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Gino Bruni

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A “Luceverde” il  “Becoming A Mobility Club” Award

“Luceverde” – il canale infomobilità dell’Automobile Club d’Italia – si è aggiudicato il “Becoming A Mobility Club” Award, mentre “Aci Drive” – l’assistente vocale alla guida, basato su intelligenza artificiale – si è classificato al secondo posto nel “Fia Innovation” Award, due prestigiosi riconoscimenti che la Federazione Internazionale dell’Automobile assegna, ogni anno, per promuovere le migliori idee imprenditoriali in tema di innovazione e nuove tecnologie, realizzate dai 101 Automobile Club di Europa, Africa e Medio Oriente.

L’annuncio ufficiale, ieri sera, a Roma, nel corso dell’Assemblea Plenaria della Regione I FIA, tenutasi nell’ambito degli Spring Meeting 2022.

“Questo è il secondo riconoscimento internazionale per ACI Luceverde – ha sottolineato Geronimo La Russa, Presidente di ACI Infomobility e ACMilano – e ne siamo profondamente orgogliosi. Dopo aver ricevuto il premio UNPSA dalle Nazioni Unite, l’impegno del nostro servizio di Infomobilità viene premiato anche dalla Federazione Internazionale dell’Automobile, uno stimolo fondamentale per continuare a muoverci sulla strada dell’innovazione costante al servizio dei cittadini. Un premio che voglio condividere con coloro che sono stati, fin dall’inizio, al nostro fianco nel progetto: le istituzioni locali e la polizia municipale”.

“ACI Drive – ha spiegato Vincenzo Pensa, Direttore della Direzione Sistemi Informativi e Innovazione ACI – sintetizza il nostro impegno attuale sul versante delle tecnologie innovative finalizzato ad aumentare la sicurezza stradale, ad una maggior tutela dell’ambiente e con un occhio al risparmio che, di questi tempi, non è male. Questi sono i tre obiettivi chiave di ACI Drive, l’assistente vocale alla guida, basato su intelligenza artificiale, che fornisce all’automobilista informazioni di sicurezza stradale in tempo reale, monitorando lo stile di guida”.

ACI prima Pa per engagement

L’Automobile Club d’Italia è la prima PA nell’engagement su Facebook, Instagram, Linkedin e Twitter, mentre il numero di cittadini italiani iscritti ai servizi ACI della APP “IO” ha superato i 10 milioni: due risultati che dimostrano come l’ACI rappresenti una delle punte più avanzate dell’intero sistema della PA italiana, sia in tema di digitalizzazione, che di appeal e capacità di dialogo con i social media più diffusi.

Questi gli ID delle pagine ACI: FB @acisocialclub, IG @automobileclubditalia, TW @ACI_Italia, LI Automobile Club d’Italia.

“Le persone – ha dichiarato Ludovico Fois, Consigliere per le Relazioni Esterne e Istituzionali Responsabile della Comunicazione ACI – sono al centro della nostra strategia di comunicazione ed è per questo che ci siamo impegnati sempre di più sulla presenza digitale, semplificando il linguaggio e ampliando il numero di canali, social e app in particolare”.

“Vogliamo parlare alla gente in modo chiaro – ha spiegato Fois – coinvolgere tutti nelle nostre campagne di sicurezza stradale, chiedere la loro opinione sui cambiamenti della mobilità. Vogliamo sapere, in tempo reale, come la pensano, per portare avanti i loro interessi”.

“L’ACI ha sposato con entusiasmo il programma europeo e nazionale dell’agenda digitale – ha dichiarato Vincenzo Pensa, Direttore Sistemi Informativi e Innovazione ACI. Ha completato ancor più velocemente un percorso di trasformazione avviato con l’obiettivo di contribuire al progetto strategico del Paese, offrendo ai cittadini servizi digitali puntuali e di qualità”.

“L’adesione a questo ambizioso programma – ha sottolineato Pensa – ha portato ad una forte presenza sulle piattaforme di servizi digitali nazionali, come l’app IO, che l’ACI, con la quantità e capillarità dei propri contatti, ha contribuito a lanciare e far crescere”.

