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Gino Bruni

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Sperimentazione Auto

Pambuffetti PJ-01, l’hypercar italiana presente a MIMO 2023

Pambuffetti PJ-01, la nuova hypercar ideata in Umbria e realizzata in soli 25 esemplari, conferma la sua presenza all’Autodromo Nazionale Monza durante il MIMO Milano Monza Motor Show, in programma dal 16 al 18 giugno di quest’anno.

L’hypercar da 1,5 milioni di euro porta su strada i concetti di una monoposto racing, grazie a un motore aspirato V10 di 5.2 litri e 820 cavalli, che muovono una scocca di alluminio e carbonio che contiene il peso a soli 1.100 Kg, e un rapporto peso-potenza di 1,3 Kg/cv che conferisce immediata reattività alla vettura.

L’autovettura con le due anime, quella racing e quella stradale.

Tuttavia non è stato sacrificato il comfort dell’abitacolo, dove il telaio si evolve per regalare al guidatore un’esperienza di guida unica nel suo genere, grazie a brillanti intuizioni come la posizione di guida con la pedaliera più alta del bacino, accorgimento che consente di liberare completamente l’anteriore e il fondo lasciando spazio ai flussi aerodinamici.

I sedili con scocca in carbonio e le cinture a quattro punti rimarcano l’animo racing del progetto, e tutto l’abitacolo è un trionfo di alcantara e carbonio, con inserimenti di pelle pregiata.

Il MIMO 2023 oltre a ospitare l’esposizione delle case auto e moto 2, i test drive di tutte le motorizzazioni, porterà per la prima volta in Europa, l’Indy Autonomous Challenge, la gara tra monoposto a guida autonoma gestite da università e istituti di ricerca di tutto il mondo.

Le auto più “verdi” secondo “Green Ncap”

I risultati dell’ottava serie di test 2022 con valutazione aggiornata e migliorata:

3 STELLE: Ford Puma a bioetanolo

2,5 STELLE: Ford Puma a benzina e Focus Mild Hybrid, Mercedes – Benz Classe T a benzina

2 STELLE: Kia Sportage Mild Hybrid

1,5 STELLE: Land Rover Range Rover diesel

Green NCAP sottolinea l’impatto positivo del bioetanolo – come combustibile alternativo – sulle emissioni di gas serra.

Green NCAP, nell’ultima valutazione del 2022, ha analizzato sei vetture: Kia Sportage 1.6 T-GDI dotata di un sistema Mild-Hybrid a 48V; Mercedes-Benz Classe T T180; Land Rover Range Rover D350; Ford Focus 1.0 EcoBoost Mild Hybrid e Ford Puma 1.0 EcoBoost Flexifuel, con due diverse alimentazioni: benzina E10 standard e bioetanolo E85, (quasi puro). I risultati dei test hanno dimostrato che il bioetanolo ha notevoli benefici sulla riduzione complessiva dei gas serra e sull’impatto globale sull’ambiente.

Nasce a Monza 777 Hypercar, la monoposto ad altissime prestazioni ma non proprio economica.

All’Autodromo Nazionale Monza è iniziata ufficialmente la storia della nuova casa automobilistica: 777Motors, fondata dall’imprenditore collezionista Andrea Levy.

La 777 Hypercar è una  monoposto dalle altissime prestazioni che sarà prodotta in edizione limitata in sette esemplari.

La vettura è  il risultato di numerose collaborazioni eccellenti.

Il motore  della monoposto è un V8 aspirato, 4.500 cc di cilindrata, che sviluppa 730 cv a 9.000 giri, alimentato da carburanti sintetici.

La 777 Hypercar è il risultato di quanto di più avanzato e innovativo proponga l’ingegneria automobilistica un modello – dichiarano –  non pensato per competere,ma per offrire a una clientela privata una hypercar a elevatissime prestazioni per uso esclusivo in pista, ispirata ai modelli endurance ma sviluppata senza dover sottostare ad alcun tipo di regolamento tecnico.

I sette esemplari prodotti della 777 Hypercar saranno venduti a 7 milioni di euro ciascuno.

Anteprima mondiale della Toyota Prius di quinta generazione, 100% ibrida plug-in per l’Europa

La lunga tradizione d’innovazione giunge alla quinta generazione con la Prius più efficiente di sempre.

