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Gino Bruni

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Sicurezza Stradale

A lezione di “sicurezza stradale” con Automobile Club Genova

Come negli anni passati l’Automobile Club di Genova, anche questo anno, promuove, nelle sedi scolastiche della provincia di Genova, la “Sicurezza Stradale”.

Sino a fine maggio, sono numerosi gli appuntamenti a contatto con alunni di ogni ordine e grado: dalla secondaria all’infanzia, passando per la primaria.

Nelle scorse settimane sono state coinvolte nove classi (prime e seconde) della Primaria Mazzini, con la Scuola Infanzia “Il Pratone”, con la Scuola Infanzia “Contubernio d’Albertis”, con la Scuola Primaria Tommaseo di Sestri Ponente, la Media Caffaro cui si sono aggiunte sei classi dell’Infanzia e Primaria D’Aste di Sampierdarena.

Nei giorni scorsi le lezioni di guida sicura e norme di comportamento hanno interessato gli alunni dell’Istituto Odero, per proseguire poi con sei classi della Media San Paolo di Castelletto.

I”docenti” dell’Automobile Club Genova hanno proseguito il tour facendo tappa a Rapallo, presso la primaria Marconi, mentre proseguono altri incontri alla scuola San Paolo a Sestri Levante con la Primaria Papa Giovanni e in seguito presso la Primaria Monumento ai Caduti.

L’iniziativa proseguirà anche nel prossimo mese di aprile con appuntamenti martedì 2 aprile (a Sestri Levante con la Primaria Bertollo), lunedì 8 e martedì 9 aprile a Rapallo, prima con la Secondaria di primo grado e poi con l’Infanzia Rainusso. Le tre tappe successive vedranno l’Automobile Club presente alla primaria Santa Marta (16 aprile), al Contubernio d’Albertis (16 maggio) e alla primaria Mazzini (30 maggio).

Il progetto”tour della sicurezza” è particolarmente gradito sia da dirigenti scolastici e docenti ma, soprattutto, seguito con interesse e partecipazione dagli alunni delle scuole coinvolte futuri utenti della strada.

Euro NCAP : HondaCR-V, Mercedes G-Class e SEAT Terraco il massimo dei voti per la sicurezza

Tutte e tre le auto ottengono un punteggio massimo di cinque stelle contro i severi requisiti del 2019 di Euro NCAP.

La nuova SEAT Tarraco condivide la piattaforma MQB di Volkswagen con la Škoda Kodiaq, valutata come cinque stelle da Euro NCAP nel 2017.

Contro i protocolli più rigorosi del 2019, la valutazione a cinque stelle di Tarraco è ancora più impressionante e il suo punteggio del 97 percento per la protezione degli occupanti è tra le migliori ottenute da un’auto in questa categoria.

La precedente generazione di Honda CR-V è stata testata come diesel nel 2013.

Questa ultima versione è stata testata in forma ibrida a benzina, anticipata per essere la variante più venduta. L’auto si comporta bene in tutte le aree e garantisce un alto livello di sicurezza.

La robusta Classe G di Mercedes-Benz offre anche una valutazione a cinque stelle con prestazioni impressionanti in ciascuna delle quattro aree di valutazione.

Michiel van Ratingen, segretario generale di Euro NCAP, ha dichiarato: “Qui abbiamo tre nuovi veicoli, che gareggiano nello stesso segmento e otteniamo i massimi livelli di sicurezza. Ciò è abbastanza impressionante, ma il fatto che tutti e tre i fuoristrada siano dotati di sistemi AEB per pedoni e ciclisti dimostra davvero il potere dei test dei consumatori non solo per incoraggiare prestazioni migliori, ma anche per promuovere nuove tecnologie come standard in tutta Europa “.

Nel 2018 in Liguria spesi 66,4 milioni di euro per le revisioni auto.

Nel 2018 gli automobilisti della Liguria hanno speso 66,4 milioni di euro per eseguire le revisioni obbligatorie delle loro auto presso le officine private autorizzate.

La cifra comprende il pagamento della tariffa fissata per le revisioni per complessivi 21,2 milioni di euro ed il costo delle operazioni di manutenzione e riparazione necessarie per porre gli autoveicoli in grado di superare i controlli previsti, cioè la spesa per la cosiddetta attività di prerevisione, che ammonta a 45,2 milioni di euro.

A livello provinciale, è Genova la provincia della Liguria che, con 33,2 milioni di euro, registra la spesa più alta per le revisioni e le prerevisioni eseguite nel 2018. Dopo Genova, seguono più distanziate Savona (con 13,9 milioni di euro), Imperia (9,7 milioni) e La Spezia (9,5 milioni).

I dati citati emergono da uno studio della struttura di ricerca dell’Osservatorio Autopromotec.