Secondo un’analisi condotta dall’Istituto Piepoli (https://www.istitutopiepoli.it/2022/01/aci-primo-per-engagement/) su 25 grandi realtà – grandi enti pubblici italiani, paragonabili per la tipologia di lavoro svolto e grandi associazioni senza scopo di lucro – che erogano servizi per la collettività in ambito sportivo, della mobilità, finanziario, di ricerca, l’Automobile Club d’Italia risulta primo per capacità di engagement in tutti i social media analizzati, con una capacità di generare interazioni (like, commenti, ecc.) decisamente più elevata rispetto alle altre organizzazioni.

“L’attività social di ACI – si legge nell’analisi – evidenzia un lavoro intenso che si distingue per l’efficacia, ossia per la capacità di sviluppare engagement tra i suoi follower, soprattutto nel confronto con altri grandi Enti pubblici”.

A fine 2021, il numero di italiani iscritti ai servizi ACI dell’app IO sfiora gli 11 milioni (10.851.000), con un trend in continua crescita che, lo scorso mese di dicembre, ha fatto registrare un significativo +36,65% di iscrizioni, passando dai 206mila di novembre a 281.500.

Nel solo mese di dicembre, inoltre, ACI ha inviato più di 750mila comunicazioni, tra le quali 164.400 comunicazioni di riepilogo CDPD/ADPD, 259mila comunicazioni di AvvisACI e 45.500 comunicazioni di scadenza bollo.

ACI: La transizione energetica della mobilità deve essere sostenibile

“La transizione energetica della mobilità deve essere eco-razionale, quindi sostenibile in chiave ecologica, economica e sociale”. Lo ha affermato il presidente dell’Automobile Club d’Italia, Angelo Sticchi Damiani, aprendo a Roma i lavori della 75a Conferenza del Traffico e della Circolazione. Il confronto istituzionale organizzato dall’ACI, al quale è intervenuto anche il Ministro delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibili, Enrico Giovannini, è stato stimolato dai dati dello studio della Fondazione Filippo Caracciolo, intitolato “Per una transizione eco-razionale della mobilità automobilistica italiana”. Il documento è finalizzato a richiamare l’attenzione politica sulle molteplici variabili dei processi evolutivi in atto, in particolare sull’interazione delle azioni adottate e sugli effetti inquinanti ed ambientali correlati alle possibili scelte di decarbonizzazione.

Tra i tanti spunti offerti dallo studio, ha registrato grande interesse il confronto delle emissioni di CO2 tra auto a benzina, a metano, ibride ed elettriche, calcolate non soltanto in fase di uso, ma tenendo conto dell’intero ciclo di vita dei veicoli e dei carburanti necessari a muoverli. Allo scarico, una utilitaria elettrica fa registrare emissioni nulle di C02 al km, mentre una analoga a benzina produce almeno 0,124 kg di CO2 al km contro 0,103 kg di una a metano e 0,113 kg di una ibrida. Analizzando invece il totale delle emissioni per produrre la stessa vettura ed alimentarla per 75.000 chilometri,  il gap si riduce notevolmente: quella a benzina comporta emissioni complessive di 15,1 tonnellate di CO2, staccando per meno di 3 tonnellate quella elettrica (12,2 t) e seguita a breve distanza dall’ibrida (13,8 t) e da quella a metano (13,1). L’analisi dell’ACI evidenzia anche che le emissioni complessive di CO2 generate dalla produzione, dall’alimentazione e dall’uso di un’elettrica di alta gamma superano notevolmente quelle di un’utilitaria a benzina: 1.646 kg di CO2 contro 1.205 per una percorrenza di 8.500 chilometri.

La ricerca della Fondazione Caracciolo individua la priorità di intervento nello svecchiamento del parco circolante italiano: il 60% delle auto in Italia ha più di dieci anni e 1 su 5 è addirittura ultraventennale. Monitorando il Pm10 e le altre emissioni inquinanti, i mezzi più vecchi impattano sull’ambiente fino a 30 volte più di quelli moderni, oltre ad essere molto più insicuri. Le politiche di facilitazione all’acquisto di veicoli non possono quindi prescindere dalla loro sostituzione: l’acquisto incentivato, senza rottamazione, di 20.000 auto elettriche nuove rispetto ad altrettante Euro6 permette un risparmio di appena 850 kg annui di Pm10, mentre l’avvicendamento di 20.000 veicoli Euro1 con moderni Euro6 comporta un taglio di 23.000 kg di emissioni inquinanti ogni anno. Ecco perché è fondamentale che gli incentivi continuino ad estendersi anche alle più moderne auto usate, favorendo la rottamazione dei 12 milioni di Euro0 fino a Euro3.

