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Gino Bruni

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Sicurezza Stradale

Conclusa l’edizione 2019 di 4X4Fest.

Calato il sipario sulla diciannovesima edizione del Salone Nazionale dell’Auto a Trazione Integrale svoltosi da venerdì 11 a domenica 13 al complesso fieristico di IMM_ CarraraFiere.

Oltre 30.000 visitatori di provenienza italiana ed estera all’unico appuntamento italiano che consente di testare su tracciati più disparati le proposte innovative offerte dalle Case Auto, Moto, Quad e Accessori.

200 marchi (di cui 169 diretti e 31 indiretti) provenienti da 15 regioni Italiane e da Spagna, USA, Regno Unito,   Australia, Belgio, Bulgaria, Canada, Cina, Croazia, Danimarca, Francia Germania, Giappone, Malaysia, Olanda, Polonia, Slovenia, Sud Africa, Spagna, Svizzera, Taiwan, Thailandia, Ucraina per quanto riguarda l’estero.

Il successo della manifestazione è da sempre legato alla combinazione di esposizione, spettacoli, show, raduni non meno che alla possibilità di effettuare test-drive, provando sulla pista esterna rinnovata per una sintesi perfetta tra sicurezza e spettacolarità, garantendo valorizzazione degli ostacoli e promozione delle attività esterne, a vantaggio di appassionati e operatori del settore, con un nuovo ingresso ai test drive della pista per una migliore fruizione e visibilità degli spettacoli; anche i “preparatori” dei fuoristrada hanno potuto far testare i propri mezzi in pista. La pista ha registrato 3700 test drive e ben 195 passaggi Trial, oltre a 350 iscritti ai mini corsi di guida/sicurezza. Le prove fatte sul truck Jeep sono state 1454.

Sul fronte quad e moto si registrano rispettivamente 300 e  320 test sulle due piste dedicate.

“Siamo molto soddisfatti dei risultati raggiunti in termini di pubblico e di apprezzamento da parte degli espositori, che ci confermano la validità di un evento che non ha eguali in Italia e che è uno dei primi anche in Europa per il settore off-road, anche in considerazione del momento di oggettiva difficoltà che il settore sta vivendo a livello globale – commenta  Fabio Felici, Presidente di IMM_CarraraFiere – Al di là del successo dell’evento, l’altro forte motivo di soddisfazione risiede nella consapevolezza che questo evento, grazie al forte afflusso di visitatori che richiama, rappresenta anche un volano economico per il nostro territorio”

A gennaio 2020 è in programma la 43esima edizione della Dakar che  si svolgerà in Arabia Saudita, dove è caduto, recentemente, il divieto di guidare veicoli alle donne e, di conseguenza, la competizione apre la strada anche ad equipaggi femminili.

A oggi sono già 15 le donne iscritte ed il Governo arabo investirà nella Dakar 70 milioni di euro nei prossimi 5 anni sposando un cambiamento culturale che apre al turismo attraverso lo sport automobilistico.

ACI: Gli Incidenti Stradali 2018 Genova “maglia nera”

Nel 2018, sulle strade italiane, si sono registrati 172.553 incidenti con lesioni a persone, che hanno causato 3.334 decessi e 242.919 feriti. Rispettivamente 472 incidenti, 9 morti e 665 feriti, in media, ogni giorno.

Le statistiche provinciali elaborate da ACI e Istat, indicano Genova “maglia nera”, (a causa del crollo del Ponte Morandi). nella triste classifica delle morti su strada (+37). Seguono Bari, con 24 morti in più, Brescia (+22), Messina (+19), Chieti (+15) e Vercelli (+13).

“Maglia bianca”, invece, per Modena e Foggia, dove si sono registrati 18 morti in meno. Seguono Cuneo e Trapani (-16), Asti, Caserta e Taranto (-15).

Sei province hanno già raggiunto l’obiettivo EU 2020

Mentre nel nostro Paese, rispetto al 2010, il numero dei decessi per incidente stradale è diminuito, in media, solo del 19%, Agrigento è tra le pochissime province italiane che hanno già raggiunto l’obiettivo EU di ridurre del 50%, entro il 2020, i morti per incidente stradale.

