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Gino Bruni

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Tecnologia per l’Auto

Crash test EURO NCAP ottobre 2020

Dopo Maggiolino e Golf ecco l’ID.3, modello che inaugura la terza generazione di auto della Volkswagen. Completamente elettrico, è la prima autovettura della famiglia ID – acronimo di “Design Intelligente e tecnologie visionarie”.

ID.3 supera i test previsti dal nuovo protocollo Euro NCAP 2020 con buoni risultati – 5 stelle – in tutte le aree di valutazione. Struttura robusta, tecnologia innovativa dei sistemi di ritenuta e sensoristica sofisticata, che assiste il conducente alla guida, garantiscono un’eccellente protezione degli occupanti dell’auto e degli altri utenti della strada.

Nel campo della sicurezza attiva si segnalano l’AEB di serie, il sistema “Multi-Collision-Brake”, che previene ulteriori urti dopo la prima collisione, e l’e-Call.

Le uniche criticità riscontrate riguardano la protezione marginale del torace del conducente negli impatti frontale/laterale contro il palo e alcuni scenari relativi alla protezione dei pedoni.

“Il nuovo modello della Casa tedesca rappresenta – con la realizzazione di veicoli sempre più rispettosi dell’ambiente – un percorso da seguire per i costruttori di auto, ha dichiarato Angelo Sticchi Damiani, presidente dell’Automobile Club d’Italia.

ACI ed Euro NCAP vigileranno, però, affinché la sostenibilità ambientale e la salvaguardia del pianeta non vadano a scapito della sicurezza delle persone che si spostano. Siamo lieti che la Volkswagen abbia centrato questo obiettivo perché, in questo campo, non ci possono essere compromessi”.

Sempre in questa sessione di test è stata valutata la nuova versione ibrida plug-in della Toyota RAV4, estendendo anche a questo modello la valutazione 5 stelle ottenuta con il protocollo 2019.

Suzuki rispetta l’ambiente.

Suzuki sviluppa tecnologie avanzate per salvaguardare l’ambiente, come la gamma auto Suzuki 100% Hybrid, che fa registrare emissioni di CO2 record, sensibilmente inferiori alla media del mercato italiano, e come il sistema Suzuki Micro Plastic Collector, presentato al recente salone internazionale della nautica di Genova, un innovativo sistema di filtraggio dell’acqua che permette ai fuoribordo Suzuki di raccogliere le micro plastiche presenti in dispersione.


Suzuki moltiplica i suoi sforzi a favore dell’ambiente e si distingue nel panorama industriale per sensibilità alla questione ecologica. A certificarlo sono i recenti dati diffusi dall’Unione Nazionale Rappresentanti Autoveicoli Esteri. Le statistiche UNRAE evidenziano come la gamma 100% ibrida delle auto della Casa di Hamamatsu abbia emissioni medie di CO2 molto inferiori rispetto a quelle del mercato italiano nel suo complesso.

L’attenzione all’ambiente, da parte di Suzuki, si allarga all’introduzione della tecnologia Suzuki Micro Plastic Collector, un rivoluzionario dispositivo che consente ai motori fuoribordo Suzuki, durante il funzionamento, di raccogliere le micro plastiche presenti nell’acqua.

Questi risultati riflettono la filosofia senza compromessi di Suzuki in materia ambientale, dichiarata anche a livello corporate:

“Per tramandare alle generazioni future lo stupendo pianeta in cui viviamo e assicurare il benessere della società, dobbiamo prendere atto che le azioni di ciascuno di noi ha un impatto rilevante sulla Terra, pertanto Suzuki farà ogni sforzo per preservare l’ambiente globale”.

Suzuki, tradizione e innovazione dal 1909

Suzuki Motor Corporation è un costruttore di automobili, motocicli e motori fuoribordo.

Nel settore automobilistico Suzuki è all’8° posto nella classifica mondiale delle vendite (fonte JATO), con tre milioni di vetture prodotte all’anno, ed è leader sul mercato giapponese nei segmenti Keicar e Passenger car.

Suzuki nasce nel 1909 da un’idea imprenditoriale di Michio Suzuki, che, nella cittadina di Hamamatsu, in Giappone, costruisce uno stabilimento per la produzione di telai tessili.

