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Gino Bruni

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Sicurezza Stradale

Crash test Euro NCAP: i risultati dell’ottava serie 2022

Delle quattordici auto testate nell’ottava serie Euro NCAP 2022 ben undici ottengono la valutazione massima di cinque stelle, una in meno, quattro, per Peugeot 408, Citroen C4 e C4 X.

Soltanto 3 delle 14 auto testate nell’ottava serie 2022 non hanno raggiunto la valutazione di sicurezza di cinque stelle, il raggruppamento preso in considerazione comprende tre vetture cinesi, citycar, familiari, fuoristrada, monovolume, pick-up e quattro veicoli premium tra i quali il lussuoso Lucid Air, equipaggiato con dispositivi che utilizzano la più recente tecnologia di sicurezza, raggiunge risultati paragonabili a quelli riscontrati in auto come la Tesla Model S o in altri veicoli di fascia alta. come Lexus RX o Land Rover Discovery Sport.

Lucid, che ha la propria sede negli Stati Uniti, è un’eccezione in un anno nel quale è stato notevole il numero di nuovi marchi cinesi sbarcati nel mercato europeo. Chery, con il piccolo fuoristrada OMODA5, e Maxus di SAIC con il MIFA 9, un grande monovolume: entrambi hanno ottenuto cinque stelle.

Quest’anno, poi, dobbiamo registrare una decisa accelerazione relativa all’offerta di modelli elettrici. Volkswagen ID.Buzz, ad esempio, è la versione completamente elettrica di un grande monovolume. In controtendenza troviamo i ‘gemelli’ con motore a combustione, pick-up Ford Ranger e VW Amarok, che combinano propulsori tradizionali con tecnologie di sicurezza aggiornate.

“Il 2022 è stato uno degli anni più impegnativi per Euro NCAP che ha testato nuove Case automobilistiche e, soprattutto, nuove tecnologie – ha affermato Angelo Sticchi Damiani, presidente dell’Automobile Club d’Italia. A venticinque anni dal suo esordio, però, Euro NCAP sta predisponendo livelli di sicurezza sempre più elevati, tanto che i protocolli più restrittivi, che applicheremo nel 2023, costituiranno una vera e propria sfida per l’industria automobilistica”.

Cinque stelle per Škoda Octavia, così come Ford Puma e Volkswagen Touran, (entrambe aggiornamenti di rivalutazioni di auto precedenti), che, però, hanno perso una stella a causa del test nella protezione degli occupanti adulti. Stesso punteggio di quattro stelle per Peugeot 408, Citroen C4 e C4 X.

Il Consorzio Euro NCAP, di cui ACI è uno dei soci, organizza crash test su nuovi veicoli e fornisce ai consumatori automobilistici una valutazione realistica e indipendente delle prestazioni di sicurezza di alcune delle auto più popolari vendute in Europa. Istituito nel 1997 e sostenuto da diversi governi europei, organizzazioni di automobilismo, consumatori e assicurazioni, Euro NCAP è rapidamente diventato un catalizzatore per incoraggiare significativi miglioramenti di sicurezza nella progettazione delle nuove autovetture.

Anas, Ricerca su stili di guida: gli automobilisti si autopromuovono, la colpa è sempre degli altri

Questo è  il dato che emerge dalla seconda edizione della “Ricerca sugli stili di guida”, promossa da Anas, sulle cattive abitudini degli automobilisti lungo le strade e autostrade di competenza

Gli automobilisti al volante hanno una percezione di sé e dei propri comportamenti decisamente indulgente e il dito puntato contro gli altri. I pericoli che causano incidenti o situazioni potenzialmente a rischio vengono attribuiti alle condotte altrui. È la fotografia ai guidatori in viaggio, scattata dalla seconda edizione della ricerca sugli stili di guida degli utenti, commissionata da Anas (Gruppo FS Italiane) e condotta da CSA Research – Centro Statistica Aziendale – con interviste su un campione di oltre 3mila persone e con circa 5mila osservazioni dirette su strada, presentata nell’ambito del convegno “Sicurezza stradale: obiettivo zero vittime” organizzato in occasione della giornata mondiale in ricordo delle vittime della strada. 

Fattori sociologici e psicologici: i dati sulla percezione di sé e degli altri

Nella percezione di sé e degli altri, mentre si è alla guida, si evidenzia una significativa discrepanza. Per quanto riguarda il rispetto delle regole del codice della strada, in una scala da 1 a 10, il giudizio su sé stessi oscilla tra un punteggio compreso tra l’8 e l’8,8. Decisamente meno clementi quando si esprime un giudizio sugli altri: qui la percezione raccoglie consensi che vanno da 5 a 5,9. 