Agrigento ha fatto registrare, ad oggi, un calo del 78%. Le altre province che hanno raggiunto questo importante obiettivo sono: Barletta-Andria-Trani (-66%), L’Aquila e Campobasso (-52%), Taranto (-51%) e Terni (-50%).

Indice di mortalità

Sud Sardegna (6,5 morti per 100 incidenti), Vibo Valentia (6,2), Vercelli (6), Benevento (5,3) e Catanzaro (5,1) sono le province in cui l’indice di mortalità è risultato più elevato (in media 1,9 morti ogni 100 incidenti). In altre 12 province (Aosta, Sondrio, Rieti, Frosinone, Chieti, Caserta, Foggia, Potenza, Matera, Cosenza, Crotone, Enna) l’indice supera il valore di 4 morti ogni 100 incidenti, risultando (oltre Oristano), più che doppio rispetto alla media nazionale.

Milano, Monza, Rimini e Ascoli-Piceno, invece, sono le province in cui gli incidenti sono meno gravi. L’indice di mortalità, infatti, risulta inferiore ad 1 morto ogni 100 incidenti.

La Renault Clio vince il Premio Auto Europa 2020

L’Unione Italiana Giornalisti dell’Automobile ha assegnato alla berlina francese il Premio “Auto Europa 2020” per le sue qualità in fatto di efficienza dinamica, sicurezza, design, rapporto qualità/prezzo e sostenibilità ambientale.

Con 178 voti a favore, l’Unione Italiana Giornalisti dell’Automobile ha scelto Renault Nuova Clio come migliore vettura prodotta e commercializzata in Europa. Sul podio salgono anche la Volvo V60 Cross Country e la Peugeot 508, che hanno ottenuto rispettivamente 78 e 75 voti dei 1161 espressi durante l’evento.

Renault Nuova Clio, giunta alla quinta generazione, apre una nuova pagina di storia. Il DNA del marchio della losanga esprime con questo modello uno dei suoi valori più alti per caratteristiche di innovazione tecnologica, all’insegna di una guida sempre più autonoma, connessa e ibrida. Facile e intuitiva nei comandi, con Easylink di serie, lo schermo multimediale fino a 9.3 pollici con la superficie più grande della categoria accompagnato dal sistema HighWay And Traffic Jam Assist, Renault Nuova Clio frena ed accelera da sola, con velocità comprese tra 0 e 100 km/h, consentendo nel traffico una guida rilassata in tutta sicurezza, anche nei tratti autostradali ed extraurbani. Gli elementi tecnologici di bordo si completano con il Lane Keep Assist (assistenza al mantenimento della corsia) e l’Adaptive Cruise Control (controllo adattivo della velocità) che mantiene costante la distanza di sicurezza preimpostata adattando la velocità della Clio. La guida autonoma di livello 2 comprende inoltre la funzione “Stop&Go” (frenata con ripartenza automatica).

Tra le supersportive la Ferrari F8 Tributo si è aggiudicata il Premio Auto Europa Sportiva 2020 con 221 voti, davanti alla Lamborghini Huracàn Evo Spyder (111 preferenze) e alla Porsche 911 Carrera S (104).

Giunto all’ottava edizione, è stato assegnato anche quest’anno il premio “Green Gold Award” alla vettura che si è maggiormente impegnata nell’innovazione a vantaggio dell’ambiente. Si tratta dell’Audi e-Tron un suv totalmente elettrico che esprime tutta la sua potenza agendo su tutte le quattro ruote tramite la trazione integrale gestita da una centralina elettronica in grado di comandare i motori elettrici disposti sui due assali.

Quest’anno i Giornalisti dell’automobile hanno altresì deciso di premiare la categoria dei Suv e Crossover che sta prendendo sempre più piede in Italia. La scelta è caduta sul Suv di lusso Maserati Levante, presente all’evento nella versione Trofeo da 580 cv, essendo il veicolo di punta del prestigioso brand Italiano tanto da monopolizzare ben oltre il 60% delle vendite di Maserati.

