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Gino Bruni

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Quanti italiani passerebbero oggi l’esame della patente?

Dal test la bestia nera per chi guida sono i cartelli stradali solo il 50,5% ha dato un giusto riscontro.

Sugli oltre 6.000 partecipanti al #MakTestDrive telematico, ideato dall’azienda MARK, oggi sarebbe promosso alla prova teorica per ottenere la patente di guida solo il 52,5%.

Il dato è emerso da un’iniziativa telematica che l’azienda bresciana leader nazionale nel mercato delle ruote in lega d’alluminio e nei sistemi di monitoraggio della pressione degli pneumatici, ha proposto attraverso la propria pagina Facebook.

Quattro le semplici domande proposte, tutte a risposta multipla, molto simili ai quiz per l’esame teorico della patente:

Quale di questi cartelli indica l’obbligo di svoltare a sinistra?

Come si può aumentare l’aderenza di un veicolo sull’asfalto?

Quale delle seguenti spie indica una perdita di pressione degli pneumatici (TPMS)?

Da cosa è maggiormente influenzato lo spazio d’arresto di un veicolo?

Dalle risposte fornite dal campione, è emerso che la vera bestia nera per chi guida sono i cartelli stradali (solo il 50,5% ha dato un giusto riscontro). A trarre ancor più in inganno è stata però la domanda sullo spazio d’arresto, che ha ottenuto solo il 27,3% delle risposte corrette. Conferme positive invece per quanto riguarda il mondo degli pneumatici, da montare più larghi per aumentare l’aderenza della vettura sull’asfalto (86,5% di risposte corrette), così come la conoscenza delle spie: l’84,7% dei partecipanti ha riconosciuto perfettamente il segnale del TPMS – Tyre Pressure Monitoring System – il sistema di monitoraggio per la pressione delle gomme.

Il risultato è stato sorprendente. Su un campione di quasi 6.500 partecipanti, solo il 52,5% oggi sarebbe stato promosso senza riserve mentre il 47,5% sarebbe costretto a ripetere l’esame.

Analisi del Centro Studi Promotor sugli indici Istat dei prezzi

Nel 2018 i prezzi della autovetture in Italia sono aumentati più dell’inflazione. Emerge dagli indici nazionali dei prezzi al consumo determinati dall’Istat. A fonte di una crescita del livello generale dei prezzi dell’1,2%, i prezzi delle automobili sono aumentati dell’1,89% e ciò per l’effetto di incrementi del 2,04% per i diesel e dell’1,77% per le vetture a benzina.

E’ invece in calo del 3,30% l’indice Istat dei prezzi delle vetture usate e, secondo il Centro Studi Promotor, la causa di questa contrazione va ricercata soprattutto nella demonizzazione del diesel, che comincia ad avere effetti anche sulle quotazioni dell’usato.

Rincari superiori al tasso di inflazione hanno avuto poi i costi di esercizio che secondo l’Istat sono lievitati del 3,27%. Le voci che hanno maggiormente contribuito a questa crescita sono quelle relative al gasolio per autotrazione (+8,14%), alla benzina (+5,38%) e agli altri carburanti per mezzi di trasporto e cioè essenzialmente a metano e gpl, che, complessivamente considerati, hanno visto i loro prezzi aumentare del 5,67%.

A proposito dei carburanti, il Centro Studi Promotor avverte però che a fine ottobre la tendenza alla crescita dei prezzi alla pompa si è invertita lasciando spazio a un andamento in calo che continua anche nel 2019.

Anche un’altra voce di spesa importante, quella dei pedaggi autostradali, ha visto una crescita superiore all’inflazione (+2,56%), come d’altra parte avviene regolarmente da molti anni. Quasi in linea con l’inflazione è stata invece  la spesa per la manutenzione e la riparazione che è lievitata del 1,27%.

Rincari inferiori all’inflazione hanno avuto invece i premi di assicurazione (+0,99%), l’affitto di garage e posti auto (+0,90%), i pezzi di ricambio (+0,69%), i lubrificanti (+0,69%), i parcheggi (+0,68%) e i pneumatici (+0,50%).

Secondo Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor, nel 2019 i prezzi delle auto nuove potrebbero vedere una diminuzione per i modelli diesel e un aumento in linea con l’inflazione per quelli a benzina, mentre sui costi di esercizio dovrebbe influire positivamente per gli automobilisti la tendenza al ribasso dei prezzi dei carburanti.

