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Gino Bruni

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Sperimentazione Auto

Il Terrain Mode Selector debutta sulla Nuova Hyundai Santa Fe.

Hyundai ha svelato maggiori informazioni sul nuovo Terrain Mode Selector, disponibile per la prima volta sulla  Nuova  Santa fe.

Nuova  Santa fe è infatti il primo suv Hyundai in Europa a essere equipaggiato con questa tecnologia di controllo integrato, che permette di ottimizzare le prestazioni di guida su diverse e impegnative superfici, semplicemente ruotando una manopola. Arricchendo la tecnologia di controllo della trazione integrale HTRAC di Hyundai, il nuovo selettore Terrain Mode offre un’esperienza di guida più piacevole anche sui terreni più impervi, tra cui sabbia, neve e fango. HTRAC – una combinazione tra le parole “Hyundai” e “Traction” – distribuisce autonomamente la trazione delle ruote anteriori e posteriori in base alle modalità Drive e Terrain selezionate, e alle condizioni di guida.

 

“In Hyundai, siamo costantemente alla ricerca di modi per migliorare la qualità dei nostri veicoli e fornire ai nostri clienti un prodotto di livello sempre superiore. Con nuove funzionalità come il Terrain Mode Selector,  Santa fe è competitiva in termini di tecnologia e comfort, rimanendo allo stesso tempo fedele alla sua anima di suv robusto e affidabile su tutte le varietà di terreno” – ha dichiarato Andreas Christoph HofmannVice President Marketing and Product di Hyundai Motor Europe.

 

Nuova  Santa fe è equipaggiata con una manopola rotante al centro della console, che consente al guidatore di scegliere tra quattro modalità Drive e tre modalità Terrain. Per il passaggio tra modalità Drive e Terrain basta semplicemente premere un bottone posto al centro della manopola, potendo così visualizzare la modalità selezionata sia sul cluster digitale che sullo schermo AVN.

 

Modalità Drive

Comfort: prestazione di guida regolare con efficienza ottimizzata

Sport: performance potenziate con comando dello sterzo irrigidito, logiche di cambio marcia e risposta dell’acceleratore modificati

Eco: efficienza del carburante migliorata per una guida ecosostenibile con accelerazione, punti di cambio marcia e climatizzazione ottimizzati

Smart: il sistema effettua automaticamente il passaggio tra Eco, Comfort e Sport in base allo stile di guida

Mentre le modalità Drive hanno lo scopo di migliorare le performance e l’efficienza in base allo stile di guida, ogni modalità Terrain ottimizza la guida in base alla superficie selezionata tramite la regolazione di coppia del motore, lo schema delle cambiate, il controllo della trazione e la distribuzione della coppia della trazione integrale.

Modalità Terrain

Neve (Snow): Ottimizza il controllo tramite la minimizzazione dello slittamento delle ruote così da poter guidare su strade scivolose o innevate

Sabbia (Sand): Ottimizza l’accelerazione per la partenza e le performance per la guida su superfici morbide e ad alta resistenza

Fango (Mud): Ottimizza le impostazioni per poter migliorare la guida in condizioni stradali sdrucciolevoli e irregolari

Per Nissan, il concept è la realtà

Un concept , alcune volte, viene progettato per approfondire lo studio teorico di una specifica tematica.

Nissan nel corso degli anni ha realizzato una serie di concept car all’avanguardia molto più vicini alla realtà e che di fatto hanno anticipato i modelli futuri, dai crossover campioni di vendite alle più recenti tecnologie per la mobilità elettrica.

Ecco di seguito una selezione di sei concept presentati da Nissan ai saloni dell’auto negli ultimi dieci anni, con uno sguardo anche alla genesi del nuovo crossover elettrico di prossima introduzione.