Questa forma di distorsione percettiva, nota come self serving bias, si accentua in modo particolare nel contesto della guida, investendo il giudizio sulla totalità dei comportamenti. L’automobile rappresenta da sempre un oggetto fortemente identitario nella cultura italiana.

Non solo un mezzo di trasporto, ma anche di espressione della propria personalità, una seconda casa in cui si vuole essere comodi e riflettere il proprio stile. Guidare l’auto è dunque un’attività che occupa un tempo significativo della giornata e in cui si riflettono valori e gusti personali.

Nella guida le persone investono tempo e intelligenza, confrontandosi con un contesto che però, soprattutto nei centri metropolitani o trafficati, può essere anche molto stressante.

Come attività che prevalentemente si svolge da soli, la guida enfatizza inoltre una prospettiva individualistica con atteggiamenti di idealizzazione di sé e ostilità verso gli altri. In sostanza, la guida rappresenta un piacere individuale mentre gli altri guidatori sono visti come anonimi e potenziali ostacoli, i cui comportamenti sono scorretti.

Il mancato rispetto delle regole

Maglia nera per il mancato uso delle frecce. Dalle osservazioni dirette su strada emerge, infatti, come il 54,1% dei conducenti non utilizzi gli indicatori di segnalazione per il cambio di corsia in fase di sorpasso. Percentuale analoga (54%) non li utilizza per segnalare il rientro dopo il sorpasso. I dati non sono più confortanti per altre tipologie di manovra: il 35,4% degli automobilisti non segnala l’ingresso in strada da rampa di accesso, mentre il 19,5% non indica l’uscita.

Mancato rispetto delle norme del codice della strada anche per quanto riguarda l’utilizzo dei dispositivi di ritenuta per bambini: il 41,7% non li utilizza sul lato anteriore della vettura, dato che peggiora se riferito al sedile posteriore dove la percentuale di chi non ne fa uso sale al 48,4%. Infine, il 10,3% dei conducenti usa impropriamente il telefono cellulare e l’11,4% non indossa la cintura di sicurezza, dato che aumenta vertiginosamente per i passeggeri sul sedile posteriore (75,7%).

Non va meglio su altri fronti: su oltre 357mila veicoli monitorati, è stato rilevato il superamento del limite di velocità nel 9,6% dei casi; il mancato rispetto della distanza minima di sicurezza nel 77,7%.

 “Abbiamo chiare indicazioni dalla Capogruppo FS: il traguardo è lo sfidante obiettivo di ridurre al 2030 del 50% le vittime di incidenti stradali per allineare l’Italia alle performance dei più avanzati paesi europei. Con un altro target all’orizzonte successivo, la Vision Zero entro il 2050” ha dichiarato l’Amministratore Delegato di Anas, Aldo Isi.

“L’obiettivo – ha proseguito Isi – è contenuto anche nel Piano d’azione strategico sulla sicurezza stradale della Commissione europea ed è uno stimolo importante a fare sempre meglio per accrescere la sicurezza, puntando sull’innovazione tecnologica”.

“Per conseguire questi risultati – ha concluso Isi – Anas ha predisposto un piano strategico nel medio periodo articolato su più fronti (manutenzione, innovazione tecnologica e campagne di sensibilizzazione sulla sicurezza stradale), che convergono sull’obiettivo di una sempre più elevata sicurezza stradale”.

La metodologia di indagine

La campagna di indagine sulle strade Anas ha visto la realizzazione di tre diversi tipi di attività: il rilevamento di alcuni parametri di guida attraverso sistemi di rilevazione automatica (velocità, distanza e occupazione delle corsie su sei tratte stradali); interviste a un campione di 3.036 utenti; osservazioni dirette dei comportamenti di guida lungo sei differenti tipologie di strade e autostrade: il RA10 Raccordo Autostradale “Torino Caselle” in Piemonte; la strada statale 51 di “Alemagna” in Veneto; la strada statale 3bis “Tiberina” tra Terni e Ravenna; la strada statale 1 “Aurelia”, tra Roma e Livorno; la strada statale 16 “Adriatica” tra Bari e Otranto; la A2 “Autostrada del Mediterraneo”.

Le attività di osservazione diretta sono state eseguite con l’impiego di due ricercatori all’interno di un’automobile che ha percorso l’infrastruttura di interesse, registrando un campione di veicoli in transito e i comportamenti dei passeggeri a bordo.

L’impegno di Anas

Anas, in vista dello sfidante obiettivo di ridurre del 50% le vittime di incidenti stradali entro il 2030, è fortemente impegnata nell’implementare la sicurezza agendo su più fronti contemporaneamente con un piano d’azione strategico. In attuazione del grande piano industriale 2022-2031, presentato dal Gruppo Ferrovie dello Stato, Anas realizzerà 50 miliardi di euro di investimenti dei 190 miliardi previsti. Il piano prevede l’aumento delle risorse da destinare alla manutenzione programmata: al momento sono in corso 1.200 cantieri di manutenzione e 65 cantieri di nuove opere per un totale di circa 9 miliardi di investimenti.

