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Gino Bruni

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Sperimentazione Auto

Tecnologia Reinova: l’eccellenza europea nel cuore della Motor Valley.

Nel mese di luglio dello scorso anno, nel cuore della Motor Valley emiliana, si erano accese le luci nello stabilimento Reinova di Soliera (Modena), il polo d’eccellenza della mobilità elettrica che in pochissimi mesi ha raggiunto dei risultati straordinari nonostante il periodo attuale caratterizzato da forti squilibri sanitari, economici e politici.

Reinova è un laboratorio dedicato allo sviluppo e alla validazione di componenti per il Powertrain elettrico e ibrido per la mobilità sostenibile nato dall’idea di REI Lab s.r.l., Unindustria RE e Fondazione REI, con il supporto di importanti partner bancari – come Intesa San Paolo – e primarie aziende e imprenditori del territorio.

Il progetto si struttura come risposta alle nuove e future esigenze di sostenibilità nell’ambito della mobilità, fornendo alle aziende del comparto soluzioni innovative per supportare lo sviluppo, la validazione di componenti per il Powertrain elettrico e ibrido per la e-mobility con l’obiettivo di ridurre il tempo per immettere i nuovi prodotti sul mercato, accompagnandole in questa trasformazione nel modo più semplice e agile possibile. È su questa filosofia che Reinova basa i suoi tre principali pilastri: propulsione sostenibile, condivisione e connettività e sviluppo software e sicurezza informatica.

A distanza di poco più di un anno, l’Azienda ha infatti istaurato delle solide partnership che si basano proprio su questi tre fulcri d’azione, in particolare con Energica Motor Company S.p.A per l’ideazione di test tecnologici che riguardano lo sviluppo e la validazione di componenti per la e-mobility; con Dell’Orto S.p.A per la promozione e la commercializzazione di sistemi di powertrain per la mobilità urbana e la diffusione in larga scala dell’elettrificazione di applicazioni fino a 20kW; con Tec Eurolab per l’implementazione della tomografia industriale computerizzata e la validazione delle batterie e delle componenti elettriche; con Social Self Driving per lo sviluppo di un innovativo sistema di guida autonoma e semi-autonoma; con Block Harbor Cybersecurity per la realizzazione di un progetto di cybersecurity, sicurezza e connettività auto.

Queste collaborazioni sono il frutto di una strategia di grande visione che l’azienda, che ancor prima di entrare sul mercato ha investito le proprie risorse sui driver che oggi rappresentano la mobilità del futuro: sostenibilità, connettività e sviluppo tecnologico.

Giuseppe Corcione, CEO di Reinova, dichiara: “Dall’inizio delle attività, l’azienda ha perseguito i suoi obiettivi con determinazione e grinta consolidando la sua posizione di polo innovativo per la mobilità sostenibile – ha dichiarato Giuseppe Corcione, CEO di Reinova – oggi punta già a raggiungere ambiziosi traguardi: raddoppiare il fatturato nel 2022 e puntare ai 50 milioni di euro entro il 2026 e, in parallelo, una crescita strutturale che riguarderà anche l’organico, con 65 dipendenti previsti entro l’anno, e 100 dipendenti entro il 2025-26. 

Il futuro della mobilità non si presenta roseo, anzi. L’emergenza sanitaria, la carenza di materie prime, la conseguente crisi dei semiconduttori e l’attuale squilibrio socio-politico scaturito dal conflitto in Ucraina hanno segnato gravemente il mercato automotive che ha registrato, negli ultimi due anni, un rallentamento della produzione di veicoli nuovi, un aumento rilevante dei prezzi e un conseguenziale calo di vendite davvero preoccupante.

Vista la situazione attuale, è davvero necessario che l’Unione Europea incentivi il rientro a casa delle aziende che in precedenza avevano de localizzato permettendo dunque ai Paesi interni all’Unione di raggiungere una certa indipendenza e, orientativamente entro cinque anni, di avere una propria produzione di materie prime. Bisognerebbe investire maggiormente sull’industria elettronica che – pur richiedendo ingenti capitali e tempi d’esecuzione degli impianti produttivi piuttosto lunghi – rappresenta una concreta e reale soluzione atta a tutelare l’ambiente e il benessere della popolazione. Infine, è necessario supportare il lavoro di fornitori in grado di trovare soluzioni differenti e alternative che rispondano alle nuove e future esigenze del mercato e di centri più efficienti e all’avanguardia come Reinova in grado di contribuire a una vera e propria rivoluzione della mobilità del futuro, più sicura, sostenibile e innovativa”.