Concept Nissan Xmotion: 2018, North American International Auto Show

Nissan Rogue (terza generazione): 15 giugno 2020

L’ultimo concept diventato realtà è il “forte ma raffinato” Nissan Xmotion, che a livello commerciale ha assunto l’aspetto del nuovo Nissan Rogue di terza generazione. Il concept si ispirava alla cultura giapponese e all’artigianato tradizionale, unendo entrambi i fattori alla praticità tipicamente occidentale. Nella sua veste commerciale, il nuovo Rogue riprende le fonti di ispirazione del concept con un design realizzato su misura per le avventure in famiglia. La trasformazione più interessante è stata di sicuro l’evoluzione del faro a boomerang del concept, che da singolo si è poi sdoppiato in due luci separate. E anche se le portiere posteriori del concept, incernierate posteriormente, non hanno superato l’esame della produzione reale, garantiscono comunque un’apertura di quasi 90 gradi, che agevola l’ingresso in auto per i passeggeri di qualsiasi età.

Concept Nissan Resonance: 2013, North American International Auto Show (Detroit)

Nissan Murano (terza generazione): New York International Auto Show 2014

In qualità di concept, Nissan Resonance presentava una serie di caratteristiche estetiche di grande impatto, che negli anni seguenti sarebbero diventate veri e propri marchi di fabbrica del design Nissan. La griglia V-Motion spiccava nettamente nel concept, mentre la piccola porzione nera vicino alla sezione superiore del retro (montante D) ha dato origine all’estetica in stile “tetto flottante” che si è fatta spazio non solo nei crossover, ma anche nelle berline Nissan più recenti, come Versa e Sentra. Nissan Murano di terza generazione ha ereditato l’essenza del concept, unita ai fari a boomerang e al tetto flottante. Un aspetto che ha fatto davvero la differenza nel Murano sono gli interni, il cui design si è spinto anche oltre le aspettative.

Concept Nissan Kicks: 2014, São Paulo International Motor Show

Nissan Kicks (prima generazione): Rio de Janeiro, maggio 2016

Dopo la presentazione del concept a San Paolo ci sono voluti due anni perché la versione commerciale di Nissan Kicks vedesse la luce, ma è valsa la pena aspettare considerando il livello del design e dei dettagli. Il concept e il modello commerciale erano perfino accomunati da schemi cromatici simili, rigorosamente bicolore: grigio per la carrozzeria e arancione per il tetto, in omaggio al Brasile. Lanciata prima in Sud America, Nissan Kicks si è poi affermata in molti altri mercati nel resto del mondo. I clienti che la scelgono ne apprezzano le dimensioni, il valore, le caratteristiche tecnologiche, la grande praticità e la possibilità di personalizzare il veicolo secondo i propri gusti.

Concept Nissan Gripz: 2015, Salone dell’auto di Francoforte

Nissan JUKE (seconda generazione): settembre 2019 in sei città europee

Quando è stato lanciato, nel 2009, il Nissan JUKE di prima generazione ha generato un vero e proprio cambiamento nello stile automobilistico. In previsione del modello di seconda generazione, il concept Nissan Gripz ha alzato ulteriormente l’asticella. Gli esterni del concept crossover sono stati progettati in Europa, mentre gli interni di ispirazione motociclistica sono stati sviluppati dai designer in Giappone. Questo impegno globale ha trovato una perfetta sintesi a settembre 2019, quando il nuovo Nissan JUKE ha debuttato contemporaneamente in sei città europee. Stampa e clienti hanno accolto con favore lo stile ancora più ricercato, gli interni raffinati e le caratteristiche tecniche avanzate di JUKE, dal sistema di guida assistita avanzata ProPILOT e di connettività NissanConnect all’impianto audio Bose Personal Plus, con casse integrate nel poggiatesta del guidatore.

Concept Nissan IDS: 2015, Salone dell’auto di Tokyo

Nissan LEAF (seconda generazione): Tokyo, Giappone, settembre 2017

Alcune concept car riescono a prevedere molto più che semplici tendenze estetiche. Il concept Nissan IDS prometteva una visione diversa del domani, una visione in cui le auto elettriche – oltre a essere facili da guidare – possono offrire prestazioni di tutto rispetto imitando lo stile di guida e le preferenze del conducente. Quando la nuova Nissan LEAF ha fatto il suo debutto due anni dopo, ne è nata una nuova esperienza di guida grazie alle tecnologie ProPILOT ed e-Pedal, complici anche l’estetica degli interni e degli esterni, le ulteriori funzioni personalizzabili – per un’esperienza elettrica su misura per ogni conducente – e una migliore connettività. Il sistema ProPILOT aiuta a controllare la distanza rispetto ai veicoli che precedono e a mantenere la vettura al centro della corsia, oltre a contribuire ad attivare i freni in caso di necessità. Il sistema e-Pedal permette di controllare l’accelerazione e la decelerazione fino alla frenata utilizzando soltanto l’acceleratore, per un minore stress al volante.

