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Gino Bruni

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Sicurezza Stradale

Crash test Euro NCAP: 5 Stelle per Audi, Ford, Mg, Nissan e Volkswagen

Dieci i modelli testati nella nona e ultima tornata 2019 dei test Euro NCAP, il progetto internazionale di valutazione degli standard di sicurezza delle auto nuove, del quale è partner l’Automobile Club d’Italia. Il punteggio massimo di 5 stelle è andato a: Audi Q8, Ford Puma, MG HS e ZS-EV, Nissan Juke e VW Golf 8.

Quattro i modelli che si fermano, invece, a 3 stelle: tre del gruppo Volkswagen, – VW Up!, SEAT Mii e Skoda CITIGO – e la cinese Aiways U5.

Il large Suv Q8 dell’Audi si distingue per gli ottimi punteggi nelle prove di urto laterale e nella protezione dei bambini a bordo. Unica criticità la protezione del torace per conducente e passeggeri negli urti frontali.

L’elettrica Aiways U5 conquista solo 3 stelle a causa del malfunzionamento degli airbag laterali nella prova di urto laterale contro il palo e del sistema di frenatura automatica (AEB) che, nel caso di urto con il pedone, non supera il punteggio minimo richiesto dal protocollo. Inadeguato anche il sistema di riconoscimento automatico dei limiti di velocità. Punteggio massimo, invece, per la protezione dei passeggeri a bordo, in caso di urto laterale contro barriera.

Ottime performance e 5 stelle per il piccolo Suv Puma della Ford, con punteggio pieno raggiunto nelle due prove di scontro laterale contro barriera e palo. Soltanto marginale la protezione del torace del conducente in caso di urto frontale pieno.

I Suv della MG – HS, con alimentazione tradizionale, e ZS-EV, con motore elettrico – ottengono entrambi 5 stelle. I due modelli si distinguono per il massimo punteggio nelle prove di urto contro barriera laterale. Per quello alimentato a benzina qualche criticità nella scarsa protezione del torace del conducente, nell’urto con il palo; della testa e del collo del bambino in quello  frontale. Per l’elettrico scarsa protezione del torace del passeggero posteriore e del conducente, rispettivamente, nello scontro frontale pieno e nell’urto con il palo. Marginale anche il funzionamento del sistema di frenatura automatica nelle prove con pedone e ciclista.

Cinque stelle anche per la Nissan Juke, che si distingue per il massimo punteggio nella protezione dei pedoni in caso di investimento e nella prova di urto laterale contro barriera. Unico neo la protezione marginale del torace del conducente nella severa prova di urto contro il palo.

Solo 3 stelle per le “twin city cars” elettriche del gruppo Volkswagen: VW Up!, (provata anche nelle alimentazioni tradizionali), SEAT Mii e Skoda CITIGO. L’assenza del sistema di frenatura automatica AEB, e la scarsa o marginale protezione del torace degli occupanti, penalizzano le valutazioni dei 3 modelli. Da evidenziare, comunque, il massimo punteggio nella prova di urto contro barriera laterale.

Vincitrice indiscussa di questa serie di test è la VW Golf, giunta alla versione n. 8, con punteggi più alti in quasi tutte le prove effettuate. Uniche criticità riscontrate: l’apertura della porta posteriore nello scontro contro barriera laterale e la marginale protezione del torace del passeggero posteriore in quello frontale pieno.

“Due le considerazioni a seguito dei risultati di questi ultimi test – ha dichiarato il presidente dell’ACI, Angelo Sticchi Damiani – il buon debutto in Euro NCAP di un costruttore cinese con un modello interamente elettrico (anche se si può e si deve fare di più), e l’importanza dei sistemi di frenatura automatica per ottenere buoni livelli di sicurezza dei veicoli”.

Aci – Istat: Incidenti Stradali

Primo semestre 2019: meno incidenti  + decessi

Continua a crescere la mortalità stradale in Italia. Le stime ACI-ISTAT – basate sui dati preliminari relativi al primo semestre 2019 – evidenziano un calo, rispetto allo stesso periodo del 2018, sia di incidenti con lesioni (-1,3%) che di feriti (-2,9%) mentre aumentano le vittime (+1,3%).

