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Gino Bruni

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Sicurezza Stradale

73a Conferenza del Traffico e della Circolazione

A Genova la 73^ Conferenza del Traffico e della Circolazione

Manutenzione e salvaguardia della rete viaria secondaria: fattori di sicurezza e sviluppo per il territorio

A Genova, presso il Palazzo della Meridiana (Salita San Francesco 4) ,  venerdì 30 novembre ospiterà  la 73a Conferenza del Traffico e della Circolazione.  L’importante appuntamento per  la mobilità, organizzato dall’Automobile Club d’Italia, tratterà il tema strategico delle infrastrutture, con particolare attenzione alla rete viaria secondaria.

“Il fabbisogno di manutenzione della rete viaria secondaria” è il titolo dei lavori, che si apriranno alle ore 10 del 30 novembre con l’intervento del Presidente dell’ACI, Angelo Sticchi Damiani e i saluti delle Autorità nazionali e territoriali.

La giornata proseguirà con la presentazione dello studio della Fondazione Filippo Caracciolo dell’ACI, realizzato in collaborazione con l’Università degli Studi Roma Tre.

Alla Conferenza parteciperà anche il Presidente della Federazione Internazionale dell’Automobile, Jean Todt.

Il rapporto della Fondazione Caracciolo stimolerà il dibattito nella tavola rotonda in programma alle ore 11:30, alla presenza del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli.

Genova: presentato a Orientamenti il concorso per le scuole “Speaker per un giorno”.

Al salone “Orientamenti” in corso a Genova è stato presentato il concorso regionale riservato alle scuole secondarie di secondo grado liguri denominato: “Speaker radiofonico per un giorno”.

L’iniziativa è stata promossa dalla Direzione regionale INAIL Liguria e dall’Automobile Club di Genova con il patrocinio dell’Ufficio scolastico regionale e di Regione Liguria e la collaborazione di Protezione Civile e Radio Babboleo.

Gli alunni che parteciperanno a questo concorso dovranno ideare un testo che possa essere trasformato in uno spot di venti secondi sui temi della sicurezza sul lavoro, stradale e ambientale, con particolare riferimento ai fenomeni di alluvione.

Il bando di concorso è disponibile sul portale dell’Ufficio scolastico regionale  (https://goo.gl/U3WrDo) dove potrà essere scaricata anche la scheda di adesione che ogni Istituto dovrà inviare entro il 21 dicembre prossimo. Gli studenti potranno realizzare i loro elaborati (singolarmente o in gruppi di massimo 5) entro il 31 marzo 2019 e inviarli alla mail  a: speakerperungiorno@gmail.com

Gli elaborati saranno valutati da una commissione e i tre testi vincitori (uno per ogni tema) saranno convertiti in Spot con la voce degli autori e trasmessi su Radio Babboleo. “Il progetto Speaker radiofonico per un giorno s’inserisce in un filone educativo che da tempo il Miur ha scelto, promosso e diffuso nelle scuole italiane”, rileva Ernesto Pellecchia, Direttore generale dell’Ufficio Scolastico Regionale. “Parlare di sicurezza e farlo con modalità innovative e coinvolgenti, più vicine al linguaggio giovanile, è davvero un modo efficace e adeguato di lavorare per il futuro, in grado di coinvolgere tutte le studentesse e tutti gli studenti della nostra regione”. “Promuovere la salute e la sicurezza tra i giovani, stimolandone l’interesse per i comportamenti corretti in tutti gli ambiti della vita quotidiana attraverso un’iniziativa che innova il tradizionale approccio alla didattica della sicurezza: questo il senso dell’iniziativa di prevenzione”, spiega la Direttrice INAIL Liguria Angela Razzino. “Educare alla sicurezza significa contrastare il numero ancora elevato d’incidenti stradali e sul lavoro supportando progetti di formazione dell’individuo nella fase di crescita per indurre cambiamenti nei comportamenti e nelle situazioni di rischio”. “Questo progetto – pongono l’accento, il presidente dell’Automobile Club di Genova Giovanni Battista Canevello e il Direttore Susanna Marotta – richiama alla consapevolezza dei rischi e quindi alle conoscenze, con conseguenti responsabilizzazioni di comportamenti che devono essere sempre correlati con le situazioni di rischio palesi e latenti.