Concept Nissan Ariya: 2019, Salone dell’auto di Tokyo

Nissan Ariya: luglio 2020

Nissan è pioniere nei veicoli elettrici per il mercato di massa a partire dal lancio della prima auto 100% elettrica LEAF, a cui hanno fatto seguito il veicolo commerciale e-NV200 e – più avanti nell’elettrificazione – i modelli e-POWER Note e Serena. Il concept Ariya ripensa completamente il segmento dei crossover, proponendo dettagli di stile, spazi e dotazioni interne all’insegna del comfort e prestazioni simili a quelle delle auto sportive. Perfino un elemento tradizionale come la classica griglia anteriore si è trasformata in un accattivante “scudo”, che ha il compito di proteggere le importanti tecnologie utilizzate per la nuova versione del sistema di assistenza alla guida ProPILOT.

Bmw annuncia il supporto di Digital Key per Iphone

Alla conferenza mondiale degli sviluppatori Apple è stato annunciato che BMW diventerà la prima casa automobilistica a consentire ai propri clienti di utilizzare iPhone come chiave per auto completamente digitale.

L’imminente BMW Digital Key per iPhone consentirà ai clienti di utilizzare un semplice tocco per sbloccare e mettere in moto, posizionando l’iPhone nell’alloggiamento per smartphone e premendo il pulsante di avvio. La configurazione della Digital Key può essere effettuata tramite la BMW Smartphone App. Il proprietario dell’auto può anche condividere l’accesso con un massimo di 5 amici, inclusa un’opzione di accesso auto configurabile per i giovani guidatori che limita la velocità massima, la potenza, il volume radio massimo e altro ancora. La gestione dell’accesso può essere effettuata dall’interno dell’auto e tramite Apple Wallet.

Le funzioni aggiuntive della nuova chiave digitale includono:

– Archiviazione nel Secure Element dell’iPhone e accesso tramite Apple Wallet

– Riserva di carica per iPhone in cui le chiavi dell’auto continueranno a funzionare fino a cinque ore se l’iPhone si spegne a causa della batteria scarica

– Possibilità di condividere l’accesso con un massimo di 5 amici tramite iMessage

– Compatibilità con Apple Watch

BMW Group ha rapidamente riconosciuto il potenziale degli smartphone come chiavi digitali, se realizzato nel modo giusto. La standardizzazione della Digital Key porta vantaggi per l’esperienza utente, la sicurezza e la disponibilità nei modelli di smartphone, tutti elementi chiave della strategia del BMW Group per la Digital Key fin dall’inizio. Apple e BMW hanno lavorato a stretto contatto con il Car Connectivity Consortium (CCC) per portare avanti la definizione di standard globali. La specifica Digital Key 2.0 per NFC è stata rilasciata nel maggio 2020, mentre la prossima generazione di Digital Key che utilizza la tecnologia Ultra Wideband è già ben avviata.

BMW ha annunciato la disponibilità di Digital Key per iPhone in 45 Paesi per un’ampia gamma di modelli: 1, 2, 3, 4, 5, 6, 8, X5, X6, X7, X5M, X6M e Z4 se prodotti dopo 1 luglio 2020. I modelli di iPhone compatibili saranno iPhone XR, iPhone XS o successivi e Apple Watch Series 5 o successivi.

Alla conferenza mondiale degli sviluppatori Apple, BMW e Apple hanno anche annunciato una nuova funzionalità che renderà più semplice che mai per gli utenti CarPlay compiere viaggi più lunghi con i veicoli elettrici BMW tenendo automaticamente conto di quando e dove caricare. I guidatori possono pianificare il viaggio in anticipo sul proprio iPhone o semplicemente inserire la propria destinazione tramite Apple CarPlay quando salgono in auto; in entrambi i casi, Apple Maps sceglierà il percorso ottimale in base all’autonomia elettrica e alle posizioni delle stazioni di ricarica lungo il percorso. Questa funzione semplice e immediata sarà disponibile per la prima volta per BMW nella BMW i4 completamente elettrica che verrà lanciata il prossimo anno.

