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Gino Bruni

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Sicurezza Stradale

Crash-Test Euro Ncap – 5 stelle per Audi e Volkswagen

Cinque stelle per Audi A6 e Volkswagen Touareg, quattro per Ford Tourneo, tre per la ‘evergreen’ SuzukI Jimny.

È il verdetto della terza serie di test Euro NCAP 2018, il progetto internazionale di valutazione degli standard di sicurezza delle auto nuove, del quale è partner l’Automobile Club d’Italia (schede su www.euroncap.com).

L’Audi A6 consegue la massima valutazione soprattutto per la completa funzionalità del freno automatico di emergenza (AEB), in grado di rilevare anche i ciclisti. Molto buona la protezione dei passeggeri a bordo; piccolo ‘neo’ solo nella protezione del torace durante la prova di urto contro il palo laterale, e del collo del ‘dummy’ che simula le reazioni del fisico di un bambino di 10 anni nell’urto laterale.

Buona la protezione nei confronti delle utenze vulnerabili (VRU), soprattutto per la presenza di cofano attivo. Completa la dotazione di ADAS. Solo piccole defaillance per il sistema AEB in alcune situazioni più critiche (pedone lungo la direzione di marcia di notte e ciclista in attraversamento).

La Ford Tourneo Connect è una versione aggiornata del veicolo già valutato nel 2013. Il nuovo ‘combinato’ Ford è l’unico modello di questa classe ad essere equipaggiato di serie con freno automatico di emergenza (AEB) e sistema di mantenimento della corsia (KLA).

Massimi punteggi per la protezione delle persone a bordo nei test dell’urto laterale e contro il palo, così come per la protezione delle gambe dei pedoni in caso di urto con il paraurti. Alcune criticità, invece, nella protezione del bacino del conducente (scivolato sotto la cintura nell’urto contro la barriera rigida).

I numerosi sistemi di assistenza alla guida (ADAS) (unico modello nella sua classe ad avere questa dotazione di serie), hanno ottenuto valutazioni più che buone. Qualche defaillance solo nelle situazioni più critiche: di notte, alle basse velocità e nel test con il ciclista.

Il piccolo fuoristrada Jimny della Suzuki ha sofferto la severità dei nuovi protocolli Euro NCAP. Con i vecchi standard, (2016) avrebbe, probabilmente, ottenuto una valutazione a cinque stelle.

La protezione degli occupanti a bordo è stata penalizzata dall’insufficiente pressione di gonfiaggio dell’air-bag anteriore lato conducente, che ha causato una non sufficiente protezione del torace. Scarsa anche la protezione al colpo di frusta. Una ulteriore criticità è stata riscontrata nella protezione della testa del passeggero posteriore, in caso di scontro frontale pieno.

Buona, invece, la protezione dei bambini a bordo, eccetto alcune criticità a livello di collo. Più che sufficiente la protezione del pedone, con alcune aree critiche sul bordo del cofano e in corrispondenza dei montanti del parabrezza. Non adeguata la protezione del freno automatico di emergenza nelle prove per i pedoni e ciclisti. Il sistema AEB, peraltro, non funziona in condizioni di scarsa visibilità e per velocità superiori come quelle dei ciclisti. Per contro, a velocità autostradali, le prestazioni del sistema di frenatura automatica (AEB inter urban) hanno ottenuto buoni risultati.

Anche la VW Touareg ha raggiunto il massimo punteggio, grazie all’ottimo sistema di frenatura automatica (AEB), primeggiando – in questa serie dei test – nella protezione dei bambini a bordo e degli utenti vulnerabili (VRU), con particolare riferimento ai ciclisti.

Buoni i punteggi in tutti i test, con qualche criticità nella protezione del torace nelle prove di scontro frontale pieno e contro il palo (conducente e passeggero), e nella protezione del bacino in caso di urto con pedone. Da segnalare il massimo punteggio conseguito nella prova di urto laterale contro barriera e l’adeguata protezione di tutte le parti del corpo dei bambini a bordo.

“Sono evidenti gli sforzi che i costruttori di automobili stanno facendo per superare i test Euro NCAP sempre più esigenti e severi” afferma il presidente dell’ACI Angelo Sticchi Damiani. “Non posso che essere soddisfatto della diffusione e delle ottime performance degli ADAS finalizzati alla protezione degli utenti vulnerabili (Vulnerable Road Users – VRU), pedoni e ciclisti. Queste tecnologie sono i potenziali strumenti per arrivare alla guida autonoma, ma, già oggi, consentono vantaggi evidenti sul piano della sicurezza anche in ambito urbano”.

