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Gino Bruni

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Il gruppo Renault al Salone dell’auto di Shanghai 2019: prima mondiale di Renault City k-ze

Con la prima mondiale di Renault City K-ZE, il Gruppo Renault entra nel mercato dei veicoli elettrici più grande e in crescita più rapida al mondo. Sei mesi dopo aver presentato la concept al Salone dell’Auto di Parigi, il sesto veicolo al 100% elettrico della gamma Renault vede la luce questa settimana al Salone di Shanghai la City K-ZE

Il veicolo, con le sue molteplici modalità di ricarica è compatibile sia con le prese domestiche da 220V che con le infrastrutture pubbliche. Nella modalità ricarica veloce bastano 50 minuti per passare dallo 0 all’80%. Nella modalità ricarica lenta ci vogliono 4 ore per ricaricare il 100%.

Il sistema interattivo leader del segmento dotato di touchscreen LCD a colori multifunzionale da 8 pollici consente ai passeggeri di restare connessi sempre e ovunque vadano.

E’ possibile anche accedere al controllo remoto tramite App.

Il veicolo è dotato di navigazione online e monitoraggio in tempo reale delle funzioni dei veicoli elettrici. Gli utenti possono accedere facilmente a funzioni come intrattenimento online, WiFi 4G e riconoscimento vocale intelligente.

Renault City K-ZE sarà prodotta in Cina nell’ambito della joint-venture tra eGT New Energy Automotive Co., Ltd. e l’Alleanza Renault-Nissan-Mitsubishi, associata al costruttore locale Dongfeng.

 Cenni sul Gruppo Renault

Costruttore automobilistico dal 1898, il Gruppo Renault è un gruppo internazionale multimarca presente in 134 Paesi, che ha venduto circa 3,9 milioni di veicoli nel 2018. Riunisce oggi oltre 180.000 collaboratori e dispone di 36 siti di produzione e di 12.700 punti vendita nel mondo. Per far fronte alle principali sfide tecnologiche del futuro e continuare a realizzare la sua strategia di crescita della redditività, il Gruppo fa leva sullo sviluppo internazionale, la complementarità delle sue cinque marche (Renault, Dacia, Renault Samsung Motors, Alpine e LADA), il veicolo elettrico e l’alleanza, unica nel suo genere, con Nissan e Mitsubishi Motors. Con un team al 100% Renault impegnato nel Campionato Mondiale di Formula 1 dal 2016, Renault trasforma il Motorsport in un vettore d’innovazione e di notorietà della Marca.

Nel 2018 in Liguria: spesi 764 milioni per manutenzione e riparazione auto

764 milioni di euro. È questa la spesa che gli automobilisti liguri hanno sostenuto nel 2018 per la manutenzione e le riparazioni delle loro autovetture, pari al 2,4% dei 32,1 miliardi spesi a livello nazionale.

La provincia ligure che registra la spesa più alta per la manutenzione e le riparazioni di auto eseguite nel 2018 è Genova, con 425 milioni di euro. Molto distanziate seguono le province di Savona con 137 milioni, La Spezia con 113 milioni e Imperia con 89 milioni. Queste stime sono state fatte dall’Osservatorio Autopromotec, che è la diretta emanazione di Autopromotec, la più specializzata rassegna espositiva internazionale delle attrezzature e dell’aftermarket automobilistico, la cui prossima edizione è in programma dal 22 al 26 maggio presso il quartiere fieristico di Bologna.

A livello nazionale nel 2018 gli italiani hanno speso 32,1 miliardi per la manutenzione e la riparazione delle autovetture. È una cifra imponente che è più alta del 3,7% rispetto alla spesa dell’anno precedente, quando ammontava a 30,9 miliardi. Si tratta di una crescita che è dovuta in particolare a tre fattori. In primis vi è da considerare l’aumento dei prezzi dei servizi di assistenza alle auto che nel 2018, secondo l’Osservatorio Autopromotec, è stato dell’1,2%.