Nel 1920, il laboratorio Suzuki Loom Works diventa Suzuki Loom Manufacturing Co. e nel 1952 viene introdotta la prima bicicletta motorizzata, la Power Free.

Nel 1954 Suzuki diventa Suzuki Motor Corporation Ltd. e nel 1955 nasce Suzulight, la prima automobile, seguita nel 1965 dal primo motore fuoribordo, il D55, nel 1970 da Jimny LJ10, il primo 4×4 e, nello stesso anno, dal mini MPV Carry L40V, 100% elettrico.

Da allora in avanti, l’attività industriale nei differenti settori ha proseguito il suo incessante cammino di crescita puntando su tecnologia, affidabilità, design e innovazione.

Aci e Csi presentano le nuove valutazioni Euro Ncap

Euro NCAP ha presentato, i nuovi protocolli di verifica delle tecnologie per la guida assistita e pubblicato i risultati dei test condotti su 10 autovetture dotate di sistemi di ausilio di livello 2, concentrandosi sulle funzionalità cosiddette “Highway Assist”.

La prima campagna di prove Euro NCAP del 2018 era focalizzata sulla verifica dei sistemi di Cruise Control Adattativo, combinati al controllo della posizione in corsia (Lane Centering) e valutati in tipici scenari di guida.

Oggi, a due anni di distanza, a fronte di uno scenario tecnologico evolutosi rapidamente, anche i rating Euro NCAP si sono adeguati, elaborando nuovi protocolli di prova e criteri di classificazione ad hoc.

I test 2020 hanno analizzato 10 modelli di autovetture dotate di tecnologia Highway Assist, basandosi – da una parte – sull’equilibrio fra l’assistenza fornita dal veicolo e l’impegno del conducente e – dall’altra – sul supporto alla sicurezza.

Quali sono stati i risultati in termini di tecnologia e affidabilità? In crescita decisa rispetto al 2018 e con miglioramenti notevoli sui sistemi di guida assistita, ma con, ancora, alcune criticità in termini di integrazione, in particolare per quanto riguarda il dialogo veicolo-conducente ed i sistemi di monitoraggio dello stesso.

“L’attività di verifica dei sistemi di guida automatizzata condotta dai membri di Euro NCAP, tra i quali ACI, ed il laboratorio di riferimento CSI, si inserisce in un contesto normativo internazionale non ancora definito in termini di omologazione e verifica della sicurezza dei sistemi di guida assistita” – ha commentato Angelo Sticchi Damiani, Presidente dell’Automobile Club d’Italia. “Il nostro principale obiettivo è quello di informare gli automobilisti sul reale stato dell’arte dei sistemi di guida assistita oggi disponibili – ha concluso il presidente dell’ACI. Il conducente è ancora indispensabile, deve essere sempre vigile e pronto ad intervenire, mentre i sistemi di assistenza devono collaborare e non contrastare la guida del veicolo”.

“I sistemi di monitoraggio diretto del conducente, ad oggi assenti su tutte le vetture provate, saranno cruciali per i sistemi di assistenza alla guida con prestazioni più elevate” ha commentato Henry Gutman – Automotive Business Development/Director Europe di CSI. “Finché non si arriverà ad una effettiva vettura a guida autonoma, dunque senza la necessità di un conducente, tutte le tecnologie sviluppate vanno infatti considerate come di supporto alla guida. L’aumento del livello di assistenza non deve generare nel conducente un falso senso di autonomia della vettura. È per questo motivo che, ai fini della sicurezza stradale, per il sistema diventa sempre più importante garantire che il conducente rimanga impegnato nell’attività di guida”.

I sistemi futuri dovranno essere dotati di sensori di monitoraggio del conducente in grado di “percepire” il livello di attenzione alla guida. Quando viene rilevato un conducente poco attento, il sistema dovrebbe emettere un avviso. In caso non ci sia risposta da parte dello stesso, il sistema dovrà essere in grado di reagire per garantire l’incolumità degli occupanti e degli altri utenti della strada.

I test condotti e i risultati di prova

Per ogni area di valutazione sono stati eseguiti test specifici.

Per la valutazione dell’assistenza del veicolo si sono verificate le prestazioni dei sistemi di controllo longitudinale e laterale. Per i primi si è valutato il comportamento in scenari tipici extraurbani (veicoli in movimento lento, veicoli in frenata, veicoli fermi, cambi di corsia improvvisi) e il mantenimento della velocità su strada, per i secondi il controllo in cambi di direzione (S-bend).