Analizzando infine l’impatto ambientale della produzione di energia elettrica con cui muovere le auto a batteria, la Fondazione Caracciolo sottolinea come oggi solo il 39% derivi da fonti rinnovabili, dopo venti anni di continui investimenti strutturali. Per rispettare gli obiettivi definiti a livello internazionale, la produzione da fonti rinnovabili dovrebbe raddoppiare in soli 9 anni. Focalizzando più da vicino l’impatto dello sviluppo della mobilità elettrica sul sistema di approvvigionamento energetico, lo studio dell’ACI accende per la prima volta i riflettori su un fattore chiave nelle future scelte politiche: non riuscendo a soddisfare l’intera domanda energetica con le fonti rinnovabili, il surplus di energia necessario a muovere le tante auto elettriche di domani rischia di essere soddisfatto con il ricorso ai combustibili fossili a maggior impatto ambientale.

“Lo sviluppo della mobilità elettrica è fuori discussione – ha dichiarato Angelo Sticchi Damiani – ma le politiche che devono incentivare e regolare tale sviluppo non possono prescindere dalla valutazione e dalla misurazione dei costi e dei benefici di tutte le tecnologie disponibili ed implementabili, dai biocarburanti avanzati all’idrogeno, stimolando di pari passo il servizio di trasporto pubblico plurimodale”. Il link dello studio: http://www.fondazionecaracciolo.aci.it/fileadmin/immagini/studi_ricerca/Per_una_transizione_ecorazionale_della_mobilita_automobilistica_italiana_2021.pdf

ACI partecipa all’iniziativa #Roadhasevolved

La FIA Region I lancia #RoadHasEvolveduna nuova campagna per la sicurezza stradale 2021 incentrata sui dispositivi di mobilità personale [Personal Mobility Devices (PMD)]. L’iniziativa mira a sensibilizzare il pubblico sulla presenza contemporanea sulla strada di molteplici e diversi tipi di utenti e sull’importanza di condividere la mobilità in sicurezza.

I dispositivi di mobilità personale  – conosciuti anche come Personal Light Electric Vehicles (PLEV) Veicoli elettrici personali leggeri – comprendono  monopattini e monoruota elettrici, biciclette a batteria e altri dispositivi simili: mezzi che sono diventati popolari negli ultimi anni grazie alla loro accessibilità e praticità. Tuttavia le persone non sono sempre consapevoli delle regole e dei rischi che si corrono nell’infrangerle e che possono generare situazioni pericolose o provocare incidenti. Condividere la strada in sicurezza vuol dire rispettarne le regole, essere consapevoli della compresenza degli altri e mantenere viva l’attenzione mentre ci si muove. 

‘I dispositivi di mobilità personale si affiancano alle altre modalità di trasporto e arricchiscono l’offerta di mobilità, contribuendo ad aumentare la multimodalità. Ma la maggiore  offerta non deve comportare maggiori rischi. Dobbiamo fare in modo che questa novità non incida sulla sicurezza e ci riusciremo se ci impegneremo tutti” ha affermato Laurianne Krid, Direttore Generale della FIA Regione I.

La campagna è stata tradotta in 13 lingue, sarà condotta dai Club membri in Europa, Medio Oriente e Africa ed è sostenuta dal FIA Road Safety Grant Programme.

ACI “Autoritratto 2020”

L’amore tra giovani e auto sembra quasi al capolinea: solo 1 “under 25” su 8 (12,2%), infatti, possiede un’auto. Nel 2011, il rapporto era 1 a 5 (20,8%). In dieci anni, il calo è stato del 41,3%. Tra le cause della crescente disaffezione dei giovani per l’auto di proprietà, i costi di gestione (260 € al mese la spesa media per l’auto nel 2020) ma anche il diffondersi di nuove forme di mobilità, come le mini car o il, sempre più frequente, ricorso ad auto, bici e monopattini in condivisione.