Dal 1° gennaio al 30 giugno scorso, gli incidenti sono stati 82.048 (in media, 453 al giorno: 19 ogni ora) e hanno causato 1.505 morti (8 al giorno: 1 ogni 3 ore) e 113.765 feriti (628 al giorno: 26 ogni ora).

Un andamento preoccupante, che ci allontana dall’obiettivo europeo di riduzione del 50% delle vittime della strada entro il 2020, che risultano calate del 23,6% rispetto al 2010 e del 54,2% rispetto al 2001.

L’aumento delle vittime si registra, in particolare, sulle autostrade (oltre il 25%) e sulle strade extraurbane (+0,3%). Per le strade urbane si stima, invece, una diminuzione pari a circa il 3%.  Non si registrano, invece, aumenti significativi della mobilità.

Eccesso di velocità, mancato utilizzo delle cinture di sicurezza e uso del cellulare i “vizi” più ricorrenti al volante: nei primi sei mesi del 2019 le contravvenzioni elevate dalla Polizia Stradale per queste infrazioni sono aumentate, rispettivamente del 38%, 7,5% e 15%.

I risultati dei primi mesi di MiMoto a Genova

Dopo solo tre mesi dal lancio, MiMoto, il primo scooter sharing elettrico Made in Italy portato a Genova in partnership strategica con IrenGo, cresce e raddoppia i propri mezzi, confermandosi il mezzo più rapido, green ed economico per spostarsi in città.

In questi giorni è stata raggiunge la quota di 100 scooter elettrici e a emissioni zero operativi sul territorio del capoluogo ligure, dimostrando come una mobilità condivisa, diffusa ed ecosostenibile.

La sfida di MiMoto, di lanciare in un territorio dove non esisteva la sharing mobility free floating, ma dove lo scooter è un vero e proprio compagno di vita, è stata vinta e il trend in continua crescita testimonia la grande necessità di mobilità snella in un territorio complicato.

La mission di MiMoto assieme è mettere al centro la persona, proponendo un nuovo stile di vita urbano basato su rispetto per l’ambiente, Made in Italy, sicurezza stradale, condivisione ed efficienza.

A Genova, infatti, MiMoto e IrenGo si prefiggono lo scopo comune di rendere la città sempre più vivibile e smart, facilitando gli spostamenti urbani con particolare attenzione all’ambiente e con un’user-experience innovativa.

MiMoto ha sempre avuto come obiettivo principale quello di facilitare la vita dei genovesi e di tutti quelli che gravitano in città e così è stato, rilevando tra le fasce orarie di maggior utilizzo quella dalle sei alle otto e nel pomeriggio dalle sedici alle diciannove, segno che gli utenti ritengono il mezzo migliore per muoversi in città nelle ore di punta e per raggiungere il proprio luogo di lavoro. Nel weekend, invece, le fasce di maggior utilizzo cambiano a dimostrazione che il servizio è percepito non solo come una prestazione utile per spostarsi da un punto A ad un punto B, ma anche come un modo nuovo per riappropriarsi del proprio tempo libero.

“Non possiamo non fare un sentito ringraziamento ai nostri partner e Istituzioni come il Comune di Genova, la Regione Liguria e Iren per tutto il supporto datoci, ” – affermano i founders di MiMoto – “ma soprattutto ai genovesi che ci hanno accolto calorosamente e con entusiasmo”.

“Con Mimoto e le altre iniziative di mobilità elettrica stiamo dimostrando che in Iren la sostenibilità non è teoria” – ha dichiarato Gianluca Bufo, Ad Iren Mercato – “Grazie a quest’accordo l’offerta di Iren si ampia con un servizio che contribuisce concretamente a rendere la vita più facile ai nostri clienti e a costruire un futuro migliore per le prossime generazioni “.