 

Perché in inverno non fare il cambio ruote?

Perché in inverno non fare il cambio ruote?

Italiani in ritardo nella sostituzione dei cerchi insieme agli pneumatici.

Domani, 15 novembre, scatta l’obbligo di viaggiare su molte strade, anche dell’entroterra ligure, con pneumatici invernali o le vecchie catene da neve. L’obbligo è in vigore, anche se non sono in atto precipitazioni nevose.

Molti, per praticità punteranno al consueto cambio gomme stagionale

“Quanti italiani sostituiscono però l’intera ruota?”, è la domanda che si è posta MAK che,con la sua quasi trentennale esperienza, un fatturato di oltre 50 milioni di euro e una produzione di 600.000 ruote l’anno, promuove da sempre la cultura del cambio ruota per sensibilizzare l’automobilista all’utilizzo del secondo set completo,rispetto alla sostituzione dei soli pneumatici.

Per indagare e analizzare gli attuali comportamenti di acquisto dei consumatori e la loro conoscenza sull’argomento, l’azienda ha intervistato un campione di 1.352 persone di tutte le età (dai diciotto in su) nel nord e centro Italia, possessori di city car, auto sportive, station wagon, fuoristrada, berline o monovolume. È emerso che sono ancora pochi gli automobilisti attenti e informati sui vantaggi del cambio ruota, sui motivi per farlo e sulle effettive differenze rispetto alla sola sostituzione della gomma.

In Italia, quasi il 63% del campione preso in esame esegue abitualmente il cambio degli pneumatici, il 14% utilizza invece modelli quattro stagioni, mentre il rimanente 22% non provvedono in alcun modo alla sostituzione. Di questo 63%, alla domanda “hai mai acquistato un treno di cerchi nuovi per la tua auto?”, solo il 28% degli intervistati ha risposto in modo affermativo, contro una schiacciante maggioranza (72%) attenta solo alle gomme.

Dati negativi, ma in linea con la filosofia italiana. Basta spostarsi in altri Paesi europei per scoprire che d’inverno il cambio ruote complete sono quasi la normalità, in Germania, oltre il 70% degli automobilisti utilizza il secondo kit ruota-gomma (Fonte: Assoruote), in Italia siamo purtroppo lontani da questa percentuale, anche se negli ultimi anni la crescita è sensibile.

Questo perché nel Bel Paese sopravvive ancora il luogo comune che il cambio della ruota, più ancora di quello dello pneumatico, sia una spesa inutile, riservata esclusivamente a chi vive in zone di montagna.

Ma perché la maggior parte degli intervistati non ritiene utile cambiare l’intero kit cerchio-pneumatico? Quasi il 44% ha risposto che la spesa è troppo elevata, il 37% non ne comprende l’utilità, il 20% non reputa la propria auto abbastanza bella, nuova o potente per dedicarle tali cure e infine al 14% non interessa l’estetica della propria vettura. Dai dati emerge quindi un quadro di scarsa conoscenza da parte degli italiani per quanto riguarda il cambio cerchio: la sicurezza dell’automobile passa anche dalle ruote. Eppure si continua a non volerne sapere, a non comprenderne l’importanza, a viaggiare con misure di pneumatici – e di conseguenza di ruote – non ottimali per le condizioni stradali.

Dal sondaggio emerge che tra i criteri di scelta del cerchio, lo stile in linea con la propria vettura, design ed estetica sono fondamentali. Ragioni quindi più emozionali, per le quali anche il prezzo diventa una variabile secondaria. Importante come criterio di scelta per l’acquisto è anche il consiglio del gommista di fiducia, pronto a offrire al cliente un parere esperto e professionale. Su un totale di 381 consumatori, ben 220 si rivolgono infatti a figure specializzate, in grado di dare suggerimenti e informazioni obiettive.

