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Gino Bruni

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Euro Ncap: il 2020 in cifre

Ottimi risultati nonostante i protocolli più severi

11 modelli analizzati (erano 55 nel 2019)

9 hanno conquistato 5 stelle

 L’emergenza sanitaria per il Covid-19 ha determinato la sospensione, fino a giugno scorso, delle attività dei laboratori di prova. I test Euro NCAP sono ripresi nella seconda metà dell’anno, con i nuovi e più severi protocolli 2020.

Se, da una parte, la pandemia ha determinato una significativa diminuzione delle vendite di autovetture nuove, dall’altra le Case costruttrici hanno rinviato il lancio dei modelli già annunciati.

Questo scenario di ‘stagnazione del mercato’ è coinciso con l’introduzione dei nuovi test Euro NCAP 2020 finalizzati ad aumentare la protezione degli occupanti, migliorare la protezione post-incidente e promuovere le più recenti e performanti tecnologie di assistenza alla guida.

I cambiamenti delle prove hanno riguardato: l’adozione di una nuova barriera mobile per il crash test frontale; l’aumento della massa e della velocità della prova dell’urto laterale, (oggetto di esame anche l’interazione tra conducente e passeggero anteriore); nuovi e più severi scenari nella valutazione delle tecnologie di protezione degli utenti vulnerabili, (ad esempio la manovra di svolta alle intersezioni); l’analisi dei sistemi di monitoraggio dello stato psico-fisico del conducente (Attention Assistance) e delle informazioni utili nel post-incidente contenute nella Rescue Sheet. In questo caso, ai soccorritori che intervengono sul luogo di incidente è stata rilasciata l’app ‘Euro Rescue’, contiene le Rescue Sheet di tutte le autovetture vendute in Europa.

Nonostante i protocolli più severi – grazie all’adozione di tecnologie di assistenza alla guida in maggiore quantità e di migliore performance – le autovetture testate nel 2020 (soltanto 11 modelli rispetto ai 55 del 2019) hanno raggiunto ottimi risultati: nessuna ha conseguito meno di 3 stelle. Nove (l’82%), hanno ottenuto 5 stelle, e due hanno conquistato, rispettivamente, 4 e 3 stelle.

Tra gli ADAS di avanguardia dobbiamo evidenziare gli airbag centrali per la protezione degli urti tra conducente e passeggero, le tecnologie di monitoraggio dell’attenzione del conducente e gli AEB (Autonomous Emergency Breaking) di terza generazione che prevengono, soprattutto, gli incidenti tra auto, pedoni e ciclisti.

Oltre ai test di valutazione, nel 2020 Euro NCAP ha sviluppato un univoco sistema di classificazione dei sistemi di assistenza alla guida, finalizzato a spiegare stato dell’arte, funzioni e limiti degli ADAS presenti sul mercato. Analizzati anche i sistemi di assistenza alla guida dei veicoli commerciali inferiori alle 3,5 tonnellate, i furgoni che, proprio nel periodo della pandemia, hanno avuto un diffuso utilizzo.

Per ulteriori informazioni, consultare sul sito www.euroncap.com la pubblicazione “2020 The Year in Numbers”.

Milano AutoClassica, le date dell’undicesima edizione:

La prossima edizione del Salone dell’Auto Classica e Sportiva si terrà dall’1 al 3 del prossimo ottobre, con un anticipo di quasi due mesi prima della data tradizionale.

L’attuale situazione pandemica ha imposto una profonda riflessione: sulla scia del successo dell’edizione 2020 – in cui fu premiata la decisione di anticipare il Salone – la scelta di programmare anche quest’anno Milano AutoClassica prima dell’autunno inoltrato garantisce di svolgere un appuntamento tanto importante, atteso in totale sicurezza.

Il quartiere Fiera Milano è uno dei poli fieristici più belli, ampi ed attrezzati del mondo. Tecnologicamente all’avanguardia, è in grado di assicurare altissimi standard in fatto di sicurezza. I suoi grandi spazi, attrezzati con tutte le strumentazioni hi-tech per il monitoraggio delle condizioni igieniche di persone e superfici, sono garanzia di un’esperienza da vivere in assoluta tranquillità. Fiera Milano può infatti consentire il regolare svolgimento di manifestazioni fieristiche.