Le vendite europee saranno caratterizzate esclusivamente dal powertrain Plug-in Hybrid Electric, sottolineando la leadership di Toyota nell’elettrificazione e rafforzando la scelta di powertrain elettrificati disponibili su tutta la sua gamma.

Nuovo design aerodinamico mozzafiato e accelerazione migliorata per una guida entusiasmante.

Anteprima mondiale oggi in Giappone e a Los Angeles auto Show, anteprima europea a seguire il 5 dicembre.

 Toyota presenta oggi il nuovo capitolo della storia Prius, fatta d’innovazione ingegneristica e design accattivante, con la prima mondiale del suo modello di quinta generazione.

La Prius ha avuto un grande impatto su Toyota e sul mondo dell’auto sin dal suo lancio nel 1997, affermandosi come un’autentica icona automobilistica simbolo dell’elettrificazione e delineando in maniera netta e decisa i trend futuri in termini di tecnologia. La nuova generazione, che in Europa sarà disponibile esclusivamente come ibrida plug-in, compie il passo successivo in questo viaggio.

 Toyota è impegnata nel raggiungimento della carbon neutrality e la tecnologia ibrida originariamente introdotta dalla Prius continua a contribuire in modo significativo alla transizione verso le emissioni zero. La nuova Prius plug-in rafforza la gamma multi-tecnologica di Toyota, che comprende anche soluzioni elettriche a batteria (BEV) ed elettriche a celle a combustibile alimentate a idrogeno (FCEV), offrendo maggiore efficienza e soluzioni accessibili per la riduzione delle emissioni di anidride carbonica.

Come pioniera di nuove tecnologie, la Prius ha sempre ispirato il futuro di altri modelli e la nuova generazione non sarà da meno. Introduce il sistema ibrido plug-in Toyota di nuova generazione, un’evoluzione a tutto tondo caratterizzato da maggiore potenza grazie ad una nuova batteria ad alta capacità.

Un motogeneratore più potente e un motore da due litri coinvolgono i sensi del guidatore con una potenza combinata di 223 CV (164 kW) per un’accelerazione energica e reattiva. Inoltre, la nuova carrozzeria è disegnata nella mente l’aerodinamica per ottimizzare il flusso d’aria e ottenere un eccellente livello di efficienza nei consumi, maneggevolezza e stabilità.

Lo stile distintivo per cui Prius è diventata famosa si evolve verso un look più dinamico grazie a una silhouette tipica delle coupé, ispirando una forte risposta emozionale. È costruita sulla piattaforma GA-C di seconda generazione della Toyota New Global Architecture (TNGA), caratterizzata da un peso ridotto e rigidità aumentata. Grazie all’ottimizzazione del posizionamento della batteria e del serbatoio del carburante, si è ottenuto un baricentro più basso, per un’esperienza di guida accattivante e una guida senza pensieri.

Lo spazioso abitacolo combina divertimento di guida ed emozioni, utilizzando il nuovo concept “Island Architecture” di Prius per un interno pulito e spazioso. La posizione di guida è più bassa, creando una sensazione di sportività, mentre display e comandi sono posti per un’ergonomia ottimale.

Prestazioni di guida

Il sistema ibrido di nuova generazione porta con sé un’evoluzione a tutto tondo dell’esperienza di guida sulla Prius plug-in, fornendo più potenza e maggiore efficienza. Il motore TNGA 2.0l produce 148 CV (111 kW) e si combina con un nuovo motore elettrico da 160 CV (120 kW) per una potenza totale del sistema di 223 CV DIN (164 kW). Rispetto ai 122 CV (90 kW) dell’attuale generazione in configurazione ibrida plug-in, la maggiore potenza garantisce un’accelerazione esaltante.

Con l’obiettivo di consentire la maggior parte della guida quotidiana in modalità EV, l’autonomia in modalità EV è stata migliorata ed è maggiore del 50% rispetto alla generazione attuale. Questo grazie a una nuova batteria agli ioni di litio da 13,6 kWh. Le celle a maggiore densità di energia consentono un packaging ottimizzato e il pacco batteria è quindi abbastanza compatto da poter essere installato sotto i sedili posteriori, abbassando il baricentro.

Nella ricerca della massima efficienza, il tetto opzionale a pannelli solari può generare energia totalmente pulita.

