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Gino Bruni

Il mio blog

Breen e Nagle, trionfano al 66°Rallye Sanremo

Craig Breen e Paul Nagle, Skoda Fabia R5, si aggiudicano il 66°Rallye Sanremo, gara organizzata dall’Automobile Club del Ponente Ligure, un rally tanto impegnativo quanto spettacolare che storicamente ha sempre regalato colpi di scena. E il colpo di scena anche in questa edizione c’è stato. L’irlandese ha superato proprio nell’ultimo tratto cronometrato  Simone Campedelli e Tania Canton con la Ford Fiesta R5 di Orange1 Racing che erano stati a lungo al comando della gara.

Il romagnolo si era infatti aggiudicato cinque delle dieci prove speciali in programma arrivando all’ultima lunga prova speciale con un vantaggio di undici secondi su Breen.

km dell’ultima tratto cronometrato di oltre 34 chilometri,  con condizioni meteorologiche avverse, con pioggia nebbia e tratti completamenti asciutti, l’irlandese ha realizzato un tempo straordinario che gli ha consentito di superare l’avversario.

Terzi assoluti, Giandomenico Basso insieme a Lorenzo Granai con la Skoda Fabia R5.

Il Sanremo si è confermato come una gara bella e difficile nel segno dell’imprevedibilità meteo che ha accompagnato tutta la gara.

Quarto assoluto Luca Rossetti affiancato da Eleonora Mori con la C3 R5 ufficiale.

 

CLASSIFICA ASSOLUTA 66°RALLYE SANREMO FINALE: 1. Breen-Nagle (Skoda Fabia R5) in 1:40’42.3; 2.Campedelli-Canton (Ford Fiesta R5) in 4.3; 3. Basso-Granai (Skoda Fabia R5) a 32.9; 4. Rossetti-Mori (Citroen C3 R5) a 1’00.0; 5. Crugnola-Ometto (Volkswagen Polo R5) a 1’17.9; 6. Franceschi-Haut Labourdette (Skoda Fabia R5) a 2’53.1; 7. Michelini-Perna (Skoda Fabia R5) a 4’07.0; 8. Habaj – Dymurski (Skoda Fabia R5) a 4’40.0; 9. Rusce-Farnocchia (Volkswagen Polo R5) a 5’15.5; 10. Scattolon-Nobili (Skoda Fabia R5) a 5’48.5.

66°Rallye Sanremo Simone Campedelli e Tania Canton, Ford Fiesta R5, sono al comando

Dopo quattro prove della prima giornata il romagnolo guida la classifica davanti alle due Skoda di Craig Breen e Giandomenico Basso.

Il 66°Rallye Sanremo è entrato ufficialmente e le prime insidiose quattro prove disputatesi nel pomeriggio di oggi hanno confermato che la corsa è destinata ad essere come di consueto aperta fino all’ultimo chilometro, cioè fino a domani  nel tardo pomeriggio. A rendere ancora più difficile un percorso storicamente molto impegnativo c’è stato anche l’alternarsi di sole e pioggia con alcune prove difficilmente interpretabili soprattutto per la scelta degli pneumatici. Dopo le quattro prove di oggi al comando  c’è Simone Campedelli con Tania Canton su Ford Fiesta R5 della Orange1 Raging. Il romagnolo ha preso la testa dopo la terza delle prove in programma nel pomeriggio, sfruttando al meglio le proprie qualità, quelle della vettura , preparata ufficialmente dalla M-Sport di Malcolm Wilson, ed una scelta di pneumatici particolarmente apprezzata che gli ha permesso anche di vincere l’ultimo tratto cronometrato terminando al comando con 9″6 su  Craig Breen e Paul Nagle , Skoda Fabia, e 10″ sull’altra Skoda Fabia di Giandomenico Basso e Lorenzo Granai.

Questo il risultato della prima semi tappa, con la parte conclusiva della prima frazione di gara che vivrà le sue parti più esaltanti con le prove in notturne in programma già nelle primissime ore di domani; la “classica” notte sanremese con la Mini Ronde da trenta chilometri e la temibile San Romolo; domani sabato 13 aprile toccherà ad altre sei prove speciali: tra queste spiccano i rinomati tratti di Testico, San Bartolomeo e Colle d’Oggia. La corsa si concluderà alle ore 19.00.