Infine, muovendo dal dato che oltre il 93% degli incidenti deriva dal comportamento del guidatore, Anas è impegnata anche nella promozione e diffusione di una cultura della sicurezza stradale, attraverso la campagna di comunicazione “Quando guidi, guida e basta”.

Da Le Strade dell’Informazione ANAS

ACI: responsabili alla guida

Scegliere di guidare con prudenza significa dire no alle distrazioni

Nel 2021, sulle strade italiane, si sono registrati 151.875 incidenti con lesioni a persone, che hanno causato 2.875 decessi e 204.728 feriti. Ogni giorno, in media, 416 incidenti, 7,9 morti e 561 feriti.

Le statistiche sugli incidenti stradali, elaborate da ACI e Istat, ci mostrano una situazione di graduale ritorno alla normalità in seguito all’allentamento delle restrizioni imposte dalla pandemia da Covid-19.

Nella Giornata Mondiale in ricordo delle vittime della strada, con questo video, l’Automobile Club d’Italia intende sensibilizzare tutti a rispettare sempre le regole dettate dal Codice della strada e a usare la massima prudenza, qualunque veicolo si utilizzi per muoversi: a quattro o a due ruote. E’ assolutamente necessario prestare particolare attenzione quando si è alla guida dei cosiddetti mezzi per la ‘mobilità dolce’: il monopattino o la bicicletta. Mai dimenticare, poi, che in caso di incidente è il pedone ad avere la peggio.

E’ bene sempre avere in mente che non esiste una velocità sicura: “Tuo il rischio, tua la responsabilità”! Guidate con prudenza – sempre e dovunque – ne va della vostra e dell’altrui incolumità!

Anteprima mondiale della Toyota Prius di quinta generazione, 100% ibrida plug-in per l’Europa

La lunga tradizione d’innovazione giunge alla quinta generazione con la Prius più efficiente di sempre.

Le vendite europee saranno caratterizzate esclusivamente dal powertrain Plug-in Hybrid Electric, sottolineando la leadership di Toyota nell’elettrificazione e rafforzando la scelta di powertrain elettrificati disponibili su tutta la sua gamma.

Nuovo design aerodinamico mozzafiato e accelerazione migliorata per una guida entusiasmante.

Anteprima mondiale oggi in Giappone e a Los Angeles auto Show, anteprima europea a seguire il 5 dicembre.

 Toyota presenta oggi il nuovo capitolo della storia Prius, fatta d’innovazione ingegneristica e design accattivante, con la prima mondiale del suo modello di quinta generazione.

La Prius ha avuto un grande impatto su Toyota e sul mondo dell’auto sin dal suo lancio nel 1997, affermandosi come un’autentica icona automobilistica simbolo dell’elettrificazione e delineando in maniera netta e decisa i trend futuri in termini di tecnologia. La nuova generazione, che in Europa sarà disponibile esclusivamente come ibrida plug-in, compie il passo successivo in questo viaggio.

 Toyota è impegnata nel raggiungimento della carbon neutrality e la tecnologia ibrida originariamente introdotta dalla Prius continua a contribuire in modo significativo alla transizione verso le emissioni zero. La nuova Prius plug-in rafforza la gamma multi-tecnologica di Toyota, che comprende anche soluzioni elettriche a batteria (BEV) ed elettriche a celle a combustibile alimentate a idrogeno (FCEV), offrendo maggiore efficienza e soluzioni accessibili per la riduzione delle emissioni di anidride carbonica.

Come pioniera di nuove tecnologie, la Prius ha sempre ispirato il futuro di altri modelli e la nuova generazione non sarà da meno. Introduce il sistema ibrido plug-in Toyota di nuova generazione, un’evoluzione a tutto tondo caratterizzato da maggiore potenza grazie ad una nuova batteria ad alta capacità.

Un motogeneratore più potente e un motore da due litri coinvolgono i sensi del guidatore con una potenza combinata di 223 CV (164 kW) per un’accelerazione energica e reattiva. Inoltre, la nuova carrozzeria è disegnata nella mente l’aerodinamica per ottimizzare il flusso d’aria e ottenere un eccellente livello di efficienza nei consumi, maneggevolezza e stabilità.

Lo stile distintivo per cui Prius è diventata famosa si evolve verso un look più dinamico grazie a una silhouette tipica delle coupé, ispirando una forte risposta emozionale. È costruita sulla piattaforma GA-C di seconda generazione della Toyota New Global Architecture (TNGA), caratterizzata da un peso ridotto e rigidità aumentata. Grazie all’ottimizzazione del posizionamento della batteria e del serbatoio del carburante, si è ottenuto un baricentro più basso, per un’esperienza di guida accattivante e una guida senza pensieri.