Aspettando l’idrogeno, l’elettrico non è l’unica via

Il terzo appuntamento virtuale, di #FORUMAutoMotive, evidenzia i limiti delle scelte di un Governo la cui componente più ideologica continua a essere orientata su un’unica tecnologia che vale il 2 per cento del mercato, dimenticando il restante 98 per cento.
Procede a tappe forzate la missione di #FORUMAutoMotive, alla ricerca delle risposte corrette per ridare vitalità al settore automotive, che rappresenta un comparto vitale per l’Italia, ma rischia non solo una mancata ripartenza: infatti, stando così le cose e senza un intervento forte e concreto da parte del Governo, all’orizzonte si prospetta un vero tracollo.

Il recente appuntamento dell’era virtuale di #FORUMAutoMotive è stato imperniato sul tema “Auto e sostenibilità, a lezione di mobilità “green””, con l’obiettivo di valutare quali possano essere le scelte attuabili per sfruttare quella che potrebbe essere un’opportunità, che non può essere sprecata con scelte tecnologiche cieche, senza tenere conto di soluzioni con tutte le carte in regola per combinare ripresa, mobilità, “pulizia” dell’aria e svecchiamento del parco circolante.

I lavori sono stati aperti da Pierluigi Bonora, giornalista e promotore di #FORUMAutoMotive, nel ruolo di moderatore. “Il momento – ha sottolineato Bonora – è particolarmente delicato perché buona parte della politica dimostra di non capire l’importanza del settore. Pensare di sfruttare la situazione per una svolta epocale, puntando solo sull’elettrico, è pericoloso, senza dimenticare quelli che sono i rischi generati dalle polemiche sugli incentivi, che di fatto paralizzano la ripartenza”.

Questi gli ospiti in studio che hanno partecipato al Forum: Geronimo La Russa, presidente di Aci Milano; Alberto Caprotti, giornalista, inviato speciale e responsabile delle pagine Motori di “Avvenire”, Andrea Crespi, direttore generale di Hyundai Italia, Mauro Tedeschini, giornalista, fondatore di Vaielettrico, Massimo Ghenzer, presidente di Areté-Methodos, Alessandro Cattaneo, membro della commissione Finanze della Camera

La Fase 2 dell’automotive

La Fase 2 dell’automotive italiano riparte da un nuovo modello di fabbrica capace di coniugare la sicurezza dei lavoratori e una tecnologia produttiva di altissimo livello. La tecnologia, Made in Italy, esce dagli uffici di progettazione CPM, alle porte di Torino.

Il nuovo modello di fabbrica ha ormai conquistato tutti i più grandi produttori di auto del mondo. Anche i nuovi big dell’elettrico.
Dopo il rallentamento a causa del Covid-19, il 4 Maggio ha segnato simbolicamente la ripresa dei progetti alla base di nuove vetture che verranno lanciate ufficialmente entro il 2021.

“In realtà noi non ci siamo mai fermati, sottolinea Massimo Bellezza, Presidente e Amministratore delegato di CPM. Bloccare un’azienda è facile, farla poi ripartire lo è molto meno. Abbiamo quindi fatto di tutto per tenere vivi i nostri reparti chiave, in primis la progettazione, e farci trovare pronti alla ripartenza” “Fortunatamente, anche se questa crisi sanitaria ha inciso pesantemente sull’auto, non registriamo la cancellazione di nessun progetto strategico, sia in Italia che a livello globale”.

Dopo la sperimentazione avviata con successo nello stabilimento Lamborghini di Sant’Agata Bolognese – quello dove viene prodotto il Suv Urus – CPM ha ripreso quindi la produzione del ProFleet: un nuovo modello di AGV (Automated Guided Vehicle) destinato a rivoluzionare il tradizionale concetto di linea di montaggio per l’automotive.
Questo veicolo a guida autonoma è infatti il primo progettato per trasformare un impianto di general assembly introducendo isole di lavoro che facilitano le attività sulla vettura da parte degli operatori, permettendo la massima accessibilità ad ogni parte del veicolo.