Per l’impegno del conducente si è valutata l’interazione tra il guidatore e la vettura, inoltre si è valutata la potenzialità che l’assistenza del veicolo venga fraintesa a causa di comunicazioni fuorvianti.

Per quanto riguarda invece il supporto di sicurezza si è valutato come i sistemi di emergenza, come ad esempio AEB e LKA, interagiscono coi sistemi di assistenza in quelle situazioni nelle quali i sistemi di assistenza non sono sufficienti a garantire la gestione in sicurezza della condotta del veicolo.

Delle 10 vetture analizzate (Mercedes Benz GLE, BMW 3-series, Audi Q8, Ford Kuga, VW Passat, Tesla Model 3, Nissan Juke, Volvo V60, Renault Clio, Peugeot 2008) e su una classificazione a 4 livelli (very good, good, moderate e entry) tre vetture hanno ottenuto “very good” – il punteggio migliore – una “good”, quattro “moderate” e due “entry”.

Tutti i risultati di prova delle 10 vetture e la campagna guida assistita 2020 sono disponibili al seguente link: https://www.euroncap.com/it

Pronta per la stagione 2021 la nuova Opel Corsa Rally4.

Con la nuova Corsa Rally4, Opel apre un nuovo capitolo nella sua gloriosa storia nel motorsport. La nuova vettura  è stata progettata per i clienti che gareggeranno nei rally nazionali e internazionali.

L’Opel Corsa Rally4 segue l’AdamR2, con la quale Opel ha vinto quattro campionati rally europei junior consecutivi tra il 2015 e il 2018. Inoltre, dalla sua omologazione nella stagione 2014, l’Opel AdamR2 ha conquistato più di 220 vittorie di classe, 530 podi e 32 titoli nei campionati nazionali.

Opel Corsa Rally4 è stata sviluppata secondo i regolamenti Rally4, che sostituiscono la classe R2. Invece del motore quattro cilindri aspirato ottimizzato per gli alti regimi dall’AdamR2, l’Opel Corsa Rally4 ha un motore benzina molto efficiente da 1,2 litri, tre cilindri, turbocompresso. Basato sul propulsore di serie, il motore da rally con l’ECU Magneti Marelli produce un’impressionante potenza massima di 208 cv e una coppia massima di 290 Nm. La potenza è trasmessa dal motore alle ruote anteriori tramite un differenziale a slittamento limitato regolabile a tre vie e un cambio sequenziale a cinque rapporti. La sospensione da rally con molle Eibach e ammortizzatori Öhlins è completamente regolabile.

Dopo mesi di test, Opel Motorsport e PSA Motorsport hanno effettuato nelle ultime settimane ulteriori test con la Corsa Rally4 nel sud della Francia. Nell’arco di cinque giorni, le squadre di Opel e PSA Motorsport hanno nuovamente percorso più di 1.000 chilometri su strade sterrate e asfaltate in condizioni mutevoli. I collaudatori Yoann Bonato e Marijan Griebel sono rimasti molto colpiti.

Il test driver di Opel Motorsport, Marijan Griebel, ha dichiarato: “L’ Opel Corsa Rally4 è molto facile da guidare e reagisce bene ai cambiamenti di configurazione. Ho avuto subito fiducia nella vettura. Grazie al passo più lungo, l’ Opel Corsa è più stabile nelle curve veloci rispetto all’Adam R2 e tuttavia molto agile. Il motore turbo è fantastico e si sente molto la potenza, soprattutto in salita. Grazie alla maggiore coppia e alla più ampia gamma di giri disponibili, il pilota deve effettuare meno cambi marcia rispetto a una versione comparabile ma non turbo. Anche la trazione è molto buona. Complessivamente, l’ Opel Corsa Rally4 è una vettura da rally capace e veloce. I test drive sono stati molto produttivi e mi sono divertito molto.”.

L’omologazione dell’ Opel Corsa Rally4 è prevista per il 1º dicembre 2020. La produzione delle auto per i clienti inizierà subito dopo, quindi si apriranno gli ordini. “I nostri clienti possono aspettarsi un’auto da rally veloce e affidabile, proprio come l’Adam R2”, afferma il direttore di Opel Motorsport Jörg Schrott. “Anche Opel Corsa Rally4 è stata sviluppata con i costi di gestione più bassi possibili. Ciò consente ai clienti di risparmiare budget e garantisce anche un ottimo rapporto prezzo-prestazioni.”.