Tale aumento è stato calcolato sulla base di una media ponderata degli indici Istat dei prezzi per la manutenzione e la riparazione, per l’acquisto di pezzi di ricambio e accessori, per l’acquisto di pneumatici e per l’acquisto di lubrificanti. Il secondo fattore che ha spinto verso l’alto la spesa è stato l’aumento del parco circolante di autovetture. Nonostante il nostro Paese abbia già un tasso di motorizzazione molto elevato, il parco circolante è infatti cresciuto anche nel 2018 (+1,3% rispetto al 2017). Il terzo fattore che ha contribuito alla crescita della spesa è l’incremento della quantità di interventi di officina per le operazioni di manutenzione e di riparazione che, in base alle stime dell’Osservatorio Autopromotec, è stato dell’1,2%.

L’effetto congiunto dei fattori di crescita della spesa per la manutenzione e la riparazione di autovetture ha determinato per gli italiani un esborso complessivo che, come si è detto, è stato stimato dall’Osservatorio Autopromotec in 32,1 miliardi. Una cifra di tutto rispetto che è andata a compensare l’attività delle oltre 83.000 officine di autoriparazione distribuite capillarmente sul territorio nazionale e dedite all’assistenza tecnica agli autoveicoli.

Osservatorio Continental sulla sicurezza stradale 2019

Certi delle proprie capacità, ma preoccupati dalla distrazione degli altri. Mentre per autisti dei mezzi pesanti non è solo una questione di attenzione.

Che rapporto hanno gli italiani con la sicurezza stradale? Come percepiscono sé stessi e gli altri? In cosa ripongono più fiducia per avere delle strade sicure?  In un contesto in cui la ricerca e l’innovazione fanno progressi costanti per rendere reale una mobilità che includa mezzi a guida autonoma, oggi viviamo ancora in un contesto in cui il 93% degli incidenti deriva dal comportamento del guidatore (dati Ocse) confermando quindi, per ora, l’essere umano come attore protagonista della sicurezza nell’ecosistema strada.

L’Osservatorio Continental sulla Sicurezza Stradale, realizzato con l’istituto di ricerca Euromedia Research, ha posto queste e altre domande al fine di tracciare una fotografia del vissuto, delle percezioni, dei valori e delle aspettative degli utenti della strada in merito alla sicurezza per arrivare a sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza di adottare comportamenti sicuri.

“Si tratta di un osservatorio che poggia la propria origine nel DNA aziendale di Continental – spiega Alessandro De Martino, Amministratore Delegato di Continental Italia – che da oltre 140 anni fa della sicurezza su strada e dell’innovazione tecnologica la propria missione, investendo e producendo, oltre agli pneumatici, tecnologie per rendere i veicoli e le strade sicure e arrivare a ‘Vision Zero’ ovvero una mobilità a zero vittime, zero feriti e zero incidenti sulla strada.

Una visione che consenta a tutti gli utenti, siano essi pedoni, ciclisti, motociclisti, automobilisti e autisti del trasporto pesante di mezzi e persone, di condividere un ecosistema complesso in sicurezza”.

Se da un lato l’Osservatorio evidenzia subito come l’automobile si confermi ancora il mezzo di trasporto più utilizzato (78,2% degli intervistati), fa emergere allo stesso tempo una percezione contraddittoria tra sé e gli altri: infatti l’auto è percepita come il mezzo di trasporto più sicuro per sé (44,1%), e al contempo il più pericoloso dato che gli utenti della strada vivono nella paura di essere investiti (il 68% degli intervistati).

Il 79,5% degli italiani tuttavia non percepisce sé stesso come un pericolo per l’ecosistema strada definendosi “rispettoso delle regole indipendentemente dalla presenza di un controllo” (solo l’8,7%, dichiara di rispettare le regole solo in presenza di un controllo), e assolutamente sicuro delle proprie capacità (l’87,4%) e di sé stesso mentre è alla guida del proprio mezzo di trasporto.

La fiducia per arrivare ad avere una maggiore sicurezza stradale viene riposta in primis nei guidatori e nel loro senso di responsabilità (34,9%) e in secondo luogo in una maggiore severità da parte delle Forze dell’Ordine attraverso una presenza più estesa sulle strade e sulle autostrade (16,7%). La fiducia viene poi riposta, dal 15,5%, nelle aziende che producono automobili e pneumatici attraverso la costante evoluzione di tecnologie in grado di dar vita a nuovi sistemi che aiutino a frenare per tempo e in maniera efficace, a sistemi per il controllo della stabilità in caso di frenata, a sensori di rilevazione della stanchezza, ecc.