Tra gli iscritti al Campionato Italiano Rally JUNIOR dopo quattro prove disputate è davanti l’equipaggio formato da Giuseppe Testa e Massimo Bizzocchi ai sette giovani equipaggi a bordo delle Ford Fiesta R2B. Tra i partecipanti al titolo tricolore Due Ruote Motrici al momento comanda il fiorentino Tommaso Ciuffi insieme a Nicolò Gonella con la Peugeot 208 R2.

 CLASSIFICA ASSOLUTA DOPO PS4: 1. Campedelli-Canton (Ford Fiesta R5) in 29’08.1; 2.Breen-Nagle (Skoda Fabia R5) a 9.6; 3. Basso-Granai (Skoda Fabia R5) a 10.6; 4. Albertini-Fappani (Skoda Fabia R5) a 18.4; 5.Rossetti-Mori (Citroen C3 R5) a 18.7; 6. Crugnola-Ometto (Volkswagen Polo R5) a 29.5; 7. Michelini-Perna (Skoda Fabia R5) a 54.7; 8. Franceschi-Haut Labourdette (Skoda Fabia R5) a 1’05.1; 9. Rusce-Farnocchia (Volkswagen Polo R5) a 1’34.9; 10. Scattolon-Nobili (Skoda Fabia R5) a 1’45.3.

Osservatorio Continental sulla sicurezza stradale 2019

Certi delle proprie capacità, ma preoccupati dalla distrazione degli altri. Mentre per autisti dei mezzi pesanti non è solo una questione di attenzione.

Che rapporto hanno gli italiani con la sicurezza stradale? Come percepiscono sé stessi e gli altri? In cosa ripongono più fiducia per avere delle strade sicure?  In un contesto in cui la ricerca e l’innovazione fanno progressi costanti per rendere reale una mobilità che includa mezzi a guida autonoma, oggi viviamo ancora in un contesto in cui il 93% degli incidenti deriva dal comportamento del guidatore (dati Ocse) confermando quindi, per ora, l’essere umano come attore protagonista della sicurezza nell’ecosistema strada.

L’Osservatorio Continental sulla Sicurezza Stradale, realizzato con l’istituto di ricerca Euromedia Research, ha posto queste e altre domande al fine di tracciare una fotografia del vissuto, delle percezioni, dei valori e delle aspettative degli utenti della strada in merito alla sicurezza per arrivare a sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza di adottare comportamenti sicuri.

“Si tratta di un osservatorio che poggia la propria origine nel DNA aziendale di Continental – spiega Alessandro De Martino, Amministratore Delegato di Continental Italia – che da oltre 140 anni fa della sicurezza su strada e dell’innovazione tecnologica la propria missione, investendo e producendo, oltre agli pneumatici, tecnologie per rendere i veicoli e le strade sicure e arrivare a ‘Vision Zero’ ovvero una mobilità a zero vittime, zero feriti e zero incidenti sulla strada.

Una visione che consenta a tutti gli utenti, siano essi pedoni, ciclisti, motociclisti, automobilisti e autisti del trasporto pesante di mezzi e persone, di condividere un ecosistema complesso in sicurezza”.

Se da un lato l’Osservatorio evidenzia subito come l’automobile si confermi ancora il mezzo di trasporto più utilizzato (78,2% degli intervistati), fa emergere allo stesso tempo una percezione contraddittoria tra sé e gli altri: infatti l’auto è percepita come il mezzo di trasporto più sicuro per sé (44,1%), e al contempo il più pericoloso dato che gli utenti della strada vivono nella paura di essere investiti (il 68% degli intervistati).

Il 79,5% degli italiani tuttavia non percepisce sé stesso come un pericolo per l’ecosistema strada definendosi “rispettoso delle regole indipendentemente dalla presenza di un controllo” (solo l’8,7%, dichiara di rispettare le regole solo in presenza di un controllo), e assolutamente sicuro delle proprie capacità (l’87,4%) e di sé stesso mentre è alla guida del proprio mezzo di trasporto.