In netta controtendenza, le fasce “over 50” della popolazione. Tra 2011 e 2020, infatti, nella fascia di età 51-60 i proprietari di auto sono passati dal 93,98% al 101,13% (+7,6%), in quella 61-70, dal 77,28 al 92,92% (+20,2%), mentre gli “over 70” sono cresciuti, addirittura, del 38,3%, volando dal 46,03% del 2011 al 63,67% dello scorso anno.

Sono questi alcuni dei dati più interessanti tra i molti che emergono dalla lettura di “Autoritratto 2020” – la pubblicazione statistica dell’ACI, che fotografa il parco veicolare di Regioni, Province e Comuni al 31 dicembre 2020 – da oggi online su http://www.aci.it/laci/studi-e-ricerche/dati-e-statistiche/autoritratto.html.

1 AUTO SU 10 (9,6%) HA PIÙ DI 28 ANNI

Troppo vecchio e troppo inquinante risulta, invece, il parco circolante italiano. Addirittura 3 milioni e 800 mila auto – il 9,6% del totale – sono state immatricolate prima del 1993. Per la maggior parte si tratta di Euro 0 che contano, ormai, almeno 28 anni di età!

Campania (18,1%), Calabria (15,7%) e Sicilia (14,1%), le regioni più “anziane”. Trentino Alto Adige (2,9%), Valle D’Aosta (3,1%, grazie all’alta percentuale di autovetture per uso noleggio) e Veneto (6%), le più “giovani”.

SOLO 1 AUTO SU 10 (10,7%) È ECOLOGICA

Ancora troppo poche, le auto ecologiche [GPL: 2.678.656, il 6,7% del parco auto; Metano: 978.832 (2,5%), Ibride: 542.728 (1,4%), Elettriche 53.579 (0,1%)], che, complessivamente, rappresentano il 10,7% del parco, contro il 9,8% del 2019. In valori percentuali, rispetto al totale del circolante, Marche ed Emilia Romagna risultano le Regioni più “verdi” (rispettivamente, 21,3% e 20,4%), seguite da Umbria (15,6%) e Veneto (13,3%). Le Regioni meno “ecologiche”, sono, invece, Valle D’Aosta (3,14%) e Sardegna (3,15%).

In valori assoluti, invece, è l’Emilia Romagna la Regione con il più alto numero di auto ecologiche (quasi 600mila). Seguono Lombardia (576mila) e Campania (447mila). In coda, Valle D’Aosta (7mila) e Molise (20mila).

ELETTRICHE: +67% NELL’ULTIMO ANNO MA SOLO 0,1% DEL PARCO

Decisamente rilevante, almeno in termini percentuali (in valori assoluti, rappresentano solo lo 0,1% del parco), l’aumento delle auto ad alimentazione elettrica (elettriche, ibrido benzina, ibrido gasolio): in media, a livello nazionale, l’incremento tra 2019 e 2020 è stato di quasi il 67%, con picchi del 170% in Valle D’Aosta (dove risultano iscritte molte auto uso noleggio: in Regione vi sono sedi legali di importanti Società) e del 139% in Basilicata.

Mercedes-Benz Italia partner dei Centri di Guida Sicura ACI

Mercedes-Benz Italia ha stretto una partnership biennale con i Centri di Guida Sicura ACI. Un accordo che nasce da una condivisione di valori quali sicurezza, sostenibilità e l’importanza di fare sistema in una delicata fase di transizione, che vede l’industria dell’automotive protagonista della più grande trasformazione della sua storia.

Per i prossimi due anni, i Centri di Guida Sicura ACI di Roma (Vallelunga) e Milano (Lainate) costituiranno un importante punto di riferimento nella valorizzazione di prodotti e strategie di Mercedes-Benz in Italia. La partnership garantirà, infatti, una piattaforma polivalente per lo sviluppo di attività in diversi settori. Dall’impegno nel campo della sicurezza e della sostenibilità, valori che da sempre accomunano Mercedes-Benz Italia e l’Automobile Club d’Italia, alla Driving Performance a bordo della gamma firmata Mercedes-AMG.