Arriva l’algoritmo per calcolare la vita residua di un veicolo usato.

L’algoritmo è stato presentato al Parlamento europeo di Bruxelles, dove l’Associazione italiana rivenditori veicoli d’occasione (AIRVO) ha posto la questione chiedendo l’istituzione di un tavolo europeo dedicato al comparto.

I veicoli usati hanno un peso importante nel panorama economico italiano: oltre 157mila aziende operano nella compravendita e si contano 440mila addetti, e lo scorso anno, più della metà delle vendite del settore automotive ha riguardato l’usato.

Anche in Europa i numeri sono importanti: dal 2011 al 2016 il numero dei veicoli circolanti è salito da 243 a 257 milioni e, in questa classifica l’Italia si piazza al secondo posto con 37,8 milioni dietro la Germania e davanti a Regno Unito e Francia.

Ed è sempre più importante conoscere lo stato delle vetture: per questo arriva l’algoritmo che “leggerà” lo stato dell’automobile grazie al lavoro del team di ricerca del Politecnico di Torino, coordinato da Maurizio Galetto, docente del Dipartimento di Ingegneria Gestionale e della Produzione del Politecnico di Torino (DIGEP) che su impulso di Mo.Vi, azienda italiana del settore, ha elaborato una formula innovativa. Si tratta di un algoritmo che consente di calcolare sulla base di parametri oggettivi la percentuale di vita residua di un veicolo usato.

Una formula che non solo “fa la radiografia” la vettura al momento, ma che potrà anche essere utile per l’utilizzo futuro e il continuo monitoraggio.

I chilometri percorsi, l’età del veicolo, ma anche lo stile di guida e il carico da stress a cui è stato sottoposto: sono alcuni esempi di variabili tenute in conto dall’algoritmo – spiega Luca Mastrogiacomo, docente del DIGEP – Questo consente non solo di calcolare la durata residua di un veicolo usato al momento del suo acquisto, ma in prospettiva anche di trasformarlo in un dispositivo che, installato sulla vettura e collegato a un’app, fornisce in tempo reale all’utilizzatore lo stato di usura, componente per componente, e di prevederne eventuali guasti consentendo di pianificare e ottimizzare la sua manutenzione.

La Lancia Stratos ad Automotoretrò Torino

Sabato 2 febbraio 2019, dalle  ore 10 alle 11 nello stand ACI Storico torna la storia del Reparto Corse Lancia.

Della storia che iniziò nel Reparto Corse Lancia in Borgo San Paolo, saranno ripercorsi alcuni tratti attraverso i racconti dei protagonisti che la Stratos l’hanno progettata, costruita e portata alla vittoria ieri e oggi.

All’incontro si potranno ascoltare testimonianze e aneddoti sulla Regina dei rally, raccontati da Gianni Tonti, Direttore del team di tecnici Lancia, ed autore del libro “Stratos il mito diventa leggenda”. Saranno presenti i campioni di ieri (Tony Carello) e di oggi (Erik Comas ex pilota di Formula 1) che hanno contribuito a rendere la Stratos un vero mito.

2019 per molti italiani RC auto più care

Per quasi 1,2 milioni di italiani, tanti sono gli automobilisti che, secondo l’analisi fatta da Facile.it, avendo denunciato alle assicurazioni un sinistro con colpa avvenuto nel 2018, vedranno peggiorare la propria classe di merito e, insieme ad essa, aumentare il costo dell’RC auto.

«Secondo l’indagine che abbiamo commissionato all’istituto di ricerca mUp Research, lo scorso anno l’RC auto è stata una delle voci di spesa che ha inciso di più, almeno psicologicamente, sul bilancio delle famiglie ed è quella sulla quale, anche nel 2019, si cercherà di risparmiare maggiormente», spiega Diego Palano, responsabile Assicurazioni di Facile.it.

Guardando al profilo socio-demografico degli automobilisti che dovranno pagare di più a causa di un incidente con colpa, la prima grande differenza che emerge è legata al sesso. Fra gli uomini hanno denunciato sinistri con colpa solo il 3,55%, mentre tra le donne la percentuale è più alta, pari al 4,33%.