Lo spazioso abitacolo combina divertimento di guida ed emozioni, utilizzando il nuovo concept “Island Architecture” di Prius per un interno pulito e spazioso. La posizione di guida è più bassa, creando una sensazione di sportività, mentre display e comandi sono posti per un’ergonomia ottimale.

Prestazioni di guida

Il sistema ibrido di nuova generazione porta con sé un’evoluzione a tutto tondo dell’esperienza di guida sulla Prius plug-in, fornendo più potenza e maggiore efficienza. Il motore TNGA 2.0l produce 148 CV (111 kW) e si combina con un nuovo motore elettrico da 160 CV (120 kW) per una potenza totale del sistema di 223 CV DIN (164 kW). Rispetto ai 122 CV (90 kW) dell’attuale generazione in configurazione ibrida plug-in, la maggiore potenza garantisce un’accelerazione esaltante.

Con l’obiettivo di consentire la maggior parte della guida quotidiana in modalità EV, l’autonomia in modalità EV è stata migliorata ed è maggiore del 50% rispetto alla generazione attuale. Questo grazie a una nuova batteria agli ioni di litio da 13,6 kWh. Le celle a maggiore densità di energia consentono un packaging ottimizzato e il pacco batteria è quindi abbastanza compatto da poter essere installato sotto i sedili posteriori, abbassando il baricentro.

Nella ricerca della massima efficienza, il tetto opzionale a pannelli solari può generare energia totalmente pulita.

Design – Esterno

L’iconica forma a cuneo, marchio di fabbrica della Prius fin dalla seconda generazione, si è evoluta, adottando linee eleganti e moderne. La silhouette fluida ed elegante è stata realizzata abbassando l’altezza complessiva di 50 mm, spostando l’apice del tetto all’indietro e adottando pneumatici di diametro maggiore, fino a diciannove pollici.

Forme e linee non necessarie sono state evitate, lasciando spazio a un design generale semplice e pulito ispirato al flusso naturale dell’aria. La forma distintiva è esaltata da un passo più lungo di 50 mm rispetto alla generazione precedente. Allo stesso tempo, la lunghezza complessiva è stata ridotta di 46 mm.

Con una larghezza maggiore di 22 mm rispetto alla precedente, l’impronta a terra della Prius lascia trasparire dinamicità, mentre sul frontale il design “hammerhead” integra elegantemente luci che ne accentuano la forma distintiva. La vista posteriore è accentuata da un elemento d’illuminazione lineare tridimensionale che enfatizza il design futuristico e focalizza l’attenzione sull’audace logo Prius.

Design – Interni

Gli interni a tema black sono divisi in tre zone secondo la nuova “Island Architecture” di Prius: “surroundings”, “driver module” e “floating instrument panel”.

Per guidatore e passeggeri, l’ambiente è spazioso e costruito con materiali eleganti e di pregio, accentuati da dettagli armoniosi che evidenziano dinamismo e senso di utilità.

Il “driver module” si basa sullo schermo LCD TFT da sette pollici che si trova direttamente nel campo visivo del guidatore, migliorando la sicurezza in quanto il conducente può mantenere gli occhi sulla strada.

Il cruscotto di nuova concezione privilegia il comfort nell’abitacolo, caratterizzato da un layout pulito con un’intrusione minima nel campo visivo del guidatore, privilegiando usabilità e impatto visivo. Combina uno schermo centrale discreto e più basso e una plancia compatta per i comandi dell’aria condizionata, mentre l’illuminazione del cruscotto è collegata alle notifiche del Toyota Safety Sense, che manda avvisi attraverso cambiamenti di colore. 

Che si tratti delle sue prestazioni di guida inaspettate, della sua maggiore efficienza o del suo design elegante e dinamico dentro e fuori, la nuova generazione di Prius continuerà la tradizione d’innovazione iniziata venticinque anni fa. Questo nuovo capitolo della storia unica di Prius inizierà, stabilendo nuovi riferimenti in termini di tecnologia, efficienza e peace of mind, quando la quinta generazione di Prius Plug-in sarà introdotta in Europa nella primavera del 2023.

Aci-Istat: Incidentalità stradale primo semestre 2022

Aumentano Incidenti (+24,7%)

 Morti (+15,3%) e Feriti (+25,7%)

Gennaio – giugno 2022:

81.437 incidenti

1.450 morti

108.996 feriti

Ogni giorno: 450 incidenti, 8 morti e 602 feriti

Aumentano le percorrenze medie: in autostrada +25,6%

Dopo il Covid t orna ad aumentare in maniera significativa la mortalità stradale in Italia. Le stime ACI-ISTAT – relative ai primi sei mesi del 2022 – evidenziano – rispetto allo stesso periodo del 2021 – un incremento, di incidenti con lesioni (+24,7%), vittime (+15,3%) e feriti (+25,7%).