“L’accordo con i Centri di Guida Sicura ACI è molto più che una semplice partnership”, ha dichiarato Radek Jelinek, Presidente e CEO di Mercedes-Benz Italia. “È un segnale importante della necessità di fare sistema e creare valore per un settore così importante come quello dell’automotive nel nostro Paese. Allo stesso tempo, rappresenta per noi l’opportunità di poter contare sul supporto e la logistica di strutture di eccellenza, con due hub distribuiti in maniera strategica sul territorio. Tutto questo ci consentirà di mettere in campo numerose attività, con un partner affidabile e di grande valore al nostro fianco.”

“I Centri Guida Sicura ACI sono un’eccellenza europea nella ricerca, nello sviluppo e nella formazione per un livello sempre più elevato di sicurezza stradale”, ha dichiarato Angelo Sticchi Damiani, Presidente dell’Automobile Club d’Italia. “La sicurezza sulle strade per tutti, a partire dai più vulnerabili quali i pedoni e i ciclisti, è difatti il primo obiettivo di ACI. Siamo lieti che Mercedes Benz, costruttore leader nelle tecnologie per la sicurezza, condivida con noi questa missione e certi che il loro apporto incrementerà ulteriormente le capacità dei Centri e la diffusione della cultura della sicurezza.”

L’ incremento tecnologico sui veicoli ha contribuito notevolmente alla sicurezza mentre il fattore umano continua ad essere l’anello debole”, ha dichiarato Carlo Alessi, Presidente di ACI Vallelunga S.p.A. “Per incentivare la sicurezza si può dotare il primo di sistemi di sicurezza attiva, ma è altrettanto necessario che l’uomo sappia gestirli dotandosi delle abilità necessarie per reagire nel modo giusto di fronte agli imprevisti. Avere Mercedes al nostro fianco non è soltanto motivo di orgoglio e prestigio ma è di più, è avere accanto un partner d’eccellenza che da sempre ha creduto alla sicurezza facendo dialogare uomo e veicolo per ottimizzare le potenzialità di entrambi.”

ACI Vallelunga S.p.A., società di Automobile Club d’Italia, rappresenta una realtà unica nel suo genere: la società, partita dalla gestione dell’Autodromo di Vallelunga, gestiste oggi il polo multifunzionale di Vallelunga alle porte di Roma, e dal 2015 il Polo di Lainate alle porte di Milano.

Il progetto di Automobile Club d’Italia è sviluppare su tutto il territorio nazionale impianti motoristici polifunzionali e di guida sicura. Tali impianti contribuiscono alla valorizzazione del territorio attraverso la promozione dell’attività sportiva, dell’Automotive, della sicurezza stradale e del turismo.

ACI Vallelunga organizza i Corsi di Guida Sicura ACI SARA a tutti coloro che hanno un’abilitazione alla guida per auto, moto, scooter, minicar, fuoristrada, veicoli industriali, camper, furgoni, autobus e che utilizzano tali mezzi per lavoro o per diletto, con particolare attenzione ai neo-patentati che rappresentano il 20% degli utenti del centro e ai quali vengono applicati forti sconti.

I corsi, della durata di un giorno (8 ore), oltre alla puntuale formazione in aula, prevedono molteplici esercitazioni pratiche di guida che vengono realizzate su aree idonee e appositamente attrezzate che permettono di svolgere il corso anche con il mezzo privato del cliente: sempre nel rispetto del Codice della Strada e all’insegna della massima sicurezza per gli utenti che vi partecipano. I centri sono dotati di aree esercizio identiche alle infrastrutture stradali (es. larghezza, carreggiata, curve, tornanti, salite e discese, etc.).

Nell’ambito delle iniziative promozionali i Centri Guida Sicura ACI-SARA riservano ai clienti privati di Mercedes che acquistano una vettura nuova Mercedes-Benz o smart, la possibilità di acquistare i corsi di guida sicura auto riservati ai privati ad un prezzo scontato del 30%.

L’ACI intende realizzare attraverso ACI Vallelunga una rete di Centri di Guida Sicura sull’intero territorio nazionale per consentire la facile fruibilità degli stessi dai cittadini, ovviamente tutti con gli stessi standard infrastrutturali e di metodologia didattica. Ad oggi sono operativi 2 Centri: quello di Roma Vallelunga e Milano Lainate.

Per il futuro sono previsti 2 ulteriori Centri di Guida Sicura, uno presso Binetto in provincia di Bari ed un altro in Sicilia.