La fiducia per arrivare ad avere una maggiore sicurezza stradale viene riposta in primis nei guidatori e nel loro senso di responsabilità (34,9%) e in secondo luogo in una maggiore severità da parte delle Forze dell’Ordine attraverso una presenza più estesa sulle strade e sulle autostrade (16,7%). La fiducia viene poi riposta, dal 15,5%, nelle aziende che producono automobili e pneumatici attraverso la costante evoluzione di tecnologie in grado di dar vita a nuovi sistemi che aiutino a frenare per tempo e in maniera efficace, a sistemi per il controllo della stabilità in caso di frenata, a sensori di rilevazione della stanchezza, ecc.

La sicurezza stradale è quindi percepita come una questione di attenzione e di prudenza: due dei termini menzionati più frequentemente dagli intervistati quando si chiede loro di definire con una parola la “sicurezza stradale”, che secondo il 88,1% degli italiani è minacciata principalmente dalla distrazione (44,4%) e dalla trasgressione (43,7%).

I guidatori ritengono, infatti, che l’elemento più importante per la sicurezza stradale sia proprio il guidatore (50,1%) seguito, con grande distacco, dai freni (9,7%), dalla segnaletica stradale (6,4%), dai sensori e i sistemi di guida assistita (6,0%) e gli pneumatici (5,3%).

Cosa sono disposti a fare gli italiani per aumentare in generale il livello di sicurezza stradale?

A prestare maggiore attenzione evitando le distrazioni (19,0%); a rispettare le regole e il codice della strada (15,3%) e a ridurre la velocità (11,2%). Il 5,2% conferma di guidare già in modo responsabile e rispettoso delle regole e ritiene di non dover fare nulla.

In questo contesto per gli italiani rispettare il codice della strada significa compiere un atto di responsabilità verso sé stessi e verso gli altri utenti della strada (58,9%, in larga parte uomini con età compresa tra i 45 e i 64 anni); adottare un comportamento che tutela dal rischio di incidenti (27,5%); attuare un comportamento che evita di incorrere in sanzioni (9,2%), mentre per il 2,3% è un limite che impedisce loro di godere appieno delle prestazioni del proprio veicolo.

Quando lo sguardo passa al futuro e a ciò che viene ritenuto un fattore fondamentale sui mezzi di trasporto “personali” di prossima generazione, il 43,5% degli intervistati non ha dubbi e menziona sistemi di sicurezza e di ‘alert’ affidabilissimi in grado di evitare incidenti, il 12,2% sceglie il carburante ecocompatibile, mentre solo il 10,5% menziona le auto con guida autonoma e capaci di interazioni tra veicoli e infrastrutture.

Il 59,2% delle persone interpellate ritiene che i sistemi di assistenza alla guida siano strumenti validi ma che non risolvano il problema della sicurezza stradale; il 37,9% li ritiene comunque fondamentali.

Le percezioni cambiano radicalmente per gli autisti dei mezzi pesanti, il 65,2% dei quali ritiene che la sicurezza stradale non dipenda solo dall’attenzione di ciascun guidatore ma che sia determinata anche da altri strumenti, in primis la segnaletica stradale. Anche supporti tecnologici come sensori capaci di aumentare la percezione dello spazio che circonda mezzi di grandi dimensioni sistemi di frenata automatica e ausili elettronici alla guida sono percepiti come molto importanti per la sicurezza. Loro stessi infatti, rispetto al totale del campione, sono maggiormente consapevoli alla guida del loro mezzo. Secondo loro, infine, il comfort del veicolo rappresenta un fattore fondamentale per i mezzi del futuro, in grado di aumentare la marcia in sicurezza accrescendo in modo significativo il benessere, e quindi la concentrazione, di chi passa molte ore al volante.