Dal 1° gennaio al 30 giugno scorso, 81.437 incidenti hanno causato 1.450 morti e 108.996 feriti: in media 450 incidenti, 8 morti e 602 feriti ogni giorno.

L’aumento delle vittime del 2022 si è registrato, in modo particolare, su strade extraurbane (+20%) mentre è stato più contenuto su strade urbane (+11%) e autostrade (+10%).

In aumento le percorrenze medie 

Analogo andamento ha riguardato le percorrenze medie dei veicoli. Nel periodo gennaio – giugno 2022 le percorrenze medie autostradali sono aumentate del 25,6%. La ripresa della circolazione interessa soprattutto i veicoli leggeri, in particolare le autovetture mentre decisamente più contenuta è la crescita registrata per i veicoli pesanti (+7%). Situazione analoga si rileva per il traffico sulla rete extraurbana principale, dove nei primi quattro mesi dell’anno gli incrementi hanno toccato punte del 30%. Nelle città è ancora in crescita l’uso dei servizi di sharing, tra cui i monopattini, che rivestono la quota più elevata di noleggi. In calo, viceversa, il mercato dell’auto.

Rispetto al 2019

Nel primo semestre 2022, rispetto al 2019, anno fissato come base per il monitoraggio del decennio 2021-2030, si rileva, invece, ancora un lieve calo: incidenti stradali -2,6%; feriti -6,8% e deceduti -5,5%. Con riferimento alla categoria di strada, le vittime diminuiscono in misura significativa sulle autostrade (-11,8%) mentre sulle strade urbane ed extraurbane il calo è stimato intorno al 5%.

20 novembre 2022 ‘Giornata mondiale in ricordo delle vittime della strada’

Domenica 20 novembre si celebra la “Giornata mondiale in ricordo delle vittime della strada”: 8 morti e 48 feriti gravi al giorno sono inaccettabili, ogni vittima è una perdita per l’intera società. Dobbiamo impegnarci per raggiungere gli obiettivi di dimezzare queste cifre entro il 2030. L’ACI con un breve video intende sensibilizzare tutti a usare la massima prudenza quando si è alla guida, ricordando che non esiste una velocità sicura: “Tuo il rischio, tua la responsabilità”! Guidate con prudenza per la vostra e l’altrui incolumità.

Crash test Euro NCAP: I risultati della settima serie 2022

Delle sedici auto testate nella settima serie Euro NCAP 2022 ben quindici ottengono la valutazione massima di cinque stelle, solo la DS 9 conquista quattro stelle.

Le auto analizzate ricomprendono Tesla Model S e NIO ET7, completamente elettriche, che la scorsa settimana hanno ottenuto il massimo dei voti nella valutazione Green NCAP. Seguono Toyota bZ4X elettrica e la gemella Subaru Solterra; Hyundai IONIQ 6, (con un encomiabile 97% nella protezione degli adulti); Honda Civic; Isuzu Dmax crew cab; Toyota Corolla Cross; Nissan Ariya e X Trail; Renault Austral; Land Rover Range Rover e Range Rover Sport; smart #1 e WEY Coffee 02.

La DS 9 ha conquistato una stella in meno a causa della penalizzazione nel test di scontro frontale e per avere un impatto ‘aggressivo’ nei confronti di altri veicoli.

“I produttori sono desiderosi di ottenere buoni punteggi nei test poiché i protocolli introdotti per il 2023 saranno più rigorosi e forniranno maggiori sfide per lo sviluppo del veicolo – ha dichiarato Angelo Sticchi Damiani, presidente dell’Automobile Club d’Italia. Nel prossimo anno, in linea con la sua Vision 2030, Euro NCAP si concentrerà su una serie di nuovi aspetti: protocolli di frenata di emergenza autonoma (AEB) per i motocicli e nuovi scenari di sicurezza passiva per pedoni e ciclisti, estendendo l’area in cui questi utenti vulnerabili potrebbero interagire con un veicolo, un progresso necessario nella sicurezza per gli altri utenti della strada”.

Per incoraggiare gli sviluppi della sicurezza, gli aggiornamenti dei veicoli e per proteggere maggiormente Euro NCAP consente ai produttori di veicoli di sottoporre la stessa auto a un nuovo test o a una nuova valutazione a seguito di significativi miglioramenti della sicurezza. Ne hanno beneficiato quest’anno, tra i vari veicoli, la Volkswagen Golf, (testata per la prima volta nel 2019) e l’Isuzu D-Max Crew Cab.