Sulla base di questo scenario, MAK ha chiesto agli automobilisti quali potrebbero essere le motivazioni per eseguire il cambio ruota. Conquista la medaglia d’oro il minor costo di manodopera nel tempo, rispetto ai numerosi montaggi, smontaggi ed equilibrature dello pneumatico. Si aggiudica il secondo posto invece la sicurezza, che significa equipaggiare il veicolo con una dimensione di pneumatici e ruote più adatta per l’inverno. Il terzo gradino del podio va infine alla minore probabilità di danno in fase di cambio rispetto ai ripetuti montaggi e smontaggi stagionali degli pneumatici. Minore importanza è invece data al cambio rapido dal gommista, per un effettivo risparmio di tempo.

Perché quindi scegliere un secondo treno di ruote e gomme per la stagione invernale? La risposta oggettiva la offre MAK, azienda di riferimento nelle ruote in lega d’alluminio per l’aftermarket.

I motivi sono diversi, prima di tutto viene certamente la sicurezza: le ruote invernali devono, infatti, assicurare maggiore aderenza e tenuta di strada. Su fondi viscidi e con le temperature più fredde la soluzione migliore è quella di adottare cerchi con diametro inferiore, che consentono il montaggio di pneumatici più stretti, garantendo così un grip superiore su neve, pioggia e ghiaccio.

ACI: condivide intervento Governo su abuso auto con targhe estere

“L’Automobile Club d’Italia condivide l’intervento del Governo in materia di abuso delle targhe estere sui veicoli circolanti in Italia – dichiara il Presidente ACI, Angelo Sticchi Damiani – perché il fenomeno dell’utilizzo di targhe estere per risparmiare su bollo e assicurazione, sottraendosi di fatto alle contravvenzioni e al fisco italiano, aveva iniziato a dilagare con forte danno, non solo per l’Erario, ma per tutti gli automobilisti e i cittadini”.

“L’azione del Governo – conclude Sticchi Damiani – ristabilisce il principio di uguaglianza e tutela dei cittadini, restituendo certezze all’intero settore, senza comunque impedire a chi ne ha diritto di circolare con auto immatricolate all’estero. I furbi non possono e non devono mai prevalere”.

L’aggiramento della norma precedente riguardava, difatti, i veicoli di lusso (per evadere il fisco) ed anche le auto provenienti da Paesi dove i controlli sulla sicurezza (ad esempio con le revisioni) e sulla copertura assicurativa sono quasi inesistenti, con pesanti ripercussioni per le vittime di incidenti stradali.

Luce Verde Genova: al via il servizio Aci d’informazione sulla mobilità in tempo reale.

Esordisce il servizio realizzato da ACI in sinergia con Comune di Genova e Polizia Municipale di Genova, pensato per i cittadini ma utile anche alla gestione della mobilità da parte degli enti locali.

Luceverde, utilizzando le più moderne tecnologie, personale specializzato e grazie alla collaborazione con le Polizie Municipali, gli Enti gestori di strade e autostrade e gestori dei servizi di trasporto pubblico, realizza un servizio d’infomobilità all’avanguardia, diffondendo notizie su viabilità, transitabilità, condizioni meteo, eventi e situazione del trasporto pubblico in tempo reale.

Il progetto che l’Automobile Club d’Italia sta sviluppando a livello nazionale e che ha voluto sottoporre all’Amministrazione di Genova ricevendo fin da subito sostegno e appoggio per fornire un servizio che poche città hanno.

Genova è la settima città d’Italia, con Roma, Milano, Modena, Pescara, Vicenza e Trapani, ad attivare questo strumento. Un servizio gratuito per l’Ente e utile per i cittadini. Questo servizio renderà la mobilità più agevole, perché le notizie che a vario titolo interessano gli automobilisti e tutti quelli che si muovono nella città, saranno diffuse in tempo reale e comunicate ai cittadini tramite radio, sito web e APP. Così sarà possibile conoscere la presenza di cantieri, eventi e incidenti sulla propria strada, attraverso notizie affidabili e certe.