Italia: Incidenti con investimento di pedone tra il 2015 e il 2016: +3,6%. In Liguria -5,5%

Tra il 2015 al 2016 in Italia gli incidenti stradali con investimento di pedone sono aumentati del 3,6%, mentre sempre nello stesso periodo gli incidenti stradali in generale sono cresciuti dello 0,7%. Questi dati derivano da un’elaborazione del Centro Studi Continental su dati Istat, elaborazione che mette in evidenza che in Italia nel 2015 vi sono stati 174.539 incidenti stradali, di cui 18.759 (e cioè il 10,7%) con investimento di pedone. Nel 2016, invece, gli incidenti stradali sono stati 175.791, mentre quelli con investimento di pedone sono stati 19.440, e cioè l’11,1% del totale. L’incidenza percentuale degli incidenti con investimento di pedone sul totale degli incidenti stradali tra il 2015 e il 2016 è quindi passata dal 10,7% all’11,1% con una crescita di 0,4 punti percentuali.

Il Centro Studi Continental aveva già elaborato e diffuso negli anni scorsi i dati sugli incidenti con investimento di pedone, sottolineando che tali dati erano pericolosamente in crescita e che era in crescita anche l’incidenza percentuale di questo tipo di eventi sul totale degli incidenti stradali che avvengono nel nostro Paese. I dati elaborati per il 2015 e 2016 confermano questa situazione. I pedoni sono gli utenti più deboli presenti sulla strada e per questo devono essere tutelati efficacemente sia con provvedimenti legislativi ad hoc sia con l’utilizzo sempre più diffuso delle più recenti tecnologie di cui i veicoli possono essere dotati.

L’elaborazione del Centro Studi Continental fornisce anche un prospetto regionale dei dati. Risulta che tra il 2015 ed il 2016 la regione in cui vi è stato il maggior aumento del numero di incidenti con investimento di pedoni è la Toscana (+18,2%), seguita da Campania (+14,6%) e Basilicata (+13,9%). Così come è giusto evidenziare i dati negativi, però, è altrettanto importante rendere note le esperienze positive. A questo proposito è da sottolineare che vi sono alcune regioni in Italia in cui il numero di incidenti che coinvolgono i pedoni fra il 2015 e il 2016 è diminuito. In particolare sono da citare Molise (-11,5%), Marche (-8,9%), Abruzzo (-6%), Liguria (-5,5%), Sicilia (-4,9%), Puglia (-1,8%), Lazio (-1,7%) e Trentino Alto Adige (-0,9%).

Aci-Istat incidenti stradali 2017 Agosto mese nero

Roma, 23 luglio 2018 – Italia 2017: aumentano i morti (3.378 contro i 3.283 del 2016: +2,9%), diminuiscono incidenti (174.933 rispetto ai 175.791 dello scorso anno: – 0,5%) e feriti (246.750 erano 249.175 nel 2016: -1%), stabili i feriti gravi (oltre 17.000: 5 ogni vittima, 68% uomini, 32% donne). Scende da 5,3 a 5,1 il rapporto feriti gravi/decessi, mentre i costi sociali sono stimati in 19,3 miliardi di euro (1,1% del PIL nazionale).

Sono i dati essenziali del Rapporto ACI-ISTAT, diffuso, anche quest’anno, con largo anticipo – grazie ad una migliorata tempestività nella rilevazione – per supportare decisioni mirate ad assicurare maggiori livelli di sicurezza stradale e maggiore sensibilizzazione a comportamenti di guida responsabile, alla vigilia delle giornate da “bollino nero” dell’esodo estivo.

“Rispetto allo scorso anno registriamo, purtroppo, un aumento delle vittime sulle nostre strade – ha dichiarato Angelo Sticchi Damiani, presidente dell’Automobile Club d’Italia – dopo la flessione del 2016, forse complice anche il positivo contesto economico associato alla crescita delle prime iscrizioni e delle percorrenze. La rete viaria nazionale è davvero vasta, in molti casi obsoleta, non aggiornata nei sistemi di sicurezza passiva quali guard-rail, asfalto e aree di sosta. Mi auguro che a breve venga avviato un piano strategico di riordino dell’intero sistema infrastrutturale, nelle città così come per le grandi arterie. Un contributo fondamentale per la sicurezza – conclude Sticchi – potrebbe essere fornito dagli ADAS, tanto che l’ACI auspica da tempo la loro obbligatorietà su tutti i nuovi modelli”.

