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Gino Bruni

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Giornata Mondiale in ricordo delle vittime della strada 2019

L’anno scorso, nel nostro Paese, si sono verificati 172.553 incidenti stradali: 3.334 persone hanno perso la vita e 242.919 sono rimaste ferite. Parliamo di 473 incidenti, 666 feriti e 9 morti al giorno. I più colpiti sono i giovani tra 15 e 24 anni: 414 morti, il 12,4% del totale. Ma c’è un dato ancora più inquietante: i morti tra i 15 e i 19 anni sono aumentati, addirittura, del 26,1%. Un bilancio drammatico e inaccettabile, con costi sociali che superano i 18 miliardi di euro l’anno, pari all’1,1 per cento del PIL. Quasi una ‘Finanziaria’.

Per trasformare un momento di profondo dolore in un’occasione per contribuire concretamente alla sicurezza delle nostre strade, l’ACI propone cinque semplici regole, che possono aiutare a combattere le principali cause di incidente – distrazione, velocità, alcol e droga, mancato uso di cinture e seggiolini per bambini, scarsa attenzione a pedoni e due ruote – e fare la differenza tra far sì che la vita duri tutta la vita e perderla.

La distrazione e’ un attimo. –  l’ultimo; Rallenta. Tanto non si vince niente. – Se ti sballi e guidi sei fuori strada. – Certi legami allungano la vita. – Cinture e seggiolini: allacciati. Sempre. – Utenti vulnerabili: più sono deboli più i rischi sono forti. Rispettiamoci.

“La Giornata Mondiale in ricordo delle vittime della strada non deve ridursi alla doverosa partecipazione al dolore di migliaia di famiglie ma, deve trasformarsi in un momento di riflessione su un fenomeno drammatico, che non possiamo e non dobbiamo considerare un tributo fisiologico e inevitabile al nostro bisogno di mobilità”, ha dichiarato il Presidente dell’Automobile Club d’Italia, Angelo Sticchi Damiani.

“L’obiettivo ‘zero morti sulle strade’ – ha sottolineato il Presidente dell’ACI – non è utopia. È realtà. Una realtà ancora lontana, è vero, ma una realtà. Gli incidenti sono errori drammatici, non tragiche fatalità. Si possono e si devono evitare. La chiave è una sola: l’educazione alla sicurezza. Per salvare un numero sempre maggiore di giovani vite, l’ACI è da sempre impegnato nell’educazione dei giovani – in particolare futuri e neo-patentati – a una mobilità sicura e responsabile, sia supportando i programmi dedicati nella formazione scolastica, che potenziando gli strumenti formativi di supporto all’insegnamento e al perfezionamento della guida”.

“I problemi con i giovani sono essenzialmente due – ha evidenziato Sticchi Damiani: prima di prendere la patente, tendono a sovrastimare le loro capacità e, una volta presa la patente, tendono a sottostimare i rischi che capita di dover affrontare sulle nostre strade. Per questo, i corsi di guida sicura svolgono un ruolo fondamentale: perché fanno toccare con mano, anche a quei ragazzi che si ritengono già esperti, i loro limiti e le loro fragilità, prima che sia un evento drammatico, se non addirittura tragico, a dimostrarle, quando, ormai, per loro non c’è più niente da fare”.

“Le statistiche 2018 – ha concluso il Presidente ACI – dimostrano che non bisogna mai abbassare la guardia ma continuare a intensificare gli sforzi: per questo il nostro impegno nel prevenire e limitare l’incidentalità stradale crescerà ancora, attraverso un aggiornamento costante di contenuti e metodologie formative e divulgative, e una collaborazione sempre più stretta con tutti gli operatori del settore, istituzionali e no, nella consapevolezza che solo facendo squadra si potrà controllare, arginare e, finalmente, debellare questa drammatica emergenza sociale”.

Crash test Euro NCAP

Quattro i modelli testati nella settima serie di test Euro NCAP 2019, il progetto internazionale di valutazione degli standard di sicurezza delle auto nuove, del quale è partner l’Automobile Club d’Italia (schede su www.euroncap.com). Cinque stelle per Ford Explorer, Mercedes GLB e Mazda CX-30, quattro quelle conquistate dall’Opel Corsa.