La sicurezza stradale è quindi percepita come una questione di attenzione e di prudenza: due dei termini menzionati più frequentemente dagli intervistati quando si chiede loro di definire con una parola la “sicurezza stradale”, che secondo il 88,1% degli italiani è minacciata principalmente dalla distrazione (44,4%) e dalla trasgressione (43,7%).

I guidatori ritengono, infatti, che l’elemento più importante per la sicurezza stradale sia proprio il guidatore (50,1%) seguito, con grande distacco, dai freni (9,7%), dalla segnaletica stradale (6,4%), dai sensori e i sistemi di guida assistita (6,0%) e gli pneumatici (5,3%).

Cosa sono disposti a fare gli italiani per aumentare in generale il livello di sicurezza stradale?

A prestare maggiore attenzione evitando le distrazioni (19,0%); a rispettare le regole e il codice della strada (15,3%) e a ridurre la velocità (11,2%). Il 5,2% conferma di guidare già in modo responsabile e rispettoso delle regole e ritiene di non dover fare nulla.

In questo contesto per gli italiani rispettare il codice della strada significa compiere un atto di responsabilità verso sé stessi e verso gli altri utenti della strada (58,9%, in larga parte uomini con età compresa tra i 45 e i 64 anni); adottare un comportamento che tutela dal rischio di incidenti (27,5%); attuare un comportamento che evita di incorrere in sanzioni (9,2%), mentre per il 2,3% è un limite che impedisce loro di godere appieno delle prestazioni del proprio veicolo.

Quando lo sguardo passa al futuro e a ciò che viene ritenuto un fattore fondamentale sui mezzi di trasporto “personali” di prossima generazione, il 43,5% degli intervistati non ha dubbi e menziona sistemi di sicurezza e di ‘alert’ affidabilissimi in grado di evitare incidenti, il 12,2% sceglie il carburante ecocompatibile, mentre solo il 10,5% menziona le auto con guida autonoma e capaci di interazioni tra veicoli e infrastrutture.

Il 59,2% delle persone interpellate ritiene che i sistemi di assistenza alla guida siano strumenti validi ma che non risolvano il problema della sicurezza stradale; il 37,9% li ritiene comunque fondamentali.

Le percezioni cambiano radicalmente per gli autisti dei mezzi pesanti, il 65,2% dei quali ritiene che la sicurezza stradale non dipenda solo dall’attenzione di ciascun guidatore ma che sia determinata anche da altri strumenti, in primis la segnaletica stradale. Anche supporti tecnologici come sensori capaci di aumentare la percezione dello spazio che circonda mezzi di grandi dimensioni sistemi di frenata automatica e ausili elettronici alla guida sono percepiti come molto importanti per la sicurezza. Loro stessi infatti, rispetto al totale del campione, sono maggiormente consapevoli alla guida del loro mezzo. Secondo loro, infine, il comfort del veicolo rappresenta un fattore fondamentale per i mezzi del futuro, in grado di aumentare la marcia in sicurezza accrescendo in modo significativo il benessere, e quindi la concentrazione, di chi passa molte ore al volante.

“Condividere la strada in sicurezza è per Continental un diritto di tutti ed è l’obiettivo al centro delle attività del Gruppo che, mentre continua a lavorare allo sviluppo di tecnologie e innovazioni in un’ottica di automazione, è fortemente convinto che a nulla possano servire i grandi investimenti nella ricerca se, alla base, non si investe sulla percezione della sicurezza da parte dell’uomo che attualmente è e rimane l’elemento cardine dell’ecosistema strada. Questo impegno è alla base dei programmi e dei progetti dell’azienda in Italia e nel mondo. Il nostro progetto di sensibilizzazione sfrutterà – nei prossimi due mesi – la potenzialità di due importanti piattaforme di comunicazione: BluE – l’evento che porta a Milano durante la Design Week il tema della mobilità elettrica – e il Giro d’Italia 2019 – di cui saremo Safety Sponsor. Portare all’attenzione di tutti un tema che coinvolge ognuno di noi e che, come dimostrato, richiede che non si abbassi la guardia, è il nostro obiettivo.” conclude Alessandro De Martino.