Durante l’esposizione ci sarà, già confermata, l’asta organizzata dalla prestigiosa Casa  Wannenes, vera e propria chicca per i collezionisti, che batterà un’eccezionale selezione di auto e motociclette storiche e da collezione. L’Asta Wannenes indirizzata a collezionisti ed appassionati di ieri e di oggi, avrà luogo nella giornata di sabato 2 Ottobre, si svolgerà in totale sicurezza e nel puntuale rispetto delle normative igienico sanitarie.

Accanto all’offerta dei commercianti, cresce ulteriormente il numero dei privati che propongono modelli adatti ad ogni esigenza ed aspettativa, in uno spazio dedicato, al coperto.

 L’esposizione dedicata ai ricambi, si riconferma un iniziativa ideale per individuare  pezzi unici da acquistare, grazie ad una vasta scelta di ricambi e accessori d’epoca, di ricambi originali, di modellini di auto, manualistica, pubblicazioni ed editoria specializzata.

Dopo l’affluenza record ai raduni organizzati nella decima edizione, gli Organizzatori sono già al lavoro con i Club e le Riviste specializzate di settore per programmare al meglio un fine settimana emozionale,  all’insegna dell’incontro e dello scambio di fronte ad una esposizione statica e dinamica dei migliori testimoni del comparto Classico e di vetture relativamente recenti.

La biglietteria online aprirà nei prossimi giorni e i biglietti si potranno acquistare sul sito ufficiale della manifestazione. Per info, promozioni e prezzi: www.milanoautoclassica.com.

+2,4% i prezzi auto nuove nel 2020 contro usate -1% e inflazione -0,2%

Analisi dell’Osservatorio Autopromotec sugli indici Istat dei prezzi.

In Italia, nel 2020, i prezzi delle autovetture nuove sono aumentati mediamente del 2,4% rispetto al 2019. Si tratta di un aumento significativo considerato che, sempre nello stesso periodo, il tasso d’inflazione è invece calato dello 0,2%. Alla crescita dei prezzi delle auto nuove si contrappone la diminuzione dei prezzi delle auto usate, che nell’anno che si è appena chiuso hanno visto un calo dei prezzi dell’1%. Sempre con riferimento al 2020, risultano in modesta crescita (+1,1%) i prezzi dei servizi per l’assistenza alle auto. Questi dati derivano da un’elaborazione sugli indici Istat dei prezzi al consumo per l’intera collettività realizzata dall’Osservatorio Autopromotec.

Sono diversi anni che ormai si assiste all’aumento dei prezzi delle auto nuove. Tale fenomeno trova la sua giustificazione nel fatto che le case automobilistiche tendono a offrire tecnologie per la sicurezza e software sempre più sofisticati a bordo delle autovetture. Già nel 2016, ad esempio, l’indicatore dei prezzi delle auto nuove faceva registrare un aumento medio tendenziale (cioè sull’anno precedente) dello 0,6%. I prezzi sono poi ulteriormente cresciuti nel 2017 (+0,9%), nel 2018 (+1,9%) e nel 2019 (+2,5%). Anche nel 2020 l’incremento è stato importante (+2,4%), seppur con una lievissima decelerazione rispetto alla crescita fatta registrare nel 2019 dovuta in larga parte alla straordinaria situazione di emergenza che sta vivendo il Paese a causa della pandemia, situazione che ha indotto il mercato del nuovo a non forzare oltremodo sui prezzi.

Il mercato dell’auto usata è stato invece interessato da una dinamica opposta. I prezzi delle auto usate hanno subìto, infatti, negli ultimi anni una serie continua di cali dovuta soprattutto alla cosiddetta demonizzazione del diesel. Questo fenomeno ha determinato un rallentamento da parte degli automobilisti nella decisione di sostituire le vecchie auto diesel, con l’inevitabile effetto di svalutazione delle vetture usate con questo tipo di motorizzazione.

Maggiore stabilità, infine, ha caratterizzato il comparto dei servizi di assistenza alle auto. Come detto i prezzi nel 2020 hanno fatto registrare un incremento tendenziale modesto (+1,1%), in linea con gli incrementi degli anni precedenti. Entrando nel dettaglio delle singole voci di spesa, quelle relative alla manutenzione e alla riparazione di auto hanno fatto registrare una crescita dell’1,1%. Stesso aumento anche per i prezzi degli pneumatici. In misura inferiore sono aumentati i prezzi dei lubrificanti (+1%) e dei pezzi di ricambio e accessori (+0,8%).