L’infomobilità è un sistema indirizzato a chiunque si muova sul territorio che offre informazioni preziose per programmare gli spostamenti, oggi siamo abituati a usufruire del servizio a livello nazionale per le principali vie di collegamento, ma da diversi anni ACI sta sperimentando questo nuovo servizio partendo dalle informazioni nazionali e unendole a quelle locali.

Il servizio sarà utile per i pendolari e i turisti, ma in generale per tutti i cittadini. Tutte le informazioni sono gestite dalla Polizia Municipale di Genova che con la Centrale sarà il nostro baricentro operativo ed ha il compito di inserire le informazioni in un sistema ACI che le elabora e le visualizza su una mappa della città disponibile sia sul sito del Comune sia del servizio Luceverde.

Parliamo di un sistema semplice che garantisce un’informazione importante e innovativa. Dai parcheggi, ai lavori in corso, ai problemi dei mezzi pubblici, alle chiusure delle strade: tutte le informazioni sono inserite in notiziari che poi sono diffusi alle emittenti locali che le trasmettono, tramite radio e web, e tramite il sito di Luceverde, linkato sulla pagina del Servizio Mobilità del Comune.

Inoltre sarà diffusa un’applicazione per smartphone e tablet, che darà la possibilità a tutti di usufruire delle informazioni ancora più agevolmente.

Le emittenti radiofoniche di Genova che hanno già aderito al servizio sono: Radio Babboleo, Babboleo News, Radio Nostalgia e Radio 19.

Crash-Test Euro Ncap: 5 Stelle per Hyundai, Lexus, Mazda e Mercedes-Benz

Cinque stelle per HYUNDAI Nexo, LEXUS ES, MAZDA 6, MERCEDES-BENZ Classe A, quattro per gli MPV PEUGEOT Rifter, CITROEN Berlingo e OPEL Combo.

È il verdetto della quarta serie di test Euro NCAP 2018, il progetto internazionale di valutazione degli standard di sicurezza delle auto nuove, del quale è partner l’Automobile Club d’Italia (schede su www.euroncap.com).

Per la prima volta è stato realizzato un focus sui veicoli sostenibili ed efficienti. Test sulla sicurezza di due modelli alimentati da motori non convenzionali: Hyundai Nexo e Lexus ES.

La Hyundai Nexo è il primo veicolo fuel cell alimentato ad idrogeno, (ossia motore elettrico ricaricato dall’idrogeno), testato da Euro NCAP. Ha raggiunto il massimo dei punteggi con buona protezione offerta agli occupanti, alcune criticità per i passeggeri posteriori nella protezione al colpo della frusta in caso di tamponamento, a causa della conformazione geometrica dei poggiatesta. Miglior punteggio della serie di test per la completa e molto performante dotazione di sistemi di assistenza alla guida (ADAS).

Il veicolo ad alimentazione ibrida Lexus ES ha ottenuto ottimi punteggi in tutte le prove con eccellenza nel funzionamento dell’AEB in ambito urbano. Piccole criticità nella protezione del bacino del passeggero posteriore e per l’air bag laterale posteriore non perfettamente funzionante. Completa la dotazione di ADAS, eccetto qualche criticità nel rilevamento dei ciclisti.

La Mazda 6 ha ottenuto ottimi punteggi in tutte le prove, massimo risultato in quelle di urto laterale contro barriera e palo. Migliore performance per la protezione dei bambini e ottima valutazione del sistema AEB in ambito urbano. Qualche criticità nell’urto frontale per il passeggero posteriore, (il bacino è scivolato sotto la cintura di sicurezza).

Regina di questa serie di test è la Mercedes Classe A che ha raggiunto i più alti punteggi nella protezione dei bambini, degli adulti e degli utenti vulnerabili (Vulnerable Road Users, VRU). Qualche criticità per il sistema di assistenza del mantenimento della corsia e nell’assenza del sistema di monitoraggio degli angoli ciechi.