Autopromotec è la più specializzata rassegna espositiva internazionale dedicata alle attrezzature e all’aftermarket automobilistico, la cui prossima edizione, la ventottesima, sarà in programma a Bologna dal 22 al 26 maggio di quest’anno.

A livello nazionale nel 2018 sono stati spesi 2,92 miliardi di euro per l’attività di revisione delle auto presso le officine private autorizzate. Si tratta di una cifra di estrema rilevanza, anche se di poco inferiore (-0,9%) rispetto ai 2,95 miliardi di euro realizzati nel 2017.

Nel dettaglio, la spesa per la pura operazione di revisione è diminuita dell’1,8% sul 2017.

Questo calo è dovuto essenzialmente alla diminuzione del numero di veicoli chiamati a revisione (nel 2018 sono stati revisionati 13.959.706 veicoli, e cioè l’1,8% in meno rispetto agli 14.217.864 veicoli revisionati nel 2017), anche perché non vi sono state variazioni né per ciò che riguarda la tariffa fissata per le revisioni né per gli oneri accessori (Iva, diritti per la Motorizzazione e bollettino postale). La spesa per le prerevisioni, invece, ha subìto un calo meno marcato (-0,5%) in quanto la diminuzione del numero dei veicoli chiamati a revisione è stata compensata dall’incremento dei costi delle operazioni di manutenzione e riparazione che risulta dagli indici Istat (+1,3%).
L’attività di revisione, sottolinea l’Osservatorio Autopromotec, oltre ad essere un controllo obbligatorio previsto dal Codice della Strada, è uno strumento importante per mantenere in condizioni di efficienza i veicoli.

La revisione ha, infatti, lo scopo di verificare le condizioni di sicurezza e il livello di emissioni inquinanti, così da attestarne l’idoneità a circolare su strada. È bene ricordare che, come previsto dal Codice della Strada, le revisioni vanno effettuate dopo quattro anni dall’immatricolazione e, successivamente, ogni due anni.

Sgravi fiscali per i sistemi Adas su furgoni, camion e bus: lo chiede ACI

ACI e Mobileye sollecitano facilitazioni economiche a sostegno della domanda di sicurezza sulle strade

Sgravi fiscali per chi incrementa la sicurezza dei veicoli con dispositivi Adas, anche aftermarket: è la proposta dell’Automobile Club d’Italia e di Mobileye, formulata a Transpotec, salone dei trasporti e della logistica che si chiude domenica 24 febbraio alla Fiera di Verona.

Sulle strade italiane circolano 480 mila autocarri, 173 mila tir e oltre 99 mila bus e pullman, molti dei quali con tanti anni e chilometri all’attivo: solo quelli immatricolati dal 2015 sono dotati di sistemi di sicurezza attiva, in grado di scongiurare incidenti o ridurne drasticamente gli effetti. Per tutti gli altri è improrogabile un repentino potenziamento degli standard di sicurezza, in attesa che il processo di rinnovamento del parco circolante elimini dalle strade i mezzi più vetusti e pericolosi.

Da oggi anche i veicoli commerciali, industriali e i mezzi pesanti possono avvalersi della sicurezza offerta da Mobileye, il dispositivo distribuito attraverso la rete territoriale di ACI che porta le più avanzate tecnologie di sicurezza attiva pure sui veicoli più datati. Avviso di collisione frontale con altri mezzi, con pedoni e ciclisti; monitoraggio della distanza di sicurezza e delle linee di carreggiata; avviso di superamento dei limiti di velocità e lettura dei cartelli stradali; telecamera integrata con registrazione continua delle immagini, utile anche ai fini assicurativi: sono le funzioni principali di Mobileye e del suo sistema integrale di sicurezza.

Il 94% degli incidenti è causato da un errore umano e l’80% dei sinistri è imputabile alla distrazione del conducente tre secondi prima dell’impatto. Più di 9 incidenti su 10 possono essere evitati da un dispositivo che richiami entro due secondi l’attenzione di chi guida.

Uno studio condotto in Israele su un campione di 40.000 veicoli con massa superiore a 3,5 tonnellate rileva il dimezzamento dell’incidentalità dei mezzi dotati di sistema di avviso di collisione frontale e monitoraggio della carreggiata. Come evidenziato da una ricerca del Ministero dei Trasporti olandese, 2.000 camion dotati di Adas hanno percorso 77 milioni di chilometri nei Paesi Bassi senza essere coinvolti in alcun incidente, mentre 400 veicoli senza tecnologia di sicurezza attiva hanno provocato 5 sinistri sulla stessa percorrenza. L’efficienza della tecnologia è premiata in Italia da Sara Assicurazioni, che riconosce fino al 25% di sconto sulle polizze ai veicoli dotati di sistemi anti-collisione.