L’auto del futuro, secondo i consumatori

Per gli italiani l’automobile è ibrida e sempre più connessa.
Sul mercato internazionale del settore Automotive rallenta l’entusiasmo dei consumatori nei confronti della tecnologia a guida autonoma. Al tempo stesso però si rafforza la preferenza verso la mobilità ibrida/elettrica, trainata soprattutto dai Paesi orientali (Cina e Giappone) e dall’Italia (al primo posto in Europa). Il nostro Paese si distingue inoltre per una maggiore predisposizione alla connettività a bordo dei veicoli, in netto contrasto rispetto agli altri Paesi europei, dove prevalgono i timori legati alla raccolta dei dati personali.
Questo è in sintesi quanto emerge dall’articolo di Deloitte Italia “L’auto del futuro, secondo i consumatori” basato sui risultati della Global Automotive Consumer Survey di Deloitte con uno specifico focus sull’Italia, che ogni anno coinvolge oltre 20.000 consumatori in diciassette Paesi.

Questo quanto è emerso nel dettaglio:

Frena l’entusiasmo dei consumatori per le auto a guida autonoma.
▪ Nel 2018 quasi un terzo degli italiani (29%) continua a ritenere ”non sicura” la tecnologia a guida autonoma, in linea con il resto del mondo.
▪ Per più di un italiano su due (53%) le notizie d’incidenti hanno influito sulla sicurezza percepita dei veicoli a guida autonoma.
▪ Il 63% degli italiani vorrebbe un livello di controllo “molto elevato” da parte di governi e istituzioni sulla tecnologia a guida autonoma.
▪ Sulla guida autonoma, cala in tutti i paesi la preferenza per i player tradizionali: in Italia scende dal 51% al 36%.
▪ I brand tecnologici guadagnano consensi per portare la tecnologia a guida autonoma sul mercato: in Italia salgono dal 26% al 30%.

“L’interesse dei consumatori per la tecnologia a guida autonoma ha subito un brusco rallentamento a livello globale – osserva Giorgio Barbieri, Senior Partner Deloitte e Automotive Sector Leader – ma i dubbi e i timori relativi alla sicurezza potrebbero essere alleviati dal rafforzamento degli standard qualitativi e dalla formulazione di un nuovo quadro normativo, per il quale i governi dovrebbero assumere un ruolo di leadership. Ciò consentirebbe inoltre all’industria automobilistica di convergere verso standard chiari e soluzioni tecnologiche condivise, riducendo al contempo i costi di conformità normativa”.

 

L’elettricità sarà la vera protagonista del (prossimo) futuro della mobilità globale, in particolare nel Sol Levante.
▪ Italia ai primi posti al mondo come preferenza per la mobilità ibrida/elettrica (41%), dietro solo a Cina (46%) e Giappone (44%)
▪ Negli USA la mobilità ibrida/elettrica registra un ruolo marginale (22%), grazie al minor costo dei carburanti tradizionali. Dichiara Giorgio Barbieri: “Vale la pena sottolineare il fatto che i consumatori italiani si dimostrano più aperti ed entusiasti, rispetto alla maggior parte degli altri paesi, nei confronti del nuovo trend della mobilità ibrida/elettrica. Compito dei player tradizionali è saper innovare e continuare a investire in ricerca e sviluppo per cogliere quest’opportunità e non rimanere indietro rispetto alla futura crescita del comparto a livello mondiale.”.
I consumatori italiani sono tra i più inclini a pagare un sovrapprezzo per una maggiore connettività a bordo.
▪ L’Italia registra una delle preferenze più alte (60%) a livello mondiale per i veicoli connessi, davanti a Stati Uniti (47%), UK (45%), Francia (36%) e Germania (35%.)
▪ Gli italiani sono i meno preoccupati al mondo (31%) per la raccolta dei dati personali a bordo dei veicoli connessi.
▪ Il 72% degli italiani (1° posto in Europa) sarebbe disposto a pagare un sovrapprezzo per una maggiore connettività a bordo.
Osserva Giorgio Barbieri: “A livello globale, i consumatori potrebbero non essere pronti a pagare un sovrapprezzo per la maggiore connettività a bordo, soprattutto a causa delle preoccupazioni legate alla raccolta dei dati personali; l’Italia si muove però in contro tendenza, rivelando una predisposizione nettamente più alta rispetto agli altri Paesi”.
“La chiave per realizzare una mobilità sempre più connessa risiede nella capacità di coinvolgere soprattutto i consumatori più giovani, invitandoli ad adottare le soluzioni più innovative e a consolidare il trend sul mercato; tutto ciò nell’ipotesi che le varie industrie interessate al mercato possano continuare a investire abbastanza a lungo per consentire a questa trasformazione del mercato di realizzarsi intercettando le reali esigenze dei consumatori.”