L’Explorer, Suv plug-in ibrido della Ford, ottiene 5 stelle con eccellenze e massima valutazione nelle prove di urto laterale contro la barriera e nella protezione dei bambini a bordo. E’ stato molto apprezzato, poi, il dispositivo che disattiva automaticamente gli airbag in caso di presenza di sistemi di ritenuta per bambini. Qualche defaillance solo nella protezione del torace e del femore del conducente e degli altri occupanti, scarsa l’efficacia del sistema di frenata automatica di emergenza, (AEB), nelle prove con il ciclista.

Cinque stelle anche per l’altro Suv, GLB della Mercedes, con alimentazione benzina o gasolio. Ottimi i giudizi nello scontro laterale contro barriera e nel funzionamento del sistema di frenata automatica di emergenza.

Qualche criticità nella protezione del torace e del collo del conducente, (rispettivamente nello scontro laterale contro il palo e nell’urto frontale pieno). Scarsa, inoltre, la protezione del bacino del pedone in caso di urto contro il paraurti.

La regina di questa serie di test è la Mazda CX-30: 5 stelle e valutazioni più alte sia a livello complessivo che nella protezione degli adulti a bordo, dei pedoni, dei ciclisti e dei sistemi per la sicurezza attiva (ADAS). Massimo punteggio conquistato nelle prove di scontro frontale pieno, urto laterale, contro barriera e palo, nelle prove a velocità urbana del sistema di frenata automatica di emergenza. Piccole criticità nella protezione del collo del bambino di 10 anni e del sistema di mantenimento della corsia.

Buone le valutazioni per l’Opel Corsa che, però, si ferma a 4 stelle a causa di alcune piccole criticità. Marginale la valutazione della protezione al collo dei passeggeri dei sedili anteriori e posteriori, l’assenza del terzo poggiatesta, poi, ha abbassato i giudizi complessivi. Punteggi massimi, invece, nella prova di urto laterale contro barriera e nella protezione dei bambini a bordo. Buone anche le valutazioni del sistema di frenata automatica, (valutato, però, nella configurazione base: telecamera ottica senza radar), alcune criticità riscontrate negli scenari più severi degli utenti vulnerabili (pedoni e ciclisti).

“Gli ultimi test Euro NCAP ribadiscono i progressi continui ottenuti nel campo della sicurezza dei veicoli, grazie all’ausilio degli ormai indispensabili sistemi di assistenza alla guida – ha affermato il Presidente dell’ACI Angelo Sticchi Damiani – è in questa direzione che devono concentrarsi gli sforzi dei costruttori di auto”.

La Mappa Aci degli Incidenti Stradali

Il tratto ligure dell’Aurelia pericoloso per i ciclisti

76 incidenti su 100 avvengono nei centri abitati, 6 in autostrada e 18 su strade extraurbane; nel 2018 in autostrada è stabile il numero di incidenti ma aumenta il numero di morti (a causa dell’incidente del Ponte Morandi), sulle strade extraurbane aumentano gli incidenti ma rimane sostanzialmente stabile il numero di morti (+4% e -0,7%), nei centri abitati diminuiscono sia incidenti che morti (-2,7% e -4,2%), soprattutto nei piccoli centri attraversati da strade extraurbane.

Sono i dati essenziali che emergono da “Localizzazione degli incidenti stradali 2018”, lo studio, realizzato dall’ACI, che analizza i 37.228 incidenti (1.166 mortali), 1.344 decessi e 59.853 feriti, avvenuti su circa 55.000 chilometri di strade della rete viaria principale del Belpaese.

In autostrada i veicoli per il trasporto delle merci – autocarro (anche leggero), autotreno o autoarticolato -sono coinvolti nel 31% degli incidenti.

Il venerdì è il giorno in cui si verificano più incidenti (il 15,4%). Dalle 18 alle 20 le ore più critiche.