Turismo – Sicurezza – Educazione Stradale

Promuovere e rilanciare un turismo motoristico sempre più ricco, informato e consapevole delle straordinarie ricchezze del Belpaese, coniugandolo a una mobilità sempre più sicura, responsabile e sostenibile.

È questo, in estrema sintesi, il senso del protocollo firmato – in video collegamento tra il Comune di Maranello e la sede nazionale dell’Automobile Club d’Italia a Roma – da Luigi Zironi, sindaco di Maranello e Presidente dell’Associazione Città dei Motori dell’ANCI (30 Comuni di 12 Regioni, con territori a forte vocazione motoristica, per produzione, sport o cultura), Giuseppina Fusco, Vicepresidente dell’ACI, e Angelo Sticchi Damiani, Presidente dell’ACI e di ACI Storico.

Il protocollo – triennale – prevede un impegno comune sia nello sviluppo del turismo automobilistico e nella promozione delle risorse turistiche, che nella sensibilizzazione, informazione e formazione delle comunità locali in materia di mobilità, sicurezza stradale e conoscenza del territorio.

Secondo Luigi Zironi: “Questo accordo con ACI ha potenzialità straordinarie che, in prospettiva, potranno concretizzarsi in una serie di azioni molto importanti per la ripresa del turismo motoristico. L’intesa appena firmata conferma, ancora una volta, con quanta convinzione stiamo lavorando durante questa pandemia per farci trovare pronti nel momento della ripartenza. E la solidità di un alleato come ACI, che nel settore vanta un’esperienza ineguagliabile anche sul tema fondamentale dell’educazione e della sicurezza stradale, sarà un’ulteriore garanzia per tutta la rete di iniziative e relazioni che stiamo costruendo con tanta passione attorno al ‘Made in Italy’ dei motori”. 

“La creatività, l’intelligenza e le capacità imprenditoriali italiane – ha dichiarato la Vicepresidente dell’ACI, Giuseppina Fusco – hanno dato vita, nel tempo, ad eccellenze assolute nell’ambito dell’automobilismo e del motociclismo. Eccellenze che tutto il mondo ci invidia e che hanno fatto e fanno la fortuna di intere aree del nostro territorio. Una ricchezza che occorre salvaguardare, promuovere, valorizzare, accrescere. È da questa consapevolezza che nasce l’idea di questo protocollo d’intesa, che vedrà ACI, ACI Storico e ‘Città dei Motori’, impegnati a fare tutto quanto in loro potere per far sì che i Comuni e le Aziende italiane che hanno scritto la storia del motorismo mondiale siano sempre più conosciuti, visitati, apprezzati e valorizzati, non solo da addetti ai lavori, esperti e appassionati, ma da turisti di ogni parte del mondo, attratti sia dall’eccellenza delle nostre bellezze che dalla bellezza delle nostre eccellenze”.

“L’Italia – ha sottolineato Angelo Sticchi Damiani, Presidente dell’ACI e di ACI Storico – è Paese di motori. Tra i più grandi, amati e vincenti di sempre. Si può dire che l’auto sia nata qui, non solo perché i papà del motore a scoppio sono italiani, ma anche perché appartengono al Belpaese alcuni tra i marchi, i piloti e le competizioni sportive che hanno contribuito a trasformare il mezzo in mito. Tutto questo, in un territorio letteralmente unico al mondo, dove Storia, bellezze artistiche, culturali, paesaggistiche e naturali animano un territorio particolarmente ricco di distretti motoristici nei quali operano realtà di assoluta eccellenza. ACI, ACI Storico e ‘Città dei Motori’ hanno deciso di unire forze, esperienze, visione e know-how per valorizzare al meglio, di fronte al mondo, questo patrimonio di eccellenze, in una logica nella quale turismo motoristico, educazione e sicurezza stradale e ambientale, si fondano nel nome della definizione e realizzazione di standard di qualità sempre più elevati”.

Arma dei Carabinieri e Aci insieme per la Sicurezza Stradale

L’Arma dei Carabinieri e l’ ACI, Automobile Club d’Italia, hanno sottoscritto un protocollo d’intesa per rafforzare la sinergia istituzionale a favore della sicurezza stradale e della mobilità sostenibile.