Aci: a marzo in crescita solo moto di seconda mano e radiazioni.

Rallenta a marzo, dopo dodici mesi consecutivi di crescita, il trend dei passaggi di proprietà delle autovetture, che al netto delle minivolture (trasferimenti temporanei a nome del concessionario in attesa della rivendita al cliente finale) hanno messo a bilancio una variazione mensile negativa del 3,0%. Va segnalato, tuttavia, che quest’anno il mese di marzo ha avuto una giornata lavorativa in meno rispetto all’analogo mese del 2018, il che si traduce in un incremento dei passaggi netti dell’1,6% in termini di media giornaliera. Discorso analogo per le minivolture: -2,0% la variazione mensile a marzo e +2,6% la media giornaliera. Per ogni 100 vetture nuove ne sono state vendute 150 usate nel mese di marzo e 165 nel primo trimestre dell’anno.

Per quanto riguarda in particolare le vetture alimentate a gasolio, anche nel mese di marzo a dispetto del calo delle prime iscrizioni (-24,2% rispetto allo stesso mese del 2018, con un’incidenza rispetto alle vendite totali in calo dal 53,6% di marzo 2018 al 45,1% di marzo 2019), il mercato dell’usato ha archiviato risultati piuttosto differenti, con una lieve diminuzione dei passaggi di proprietà delle auto diesel (-0,3%) ma un incremento della loro quota sul totale (dal 49,4% di marzo 2018 al 50,9% di marzo 2019). Quale ulteriore elemento esemplificativo della tendenza a cedere diesel usati, si evidenzia a marzo anche l’aumento delle minivolture di auto a gasolio (+1,2%), a fronte di un calo dei minipassaggi di quelle a benzina (-6,0%).

In linea con l’aumento a due cifre delle prime iscrizioni, i passaggi di proprietà dei motocicli depurati dalle minivolture, hanno invece messo a segno a marzo un incremento mensile del 23,0% (+28,8 media giornaliera).

Complessivamente nel primo trimestre dell’anno si sono registrate crescite del 2,6 % per le quattro ruote, del 7,6% per le due ruote e del 2,5% per tutti i veicoli.

I dati sono riportati nell’ultimo bollettino mensile “Auto-Trend”, l’analisi statistica realizzata dall’Automobile Club d’Italia sui dati del PRA, consultabile sul sito http://www.aci.it

Variazioni mensili positive a marzo per le radiazioni, con aumenti del 4,8% per le autovetture (9,7% media giornaliera) e del 4,2% per i motocicli (9,2% media giornaliera).

Si conferma sempre in crescita il parco circolante: il tasso unitario di sostituzione delle quattro ruote a marzo è stato pari a 0,71 (ogni 100 auto iscritte ne sono state radiate 71) e a 0,82 nei primi tre mesi dell’anno.

Nel primo trimestre 2019 le radiazioni hanno archiviato in totale contrazioni dell’1,5% per le auto, del 18,2% per le moto e del 3,4% per tutti i veicoli.

C’è attesa per la Rievocazione Storica della Coppa Milano Sanremo

Ultimi giorni prima della partenza dell’11^ Rievocazione Storica della Coppa Milano – Sanremo, che si disputerà, dal 28 al 30 marzo 2019.

Il nuovo percorso, di quasi 700 chilometri, tra Lombardia, Piemonte e Liguria, per poi terminare nel Principato di Monaco, è stato rinnovato rispetto allo scorso anno. Inoltre attraverserà molti centri abitati tra cui Vigevano, Alessandria, Acqui Terme, Novi Ligure, Sassello, Finale Ligure, Albenga e Loano, per dare modo ad appassionati e curiosi di vedere da vicino i “bolidi di ieri”.