Giugno e Luglio i mesi con la maggiore incidentalità (rispettivamente il 9,9% e 10,4% del totale).

Prendendo come riferimento l’anno 2010, gli incidenti sono diminuiti del 19,4%, i morti del 18,2%. Rispetto al 2017, invece, gli incidenti sono aumentati dell’1,5% (554 in più) e i decessi diminuiti dell’1,6% (22 in meno).

Le autostrade urbane risultano quelle con la maggiore densità di incidenti a causa degli elevati flussi di traffico e della pluralità di mezzi diversi.

Infatti la Penetrazione urbana della A24 (12,9 inc/km), il Raccordo di Reggio Calabria (12,5 incidenti/km) e la Tangenziale Nord di Milano (nel tratto in provincia di Monza – 10,3 incidenti/km) sono le strade sulle quali si verificano più incidenti, mentre per la rete autostradale la media nazionale è di 1,3 incidenti/km.

Per le strade extraurbane, dove la media nazionale è di 0,6 incidenti/km, il triste primato spetta alla Statale 36 del Lago di Como e dello Spluga nei tratti in provincia di Monza e della Brianza (9,8 incidenti/km) e in provincia di Milano (7,6 incidenti/km) e alla SS131 dir – Carlo Felice in provincia di Cagliari (8,6 incidenti/km).

GLI UTENTI VULNERABILI

Sulle strade extraurbane gli utenti vulnerabili rappresentano una quota assai elevata dei decessi, anche se in diminuzione rispetto allo scorso anno: il 31% (1 morto su 3) è ciclista, “dueruotista” o pedone. Nel 20,6% dei casi è deceduto un motociclista (277), nel 10,2% un pedone (137) e nel 3% un ciclista (39). Rispetto al totale dei morti per modalità di trasporto, i pedoni sono il 22,4%, i ciclisti il 17,8% e “dueruotisti” il 34,8%.

DUE RUOTE

I veicoli a due ruote (biciclette comprese), sono coinvolti nel 22% degli incidenti stradali.

L’indice di mortalità delle due ruote (motocicli e biciclette) è molto più elevato di quello delle quattro ruote: più di 3,6 morti ogni 100 mezzi coinvolti in incidente, rispetto all’1,3 delle auto.

Al vertice delle tratte più pericolose per le due ruote, la SS 001 Aurelia in Liguria, il Grande Raccordo Anulare di Roma, la SS 145 Sorrentina in provincia di Napoli, la SS 249 Gardesana Orientale in provincia di Verona, la SS 114 orientale Sicula in provincia di Messina.

PEDONI

Tra le strade con un numero particolarmente elevato di investimenti: Aurelia, Adriatica, Casilina.

CHI MIGLIORA

Rispetto al 2018, nel complesso, le strade nelle quali gli incidenti sono diminuiti in modo consistente: SS 7 quater Domiziana, SS 69 di Val d’Arno, SS 325 di Val di Setta e Val di Bisenzio, SS 222 Chiantigiana, SS 229 del Lago d’Orta, SS 513 di Val d’Enza ed il Raccordo Tangenziale Nord Città di Bologna (Casalecchio-Aeroporto-San Lazzaro).

Genova, da domani al 14 novembre appuntamento con “Il salone del Saper Fare”

Nel porto antico di Genova, presso l’area fieristica Magazzini del Cotone, si svolgerà a partire da martedì 12 novembre alle ore 10 il più grande “villaggio dell’orientamento” d’Italia dedicato agli studenti, ai docenti e alle famiglie.

Il Salone Orientamenti è riservato agli studenti per aiutarli a scegliere consapevolmente l’indirizzo di studio, ma anche ai giovani in cerca di occupazione, agli addetti ai lavori e a tutti i ragazzi che hanno a cuore il proprio futuro.

Tra i progetti che arricchiscono l’iniziativa ci sarà anche il “Tour della Sicurezza” promosso dal Comune di Genova in collaborazione con la Direzione Regionale dell’Inail, la Polizia Locale, la Protezione Civile e l’Automobile Club di Genova.