Il Consorzio Euro NCAP, di cui ACI è uno dei soci, organizza crash test su nuovi veicoli e fornisce ai consumatori automobilistici una valutazione realistica e indipendente delle prestazioni di sicurezza di alcune delle auto più popolari vendute in Europa. Istituito nel 1997 e sostenuto da diversi governi europei, organizzazioni di automobilismo, consumatori e assicurazioni, Euro NCAP è rapidamente diventato un catalizzatore per incoraggiare significativi miglioramenti di sicurezza nella progettazione delle nuove autovetture.

ACI: la mappa degli incidenti stradali

Sulle strade italiane 73 incidenti su 100 nei centri abitati, 5 in autostrada e 22 su strade extraurbane. Sulla rete viaria principale 25 incidenti su 100 nei centri abitati, 24 in autostrada e 51 su strade extraurbane.

Rispetto al 2019, nel 2021 in complesso diminuiscono sia gli incidenti che i decessi (5.119 gli incidenti in meno, 179 i decessi): in autostrada incidenti -15,9%, morti -20,6%, sulle strade extraurbane, incidenti -10,1% morti -10,5%; nei centri abitati, incidenti -19,5% e morti -18,7%.

Sono i dati essenziali che emergono da “Localizzazione degli incidenti stradali 2021”, lo studio, realizzato dall’ACI, che analizza i 31.407 incidenti (1.002 mortali), con 1.078 decessi (il 37,5% del totale) e 47.740 feriti, avvenuti su circa 53.000 chilometri di strade della rete viaria principale del Belpaese. L’indice di mortalità medio su questa rete è pari a 3,4 morti per 100 incidenti.

In autostrada le autovetture sono il 71,5% dei veicoli coinvolti in incidente (contro il 73,8% del 2019), i veicoli industriali – autocarro (anche leggero), autotreno o autoarticolato, motrice – sono il 22,9% (20,4% nel 2019) ed i motocicli il 5,3% (valore stabile rispetto al 2019).

Gli spostamenti e le partenze nei fine-settimana incidono in modo particolare: giugno, luglio ed agosto i mesi con la maggiore incidentalità (ciascuno rappresenta il 10,5% circa del totale). Il venerdì è il giorno in cui si verificano più incidenti (15,2%). Dalle 18 alle 20 le ore più critiche. L’indice di mortalità, tuttavia, risulta più elevato a gennaio (4,2 decessi ogni 100 incidenti), seguito da giugno (4,0)

Rispetto al 2019, gli incidenti sulla rete primaria sono diminuiti del 14% (media Italia -11,8%), i morti sono scesi del 14,2%, (media Italia -9,4%).

Le autostrade urbane si confermano quelle con la maggiore densità di incidenti a causa degli elevati flussi di traffico e della pluralità di mezzi diversi.

La Penetrazione urbana della A24 (10 incidenti/km), la Tangenziale Nord di Milano nel tratto Monza e della Brianza (8,8 incidenti/km) e la Diramazione Capodichino A1 in Provincia di Napoli (8,1 incidenti/km), sono, infatti, le strade sulle quali si verificano più incidenti, mentre per la rete autostradale la media nazionale è di 1,03 incidenti/km.

Per le strade extraurbane, dove la media nazionale è di 0,5 incidenti/km, il triste primato spetta a: Statale 719 Prato-Pistoia in Provincia di Firenze (8 incidenti/km), Statale 36 del Lago di Como e dello Spluga nel tratto in provincia di Milano (6,9 incidenti/km) e Statale 671 Asse Interurbano di Bergamo (6 incidenti/km).

GLI UTENTI VULNERABILI

Anche sulle strade extraurbane gli utenti vulnerabili rappresentano una quota molto elevata dei decessi, ancora in aumento: il 39% è ciclista, “dueruotista” o pedone. Nel 25% dei casi è deceduto un motociclista (270), nel 10% un pedone (114) e nel 3,5% un ciclista (38). Rispetto al 2019 aumentano i morti su due ruote a motore (erano 257), mentre diminuiscono i ciclisti deceduti (erano 53).

DUE RUOTE

L’indice di mortalità delle due ruote, è molto più elevato di quello delle quattro ruote: 4,1 morti ogni 100 veicoli a motore coinvolti in incidente, e 2,5 per le bici rispetto all’1,2 delle auto.