Saranno circa ottanta le vetture di grande prestigio e valore storico che prenderanno parte alla manifestazione, oltre agli italiani, tanti gli equipaggi stranieri provenienti da Germania, Messico, Olanda, Regno Unito, Russia, San Marino e Stati Uniti, a conferma dell’importanza della gara per gli appassionati di tutto il mondo.

Tra le autovetture al via tre icone della Casa di Stoccarda: la celebre Mercedes 300 SL Gullwing del 1954; la leggendaria Mercedes 300 SL “Cubana” del 1954 e la Mercedes 190 SL del 1962.

Tra gli altri “gioielli” in gara una Ferrari 195 Inter del 1950, vettura dal grande fascino costruita in soli 25 esemplari; una Ferrari 365 GTC Coupé del 1969 di grande valore storico. Inoltre la Casa di Maranello sarà presente anche con la splendida Ferrari 857S Monza del 1955, prodotta in soli quattro esemplari.

Ritornano quest’anno due vetture iconiche come la Porsche 356 Speedster Carrera del 1957 e l’Alfa Romeo Giulia TZ del 1964 insieme a una splendida Aston Martin Le Mans del 1932 e a due Jaguar XK 140 del 1954. Veterane in gara saranno la Fiat Tipo 503 Torpedo del 1927 e l’Alfa Romeo 6C 1750 Gran Sport del 1927. Anche quest’anno S.A.R. il Principe Emanuele Filiberto di Savoia prenderà parte alla Coppa Milano – Sanremo a bordo di una Fiat 1100 TV del 1955.

La gara prenderà il via giovedì 28 marzo con il ritrovo degli equipaggi presso l’Autodromo di Monza. Nello stesso Autodromo si svolgerà anche un Tribute alla Coppa Milano – Sanremo, un omaggio illustre riservato a un numero limitato vetture di interesse storico, costruite tra il 1906 e il 1976. Dopo un passaggio nel centro di Monza, le auto partiranno alla volta di Milano per il tradizionale ed esclusivo “défilé” lungo via Montenapoleone e, nella cornice di Piazza Duomo, le vetture saranno ufficialmente presentate al pubblico.

Venerdì 29 marzo gli equipaggi si presenteranno ai nastri di partenza davanti alla sede storica dell’Automobile Club Milano in Corso Venezia, come accadeva nei gloriosi anni ’50 e ’60, con l’obiettivo di onorare una delle più antiche e importanti competizioni automobilistiche. La prima giornata terminerà, come da tradizione, a Rapallo, dopo aver attraversato paesaggi dell’entroterra lombardo, piemontese e ligure.

La Coppa Milano – Sanremo è la prima manifestazione di respiro internazionale che apre quest’anno la stagione a Rapallo, in segno di vicinanza e solidarietà alla cittadinanza, alle istituzioni comunali e al Porto Carlo Riva dopo aver attraversato un momento di grande difficoltà dovuta alle devastazioni causate dal maltempo.

Sabato 30 marzo sarà il giorno decisivo durante il quale gli equipaggi dovranno sostenere le ultime prove a tempo: da Rapallo affronteranno le e curve del Passo del Turchino, del Passo del Faiallo, del Colle del Melogno, sosteranno poi presso lo Yacht Club della Marina di Loano per poi scendere infine verso Sanremo, in vista del traguardo che dovrà essere raggiunto dalle prime vetture nel tardo pomeriggio.

Nell’ottica di conferire alla competizione una maggiore importanza internazionale, quest’anno la Coppa Milano – Sanremo, dopo l’arrivo nella Città dei Fiori, si trasferirà a Montecarlo per il gala per la cerimonia finale di premiazione.

2018: In Liguria aumentano veicoli merci (+22,6%), in calo gli autobus (-38,3%)

Secondo un’elaborazione del Centro Ricerche Continental Autocarro, le immatricolazioni 2018: in Liguria hanno visto un aumentano dei veicoli pesanti per il trasporto merci (+22,6%), mentre sono in netto calo gli autobus (-38,3%).

Nel 2018 in Liguria le immatricolazioni di veicoli pesanti (e cioè con PTT – peso totale a terra – superiore a 16 tonnellate) per il trasporto merci sono state 489, con un aumento del 22,6% rispetto al 2017.

