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Gino Bruni

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Tecnologia per l’Auto

La PJ-01, la hypercar tutta Italiana si toglie i veli .

Prosegue il focus sulla PJ-01 la prima hypercar nata in terra umbra in attesa del lancio ufficiale e prova su strada.
La prima ed unica supercar artigianale tutta Italiana è ispirata alle più evolute soluzioni delle moderne Formula Uno, frutto della passione e dell’amore per i motori di un giovane ed intraprendente imprenditore umbro.
E’ Juri Pambuffetti che con coraggio, determinazione e un pizzico di follia, nel 2017 ha dato vita al suo sogno: realizzare una vettura sportiva che racchiudesse nel suo DNA le caratteristiche di una monoposto da gara.

A soli 43 anni Pambuffetti vanta un’esperienza di una vita vissuta nell’azienda meccanica di famiglia dove, fin da ragazzino, ha maturato competenze specifiche nel settore della produzione e personalizzazione di grandi veicoli. E’ lì che coltiva la passione per le leghe leggere e subisce il fascino dei materiali compositi e preziosi.

Riunisce un “Dream Team” di giovani competenti e creativi e in soli tre anni nasce questa ipersportiva dotata di soluzioni personali e inedite per una vettura stradale.
La mission è “vivere le esaltanti sensazioni di una monoposto su strada”

Dal volante alla posizione di guida, la PJ-01 regala al pilota una guida e performance molto vicine ad una monoposto a ruote scoperte.
Il suggestivo volante della PJ-01 diventa il cuore pulsante delle più importanti funzioni della vettura. Ispirato direttamente alle attuali Formula Uno, è in alluminio e carbonio e diventa un vero e proprio cockpit, con la possibilità di gestire direttamente tutte le funzioni necessarie ad adattare le prestazioni ad ogni esigenza di guida; è inoltre estraibile grazie al Quick Release.

L’ assetto di guida è decisamente inedito per una vettura stradale. La posizione delle gambe e la pedaliera sono sollevate rispetto alla seduta del sedile per avere sempre il massimo controllo in ogni condizione di guida.

Il telaio è ibrido, acciaio strutturale e carbonio;  la carrozzeria interamente in carbonio, anche questo rigorosamente Made in Italy by Carbon Dream.

Le sospensioni sono a doppi triangoli sovrapposti con sistema Push-Rod sulle 4 ruote. Freni a disco Racing con ABS regolabile da 380mm all’anteriore e 365mm al posteriore. Cambio a sei marce elettroattuato ad innesti frontali e paddle al volante. 
Il Motore è  un 10 cilindri da 5,200cc con una potenza di 800hp.

OMP e Williams: accordo firmato

Williams Racing ha il piacere di dare il benvenuto a OMP Racing come fornitore ufficiale dell’abbigliamento tecnico di piloti e meccanici per la stagione di Formula 1 2021 e oltre.

OMP Racing è un’azienda leader mondiale nella progettazione e produzione di materiale di sicurezza per il motorsport, presente in tutti i campionati. Fornirà l’abbigliamento di sicurezza ai piloti Williams, George Russell e Nicholas Latifi, e ai meccanici. L’accordo prevede la fornitura di tute, scarpe, guanti e sottotuta, tutti prodotti derivati dal lavoro di ricerca e sviluppo svolto nella sede di OMP a Ronco Scrivia, in provincia di Genova.

Tim Hunt, direttore marketing di Williams Racing: “OMP Racing è uno dei principali produttori di racewear di altissimo livello per il motorsport, e siamo felici di avere concluso un accordo pluriennale con questa azienda. Il Formula Uno ogni dettaglio è importante, e sappiamo che la tecnologia OMP, che sia indossata dai nostri piloti  e meccanici, o contenuta nelle nostre vetture, ci aiuterà a competere ai massimi livelli”.

Paolo Delprato, presidente e CEO di OMP: “Per noi, la partnership con Williams significa riaprire un capitolo della grande storia di OMP. Abbiamo avuto, negli anni Novanta, l’onore di lavorare con questo team, quindi ha un sapore speciale tornare a collaborare con Williams, un team storico della Formula 1 e di tutto il motorsport. Se guardiamo invece al presente e al futuro, questa partnership è basata su ricerca, tecnologia, attenzione ai dettagli e fame di competizione e successo: tutti valori che Williams e OMP condividono e che ci riempiono d’entusiasmo al pensiero di poter lavorare assieme per le prossime stagioni”.