Una soluzione che risponde anche alle esigenze del distanziamento sociale – fondamentali per la salute in questo periodo – e favorisce ergonomia e sicurezza.

Gli AGV ProFleet  (Automated Guided Vehicle),si integrano nel modello Industria 4.0, che utilizza tecnologie sempre più intelligenti per rendere più efficiente la produzione, ma anche per alleggerire i carichi di lavoro e demandare alle macchine le operazioni più ripetitive.

La raccolta e l’elaborazione dei dati generati dagli impianti durante la produzione permettono di intervenire tempestivamente in caso di necessità, evitare fermi produttivi, razionalizzare i consumi e scandire correttamente le attività di manutenzione, evitando sprechi e spese inutili a vantaggio della produttività.

La smart factory è modulare, quindi più veloce da costruire, da ampliare o spostare, ed è decisamente più flessibile. Diventa più facile aumentare o diminuire il flusso delle auto assemblate, produrre insieme segmenti di vetture diversi (cosa impensabile fino a poco tempo fa, quando su ogni linea poteva passare un solo tipo di auto).
È sufficiente riprogrammare il percorso degli AGV ProFleet per cambiare velocemente la configurazione di stabilimento.

Notizie sulla CMP
Fondata nel 1967 a Beinasco (TO) da Gianfranco Bellezza e oggi guidata dal figlio Massimo con il ruolo di Presidente e Amministratore delegato, CPM è uno dei leader mondiali nella progettazione e realizzazione di sistemi per la movimentazione e la produzione di autoveicoli.
Partner Ufficiale di FCA (Fiat Chrysler Automobiles), CPM ha realizzato impianti di produzione e soluzioni chiavi in mano per le più importanti case automobilistiche mondiali, sviluppando soluzioni standard e su misura per ogni singolo progetto.
Dal 1999 l’azienda fa parte del Gruppo tedesco Dürr, specializzato nella fornitura a livello globale di impianti e tecnologie per la produzione a basso impatto ambientale nei settori aeronautico, automotive, meccanico, chimico e farmaceutico.

Suzuki: da 100 Anni tra tradizione e innovazione

Un secolo fa nasceva Suzuki Loom Manufacturing Co., la società per azioni che ha portato in una dimensione industriale la fabbrica di telai tessili fondata nel 1909 da Michio Suzuki.

Questo passaggio ha dato un impulso fondamentale alla crescita dell’azienda e ha posto le basi su cui è poi sorta nel 1954 Suzuki Motor Corporation Ltd.

Suzuki mette da sempre il Cliente al centro della sua attività e progetta ogni prodotto con lo stesso amore con cui Michio Suzuki costruì il primo telaio per rendere migliore la vita di sua madre.

Il 15 marzo2020  Suzuki ha festeggiato il centenario della costituzione di Suzuki Loom Manufacturing Co., antesignana dell’attuale Suzuki Motor Corporation.

Tutto iniziò nel 1909 quando, per migliorare le condizioni di vita di sua madre, tessitrice di magnifiche stoffe, Michio Suzuki realizzò, nel laboratorio della città natale di Hamamatsu, un telaio innovativo, capace di lavorare i tessuti in modo veloce, preciso, unico per l’epoca. Presto si trovò sommerso di ordini da tutti i villaggi della zona, espandendo poi a macchia d’olio il suo mercato.

L’azienda superò il difficile periodo della I guerra mondiale e, nel 1920 Michio Suzuki, con un capitale di 500.000 Yen (al cambio di oggi pari a circa 4.237€) costituì la Suzuki Loom Manufacturing Co.

Suzuki Loom Manufacturing Co. fu poi protagonista di una crescita inarrestabile che la portò alla leadership mondiale del settore e, dopo un altro stop dovuto alla II Guerra Mondiale, utilizzò le competenze meccaniche acquisite nello studio del moto alternato dei telai per progettare nel 1952 un motore alternativo che spinse la bicicletta a motore “Power Free”.

Così Suzuki Loom si trasformò in Suzuki Motor Corporation Ltd. nel 1954. Una crescita inarrestabile portò nel 1955 il lancio della prima auto a marchio Suzuki, la Suzulight, spinta da un motore a due tempi di 360cc.