Sempre lo scorso anno le immatricolazioni di nuovi autobus in Liguria sono state 71, con un calo del 38,3% rispetto all’anno precedente. Questi dati emergono da un’elaborazione del Centro Ricerche Continental Autocarro su dati Aci.
Dall’elaborazione è possibile stilare la graduatoria dei dati a livello provinciale. La provincia ligure in cui le immatricolazioni di veicoli pesanti per il trasporto merci sono cresciute di più è La Spezia (+153,3%), seguita da Savona (+60,7%) e Genova (+5,1%). A Imperia, invece, le immatricolazioni di veicoli pesanti per il trasporto merci sono calate del 10%.

Per ciò che riguarda le immatricolazioni di autobus, a parte Savona (dove i dati sono rimasti invariati) e Imperia (dove vi è stato un aumento del 125%), le restanti province liguri hanno fatto registrare un calo delle immatricolazioni: Genova -41,9%, La Spezia -62,1%.

“Le immatricolazioni di veicoli pesanti per il trasporto merci e di autobus – sottolinea Enrico Moncada, Responsabile della Business Unit Truck Replacement and Original Equipment di Continental Italia – hanno fatto registrare dati negativi negli anni della crisi economica, ma a partire dal 2015 il saldo è tornato ad essere positivo. Il 2018 si conferma positivo per ciò che riguarda il comparto dei veicoli pesanti per trasporto merci. Per il comparto degli autobus, invece, il calo registrato frena il processo di rinnovo del parco circolante che era in atto da qualche anno a questa parte”.

A lezione di “sicurezza stradale” con Automobile Club Genova

Come negli anni passati l’Automobile Club di Genova, anche questo anno, promuove, nelle sedi scolastiche della provincia di Genova, la “Sicurezza Stradale”.

Sino a fine maggio, sono numerosi gli appuntamenti a contatto con alunni di ogni ordine e grado: dalla secondaria all’infanzia, passando per la primaria.

Nelle scorse settimane sono state coinvolte nove classi (prime e seconde) della Primaria Mazzini, con la Scuola Infanzia “Il Pratone”, con la Scuola Infanzia “Contubernio d’Albertis”, con la Scuola Primaria Tommaseo di Sestri Ponente, la Media Caffaro cui si sono aggiunte sei classi dell’Infanzia e Primaria D’Aste di Sampierdarena.

Nei giorni scorsi le lezioni di guida sicura e norme di comportamento hanno interessato gli alunni dell’Istituto Odero, per proseguire poi con sei classi della Media San Paolo di Castelletto.

I”docenti” dell’Automobile Club Genova hanno proseguito il tour facendo tappa a Rapallo, presso la primaria Marconi, mentre proseguono altri incontri alla scuola San Paolo a Sestri Levante con la Primaria Papa Giovanni e in seguito presso la Primaria Monumento ai Caduti.

L’iniziativa proseguirà anche nel prossimo mese di aprile con appuntamenti martedì 2 aprile (a Sestri Levante con la Primaria Bertollo), lunedì 8 e martedì 9 aprile a Rapallo, prima con la Secondaria di primo grado e poi con l’Infanzia Rainusso. Le tre tappe successive vedranno l’Automobile Club presente alla primaria Santa Marta (16 aprile), al Contubernio d’Albertis (16 maggio) e alla primaria Mazzini (30 maggio).

Il progetto”tour della sicurezza” è particolarmente gradito sia da dirigenti scolastici e docenti ma, soprattutto, seguito con interesse e partecipazione dagli alunni delle scuole coinvolte futuri utenti della strada.

Madame Citroën: nella Storia si parla anche di Genova.

La Parigi degli anni ’10 non era certo luogo, dove ci si annoiava facilmente e il giovane Andre Citroen, ingegnere e imprenditore, ogni sera si rilassava tra i balletti russi al teatro Chatelet, il tavolo da baccarà e le faraoniche puntate all’Automobil Club, di Place de la Concorde, di cui era membro dal 1908.

André era quel che si direbbe uno scapolo d’oro, sino al giorno in cui incontrò l’amore della sua vita: si chiamava Giorgina Bingen.

Nella biografia di Andre Citroen, Jacques Wolgensinger ce la descrive come una bella ragazza ventunenne “I suoi lunghi capelli castani dalle sfumature alburnee erano rialzati in una doppia crocchia che liberava una nuca tenera e sottile”.