ACI e ENI per una mobilità sostenibile 

Eni, la compagnia energetica italiana e ACI (Automobile Club Italiano) , riferimento istituzionale degli automobilisti e Federazione italiana dello sport dell’auto, avviano una importante cooperazione per accelerare l’utilizzo diffuso di prodotti, servizi e soluzioni per la mobilità sostenibile e la transizione energetica.

La capillare presenza di ACI si combinerà, quindi, con tecnologie e business di tutte le società di Eni, con un approccio olistico e trasversale, ma anche “su misura”.

L’accordo è stato sottoscritto oggi dal Direttore Generale Energy Evolution di Eni, Giuseppe Ricci, e dal Presidente dell’Automobile Club d’Italia, Angelo Sticchi Damiani.

L’evento è occasione per Eni di presentare l’attività sustainable b2b – l’offerta sostenibile di Eni, che contempla i nuovi biocarburanti e prodotti di origine biogenica, ottenuti da scarti e rifiuti o da materie prime vegetali non in competizione con la filiera alimentare, i nuovi vettori energetici alternativi come l’idrogeno, ma anche la fornitura di energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili, le soluzioni per la gestione dell’acqua e per la rigenerazione dei territori in ottica di economia circolare, i carburanti sostenibili per l’aviazione, i disinfettanti ed erbicidi da materie prime rinnovabili e biodegradabili e i prodotti realizzati con plastica riciclata. Un approccio olistico per un futuro improntato alla sostenibilità, e che unisce tutti i prodotti e servizi di Eni e delle sue società.

Giuseppe Ricci, Direttore Generale Energy Evolution di Eni, ha dichiarato: «E’ questo un progetto di cui sono particolarmente fiero: da un lato è il punto di arrivo di un percorso che è iniziato qualche anno fa e che ci ha permesso di ridefinire le linee guida per l’evoluzione e il futuro dell’energia di Eni; dall’altro è senz’altro il punto di partenza di un nuovo approccio ai nostri stakeholder, incardinato su una visione e un’offerta integrata di prodotti, servizi e soluzioni per una maggiore sostenibilità e per la transizione energetica».

Angelo Sticchi Damiani, Presidente dell’Automobile Club d’Italia, ha dichiarato: «Una partnership fondamentale, per concorrere a dar vita a una mobilità sempre più sicura, pulita, rispettosa dell’ambiente. L’energia è il cuore del presente e, ancora di più, lo sarà del futuro. Più essa sarà pulita, dunque, più pulito sarà il futuro che ci attende, è il contributo che la mobilità darà allo sviluppo del Paese».

5 domande chiave sulle batterie delle auto

Le batterie, cuore pulsante di veicoli ibridi ed elettrici, sono sempre più al centro dell’attenzione per tanti utenti.

Un esperto del Test Center Energy di SEAT S.A., laboratorio di ricerca unico nel suo genere nel sud dell’Europa, risponde a cinque domande.

Le batterie sono sottoposte a test approfonditi per garantirne il corretto funzionamento fino almeno 160.000 chilometri.

Presenti ovunque, dalla console dei videogame, al dispositivo con cui state leggendo questo testo, e sulle auto. Parliamo delle batterie, uno dei principali componenti dei veicoli ibridi ed elettrici, per cui è naturale che agli utenti possano sorgere delle domande su come funzionano.  Francesc Bate, Responsabile del Test Center Energy (TCE), pioneristico laboratorio di ricerca e sviluppo di SEAT S.A., risponde a cinque domande chiave sulle batterie.