“In un quadro di generale miglioramento della sicurezza stradale a livello europeo, registriamo in Italia un aumento delle vittime sulle strade, un numero di feriti gravi ancora troppo alto e l’obiettivo vision zero per i bambini a tutt’oggi lontano. In questo scenario, il bisogno di conoscenza circa l’incidentalità stradale, le sue determinanti e l’impatto sulla vita delle persone e la società rende centrale il ruolo della statistica pubblica. Numerose le azioni messe in campo e i risultati raggiunti: l’uso integrato di dati da indagine e da fonte amministrativa, sperimentazioni condotte su big data – un vero valore aggiunto alle fonti tradizionali di dati – analisi basate su informazioni geo-riferite sempre più complete. Infine un’attività inter-istituzionale sempre più importante rende possibile una migliore interpretazione del fenomeno e un disegno più accurato degli interventi di prevenzione” – afferma il Presidente dell’Istat, Giorgio Alleva.

La fascia d’età più a rischio risulta essere quella degli anziani tra 75 e 79 anni (263 morti: 7,8 % del totale); per gli uomini si rilevano picchi per le età 50-54 e 45-49 (217 e 211) e 80-84 per le donne (56). Nel 2017 si sono registrate 6 vittime in meno tra i bambini 0-14 anni (43 rispetto ai 49 dell’anno precedente: -12,2%), ma siamo ancora molto lontani dall’obiettivo “vision zero” stabilito dal Piano Nazionale della Sicurezza Stradale 2020.

Tra tutti i conducenti coinvolti in incidenti, è particolarmente alto il numero di giovani tra 20 e 29 anni (19,3%) ma si registrano proporzioni elevate anche tra i più anziani. Tra questi ultimi, peraltro, è notevole la quota di quanti perdono la vita nell’incidente. Il rischio di rimanere coinvolti in un incidente risulta più elevato tra giovani e giovanissimi e inizia a decrescere solo dopo i 25 anni di età, per poi tendere ad aumentare nuovamente dopo i 70 anni.

Aumentano pedoni e motociclisti; diminuiscono ciclomotoristi e ciclisti.

L’aumento dei morti ha riguardato in modo particolare i pedoni (600; +5,3%) e i motociclisti (735; +11,9%), che si confermano tra  le categorie più a rischio. Gli utenti vulnerabili nel complesso rappresentano circa il 50% dei decessi (1.681 su 3.378).

Nel 2017 si sono registrate 1.464 vittime tra conducenti e passeggeri di autovetture (-0,4%), 254 tra i ciclisti (-7,6%), 92 tra i ciclomotori (-20,7%).

Nel 2017 è diminuito il numero di incidenti su alcune arterie (130.461; -0,5% su strade urbane; 35.077, -0,7% su quelle extraurbane), mentre è aumentato in autostrada, (9.395; +0,4%), analogamente sono diminuiti anche i feriti in città e sulle strade extraurbane (174.612 e 56.294 rispetto a 176.423 e 56.962 del 2016, pari a -1%, e -1,2%). Crescono, invece, (+8,0%) i morti su autostrade (incluse tangenziali e raccordi) e strade extraurbane (+4,5%), mentre diminuiscono (-5,8%) quelli all’interno dei centri abitati dei grandi Comuni.

Distrazione, mancato rispetto della precedenza o del semaforo, velocità troppo elevata si confermano le prime tre cause di incidente (complessivamente il 40,8% delle circostanze). Tra le altre cause più rilevanti: distanza di sicurezza (21.463), manovra irregolare (15.932), comportamento scorretto del pedone (7.204): rispettivamente il 9,6%, il 7,1% e il 3,2% del totale.

Sulle strade urbane la prima causa è il mancato rispetto di precedenza o semafori (17,1%), seguito dalla guida distratta (14,6%); su quelle extraurbane la guida distratta o andamento indeciso (20,1%), velocità troppo elevata e mancata distanza di sicurezza (14,6% per entrambi).