A commento del “Premio UIGA Auto Europa 2020”, la presidente dell’Unione Italiana Giornalisti dell’Automobile, Marina Terpolilli, ha sottolineato “l’importanza del ruolo della Renault Clio nella gamma del produttore francese, a supporto delle vendite, inoltre la capacità della nuova Clio di portare nel segmento “B” caratteristiche proprie del segmento Premium, quali tutti i più moderni sistemi di sicurezza – gli ADAS- tipici nelle automobili di segmento superiore.

Giunto al suo 34esimo di vita, Auto Europa è il premio italiano più ambìto da ogni Casa automobilistica, e contribuisce alla nuova cultura di mobilità e innovazione nel settore automotive.

Euro NCAP: 5 Stelle per Bmw Serie 1 e 3.

Quattro i modelli testati nella sesta serie di test Euro NCAP 2019, il progetto internazionale di valutazione degli standard di sicurezza delle auto nuove, del quale è partner l’Automobile Club d’Italia (schede su www.euroncap.com). Cinque stelle per le Serie 1 e 3 della BMW, quattro per Peugeot 208 e Jeep Cherokee.

La BMW Serie 1, ottiene il massimo punteggio e ottimi risultati in tutte le prove, con eccellenze e valutazioni encomiabili nell’urto laterale contro barriera e palo. Qualche defaillance nello scontro frontale pieno per la protezione del torace del passeggero posteriore. Marginale anche la protezione del collo (colpo di frusta) nei sedili anteriori. Il sistema di frenata automatica di emergenza (AEB) ha funzionato sempre bene, anche se il punteggio della prova urbana è stato penalizzato dalla non buona protezione del poggiatesta anteriore.

Regina indiscussa di questa serie di test è la BMW Serie 3, che ha conquistato 5 stelle e le valutazioni più alte in tutte le prove. Massimi punteggi nelle prove di urto laterale contro barriera e palo e in quella del sistema di frenata automatica di emergenza a velocità urbana. Minime criticità solo alla protezione del pedone per l’urto contro il parabrezza e per alcune aree del bacino. Marginale la valutazione del sistema di mantenimento della corsia.

Buone le performance della Peugeot 208 che si ferma a 4 stelle solo per alcune piccole criticità. Marginale la protezione del torace del conducente nelle prove di urto frontale pieno e laterale contro il palo. La valutazione della protezione del collo dei passeggeri posteriori è stata penalizzata per l’assenza (in alcuni allestimenti) del terzo poggiatesta. Ottime prestazioni, invece, nella prova di urto laterale contro barriera e nella protezione dei bambini a bordo. Buone anche le valutazioni del sistema di frenata automatica (nella configurazione base, telecamera ottica senza radar), con criticità solo nel riconoscimento degli utenti vulnerabili più veloci come i ciclisti.

Buona, nel complesso, la prova della nuova versione della Jeep Cherokee che, rispetto al modello precedente, presenta una migliore dotazione dei sistemi di assistenza alla guida. Non riesce a conquistare le 5 stelle per alcune piccole criticità: protezione marginale del torace del conducente nella severa prova dell’urto laterale contro il palo e del collo nel colpo di frusta. Il sistema di frenata automatica di emergenza, nel complesso, ha fornito buoni risultati, marginali solo in alcuni scenari delle prove con pedone e ciclista.

“Questa serie di test mostra come i nuovi modelli dotati dei sistemi ADAS di ultima generazione riescano ad ottenere ottime performance e a garantire un’adeguata protezione alle persone a bordo” – ha dichiarato il presidente dell’ACI Angelo Sticchi Damiani – “questi risultati devono essere uno stimolo per i costruttori ad aggiornare costantemente le gamme, soprattutto per quanto riguarda i contenuti tecnologici destinati alla sicurezza”.

Bus in Liguria: l’81,1% è stato immatricolato prima del 2013.

L’81,1% degli autobus in circolazione in Liguria è stato immatricolato fino al 2012. Ne consegue che solo il 18,9% è stato immatricolato dal 2013 in poi, e quindi negli ultimi sei anni.

Tra le province liguri è Savona quella in cui la percentuale di autobus immatricolati fino al 2012 è maggiore (89,2%). A Savona seguono Imperia (87,6%), La Spezia (78,9%) e Genova (78,2%). Questi dati derivano da un’elaborazione del Centro Ricerche Continental Autocarro su dati Aci.