Di che cosa sono fatte le batterie? “La tecnologia che usiamo nel Gruppo Volkswagen è a base di ioni di litio, nello specifico con la combinazione chimica di nichel, manganese e cobalto (NMC) ” spiega l’esperto del TCE, Sabaté. Questi elementi formano le celle, che sono le unità più piccole di stoccaggio dell’energia che facilitano la ricarica. “Le celle sono raggruppate in moduli e disposte in pacchi che, insieme all’elettronica di controllo, il sistema di raffreddamento, e il rivestimento, creano il pacco batteria pronto a essere assemblato nel veicolo” aggiunge Francesc.

Qual è la differenza tra la batteria di un veicolo ibrido e un veicolo elettrico? La risposta risiede nella capacità di stoccaggio dell’energia. “In un veicolo elettrico, dove non c’è un motore endotermico abbinato come nel caso dell’ibrido, la batteria deve avere più capacità per percorrere la stessa distanza” afferma l’ingegnere. Questo significa che ha bisogno di più celle. “Il pacco batteria di un veicolo ibrido è composto da circa 100 celle, mentre quello di un veicolo elettrico è composto da circa 300 celle”.

Quanto dura la vita di una batteria? “Tutto dipende dallo stile di guida e dall’utilizzo che se ne fa: la frequenza d’uso, la temperatura a cui è esposta e il numero di cicli di ricarica” risponde Francesc. E aggiunge: “Nel caso dei nostri veicoli e grazie ai severi test a cui sono sottoposte le batterie, possiamo assicurare un minimo di 160.000 chilometri o otto anni di vita utile”. I test includono condizioni climatiche estreme e modalità d’uso che spingono le batterie al loro limite.

Come si può allungare la vita di una batteria? La chiave sta nel mantenere il veicolo nelle migliori condizioni possibili. “È consigliabile ridurre al minimo il numero di ricariche rapide, perché in questo modo evitiamo che la temperatura della batteria salga troppo”, spiega. “Mantenere lo stato di carica tra il 40% e l’80% aiuta a prolungarne la vita utile oltre i criteri minimi di garanzia”, aggiunge l’ingegnere di SEAT S.A.

Possono avere una seconda vita? Una volta che i veicoli hanno raggiunto i 160.000 km o dopo otto anni, la batteria funziona ancora all’80% circa della sua capacità. “Questo significa che potremmo sperimentare un’autonomia minore nell’uso quotidiano dell’auto e quindi della distanza che potremmo percorrere con il veicolo dopo una ricarica”, afferma Francesc. “Questo non significa che la batteria non è più utilizzabile, dato che questa capacità dell’80% può essere usata in altre applicazioni che richiedono una minore potenza, come l’accumulo di energia statica”. Questa nuova funzione assicura che una singola batteria possa essere riutilizzata allungandone la vita utile.

Il presidente di Toyota mette alla prova la GR Yaris a Idrogeno.

Toyota Motor Corporation (Toyota) ha annunciato di aver testato la GR Yaris – una speciale versione della Toyota GR Yaris, equipaggiata con un motore a idrogeno– in una corsa dimostrativa durante la nona prova del World Rally Championship (WRC) a Ypres, in Belgio. Il rally è stata la prima occasione per Toyota per provare, su strade pubbliche al di fuori del Giappone, un veicolo con un motore a combustione interna a  idrogeno in fase di sviluppo.

Al volante della GR Yaris H2 c’era il presidente di Toyota Akio Toyoda, alias “Morizo”, affiancato, come co-driver, dall’ex pilota finlandese e quattro volte campione WRC Juha Kankkunen, vincitore di un titolo mondiale con Toyota.

La GR Yaris H2 ha partecipato al Rally come test car nella Prova Speciale (SS) 11, durante la seconda giornata (20 agosto) del Rally di Ypres – Belgio, disputato dal 19 al 21 agosto. La prova cronometrata 11 di 15 chilometri è stata ricavata lungo strade di campagna estremamente strette, tra i campi e tra le case, dando vita ad una tappa impegnativa anche per i piloti professionisti del campionato. La GR Yaris, come auto di prova, ha preceduto la safety car utilizzata per verificare la sicurezza del percorso prima dell’inizio della SS 11.