Violazioni principali: velocità, segnaletica e cinture di sicurezza/seggiolini

Sostanzialmente invariate anche nel 2017 le principali violazioni al Codice della Strada sanzionate dalle Forze dell’Ordine: al primo posto il superamento dei limiti di velocità (2.843.552, +6,9%), seguita dall’inosservanza del rispetto della segnaletica (391.369, +7,8%), dal mancato uso delle cinture di sicurezza e dei sistemi di ritenuta dei bambini (202.993, +3,4%) e ai ciclisti per comportamenti errati (+3,8%). Segno meno per le sanzioni relative al mancato uso di lenti o l’uso improprio di telefoni cellulari o cuffie (145.815, -8,0%) e quelle elevate ai pedoni (3.191, -12,1%).

I mesi estivi si confermano il periodo con il maggior numero di incidenti e vittime. Agosto è il mese più pericoloso per il numero di incidenti gravi in tutti gli ambiti stradali (2,3 morti ogni 100 incidenti), maggio, giugno e luglio quelli con più incidenti nel complesso, sulle strade urbane maggio e giugno (12.359 e 12.505), 4.383 e 4.633 incidenti a giugno e luglio su quelle extraurbane. Febbraio è il mese con il minor numero di incidenti (11.493) e morti (199). Di notte (tra le 22 e le 6 del mattino) si registrano il 10,5% degli incidenti e il 20,2% dei morti. Nel complesso delle ore di buio (comprese tra tramonto e alba), invece, accadono circa il 27% degli incidenti.

Aumenta la mobilità

In ripresa la mobilità: lo scorso anno le prime iscrizioni di veicoli sono aumentate del 7% rispetto al 2016, mentre il parco veicolare dell’1,7%. Cresciute anche le percorrenze autostradali: +2,2%, con oltre 84 miliardi di km percorsi.

 

Auto a guida autonoma: i consumatori italiani sono i più fiduciosi

Esiste una vera e propria corsa verso la guida autonoma, che non lascia indifferenti i consumatori, soprattutto per quanto riguarda gli aspetti legati alla sicurezza.

La ricerca “2018 Global Automotive Consumer study” svolta da Deloitte nel 2018 (prima dell’incidente del marzo scorso), fa notare come i consumatori italiani siano i meno spaventati da questa nuova tecnologia con una percentuale del 30% che sale al 37% per i francesi, al 45% per i consumatori tedeschi, al 49% per quelli britannici e al 54% per i belgi. E queste percentuali tendono a decrescere rispetto allo stesso sondaggio svolto in anni precedenti: si assiste quindi a un aumento della fiducia da parte dei consumatori nei confronti delle auto a guida autonoma.

Se guardiamo invece agli USA, dove le auto a guida autonoma sono già una realtà, gli automobilisti americani si dimostrano più intimoriti degli europei.

La realizzazione di autoveicoli a guida autonoma vede impegnate sia le grandi case automobilistiche sia i giganti dell’hi-tech. I dati del sondaggio Deloitte, eseguito su un campione di 22.000 consumatori di diciassette paesi, mostrano come i consumatori europei si sentano più sicuri su un’auto a guida autonoma prodotta dai costruttori del settore automotive rispetto a quelle prodotte da aziende dell’hi-tech. Dato questo abbastanza normale perché un utilizzatore, in questo caso guidatore, è portato istintivamente ad affidarsi a qualcosa di conosciuto e già testato, un brand conosciuto o con una qualità percepita. I produttori di automobili, che adesso lavorano per le auto a guida autonoma, sono aziende con uno storico nel settore e con un’affidabilità, chi più e chi meno, riconosciuta.

La sicurezza dei sistemi di guida autonoma è un fattore cruciale per il settore.

La “Driver Assistance Systems Conference”, che si è svolta a inizio anno a Monaco, in Germania, e che ha visto la partecipazione di oltre 200 tecnici, che hanno discusso sulle forme più progredite di guida autonoma (oltre il livello 3), concordando sul fatto che i sistemi più avanzati debbano prima essere sottoposti a una serie di test per ottenere le omologazioni necessarie.

Un ulteriore aspetto della discussione è stata la “teleoperated driving”, dove operatori ubicati presso centri di controllo remoti, possono assumere il controllo del veicolo e sostituirsi all’autopilota per ragioni di sicurezza.

Tutti si sono trovati d’accordo su come la simulazione svolgerà un ruolo cruciale nelle future attività di prova e omologazione.