Inoltre, OMP fornirà le sue cinture di sicurezza di ultima generazione alle vetture F1 del team. Le cinture presentano fibre ultraleggere, e anche i componenti hanno dalla loro un peso estremamente ridotto, grazie a materiali come titanio ed erga. La fibra di altissima qualità incrementa la performance, rendendo le cinture estremamente leggere (45% di peso in meno rispetto alla fibra di carbonio) e più resistenti (incremento del 50% del rapporto resistenza/peso).

Come fornitore ufficiale, OMP Racing fornirà al team anche le borse per i kit di abbigliamento e tutte le valigie in dotazione al team. Il marchio OMP avrà uno spazio evidente sull’abbigliamento dei piloti, sulle cinture e sui sedili.

L’AZIENDA

OMP Racing è un’azienda italiana, fondata nel 1973 a Genova ed oggi con sede a Ronco Scrivia, leader mondiale nel campo della progettazione e realizzazione di componenti di sicurezza per competizioni automobilistiche (tute ed abbigliamento ignifugo, sedili, cinture di sicurezza, caschi, etc.). Dal 2008 il controllo della società è passato al Gruppo SAYE.

Oggi i prodotti OMP sono ormai presenti in tutti i campionati mondiali racing, tra cui Formula 1, Campionato Mondiale Rally – WRC, Campionato Mondiale Turismo – WTCC, Campionato Mondiale Endurance – WEC, Campionato Mondiale Rally Cross – RX, Formula E, Formula Indy, Nascar ed OMP è una delle pochissime aziende al mondo in grado di proporre una gamma completa di articoli dedicati alle auto da corsa e alla sicurezza del pilota, con oltre 2.000 prodotti in catalogo, la maggior parte omologati dalla Federazione Internazionale dell’Automobilismo – FIA, di cui OMP è fornitore ufficiale esclusivo.

Tra le partnership di OMP anche quella con Mercedes AMG Petronas Motorsport F1, con la quale OMP ha festeggiato la vittoria nell’ultimo Mondiale di Formula 1 Costruttori.

Euro Ncap: il 2020 in cifre

Ottimi risultati nonostante i protocolli più severi

11 modelli analizzati (erano 55 nel 2019)

9 hanno conquistato 5 stelle

 L’emergenza sanitaria per il Covid-19 ha determinato la sospensione, fino a giugno scorso, delle attività dei laboratori di prova. I test Euro NCAP sono ripresi nella seconda metà dell’anno, con i nuovi e più severi protocolli 2020.

Se, da una parte, la pandemia ha determinato una significativa diminuzione delle vendite di autovetture nuove, dall’altra le Case costruttrici hanno rinviato il lancio dei modelli già annunciati.

Questo scenario di ‘stagnazione del mercato’ è coinciso con l’introduzione dei nuovi test Euro NCAP 2020 finalizzati ad aumentare la protezione degli occupanti, migliorare la protezione post-incidente e promuovere le più recenti e performanti tecnologie di assistenza alla guida.

I cambiamenti delle prove hanno riguardato: l’adozione di una nuova barriera mobile per il crash test frontale; l’aumento della massa e della velocità della prova dell’urto laterale, (oggetto di esame anche l’interazione tra conducente e passeggero anteriore); nuovi e più severi scenari nella valutazione delle tecnologie di protezione degli utenti vulnerabili, (ad esempio la manovra di svolta alle intersezioni); l’analisi dei sistemi di monitoraggio dello stato psico-fisico del conducente (Attention Assistance) e delle informazioni utili nel post-incidente contenute nella Rescue Sheet. In questo caso, ai soccorritori che intervengono sul luogo di incidente è stata rilasciata l’app ‘Euro Rescue’, contiene le Rescue Sheet di tutte le autovetture vendute in Europa.

Nonostante i protocolli più severi – grazie all’adozione di tecnologie di assistenza alla guida in maggiore quantità e di migliore performance – le autovetture testate nel 2020 (soltanto 11 modelli rispetto ai 55 del 2019) hanno raggiunto ottimi risultati: nessuna ha conseguito meno di 3 stelle. Nove (l’82%), hanno ottenuto 5 stelle, e due hanno conquistato, rispettivamente, 4 e 3 stelle.

Tra gli ADAS di avanguardia dobbiamo evidenziare gli airbag centrali per la protezione degli urti tra conducente e passeggero, le tecnologie di monitoraggio dell’attenzione del conducente e gli AEB (Autonomous Emergency Breaking) di terza generazione che prevengono, soprattutto, gli incidenti tra auto, pedoni e ciclisti.

