottotuta, tutti prodotti derivati dal lavoro di ricerca e sviluppo svolto nella sede di OMP a Ronco Scrivia, in provincia di Genova.

Tim Hunt, direttore marketing di Williams Racing: “OMP Racing è uno dei principali produttori di racewear di altissimo livello per il motorsport, e siamo felici di avere concluso un accordo pluriennale con questa azienda. Il Formula Uno ogni dettaglio è importante, e sappiamo che la tecnologia OMP, che sia indossata dai nostri piloti  e meccanici, o contenuta nelle nostre vetture, ci aiuterà a competere ai massimi livelli”.

Paolo Delprato, presidente e CEO di OMP: “Per noi, la partnership con Williams significa riaprire un capitolo della grande storia di OMP. Abbiamo avuto, negli anni Novanta, l’onore di lavorare con questo team, quindi ha un sapore speciale tornare a collaborare con Williams, un team storico della Formula 1 e di tutto il motorsport. Se guardiamo invece al presente e al futuro, questa partnership è basata su ricerca, tecnologia, attenzione ai dettagli e fame di competizione e successo: tutti valori che Williams e OMP condividono e che ci riempiono d’entusiasmo al pensiero di poter lavorare assieme per le prossime stagioni”.

Inoltre, OMP fornirà le sue cinture di sicurezza di ultima generazione alle vetture F1 del team. Le cinture presentano fibre ultraleggere, e anche i componenti hanno dalla loro un peso estremamente ridotto, grazie a materiali come titanio ed erga. La fibra di altissima qualità incrementa la performance, rendendo le cinture estremamente leggere (45% di peso in meno rispetto alla fibra di carbonio) e più resistenti (incremento del 50% del rapporto resistenza/peso).

Come fornitore ufficiale, OMP Racing fornirà al team anche le borse per i kit di abbigliamento e tutte le valigie in dotazione al team. Il marchio OMP avrà uno spazio evidente sull’abbigliamento dei piloti, sulle cinture e sui sedili.

L’AZIENDA

OMP Racing è un’azienda italiana, fondata nel 1973 a Genova ed oggi con sede a Ronco Scrivia, leader mondiale nel campo della progettazione e realizzazione di componenti di sicurezza per competizioni automobilistiche (tute ed abbigliamento ignifugo, sedili, cinture di sicurezza, caschi, etc.). Dal 2008 il controllo della società è passato al Gruppo SAYE.

Oggi i prodotti OMP sono ormai presenti in tutti i campionati mondiali racing, tra cui Formula 1, Campionato Mondiale Rally – WRC, Campionato Mondiale Turismo – WTCC, Campionato Mondiale Endurance – WEC, Campionato Mondiale Rally Cross – RX, Formula E, Formula Indy, Nascar ed OMP è una delle pochissime aziende al mondo in grado di proporre una gamma completa di articoli dedicati alle auto da corsa e alla sicurezza del pilota, con oltre 2.000 prodotti in catalogo, la maggior parte omologati dalla Federazione Internazionale dell’Automobilismo – FIA, di cui OMP è fornitore ufficiale esclusivo.

Tra le partnership di OMP anche quella con Mercedes AMG Petronas Motorsport F1, con la quale OMP ha festeggiato la vittoria nell’ultimo Mondiale di Formula 1 Costruttori.

Blog su WordPress.com.

Su ↑