Rc auto, Assoutenti: riduzione tariffe del 5% è presa in giro per assicurati

L’Ivass, l’anatra zoppa delle autorità di vigilanza, pare oggi soddisfatta per una apparente riduzione dei premi assicurativi Rc Auto nel 2020, come se ciò accadesse per bontà delle compagnie di assicurazione.

Non è così: se riduzioni vi sono state, è bene ricordare che secondo i dati ANIA su una raccolta premi di 116.524 milioni di euro dal 2012 al 2019, l’utile è stato di 10.430 milioni di euro, pari ad una redditività di quasi il 9% – sostiene Furio Truzzi, presidente di Assoutenti, associazione dei consumatori specializzata nel settore dei trasporti –  Ai consumatori quindi sono state date le briciole, in termini di riduzione delle polizze, e le Compagnie di Assicurazioni hanno trattenuto, a causa dell’assetto oligopolistico del settore, utili da capogiro.

Contemporaneamente i diritti ad un giusto ed equo risarcimento si sono ridotti.

Negli ultimi dieci anni sono crollati gli incidenti stradali: secondo i dati Ania i sinistri sono scesi del 46%, e nel 2020 la sinistrosità si assesterà su un 4%. Un beneficio sociale enorme in termini di minor numero di vittime e feriti ma, a questo punto, le tariffe Rc Auto sarebbero dovute scendere in modo decisamente più consistente – sostiene Assoutenti.

“Urgono misure come la portabilità del certificato assicurativo esattamente come è successo nella telefonia e come è stato fatto in Francia con ottimi risultati. Bisogna inoltre a disboscare i contratti assicurativi da clausole vessatorie che limitano i diritti dei danneggiati in cambio di pochi euro di sconto – prosegue Truzzi – ed è inoltre urgente ed improcrastinabile la riforma radicale della Governance dell’Organismo di Vigilanza che non ha mai dimostrato la necessaria indipendenza dal vigilato. Le recenti bozze, infatti, emanate dall’Ivass che ridurrebbero anche i diritti dei danneggiati che hanno subito lesioni gravi e gravissime, con apparente violazione della delega legislativa, suscitano scandalo e preoccupazione – conclude il presidente di Assoutenti.

Dal 25 gennaio inizia la prevendita del suv elettrico Škoda Enyaq IV

Con la commercializzazione del nuovo   Enyaqiv, che partirà lunedì 25 gennaio in tutte le Concessionarie italiane, inizia per Škoda un nuovo e fondamentale capitolo della propria storia. Il primo  SUV 100% elettrico della Casa boema sarà proposto in Italia inizialmente nelle varianti 60 IV con batteria da 62 kWh e 80 IV con batteria da 82 kWh, a partire da 39.500 euro.

Molto completa la dotazione di dispositivi per sicurezza attiva e  Connettività, che il Cliente può personalizzare con nuovi pacchetti di accessori e inedite Design Selection per i materiali interni.

Il lancio in concessionaria è previsto prima dell’estate. 

Da lunedì, tutte le Concessionarie Škoda in Italia potranno gestire la prevendita di ENYAQ IV, primo  SUV della Casa boema realizzato sulla piattaforma modulare elettrica MEB del Gruppo VW. Nelle scorse settimane gli entusiasti pre-booker italiani, che hanno aderito all’iniziativa proposta da ŠKODA Italia subito dopo la presentazione ufficiale, sono stati chiamati a sottoscrivere il contratto d’acquisto, in modo da essere tra i primi a guidare il nuovo modello. 

In questa fase iniziale,  Enyaqiv è disponibile nelle varianti 60 IV a 39.500 euro e 80 IV a 45.900 euro. Un posizionamento che, in rapporto a dimensioni, autonomia e contenuti, porta il nuovo  SUV elettrico Škoda a non avere oggi competitor diretti sul mercato italiano. Inoltre, il veicolo beneficia pienamente degli incentivi statali messi in campo a sostegno della mobilità a zero emissioni. In caso di rottamazione, lo sconto sul prezzo di listino arriva infatti a 10.000 euro. Mentre in assenza di rottamazione, l’incentivo scende a 6.000 euro. A questi, possono sommarsi gli eventuali incentivi a livello regionale. 