FIA, ACI per la Sicurezza Stradale

Costruire percorsi di sensibilizzazione riguardo l’educazione stradale, garantendo un capillare coinvolgimento delle scuole, in occasione del 17 novembre, ‘Giornata Mondiale dello Studente’, e in corrispondenza dell’E-Prix di Roma 2020, che si svolgerà il prossimo 4 aprile. Azioni che devono inserirsi in un quadro complessivo in cui istituzioni e stakeholders si impegnino, tramite specifiche sinergie, a promuovere la sicurezza stradale in tutti gli ambiti della società.

Sono i principali obiettivi fissati nel corso di un incontro tra il Presidente della Federazione Internazionale dell’Automobile (FIA) e Inviato Speciale del Segretario Generale delle Nazioni Unite per la Sicurezza Stradale Jean Todt, il Presidente dell’Automobile Club d’Italia (ACI) Angelo Sticchi Damiani e il Sindaco di Roma Capitale Virginia Raggi.

In particolare tra i principali vettori per sviluppare una mobilità sostenibile e accessibile sono stati individuati l’utilizzo dei trasporti elettrici e la realizzazione di reti ciclabili sempre più articolate e sicure. Ma una crescita su scala sia globale che locale della sicurezza in strada non può prescindere da un rafforzamento del profilo informativo ed educativo. E’ stato quindi condiviso un impegno a puntare con forza su campagne comunicative mirate ai diversi target e bacini di utenza.

E’ infatti fondamentale sensibilizzare i cittadini riguardo l’utilizzo delle cinture di sicurezza, sia sui sedili anteriori che posteriori, sul casco in bicicletta e sui motoveicoli, sul rispetto dei limiti di velocità, sui danni prodotti dalle sostanze alcoliche e psicotrope.

Tutti strumenti e interventi che, messi a sistema, devono procedere verso una rapida ed esponenziale riduzione delle vittime della strada.

“Pedoni, ciclisti e motociclisti sono tra i soggetti più vulnerabili e rappresentano l’80% dei morti nelle più popolate città europee. Proprio per questo motivo, il tema della sicurezza stradale nelle aree urbane dovrà essere prioritario nei prossimi anni. E’ incoraggiante vedere che la Città di Roma ha deciso di mettersi in prima fila nel promuovere una mobilità sicura, sostenibile ed accessibile”, commenta il Presidente FIA e Inviato Speciale del Segretario Generale delle Nazioni Unite per la Sicurezza Stradale, Jean Todt.

“La sicurezza stradale – dichiara il Presidente dell’Automobile Club d’Italia, Angelo Sticchi Damiani – è un valore assoluto, per gli elevatissimi costi morali e sociali, ma anche per evitare che la generazione giovane – la più colpita in assoluto – venga falcidiata sulle strade. Per questo, sento di dover dire un grandissimo grazie a Jean Todt, per l’intuizione di questi FIA Motorsport Games. Attraverso questa prima, spettacolare, olimpiade dell’automobilismo, infatti, siamo riusciti a riportare, ancora una volta, l’attenzione dell’opinione pubblica su un tema delicatissimo e importantissimo come la sicurezza: infinitamente più elevata in pista rispetto a quanto non sia, purtroppo, sulle nostre strade. Mi fa piacere che la Sindaca Virginia Raggi, intenda lavorare per trasformare Roma in una delle capitali mondiali della sicurezza stradale. È un obiettivo ambizioso, è vero, ma rappresenta una priorità assoluta. Per raggiungerlo l’ACI metterà a disposizione di Roma e dei romani know-how, esperienza, passione, determinazione, e ogni energia e risorsa disponibile, a partire da una sempre più forte sensibilizzazione sulla centralità dei corsi di guida sicura. Da sempre il nostro primo obiettivo è “zero morti sulle strade” e ogni iniziativa che possa aiutarci a perseguirlo è preziosissima”.