A livello nazionale l’80,4% degli autobus in circolazione è stato immatricolato fino al 2012 e solo il 19,6% dal 2013 in poi. Come emerge dalle precedenti rilevazioni del Centro Ricerche Continental Autocarro in Italia il parco circolante di autobus continua a crescere (tanto che nel 2018 hanno superato quota 100.000 veicoli, secondo i dati Aci) mentre nell’ultimo anno le immatricolazioni di nuovi mezzi sono calate rispetto all’anno precedente. Sono proprio questi due elementi a causare il fatto che l’età media del parco circolante di autobus in Italia sia piuttosto elevata, poiché si continuano a mantenere in circolazione anche gli autobus più vecchi e il tasso di sostituzione dei vecchi mezzi con mezzi nuovi è molto basso. A conferma di quanto detto vi sono i dati elaborati dal Centro Ricerche Continental Autocarro e anche i dati sull’età media degli autobus italiani, dati dai quali risulta che in Italia gli autobus in circolazione hanno circa 11,4 anni di media, a fronte dell’età media europea di circa 7,5 anni.

Le conseguenze di questa situazione sono intuitive, in termini di minore sicurezza della circolazione e di maggior impatto ambientale. Gli autobus più vecchi ancora in circolazione, infatti, hanno dispositivi di sicurezza non aggiornati con le tecnologie più recenti e allo stesso tempo presentano livelli di emissioni di sostanze inquinanti più alti rispetto ai mezzi di ultima generazione. Proprio nella direzione di accelerare il tasso di rinnovo del parco circolante di autobus va il Piano strategico nazionale della mobilità sostenibile per il rinnovo del parco autobus con mezzi a basso impatto, piano che prevede lo stanziamento di 3,7 miliardi di euro nel periodo 2019-2033 e punta al rinnovamento del parco di autobus adibiti al trasporto pubblico locale, investendo in particolare su mezzi meno inquinanti (elettrici, a metano o a idrogeno) e più moderni.

Anche a Genova la Giornata Europea della Sicurezza Stradale.

A Genova in Piazza De Ferrari , questa mattina si è svolta l’iniziativa sulla sicurezza stradale promossa da Automobile Club di Genova e dal Comune di Genova – Polizia Locale, in collaborazione con Regione Liguria, Direzione Regionale Inail Liguria e Pubblica Assistenza Croce d’Oro di Sampierdarena.

Il progetto rientrava nella campagna di sicurezza stradale promossa dalla Commissione Europea con lo scopo di promuovere la cultura della sicurezza sulla strada soprattutto tra i giovani, proponendo comportamenti corretti e responsabili

Tra le personalità che hanno voluto essere presenti, Giovanni Toti , Presidente di Regione Liguria, l’Assessore Ilaria Cavo,  l’Assessore alla sicurezza del Comune di Genova Stefano Garassino, Angela Razzino (Direttore Regionale Inail) oltre al  Presidente dell’Automobile Club di Genova Giovanni Battista  Canevello e il Direttore dell’Ente genovese Susanna Marotta.

L’iniziativa rientrava nella campagna di sicurezza stradale “EDWARD” (A European Day Without a Road Death) promossa dalla Commissione Europea con lo scopo di promuovere la cultura della sicurezza sulla strada soprattutto tra i giovani, proponendo comportamenti corretti e responsabili per garantire maggiore sicurezza per sé e per gli altri.

A dare vita all’evento gli studenti del Liceo Scientifico Leonardo Da Vinci di Genova e gli alunni dell’Istituto Comprensivo Castelletto che hanno partecipato attivamente alle attività organizzate dagli Enti promotori: (uso di occhiali che simulano lo stato di alterazione alla guida dovuta all’assunzione di alcol, norme di comportamento ed educazione civica, etilometro, principali cause di incidentalità stradale, uso dei telefoni cellulari alla guida, dimostrazione delle tecniche di rianimazione e di primo intervento di soccorso).

Alle ore 12 (ora del giorno in cui, nel 2018 si sono registrate il maggior numero di vittime), gli studenti del Liceo Da Vinci hanno messo in scena un “flashmob” per ricordare che ogni giorno in Italia nove persone muoiono sulle strade.