Oltre ai test di valutazione, nel 2020 Euro NCAP ha sviluppato un univoco sistema di classificazione dei sistemi di assistenza alla guida, finalizzato a spiegare stato dell’arte, funzioni e limiti degli ADAS presenti sul mercato. Analizzati anche i sistemi di assistenza alla guida dei veicoli commerciali inferiori alle 3,5 tonnellate, i furgoni che, proprio nel periodo della pandemia, hanno avuto un diffuso utilizzo.

Per ulteriori informazioni, consultare sul sito www.euroncap.com la pubblicazione “2020 The Year in Numbers”.

Dal 25 gennaio inizia la prevendita del suv elettrico Škoda Enyaq IV

Con la commercializzazione del nuovo   Enyaqiv, che partirà lunedì 25 gennaio in tutte le Concessionarie italiane, inizia per Škoda un nuovo e fondamentale capitolo della propria storia. Il primo  SUV 100% elettrico della Casa boema sarà proposto in Italia inizialmente nelle varianti 60 IV con batteria da 62 kWh e 80 IV con batteria da 82 kWh, a partire da 39.500 euro.

Molto completa la dotazione di dispositivi per sicurezza attiva e  Connettività, che il Cliente può personalizzare con nuovi pacchetti di accessori e inedite Design Selection per i materiali interni.

Il lancio in concessionaria è previsto prima dell’estate. 

Da lunedì, tutte le Concessionarie Škoda in Italia potranno gestire la prevendita di ENYAQ IV, primo  SUV della Casa boema realizzato sulla piattaforma modulare elettrica MEB del Gruppo VW. Nelle scorse settimane gli entusiasti pre-booker italiani, che hanno aderito all’iniziativa proposta da ŠKODA Italia subito dopo la presentazione ufficiale, sono stati chiamati a sottoscrivere il contratto d’acquisto, in modo da essere tra i primi a guidare il nuovo modello. 

In questa fase iniziale,  Enyaqiv è disponibile nelle varianti 60 IV a 39.500 euro e 80 IV a 45.900 euro. Un posizionamento che, in rapporto a dimensioni, autonomia e contenuti, porta il nuovo  SUV elettrico Škoda a non avere oggi competitor diretti sul mercato italiano. Inoltre, il veicolo beneficia pienamente degli incentivi statali messi in campo a sostegno della mobilità a zero emissioni. In caso di rottamazione, lo sconto sul prezzo di listino arriva infatti a 10.000 euro. Mentre in assenza di rottamazione, l’incentivo scende a 6.000 euro. A questi, possono sommarsi gli eventuali incentivi a livello regionale. 

ENYAQ 60 IV monta una batteria da 62 kWh (netti 58 kWh) e ha una potenza di 177 CV (132 kW). Il modello passa da 0 a 100 km/h in 8,7 secondi mentre l’autonomia massima dichiarata nel ciclo WLTP è pari a 414 km. ENYAQ 80 IV è dotato della batteria di maggior capacità da 82 kWh (77 kWh netti) e ha una potenza di 204 CV (150 kW). Il modello più potente scatta da 0 a 100 km/h in 8,5 secondi e raggiunge l’autonomia massima di 537 km nel ciclo WLTP. Per entrambi, la trazione è posteriore e la velocità massima è limitata elettronicamente a 160 km/h. 

La dotazione del nuovo modello riflette questa vocazione all’utilizzo quotidiano in contesti diversi e, come è tipico per ogni Škoda, mette a disposizione importanti dotazioni di sicurezza e  Connettività comprese nel prezzo. 

Tra le principali tecnologie di sicurezza attiva di serie su ENYAQ 60 IV figurano Front Assistant con frenata automatica e riconoscimento pedoni e ciclisti, Lane Assistant per il mantenimento della corsia di marcia, Collision Avoidance Assistant che aiuta nelle manovre di scarto di emergenza e Cruise Control. Non mancano ovviamente il climatizzatore bi-zona, i sensori di parcheggio posteriori e i gruppi ottici anteriori e posteriori in tecnologia full LED.

Di serie lo schermo in plancia da ben 13” , connettività smartphone sia via cavo sia wireless con protocolli Apple CarPlay e Android Auto, ricezione radio digitale DAB+, riconoscimento della segnaletica stradale e connettività remota al veicolo tramite  app con chiamata di emergenza e service pro-attivo.