“Roma vuole porsi come capofila a livello internazionale in materia di sicurezza stradale. Coniugare il rispetto delle regole e una mobilità sempre più sostenibile deve rappresentare obiettivo primario per tutti i livelli istituzionali. Si tratta di temi in cima alla nostra agenda, che stiamo sviluppando tramite il rafforzamento del trasporto elettrico, investendo sulle piste ciclabili e implementando i momenti di apposita formazione nelle scuole”, conclude il Sindaco di Roma, Virginia Raggi.

Genovesi e la nuova mobilità.

I veicoli elettrici sono il vero futuro della mobilità? Secondo il 54% dei genovesi sì, come rivela l’ultima ricerca dell’Osservatorio Sara Assicurazioni, la compagnia assicuratrice ufficiale dell’Automobile Club d’Italia. Oltre a questi, secondo gli abitanti del capoluogo ligure a popolare le strade delle città italiane saranno sempre più auto connesse (22%) cioè in grado di collegarsi a sistemi di monitoraggio dello stile di guida o app per controllo remoto e auto a guida autonoma (14%). Più scettici sullo sharing: solo il 10% dei genovesi pensa che la condivisione di mezzi privati sia la soluzione più utile.

Il successo di queste innovazioni, tutte ad alto contenuto tecnologico, secondo gli intervistati sarà dettato dalla capacità di migliorare la mobilità. In che modo? Secondo il 42% la tecnologia può ridurre l’impatto ambientale, per il 28% aumenta la sicurezza, riducendo anche il numero di sinistri, e per il 20% consente di risparmiare. Un ulteriore 10% vede un aumento del comfort.

Tecnologia e stili di guida

A proposito di sicurezza, i genovesi sono consapevoli che alla guida non sono proprio irreprensibili: tra i comportamenti da migliorare e su cui intervenire, il 66% degli intervistati indica l’utilizzo dello smartphone, il 46% il mantenimento delle distanze di sicurezza e il 36% i cambi di direzione o corsia improvvisi. Nella lista dei comportamenti proibiti più ricorrenti anche il mancato utilizzo delle frecce (32%), i sorpassi pericolosi (30%), le manovre e frenate brusche (14%) e la guida troppo sportiva (12%).

Grazie alla tecnologia satellitare è oggi possibile tracciare e analizzare le abitudini di guida, monitorandole attraverso un’app, soluzione che sembrano apprezzare in molti: il 54% degli intervistati ritiene aumenti la sicurezza, il 34% che faccia risparmiare su consumi e polizza e il 12% la trova addirittura divertente, come una sorta di gioco. Il 20% la trova invece un po’ invadente.

Oltre al rilevamento dello stile di guida (42%) i genovesi ritengono utili molti servizi tramite app per l’auto. Quali? Si va dalla semplice funzione di navigazione e infotraffico (60%), all’app che aiuta a trovare parcheggio (40%), fino al rilevamento automatico dei danni in caso di incidente (28%).

Auto elettriche e mezzi alternativi

Sono moltissimi (52%) i genovesi propensi all’acquisto di un’auto elettrica o ibrida, sia perché fa risparmiare grazie alla riduzione dei consumi, sia perché può ridurre le emissioni di CO2. Tuttavia, il 48% dei connazionali è ancora restio ad acquistarne una, perché pensa che costi troppo (30%), o non saprebbe dove ricaricarla (10%).

Auto a guida autonoma

Se il problema è l’autista, meglio eliminarlo ed affidarsi ad un software? Secondo la ricerca, il 38% dei genovesi ha una considerazione positiva delle auto a guida autonoma perché più sicure anche per chi di solito non è a suo agio al volante o non pratico dei parcheggi ed anche nel caso in cui si debba affrontare un viaggio – magari anche lungo – e ci si senta stanchi. Tuttavia, il 36% ancora diffida, temendo malfunzionamenti tecnologici e di non poter intervenire e il 26% dichiara che non vorrebbe mai rinunciare al piacere di guidare!