Design – Esterno

L’iconica forma a cuneo, marchio di fabbrica della Prius fin dalla seconda generazione, si è evoluta, adottando linee eleganti e moderne. La silhouette fluida ed elegante è stata realizzata abbassando l’altezza complessiva di 50 mm, spostando l’apice del tetto all’indietro e adottando pneumatici di diametro maggiore, fino a diciannove pollici.

Forme e linee non necessarie sono state evitate, lasciando spazio a un design generale semplice e pulito ispirato al flusso naturale dell’aria. La forma distintiva è esaltata da un passo più lungo di 50 mm rispetto alla generazione precedente. Allo stesso tempo, la lunghezza complessiva è stata ridotta di 46 mm.

Con una larghezza maggiore di 22 mm rispetto alla precedente, l’impronta a terra della Prius lascia trasparire dinamicità, mentre sul frontale il design “hammerhead” integra elegantemente luci che ne accentuano la forma distintiva. La vista posteriore è accentuata da un elemento d’illuminazione lineare tridimensionale che enfatizza il design futuristico e focalizza l’attenzione sull’audace logo Prius.

Design – Interni

Gli interni a tema black sono divisi in tre zone secondo la nuova “Island Architecture” di Prius: “surroundings”, “driver module” e “floating instrument panel”.

Per guidatore e passeggeri, l’ambiente è spazioso e costruito con materiali eleganti e di pregio, accentuati da dettagli armoniosi che evidenziano dinamismo e senso di utilità.

Il “driver module” si basa sullo schermo LCD TFT da sette pollici che si trova direttamente nel campo visivo del guidatore, migliorando la sicurezza in quanto il conducente può mantenere gli occhi sulla strada.

Il cruscotto di nuova concezione privilegia il comfort nell’abitacolo, caratterizzato da un layout pulito con un’intrusione minima nel campo visivo del guidatore, privilegiando usabilità e impatto visivo. Combina uno schermo centrale discreto e più basso e una plancia compatta per i comandi dell’aria condizionata, mentre l’illuminazione del cruscotto è collegata alle notifiche del Toyota Safety Sense, che manda avvisi attraverso cambiamenti di colore. 

Che si tratti delle sue prestazioni di guida inaspettate, della sua maggiore efficienza o del suo design elegante e dinamico dentro e fuori, la nuova generazione di Prius continuerà la tradizione d’innovazione iniziata venticinque anni fa. Questo nuovo capitolo della storia unica di Prius inizierà, stabilendo nuovi riferimenti in termini di tecnologia, efficienza e peace of mind, quando la quinta generazione di Prius Plug-in sarà introdotta in Europa nella primavera del 2023.

Lo studio di design GEN.TRAVEL debutta in tutto il mondo

Nel mese di  settembre scorso, a Chantilly Arts & Elegance, nei pressi di Parigi, il Gruppo Volkswagen ha presentato un innovativo studio di design che ridefinirà la mobilità sulle lunghe distanze. L’Innovation Experience Vehicle (IEV), a propulsione 100% elettrica, è un prototipo reale a guida autonoma (Livello 5) che offre una visione realistica della mobilità del prossimo decennio. La modularità degli interni lo rende un’alternativa flessibile e sostenibile di Mobility-as-a-Service ai voli a corto raggio. L’obiettivo del veicolo di ricerca GEN.TRAVEL è testare il concetto e le nuove funzionalità e valutare la risposta dei clienti. Sulla base dei risultati dello studio, le singole funzionalità potranno essere successivamente trasferite ai veicoli di serie.

Con GEN.TRAVEL, il Gruppo Volkswagen ha sviluppato uno studio iconico e ricco di innovazioni che rappresenta una categoria di veicoli completamente nuova nel portafoglio premium, che si colloca tra berline e MPV (Multi Purpose Vehicle). “Con la strategia NEW AUTO, il Gruppo Volkswagen dà forma alla mobilità per le generazioni a venire – una mobilità sostenibile e digitale”, afferma Nikolai Ardey, Responsabile di Volkswagen Group Innovation. “All’interno del dipartimento Volkswagen Innovation Research, che opera a livello di Gruppo, stiamo sviluppando ulteriormente questa idea, mostrando come i nostri clienti potranno vivere la mobilità in futuro, per esempio come un servizio. Con GEN.TRAVEL, possiamo sperimentare già oggi ciò che, grazie alla tecnologia innovativa, sarà possibile nel prossimo futuro: il viaggio porta-a-porta a un nuovo livello, a zero emissioni e senza stress”.