CRASH-TEST EURO NCAP

Cinque stelle per FORD Focus, VOLVO XC 40 e BMW X4, dopo le importanti novità nei protocolli di valutazione introdotte quest’anno: test del freno automatico di emergenza (Autonomous Emergency Braking – AEB) nel caso di collisione tra autovettura e ciclista.

È questo il responso della seconda serie di test Euro NCAP 2018, il progetto internazionale di valutazione degli standard di sicurezza delle auto nuove, del quale è partner l’Automobile Club d’Italia

Per la Focus buona protezione degli adulti a bordo, con minime criticità al torace negli urti frontali; male, invece, quella del collo dei passeggeri dei sedili anteriori in caso di tamponamento. Massimo punteggio nella protezione dei bambini a bordo (facile l’installazione di tutte le tipologie di sistemi di ritenuta).

Buona ed adeguata la protezione per i pedoni, anche grazie alle prestazioni del sistema AEB in ambito urbano, così come il livello di dotazione dei sistemi di assistenza alla guida, (Seat Bealt Reminder, Speed  Assistance, Lane Support e Autonomous Emergency Braking).

Ottimi risultati anche per il modello XC40, che risulta tra le prime 5 auto degli ultimi 3 anni per quanto riguarda la protezione degli occupanti adulti; solo la protezione del torace è marginale in caso di scontro frontale.

Massimo punteggio nello scontro laterale contro il palo, buona la protezione dei bambini a bordo (con predisposizione all’uso di tutte le tipologie di sistemi di ritenuta), adeguata la protezione del pedone, eccetto nel caso della testa (urto sui montanti del parabrezza) e del bacino (urto con alcune aree del cofano).

Ottima la protezione delle gambe del pedone nell’urto con il paraurti, elevato sia il livello di equipaggiamento che le prestazioni degli ADAS disponibili, eccellenti punteggi dell’AEB in ambito autostradale, a parte qualche defaillance nel riconoscimento del pedone di notte e del ciclista.

A questi due veicoli bisogna aggiungere le valutazioni del nuovo modello BMW X4. Trattandosi, però, della stessa base meccanica e degli stessi allestimenti dell’off-road X3 (solo la carrozzeria ha una linea più sportiva), si possono utilizzare come riferimento i risultati della X3 di novembre scorso, la loro validità è stata verificata con test aggiuntivi.

L’X4 ha conquistato le 5 stelle, con eccellenze nella protezione al colpo della frusta e nello scontro contro barriera laterale, massimo punteggio del freno automatico di emergenza alle basse velocità. Buona la protezione del pedone per la presenza del cofano attivo.

Qualche criticità a livello di torace del passeggero posteriore nello scontro contro la barriera, per il conducente nel test del palo e per il collo dei bambini nel caso di impatto frontale. Completa, efficace ed efficiente la dotazione degli ADAS.

“In ottemperanza a quanto previsto nel terzo pacchetto mobilità della Comunità Europea, dello scorso maggio 2018 – afferma il presidente dell’ACI Angelo Sticchi Damiani – constatiamo con piacere la disponibilità dei principali sistemi di assistenza alla guida già nella configurazione standard di tutti e 3 i modelli valutati in questa sessione di test Euro NCAP. Come Automobile Club, al fine di diminuire i sinistri sulle strade, auspichiamo da tempo l’obbligatorietà degli ADAS su tutti i nuovi modelli”.

 

(schede su www.euroncap.com).

L’Omino Michelin compie 120 anni

Quest’anno Bibendum festeggia il centoventesimo compleanno.

Nel 1894, all’Esposizione Universale e Coloniale di Lione, vedendo una pila di pneumatici disposti artisticamente, Édouard Michelin ha un’idea: “Guarda, con un paio di braccia in più sembrerebbe un omino!”

Questa frase è l’abracadabra che farà nascere, nel 1898, l’Omino Michelin. Sarà l’artista Marius Rossillon, conosciuto con il nome d’arte di “O’Galop”, a realizzare il personaggio che da allora accompagna generazioni di viaggiatori in tutto il mondo, rendendolo protagonista di uno straordinario manifesto dal titolo “Nunc est Bibendum” (“Adesso bisogna bere”), in cui cita l’Ode di Orazio (I, 37) per dire che il pneumatico Michelin “beve” l’ostacolo.

L’Omino Michelin suscita subito simpatia e comincia ad apparire su ogni canale pubblicitario, impegnato a fornire informazioni tecniche relative all’uso corretto del pneumatico.