A seguito dell’aumento di flotta, MiMoto sta già mettendo in atto il progressivo allargamento della propria area operativa, che comprende già tutto il centro della città di Genova, includendo i principali punti d’interesse del capoluogo quali ad esempio Albaro, San Vincenzo, Foce, Boccadasse etc. Tale perimetro non deve però essere inteso come un limite insuperabile, ma solo un confine entro cui rilasciare il noleggio.

Incidenti autobus e mezzi pesanti in Liguria

Gli autobus coinvolti in un incidente stradale in Liguria nel 2018 sono stati 491, con un aumento del 25,3% rispetto al 201. Gli autocarri pesanti (incluse le motrici) coinvolti in un incidente stradale, sempre nel 2018, sono stati 1.037, con un aumento del 4% rispetto al 2014.

Questi dati emergono da un’elaborazione del Centro Ricerche Continental Autocarro sulla base dei dati resi noti da Istat.

Dall’elaborazione è possibile stilare la graduatoria dei dati a livello provinciale.

In Liguria nel comparto degli autobus vi è una sola provincia che presenta dati in calo (Savona, -33,3%), mentre nelle restanti province si registra un aumento: Imperia +77,8%, Genova +28,8%, La Spezia +10,5%. Anche nel comparto degli autocarri l’unica provincia che registra una diminuzione è Savona (-14,7%). In tutte le altre province liguri i dati sono in aumento: si va dal +4,4% di Genova al +20,9% di Imperia fino al +29,1% di La Spezia.

A livello nazionale gli autobus coinvolti in un incidente stradale nel nostro Paese nel 2018 sono stati 2.397, con un calo del 4,5% rispetto al 2014. Gli autocarri pesanti (incluse le motrici) coinvolti in un incidente stradale, sempre nel 2018, sono stati 21.029, con una diminuzione dell’1,5% rispetto al 2014.

“I dati mostrano un miglioramento – sottolinea Enrico Moncada, Business Unit Truck Replacement and OriginalEquipment Manager Continental Italia – ma è indispensabile continuare sulla strada intrapresa. C’è ancora molto lavoro da fare e gli incidenti si devono ulteriormente ridurre. Per questo Continental investe e sviluppa tecnologie di supporto alla guida che hanno sempre più un ruolo chiave nell’evitare incidenti. Vogliamo investire anche nella formazione e nella sensibilizzazione degli autisti e delle flotte che devono curare in particolare gli aspetti legati alla manutenzione dei mezzi. Per parlare del nostro business, il monitoraggio degli pneumatici è un aspetto essenziale per la sicurezza di marcia e anche per l’efficienza e la riduzione dei costi e delle emissioni inquinanti.”

Giornata Mondiale in ricordo delle vittime della strada 2019

L’anno scorso, nel nostro Paese, si sono verificati 172.553 incidenti stradali: 3.334 persone hanno perso la vita e 242.919 sono rimaste ferite. Parliamo di 473 incidenti, 666 feriti e 9 morti al giorno. I più colpiti sono i giovani tra 15 e 24 anni: 414 morti, il 12,4% del totale. Ma c’è un dato ancora più inquietante: i morti tra i 15 e i 19 anni sono aumentati, addirittura, del 26,1%. Un bilancio drammatico e inaccettabile, con costi sociali che superano i 18 miliardi di euro l’anno, pari all’1,1 per cento del PIL. Quasi una ‘Finanziaria’.

Per trasformare un momento di profondo dolore in un’occasione per contribuire concretamente alla sicurezza delle nostre strade, l’ACI propone cinque semplici regole, che possono aiutare a combattere le principali cause di incidente – distrazione, velocità, alcol e droga, mancato uso di cinture e seggiolini per bambini, scarsa attenzione a pedoni e due ruote – e fare la differenza tra far sì che la vita duri tutta la vita e perderla.

La distrazione e’ un attimo. –  l’ultimo; Rallenta. Tanto non si vince niente. – Se ti sballi e guidi sei fuori strada. – Certi legami allungano la vita. – Cinture e seggiolini: allacciati. Sempre. – Utenti vulnerabili: più sono deboli più i rischi sono forti. Rispettiamoci.