Al vertice delle tratte più pericolose per le due ruote, con incidenti mortali, il Grande Raccordo Anulare di Roma, la SS 601 Ostia-Anzio nel comune di Roma, la SS 007 nel comune di Terracina la SS 016 Adriatica nel comune di Bari, la SS 018 Tirrena-Inferiore nel comune di Vietri sul mare, mentre si confermano tratte con elevata densità di incidenti lungo la SS 001 Aurelia in provincia di Savona, la SS 002 Cassia e la SS 006 Casilina in provincia di Roma,  la SS 0016 Adriatica in provincia di Rimini

Due incidenti mortali per i ciclisti sulla SS 017 Dell’Appennino Appulo Abruzzese nel comune di Lucera in provincia di Foggia, mentre per densità di incidenti spiccano tratte lungo la SS 001 Aurelia in provincia di Lucca e di Savona, la SS 011 Padana Superiore in provincia di Padova e Venezia, la SS 013 Pontebbana in provincia di Treviso, la SS 016 Adriatica in provincia di Ascoli Piceno, la SS 022 di val Macra in provincia di Cuneo, la SS 248 Schiavonesca Marosticana in provincia di Vicenza

PEDONI

Nel 2021 si è verificato più di un investimento mortale sulla SS 016 Adriatica nel comune di Fano in provincia di Pesaro Urbino e sulla SS 439 Sarzanese Valdera nel comune di Massarosa in provincia di Lucca.

53 incidenti, dei quali 21 mortali, si sono verificati in tratte autostradali.

Lungo l’elenco delle tratte dove si registra un numero particolarmente elevato di investimenti: spiccano molte consolari nel Comune di Roma e la SS 005 Tiburtina nel comune di Tivoli. Inoltre la SS 001 Aurelia nel Comune di Diano Marina Vallecrosia (IM), la SS 227 nel Comune di Santa Margherita Ligure (GE), la SS 016 Adriatica nel Comune di Fano (PU), la SS 155 di Fiuggi nel Comune di Fiuggi e la SS 270 dell’Ischia Verde nel Comune di Forio (NA).

CHI MIGLIORA

Rispetto al 2019, la A 51 Tangenziale est di Milano, il GRA di Roma, la A 8 in provincia di Varese e la SS 036 del Lago di Como e dello Spluga in provincia di Monza Brianza sono le strade nelle quali gli incidenti sono diminuiti di più in valore assoluto gli incidenti e sono diminuiti anche i morti; mentre A12 in provincia di Genova, A4 in provincia di Padova, A13 in provincia di Bologna, SS 16 Adriatica nelle province di Ravenna e di Pesaro-Urbino, SS 372 Telesina in provincia di Caserta, SS 121 Catanese sono le tratte con le maggiori diminuzioni di morti in valore assoluto.

Lo studio dell’ACI, consultabile sul portale www.lis.aci.it, comprende due sezioni distinte, una relativa ai dati generali di incidentalità e l’altra specifica sulla localizzazione degli incidenti stradali avvenuti sulla rete viaria principale.

La sezione dedicata alla localizzazione contiene la statistica degli incidenti per ciascun chilometro di strada analizzato, con dettagli relativi alle conseguenze alle persone, tipologia di incidente, mese, ora, giorno della settimana, particolari categorie di veicoli coinvolti, caratteristica del luogo di accadimento.

Completano l’analisi le mappe di incidentalità: numero di incidenti per chilometro su ciascuna strada con dati dell’anno di riferimento, numero di incidenti mortali per chilometro per ciascuna strada con dati dell’ultimo triennio, oltre alla geolocalizzazione degli incidenti.

Le Tabelle complete di dati relativi alla Localizzazione degli Incidenti stradali sulla rete viaria principale sono scaricabili anche su

https://www.aci.it/laci/studi-e-ricerche/dati-e-statistiche/incidentalita.html

Dal 2011al 2020: 6mila bambini morti sulle strade europee.

Di questi 467 i bambini italiani

Incidenti stradali = 6,5% causa di morte in età infantile

Sono più di 6mila i bambini (minori di 14 anni) dell’Unione Europea morti a causa di incidenti stradali, nel decennio 2011-2020. 467 di loro (il 7,78% del totale) erano italiani. Nell’UE gli incidenti stradali rappresentano il 6,5% di tutte le cause di morte in età infantile e, in media, dopo il primo anno di età, un decesso infantile su 15 è causato da una collisione stradale. Tutto questo, nonostante, tra 2010 e 2020, la mortalità dei bambini (decessi per milione di abitanti in età infantile) sulle strade europee si sia ridotta del 46%, mentre, per tutte le altre fasce d’età, è scesa del 36%.

Sono solo alcuni dei molti dati preoccupanti che emergono dalla lettura di “Ridurre le morti di bambini sulle strade europee”, il nuovo rapporto pubblicato nell’ambito del programma “Road Safety Performance Index” (www.etsc.eu/pinflash43) dell’ETSC, il Consiglio Europeo per la Sicurezza dei Trasporti.

“Perdere un figlio in un incidente stradale – ha dichiarato Antonio Avenoso, Direttore Esecutivo ETSC – è una tragedia che nessuna famiglia dovrebbe vivere. Sebbene, in alcune parti d’Europa, l’azzeramento della mortalità infantile stia diventando una realtà, la strada da percorrere è ancora lunga”.