Sebbene “Morizo” non abbia mai guidato su quelle strade, né abbia avuto la possibilità di esaminarle prima di iniziare la sua corsa, affidandosi alla guida di Kankkunen è stato in grado di affrontare con successo superfici stradali estremamente scivolose e continuamente diverse, completando il percorso senza inconvenienti.

Questo il commento di “Morizo” al termine della corsa: Sono grato a Juha per la cortesia nell’avermi permesso di guidare. Mi ha affiancato in sincronia con il mio stile di guida, facendomi sentire a mio agio. Le strade erano difficili – non solo scivolose ma anche strette – e la loro superficie sembrava cambiare ogni momento. Era presente all’evento anche una (Toyota) Mirai, veicolo a celle a combustibile, per una dimostrazione sulla possibilità di generare corrente elettrica, e credo che, insieme alla prova di guida di una vettura con propulsione ad idrogeno, siamo riusciti a testimoniare in Europa il potenziale dell’idrogeno come opzione per raggiungere la neutralità carbonica.”

Kankkunen ha commentato: ““La performance di guida di Akio è stata fantastica. E il motore a idrogeno ha una coppia notevole, che  non lo rende diverso da un motore a benzina. Poiché sono a zero emissioni di CO2, credo che i motori a idrogeno diventeranno una delle opzioni per raggiungere la neutralità carbonica non solo nel mondo degli sport motoristici, ma anche nel mondo delle auto di tutti i giorni.”

Dall’immaginazione alla realtà: la McLaren Solus GT Le prime vettura consegnate ai clienti nel 2023

Anteprima mondiale, del concept McLaren creato per la pista che ha fatto il suo debutto nel mondo dei video giochi

Serie limitata a soli 25 esemplari – tutti venduti ancor prima della presentazione al pubblico

Progettata per diventare realtà grazie alle tecnologie acquisite da McLaren nella sua militanza ai più alti livelli del motorsport e più recentemente nello sviluppo di supercar e hypercar

Il design è sorprendente creato attorno all’abitacolo monoposto centrale, con il tetto che slitta come in un aereo supersonico

Esclusivo telaio monoscocca con un gruppo motopropulsore di derivazione sportiva come elemento strutturale

Propulsore V10 da 5,2 litri aspirati e cambio sequenziale a sette rapporti realizzati su misura

Un peso inferiore ai 1000kg e più di 1200kg di deportanza

Il motore V10 raggiunge più di 10.000 giri al minuto e produce oltre 840 CV e 650 Nm di coppia

Accelerazione da 0-100km/h con un tempo di 2,5 secondi e una velocità massima di oltre 200mph

È disponibile il “driving experience”, che comprende un sedile di guida modellato sulla forma del corpo, una tuta da corsa omologata FIA, un casco e un dispositivo HANS (Head And Neck Support) su misura per ogni proprietario e un programma di coaching dedicato al pilota

Le prime vettura saranno consegnate ai clienti nel 2023

McLaren Automotive presenta la McLaren Solus GT, la straordinaria realizzazione di una concept car che dagli schermi delle corse virtuali si trasforma in un’espressione estrema dell’impegno nella guida in pista, in grado di emozionare nel mondo reale.

Realizzata in serie limitata a 25 – tutte le auto sono già state prodotte – questa auto da pista monoposto con abitacolo chiuso è stata presentata durante la Monterey Car Week in California Leiters, Chief Executive Officer di McLaren Automotive.                    

La Solus GT dà vita al futuristico concept McLaren che è apparso nel videogioco Gran Turismo SPORT, realizzato attingendo a tutta l’esperienza e alle competenze di McLaren ai massimi livelli del motorsport e nello sviluppo di supercar e hypercar.

Con un peso inferiore a 1.000 kg e prestazioni aerodinamiche che includono una deportanza superiore a 1.200 kg, la Solus GT – viene spinta da un propulsore V10 da 5,2 litri aspirato – ed è in grado di realizzare i tempi sul giro più veloci di qualsiasi un’altra McLaren che non sia una monoposto, offrendo un’esperienza di guida che si avvicina al coinvolgimento e alle sensazioni di guida di una vettura di Formula 1. “La McLaren Solus GT è la realizzazione di un veicolo concept McLaren assoluto, originariamente creato per il mondo delle corse virtuali. – ha dichiarato Michael Leiters, amministratore delegato, McLaren Automotive -.  Progettata senza alcuna restrizione da parte dei regolamenti stradali o di gara, ma con l’intero spettro delle competenze McLaren per portarla alla realtà , incarnando il nostro spirito pioniere.”