La Casa di Hamamatsu restò protagonista anche nelle due ruote, debuttando nelle corse nel 1960 e ottenendo già nel 1962 il primo dei suoi 15 titoli mondiali.

Il 1965 segnò l’ingresso di Suzuki nel mondo dei motori fuoribordo.

Nel 1970 appare la LJ10, la prima 4×4 di Suzuki e capostipite della leggendaria stirpe di Jimny.

Nel 1988 fu la Vitara a fare da pietra miliare nel mondo dell’auto, pioniera del segmento delle SUV compatte, prima fuoristrada con sospensioni automobilistiche, che oggi ha nella sua erede uno dei pilastri della gamma, primo 4×4 come numero di vendite nel mercato Italiano a dicembre 2019.

Così come Michio Suzuki sviluppò il primo telaio come atto d’amore per sua madre, Suzuki pone il Cliente al centro di ogni suo progetto ed attività, restando fedele a valori ben radicati.

Alla ricerca della massima efficienza: Questa filosofia traspare in modo chiaro analizzando la realtà di Suzuki, le sue rete di strutture e la sua gamma di modelli.

“Suzuki ambisce a dare un contributo alla società e a diventare un’azienda amata e con una solida reputazione in tutto il mondo.” afferma il Presidente e Representative Director Toshihiro Suzuki.

Emblematica in questo senso è la storia della Suzuki Alto.

Nel 1979, il debutto della Alto lasciò il segno nella storia delle automobili giapponesi.

I punti di forza della Alto: un prezzo di circa il 20% in meno rispetto alle concorrenti, metà dei clienti erano donne, sostenendo così la loro partecipazione nella società e ha rappresentato una nuova tendenza nella distribuzione automobilistica.

A quel tempo nell’industria automobilistica giapponese, il prezzo al dettaglio era determinato aggiungendo il costo del trasporto al prezzo del veicolo. Ciò significa che maggiore è la distanza dall’impianto di produzione, maggiore è il prezzo del veicolo. Tuttavia, l’Alto divenne la prima auto in Giappone ad annunciare un prezzo 470.000 yen (3.983€) a livello nazionale e fu un vero shock all’interno dell’intero settore.

Ancor oggi la gamma auto a listino testimonia come Suzuki abbia saputo anticipare le tendenze e i bisogni dei consumatori ponendosi in prima linea sui fronti del downsizing e dell’ibridazione. “Small cars for a big future”, “piccole auto per un grande futuro”, è un motto che incarna bene la strategia di Hamamatsu, che immagina l’auto del futuro “più piccola, più essenziale, più leggera, più corta e più curata”. In altre parole, una vettura costruita utilizzando una minor quantità di materie prime e di energia, capace di funzionare con consumi ed emissioni ridotti e più semplice da smaltire alla fine del suo ciclo di vita.

A cento anni dalla fondazione Suzuki è all’avanguardia in tutti e tre i settori in cui opera. In ambito auto è l’unico Marchio non di lusso con una gamma interamente ibrida. Dal SUV ultra compatto IGNIS alla Sportiva SWIFT ai SUV VITARA e S-CROSS, il sistema Suzuki Hybrid si distingue per leggerezza, dimensioni contenute ed efficacia.

Nuova Ignis Hybrid, ad esempio, ha un motore 1.2 Dualjet che eroga 83 CV e 107 Nm di coppia massima. Il sistema ibrido Suzuki da 12 V che combina propulsore termico, motore elettrico da 2 kW di potenza ad una batteria da 10 Ah, dimostra grande efficienza raggiungendo bassi consumi e contenute emissioni, pari a 3,9 l/100 km (89 grammi di CO2 al km) nel ciclo combinato con omologazione NEDC correlato (versione 2WD).

Quanto a Suzuki Italia, va ricordato come il 2019 sia stato il miglior anno della storia per la divisione Auto, con 38.273 vetture targate. Grazie a un aumento delle immatricolazioni del 16,17%, la quota di mercato della Casa di Hamamatsu è salita al 2% su base annua, valore mai raggiunto in passato.

Nel 2030 l’auto elettrica sorpasserà quella tradizionale.