Il sistema di infotainment, che può essere controllato sia con comandi gestuali sia tramite l’assistente vocale digitale “Laura”, è in grado di connettersi in bluetooth con 3 smartphone e può gestire fino a 8 dispositivi diversi connessi tramite wi-fi.

Fanno parte della dotazione standard anche i cablaggi necessari per la ricarica alla rete pubblica o per l’utilizzo domestico con Wallbox sprovvisti di cavo Mode 3. Come optional, è proposto l’Universal Charger IV, un dispositivo Simply Clever che permette tanto la ricarica domestica fino a 7,2 kW sia la ricarica in corrente tri-fase a 400 V e 11 kW, senza l’utilizzo di un Wallbox. Tanto i cablaggi standard quanto l’Universal Charger IV possono trovare posto in uno specifico alloggiamento posto sotto il pianale del vano bagagli in modo da lasciare sempre libero e pulito il vano di carico, che mette a disposizione da 585 a 1.710 litri. 

Per il nuovo  SUV 100% elettrico, Škoda propone un’ampia offerta di pacchetti che permettono al Cliente di configurare l’auto a piacimento.

Inedita è anche l’offerta delle sei diverse Design Selection che il Cliente potrà scegliere in base ai propri gusti e che influenzano materiali, colori e abbinamenti di rivestimenti, sellerie ed elementi decorativi interni.

Si parte dall’ambiente LOFT, di serie su 60 IV per arrivare all’ECO SUITE in cui sia le sellerie sia parte della plancia sono rivestiti in pelle color tabacco trattata con essenze vegetali. A bordo di   Enyaqiv, ŠKODA ha implementato l’utilizzo di materiali riciclati e di fibre naturali come la lana vergine certificata. 

Nel 2020, la Volkswagen ha triplicato le consegne di auto 100% elettriche.

La marca Volkswagen ha aumentato le consegne di auto totalmente elettriche del 197%, nel complesso l’incremento per le auto a batterie è stato del 158%.

68.800 ordini nel 2020: la ID.3 è stata, l’elettrica più venduta in Europa a dicembre 2020

 “Il 2020 è stato un punto di svolta per la mobilità elettrica – ha dichiarato Il CEO Ralf Brandstätter.”

La transizione verso la mobilità elettrica della marca Volkswagen sta prendendo velocità. “Il 2020 ha rappresentato un punto di svolta”, ha dichiarato l’Amministratore Delegato Ralf Brandstätter. L’anno scorso, le consegne globali di vetture elettriche della Marca sono state le più numerose di sempre: oltre 212.000 unità (+158% rispetto al 2019), di cui circa 134.000  auto esclusivamente elettriche (+197% rispetto al 2019). “Siamo sulla strada giusta verso il nostro obiettivo, diventare leader di mercato nelle  auto a batterie”, ha continuato Brandstätter. “Più di chiunque altro, la  Volkswagen offre una mobilità elettrica attraente e alla portata di moltissimi di Clienti”.

Nonostante le complesse condizioni di mercato, la  Volkswagen ha consegnato circa 5,328 milioni di vetture di tutte le alimentazioni nel mondo. Si tratta di un calo circa del 15% rispetto all’anno precedente. A dicembre, la Marca tedesca, con un’accelerazione di fine anno, ha ottenuto un risultato mensile appena inferiore a quello ottimo dell’anno precedente, con un -2%. “. Nonostante tutte le restrizioni dovute alla pandemia, siamo stati in grado di mantenere la nostra quota di mercato globale e, anzi, persino di aumentarla in alcune regioni”, ha dichiarato il Membro del Consiglio di Amministrazione Responsabile per le  vendite della Marca Klaus Zellmer. “Ciò dimostra che abbiamo prodotti interessanti, che convincono i nostri Clienti, oltre a una rete di vendita molto motivata”.

La marca  Volkswagen ha lanciato nove modelli 100% elettrici e ibridi plug-in nel 2020. In Europa, questo ha portato la quota di  auto elettriche e ibride fino al 12,4% delle consegne totali, rispetto al 2,3% del 2019. Il modello più popolare è stato la ID.3, con 56.500 unità vendute, nonostante il suo debutto sul mercato sia avvenuto solo a settembre. Seconda è stata la e-Golf, con circa 41.300 unità, e terza la Passat GTE, con circa 24.000 vetture. Nel 2020, gli ordini della ID.3 sono stati circa 68.800. “Con la ID.3 abbiamo davvero centrato il bersaglio”, ha dichiarato Zellmer. “Nonostante sia stata lanciata solo nella seconda metà dell’anno, ha raggiunto da subito il vertice delle classifiche di vendita in molti Paesi”.