MINI Concept Aceman: il primo crossover completamente elettrico della nuova famiglia Mini

MINI presenta uno studio che anticipa il futuro dei veicoli per il segmento delle utilitarie premium: la trazione puramente elettrica, l’assenza di cromature e pelle, il linguaggio di design completamente nuovo e la digitalizzazione avanzata creano un’esperienza d’uso intensa ed unica.

Il marchio britannico presenta la MINI Concept Aceman, una prima anticipazione del nuovo design della futura generazione di modelli. Questa concept car pone l’accento sulle innovazioni tecnologiche e di design che secondo MINI definiranno il piacere di guida del futuro. Una trazione puramente elettrica, il linguaggio formale chiaro e ridotto della “semplicità carismatica”, una nuova esperienza digitale all’interno dell’abitacolo e un design responsabile dei materiali con l’assenza assoluta di pelle e di elementi cromati:

Per la prima volta, la MINI Cooper con l’iconica carrozzeria a tre porte, che è stata costantemente reinterpretata nel corso dei suoi oltre 60 anni di storia, sarà affiancata da un modello crossover nella prossima generazione di modelli, un veicolo con una maggiore versatilità e un aspetto robusto. “La MINI Concept Aceman offre un primo assaggio di un auto completamente nuova, che colmerà lo spazio tra la MINI Cooper e la MINI Countryman nel futuro della famiglia di modelli”, ha dichiarato Stefanie Wurst, Head of the MINI Brand. “Questa concept car riflette il modo in cui MINI si sta reinventando per il suo futuro completamente elettrico e ciò che il marchio rappresenta: go-kart feeling elettrificato, un’esperienza digitale coinvolgente e una forte attenzione a un’impronta ambientale minima.”

Honda svela la nuova Civic Type R

In occasione del suo 25° anniversario e del 50° di Civic, Honda ha svelato la nuova Civic Type R.

Disponibile in Europa a partire dall’inizio del 2023, Civic Type R ha già stabilito nuovi parametri di riferimento, stabilendo il record sul giro per una berlina a trazione anteriore sul circuito giapponese di Suzuka. Nelle fasi di sviluppo gli ingegneri Honda hanno perfezionato ogni aspetto del nuovo modello, incluso il design, fondamentale per migliorare le performance aerodinamiche. Componenti leggeri e migliorie al propulsore hanno dato vita alla Type R più potente e reattiva di sempre.

 “Con la nuovo modello, gli ingegneri Honda hanno ancora una volta centrato l’obiettivo di creare l’esperienza di guida più appagante possibile, nel segmento delle hatchback ad alte prestazioni”, ha commentato Tom Gardner, Vicepresidente Senior di Honda Motor Europe. “Grazie agli eccezionali progressi e alle tecnologie derivate dal motorsport, abbiamo superato le prestazioni persino della versione alleggerita e semplificata del modello precedente. È questa dedizione all’eccellenza nelle performance che ha reso la Civic Type R un modello così popolare e apprezzato dai puristi della guida per 25 anni”.

La nuova Type R è basata sull’approccio al design “esaltante” di Civic e:HEV, appena presentata da Honda. Per migliorare la sua linea già elegante e sportiva, Type R si presenta più bassa e più larga, con passaruote che sporgono dai leggeri cerchi in lega neri opachi da 19″, completati da pneumatici Michelin Pilot Sport 4S.

Durante lo sviluppo, gli ingegneri Honda hanno puntato a creare la “Ultimate Sports 2.0”, ovvero la massima espressione di un’auto ad alte prestazioni con motore e trazione anteriore. Il design esterno trasmette ora un senso di unità, con elementi perfettamente integrati, come il pannello e le portiere posteriori sviluppati esclusivamente per la Type R, che apportano maggiori benefici in termini di aerodinamica.