Vanno sempre più a ruba le auto a noleggio: quasi cinque al giorno.

Quasi cinque al giorno i furti di  auto a noleggio a  breve termine: 1.800 in un anno.

“Non conosce crisi l’industria criminale dei furti di  auto in noleggio a breve termine. Nell’ultimo anno sono state 1.800 le vetture e i furgoni sottratti, quasi cinque ogni giorno, in crescita dell’11% rispetto all’anno precedente. Un trend preoccupante, in decisa controtendenza rispetto al graduale calo del fenomeno dei furti d’auto nel nostro Paese e che produce un danno per gli operatori pari a 12,5 milioni di euro. Il 90% degli episodi si concentra in cinque Regioni: Campania, Puglia, Sicilia, Lazio e Lombardia. Continua a produrre risultati positivi la controffensiva messa in campo dalle società di noleggio che, grazie alla dotazione di dispositivi hi-tech, riescono oggi a recuperare quasi la metà dei veicoli rubati”.

Sono questi i principali dati e trend che emergono dall’analisi annuale elaborata da ANIASA, l’Associazione che all’interno di Confindustria rappresenta il settore dei servizi di mobilità, sul trend dei furti; una piaga che continua a colpire pesantemente le società di rent-a-car, generando gravi danni ai bilanci e all’operatività delle società di autonoleggio.

I dati evidenziano un trend in decisa controtendenza rispetto a quanto si registra a livello nazionale, con le organizzazioni criminali che negli anni hanno ridotto i volumi delle  auto sottratte per focalizzarsi su quelle più redditizie e appetibili per il mercato nero dei ricambi e per l’esportazione nei Paesi dell’Est Europa.

Tra le vetture monitorate con particolare attenzione, un ruolo di primo piano è riservato a quelle a  noleggio, sempre nuove e non sempre custodite dalla clientela in modo adeguato.

Le buone notizie vengono oggi dai tassi di recupero che, anche qui contrariamente a quanto avviene sul mercato nazionale (dove solo il 36% delle vetture viene ritrovato), continuano a crescere e lo scorso anno hanno raggiunto la soglia record del 50%. Merito degli investimenti delle società di  noleggio a breve termine che negli ultimi anni hanno dotato la propria flotta di efficaci dispositivi telematici in grado di supportare le Forze dell’Ordine nel rilevamento della posizione del veicolo e di guidarle al recupero.

“I nostri ultimi dati confermano e se possibile consolidano”, evidenzia Giuseppe Benincasa – Direttore Generale di  Aniasa, il negativo primato europeo e mondiale del nostro Paese nella graduatoria delle nazioni più colpite dalla piaga dei furti d’auto. La crisi economica degli ultimi anni ha spinto le organizzazioni criminali a puntare con crescente interesse verso questo redditizio business e, in particolare, verso la crescente flotta delle  auto a  noleggio a breve termine. Numeri significativi, cui si aggiungono quelli del  noleggio a lungo termine e del car sharing e che portano a un totale di oltre 6.000 unità le vetture rubate ogni anno alle società di mobilità pay-per-use (lungo termine, breve termine e car sharing).

Un fenomeno che in una fase di crisi acuta dell’industria turistica e di recessione economica mette a rischio la sopravvivenza di alcuni operatori meno strutturati”.

Il Terrain Mode Selector debutta sulla Nuova Hyundai Santa Fe.

Hyundai ha svelato maggiori informazioni sul nuovo Terrain Mode Selector, disponibile per la prima volta sulla  Nuova  Santa fe.

Nuova  Santa fe è infatti il primo suv Hyundai in Europa a essere equipaggiato con questa tecnologia di controllo integrato, che permette di ottimizzare le prestazioni di guida su diverse e impegnative superfici, semplicemente ruotando una manopola. Arricchendo la tecnologia di controllo della trazione integrale HTRAC di Hyundai, il nuovo selettore Terrain Mode offre un’esperienza di guida più piacevole anche sui terreni più impervi, tra cui sabbia, neve e fango. HTRAC – una combinazione tra le parole “Hyundai” e “Traction” – distribuisce autonomamente la trazione delle ruote anteriori e posteriori in base alle modalità Drive e Terrain selezionate, e alle condizioni di guida.