ENYAQ 60 IV monta una batteria da 62 kWh (netti 58 kWh) e ha una potenza di 177 CV (132 kW). Il modello passa da 0 a 100 km/h in 8,7 secondi mentre l’autonomia massima dichiarata nel ciclo WLTP è pari a 414 km. ENYAQ 80 IV è dotato della batteria di maggior capacità da 82 kWh (77 kWh netti) e ha una potenza di 204 CV (150 kW). Il modello più potente scatta da 0 a 100 km/h in 8,5 secondi e raggiunge l’autonomia massima di 537 km nel ciclo WLTP. Per entrambi, la trazione è posteriore e la velocità massima è limitata elettronicamente a 160 km/h. 

La dotazione del nuovo modello riflette questa vocazione all’utilizzo quotidiano in contesti diversi e, come è tipico per ogni Škoda, mette a disposizione importanti dotazioni di sicurezza e  Connettività comprese nel prezzo. 

Tra le principali tecnologie di sicurezza attiva di serie su ENYAQ 60 IV figurano Front Assistant con frenata automatica e riconoscimento pedoni e ciclisti, Lane Assistant per il mantenimento della corsia di marcia, Collision Avoidance Assistant che aiuta nelle manovre di scarto di emergenza e Cruise Control. Non mancano ovviamente il climatizzatore bi-zona, i sensori di parcheggio posteriori e i gruppi ottici anteriori e posteriori in tecnologia full LED.

Di serie lo schermo in plancia da ben 13” , connettività smartphone sia via cavo sia wireless con protocolli Apple CarPlay e Android Auto, ricezione radio digitale DAB+, riconoscimento della segnaletica stradale e connettività remota al veicolo tramite  app con chiamata di emergenza e service pro-attivo.

Il sistema di infotainment, che può essere controllato sia con comandi gestuali sia tramite l’assistente vocale digitale “Laura”, è in grado di connettersi in bluetooth con 3 smartphone e può gestire fino a 8 dispositivi diversi connessi tramite wi-fi.

Fanno parte della dotazione standard anche i cablaggi necessari per la ricarica alla rete pubblica o per l’utilizzo domestico con Wallbox sprovvisti di cavo Mode 3. Come optional, è proposto l’Universal Charger IV, un dispositivo Simply Clever che permette tanto la ricarica domestica fino a 7,2 kW sia la ricarica in corrente tri-fase a 400 V e 11 kW, senza l’utilizzo di un Wallbox. Tanto i cablaggi standard quanto l’Universal Charger IV possono trovare posto in uno specifico alloggiamento posto sotto il pianale del vano bagagli in modo da lasciare sempre libero e pulito il vano di carico, che mette a disposizione da 585 a 1.710 litri. 

Per il nuovo  SUV 100% elettrico, Škoda propone un’ampia offerta di pacchetti che permettono al Cliente di configurare l’auto a piacimento.

Inedita è anche l’offerta delle sei diverse Design Selection che il Cliente potrà scegliere in base ai propri gusti e che influenzano materiali, colori e abbinamenti di rivestimenti, sellerie ed elementi decorativi interni.

Si parte dall’ambiente LOFT, di serie su 60 IV per arrivare all’ECO SUITE in cui sia le sellerie sia parte della plancia sono rivestiti in pelle color tabacco trattata con essenze vegetali. A bordo di   Enyaqiv, ŠKODA ha implementato l’utilizzo di materiali riciclati e di fibre naturali come la lana vergine certificata. 

2020, il mercato auto in Europa: le fosche previsioni.