“Condividere la strada in sicurezza è per Continental un diritto di tutti ed è l’obiettivo al centro delle attività del Gruppo che, mentre continua a lavorare allo sviluppo di tecnologie e innovazioni in un’ottica di automazione, è fortemente convinto che a nulla possano servire i grandi investimenti nella ricerca se, alla base, non si investe sulla percezione della sicurezza da parte dell’uomo che attualmente è e rimane l’elemento cardine dell’ecosistema strada. Questo impegno è alla base dei programmi e dei progetti dell’azienda in Italia e nel mondo. Il nostro progetto di sensibilizzazione sfrutterà – nei prossimi due mesi – la potenzialità di due importanti piattaforme di comunicazione: BluE – l’evento che porta a Milano durante la Design Week il tema della mobilità elettrica – e il Giro d’Italia 2019 – di cui saremo Safety Sponsor. Portare all’attenzione di tutti un tema che coinvolge ognuno di noi e che, come dimostrato, richiede che non si abbassi la guardia, è il nostro obiettivo.” conclude Alessandro De Martino.

L’auto del futuro, secondo i consumatori

Per gli italiani l’automobile è ibrida e sempre più connessa.
Sul mercato internazionale del settore Automotive rallenta l’entusiasmo dei consumatori nei confronti della tecnologia a guida autonoma. Al tempo stesso però si rafforza la preferenza verso la mobilità ibrida/elettrica, trainata soprattutto dai Paesi orientali (Cina e Giappone) e dall’Italia (al primo posto in Europa). Il nostro Paese si distingue inoltre per una maggiore predisposizione alla connettività a bordo dei veicoli, in netto contrasto rispetto agli altri Paesi europei, dove prevalgono i timori legati alla raccolta dei dati personali.
Questo è in sintesi quanto emerge dall’articolo di Deloitte Italia “L’auto del futuro, secondo i consumatori” basato sui risultati della Global Automotive Consumer Survey di Deloitte con uno specifico focus sull’Italia, che ogni anno coinvolge oltre 20.000 consumatori in diciassette Paesi.

Questo quanto è emerso nel dettaglio:

Frena l’entusiasmo dei consumatori per le auto a guida autonoma.
▪ Nel 2018 quasi un terzo degli italiani (29%) continua a ritenere ”non sicura” la tecnologia a guida autonoma, in linea con il resto del mondo.
▪ Per più di un italiano su due (53%) le notizie d’incidenti hanno influito sulla sicurezza percepita dei veicoli a guida autonoma.
▪ Il 63% degli italiani vorrebbe un livello di controllo “molto elevato” da parte di governi e istituzioni sulla tecnologia a guida autonoma.
▪ Sulla guida autonoma, cala in tutti i paesi la preferenza per i player tradizionali: in Italia scende dal 51% al 36%.
▪ I brand tecnologici guadagnano consensi per portare la tecnologia a guida autonoma sul mercato: in Italia salgono dal 26% al 30%.

“L’interesse dei consumatori per la tecnologia a guida autonoma ha subito un brusco rallentamento a livello globale – osserva Giorgio Barbieri, Senior Partner Deloitte e Automotive Sector Leader – ma i dubbi e i timori relativi alla sicurezza potrebbero essere alleviati dal rafforzamento degli standard qualitativi e dalla formulazione di un nuovo quadro normativo, per il quale i governi dovrebbero assumere un ruolo di leadership. Ciò consentirebbe inoltre all’industria automobilistica di convergere verso standard chiari e soluzioni tecnologiche condivise, riducendo al contempo i costi di conformità normativa”.

 