“La Giornata Mondiale in ricordo delle vittime della strada non deve ridursi alla doverosa partecipazione al dolore di migliaia di famiglie ma, deve trasformarsi in un momento di riflessione su un fenomeno drammatico, che non possiamo e non dobbiamo considerare un tributo fisiologico e inevitabile al nostro bisogno di mobilità”, ha dichiarato il Presidente dell’Automobile Club d’Italia, Angelo Sticchi Damiani.

“L’obiettivo ‘zero morti sulle strade’ – ha sottolineato il Presidente dell’ACI – non è utopia. È realtà. Una realtà ancora lontana, è vero, ma una realtà. Gli incidenti sono errori drammatici, non tragiche fatalità. Si possono e si devono evitare. La chiave è una sola: l’educazione alla sicurezza. Per salvare un numero sempre maggiore di giovani vite, l’ACI è da sempre impegnato nell’educazione dei giovani – in particolare futuri e neo-patentati – a una mobilità sicura e responsabile, sia supportando i programmi dedicati nella formazione scolastica, che potenziando gli strumenti formativi di supporto all’insegnamento e al perfezionamento della guida”.

“I problemi con i giovani sono essenzialmente due – ha evidenziato Sticchi Damiani: prima di prendere la patente, tendono a sovrastimare le loro capacità e, una volta presa la patente, tendono a sottostimare i rischi che capita di dover affrontare sulle nostre strade. Per questo, i corsi di guida sicura svolgono un ruolo fondamentale: perché fanno toccare con mano, anche a quei ragazzi che si ritengono già esperti, i loro limiti e le loro fragilità, prima che sia un evento drammatico, se non addirittura tragico, a dimostrarle, quando, ormai, per loro non c’è più niente da fare”.

“Le statistiche 2018 – ha concluso il Presidente ACI – dimostrano che non bisogna mai abbassare la guardia ma continuare a intensificare gli sforzi: per questo il nostro impegno nel prevenire e limitare l’incidentalità stradale crescerà ancora, attraverso un aggiornamento costante di contenuti e metodologie formative e divulgative, e una collaborazione sempre più stretta con tutti gli operatori del settore, istituzionali e no, nella consapevolezza che solo facendo squadra si potrà controllare, arginare e, finalmente, debellare questa drammatica emergenza sociale”.

FCA la tecnologia 5G può rendere le auto più intelligenti e più sicure

Grazie all’invenzione e all’innovazione in campo tecnologico, le automobili, proprio come gli smartphone, sono passate dall’offrire funzioni limitate a essere veri e propri hub di servizi integrati. Il ruolo delle case automobilistiche è garantire che le auto traggano il massimo vantaggio da questi progressi ed è per questo che, quando ha progettato la piattaforma Uconnect, FCA ha predisposto la possibilità di poter integrare le innovazioni future, in particolare la tecnologia 5G.

Questa piattaforma integrata per veicoli connessi ha quindi permesso a FCA di creare un “ecosistema globale” con cui migliorare l’esperienza di guida sia all’interno che all’esterno del veicolo. Il 5G è ben più di un semplice progresso tecnologico: è una rivoluzione concettuale della connettività automobilistica.

Un esempio concreto dell’impegno FCA sul fronte dell’innovazione è stata la partecipazione attiva alla 5GAA World Conference and Demonstration che si è svolta  a Torino. L’evento ha dimostrato come due vetture connesse possano comunicare tra loro e con il cloud, migliorando la sicurezza e la qualità di guida. La diffusione della tecnologia 5G introdurrà una nuova generazione di comunicazioni ad alta velocità e bassa latenza e FCA ha presentato cinque nuovi sistemi in grado di sfruttare questi vantaggi.

Crash test Euro NCAP

Quattro i modelli testati nella settima serie di test Euro NCAP 2019, il progetto internazionale di valutazione degli standard di sicurezza delle auto nuove, del quale è partner l’Automobile Club d’Italia (schede su www.euroncap.com). Cinque stelle per Ford Explorer, Mercedes GLB e Mazda CX-30, quattro quelle conquistate dall’Opel Corsa.