Tra dieci anni le vendite globali di veicoli elettrici saranno il 51% del totale, più di quelle di veicoli a combustione interna. Un quarto del mercato sarà costituito da auto elettriche a batteria e ibride plug-in.  E’quello che è scritto nel Report BCG “Who Will Drive Electric Cars to the Tipping Point”:

Le vendite di veicoli elettrici crescono più velocemente del previsto: arriveranno a un terzo del mercato mondiale dell’auto entro il 2025 e toccheranno il 51% entro il 2030, quando supereranno quelle di veicoli alimentati da motori a combustione interna. Lo evidenzia il report di Boston Consulting Group “Who Will Drive Electric Cars to the Tipping Point?” che ha corretto al rialzo le precedenti stime del 2017 (secondo cui l’elettrico avrebbe raggiunto un quarto del mercato entro il 2025 per restare sotto il 50% entro il 2030). Un’accelerazione dovuta al sostegno degli incentivi statali, alle regolamentazioni sempre più severe sulle emissioni che spingono i produttori a concentrarsi sull’elettrico, ma anche alla sensibile diminuzione dei costi delle batterie e all’aumento della soddisfazione dei consumatori.

Mentre nel 2030 la quota di mercato del diesel è destinata a contrarsi dal 14% del 2019 al 4% e quella della benzina dal 78% del 2019 passerà al 44%, il futuro dell’automobile guarda all’elettrico. Secondo BCG, il mix delle diverse tipologie – tra veicoli a batteria elettrica BEV (battery electric vehicle), ibridi elettrici plug-in PHEV (plug-in hybrid electric vehicle), ibridi completi HEV (hybrid electric vehicle) e ibridi leggeri MHEV (mild hybrid electricvehicle) – varierà a seconda dei mercati. Tra dieci anni ben un quarto del mercato mondiale dell’auto sarà costituito da elettrici a batteria BEV (18%) e ibridi plug-in PHEV (6%), le due tipologie in maggiore crescita, che accelereranno nella seconda metà del prossimo decennio. Il calo dei prezzi delle batterie porterà a un punto di non ritorno il costo totale di possesso (TCO) a cinque anni di un’auto BEV nel 2022 o 2023 (a seconda della regione e alle dimensioni dell’auto) e una spinta verrà anche da taxi e servizi di trasporto passeggeri. La crescita delle vendite di PHEV sarà più lenta, ma sostenuta dai produttori e dagli incentivi.

Anche l’interesse dei consumatori per l’elettrico sta crescendo rapidamente: nel 2018 i sondaggi statunitensi mostrano quasi il 40% in più di persone interessate a un veicolo PHEV e il 20% in più a un BEV rispetto al 2010, mentre il 70% dei proprietari di veicoli elettrici intende acquistarne di nuovi. In questo scenario, l’industria può guardare in modo più strutturato al futuro: i primi ventinove produttori OEM (Original Equipment Manufacturer) prevedono di investire oltre 300 miliardi di dollari nei prossimi dieci anni per la produzione di veicoli elettrici ed entro il 2025 dovrebbero essere lanciati circa 400 nuovi modelli. Entro il 2023, sarà il mercato a guidare le vendite dell’elettrico, fino ad allora per mantenere lo slancio serve una spinta pubblico-privato, sostenuta da incentivi e normative ad hoc.

La diffusione di auto elettriche contribuirà a ridurre la quantità di gas serra. Seppure diversi studi abbiano dimostrato che, a seconda della regione di produzione del veicolo e delle dimensioni della batteria, la produzione di un veicolo BEV può generare più emissioni di CO2 rispetto a quella di un veicolo a combustione interna ICE, una volta in funzione gli elettrici garantiscono migliori emissioni nel ciclo completo well-to-wheel. E l’impatto positivo globale è destinato ad aumentare nel prossimo decennio con l’aumento della percentuale di energia prodotta da fonti rinnovabili.

Per queste ragioni, l’accelerazione dei veicoli elettrici ha implicazioni importanti per tutti gli stakeholder e per l’intero pianeta. Gli Original Equipment Manufacturer e i fornitori dovranno investire in nuove tecnologie, capacità e modelli di business. I governi e le autorità di regolamentazione dovranno valutare con attenzione come l’elettrificazione dei veicoli cambierà i requisiti di trasporto e come possono contribuire a questa evoluzione attraverso politiche e normative adeguate.