Il mese di dicembre conferma per il mercato Europa (UE+UK+EFTA) le fosche previsioni dei mesi scorsi: le immatricolazioni di autovetture, 11.961.182 nell’intero 2020, segnano una perdita di circa 3.845.000 unità rispetto al 2019, con un calo del 24,3%. Il mese di dicembre si chiude con 1.214.581 vetture vendute, in diminuzione del -3,7% rispetto allo stesso mese del 2019.
Il mercato Italia, che ha chiuso il 2020 con un -27,9%, si discosta in negativo di quasi 4 punti dal mercato Europa, e sconta sia la situazione macroeconomica sia le incertezze dei mesi scorsi per il rinnovo degli incentivi. A dicembre l’Italia ha infatti registrare la performance peggiore (-14,9%) fra i grandi paesi europei, dove spicca la crescita del 9,9% della Germania mentre Regno Unito e Francia segnano cali di vendite inferiori all’Italia, stabile la Spagna.
“L’Italia è in coda ai maggiori mercati in Europa per volumi di auto nuove nel mese, ma lo è anche per la quota di auto ricaricabili nel totale annuo, con un 4,3% contro il 13,6% della Germania, l’11,2% della Francia e il 10,7% della Gran Bretagna – commenta Andrea Cardinali, Direttore Generale dell’UNRAE, l’Associazione delle Case automobilistiche estere in Italia.
Persino la Spagna fa leggermente meglio, con il 4,8%.
Questo gap è dovuto all’analogo grave ritardo nello sviluppo delle infrastrutture di ricarica: un ritardo da recuperare molto velocemente, con gli investimenti che il PNRR destinerà alla mobilità elettrica e più in generale alle alimentazioni alternative. Le risorse disponibili nell’ambito della seconda “missione” del cosiddetto Recovery Fund, vanno indirizzate verso questi investimenti, sia in area privata che pubblica, su tutta la rete viaria urbana, extraurbana e autostradale, per raggiungere una capillarità dei punti di ricarica al livello dei Paesi più maturi. Solo a queste condizioni, garantendo anche l’interoperabilità tra le reti delle diverse utility e una tariffazione adeguatamente calibrata, potrà verificarsi anche da noi un vero decollo della mobilità elettrica”.
“Ma anche riguardo agli incentivi per i modelli a basse emissioni – aggiunge Cardinali – è
fondamentale guadagnare un orizzonte molto più lungo di quello attuale, ed è ormai
improcrastinabile che la fiscalità sulle auto aziendali venga allineata a quella di tutti i principali mercati europei. Se queste misure non dovessero rientrare nel PNRR, dimenticando l’urgenza ambientale creata da un parco circolante fra i più vetusti d’Europa, il Governo, a nostro avviso, dovrà necessariamente trovare altri veicoli normativi, per non rischiare di rimanere all’infinito fanalino di coda nella mobilità del futuro”.
Francia – Nel 2020 mancano all’appello ¼ delle immatricolazioni (-25,5%)In una Francia ovviamente segnata dalla crisi legata alla pandemia, le perdite sono state
ingenti anche per il settore dell’automobile: con 1.650.118 unità immatricolate, il 2020 archivia un -25,5% rispetto alle 2.214.279 del 2019. Il mese di dicembre 2020 ha subito una perdita dell’11,8%, con l’immatricolazione di 186.323 auto nuove a fronte delle 211.194 di dicembre 2019. Dall’analisi per alimentazione si evince la conferma del crollo delle alimentazioni
tradizionali: il benzina registra 774.363 unità (-39,6%) e perde oltre 10 punti di rappresentatività e il diesel (-33,3%), con 504.191 immatricolazioni cede 3,5 p.p. e si ferma al 30,6%. Chiudono l’anno con ottimi risultati gli ibridi, che con 243.651 immatricolazioni complessive guadagnano 9,1 p.p. attestandosi al 14,8%, e le elettriche che registrano 110.912 vendite e aumentano la propria rappresentatività sul mercato dall’1,9% del 2019 al 6,7% del 2020. Sul fronte dei segmenti: rispetto allo scorso anno, in crescita le piccole, al 59% di quota, in calo le medie inferiori (al 24%) e le medie superiori (al 12%), con le superiori e lusso al 5% di rappresentatività sul mercato. Continua il calo delle emissioni di CO2, che a dicembre hanno archiviato 91,0 g/km