L’Explorer, Suv plug-in ibrido della Ford, ottiene 5 stelle con eccellenze e massima valutazione nelle prove di urto laterale contro la barriera e nella protezione dei bambini a bordo. E’ stato molto apprezzato, poi, il dispositivo che disattiva automaticamente gli airbag in caso di presenza di sistemi di ritenuta per bambini. Qualche defaillance solo nella protezione del torace e del femore del conducente e degli altri occupanti, scarsa l’efficacia del sistema di frenata automatica di emergenza, (AEB), nelle prove con il ciclista.

Cinque stelle anche per l’altro Suv, GLB della Mercedes, con alimentazione benzina o gasolio. Ottimi i giudizi nello scontro laterale contro barriera e nel funzionamento del sistema di frenata automatica di emergenza.

Qualche criticità nella protezione del torace e del collo del conducente, (rispettivamente nello scontro laterale contro il palo e nell’urto frontale pieno). Scarsa, inoltre, la protezione del bacino del pedone in caso di urto contro il paraurti.

La regina di questa serie di test è la Mazda CX-30: 5 stelle e valutazioni più alte sia a livello complessivo che nella protezione degli adulti a bordo, dei pedoni, dei ciclisti e dei sistemi per la sicurezza attiva (ADAS). Massimo punteggio conquistato nelle prove di scontro frontale pieno, urto laterale, contro barriera e palo, nelle prove a velocità urbana del sistema di frenata automatica di emergenza. Piccole criticità nella protezione del collo del bambino di 10 anni e del sistema di mantenimento della corsia.

Buone le valutazioni per l’Opel Corsa che, però, si ferma a 4 stelle a causa di alcune piccole criticità. Marginale la valutazione della protezione al collo dei passeggeri dei sedili anteriori e posteriori, l’assenza del terzo poggiatesta, poi, ha abbassato i giudizi complessivi. Punteggi massimi, invece, nella prova di urto laterale contro barriera e nella protezione dei bambini a bordo. Buone anche le valutazioni del sistema di frenata automatica, (valutato, però, nella configurazione base: telecamera ottica senza radar), alcune criticità riscontrate negli scenari più severi degli utenti vulnerabili (pedoni e ciclisti).

“Gli ultimi test Euro NCAP ribadiscono i progressi continui ottenuti nel campo della sicurezza dei veicoli, grazie all’ausilio degli ormai indispensabili sistemi di assistenza alla guida – ha affermato il Presidente dell’ACI Angelo Sticchi Damiani – è in questa direzione che devono concentrarsi gli sforzi dei costruttori di auto”.

La Mappa Aci degli Incidenti Stradali

Il tratto ligure dell’Aurelia pericoloso per i ciclisti

76 incidenti su 100 avvengono nei centri abitati, 6 in autostrada e 18 su strade extraurbane; nel 2018 in autostrada è stabile il numero di incidenti ma aumenta il numero di morti (a causa dell’incidente del Ponte Morandi), sulle strade extraurbane aumentano gli incidenti ma rimane sostanzialmente stabile il numero di morti (+4% e -0,7%), nei centri abitati diminuiscono sia incidenti che morti (-2,7% e -4,2%), soprattutto nei piccoli centri attraversati da strade extraurbane.

Sono i dati essenziali che emergono da “Localizzazione degli incidenti stradali 2018”, lo studio, realizzato dall’ACI, che analizza i 37.228 incidenti (1.166 mortali), 1.344 decessi e 59.853 feriti, avvenuti su circa 55.000 chilometri di strade della rete viaria principale del Belpaese.

In autostrada i veicoli per il trasporto delle merci – autocarro (anche leggero), autotreno o autoarticolato -sono coinvolti nel 31% degli incidenti.

Il venerdì è il giorno in cui si verificano più incidenti (il 15,4%). Dalle 18 alle 20 le ore più critiche.