I 3 modelli ‘gemelli’, Peugeot Rifter, Citroën Berlingo e Opel Combo, conquistano le 4 stelle e risultato in linea con il Ford Tourneo Connect (stessa categoria di veicolo). Buona la protezione dei passeggeri a bordo, massimo punteggio nell’urto contro barriera laterale. Qualche criticità nella protezione del torace e del collo dei passeggeri anteriori in caso di scontro frontale. Il sistema AEB ha mostrato qualche “defaillance” in alcuni scenari testati e nell’identificazione dei VRU che si muovono in modo più veloce (ad es. i ciclisti).

“Apprezziamo molto lo sforzo dei costruttori ad investire sulla sicurezza degli utenti più vulnerabili, quali pedoni e ciclisti” – ha dichiarato il presidente dell’ACI Angelo Sticchi Damiani – “ma si può e si deve fare di più. Nei prossimi test vogliamo poter rilevare il massimo dei punteggi anche nella prova del ciclista”.

Euro NCAP mette alla prova la tecnologia di guida automatizzata.

Oltre il 70% dei conducenti, secondo un sondaggio, numerosi consumatori ritengono che sia già possibile acquistare un’auto in grado di guidare autonomamente. Purtroppo è ancora notevole la confusione che esiste tra i consumatori automobilistici quando si tratta della realtà della guida automatizzata o autonoma.

Euro NCAP, ha messo alla prova la tecnologia di guida automatizzata

Le conclusioni dei test effettuati, in sintesi sono:

  • Nessuna auto sul mercato offre oggi piena automazione o autonomia.
  • Le auto oggi sul mercato possono fornire assistenza all’autista, ma ciò non deve essere confuso con la guida automatica. L’autista rimane pienamente responsabile della guida sicura.
  • Utilizzata correttamente, questa tecnologia può aiutare il conducente a mantenere una distanza di sicurezza, velocità e rimanere all’interno della corsia.
  • Questi sistemi non dovrebbero essere utilizzati in situazioni per cui non sono progettati e non dovrebbero essere considerati come alternativa alla guida sicura e controllata.

Michiel van Ratingen, segretario generale dell’Euro NCAP, ha dichiarato:

“Il messaggio di Euro NCAP di questi test è chiaro: le automobili, anche quelle con sistemi avanzati di assistenza alla guida, hanno bisogno di un conducente vigile e attento al volante in ogni momento. È fondamentale che i sistemi di sicurezza attiva e passiva allo stato dell’arte rimangano disponibili in background come backup di sicurezza”.

 

Opel, dieselgate: Codacons pronto a battaglia legale se confermate emissioni falsificate

Il Codacons pronto a nuove iniziative legali in merito allo scandalo “Dieselgate”, dopo l’indagine che vede coinvolta la casa automobilistica Opel e il richiamo di 100.000 vetture per ordine della motorizzazione federale tedesca.

“Chiediamo alle istituzioni italiane – dichiara il presidente Carlo Rienzi – di avviare subito verifiche volte ad accertare se il presunto scandalo riguardi anche il nostro paese, e se circolino in Italia automobili Opel con motori diesel modificati sul fronte delle emissioni”.

Proprio il Codacons fu la prima associazione dei consumatori italiana ad attivarsi sullo scandalo Dieselgate scoppiato nel 2015 e che coinvolse il gruppo Volkswagen, presentando una class action dinanzi al Tribunale di Venezia per conto degli automobilisti danneggiati e partecipando con i propri periti al procedimento penale contro gli amministratori di Volkswagen Italia.

“Siamo pronti ad avviare una battaglia legale a tutela dei proprietari di vetture Opel se sarà accertata l’eventuale falsificazione delle emissioni sulle vetture circolanti in Italia, e invitiamo il Ministero dei Trasporti ad attivarsi con urgenza per compiere tutte le verifiche del caso” – conclude Rienzi.

 

Secondo dati della Motorizzazione tedesca sarebbero 95.000 le auto coinvolte nella manipolazione dolosa del software che regola l’emissione dei gas di scarico in tutta Europa nei modelli euro 6: Zafira, Cascada e Insignia. Già in luglio era stato aperto un procedimento contro i tre modelli Opel. “Indaghiamo per il reato di frode nell’immissione sul mercato di auto diesel con software che manipola i valori sull’emissione dei gas di scarico” ha confermato il procuratore, Nadja Niesen, al quotidiano tedesco che si occupa di economia e finanza, Handelsblatt.