a fronte dei 112,9 di dicembre 2019.
Germania – 2020 in caduta del 19,1% con quasi 400.000 veicoli elettrici immatricolatiSecondo i dati diffusi dalla KBA, in Germania il 2020 con 2.917.678 immatricolazioni di auto nuove segna un importante calo a doppia cifra: -19,1% rispetto alle 3.607.258 del 2019. Di queste, il 62,8% sono state immatricolate a persone giuridiche (-22,4%) e il restante ai privati (-13,0%). I veicoli a benzina hanno registrato una quota del 46,7% con 1.361.723 unità, in calo del 36,3%, così come i diesel che registrano il segno meno (-29,9%) con 819.896 veicoli e una quota del 28,1%. Segni positivi, invece, per i veicoli a propulsione alternativa, con i veicoli elettrici che hanno sfiorato le 400.000 unità, quasi quattro volte quanto venduto nel 2019 (+263%) e per il 2021 sono previsti fino a 600.000 veicoli elettrici e ibridi plug-in. Gli ibridi (+120,6%) hanno raggiunto una quota del 28,1% (di cui il 6,9% plug-in), e le elettriche, grazie a una crescita del 206,8%, con 194.163 unità archiviano l’anno con una rappresentatività del 6,7%. Nel 2020 le
emissioni di CO2 sono diminuite dell’11%, passando da 157,0 g/km del 2019 a 139,8 g/km del 2020. Il mese di dicembre, infine, chiude con un segno positivo grazie alle 311.394 unità che si confrontano con le 283.380 di dicembre 2019: +9,9%
Spagna – Dicembre stabile ma nel 2020 immatricolate 1/3 delle auto in menoLa crisi economica provocata dalla pandemia è stata determinante sul risultato finale delle vendite di auto nel 2020: 851.211 immatricolazioni che equivalgono a un -32,3% rispetto alle 1.258.251 del 2019 e, come sottolineato dalle Associazioni di categoria spagnole, era dal 2014 che non si registravano volumi sotto il milione di unità. Il mese di dicembre, invece, è rimasto stabile rispetto allo stesso periodo dello scorso anno con 105.841 auto nuove. Secondo le previsioni riportate dall’ANFAC, anche nel 2021 il mercato si manterrà sotto il livello del milione di unità, con il primo trimestre influenzato dall’aumento delle imposte di immatricolazione e il termine del piano “Renove”. Nel 2020 le emissioni medie di CO2 si sono attestate a 110,2 g/Km, in calo dell’8,7% rispetto allo scorso anno. Nonostante gli aumenti registrati a dicembre del canale dei privati (+3,5%) e delle società (+18,1%), restano pesanti i crolli registrati per il 2020: i privati perdono il 27,1% con 427.378 vendite, le società il 24,4% con 327.732 unità e le flotte nel 2020 cedono il 59,7% dei volumi con 96.101 immatricolazioni
(a dicembre -59,7%).
Regno Unito – In un anno perse 680.000 unità: il 2020 chiude a -29,4%Il Covid-19 e l’incertezza legata alla Brexit hanno portato il mercato dell’auto nel Regno Unito a subire un crollo delle immatricolazioni di autovetture nuove: secondo quanto riportato dalla SMMT con 1.631.064 vendite a fronte delle 2.311.140 le immatricolazioni complessive 2020 sono calate del 29,4%. Le 680.000 unità perse in un anno riportano i volumi a livelli più bassi dal 1992.
Seppur in misura minore del totale anno, il mercato di dicembre cede il 10,9% dei volumi attestandosi sulle 132.682 unità contro le 148.997 del 2019. Nei 12 mesi tutti i canali riportano grandi perdite: i privati registrano 747.507 vendite (-26,6%) e una quota del 45,8%; le flotte 849.309 unità (-31,1%) e una rappresentatività del 52,1%; le società con 34.248 immatricolazioni (-43,3%) si attestano sul 2,1% di quota. Sul fronte delle alimentazioni, le uniche a registrare cali nel 2020 sono il diesel (-55%, con una perdita di 9,2 p.p. di quota) e il benzina (-39,0%, che passa in un anno dal 64,1% al 55,4% di rappresentatività). Ottima performance per le BEV (+185,9% e un’ascesa dall’1,6% al 6,6% di quota con 108.205 immatricolazioni), le PHEV (+91,2%, in rappresentanza del 4,1% del mercato), MHEV benzina (+184,1%) e MHEV diesel (+79,6%) che rappresentano rispettivamente il 7,3% e il 3,7% delle vendite complessive.