GEN.TRAVEL guida autonomamente; il conducente diventa un passeggero rilassato, che ha tempo per altre cose: lavoro, relax, svago, famiglia. Klaus Zyciora, Responsabile del Design del Gruppo Volkswagen, spiega: “GEN.TRAVEL offre un’anticipazione dei viaggi del futuro. Ci mostra come sarà la guida autonoma. GEN.TRAVEL incarna il design visionario di dopodomani per la mobilità di domani. Il design estremamente distintivo è caratterizzato dall’efficienza delle forme. Così, in un’epoca di perfezione tecnica e di possibilità virtualmente illimitate, “la forma segue la funzione” diventa “la forma segue la libertà”. L’automobile non sarà solo migliore, ma anche più entusiasmante che mai”.

GEN.TRAVEL propone un concept unico per quanto riguarda la modularità degli interni, che possono essere personalizzati in base alla tipologia del viaggio e sono prenotabili all’interno dell’offerta di Mobility-as-a-Service. A seconda della configurazione, il veicolo può trasportare fino a quattro persone. Per i viaggi di lavoro il setup da riunione, con quattro comodi sedili e un ampio tavolo al centro dell’abitacolo, crea un contesto rilassato. L’illuminazione dinamica dà vita a un ambiente di lavoro piacevole e riduce la possibilità che si manifesti la cinetosi (mal d’auto). L’allestimento notturno consente di distendere due sedili fino alla posizione completamente orizzontale.

Un innovativo sistema di ritenuta garantisce la massima sicurezza degli occupanti anche in posizione sdraiata. Il sistema di illuminazione di GEN.TRAVEL incide sulla produzione di melatonina, aiutando i passeggeri ad addormentarsi e svegliarsi in modo naturale. Per i viaggi in famiglia, il GEN.TRAVEL con sedili anteriori può essere configurato per intrattenere i bambini utilizzando la realtà aumentata (AR). Gli interni sono luminosi, caratterizzati da un design naturale. Tutti gli elementi dell’interfaccia uomo-macchina (HMI, Human-Machine Interface) sono prodotti con materiali sostenibili, combinati con materiali riciclati o naturali.

Gli esterni futuristici di GEN.TRAVEL sono divisi in due parti: la cabina trasparente, in vetro, è perfettamente integrata nella sezione inferiore, che ospita tutte le soluzioni tecniche e tecnologiche necessarie. Il bordo del finestrino si trova all’altezza della vita, molto in basso, in modo da massimizzare la visuale esterna. Allo stesso tempo, quando i passeggeri sono completamente sdraiati non percepiscono alcuno stimolo dall’esterno. Le porte ad ala di gabbiano di GEN.TRAVEL agevolano l’ingresso e l’uscita.

Per garantire il massimo comfort possibile, GEN.TRAVEL è dotato di sospensioni attive eABC (electric Active Body Control) che calcolano in anticipo movimenti verticali e laterali come l’accelerazione, la frenata o il raggio delle curve, ottimizzando di conseguenza lo stile di guida e la traiettoria. L’intelligenza artificiale e il platooning – la guida completamente autonoma in convogli – sono utilizzati per aumentare ulteriormente l’autonomia per i viaggi sulle lunghe distanze.

Tecnologia Reinova: l’eccellenza europea nel cuore della Motor Valley.

Nel mese di luglio dello scorso anno, nel cuore della Motor Valley emiliana, si erano accese le luci nello stabilimento Reinova di Soliera (Modena), il polo d’eccellenza della mobilità elettrica che in pochissimi mesi ha raggiunto dei risultati straordinari nonostante il periodo attuale caratterizzato da forti squilibri sanitari, economici e politici.

Reinova è un laboratorio dedicato allo sviluppo e alla validazione di componenti per il Powertrain elettrico e ibrido per la mobilità sostenibile nato dall’idea di REI Lab s.r.l., Unindustria RE e Fondazione REI, con il supporto di importanti partner bancari – come Intesa San Paolo – e primarie aziende e imprenditori del territorio.