“La tecnologia di scatole nere e app rivoluziona il mondo dell’RC Auto e anche l’esperienza di guida – commenta Marco Brachini, Direttore Marketing, Brand e Customer Relationship di Sara Assicurazioni – Sara dispone di una soluzione che, grazie ai sistemi di rilevamento dello stile di guida, permette di personalizzare davvero la tutela assicurativa, premiando i comportamenti più virtuosi. La visualizzazione su app in tempo reale della performance stimola a migliorare il proprio stile di guida, svolgendo quindi un ruolo di coaching che sensibilizza ad una maggiore sicurezza e, al contempo, premia con sconti chi rispetta le buone norme di guida”

In Italia la prima Edizione dei “Fia Motorsport Games” – 1-3 novembre 2019

Nell’autodromo di Vallelunga ci saranno in gara 176 piloti, appartenenti a 45 nazioni, che si affronteranno in sei discipline sportive.

“Non è certo un caso ed è per l’ACI motivo di particolare orgoglio il fatto che la Fédération Internationale de l’Automobile abbia scelto Roma e l’eccellenza di un circuito internazionale come l’autodromo “Piero Taruffi” di Vallelunga come sedi della prima edizione dei “FIA Motorsport Games”, una sorta di Olimpiadi dello sport dell’auto. Una scelta che premia esperienza, visione e impegno dell’ACI – la Federazione italiana dell’automobilismo sportivo – nel creare le condizioni necessarie a vivere al massimo e al meglio il motor sport di oggi e nel concorrere a costruire quello di domani”.

L’ha dichiarato il Presidente dell’Automobile Club d’Italia e Vicepresidente FIA per lo sport, Angelo Sticchi Damiani, alla vigilia dell’apertura dei “FIA Motorsport Games” che, tra venerdì 1 e domenica 3 novembre prossimi, vedranno gareggiare 176 piloti, di sei discipline sportive (GT, Touring Cars, Formula 4, Drifting, Motorsport digitale, Slalom di kart) in rappresentanza di ben 45 nazioni.

“Si tratta – ha sottolineato Sticchi Damiani – di un implicito riconoscimento dello straordinario sforzo compiuto, in questi anni, dall’ACI nella promozione dello sport dell’auto nel nostro Paese e nella ricerca e formazione dei nuovi talenti, che i vivai della Federazione portano dal Kart alla Formula 1. Uno sforzo che non solo ha consentito di inserire Roma tra le 12 capitali mondiali nelle quali si disputano gli innovativi campionati di Formula E, ma che – lo scorso settembre – ci ha portato a chiudere un accordo storico con F1, per garantire l’inserimento, per i prossimi cinque anni, del Gran Premio d’Italia nel calendario del Campionato del mondo di Formula 1, e il fatto che il GP si correrà nel ‘Tempio della velocità’: quel Monza Eni Circuit che è non solo il più antico ma anche il più veloce e più spettacolare circuito di tutto il motor sport”.

ACI – BOSCH sull’efficacia dei sistemi di assistenza alla guida (ADAS)

L’Automobile Club d’Italia e BOSCH hanno presentato a #ForumAutoMotive a Milano uno studio realizzato dalla Fondazione Filippo Caracciolo di ACI, in collaborazione con il Politecnico di Torino, che valuta l’efficacia dei sistemi di assistenza alla guida (ADAS). La ricerca, basata sui dati provenienti dalle “scatole nere” di un campione di 1,5 milioni di veicoli nel 2017 e 1,8 milioni nel 2018, analizza l’esposizione al rischio di diversi modelli di auto vendute in Italia, considerando per la prima volta i chilometri percorsi dalle vetture. Nei due anni presi in esame, i veicoli hanno percorso rispettivamente 11,5 miliardi di km nel 2017 e 13 miliardi di km nel 2018.

Gli ADAS riducono il rischio di incidentalità

Dall’indagine emerge che un veicolo immatricolato da più di quindici anni presenta quasi il 50% di probabilità in più di essere coinvolto in un incidente grave rispetto a uno immatricolato da soli due anni. I modelli più costosi, con prezzo di listino medio pari a 30.000 euro e dotati di un numero maggiore di sistemi di assistenza alla guida, sono coinvolti in incidente 5,7 volte ogni milione di chilometri, mentre i veicoli con prezzo inferiore ai 15.000 euro sono esposti a un rischio triplo, rimanendo coinvolti fino a 15 volte ogni milione di chilometri percorsi.