André non notò subito Giorgina, intimorito com’era dalla figura della madre, Laura-Gingiditta, altera (e austera) bellezza, cui corrispondeva un altrettanto severo carattere.

Fu al secondo incontro la famiglia Bingen, a Deauville, che Andre Citroen si accorse di Giorgina che preferiva restare, non solo in senso figurato, all’ombra della madre e fu un autentico colpo di fulmine: Giorgina era vestita di bianco, con un grande cappello a campana, come richiedeva la moda appena lanciata da Gabrielle Chanel.

I due si piacquero subito e Giorgina non fece nulla per scoraggiare le avance del giovane industriale, visto che di André le piaceva tutto: l’audacia, la passione per la libertà e lo spiccato senso dell’umorismo.

Il giovane André non cercava un’avventura: aveva troppo rispetto per le donne, dopo esser cresciuto a stretto contatto con la madre e le sorelle: Fu così che il 26 maggio del 1914 André Gustave Citroën e Giorgina Bingen firmarono il contratto di matrimonio, registrato dai notai parigini Dufour e Delapalme, ponendo in comune i beni acquisiti dal quel giorno in avanti.  Giorgina Bingen era la signora Citroën!

Il matrimonio civile e quello religioso furono celebrati rispettivamente il 27 e 28 maggio e la coppia si trasferì nel lussuoso appartamento acquistato a Passy, vicino a quello dei coniugi Bingen, genitori di Giorgina e dei fratelli Mors, la cui azienda di automobili era all’epoca diretta proprio da Andre Citroen.

L’idillio non durò molto. Il 28 giugno, a Sarajevo, l’assassinio dell’arciduca Francesco Ferdinando e la moglie, duchessa Sofia von Hohenberg, fu l’avvio alla Prima Guerra Mondiale.

A seguito della mobilitazione nazionale, Andre Citroen fu chiamato alle armi.

Restò poco tempo al fronte: fu richiamato assieme agli altri industriali di Francia per contribuire allo sforzo bellico ed ebbe l’idea di proporre allo Stato la creazione di una fabbrica per la produzione di granate, di cui l’esercito e la marina avevano disperato bisogno. La sua proposta fu accettata solo parzialmente, perché gli fu negato il finanziamento necessario.

A questo punto intervenne la famiglia della moglie, i Bingen, di origine italiana (Genova), banchieri, che avrebbero fornito al giovane André il danaro necessario ad acquistare quel terreno al Quai de Javel, quasi sotto la Tour Eiffel, che sarebbe stato edificato a tempo di record per la produzione di granate, prima, e di automobili, dal 1919, a guerra finita.

Giorgina in quel gennaio 1915 fece un altro grande regalo ad André, comunicandogli l’arrivo della loro prima figlia che nacque l’11 settembre successivo: era arrivata Jacqueline Citroën che sarà seguita, nel 1917, da Bernard. Nel 1919 arriverà Maxime, nel 1924 nascerà Solange che sfortunatamente morirà l’anno successivo, evento che segnò permanentemente la coppia, unendola forse ancor di più.

A seguito della perdita della piccola Solange, André e Giorgina passarono assieme quanto più tempo possibile. Giorgina divenne in breve tempo la “responsabile dello stile dei nuovi modelli”, nel senso che ogni proposta o progetto era sottoposta dallo stesso André al suo giudizio e fu proprio lei, Giorgina, a riconoscere il genio di Flaminio Bertoni quando questi fu chiamato ad ingentilire le forme delle “Rosalie” con piccoli e sapienti interventi alla calandra e ad altri dettagli.

Per non parlare dell’entusiasmo con cui Giorgina “approvò” il design della Traction Avant, vero capolavoro di Bertoni che sarebbe uscita nel 1934.

Dopo una breve malattia, nel mese di luglio del 1935, Andre Citroen moriva a Parigi con accanto Giorgina ed i figli Jacqueline, Bernard e Maxime. Dal gennaio dello stesso anno la proprietà dell’azienda a cui aveva dato il nome era passata alla famiglia Michelin. Giorgina rimase accanto ai figli, lontano dai riflettori e dalla vita mondana cui era abituata. Morirà a Parigi il 20 febbraio del 1955.

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