Leggendo i dati su base regionale emergono differenze significative tra le diverse zone d’Italia. La regione che ha registrato la percentuale più alta di automobilisti che hanno denunciato all’assicurazione un sinistro con colpa che farà scattare l’aumento delle tariffe RC auto è la Liguria (5,09%). Seguono nella classifica il Lazio, dove il 4,95% degli automobilisti vedrà un aumento delle tariffe assicurative, le Marche (4,87%) e la Toscana (4,87%). Guardando la graduatoria nel senso opposto, i valori più bassi sono stati registrati in Molise (1,13%), Calabria (1,52%) e Basilicata (1,53%).

2018 rallentamento per il mercato auto: 2019 nuove tasse per gli automobilisti.

Se nell’anno appena concluso  agli automobilisti  erano state ventilate ipotesi di riduzione del carico fiscale, incidendo ad esempio sulle accise dei carburanti, e di rassicurazione sulla mancata introduzione di nuove tasse, il 2019, invece, si apre con un’imposizione aggiuntiva per gli acquirenti di nuove autovetture che andrà a colpire non soltanto quelle di lusso o di grossa cilindrata, peraltro già assoggettate al superbollo, ma alcune versioni di modelli diffusi sul mercato, in particolare, presenti nella prima fascia soggetta al malus”.

Sono parole di  Michele Crisci, Presidente dell’Unrae, l’Associazione delle Case automobilistiche estere, in occasione del commento ai risultati del mercato 2018.

La Legge di Bilancio, infatti, prevede a partire dal 1° marzo 2019 e fino al 31 dicembre 2021, l’applicazione di un “malus” per gli acquirenti di nuove autovetture con emissioni di CO2 superiori a 160 g/km, che parte da 1.100 euro fino ad arrivare a 2.500. Vetture di ultima generazione che in termini di impatto ambientale sono molto più virtuose di quelle con oltre 15 anni di età che continuerebbero a circolare sulle nostre strade.

“Se da un lato appare irragionevole un’ulteriore penalizzazione su un settore già fortemente tassato – prosegue il Presidente – riteniamo al contrario di fondamentale importanza lo stanziamento previsto a supporto delle infrastrutture di ricarica, a nostro avviso il primo necessario passo che il Paese deve fare per creare le condizioni abilitanti per lo sviluppo della mobilità elettrica”.

Nel frattempo, il mercato delle autovetture archivia il 2018 segnando una flessione del 3,1% con 1.910.025 unità complessivamente immatricolate verso le 1.971.345 vendute nel 2017.

 

(fonte Unrae)

Codice della Strada: da domani 1° gennaio 2019 multe più care

Da domani, 1 gennaio 2019, transitare in una zona traffico limitato o viaggiare abusivamente su una corsia preferenziale riservata al trasporto pubblico, potrà ricevere una contravvenzione di 83 euro rispetto alle ottantuno del 2018. (importo scontato 58,10 euro). Nel 1993 l’importo era di 100 mila lire.

Per quanto riguarda i limiti di velocità, superare i limiti per meno di 10 km/h, sarà sanzionato con 42 euro a fronte dei quarantuno fino al 31 dicembre 2018 Per curiosità nel 1993 la multa era di 50.000 lire.

La sanzione, per chi oltrepassa il limite oltre i 10 km/h ma meno di 40 km/h dovrà sborsare173 euro (scontato euro 121,10 euro). Nel 1993 l’importo era di 200.000 lire.

L’automobilista o motociclista che supera di oltre i 40 km/h ma meno di 60 km/h la sanzione passerà da 532 euro a 544 euro (importo scontato 380,80 euro) che aumentano a 725,33 euro se la violazione è commessa tra le ore 22 e le 7 del mattino. Nel 1993 l’importo era di mezzo milione di vecchie lire.

Chi usa il telefono cellulare alla guida rischia una sanzione di 165 euro (prima era di 161 euro) scontata a euro 115,50 se pagata entro cinque giorni. Nel 1993, quando i cellulari non erano particolarmente diffusi, l’importo della multa era di 50.000 lire.

La contravvenzione per chi circola con la revisione scaduta ed è fermato, passerà da 169 a 173 euro, circolare privi di copertura assicurativa da 849 euro a 868 euro.  Nel 1993 la sanzione era di un milione di lire.