FCA la tecnologia 5G può rendere le auto più intelligenti e più sicure

Grazie all’invenzione e all’innovazione in campo tecnologico, le automobili, proprio come gli smartphone, sono passate dall’offrire funzioni limitate a essere veri e propri hub di servizi integrati. Il ruolo delle case automobilistiche è garantire che le auto traggano il massimo vantaggio da questi progressi ed è per questo che, quando ha progettato la piattaforma Uconnect, FCA ha predisposto la possibilità di poter integrare le innovazioni future, in particolare la tecnologia 5G.

Questa piattaforma integrata per veicoli connessi ha quindi permesso a FCA di creare un “ecosistema globale” con cui migliorare l’esperienza di guida sia all’interno che all’esterno del veicolo. Il 5G è ben più di un semplice progresso tecnologico: è una rivoluzione concettuale della connettività automobilistica.

Un esempio concreto dell’impegno FCA sul fronte dell’innovazione è stata la partecipazione attiva alla 5GAA World Conference and Demonstration che si è svolta  a Torino. L’evento ha dimostrato come due vetture connesse possano comunicare tra loro e con il cloud, migliorando la sicurezza e la qualità di guida. La diffusione della tecnologia 5G introdurrà una nuova generazione di comunicazioni ad alta velocità e bassa latenza e FCA ha presentato cinque nuovi sistemi in grado di sfruttare questi vantaggi.

E-mobility 2019: il 23 novembre a Torino e Genova

Il 23 novembre si svolgerà la terza edizione di Visionary Days, l’innovativo format prodotto da giovani per altri giovani, con l’obiettivo di creare un ambiente in cui persone con differenti background possono incontrarsi, discutere e dare vita insieme alla propria idea di futuro.

L’evento combina gli aspetti divulgativi di una conferenza con l’interattività e la sfida progettuale, una sorta di convention-riunione in cui – per un periodo di tempo prestabilito – numerosi partecipanti si riuniscono per trovare soluzioni a problemi o per sollevare idee e proposte.
Per la prima volta Visionary Days si svolgerà in parallelo in due sedi – a Torino, presso le Officine Grandi Riparazioni, e a Genova presso il Palazzo Ducale – realizzando al primo evento europeo del genere: un’esperienza di dieci ore di confronto, dalle 9:30 alle 19:30, in due luoghi distanti centinaia di chilometri ma connessi in ogni momento, per agire come in un’unica grande tavola rotonda.

Organizzato da un’associazione fondata e composta da un gruppo di studenti del Politecnico di Torino, Visionary Days è un esperimento molto innovativo al quale non può mancare Fiat Chrysler Automobiles che ne è partner con la sua divisione e-Mobility, creata nell’organizzazione della regione EMEA con il compito di coordinare tutte le attività collegate alla mobilità, non solo elettrica.

Infatti, e-Mobility non segue solo l’elettrificazione dei veicoli di FCA, ma accompagna l’azienda verso un modo completamente differente di intendere l’uso dell’auto e la mobilità in generale.

Gli oltre 1.500 partecipanti a Visonary Days saranno distribuiti su 120 tavoli, ognuno coordinato da un moderatore e si confronteranno su numerosi e differenti temi: i risultati saranno aggregati ed elaborati grazie a “Lee” (l’intelligenza artificiale di Visionary Days), una piattaforma tecnologica che – connettendo virtualmente tutti i tavoli – elaborerà in tempo reale le idee emerse da ognuno di essi, con una visualizzazione immediata in entrambe le sale.

Quattro le sessioni di confronto su ognuno dei due palchi di Torino e Genova: Risorse, Abitanti, Economie, Nuova Terra cui si aggiungeranno sessioni dedicate alla discussione sulla e-mobilità nelle “Smart City”. Per FCA, i temi di e-Mobility saranno approfonditi grazie agli interventi di Daniele Lucà (responsabile di e-Mobility Business Development, FCA region EMEA) e Giorgio Neri (responsabile di Fiat 500 Family in FCA region EMEA).

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