L’ampia calandra massimizza il flusso d’aria verso il motore, lavorando in sinergia con il nuovo cofano sottile, che presenta a sua volta una presa d’aria anch’essa sviluppata per ottimizzare l’intero flusso d’aria all’anteriore.

Tra gli altri dettagli del design che contribuiscono a massimizzare la deportanza generata, ci sono gli spoiler laterali posizionati dietro le ruote anteriori e un nuovo diffusore posteriore più ampio, direttamente integrato nella sottoscocca e modellato per lavorare a stretto contatto con la carrozzeria superiore.

Il nuovo straordinario design “flessibile” dello spoiler contribuisce a generare maggiore deportanza, ed è stato angolato verso il retro per eliminare la resistenza all’aria. Sostenuto da nuovi supporti in alluminio pressofuso, l’alettone posteriore è più basso ma più largo rispetto al modello precedente, accentuando la nuova linea del tetto e l’assetto più ampio.

Le colorazioni disponibili includono lo storico Championship White, tanto amato dagli appassionati della Honda Type R, oltre al Rallye Red, il Racing Blue Pearl, il Crystal Black e il Sonic Grey.

Gli interni del nuovo modello puntano ad esaltare l’emozione e il piacere di guida, e ad aumentare il livello di concentrazione. L’abitacolo mantiene l’elevato standard di comfort, praticità e raffinatezza della nuova Civic e:HEV, aggiungendo dettagli e caratteristiche emozionali e sportive, come le iconiche finiture rosse Type R.

L’abitacolo è progettato per offrire un’esperienza di guida intensa: la posizione di guida e il cofano sono ribassati per una visibilità migliore, gli angoli ciechi sono ridotti al minimo e i riflessi di luce diminuiti. I leggeri sedili sportivi anteriori con rivestimento in pelle scamosciata offrono un supporto posturale straordinario, per offrire comfort e manovrabilità sia in pista che nei viaggi più lunghi.

I guidatori possono scegliere tra sei configurazioni predefinite selezionando settaggi diversi per il propulsore, lo sterzo, le sospensioni e il suono del motore. Oltre alle modalità Comfort, Sport e +R Mode, la nuova “Individual” consente di personalizzare l’esperienza di guida.

Il potente data logger Honda LogR torna in un formato profondamente aggiornato per questa generazione di Type R. Ora è in grado di combinare i dati sulle prestazioni raccolti dai sensori dell’auto con un’app per smartphone, per aiutare i piloti a monitorare e registrare una serie di parametri in tempo reale. Tra le funzioni principali, un cronometro per registrare i tempi su giro, un grafico 3D del cerchio di aderenza per mostrare la massima forza sviluppabile dagli pneumatici, e un innovativo sistema di punteggio che aiuta a migliorare l’abilità del pilota sul circuito, per raggiungere una guida coinvolgente e giri su pista sempre più sicuri, precisi e veloci.

Civic Type R è rinomata per i suoi motori potenti, altamente reattivi e capaci di girare a regimi molto elevati. Il nuovo modello, costruito a partire dalla pluripremiata versione del suo predecessore, offre un’ulteriore evoluzione del famoso motore Type-R 17YM, per sviluppare una guida più veloce, più coinvolgente e al tempo stesso sicura e appagante della sua storia.

Le modifiche apportate sono diverse: il turbocompressore rivisto presenta ora un alloggiamento compatto per migliorare l’efficienza complessiva dell’unità. La turbina stessa è stata ottimizzata nel numero e nella forma delle pale, per aumentare la potenza e migliorare il flusso d’aria attraverso il turbo. Il risultato è il più potente motore turbo VTEC nella storia di Type R. 

Un sistema di scarico rivisto e ad alta efficienza lavora insieme al potente propulsore per migliorare il rapporto peso-potenza, la coppia e la velocità massima della precedente generazione di Type R, per rendere la Civic Type R 2023 una delle auto più potenti della sua categoria.