L’elettricità sarà la vera protagonista del (prossimo) futuro della mobilità globale, in particolare nel Sol Levante.
▪ Italia ai primi posti al mondo come preferenza per la mobilità ibrida/elettrica (41%), dietro solo a Cina (46%) e Giappone (44%)
▪ Negli USA la mobilità ibrida/elettrica registra un ruolo marginale (22%), grazie al minor costo dei carburanti tradizionali. Dichiara Giorgio Barbieri: “Vale la pena sottolineare il fatto che i consumatori italiani si dimostrano più aperti ed entusiasti, rispetto alla maggior parte degli altri paesi, nei confronti del nuovo trend della mobilità ibrida/elettrica. Compito dei player tradizionali è saper innovare e continuare a investire in ricerca e sviluppo per cogliere quest’opportunità e non rimanere indietro rispetto alla futura crescita del comparto a livello mondiale.”.
I consumatori italiani sono tra i più inclini a pagare un sovrapprezzo per una maggiore connettività a bordo.
▪ L’Italia registra una delle preferenze più alte (60%) a livello mondiale per i veicoli connessi, davanti a Stati Uniti (47%), UK (45%), Francia (36%) e Germania (35%.)
▪ Gli italiani sono i meno preoccupati al mondo (31%) per la raccolta dei dati personali a bordo dei veicoli connessi.
▪ Il 72% degli italiani (1° posto in Europa) sarebbe disposto a pagare un sovrapprezzo per una maggiore connettività a bordo.
Osserva Giorgio Barbieri: “A livello globale, i consumatori potrebbero non essere pronti a pagare un sovrapprezzo per la maggiore connettività a bordo, soprattutto a causa delle preoccupazioni legate alla raccolta dei dati personali; l’Italia si muove però in contro tendenza, rivelando una predisposizione nettamente più alta rispetto agli altri Paesi”.
“La chiave per realizzare una mobilità sempre più connessa risiede nella capacità di coinvolgere soprattutto i consumatori più giovani, invitandoli ad adottare le soluzioni più innovative e a consolidare il trend sul mercato; tutto ciò nell’ipotesi che le varie industrie interessate al mercato possano continuare a investire abbastanza a lungo per consentire a questa trasformazione del mercato di realizzarsi intercettando le reali esigenze dei consumatori.”

Crash-Test Euro NCAP 2019

Sicurezza a 5 stelle per i due suv di medie dimensioni Range Rover Evoque e Citroën C5 Aircross (quest’ultima nella configurazione con ‘safety pack’: per la versione standard le stelle sono 4).

È questo il verdetto della seconda serie dei test Euro NCAP 2019, il progetto internazionale di valutazione degli standard di sicurezza delle auto nuove, del quale è partner l’Automobile Club d’Italia (schede su www.euroncap.com).

Seconda serie di test per la Range Rover Evoque: il modello precedente era stato valutato nel 2011. Oggi come allora, nonostante i più severi protocolli Euro NCAP 2019, l’auto inglese raggiunge la massima valutazione. Molte le eccellenze: freno automatico di emergenza (AEB: Autonomous Emergency Braking) in ambito urbano e urto contro la barriera laterale. Piccole criticità, invece, nella prova del colpo di frusta per i passeggeri posteriori e in quella dell’AEB con il ciclista.

Il nuovo modello Citroën C5 Aircross è stato testato sia nell’allestimento standard che in quello con il ‘safety pack’ (dotato del sistema di frenatura automatico). Nell’allestimento base, l’AEB prevede solo la telecamera; in quello superiore, è compreso anche il radar. Ed è proprio questo a fare la differenza, facendo ottenere all’auto francese il massimo punteggio, rispetto al modello AEB standard che si ferma, invece, a 4 stelle. Ottima, per entrambi i modelli, la protezione nei confronti di adulti e bambini a bordo. Piccole criticità per tibia e torace del conducente e testa del passeggero posteriore.

“Gli ultimi test Euro NCAP ribadiscono l’importanza del sistema di frenatura automatica AEB – ha affermato Angelo Sticchi Damiani, presidente dell’Automobile Club d’Italia. Solo i veicoli dotati di questa tecnologia ADAS, infatti, ottengono la valutazione massima di 5 stelle. La nuova sessione di test, inoltre, evidenzia che è possibile migliorare gli standard di sicurezza dei veicoli. I sistemi AEB di ultima generazione – con telecamera e radar – sono molto più performanti di quelli composti da sola telecamera. L’ACI, pertanto, ribadisce ancora una volta la necessità dell’obbligo dell’AEB su tutti i veicoli nuovi”.

Sabato è il turno del Circuito Marina Genova Resort

Sabato 13 aprile appuntamento con le auto storiche per l’undicesima edizione del Circuito “Marina Genova Resort”.

Alla manifestazione , organizzata dal Veteran Car Club Ligure,oltre ai numerosi piloti locali sono attese decine di equipaggi provenienti da tutta l’Italia settentrionale.