Per 7mila automobilisti scattano gli aumenti Rca.

Il nuovo anno si apre con una brutta notizia per circa 700.000 automobilisti italiani; secondo l’osservatorio Rc auto di Facile.it, tanti sono gli assicurati che, a causa di un sinistro con colpa dichiarato nel 2020, dovranno fare i conti con un peggioramento della propria classe di merito e, di conseguenza, vedranno aumentare il costo dell’RC auto.

Il dato – frutto dell’analisi di oltre 640.000 preventivi di rinnovo RC auto raccolti a dicembre 2020 tramite Facile.it – evidenzia come il valore sia notevolmente diminuito (-40,5%) rispetto a quello rilevato un anno fa. Il Covid e le limitazioni alla mobilità imposte durante i lockdown hanno significativamente inciso sul numero di veicoli in circolazione determinando, di conseguenza, un calo dei sinistri stradali avvenuti nel corso dell’anno.

Buone notizie, invece, per gli automobilisti virtuosi; a dicembre 2020, secondo l’osservatorio RC auto di Facile.it, per assicurare un veicolo occorrevano, in media, 471,65 euro, vale a dire il 12,03% in meno rispetto allo stesso mese del 2019. Il dato è stato calcolato sulla base di 7.659.162 di preventivi di rinnovo RC auto e relative migliori offerte medie disponibili online..

Dati interessanti emergono analizzando il profilo degli automobilisti che vedranno scattare gli aumenti. Il primo è legato al sesso: fra gli uomini la percentuale di chi ha dichiarato un sinistro con colpa è pari al 2,06%, nettamente più bassa rispetto a quella rilevata tra le donne, dove il valore sale al 2,47%.

Altro elemento caratteristico è legato all’età: in media, chi ha dichiarato un sinistro con colpa ha poco più di 48 anni, ma guardando alle fasce anagrafiche si nota come tra gli under 21 la percentuale sia nettamente inferiore rispetto agli over 65 (1,84% vs 2,99%).

L’analisi del campione in base all’occupazione professionale dell’assicurato evidenzia come i pensionati siano risultati essere la categoria che, in percentuale, ha dichiarato con più frequenza un sinistro con colpa (2,87%) che farà scattare un aumento dell’RC auto. Seguono gli artigiani (2,34%), gli agenti di commercio (2,32%) e i liberi professionisti (2,25%).

Di contro, sono gli appartenenti alle forze armate coloro che, sempre percentualmente, hanno dichiarato nel corso del 2020 meno sinistri con colpa (1,43%); seguono studenti (1,66%) e imprenditori (1,98%).

Curioso notare come i dati dell’analisi confermino lo stretto legame tra sinistri e chilometri percorsi: non sorprende vedere come il chilometraggio medio di chi ha dichiarato un sinistro con colpa sia superiore del 4,5% rispetto a quello di chi non ha causato incidenti. Unica eccezione, come già detto, i pensionati, che nonostante una percorrenza media piuttosto bassa, sono risultati essere coloro che, in percentuale, hanno dichiarato più sinistri con colpa.

Se a livello nazionale la percentuale di chi vedrà peggiorare la propria classe di merito è pari al 2,21%, guardando al campione su base regionale emergono differenze significative.

Scorrendo la graduatoria delle regioni in cui si è percentualmente registrato il maggior numero di denunce di sinistri con colpa, al primo posto c’è la Liguria (3,17%). Al secondo posto si posiziona l’Umbria, dove la percentuale è pari al 2,82%, seguita dalla Toscana (2,66%) e dalle Marche (2,53%).

Analizzando la classifica nel senso opposto, invece, la regione dove in percentuale sono stati denunciati alle assicurazioni meno sinistri con colpa è la Basilicata (1,33%). Seguono a poca distanza la Calabria (1,38%) e il Trentino-Alto Adige (1,74%).

Turismo – Sicurezza – Educazione Stradale

Promuovere e rilanciare un turismo motoristico sempre più ricco, informato e consapevole delle straordinarie ricchezze del Belpaese, coniugandolo a una mobilità sempre più sicura, responsabile e sostenibile.

È questo, in estrema sintesi, il senso del protocollo firmato – in video collegamento tra il Comune di Maranello e la sede nazionale dell’Automobile Club d’Italia a Roma – da Luigi Zironi, sindaco di Maranello e Presidente dell’Associazione Città dei Motori dell’ANCI (30 Comuni di 12 Regioni, con territori a forte vocazione motoristica, per produzione, sport o cultura), Giuseppina Fusco, Vicepresidente dell’ACI, e Angelo Sticchi Damiani, Presidente dell’ACI e di ACI Storico.