“Molti dei progressi in sicurezza degli ultimi anni – ha aggiunto Avenoso – sono stati raggiunti grazie ad automobili più sicure. Tenere al sicuro i bambini rinchiudendoli in gabbie di metallo, però, è una ‘vittoria di Pirro’. Se vogliamo che bambini sani e attivi diventino adulti sani e attivi, dobbiamo cambiare modo di ragionare”.

“Per rendere le città sicure per i bambini – ha concluso il Direttore Esecutivo ETSC – bastano cose semplici, come velocità più basse e strade scolastiche. Se, però, vogliamo davvero ridurre le centinaia di tragiche morti di bambini che si verificano ogni anno, dobbiamo riprogettare i nostri spazi urbani, per tenere separati i bambini dai veicoli veloci, e creare degli spazi nei quali i piccoli possano giocare e muoversi in sicurezza”.

Italia nel 2021: 28 bambini morti in incidenti stradali. 23 avevano tra 5 e 14 anni

Ancora elevata la quota di bambini (0-14 anni) deceduti in incidenti stradali nel nostro Paese nel 2021. In aumento – rispetto al 2019 – la fascia 5-14 anni, a fronte di una diminuzione per quasi tutte le altre età. Sono 28 i bambini che hanno perso la vita in incidenti stradali nel 2021. Di questi, 23 tra 5 e 14 anni (erano 18 nel 2019 e ben 29 nel 2020)[1]. In particolare, nella classe di età 5-9 anni, rispetto al 2019, le vittime salgono da 4 a 6. Nella classe 10-14 anni, invece, passano da 14 a 17. Rispetto alla media europea, da noi la situazione risulta, comunque, migliore. Nell’ultimo triennio, infatti, il numero di bambini morti per milione di abitanti è pari a 6, contro i 9 della media UE.

Tra le circa 40 raccomandazioni che il Consiglio Europeo per la Sicurezza dei Trasporti rivolge ai governi dei Paesi Membri e all’UE, percorsi ciclabili e pedonali sicuri verso le scuole. Secondo l’ETSC, le strade intorno alle strutture per l’infanzia e nelle aree urbane con molti ciclisti e pedoni dovrebbero essere progettate per una velocità di 30 km/h, e prevedere limitazioni al traffico.

Dal momento che, quest’anno, l’Unione Europea rivedrà le regole sulle patenti di guida, ETSC chiede anche una formazione teorica e pratica obbligatoria, nonché una prova pratica, per ottenere una patente di guida AM (ciclomotore).

L’ETSC sottolinea, inoltre, che 16 Paesi europei (tra i quali l’Italia) consentono ai bambini di guidare un motorino a 14 o 15 anni, nonostante un’età minima raccomandata dall’UE di 16 anni. A 14 anni, il 20% dei morti sulla strada sono su un ciclomotore, la stragrande maggioranza dei quali ragazzi (maschi).

L’ETSC afferma, infine, che non si dovrebbe abbassare l’età minima raccomandata dall’UE (16 anni) per la guida non accompagnata delle auto.


 

Domani 21 settembre: “Corri in pista non in strada”.

In occasione della Giornata Europea senza morti sulle strade, domani pomeriggio, mercoledì 21 settembre 2022, dalle ore 14, la sezione Motorsport & Road Safety del Cral Amt Genova ha organizzato una gara endurance di Go Kart, presso la pista OMP di Ronco Scrivia (GE).

L’evento denominato”Corri in pista, non in strada!”, s’inserisce nell’ambito della Settimana europea della mobilità, con lo scopo di sensibilizzare sulla Sicurezza Stradale. La leggera diminuzione del numero di feriti e morti degli ultimi due anni è stata fortemente condizionata dalla diminuzione di spostamenti dovuti all’epidemia Covid. Con il lento ritorno alla normalità, le statistiche, riguardanti gli incidenti stradali, che riportano gli osservatori Asaps, sono preoccupanti e tra le prime cause troviamo la distrazione, purtroppo l’uso improprio dello smartphone durante la guida.

Saranno quaranta i partecipanti pronti a scendere in pista: tra questi ci saranno alcuni partecipanti appartenenti alle Forze dell’Ordine (Carabinieri, Polizia di Stato, Polizia Locale), dipendenti del Comune di Genova, di Amt e piloti – istruttori di guida sicura come “Jolly” Marcello Zito e Giorgio Porello, piloti che entrambi hanno in comune la passione per la sicurezza stradale.

Gli organizzatori dell’evento con l’occasione illustreranno condivise idee e iniziative per una futura manifestazione aperta alla cittadinanza che è in programma per la prossima primavera.

Per informazioni sull’iniziativa è possibile prendere contatto Schena Alessandro al numero: 3337687106.

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