 

O’Galop è il primo a dar vita all’Omino Michelin, ma Bibendum acquisisce una personalità umana forte, divertente ed estroversa anche grazie ad altri grandi nomi del mondo della pubblicità e dei manifesti, come Hautot, Grand Aigle, Riz, Cousyn e René Vincent, ognuno dei quali gli conferisce il proprio stile e le proprie idee, sviluppando forme e design diversi.

Ma per rendere l’Omino Michelin facilmente riconoscibile per tutti, è necessario uniformarne l’immagine. L’impresa è facilitata quando, negli anni Venti, gli artisti dediti a Bibendum lavorano nello studio grafico Michelin. Con un numero ben preciso di pneumatici come struttura per il corpo e forme definite, a poco a poco l’Omino Michelin diventa il personaggio conosciuto in tutto il mondo: sorridente, gentile, protettivo e vivace, pronto ad aiutare ogni viaggiatore e a risolvere ogni suo problema.

 

Lo specchio di un’epoca

Lo sviluppo dell’Omino Michelin dice molto della storia dell’industria dell’automobile. All’inizio, i suoi tratti rispecchiano quelli dell’unica classe sociale che poteva permettersi i nuovi mezzi di trasporto (monocolo, sigaro, anello con sigillo, gemelli). Con la diminuzione dei prezzi delle automobili, ormai più accessibili, l’Omino Michelin abbandona gli accessori, diventando per tutti il compagno di viaggio amichevole e ideale.

 

Un personaggio universale

La carriera di Bibendum a livello internazionale comincia molto presto. Conosciuto in tutto il mondo sin dagli anni Venti, il suo successo continua a crescere fino ad essere sancito dal massimo tributo ricevuto nel 2000, quando viene riconosciuto miglior logo di tutti i tempi da una giuria di esperti del Financial Times. Quello stesso anno, l’Omino Michelin assume un design high-tech in 3D, che ne sottolinea la predisposizione per l’innovazione e la tecnologia.

Fedele a se stesso nell’indole e negli obiettivi, per essere sempre più in linea con i tempi e immediatamente riconoscibile dai viaggiatori di ogni epoca, l’Omino Michelin non ha mai smesso di mutare aspetto.

Breve biografia

1898: Nascita del personaggio da un disegno del fumettista O’Galop

1901: Spuntano le gambe all’Omino Michelin, di cui fino ad oggi si vedeva solo il busto

1920: L’Omino Michelin è una star internazionale

1986: La campagna pubblicitaria dell’agenzia francese BDDP fornisce ulteriore conferma della popolarità del personaggio

2000: L’Omino Michelin viene votato miglior logo di tutti i tempi dal Financial Times

Diventa un personaggio in 3D

2009: Prima campagna pubblicitaria mondiale: “Il giusto pneumatico cambia tutto”

2017: Nuova identità visiva: l’Omino Michelin torna al 2D, in linea con il nuovo essenziale “flat design”

2018: L’Omino Michelin compie 120 anni

Osservatorio Aci “Muoversi con Energia”:

Lo svecchiamento delle motorizzazioni circolanti con qualsiasi tecnologia disponibile sarà la vera leva di trazione per la riduzione dell’impatto ambientale da traffico veicolare e a legislatori e decisori politici spetterà agevolare il rinnovamento del parco, a prescindere dal tipo di alimentazione, nella consapevolezza che la neutralità tecnologica del mercato sarà una realtà di fatto che creerà le condizioni per non chiedere incentivi statali indirizzati verso l’una o l’altra tecnologia.

Sono queste le conclusioni alle quali è giunto il I Tavolo tecnico dell’Osservatorio ACI “Muoversi con energia”, che ha visto la Fondazione Caracciolo ACI riunire intorno a un tavolo i rappresentanti di tutte le principali realtà interessate al futuro della mobilità: Eni, Snam, Enel, Enea, IM-CNR, Confindustria Energia, Unione Petrolifera, Assopetroli, Assogasliquidi, Assogasmetano, Federmetano, Elettricità futura, Unrae, Anfia, FCA, General Motors, Nissan, FPT Industrial, RSE (Ricerca Sistema Energetico) e RIE (Ricerche Industriali Energetiche).