Proprio per la facilità di installazione e di utilizzo, Mobileye sta riscontrando notevole successo anche tra le auto storiche, aumentandone gli standard di sicurezza e preservandone il valore.

Quanti italiani passerebbero oggi l’esame della patente?

Dal test la bestia nera per chi guida sono i cartelli stradali solo il 50,5% ha dato un giusto riscontro.

Sugli oltre 6.000 partecipanti al #MakTestDrive telematico, ideato dall’azienda MARK, oggi sarebbe promosso alla prova teorica per ottenere la patente di guida solo il 52,5%.

Il dato è emerso da un’iniziativa telematica che l’azienda bresciana leader nazionale nel mercato delle ruote in lega d’alluminio e nei sistemi di monitoraggio della pressione degli pneumatici, ha proposto attraverso la propria pagina Facebook.

Quattro le semplici domande proposte, tutte a risposta multipla, molto simili ai quiz per l’esame teorico della patente:

Quale di questi cartelli indica l’obbligo di svoltare a sinistra?

Come si può aumentare l’aderenza di un veicolo sull’asfalto?

Quale delle seguenti spie indica una perdita di pressione degli pneumatici (TPMS)?

Da cosa è maggiormente influenzato lo spazio d’arresto di un veicolo?

Dalle risposte fornite dal campione, è emerso che la vera bestia nera per chi guida sono i cartelli stradali (solo il 50,5% ha dato un giusto riscontro). A trarre ancor più in inganno è stata però la domanda sullo spazio d’arresto, che ha ottenuto solo il 27,3% delle risposte corrette. Conferme positive invece per quanto riguarda il mondo degli pneumatici, da montare più larghi per aumentare l’aderenza della vettura sull’asfalto (86,5% di risposte corrette), così come la conoscenza delle spie: l’84,7% dei partecipanti ha riconosciuto perfettamente il segnale del TPMS – Tyre Pressure Monitoring System – il sistema di monitoraggio per la pressione delle gomme.

Il risultato è stato sorprendente. Su un campione di quasi 6.500 partecipanti, solo il 52,5% oggi sarebbe stato promosso senza riserve mentre il 47,5% sarebbe costretto a ripetere l’esame.

Arriva l’algoritmo per calcolare la vita residua di un veicolo usato.

L’algoritmo è stato presentato al Parlamento europeo di Bruxelles, dove l’Associazione italiana rivenditori veicoli d’occasione (AIRVO) ha posto la questione chiedendo l’istituzione di un tavolo europeo dedicato al comparto.

I veicoli usati hanno un peso importante nel panorama economico italiano: oltre 157mila aziende operano nella compravendita e si contano 440mila addetti, e lo scorso anno, più della metà delle vendite del settore automotive ha riguardato l’usato.

Anche in Europa i numeri sono importanti: dal 2011 al 2016 il numero dei veicoli circolanti è salito da 243 a 257 milioni e, in questa classifica l’Italia si piazza al secondo posto con 37,8 milioni dietro la Germania e davanti a Regno Unito e Francia.

Ed è sempre più importante conoscere lo stato delle vetture: per questo arriva l’algoritmo che “leggerà” lo stato dell’automobile grazie al lavoro del team di ricerca del Politecnico di Torino, coordinato da Maurizio Galetto, docente del Dipartimento di Ingegneria Gestionale e della Produzione del Politecnico di Torino (DIGEP) che su impulso di Mo.Vi, azienda italiana del settore, ha elaborato una formula innovativa. Si tratta di un algoritmo che consente di calcolare sulla base di parametri oggettivi la percentuale di vita residua di un veicolo usato.

Una formula che non solo “fa la radiografia” la vettura al momento, ma che potrà anche essere utile per l’utilizzo futuro e il continuo monitoraggio.

I chilometri percorsi, l’età del veicolo, ma anche lo stile di guida e il carico da stress a cui è stato sottoposto: sono alcuni esempi di variabili tenute in conto dall’algoritmo – spiega Luca Mastrogiacomo, docente del DIGEP – Questo consente non solo di calcolare la durata residua di un veicolo usato al momento del suo acquisto, ma in prospettiva anche di trasformarlo in un dispositivo che, installato sulla vettura e collegato a un’app, fornisce in tempo reale all’utilizzatore lo stato di usura, componente per componente, e di prevederne eventuali guasti consentendo di pianificare e ottimizzare la sua manutenzione.

ACI: gli incidenti sulle strade extraurbane secondarie

L’ACI con il suo studio “Localizzazione degli incidenti stradali 2017 sulle strade provinciali”, ha analizzato il numero d’incidenti, in assoluto, e la gravità degli stessi Comune per Comune.