 

“In Hyundai, siamo costantemente alla ricerca di modi per migliorare la qualità dei nostri veicoli e fornire ai nostri clienti un prodotto di livello sempre superiore. Con nuove funzionalità come il Terrain Mode Selector,  Santa fe è competitiva in termini di tecnologia e comfort, rimanendo allo stesso tempo fedele alla sua anima di suv robusto e affidabile su tutte le varietà di terreno” – ha dichiarato Andreas Christoph HofmannVice President Marketing and Product di Hyundai Motor Europe.

 

Nuova  Santa fe è equipaggiata con una manopola rotante al centro della console, che consente al guidatore di scegliere tra quattro modalità Drive e tre modalità Terrain. Per il passaggio tra modalità Drive e Terrain basta semplicemente premere un bottone posto al centro della manopola, potendo così visualizzare la modalità selezionata sia sul cluster digitale che sullo schermo AVN.

 

Modalità Drive

Comfort: prestazione di guida regolare con efficienza ottimizzata

Sport: performance potenziate con comando dello sterzo irrigidito, logiche di cambio marcia e risposta dell’acceleratore modificati

Eco: efficienza del carburante migliorata per una guida ecosostenibile con accelerazione, punti di cambio marcia e climatizzazione ottimizzati

Smart: il sistema effettua automaticamente il passaggio tra Eco, Comfort e Sport in base allo stile di guida

Mentre le modalità Drive hanno lo scopo di migliorare le performance e l’efficienza in base allo stile di guida, ogni modalità Terrain ottimizza la guida in base alla superficie selezionata tramite la regolazione di coppia del motore, lo schema delle cambiate, il controllo della trazione e la distribuzione della coppia della trazione integrale.

Modalità Terrain

Neve (Snow): Ottimizza il controllo tramite la minimizzazione dello slittamento delle ruote così da poter guidare su strade scivolose o innevate

Sabbia (Sand): Ottimizza l’accelerazione per la partenza e le performance per la guida su superfici morbide e ad alta resistenza

Fango (Mud): Ottimizza le impostazioni per poter migliorare la guida in condizioni stradali sdrucciolevoli e irregolari

Auto rubate ritrovate solo una su tre.

Solo un’auto su tre è ritrovata, è record. L’analisi annuale lojack sui furti d’auto, un fenomeno che colpisce in Italia soprattutto 5 Regioni, dove si registra l’84% dei furti, e alcune auto e SUV: Panda, 500, Punto e Qashqai.

Scende per la prima volta al 36% il tasso di recupero delle auto rubate. Lo scorso anno delle 95.403 vetture sottratte (oltre 261 il giorno e 11 ogni ora), solo 34mila sono state ritrovate. Di oltre 61mila auto si sono perse le tracce, instradate su mercati esteri o utilizzate per alimentare il mercato nero dei pezzi di ricambio. 1 auto su 4 è stata rubata in Campania. Panda, 500 e Lancia Ypsilon i modelli preferiti dai ladri. Napoli “caput furtorum”, con oltre 17mila episodi. Continua a crescere l’appeal dei SUV, che crescono dell’11%: boom dei furti di Nissan Qashqai.

Sono questi i principali trend che emergono dal “Dossier sui Furti d’Auto”, elaborato da LoJack Italia, società del Gruppo CalAmp leader nelle soluzioni telematiche per l’Automotive e nel recupero dei veicoli rubati, che ha raccolto e analizzato i dati forniti dal Ministero dell’Interno sul 2019 e li ha integrati con quelli provenienti da elaborazioni e report nazionali e internazionali sul fenomeno.

I dati relativi allo scorso anno tracciano uno scenario nazionale a macchia di leopardo con alcune “zone rosse” in cui il rischio furto è decisamente elevato (soprattutto per alcuni modelli), e altre significativamente più tranquille.

Nel 2019 i furti d’auto si sono concentrati prevalentemente in 5 Regioni, quelle tradizionalmente più “appealing” per questo business. Il primato spetta alla Campania con 23.554 furti: 1 episodio su 4 a livello nazionale è avvenuto qui. A distanza, seguono Lazio (17.021), Puglia (16.389), Sicilia (13.178) e Lombardia (10.013). Complessivamente, in queste Regioni si registra l’84% delle complessive sottrazioni.