Il sistema di assistenza alla frenata aiuta a evitare incidenti stradali

La ricerca valuta l’efficacia specifica di alcuni ADAS e, in particolare, i benefici legati all’utilizzo del sistema di assistenza alla frenata. Alcuni modelli dotati di questa tecnologia, infatti, hanno fino al 38% di probabilità in meno di essere coinvolti in un incidente stradale rispetto alle vetture che ne sono sprovviste. Possono dunque essere evitati fino a 4 incidenti su 10 per i veicoli più costosi, mentre per i modelli della categoria A (mini) e B (utilitarie), fino a 2 su 10. Nonostante questo, però, la diffusione delle auto dotate del sistema di assistenza alla frenata sulle nostre strade è ancora limitata. Solo 1 veicolo su 5 dispone di questa tecnologia di serie: un dato che potrebbe essere facilmente migliorato, considerando che il sistema è potenzialmente disponibile per il 75% dei modelli di veicoli.

Giuseppina Fusco, Presidente della Fondazione Caracciolo e Vice Presidente di Automobile Club d’Italia afferma: “la metodologia sperimentale adottata dalla Fondazione ha dimostrato l’esistenza di un’evidente correlazione fra età del veicolo, dotazioni di sicurezza e rischio di incidentalità. Esiste un’accentuata esposizione al rischio dei veicoli più vecchi e dal prezzo di listino più basso. E’ doveroso correggere questo vulnus e accelerare il processo di messa in sicurezza dei veicoli. Accessibilità significa garantire che le tecnologie per la sicurezza siano presenti su tutti i veicoli, indipendentemente dalla loro fascia di prezzo”.

“I sistemi di assistenza alla guida rappresentano un importante passo avanti nella strada di Bosch verso la mobilità a zero incidenti e zero stress. Per questo, ci impegniamo a sviluppare e perfezionare la nostra gamma di sistemi che non solo semplificano la guida, ma possono anche salvare vite umane” dichiara Gabriele Allievi, Amministratore Delegato Bosch Italia, che aggiunge: “negli ultimi anni, gli standard di sicurezza hanno ricoperto un ruolo sempre più importante nella scelta dell’auto da acquistare. Una tendenza che risponde anche all’obbligo imposto dall’Unione Europea di dotare di un equipaggiamento di sistemi di assistenza alla guida tutti i modelli di nuova omologazione che saranno introdotti sul mercato a partire dal 2022. I veicoli omologati prima di quella data, avranno tempo fino al 2024 per adeguarsi al nuovo regolamento europeo. Il pacchetto salvavita, pensato per preservare la sicurezza di guidatori e passeggeri, includerà funzioni come il sistema di assistenza alla frenata e il sistema di rilevamento del “colpo di sonno”.

 Lo studio è consultabile su: 

http://www.fondazionecaracciolo.aci.it/fileadmin/immagini/studi_ricerca/Il_ruolo_degli_ADAS.pdf

Lista di salvaguardia per le vetture di interesse storico.

“E’ necessario predisporre una ‘lista di salvaguardia’ per avere sotto controllo il parco circolante delle vetture ultra-ventennali.

Oggi è importante tutelare i veicoli di reale interesse storico e rottamare quelli, semplicemente, vecchi, non sicuri e altamente inquinanti” – ha affermato Angelo Sticchi Damiani, presidente dell’Automobile Club d’Italia.

“Non è più pensabile,  – ha aggiunto il presidente dell’ACI  –  che sia un Ente privato a rilasciare il, Certificato di Rilevanza Storica, (CRS) senza alcuna regola o controllo da parte del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti”.

Questo è quanto emerso a Padova nel corso del dibattito sul tema: “La fiscalità e le auto storiche” nello stand ACI Storico dove si sono confrontate le più importanti personalità nel mondo delle auto storiche.

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