Gli arrivi dei partecipanti inizieranno nella tarda mattinata e, dopo il perfezionamento delle iscrizioni, intorno alle 15,30 partirà la prima vettura.

Come nella scorsa edizione il percorso di rilevamento tempi sarà suddiviso in due settori distinti in modo da consentire la presenza di altrettanti veicoli sul tracciato.

L’appuntamento alla Marina Genova, in un ambiente scenografico che ha davvero pochi eguali, con l’area interessata alla manifestazione automobilistica ricavata tra le banchine del porto turistico e la pista dell’aeroporto del capoluogo ligure, è sinonimo da sempre di una significativa partecipazione di auto d’epoca.

Ad oggi hanno già garantito la loro presenza, i possessori di una Lancia Aurelia spider, una Mercedes 300 SL, alcune Fiat anteguerra e poi svariate MG A e B oltre a Porsche 356 e il consueto manipolo di Giuliette spider e sprint.

Per informazioni è possibile visitare il sito internet www.vccligure.com e mettersi in contatto via e-mail all’indirizzo: info@vccligure.com o telefonando al numero 345 2120980

Il Sanremo del genovese Davide Craviotto

Scatta dal Rally di Sanremo la nuova stagione di Davide Craviotto. Il pilota genovese parteciperà alla seconda gara  del CIR (Campionato italiano rally), in coppia con Fabrizio Piccinini ed volante della Peugeot 208 R2B della By Bianchi iscritta dalla scuderia Project Team.

“Correre al Sanremo – commenta Davide Craviotto – è un sogno che si avvera, sia per me che per Fabrizio, dopo oltre 20 anni di attività agonistica. Per qualità e quantità degli avversari di classe è, in partenza, un impegno proibitivo ma noi la prenderemo come quell’esperienza che mancava nella nostra piccola carriera: se, poi, arriverà un risultato positivo, saremo ancora più contenti. Nel dubbio, ci siamo iscritti anche al Trofeo Peugeot 2019: non si sa mai che, dopo il Sanremo, non si riesca ancora a fare ancora una gara del CIR…”.

Secondo le aspettative la stagione agonistica 2019 sarà particolarmente importante, per Davide Craviotto. “Abbiamo cercato di alzare un po’ l’asticella… – aggiunge il pilota genovese – mettendo nel programma qualche gara di grande interesse. A giugno andremo al Rally del Taro, seconda prova dell’IRCup, a metà luglio, se troveremo una vettura, saremo al rally Golfo dei Poeti, a La Spezia, a fine luglio correremo il Rally di Alba, che da quest’anno fa parte del “tricolore” WRC, e, a fine agosto, saremo al via del Rally della Lanterna, con una vettura top, se riusciremo a mettere insieme il budget necessario, la Skoda Fabia R5 della By Bianchi. Un altro sogno che si potrebbe avverare…”.

Il fine settimana dei piloti genovesi

La Scuderia Racing for Genova Team nella fine settimana sarà impegnata in ben quattro differenti discipline: rally, slalom e velocità. “Siamo tra le poche scuderie in Italia che sostengono un’attività automobilistica – sportiva così diversificata – osserva Raffaele Caliro, direttore sportivo del sodalizio – è un onere pesante da seguire e da gestire ma fa fede alla nostra mission, supportare al massimo i nostri portacolori”.

In campo rallystico saranno due gli equipaggi impegnati. Sabato e domenica prossimi, Gigi Giacobone, per la prima volta al volante di una Skoda Fabia R5, e Monica Cicognini saranno in lizza a Reggio Emilia nella 40^ edizione del Rally “Appennino Reggiano”, prova d’apertura dell’ambita International Rally Cup.

Angelo Ferrari e Sara Montavoci, con la loro Citroën Saxo di classe N2, invece prenderanno il via, negli impegnativi sterrati su cui è articolata l’11^ edizione della Coppa “Liburna Terra”.

Debutto stagionale, in Sardegna, per Alessandro Polini. Sarà al via nella 5^ edizione dello Slalom “Città di Dorgali” per testare la sua rinnovata Polini 01 Bmw. Sempre negli slalom, domenica sul Circuito del Sele Giacomo Gozzi affronterà la 31^ “Coppa della Primavera”: per l’occasione, il portacolori della Racing for Genova Team porterà in gara, per la prima volta, una Radical Sport.