Le conclusioni di esperti e analisti dell’Osservatorio ACI, promosso dalla Fondazione Caracciolo, derivano dalla comune consapevolezza che:

L’evoluzione tecnologica ha praticamente annullato le emissioni d’inquinanti patogeni (NOx PM, ecc.) delle motorizzazioni tradizionali, concentrando gli sforzi prevalentemente verso la riduzione delle emissioni di CO2;

nel giro di pochi anni, tutti i motori subiranno altre evoluzioni, a partire dal progressivo incremento delle prestazioni dei BEV (Battery Electric Vehicle), che diventeranno competitivi anche da un punto di vista economico;

Il mercato offrirà un portafoglio sempre più ampio di soluzioni tecnologiche, dai motori tradizionali (anche alimentati a gas naturale) alle versioni ibride o tutto elettrico, per finire con propulsori a celle a combustibile, a prescindere dalla velocità di diffusione dell’infrastruttura di ricarica BEV o dell’idrogeno per le celle a combustibile.

Oggi 11 luglio, si riunirà a Roma il secondo Tavolo tecnico dell’Osservatorio – “Lo sviluppo tecnologico e infrastrutturale per la mobilità elettrica” – per approfondire lo scenario evolutivo della mobilità elettrica e valutare le possibili ricadute in termini di sostenibilità ambientale, tenuta del sistema elettro-energetico nazionale, evoluzione e impatto delle batterie veicolari nell’intero ciclo di vita, criticità e risposte rispetto alla ricarica e alla rete di distribuzione.

Secondo giorno di Meeting per le Fiat 500

Garlenda 7 luglio 2018: Vigilia del gran finale per il 35° Meeting riservato alla Fiat 500.

A oggi sono circa ottocento le vecchie vetture della Casa torinese giunte a Garlenda (nel Savonese). Diciassette le nazioni  europee rappresentate, oltre ai numerosi partecipanti da ogni regione italiana.

Nella seconda giornata del Meeting molti partecipanti hanno preso parte al Tour turistico dell’entroterra che ha toccato Cosio d’Arroscia, Pieve di Teco e Mendatica.  Altri, invece, hanno preferito una visita al parco Acquatico di Ceriale.

A Garlenda è presente il pullman Azzurro della Polizia Stradale che è porta in giro un messaggio riguardante la Sicurezza Stradale.

Il Meeting si concluderà domani all’Ippodromo dei Fiori di Villanova d’Albenga con tutte le mille auto che s’incontreranno per il carosello delle Nazioni e delle Regioni.

Europa in stallo sulla sicurezza stradale

Ogni settimana  si contano 500 morti sulle strade europee: negli ultimi quattro anni non si registrano miglioramenti per la sicurezza stradale e per la prima volta l’ETSC – Consiglio Europeo per la Sicurezza Stradale non assegnerà ad alcun Paese il premio annuale per i progressi verso una mobilità responsabile.

Nel 2017 in Europa ci sono state 25.250 vittime per incidenti, con una riduzione di appena il 2% rispetto all’anno precedente: per raggiungere l’obiettivo comunitario di dimezzamento del numero dei morti nel 2020 rispetto al 2010, sarebbe stato invece necessario un calo medio del 6,7% di decessi sulle strade ogni anno.

I dati sono contenuti nel Rapporto presentato oggi da ETSC e diffuso nel nostro Paese dall’ACI, membro del Consiglio Europeo per la Sicurezza Stradale. L’Italia non brilla nell’Unione Europea, segnando addirittura un aumento delle vittime dell’1,6% nell’ultimo anno.

“Con il Governo insediato – dichiara Angelo Sticchi Damiani, presidente dell’Automobile Club d’Italia – va rafforzato l’impegno di tutti verso la sicurezza stradale: il nuovo Codice della Strada che sarà presto nell’agenda parlamentare può rappresentare il punto di svolta per una mobilità più responsabile ed efficiente, in linea con le disposizioni annunciate dalla Commissione Europea sui veicoli e sulle infrastrutture”.

“Se due aerei passeggeri cadessero ogni settimana in Europa – afferma Antonio Avenoso, direttore esecutivo ETSC – la risposta pubblica ed istituzionale sarebbe immediata. Di fronte a 500 morti sulle strade ogni sette giorni, i governi devono aumentare i propri sforzi per migliorare in mesi, non in anni, la sicurezza della circolazione. Servono misure urgenti per arginare le principali cause di morte e lesioni gravi, a cominciare dall’eccesso di velocità, la guida in stato di ebbrezza, la distrazione e il mancato uso delle cinture di sicurezza”.

 

Il Report completo è pubblicato su www.etsc.eu/pin12

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