A migliorare il senso di connessione con l’auto ci pensa una versione ottimizzata del cambio manuale a sei rapporti, che ha aiutato la precedente generazione a far innamorare gli appassionati di tutto il mondo. Il rinnovato sistema rev-match con funzione auto-blip assicura un accoppiamento perfetto dei giri in scalata, che aiuta a bilanciare l’auto in entrata di curva. Il cambio ad alta resistenza ha guadagnato una leva ad alta rigidità e uno schema di cambio ottimizzato, per passaggi di marcia sicuri ed estremamente precisi.

I nuovi freni Brembo mantengono i dischi a due pezzi della precedente generazione, per una sensibilità e una durata migliori. La nuova auto vanta inoltre un controllo della temperatura e un sistema di raffreddamento migliorati, grazie a un radiatore aggiornato che garantisce prestazioni ottimali anche in condizioni d’uso particolarmente esigenti. Infine, un nuovo design a tre scarichi con una migliore modulazione del suono migliora la sensazione acustica, rafforzando ulteriormente il legame del guidatore con l’auto.

La nuova Honda Civic Type R sarà disponibile a partire dal prossimo anno, con le prime consegne in Europa previste a inizio 2023.

Carburanti Alternativi: Percorrenza Record di 56,8 KM con 1 KG di Biometano

Il sorprendente risultato è stato raggiunto con una Renault Clio E-Tech Hybrid trasformata a biometano grazie al kit Autogasitalia di Ecomotive Solutions

Minori sono i consumi, di qualsiasi carburante, maggiori sono i benefici per l’ambiente: questo è il concetto alla base della sperimentazione su strada condotta da Ecomotive Solutions, azienda piemontese del gruppo Holdim che opera nel settore dei carburanti e delle energie alternative.

In occasione del Campionato Italiano #green Endurance Economy Run promosso da Aci Sport, gara di consumo su strade aperte al traffico con una media minima imposta da rispettare, ha infatti rinnovato la collaborazione avviata già da alcuni anni con Ecomotori Racing Team per sperimentare le innovazioni tecnologiche attraverso il motorsport.

In questo ambito, Ecomotive Solutions si è occupata della trasformazione a gas in aftermarket di una Renault Clio E-Tech Hybrid, che ha potuto così affiancare all’alimentazione ibrida benzina elettrica quella a metano.

La prova su strada della Renault Clio E-Tech Hybrid a biometano

I risultati ottenuti nelle due gare disputate nella tappa trevigiana del campionato, organizzata da Aci Treviso su 300 chilometri di percorso con diversi controlli a timbro nel territorio Veneto, hanno confermato che unendo uno stile di guida attento e sostenibile a un’alimentazione alternativa efficiente si ottimizzano al massimo le virtù intrinseche di propulsioni e carburanti, ottenendo un abbattimento delle emissioni inquinanti.

La vettura in gara, guidata da Nicola Ventura insieme alla sua navigatrice Monica Porta, è stata alimentata, per la parte gas, con il rinnovabile biometano.

“Ci sono giornate – ha sottolineato Nicola Ventura, Ecomotori Racing Team – in cui il risultato sportivo passa in secondo piano, e il doppio appuntamento di Treviso è esattamente tra queste. Avevamo dichiarato prima della gara che l’obiettivo sarebbe stato quello di migliorare il record 2021 (47 km/kg) per raggiungere i 50 km/kg e le due gare si presentavano come il banco perfetto per provare a centrare questo obiettivo.”

Il record è stato raggiunto in occasione di Gara 1, con ben 56,8 km percorsi con appena 1 kilogrammo di biometano.

Il risultato è stato ottenuto nonostante la competizione abbia richiesto velocità medie minime di tutto rispetto per il traffico domenicale su strade pubbliche, comprese tra 46 e 48 km/h, il che significa che una percentuale considerevole del percorso è stata fatta ad oltre 50 km all’ora, come consentito dal tracciato.

“La ricetta utilizzata, quindi – ha sottolineato Ventura – è stata efficienza estrema nei consumi ma contemporaneamente una media elevata (se si pensa che la velocità media del traffico in Italia è inferiore a 30 km/h) che è l’antitesi dei bassi consumi. Ecomotori e partner lavorano per dimostrare su strada che la tecnologia applicata ottiene importanti risultati a favore dell’ambiente.”