Ultimi Crash test Euro NCAP

5 Stelle per Audi, Isuzu, Kia, Land Rover e SEAT

La terza sessione di test, con il nuovo protocollo Euro NCAP 2020, ha valutato sette modelli assegnando 5 stelle a: Audi A3, Isuzu D-MAX, Kia Sorento, Land Rover Defender e Seat Leon. 4 stelle per Honda e, 3 alla Hyundai i10.

L’Audi A3, con motorizzazioni tradizionali, benzina e gasolio, ha ottenuto 5 stelle. Buone performance in tutte le prove. Ricca la dotazione di serie dei sistemi di assistenza alla guida, compreso quello di monitoraggio del conducente. Le poche criticità riscontrate sono la marginale protezione del collo e del bacino del bambino, del torace e della tibia del conducente in caso di urto frontale.

Quattro le stelle per la “piccola” elettrica Honda e, nonostante i massimi punteggi nei test di urto laterali contro barriera e palo, le valutazioni sono state penalizzate per la debole protezione del femore del conducente nell’urto frontale con barriera deformabile. Eccessiva, poi, l’escursione del conducente verso il lato del passeggero, in caso di scontro laterale, con elevata probabilità di urto tra le teste dei passeggeri. Buona la dotazione di serie dei sistemi di assistenza alla guida.

La Hyundai i10, con alimentazione a benzina, si è fermata a 3 stelle, penalizzata dal basso peso del veicolo che rientra nella classe city car o supermini. Scarsa la protezione del bacino del conducente nelle prove di urto frontale, a causa della non buona ritenuta delle cinture di sicurezza. Deboli la protezione della testa e del torace del conducente in caso di urto frontale e del torace del bambino sul sedile posteriore in caso di urto laterale. Buona la dotazione dei sistemi di assistenza alla guida. Presente un sistema e-call di seconda generazione.

Il combinato Isuzu D-MAX è stato valutato dall’Australasian NCAP (ANCAP) all’inizio di quest’anno, alcuni test sono stati ripetuti da Euro NCAP per garantire che la valutazione 5 stelle fosse valida anche per il mercato europeo. Buona la protezione degli occupanti a bordo, alcune criticità nella prova di urto frontale con marginale protezione del torace del conducente e del passeggero posteriore. Massimo punteggio nella protezione dei bambini in caso di urto laterale. Piccole defaillance dal sistema di frenatura automatico in alcuni test degli utenti vulnerabili. Buone dotazioni e prestazioni dei sistemi di assistenza alla guida.

L’ibrida a benzina Kia Sorento ha ottenuto il massimo punteggio di questa serie di test, nella categoria sicurezza attiva. Ottima la protezione dei bambini nello scontro laterale contro barriera. Completa e molto performante la dotazione di serie dei sistemi di assistenza alla guida che comprende anche il monitoraggio dello stato del conducente. Alcune criticità nelle prove di scontro frontale per la debole protezione di torace e femore del conducente, marginale quella del collo del bambino sul sedile posteriore.

Anche Land Rover Defender, sia in versione a benzina che gasolio, ha raggiunto le 5 stelle. Punteggio massimo nella prova di scontro laterale contro il palo e in quelle della protezione dei bambini. Il veicolo è stato leggermente penalizzato a causa dell’elevata massa e della conformazione massiccia della parte anteriore. Completa la dotazione di serie degli ADAS.

La Seat Leon, nelle diverse alimentazioni benzina, gasolio e ibrida, modello e-hybrid, è stata la regina di questa serie di test Euro NCAP con valutazione complessiva di 5 stelle e punteggi più elevati per la sicurezza passiva di adulti e bambini e la protezione degli utenti vulnerabili. In particolare ha ottenuto il massimo punteggio per la protezione dei bambini a bordo nello scontro laterale. Unica criticità la marginale protezione del torace del conducente nello scontro frontale contro barriera.

“Questa serie di test mettono in evidenza che la disomogeneità del parco veicolare (in termini di masse e dimensioni), penalizza i veicoli piccoli e di minor peso – ha dichiarato Angelo Sticchi Damiani, presidente dell’Automobile Club d’Italia – ma i sistemi di assistenza alla guida possono aiutare a compensare questi handicap, si tratta di un’ulteriore sfida per i costruttori di auto”.