Il progetto si struttura come risposta alle nuove e future esigenze di sostenibilità nell’ambito della mobilità, fornendo alle aziende del comparto soluzioni innovative per supportare lo sviluppo, la validazione di componenti per il Powertrain elettrico e ibrido per la e-mobility con l’obiettivo di ridurre il tempo per immettere i nuovi prodotti sul mercato, accompagnandole in questa trasformazione nel modo più semplice e agile possibile. È su questa filosofia che Reinova basa i suoi tre principali pilastri: propulsione sostenibile, condivisione e connettività e sviluppo software e sicurezza informatica.

A distanza di poco più di un anno, l’Azienda ha infatti istaurato delle solide partnership che si basano proprio su questi tre fulcri d’azione, in particolare con Energica Motor Company S.p.A per l’ideazione di test tecnologici che riguardano lo sviluppo e la validazione di componenti per la e-mobility; con Dell’Orto S.p.A per la promozione e la commercializzazione di sistemi di powertrain per la mobilità urbana e la diffusione in larga scala dell’elettrificazione di applicazioni fino a 20kW; con Tec Eurolab per l’implementazione della tomografia industriale computerizzata e la validazione delle batterie e delle componenti elettriche; con Social Self Driving per lo sviluppo di un innovativo sistema di guida autonoma e semi-autonoma; con Block Harbor Cybersecurity per la realizzazione di un progetto di cybersecurity, sicurezza e connettività auto.

Queste collaborazioni sono il frutto di una strategia di grande visione che l’azienda, che ancor prima di entrare sul mercato ha investito le proprie risorse sui driver che oggi rappresentano la mobilità del futuro: sostenibilità, connettività e sviluppo tecnologico.

Giuseppe Corcione, CEO di Reinova, dichiara: “Dall’inizio delle attività, l’azienda ha perseguito i suoi obiettivi con determinazione e grinta consolidando la sua posizione di polo innovativo per la mobilità sostenibile – ha dichiarato Giuseppe Corcione, CEO di Reinova – oggi punta già a raggiungere ambiziosi traguardi: raddoppiare il fatturato nel 2022 e puntare ai 50 milioni di euro entro il 2026 e, in parallelo, una crescita strutturale che riguarderà anche l’organico, con 65 dipendenti previsti entro l’anno, e 100 dipendenti entro il 2025-26. 

Il futuro della mobilità non si presenta roseo, anzi. L’emergenza sanitaria, la carenza di materie prime, la conseguente crisi dei semiconduttori e l’attuale squilibrio socio-politico scaturito dal conflitto in Ucraina hanno segnato gravemente il mercato automotive che ha registrato, negli ultimi due anni, un rallentamento della produzione di veicoli nuovi, un aumento rilevante dei prezzi e un conseguenziale calo di vendite davvero preoccupante.

Vista la situazione attuale, è davvero necessario che l’Unione Europea incentivi il rientro a casa delle aziende che in precedenza avevano de localizzato permettendo dunque ai Paesi interni all’Unione di raggiungere una certa indipendenza e, orientativamente entro cinque anni, di avere una propria produzione di materie prime. Bisognerebbe investire maggiormente sull’industria elettronica che – pur richiedendo ingenti capitali e tempi d’esecuzione degli impianti produttivi piuttosto lunghi – rappresenta una concreta e reale soluzione atta a tutelare l’ambiente e il benessere della popolazione. Infine, è necessario supportare il lavoro di fornitori in grado di trovare soluzioni differenti e alternative che rispondano alle nuove e future esigenze del mercato e di centri più efficienti e all’avanguardia come Reinova in grado di contribuire a una vera e propria rivoluzione della mobilità del futuro, più sicura, sostenibile e innovativa”.

ACI e ENI per una mobilità sostenibile 

Eni, la compagnia energetica italiana e ACI (Automobile Club Italiano) , riferimento istituzionale degli automobilisti e Federazione italiana dello sport dell’auto, avviano una importante cooperazione per accelerare l’utilizzo diffuso di prodotti, servizi e soluzioni per la mobilità sostenibile e la transizione energetica.

La capillare presenza di ACI si combinerà, quindi, con tecnologie e business di tutte le società di Eni, con un approccio olistico e trasversale, ma anche “su misura”.