Da queste tabelle per quanto riguarda la provincia di Genova la strada dove si sono verificati il maggior numero d’incidenti è la provinciale di Isoverde in comune di Campomorone dove si sono registrati otto incidenti stradali con un totale di dodici persone infortunate. Sei invece gli incidenti che hanno interessato la provinciale di Santa Margherita Ligure nel comune omonimo, dove, tra l’altro si sono rilevati il maggior numero di sinistri per veicoli a due ruote. Lo stesso numero – sei –  di incidenti stradali si sono verificati anche  sulla provinciale di Crocetta d’Orero nel comune di Serra Riccò.

Codice della Strada: da domani 1° gennaio 2019 multe più care

Da domani, 1 gennaio 2019, transitare in una zona traffico limitato o viaggiare abusivamente su una corsia preferenziale riservata al trasporto pubblico, potrà ricevere una contravvenzione di 83 euro rispetto alle ottantuno del 2018. (importo scontato 58,10 euro). Nel 1993 l’importo era di 100 mila lire.

Per quanto riguarda i limiti di velocità, superare i limiti per meno di 10 km/h, sarà sanzionato con 42 euro a fronte dei quarantuno fino al 31 dicembre 2018 Per curiosità nel 1993 la multa era di 50.000 lire.

La sanzione, per chi oltrepassa il limite oltre i 10 km/h ma meno di 40 km/h dovrà sborsare173 euro (scontato euro 121,10 euro). Nel 1993 l’importo era di 200.000 lire.

L’automobilista o motociclista che supera di oltre i 40 km/h ma meno di 60 km/h la sanzione passerà da 532 euro a 544 euro (importo scontato 380,80 euro) che aumentano a 725,33 euro se la violazione è commessa tra le ore 22 e le 7 del mattino. Nel 1993 l’importo era di mezzo milione di vecchie lire.

Chi usa il telefono cellulare alla guida rischia una sanzione di 165 euro (prima era di 161 euro) scontata a euro 115,50 se pagata entro cinque giorni. Nel 1993, quando i cellulari non erano particolarmente diffusi, l’importo della multa era di 50.000 lire.

La contravvenzione per chi circola con la revisione scaduta ed è fermato, passerà da 169 a 173 euro, circolare privi di copertura assicurativa da 849 euro a 868 euro.  Nel 1993 la sanzione era di un milione di lire.

Per chi non rispetta il semaforo rosso si vedrà consegnare una multa da 167 euro rispetto ai 163 del 2018. Nel 1993 la multa era di 100 mila lire.

ACI-ISTAT : diminuiscono incidenti stradali

Nel  primo semestre 2018 tra Gennaio – Giugno 2018: 82.942 incidenti, 1.480 decessi, 116.560 feriti. In autostrada il calo più consistente delle vittime: -15,7% . Diminuzioni significative anche su strade urbane (-8,3%) ed extraurbane (-7%).

Migliorano gli indicatori della sicurezza stradale in Italia. Le stime ACI-ISTAT – basate sui dati preliminari relativi al primo semestre 2018 – evidenziano un calo, rispetto allo stesso periodo del 2017, sia di incidenti con lesioni (-3%), che di vittime (-8%) e feriti (-3%). Dal 1° gennaio al 30 giugno scorso, gli incidenti sono stati 82.942 (in media, 460 al giorno: 19 ogni ora), hanno causato 1.480 morti (8 al giorno: 1 ogni 3 ore) e 116.560 feriti (645 al giorno: 27 ogni ora).

Un andamento confortante, soprattutto se si tiene conto dell’incremento di mobilità sulle autostrade in concessione: +0,1% per i veicoli leggeri e +3,2% per quelli pesanti. È proprio in autostrada che si registra il calo più consistente delle vittime: -15,7%. Diminuzioni significative anche su strade urbane (-8,3%) ed extraurbane (-7%).

La diminuzione della mortalità registrata nel primo semestre 2018, riavvicina il dato nazionale all’obiettivo europeo di riduzione del 50% le vittime della strada entro il 2020. Un obiettivo che, però, appare difficile da raggiungere, anche se le vittime della strada sono calate del 25% rispetto al 2010 e del 55% rispetto al 2001.

Occorre, tuttavia, tenere conto del fatto che l’analisi delle serie mensili degli ultimi 10 anni, elaborata da ACI, mostra che, nel secondo semestre dell’anno, il numero dei decessi è, in media, più elevato del 13% rispetto a quello del primo semestre, mentre l’aumento del numero di incidenti e feriti si attesta sul 4%. Dati presumibilmente determinati dalla maggiore circolazione e da un più elevato tasso di riempimento dei veicoli nel periodo estivo.

Eccesso di velocità, mancato utilizzo delle cinture di sicurezza e uso del cellulare i “vizi” più ricorrenti al volante: nei primi sei mesi del 2018 le contravvenzioni elevate dalla Polizia Stradale per queste infrazioni sono state, rispettivamente: 255.809, 47.736 e 21.766

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