Giugno e Luglio i mesi con la maggiore incidentalità (rispettivamente il 9,9% e 10,4% del totale).

Prendendo come riferimento l’anno 2010, gli incidenti sono diminuiti del 19,4%, i morti del 18,2%. Rispetto al 2017, invece, gli incidenti sono aumentati dell’1,5% (554 in più) e i decessi diminuiti dell’1,6% (22 in meno).

Le autostrade urbane risultano quelle con la maggiore densità di incidenti a causa degli elevati flussi di traffico e della pluralità di mezzi diversi.

Infatti la Penetrazione urbana della A24 (12,9 inc/km), il Raccordo di Reggio Calabria (12,5 incidenti/km) e la Tangenziale Nord di Milano (nel tratto in provincia di Monza – 10,3 incidenti/km) sono le strade sulle quali si verificano più incidenti, mentre per la rete autostradale la media nazionale è di 1,3 incidenti/km.

Per le strade extraurbane, dove la media nazionale è di 0,6 incidenti/km, il triste primato spetta alla Statale 36 del Lago di Como e dello Spluga nei tratti in provincia di Monza e della Brianza (9,8 incidenti/km) e in provincia di Milano (7,6 incidenti/km) e alla SS131 dir – Carlo Felice in provincia di Cagliari (8,6 incidenti/km).

GLI UTENTI VULNERABILI

Sulle strade extraurbane gli utenti vulnerabili rappresentano una quota assai elevata dei decessi, anche se in diminuzione rispetto allo scorso anno: il 31% (1 morto su 3) è ciclista, “dueruotista” o pedone. Nel 20,6% dei casi è deceduto un motociclista (277), nel 10,2% un pedone (137) e nel 3% un ciclista (39). Rispetto al totale dei morti per modalità di trasporto, i pedoni sono il 22,4%, i ciclisti il 17,8% e “dueruotisti” il 34,8%.

DUE RUOTE

I veicoli a due ruote (biciclette comprese), sono coinvolti nel 22% degli incidenti stradali.

L’indice di mortalità delle due ruote (motocicli e biciclette) è molto più elevato di quello delle quattro ruote: più di 3,6 morti ogni 100 mezzi coinvolti in incidente, rispetto all’1,3 delle auto.

Al vertice delle tratte più pericolose per le due ruote, la SS 001 Aurelia in Liguria, il Grande Raccordo Anulare di Roma, la SS 145 Sorrentina in provincia di Napoli, la SS 249 Gardesana Orientale in provincia di Verona, la SS 114 orientale Sicula in provincia di Messina.

PEDONI

Tra le strade con un numero particolarmente elevato di investimenti: Aurelia, Adriatica, Casilina.

CHI MIGLIORA

Rispetto al 2018, nel complesso, le strade nelle quali gli incidenti sono diminuiti in modo consistente: SS 7 quater Domiziana, SS 69 di Val d’Arno, SS 325 di Val di Setta e Val di Bisenzio, SS 222 Chiantigiana, SS 229 del Lago d’Orta, SS 513 di Val d’Enza ed il Raccordo Tangenziale Nord Città di Bologna (Casalecchio-Aeroporto-San Lazzaro).

Genova, da domani al 14 novembre appuntamento con “Il salone del Saper Fare”

Nel porto antico di Genova, presso l’area fieristica Magazzini del Cotone, si svolgerà a partire da martedì 12 novembre alle ore 10 il più grande “villaggio dell’orientamento” d’Italia dedicato agli studenti, ai docenti e alle famiglie.

Il Salone Orientamenti è riservato agli studenti per aiutarli a scegliere consapevolmente l’indirizzo di studio, ma anche ai giovani in cerca di occupazione, agli addetti ai lavori e a tutti i ragazzi che hanno a cuore il proprio futuro.

Tra i progetti che arricchiscono l’iniziativa ci sarà anche il “Tour della Sicurezza” promosso dal Comune di Genova in collaborazione con la Direzione Regionale dell’Inail, la Polizia Locale, la Protezione Civile e l’Automobile Club di Genova.

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