“Giovani e incidentalità stradale è un binomio che purtroppo è all’evidenza delle nostre quotidiane cronache giornalistiche –  ha dichiarato Canevello, Presidente dell’Automobile Club Genova – con l’attenzione al problema e con la apprezzata collaborazione proprio dei giovani portiamo avanti i nostri progetti per una “Guida Responsabile”. Un prezioso messaggio in occasione della Giornata Europea della Sicurezza Stradale”.

Gianluca Giurato, Comandante della Polizia Municipale, spiega: “La partecipazione dei cittadini e degli studenti in particolare a queste iniziative di sensibilizzazione per la sicurezza stradale può contribuire ad un futuro con meno incidenti e meno morti sulle strade. Rientra sicuramente tra le nostre funzioni principali quello di lavorare per prevenire i rischi connessi alla circolazione stradale.

Siamo presenti anche nelle scuole per educare alle regole della civile convivenza – ha proseguito il Comandante -, in futuro il nostro impegno sul piano della prevenzione dovrà essere ancora maggiore continuando a collaborare, come in questo caso, con altre Istituzioni con cui condividiamo il comune obiettivo di una maggiore sicurezza stradale”.

Giovedì 26 settembre: Giornata Europea della Sicurezza Stradale

Domani, Giovedì 26 settembre, dalle ore 10 alle 12, in Piazza De Ferrari, si svolgerà, organizzata dall’Automobile Club di Genova, dal Comune di Genova – Polizia Locale – in collaborazione con Regione Liguria, Direzione Regionale Inail Liguria e Pubblica Assistenza Croce d’Oro di Sampierdarena, la “GIORNATA EUROPEA DELLA SICUREZZA STRADALE”.

L’iniziativa rientra nella campagna di sicurezza stradale “EDWARD” (A European Day Without a Road Death) promossa dalla Commissione Europea ed ha lo scopo di promuovere la cultura della sicurezza sulla strada soprattutto tra i giovani, proponendo comportamenti corretti e responsabili per garantire maggiore sicurezza per sé e per gli altri.

Ospiti dell’evento saranno gli studenti del Liceo Scientifico Leonardo Da Vinci di Genova e gli alunni dell’Istituto Comprensivo Castelletto che parteciperanno alle attività organizzate dagli Enti promotori (uso di occhiali che simulano lo stato di alterazione alla guida dovuta all’assunzione di alcol, norme di comportamento ed educazione civica, etilometro, principali cause di incidentalità stradale, uso dei telefoni cellulari alla guida, dimostrazione delle tecniche di rianimazione e di primo intervento di soccorso)

Presso gli stand, i cittadini potranno rivolgersi per avere informazioni sull’uso corretto dei seggiolini in auto, sugli effetti dei farmaci alla guida, sui sinistri stradali di lavoro e in itinere e sottoscrivere l’impegno a rispettare le regole del Codice della Strada nell’ottica della riduzione dell’incidentalità in ambito europeo.

Alle ore 12 (ora del giorno in cui, nel 2018 si sono registrate il maggior numero di vittime), gli studenti del Liceo Da Vinci, metteranno in scena un flashmob, per ricordare che ogni giorno in Italia nove persone muoiono sulle strade.

La foto sarà scattata da fotografi professionisti della Società di Comunicazione e Marketing WEBFISH.

Il rischio aquaplaning in auto

Le piogge autunnali aumentano il rischio di aquaplaning: profondità del battistrada e stile di guida sono più importanti del grado di aderenza sul bagnato dello pneumatico

La pioggia autunnale richiede qualche requisito in più ai nostri pneumatici. Secondo un esperto, un elevato grado di aderenza sul bagnato da solo non è sufficiente a evitare il rischio di aquaplaning.

Nel passaggio dalla stagione estiva a quella autunnale, il tempo di luce naturale diminuisce mentre aumentano le piogge.  Strade dissestate possono diventare pericolose nel corso di una forte precipitazione e anche dopo:il rischio di aquaplaning aumenta, infatti, quando l’acqua che si raccoglie sulla superficie della strada non ha il tempo di asciugarsi.