Il calo del numero delle auto rubate, nel 2019 95.403 (oltre 261 al giorno e 11 ogni ora), ha segnato una decisa polarizzazione del fenomeno, a testimonianza di un business criminale che si focalizza sulle Regioni di origine delle organizzazioni criminali e in quelle in cui queste intessono maggiormente i propri interessi economici. Si registrano fenomeni emergenti come bande criminali dedite al furto di specifici modelli in alcune città per periodi più o meno lunghi, che proseguono nella propria attività fino al raggiungimento di un determinato numero di vetture sottratte da rimettere in commercio.

A preoccupare particolarmente è il continuo calo dei recuperi, lo scorso anno 34.196 vetture sono state restituite ai legittimi proprietari. Delle restanti oltre 61.000 auto si sono perse le tracce, instradate verso mercati esteri (soprattutto est Europa) o utilizzate per alimentare il redditizio business dei pezzi di ricambio. Così il tasso nazionale di recupero delle auto rubate è sceso dal 40% al 36%, toccando la percentuale più bassa degli ultimi anni.

In alcune aree il furto apre una vera e propria corsa contro il tempo per ritrovare l’auto. Trascorse le prime 24 ore, infatti, le percentuali di rintracciarla si riducono al minimo. Campania e Lazio, rispettivamente con il 33% e il 26% dei recuperi, sono le Regioni in cui le Forze dell’Ordine incontrano maggiori difficoltà nel riportare a casa i veicoli.

Decisamente interessanti sono anche i dati relativi alle province più colpite da questa piaga. Il podio resta prerogativa di tre piazze da sempre nel mirino dei ladri d’auto: Napoli, con 17.767 furti, Roma (15.835 sottrazioni) e Catania (7.441). Completano questa poco virtuosa top ten delle province a “bollino rosso” Bari (6.595), Milano (6.523), Torino (3.857), Foggia (3.437), Palermo (3.254), Caserta (2.961) e Barletta-Andria-Trani (2.560).

I brand del Gruppo FCA giocano un ruolo di primo piano, con ben 6 modelli tra i 10 più rubati. Sommando FIAT (36.847 veicoli rubati e circa il 39% dei furti nazionali), Lancia (6%) e Alfa Romeo (5%), si raggiunge l’esatta metà del business furti in Italia. La particolarità di questi tre marchi è data da un tasso di recupero di veicoli superiore alla media nazionale, che oscilla tra il 40% e il 44%. Ben sotto la media recupero nazionale del 36%, invece, tutti gli altri brand su cui si concentrano l’attenzione dei ladri: Ford (solo il 31% è recuperato), Volkswagen (28%), Renault (27%), Opel (28%), Mercedes (21%), Audi (28%), Smart (27%).

Nessuna sorpresa arriva dalle prime 5 posizioni della classifica delle auto più rubate, dove si confermano Panda (11.299 sottrazioni), 500 (7.989), Punto (6.664), Ypsilon (4.540) e Golf (2.301).

Con 1.965 sottrazioni entra nella top ten anche la Giulietta. Chiudono la graduatoria la Fiesta (1.953), la Fortwo Coupè (1.794), la Clio (1.772), la 500L (1.627). Complessivamente le 10 vetture “preferite” dai ladri rappresentano il 44% del mercato furti totale.

Dall’analisi del dettaglio territoriale, emergono alcuni spunti utili a comprendere le peculiarità del fenomeno furti d’auto nelle principali piazze.

Più in generale, nelle tre province del sud Italia si conferma l’egemonia dei brand FCA: a Napoli è presente nella top ten anche la Seicento, a Bari le prime 5 posizioni sono occupate da modelli dell’ex costruttore nazionale, che a Catania presidia addirittura le prime 7. Roma conferma il legame con il mondo Smart: nella provincia capitolina spariscono oltre la metà delle Fortwo (801) rubate in tutta Italia.

Milano evidenzia due new entry, rispetto al dato nazionale, in chiusura di top ten: Polo e Focus. Nella provincia meneghina la Golf è la terza auto più rubata, dopo Cinquecento e Panda.

Nell’ambito del fenomeno furti un segmento di business in continuo sviluppo è quello dei SUV, da diversi anni sempre più diffusi sul mercato e ambiti anche dai ladri d’auto che lo scorso ne hanno sottratti 5.140, l’11% in più dell’anno precedente.