Anche in questa sessione di test sono state valutate tre nuove versioni di modelli già “testati” da Euro NCAP.

La Peugeot e-208, variante completamente elettrica della Peugeot 208, e la Renault Captur E-Tech, variante ibrida della Captur, entrambe testate nel 2019, confermano le 5 stelle ottenute con il protocollo Euro NCAP 2019.

La Peugeot 3008 Hybrid, variante ibrida della Peugeot 3008 testata nel 2016, conferma invece le 5 stelle ottenute, però, con protocollo Euro NCAP 2016.

Le Auto più “Verdi” secondo “Green Ncap”

Sono 24 le vetture oggetto della quarta serie di test Green NCAP: 10 con motore a benzina (8 convenzionali e 2 ibride), 10 diesel, 2 alimentate a gas metano (CNG) e 2 completamente elettriche (BEV).

ELETTRICHE

Le due auto elettriche (Renault Zoe e Hyundai Kona), risultano le migliori in assoluto. Entrambe ottengono il massimo punteggio (5 stelle), e l’eccellenza nei 3 giudizi tecnici. Bassi e simili i consumi energetici (circa 24 kWh per 100 km percorsi), ma mentre la Zoe consente una reale autonomia di 231 km, la Kona si ferma a 200.

IBRIDE

Le due vetture ibride a benzina, Toyota CH-R (3,5 stelle) e Honda CR-V (2,5), hanno dimostrato che la tecnologia ibrida può ridurre, significativamente, i gas serra. La Toyota si è distinta per una maggiore efficienza. Entrambi i modelli non sono dotati di filtro antiparticolato, pertanto, durante il regime di marcia con alimentazione convenzionale a benzina, i risultati risultano penalizzati.

DIESEL

I veicoli ad alimentazione diesel, (euro 6d), dotati di sistemi di post-trattamento avanzati, hanno evidenziato minori emissioni inquinanti rispetto a quelli a benzina e metano. Le due Mercedes-Benz C 220d e V 250d ottengono il punteggio migliore – dopo i veicoli elettrici – nel Clean Air Index. Il risultato dimostra che un buon design e un post-trattamento efficace, possono rendere i motori diesel rispettosi dell’ambiente.

I due SUV diesel, Dacia Duster (2,5 stelle), e Jeep Renegade (2), falliscono, invece, la prova del Greenhouse Gas, mostrando elevate emissioni di CO2.

Tra i modelli ‘business class’, la Mercedes-Benz C 220d ottiene 3 stelle per il miglior controllo delle emissioni, mentre BMW 320d e Volkswagen Passat si fermano a 2,5 stelle. In particolare, la Passat è risultata penalizzata a causa dei frequenti cicli di rigenerazione dei filtri antiparticolato, con conseguenti elevate emissioni nocive.

BENZINA

Tre stelle per le supermini a benzina (Volkswagen Polo, Peugeot 208 e Renault Clio). La Polo registra il miglior controllo delle emissioni, mentre la Clio la migliore efficienza energetica.

Non buoni, invece, i risultati della Suzuki Vitara (2,5 stelle), penalizzata dalle emissioni nocive. La Casa giapponese, però, ha già immesso sul mercato un motore aggiornato con tecnologia mild-hybrid.

METANO

Le due autovetture a metano, Audi A4 g-tron (2 stelle) e SEAT Ibiza (3 stelle), sono risultate penalizzate dalle modeste prestazioni dei filtri antiparticolato.

Nella categoria dei Van furgonati, penalizzati nei giudizi dalla massa, dall’aerodinamica e dai consumi elevati, l’Opel Zafira Life, la Mercedes Classe V e la Volkswagen T6 ottengono tutti 1,5 stelle.

I test hanno anche dimostrato anche l’importanza del peso del veicolo e dell’aerodinamica. L’indice medio di efficienza energetica delle “piccole” (supermini e city car), è risultato buono: 6,4, molto inferiore quella dei più “pesanti” Van furgonati: 1,2 e 1,3.

Si chiama Luca l’Automobile costruita dai rifiuti.

TU / ecomotive è un team di studenti dell’Università di Tecnologia di Eindhoven. Con Luca, la sesta vettura della famiglia TU / ecomotive, vogliamo affrontare il problema dei rifiuti nel mondo che continua a crescere. Vogliamo dimostrare che i rifiuti possono essere una risorsa preziosa anche trasformandoli in un’auto! Così si presenta il team di studenti guidato da Lisa van Etten Responsabile del progetto Luca.