Limitazioni al traffico nord Italia: cosa dichiara l’ACI

Aci: “giusto stimolare un cambio culturale sulla mobilità, ma servono incentivi per il rinnovo del parco veicolare e un approccio sistemico scientifico per risolvere il problema dello smog”

Sono partiti nel Nord dell’Italia i nuovi divieti alla circolazione per i veicoli a benzina Euro0 e per i diesel Euro0, 1, 2, 3, con l’aggiunta degli Euro4 per l’Emilia Romagna. Le finalità di tali provvedimenti sono evidenti: cercare di contenere le sostanze inquinanti e le polveri sottili nella Pianura Padana, che nei mesi invernali subisce un peggioramento della qualità dell’aria a danno dei cittadini.

Tali limitazioni sono ormai un appuntamento ricorrente per gli italiani, arrivando ad interessare almeno 3,5 milioni di veicoli, tra autovetture (2,8 milioni) e furgoni (circa 700mila), riducendo la libera mobilità di famiglie e lavoratori. A ciò si aggiunge il danno economico che ricade su chi ha già difficoltà a sostituire l’auto e ora si vede azzerare il valore del proprio usato.

ACI e gli automobilisti comprendono le ragioni delle nuove misure che mirano soprattutto a fermare i veicoli più datati e obsoleti, non solo più inquinanti ma anche meno sicuri nella capacità di scongiurare gli incidenti o almeno attenuarne le conseguenze. E’ però di difficile comprensione il blocco dei veicoli omologati Euro4, tecnologicamente già avanzati e con meno di dieci anni di vita, spesso con pochi chilometri all’attivo. Appare poi paradossale ipotizzare il blocco di ogni diesel, anche i sofisticati Euro6.

In ogni caso, ACI richiama due elementi imprescindibili per la vita dei cittadini, al Nord come in tutto il Paese.

1.  Il coinvolgimento di così tanti italiani pone un problema di accessibilità alla mobilità: occorrono nuove soluzioni e valide alternative, al di là dei proclami, a cominciare da un improrogabile miglioramento del servizio pubblico di trasporto.

2.  Scelte di tale portata sulla vita quotidiana devono muovere da dati scientifici senza ogni forma di pregiudizi, parole d’ordine o mode.

Per il primo punto, ACI sollecita l’ammodernamento del parco circolante, incentivando la rottamazione dei veicoli fino a Euro3 e supportandone la sostituzione con auto usate che siano almeno Euro4. Ciò abbatterebbe fino al 50% le sostanze inquinanti e i gas serra generati dal traffico privato a parità di chilometri percorsi, riducendo drasticamente anche il numero di incidenti, morti e feriti sulle strade.

Per il secondo punto, l’Automobile Club d’Italia evidenzia come i diesel Euro6 oggi sul mercato, ma anche i precedenti Euro5, impattino sull’ambiente in modo irrilevante rispetto al passato: un solo veicolo Euro1 fa registrare le stesse emissioni di una flotta di 28 Euro6. La sostenibilità dei diesel è ormai paragonabile ai veicoli a benzina, con valori perfino inferiori sui gas serra. La loro criminalizzazione non trova alcuna giustificazione e rende più difficile la transizione verso altre forme di alimentazioni “verdi”, come  l’elettrico, che richiedono ancora diversi anni.

L’ACI è favorevole ad ogni azione mirata a stimolare un cambio culturale sulla mobilità, in particolare quella urbana, migliorando di pari passo l’aria che respiriamo. E’ essenziale però basare ogni strategia sull’oggettività dei dati scientifici, che evidenziano come la maggior parte delle sostanze inquinanti – tra il 60 e il 90 per cento, a seconda delle sostanze nocive – sia generata dai riscaldamenti privati, dalle industrie e dalla produzione di energia: prima di puntare alle auto, bisogna intervenire su queste fonti.

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