Quando il disegno del battistrada non è in grado di rimuovere  adeguatamente, sotto lo pneumatico si forma un cuscinetto d’acqua tra lo pneumatico e la strada. Questo genera perdita di aderenza delle gomme compromettendo il feeling con lo sterzo con la conseguenza che l’automobilista può ritrovarsi a perdere il controllo dell’auto. L’aquaplaning può sorprendere anche gli automobilisti più esperti, poiché è un fenomeno impossibile da prevedere.

Ecco comunque alcuni consigli:

Controllare le condizioni degli pneumatici e la pressione

Uno pneumatico estivo di alta qualità con sufficiente battistrada residuo è la scelta più sicura per le strade bagnate.

– Le condizioni degli pneumatici sono un fattore importante nella prevenzione dell’aquaplaning; se lo pneumatico è usurato, le sue scanalature non accumuleranno tanta acqua”, afferma Matti Morri, Technical Customer Service Manager di NokianTyres.

In un test comparativo pubblicato sulla rivista TekniikanMaailma, uno pneumatico estivo consumato con una profondità del battistrada di 3-4 mm ha dimostrato una manovrabilità chiaramente inferiore rispetto a un nuovo pneumatico estivo con un battistrada di 7 mm. Nel test, il nuovo pneumatico ha iniziato l’aquaplaning a una velocità di 83,1 km/h con un cuscinetto d’acqua sulla superficie stradale dallo spessore di 10 mm, mentre lo pneumatico usurato è entrato in aquaplaning a una velocità di 61,2 km/h. Per evitare il rischio di aquaplaning, è necessario sostituire gli pneumatici quando la profondità del battistrada scende al di sotto di 4 mm. Il DSI (l’indicatore di sicurezza di guida) di NokianTyres semplifica il monitoraggio della profondità del battistrada degli pneumatici indicando chiaramente la quantità di battistrada rimanente.

Uno pneumatico estivo nuovo ridurrà anche gli spazi di frenata su superfici bagnate, anche se  l’aderenza o la frenata sul bagnato non devono essere confuse con la propensione di uno pneumatico all’aquaplaning.

– La categoria wet gripdelle etichette degli pneumatici UE, indica l’efficienza dell’aderenza sul bagnato dello pneumatico; in altre parole, come si comporta lo pneumatico quando si frena sull’asfalto bagnato. Tuttavia, la tendenza all’aquaplaning non è solo legata alle etichette degli pneumatici.

 

Stabilimento Michelin di Alessandria per produrre il pneumatico del futuro.

Lo stabilimento Michelin di Alessandria, il più grande in Italia dedicato alla produzione di pneumatici per autocarro, è all’avanguardia nel campo della sostenibilità.

L’Agenda 2030 delle Nazioni Unite sancisce definitivamente che la sostenibilità non è solo sinonimo di rispetto dell’ambiente naturale, ma è un modello di sviluppo integrato di tre dimensioni, ognuna delle quali interagisce con l’altra: Economica; Ambientale e Sociale

Lo stabilimento di Alessandria è all’avanguardia all’interno del Gruppo Michelin nel perseguimento degli Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile, in particolare, negli ambiti:

Lavoro dignitoso e crescita economica

Industria, innovazione e infrastrutture (“Costruire un’infrastruttura resiliente e promuovere l’innovazione ed una industrializzazione equa, responsabile e sostenibile”)

Consumo e produzione responsabili

Agire per il clima

Per condividere e sostenere l’impegno a favore di un futuro sostenibile, lo stabilimento ha ideato e promosso l’iniziativa “La fabbrica sostenibile: innovazione, responsabilità sociale e ambientale, competitività industriale”.

Nato nel 1971, lo stabilimento Michelin di Alessandria svolge oggi un ruolo pionieristico nell’aprire la strada a un modello virtuoso di economia circolare in ognuna delle tre dimensioni della sostenibilità.

Sostenibilità economica

La crescita economica dello stabilimento è testimoniata dall’investimento dal 2013 di 55 milioni di euro destinati al miglioramento dei processi, a nuove tecnologie e alla digitalizzazione.