I dati della Top Ten evidenziano il boom del Nissan Qashqai (917 unità sottratte e + 49% rispetto al 2018) che si conferma SUV più ricercato. Nella top 5 dei più rubati è seguito da Range Rover Sport (502), Range Rover Evoque (374) Kia Sportage (323) e Toyota RAV 4 (321).

Una menzione speciale merita anche il BMW X3 che entra di diritto nella top 10 dei più rubati con 270 unità sparite e +85% rispetto al 2018.

La Campania si conferma area a rischio anche per i SUV: qui avvengono oltre la metà (473) dei furti di Qashqai.

Il principale allarme per i proprietari degli Sport Utility Vehicle nasce dal tasso di recupero (fermo a una media del 30%), decisamente più basso di quello delle autovetture (-6 punti percentuali). Meno di un SUV rubato su 3 è ritrovato dopo il furto, a testimonianza di quanto gli interessi della criminalità organizzata si siano orientati su questi veicoli, sottratti e fatti sparire dalla circolazione con estrema rapidità.

“Il fenomeno dei furti d’auto è in costante evoluzione”, afferma Maurizio Iperti, AD di   lojack Italia, “I nostri dati fotografano una vera e propria emergenza legata oggi ai mancati recuperi delle   auto rubate (oggi il 64% del totale). Il dato preoccupa ancor di più perché in questi mesi, dopo il calo dovuto al lockdown, il business dei furti ha recuperato il terreno perduto ed è tornato a rappresentare una piaga per diverse aree del nostro Paese.

ACI. Nasce la piattaforma “AUTO3D”

Auto3D è la nuova piattaforma web realizzata dall’ACI che aiuta gli automobilisti nella scelta, nell’acquisto e nella gestione di un veicolo nuovo, usato o a km0. Al link https://auto3d.aci.it prende forma uno spazio digitale sicuro, dove il garante delle informazioni e delle interazioni è l’Automobile Club d’Italia con la sua tradizione, il suo presidio territoriale e tutto il suo know how.

Gli automobilisti sono guidati in tre sezioni che sviluppano un percorso tridimensionale: “look” per individuare il veicolo corrispondente alle proprie esigenze, ricavando in tempo reale ogni informazione utile sulle caratteristiche del mezzo, i consumi, le dimensioni, la capacità di carico, le dotazioni di sicurezza e l’impatto ambientale; “buy” per acquistare l’auto selezionata, approfittando delle offerte di case automobilistiche e concessionari, oppure individuare soluzioni alternative all’acquisto attraverso formule di noleggio e sharing; “drive” per gestire il veicolo nel tempo con tutta la comodità dei servizi e delle applicazioni ACI.

“Siamo certi che i soci e gli automobilisti troveranno in Auto3D la competenza e la garanzia dell’ACI al loro servizio – dichiara Vincenzo Pensa, Responsabile Transizione Digitale – Direzione Sistemi Informativi e Innovazione ACI – declinate in una nuova forma attraverso le opportunità che il digitale offre”.

L’efficacia e la sicurezza della piattaforma sono incrementate dalla collaborazione con importanti marchi, come Findomestic, Ariel Car e Mia Car.

ViaMichelin e TomTom: nuovo accordo globale

TomTom, lo specialista di tecnologie di localizzazione, ha annunciato un’estensione del suo accordo su scala globale che lo vede come fornitore di mappe e dati sul traffico per Michelin Travel Partner.

“Siamo lieti di estendere la nostra collaborazione con Michelin Travel Partner e continuare a supportare i cento milioni di utenti di ViaMichelin in tutto il mondo”, ha commentato Anders Truelsen, Managing Director di TomTom Enterprise. “Le mappe altamente accurate e la tecnologia per il traffico leader del settore di TomTom continuano a modellare la mobilità intelligente in tutto il mondo, aiutando le persone a viaggiare in modo sempre più efficiente.”

ViaMichelin è un’app mobile e una piattaforma web che fornisce mappe online, servizi di navigazione, di circolazione stradale e informazioni turistiche. Le mappe e i servizi di traffico in tempo reale di TomTom forniscono dati di posizione altamente dettagliati, fondamentali per le applicazioni digitali sensibili alla posizione come ViaMichelin.

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