Per chi non rispetta il semaforo rosso si vedrà consegnare una multa da 167 euro rispetto ai 163 del 2018. Nel 1993 la multa era di 100 mila lire.

Ucina: 19 – 24 settembre 2019 il Salone Nautico di Genova

Nel 2019 il Salone Nautico di Genova, giunto alla  59° edizione è in programma a dal 19 al 24 settembre.

L’Assemblea dei Soci UCINA Confindustria Nautica ha riunito gli imprenditori della nautica da diporto italiana per confrontarsi sulle attività svolte e delineare i futuri progetti associativi.

In questa occasione, sono state annunciate le date del 59°Salone Nautico Internazionale che si terrà a Genova dal 19 al 24 settembre 2019.

Una decisione che conferma la soddisfazione degli operatori del settore nei confronti della manifestazione riconosciuta quale asset strategico per presentare al mercato internazionale i propri prodotti e per consolidare e promuovere l’immagine delle proprie aziende.

“L’indagine di Customer Insight realizzata da GRS Research&Strategy ha rivelato che oltre il 78% dei nostri espositori è soddisfatto del posizionamento della manifestazione. Percentuale che incrementa decisamente e sfiora il 100% per la riconferma di partecipazione all’edizione 2019 ” – ha dichiarato il Direttore Commerciale del Salone Nautico, Alessandro Campagna.

L’edizione 2018 del Salone Nautico si è conclusa con numeri di assoluta rilevanza: 174.610 visitatori, il 16% in più rispetto allo scorso anno, di cui oltre 57.000 stranieri, 951 brand esposti su oltre 200.000 mq tra spazi a terra e in acqua. 62 sono state le nuove partecipazioni, il 58% delle quali dall’estero. Gli operatori e i giornalisti esteri che hanno partecipato alla missione incoming organizzata da ICE Agenzia in collaborazione con UCINA Confindustria Nautica sono stati 150, provenienti da 27 Paesi.

 

ACI-ISTAT : diminuiscono incidenti stradali

Nel  primo semestre 2018 tra Gennaio – Giugno 2018: 82.942 incidenti, 1.480 decessi, 116.560 feriti. In autostrada il calo più consistente delle vittime: -15,7% . Diminuzioni significative anche su strade urbane (-8,3%) ed extraurbane (-7%).

Migliorano gli indicatori della sicurezza stradale in Italia. Le stime ACI-ISTAT – basate sui dati preliminari relativi al primo semestre 2018 – evidenziano un calo, rispetto allo stesso periodo del 2017, sia di incidenti con lesioni (-3%), che di vittime (-8%) e feriti (-3%). Dal 1° gennaio al 30 giugno scorso, gli incidenti sono stati 82.942 (in media, 460 al giorno: 19 ogni ora), hanno causato 1.480 morti (8 al giorno: 1 ogni 3 ore) e 116.560 feriti (645 al giorno: 27 ogni ora).

Un andamento confortante, soprattutto se si tiene conto dell’incremento di mobilità sulle autostrade in concessione: +0,1% per i veicoli leggeri e +3,2% per quelli pesanti. È proprio in autostrada che si registra il calo più consistente delle vittime: -15,7%. Diminuzioni significative anche su strade urbane (-8,3%) ed extraurbane (-7%).

La diminuzione della mortalità registrata nel primo semestre 2018, riavvicina il dato nazionale all’obiettivo europeo di riduzione del 50% le vittime della strada entro il 2020. Un obiettivo che, però, appare difficile da raggiungere, anche se le vittime della strada sono calate del 25% rispetto al 2010 e del 55% rispetto al 2001.

Occorre, tuttavia, tenere conto del fatto che l’analisi delle serie mensili degli ultimi 10 anni, elaborata da ACI, mostra che, nel secondo semestre dell’anno, il numero dei decessi è, in media, più elevato del 13% rispetto a quello del primo semestre, mentre l’aumento del numero di incidenti e feriti si attesta sul 4%. Dati presumibilmente determinati dalla maggiore circolazione e da un più elevato tasso di riempimento dei veicoli nel periodo estivo.

Eccesso di velocità, mancato utilizzo delle cinture di sicurezza e uso del cellulare i “vizi” più ricorrenti al volante: nei primi sei mesi del 2018 le contravvenzioni elevate dalla Polizia Stradale per queste infrazioni sono state, rispettivamente: 255.809, 47.736 e 21.766

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