La trasformazione a gas della vettura

Per la conversione a gas della Renault Clio E-Tech Hybrid, è stato messo a punto un kit aftermarket che permette il funzionamento a gas naturale o biometano mantenendo inalterate le ottime prestazioni sia del sistema Hybrid sia del motore termico.

Allestimento vano motore – Il Kit di conversione metano Autogasitalia, con appropriato dispositivo elettronico, interagisce con il sistema OBD del veicolo al fine di mantenere una corretta carburazione.

La commutazione da un carburante all’altro può essere gestita autonomamente dal sistema elettronico oppure manualmente dal conducente tramite un selettore posto sul cruscotto e dal quale è possibile avere l’informazione del livello di metano presente nei serbatoi. E’ anche disponibile una versione del commutatore di nuova generazione, che permette inoltre di visualizzare su un display informazioni sul funzionamento del sistema.

Presa di carica rifornimento – La presa di carica per rifornire il metano ai serbatoi è collocata all’interno del vano che ospita già il bocchettone per il rifornimento della benzina.

Serbatoi – Sulla vettura sono stati installati tre serbatoi da 16 lt cad. collocati sul piano di carico e ricoperti con pianale, per avere a disposizione un vano libero da sporgenze e mantenere un soddisfacente volume di carico in rapporto al volume originale.

“La carica dei tre serbatoi – spiegano in Ecomotive Solutions – può variare dagli 8 ai 9 kg di metano (dipende dalla tipologia di distributore che rifornisce) per una autonomia variabile dai 350 ai 450 km, in base allo stile di guida”.

Le auto più “Verdi” secondo “Green Ncap”

Nel primo test del 2022, tra le sei vetture analizzate, solo l’Audi Q4 e-tron ha raggiunto il massimo punteggio, 5 stelle, e, come previsto nel nuovo protocollo, si è qualificata per dei test di valutazione aggiuntivi. Sono stati ottenuti buoni punteggi in tutte e tre le categorie di valutazione (emissioni nocive, efficienza energetica ed emissioni di gas serra). Si tratta di un modello completamente elettrico con zero emissioni allo scarico e un propulsore ad alta efficienza. Qualche criticità soltanto nei test in ambiente freddo e in autostrada.

Il VW Caddy ottiene 2,5 stelle, ma il suo “Clean Air Index- indice di aria pulita” sarebbe stato più alto se ci fosse stato un migliore controllo delle emissioni di ammoniaca. La Renault Kangoo, stesso punteggio, è stata penalizzata a causa dell’elevato consumo di energia e dell’alta produzione di gas serra. Il potente SUV di lusso di Genesis, il GV70, non è riuscito a ottenere buoni risultati, solo 1 stella, a causa dell’elevato consumo di carburante e del non adeguato controllo delle emissioni nocive.

Nel 2022 i criteri di valutazione Green NCAP hanno ricevuto un aggiornamento, i protocolli di prova e lo schema di classificazione sono stati adeguati per adattarsi meglio alle tecnologie in rapida evoluzione ed alle “nuove” tendenze della sostenibilità.

“Fino ad oggi le nostre valutazioni riguardavano solo quelle da serbatoio a ruota – ha affermato il direttore tecnico del programma, Aleksandar Damyanov – mentre la nuova procedura di Green NCAP si basa su una valutazione Well-to-Wheel+, più completa, alla quale si aggiunge quella relativa alle emissioni dei gas serra”.

“La nuova classificazione Well-to-Wheel+, comprensiva delle emissioni di gas serra, fornisce una valutazione molto più realistica dell’impatto ambientale delle auto, di tutti i tipi di motorizzazione, a combustione, elettriche o ibride – ha precisato Damyanov. Con questo nuovo approccio speriamo di far comprendere che per un’auto non solo è importante emettere e consumare poco, ma che l’intero processo di costruzione deve essere sostenibile. È per questo che stiamo lavorando ad una nuova metodologia olistica basata sul ciclo di vita (Life Cycle Assessment – LCA), di cui recentemente abbiamo fornito alcune anticipazioni”.

Per i risultati completi visitare il sito www.greenncap.com.

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