“Abbraccia i rifiuti! Questo è il concept attorno al quale è stato creato Luca. Con questo progetto vogliamo affrontare il problema dei rifiuti nel mondo: ogni anno generiamo 2.100.000.000 di tonnellate di rifiuti, di cui il 70% finisce in discarica. Utilizzando materiali riciclati nell’auto, vogliamo stimolare il processo di riciclaggio di tutti i materiali e aumentare la percentuale di materiali che sono riciclati. Tuttavia, questo da solo non risolverà il problema poiché ci sono già tonnellate di rifiuti sia nell’oceano sia nelle discariche. Quindi, utilizzando materiali provenienti da queste fonti, vogliamo dimostrare che anche questi rifiuti possono essere una risorsa preziosa”.

 Il telaio  della vettura – dichiarano gli studenti –  sarà costituito da un pannello sandwich unico. Mentre l’anno scorso è stato utilizzato del nuovo PLA per realizzare la struttura a nido d’ape all’interno del pannello, quest’anno utilizzeremo PET riciclato al 100%. Le “pelli” di questo pannello saranno realizzate con fibre di lino impregnate di polipropilene, che è riciclato dalla plastica proveniente direttamente dall’oceano. Anche la carrozzeria dell’auto sarà realizzata con un materiale speciale. Questo sarà un mix di polipropilene riciclato e “UBQ”. UBQ è una start-up israeliana che produce plastica dai rifiuti domestici, che di solito finiscono in discarica.

Oltre al processo di produzione, vogliamo concentrarci anche sugli altri cicli di vita dell’auto. Luca avrà due motori sulle ruote completamente elettrici nelle ruote posteriori. Utilizzando questo tipo di motore evitiamo perdite nella trasmissione e possiamo raggiungere un’efficienza dalla batteria alla ruota fino al 92%. Per fare un confronto, un’auto a benzina “normale” ha un’efficienza da serbatoio a ruota di circa il 16% e un’auto elettrica “normale” un’efficienza da batteria a ruota di circa il 70%. Questi due motori saranno alimentati da sei batterie modulari che possono essere facilmente sostituite con batterie piene o addirittura nuove quando è disponibile una tecnologia migliore.

Il ciclo di vita finale sarà il riciclaggio dell’auto. Poiché l’auto è realizzata con materiali già riciclati, sarà anche possibile riciclare nuovamente questi materiali. Per migliorare l’efficacia di questo processo, ci assicureremo che i materiali possano essere facilmente separati in modo da poter avere materiali della forma più pura senza inquinamento.

Indagine Autoscout24 il futuro della mobilità passa dal digitale

Nel 2030 il 10% delle transazioni in Italia avverrà su questo canale, oltre la media europea (8%)

L’attuale momento storico ha reso evidenti più che mai l’importanza del digitale e le grandi potenzialità dell’e-commerce. In Italia 1 persona su 2 utilizza più metodi di pagamento per gli acquisti online e il nostro Paese si posiziona ai primi posti nella classifica degli utenti che nel 2019 hanno fatto almeno un acquisto di 1.000 € in modalità digitale, con un 22% che si dichiara ben disposto per gli acquisti futuri a spendere online tra 1.000 € e 5.000 €, e oltre un 7% che potrebbe andare oltre e superare la cifra dei 5.000 €. Un segnale evidente e un trend che sta coinvolgendo in modo disruptive sempre più settori. Ma cosa accade sul fronte automotive? Secondo la ricerca condotta a livello europeo sull’Online Transaction da AutoScout24, le previsioni di vendita di auto online in Italia, che nel 2018 hanno rappresentato solo l’1% del mercato totale, potrebbero superare nei prossimi 10 anni il 10% delle vendite totali, raggiungendo nel 2030 oltre 500.000 veicoli venduti. Il dato previsionale supera anche la media in Europa, pronta oggi al cambiamento con il 57% favorevole all’acquisto dell’auto interamente online, preparando il campo ad uno scenario che nel 2030 si attesterà sull’8% (era il 2% nel 2018). L’Italia supera anche Paesi come Belgio, (0,9% nel 2018 e 6,9% nel 2030), Germania (1,8% nel 2018 e 6,5% nel 2030), Austria (1,8% nel 2018 e 5,6% nel 2030) e Olanda (1,7% nel 2018 e 5,4%). Unica eccezione la Francia, che già nel 2018 ha una quota più alta di auto vendute (3,9%), con una previsione che supererà il 13% nel 2030.