Un altro pilota genovese, Roberto Malvasio, inizierà la stagione nel Trofeo Italiano Velocità Montagna.

Dopo le partecipazioni ai Rally Circuit di Franciacorta e di Castelletto di Branduzzo, il pilota di Ronco Scrivia con la Mini John Cooper Works di Gruppo Racing Start Plus, sarà impegnato nella 28^ edizione della Salita del Costo, in programma a Cogollo del Cengio, provincia di Vicenza. “E’ una gara importante e di blasone – rileva il portacolori della Winners Rally Team – come confermano la qualità e la quantità degli iscritti.  Tracciato che affronto per la prima volta, e che quindi non conosco direttamente.  Il percorso è bello, ma anche lungo. Cercherò, ovviamente, di fare bene, anche se gli avversari domenica, giorno della sfida, non mancheranno: mi interessa, soprattutto, riprendere con rapidità il buon feeling che avevo raggiunto con la Mini nel finale della scorsa stagione”.

Aci: a marzo in crescita solo moto di seconda mano e radiazioni.

Rallenta a marzo, dopo dodici mesi consecutivi di crescita, il trend dei passaggi di proprietà delle autovetture, che al netto delle minivolture (trasferimenti temporanei a nome del concessionario in attesa della rivendita al cliente finale) hanno messo a bilancio una variazione mensile negativa del 3,0%. Va segnalato, tuttavia, che quest’anno il mese di marzo ha avuto una giornata lavorativa in meno rispetto all’analogo mese del 2018, il che si traduce in un incremento dei passaggi netti dell’1,6% in termini di media giornaliera. Discorso analogo per le minivolture: -2,0% la variazione mensile a marzo e +2,6% la media giornaliera. Per ogni 100 vetture nuove ne sono state vendute 150 usate nel mese di marzo e 165 nel primo trimestre dell’anno.

Per quanto riguarda in particolare le vetture alimentate a gasolio, anche nel mese di marzo a dispetto del calo delle prime iscrizioni (-24,2% rispetto allo stesso mese del 2018, con un’incidenza rispetto alle vendite totali in calo dal 53,6% di marzo 2018 al 45,1% di marzo 2019), il mercato dell’usato ha archiviato risultati piuttosto differenti, con una lieve diminuzione dei passaggi di proprietà delle auto diesel (-0,3%) ma un incremento della loro quota sul totale (dal 49,4% di marzo 2018 al 50,9% di marzo 2019). Quale ulteriore elemento esemplificativo della tendenza a cedere diesel usati, si evidenzia a marzo anche l’aumento delle minivolture di auto a gasolio (+1,2%), a fronte di un calo dei minipassaggi di quelle a benzina (-6,0%).

In linea con l’aumento a due cifre delle prime iscrizioni, i passaggi di proprietà dei motocicli depurati dalle minivolture, hanno invece messo a segno a marzo un incremento mensile del 23,0% (+28,8 media giornaliera).

Complessivamente nel primo trimestre dell’anno si sono registrate crescite del 2,6 % per le quattro ruote, del 7,6% per le due ruote e del 2,5% per tutti i veicoli.

I dati sono riportati nell’ultimo bollettino mensile “Auto-Trend”, l’analisi statistica realizzata dall’Automobile Club d’Italia sui dati del PRA, consultabile sul sito http://www.aci.it

Variazioni mensili positive a marzo per le radiazioni, con aumenti del 4,8% per le autovetture (9,7% media giornaliera) e del 4,2% per i motocicli (9,2% media giornaliera).

Si conferma sempre in crescita il parco circolante: il tasso unitario di sostituzione delle quattro ruote a marzo è stato pari a 0,71 (ogni 100 auto iscritte ne sono state radiate 71) e a 0,82 nei primi tre mesi dell’anno.

Nel primo trimestre 2019 le radiazioni hanno archiviato in totale contrazioni dell’1,5% per le auto, del 18,2% per le moto e del 3,4% per tutti i veicoli.

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