Il protocollo – triennale – prevede un impegno comune sia nello sviluppo del turismo automobilistico e nella promozione delle risorse turistiche, che nella sensibilizzazione, informazione e formazione delle comunità locali in materia di mobilità, sicurezza stradale e conoscenza del territorio.

Secondo Luigi Zironi: “Questo accordo con ACI ha potenzialità straordinarie che, in prospettiva, potranno concretizzarsi in una serie di azioni molto importanti per la ripresa del turismo motoristico. L’intesa appena firmata conferma, ancora una volta, con quanta convinzione stiamo lavorando durante questa pandemia per farci trovare pronti nel momento della ripartenza. E la solidità di un alleato come ACI, che nel settore vanta un’esperienza ineguagliabile anche sul tema fondamentale dell’educazione e della sicurezza stradale, sarà un’ulteriore garanzia per tutta la rete di iniziative e relazioni che stiamo costruendo con tanta passione attorno al ‘Made in Italy’ dei motori”. 

“La creatività, l’intelligenza e le capacità imprenditoriali italiane – ha dichiarato la Vicepresidente dell’ACI, Giuseppina Fusco – hanno dato vita, nel tempo, ad eccellenze assolute nell’ambito dell’automobilismo e del motociclismo. Eccellenze che tutto il mondo ci invidia e che hanno fatto e fanno la fortuna di intere aree del nostro territorio. Una ricchezza che occorre salvaguardare, promuovere, valorizzare, accrescere. È da questa consapevolezza che nasce l’idea di questo protocollo d’intesa, che vedrà ACI, ACI Storico e ‘Città dei Motori’, impegnati a fare tutto quanto in loro potere per far sì che i Comuni e le Aziende italiane che hanno scritto la storia del motorismo mondiale siano sempre più conosciuti, visitati, apprezzati e valorizzati, non solo da addetti ai lavori, esperti e appassionati, ma da turisti di ogni parte del mondo, attratti sia dall’eccellenza delle nostre bellezze che dalla bellezza delle nostre eccellenze”.

“L’Italia – ha sottolineato Angelo Sticchi Damiani, Presidente dell’ACI e di ACI Storico – è Paese di motori. Tra i più grandi, amati e vincenti di sempre. Si può dire che l’auto sia nata qui, non solo perché i papà del motore a scoppio sono italiani, ma anche perché appartengono al Belpaese alcuni tra i marchi, i piloti e le competizioni sportive che hanno contribuito a trasformare il mezzo in mito. Tutto questo, in un territorio letteralmente unico al mondo, dove Storia, bellezze artistiche, culturali, paesaggistiche e naturali animano un territorio particolarmente ricco di distretti motoristici nei quali operano realtà di assoluta eccellenza. ACI, ACI Storico e ‘Città dei Motori’ hanno deciso di unire forze, esperienze, visione e know-how per valorizzare al meglio, di fronte al mondo, questo patrimonio di eccellenze, in una logica nella quale turismo motoristico, educazione e sicurezza stradale e ambientale, si fondano nel nome della definizione e realizzazione di standard di qualità sempre più elevati”.

Revisione auto aumenta di 10 euro Codacons: automobilisti usati come bancomat

Ancora una volta lo Stato ricorre agli automobilisti per aumentare le proprie casse, con il costo della revisione dei veicoli che aumenta di 9,95 euro per effetto di un emendamento alla Manovra approvato in commissione Bilancio alla Camera.

“Ancora una volta gli automobilisti italiani vengono usati come Bancomat quando il Governo ha bisogno di reperire risorse, attraverso un ingiusto aumento della tassazione a loro carico – afferma il presidente Carlo Rienzi – Ogni anno gli italiani pagano allo Stato 74,4 miliardi di euro per imposte e balzelli vari legati alle automobili: la quota più alta di tasse è assorbita dalle accise sui carburanti (35,9 miliardi di euro), seguono l’Iva sulla vendita (18,3 miliardi), introiti generici (11,6 miliardi), bollo auto (6,8 miliardi di euro), tasse varie sulla vendita (1,8 miliardi)”.

“Ora il costo della revisione sale di circa 10 euro, incrementando l’abnorme tassazione che vige sulle auto in Italia, e che porta il nostro paese ad essere al terzo posto in Europa per il caro-tasse automobilistiche, preceduto solo da Germania e Francia” – conclude il presidente Codacons.

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