L’accordo è stato sottoscritto oggi dal Direttore Generale Energy Evolution di Eni, Giuseppe Ricci, e dal Presidente dell’Automobile Club d’Italia, Angelo Sticchi Damiani.

L’evento è occasione per Eni di presentare l’attività sustainable b2b – l’offerta sostenibile di Eni, che contempla i nuovi biocarburanti e prodotti di origine biogenica, ottenuti da scarti e rifiuti o da materie prime vegetali non in competizione con la filiera alimentare, i nuovi vettori energetici alternativi come l’idrogeno, ma anche la fornitura di energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili, le soluzioni per la gestione dell’acqua e per la rigenerazione dei territori in ottica di economia circolare, i carburanti sostenibili per l’aviazione, i disinfettanti ed erbicidi da materie prime rinnovabili e biodegradabili e i prodotti realizzati con plastica riciclata. Un approccio olistico per un futuro improntato alla sostenibilità, e che unisce tutti i prodotti e servizi di Eni e delle sue società.

Giuseppe Ricci, Direttore Generale Energy Evolution di Eni, ha dichiarato: «E’ questo un progetto di cui sono particolarmente fiero: da un lato è il punto di arrivo di un percorso che è iniziato qualche anno fa e che ci ha permesso di ridefinire le linee guida per l’evoluzione e il futuro dell’energia di Eni; dall’altro è senz’altro il punto di partenza di un nuovo approccio ai nostri stakeholder, incardinato su una visione e un’offerta integrata di prodotti, servizi e soluzioni per una maggiore sostenibilità e per la transizione energetica».

Angelo Sticchi Damiani, Presidente dell’Automobile Club d’Italia, ha dichiarato: «Una partnership fondamentale, per concorrere a dar vita a una mobilità sempre più sicura, pulita, rispettosa dell’ambiente. L’energia è il cuore del presente e, ancora di più, lo sarà del futuro. Più essa sarà pulita, dunque, più pulito sarà il futuro che ci attende, è il contributo che la mobilità darà allo sviluppo del Paese».

5 domande chiave sulle batterie delle auto

Le batterie, cuore pulsante di veicoli ibridi ed elettrici, sono sempre più al centro dell’attenzione per tanti utenti.

Un esperto del Test Center Energy di SEAT S.A., laboratorio di ricerca unico nel suo genere nel sud dell’Europa, risponde a cinque domande.

Le batterie sono sottoposte a test approfonditi per garantirne il corretto funzionamento fino almeno 160.000 chilometri.

Presenti ovunque, dalla console dei videogame, al dispositivo con cui state leggendo questo testo, e sulle auto. Parliamo delle batterie, uno dei principali componenti dei veicoli ibridi ed elettrici, per cui è naturale che agli utenti possano sorgere delle domande su come funzionano.  Francesc Bate, Responsabile del Test Center Energy (TCE), pioneristico laboratorio di ricerca e sviluppo di SEAT S.A., risponde a cinque domande chiave sulle batterie.

Di che cosa sono fatte le batterie? “La tecnologia che usiamo nel Gruppo Volkswagen è a base di ioni di litio, nello specifico con la combinazione chimica di nichel, manganese e cobalto (NMC) ” spiega l’esperto del TCE, Sabaté. Questi elementi formano le celle, che sono le unità più piccole di stoccaggio dell’energia che facilitano la ricarica. “Le celle sono raggruppate in moduli e disposte in pacchi che, insieme all’elettronica di controllo, il sistema di raffreddamento, e il rivestimento, creano il pacco batteria pronto a essere assemblato nel veicolo” aggiunge Francesc.

Qual è la differenza tra la batteria di un veicolo ibrido e un veicolo elettrico? La risposta risiede nella capacità di stoccaggio dell’energia. “In un veicolo elettrico, dove non c’è un motore endotermico abbinato come nel caso dell’ibrido, la batteria deve avere più capacità per percorrere la stessa distanza” afferma l’ingegnere. Questo significa che ha bisogno di più celle. “Il pacco batteria di un veicolo ibrido è composto da circa 100 celle, mentre quello di un veicolo elettrico è composto da circa 300 celle”.