Dal 2012, i costi di produzione sono diminuiti del 25% grazie alla crescente reattività dello stabilimento e al progresso dei processi produttivi derivanti anche dagli investimenti. Ciò ha permesso un aumento dei volumi di produzione, che dal 2012 sono quasi raddoppiati.

Oggi, lo stabilimento Michelin di Alessandria ha una capacità produttiva di 1.100.000 pneumatici.

Sostenibilità ambientale

Nello stabilimento Michelin di Alessandria si costruirà il pneumatico del futuro, che presenterà bassissima resistenza al rotolamento e quindi un basso livello di consumi ed emissioni di CO2.

Il pneumatico verrà prodotto dal nuovo impianto di coestrusione di battistrada complessi, ad altissima tecnologia, realizzato grazie a investimenti nel settore Ricerca e Sviluppo che hanno beneficiato di un finanziamento del Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale.

L’investimento complessivo dell’operazione per produrre il pneumatico del futuro sarà di 18 milioni di euro, di cui 6,5 in Ricerca e Sviluppo e 1,7 finanziati dalla Regione Piemonte.

L’industrializzazione del pneumatico è prevista nel 2021/2022.

Con questi presupposti, lo stabilimento di Alessandria ha raccolto la sfida posta dal Gruppo Michelin per il periodo 2010-2030 che prevede la riduzione del 20% del consumo di energia per km dei suoi pneumatici.

Al di là dell’innovazione del futuro, quotidianamente lo stabilimento è impegnato sul fronte della sostenibilità ambientale.

I pneumatici di qualità nascono per essere riscolpiti e ricostruiti, quindi utilizzati più volte.

Al termine della loro vita sono recuperati e avviati al riciclo, sia come recupero energetico che sotto altre forme come manti stradali, pavimentazioni sportive, edilizia, chiudendo così un ciclo di vita da pneumatico e iniziandone un secondo, con numerose e importanti possibilità di utilizzo

Per ridurre l’uso di combustibili fossili, lo stabilimento produce pneumatici sostenibili secondo la strategia delle “4R”: ridurre, riusare, riciclare, rinnovare.

Ridurre: il peso dei pneumatici, le emissioni di CO2 prodotte dal loro uso e il numero di pneumatici necessari per percorrere una data distanza.

Riusare: riparando, riscolpendo e ricostruendo il pneumatico, allungandone così la durata. Un pneumatico autocarro che ha una durata di vita iniziale di 250.000 km può percorrere più di 500.000 km se riscolpito 2 volte e ricostruito 1 volta. Questo porta a un risparmio del 70% di risorse naturali e del 24% di emissioni di CO2.

Riciclare: Michelin, oggi in Italia, insieme ai principali produttori di pneumatici (tramite il consorzio Ecopneus), garantisce il recupero e il corretto trattamento di un volume di tonnellate di pneumatici a fine vita equivalente a quelli immessi sul mercato. Rinnovare: usare materiali non fossili, rinnovabili. Oggi quasi il 30% della materia prima impiegata nella costruzione dei pneumatici proviene da fonti rinnovabili.

Per quanto riguarda gli stabilimenti, l’obiettivo del Gruppo Michelin al 2020 è di dimezzare, rispetto al 2005, l’impatto ambientale in base all’indicatore Michelin Environmental Footprint (MEF), che misura il consumo di risorse (energia ed acqua), le emissioni e la quantità di rifiuti. I dati rilevati a fine 2018 indicano che tutti gli interventi effettuati per ridurre l’impatto ambientale sono stati particolarmente efficaci e che lo stabilimento di Alessandria è in linea con il raggiungimento dell’obiettivo.

Sostenibilità sociale

Nello stabilimento Michelin di Alessandria lavorano 920 persone, la cui età media è 42 anni e 20 anni è la media di anzianità aziendale. Oltre il 40% dei dipendenti è diplomato o laureato e oltre il 50% è azionista dell’azienda. Dalla fondazione, lo stabilimento Michelin di Alessandria promuove lo sviluppo delle persone attraverso la formazione (63.000 ore nel 2018, per una media di 8 giorni circa per ogni dipendente) e con molteplici manifestazioni e attività culturali, sociali e sportive, condivise con la comunità locale.

 

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