“Il mondo automotive si affaccia in modo deciso al trend dell’online transaction, pur se con ritardo rispetto ad altri settori: ci si aspetta che in Europa tra 10 anni oltre l’8% delle transazioni avverrà online, con l’Italia in grado di superare il 10% – ha dichiarato Gioia Manetti, Vice President International e CEO Southern Europe di AutoScout24 – Stiamo vivendo un momento di cambiamento senza precedenti nella storia recente. Tutti i Paesi si muovono in questa direzione, seppur con tassi di crescita differenti, ed in questo senso l’emergenza Covid-19 è stato un importante acceleratore del processo di digitalizzazione degli attori della filiera.I consumatori sono ormai pronti ormai a trasferire le abitudini di acquisto online anche all’auto, lo dimostra la percentuale di consumatori che si dichiarano propensi a spendere più di 5K euro per un singolo acquisto online, lo dimostrano gli strumenti di pagamento sempre più evoluti utilizzati in Europa. Lo dimostra il fatto che si sono vendute auto online pur in lockdown, ‘creando’ o ‘adattando’ i processi esistenti. È ovvio che per il futuro di questo canale sarà determinante la velocità ed efficacia con cui i player sapranno evolvere piattaforme e processi ad un acquisto online.” 

Se l’impossibilità di vedere l’auto, la valutazione dell’usato e la relazione con il venditore rappresentano le principali barriere per un possibile acquisto online, il prezzo più conveniente, le condizioni dell’auto verificate e la comparabilità delle offerte sono il motore per spingere all’acquisto su questo canale. La ricerca di AutoScout24, che ha esplorato il livello di fiducia degli europei nel rapporto auto ed e-commerce, mostra che gli italiani sono i più ottimisti in Europa: oltre il 38% dei consumatori è convinto della possibilità di acquistare un’auto interamente online. Una fotografia in linea anche con i dati interni di AutoScout24, che attestano come quasi un italiano su quattro ha cambiato positivamente il proprio atteggiamento nei confronti degli acquisti online di auto, e come per oltre la metà (53%) questo canale sia una buona alternativa a quello tradizionale. Il futuro delle abitudini di acquisto digitali è la naturale prosecuzione di un contesto attuale da cui emergono nuovi trend che stanno cambiando radicalmente la distribuzione auto e le preferenze dei cittadini in fatto di mobilità, che oggi può essere condivisa o privatissima, macro o micro, sempre più connessa e più green, con una trasformazione della customer experience che necessita ormai di una strategia omnichannel.

“I marketplace auto rappresentano, oggi come non mai, un ponte digitale imprescindibile, che unisce reale e virtuale, favorendo il contatto tra cliente e venditore e rendendolo più facile, diretto e immediato – prosegue Gioia Manetti – Essi diventano sempre più punto di riferimento nella scelta e nell’acquisto dell’auto e si stanno evolvendo rapidamente integrando quanto serve per poter vendere auto online, dal pagamento allo scambio di contratti vincolanti, dall’appuntamento in concessionaria alle soluzioni di finanziamento etc.Player che già offrono soluzioni di acquisto online, più o meno completo, come AutoScout24 in Europa, hanno assistito ad un’accelerazione nell’adozione di tali soluzioni, con soddisfazione crescente di tutti gli attori coinvolti, e sono a disposizione di coloro i quali vogliano beneficiare in modo rapido ed efficace della crescita del commercio online di auto. Nel nostro caso siamo orgogliosi di potere affermare di esserci mossi già alcuni mesi prima della crisi, in linea con il nostro obiettivo che ci vede da sempre impegnati non solo nell’intercettare i bisogni di consumatori e dealer, ma nell’anticiparli.

Il mercato automotive, dunque, se fino ad oggi era ancora ad una fase iniziale, coperto principalmente dalle case auto, adesso potrebbe avere un’accelerazione con nuove sfide, ma anche opportunità per alcune aziende di riadattare strategicamente il modello di business alle nuove esigenze dei consumatori, soprattutto in ottica di e-commerce. E’ quanto ha già fatto AutoScout24 con l’avvio di un percorso in Germania e in Olanda che abiliterà alla vendita online i dealer di tutta Europa, senza mai sostituirsi a queste figure, ma fornendo un valido strumento aggiuntivo, in linea con la crescita digitale dei processi e dei comportamenti, vero motore del cambiamento.

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