Quanto dura la vita di una batteria? “Tutto dipende dallo stile di guida e dall’utilizzo che se ne fa: la frequenza d’uso, la temperatura a cui è esposta e il numero di cicli di ricarica” risponde Francesc. E aggiunge: “Nel caso dei nostri veicoli e grazie ai severi test a cui sono sottoposte le batterie, possiamo assicurare un minimo di 160.000 chilometri o otto anni di vita utile”. I test includono condizioni climatiche estreme e modalità d’uso che spingono le batterie al loro limite.

Come si può allungare la vita di una batteria? La chiave sta nel mantenere il veicolo nelle migliori condizioni possibili. “È consigliabile ridurre al minimo il numero di ricariche rapide, perché in questo modo evitiamo che la temperatura della batteria salga troppo”, spiega. “Mantenere lo stato di carica tra il 40% e l’80% aiuta a prolungarne la vita utile oltre i criteri minimi di garanzia”, aggiunge l’ingegnere di SEAT S.A.

Possono avere una seconda vita? Una volta che i veicoli hanno raggiunto i 160.000 km o dopo otto anni, la batteria funziona ancora all’80% circa della sua capacità. “Questo significa che potremmo sperimentare un’autonomia minore nell’uso quotidiano dell’auto e quindi della distanza che potremmo percorrere con il veicolo dopo una ricarica”, afferma Francesc. “Questo non significa che la batteria non è più utilizzabile, dato che questa capacità dell’80% può essere usata in altre applicazioni che richiedono una minore potenza, come l’accumulo di energia statica”. Questa nuova funzione assicura che una singola batteria possa essere riutilizzata allungandone la vita utile.

Il presidente di Toyota mette alla prova la GR Yaris a Idrogeno.

Toyota Motor Corporation (Toyota) ha annunciato di aver testato la GR Yaris – una speciale versione della Toyota GR Yaris, equipaggiata con un motore a idrogeno– in una corsa dimostrativa durante la nona prova del World Rally Championship (WRC) a Ypres, in Belgio. Il rally è stata la prima occasione per Toyota per provare, su strade pubbliche al di fuori del Giappone, un veicolo con un motore a combustione interna a  idrogeno in fase di sviluppo.

Al volante della GR Yaris H2 c’era il presidente di Toyota Akio Toyoda, alias “Morizo”, affiancato, come co-driver, dall’ex pilota finlandese e quattro volte campione WRC Juha Kankkunen, vincitore di un titolo mondiale con Toyota.

La GR Yaris H2 ha partecipato al Rally come test car nella Prova Speciale (SS) 11, durante la seconda giornata (20 agosto) del Rally di Ypres – Belgio, disputato dal 19 al 21 agosto. La prova cronometrata 11 di 15 chilometri è stata ricavata lungo strade di campagna estremamente strette, tra i campi e tra le case, dando vita ad una tappa impegnativa anche per i piloti professionisti del campionato. La GR Yaris, come auto di prova, ha preceduto la safety car utilizzata per verificare la sicurezza del percorso prima dell’inizio della SS 11.

Sebbene “Morizo” non abbia mai guidato su quelle strade, né abbia avuto la possibilità di esaminarle prima di iniziare la sua corsa, affidandosi alla guida di Kankkunen è stato in grado di affrontare con successo superfici stradali estremamente scivolose e continuamente diverse, completando il percorso senza inconvenienti.

Questo il commento di “Morizo” al termine della corsa: Sono grato a Juha per la cortesia nell’avermi permesso di guidare. Mi ha affiancato in sincronia con il mio stile di guida, facendomi sentire a mio agio. Le strade erano difficili – non solo scivolose ma anche strette – e la loro superficie sembrava cambiare ogni momento. Era presente all’evento anche una (Toyota) Mirai, veicolo a celle a combustibile, per una dimostrazione sulla possibilità di generare corrente elettrica, e credo che, insieme alla prova di guida di una vettura con propulsione ad idrogeno, siamo riusciti a testimoniare in Europa il potenziale dell’idrogeno come opzione per raggiungere la neutralità carbonica.”

Kankkunen ha commentato: ““La performance di guida di Akio è stata fantastica. E il motore a idrogeno ha una coppia notevole, che  non lo rende diverso da un motore a benzina. Poiché sono a zero emissioni di CO2, credo che i motori a idrogeno diventeranno una delle opzioni per raggiungere la neutralità carbonica non solo nel mondo degli sport motoristici, ma anche nel mondo delle auto di tutti i giorni.”

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