Il documento, firmato dal Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, Giovanni Nistri, e dal Presidente dell’ACI, Angelo Sticchi Damiani, alla presenza del Segretario Generale dell’Automobile Club d’Italia, Gerardo Capozza, definisce cinque aree prevalenti di collaborazione: la promozione di iniziative a favore dei giovani in tema di diffusione della cultura della sicurezza stradale, da veicolare anche tramite social network; la realizzazione di corsi, stage e giornate di sensibilizzazione per la formazione alla guida sicura; l’organizzazione di conferenze e incontri su tematiche di interesse comune con finalità educative e divulgative; l’analisi e lo studio dei fenomeni connessi alla mobilità stradale; l’utilizzo dei fondi strutturali ed europei.

L’intesa garantisce anche l’assistenza da parte dell’Arma dei Carabinieri per lo svolgimento delle competizioni sportive motoristiche organizzate dall’Automobile Club d’Italia, oltre ad incoraggiare il processo di adesione dell’Arma a progetti europei, nell’ambito delle attività che ACI svolge nell’interesse comune tra Pubbliche Amministrazioni, anche attraverso la gestione di programmi ed interventi cofinanziati da risorse nazionali e comunitarie.

Sticchi Damiani al terzo mandato come Presidente ACI

L’Assemblea dell’Automobile Club d’Italia ha confermato Angelo Sticchi Damiani Presidente dell’ACI per il quadriennio 2021-2024, con oltre il 94% dei voti.

Leccese, coniugato, due figli, ingegnere civile e stimato progettista di infrastrutture stradali, Sticchi Damiani è al suo terzo mandato al vertice dell’associazione degli automobilisti italiani.

Sotto la sua Presidenza, l’ACI ha “cambiato passo”, a partire dall’importante impulso alla digitalizzazione del PRA, oggi l’amministrazione pubblica più avanzata nella dematerializzazione dei documenti e nella semplificazione dei servizi a utenti privati e operatori professionali, con l’80% delle operazioni richiedibili da remoto, via mail o PEC. Sforzo enorme che si affianca alla avanzata progressiva attuazione, in piena collaborazione con il MIT, del Documento Unico che unifica la Carta di Circolazione e il Certificato di Proprietà.

Digitali – tramite sito ACI o semplici App per smartphone – sono anche quasi tutti i servizi di ACI per l’automobilista, dal pagamento del bollo allo storico soccorso stradale, dall’ avviso di annotazione sul proprio veicolo di un fermo amministrativo, all’avviso di scadenza della patente.

Forte anche l’impegno della Presidenza Sticchi Damiani sul fronte sicurezza stradale con ricerca, formazione e informazione, in particolare per la sicurezza dei pedoni e dei ciclisti, che sulla strada sono i più vulnerabili e ancora troppo spesso vittime. Un impulso concreto in questo senso, è stato dato dalla creazione dei Centri di Guida Sicura, da periodiche campagne nazionali di sensibilizzazione, dallo studio e proposta di soluzioni per ridurre l’incidentalità, dal costante contributo legislativo al Codice della Strada, per improntare le norme al rispetto e alla responsabilità prima che alla sanzione, per sua natura successiva all’infrazione.

È grazie alla passione e all’impegno di Sticchi Damiani se è stato possibile conservare in Italia le più importanti competizioni internazionali, a iniziare dal Gran Premio di Monza di Formula 1, potenziando, al contempo, il movimento sportivo di base: oltre 800 gare all’anno nelle diverse discipline, kart, rally, corse in salite, gare di regolarità. Uno sforzo non per pochi come si potrebbe pensare, anche perché le competizioni automobilistiche sono il principale vettore delle nuove tecnologie che vengono poi applicate ai nostri veicoli, e concorrono anche al PIL del comparto turistico, portando nel mondo l’unicità dell’Italia, anche attraverso competizioni storiche come Mille Miglia o Targa Florio.

Ma il grande lavoro di questi ultimi anni, quello più impattante nella vita di ognuno, è l’impegno portato da ACI per comprendere, definire e attuare la mobilità di domani. Su questo punto il pensiero di Sticchi Damiani è chiarissimo: oggi non esiste qualità della vita senza una qualità della mobilità e le nuove tecnologie – auto elettriche, semi-elettriche, a guida autonoma, connesse – sono fondamentali per pensare alla nuova mobilità ma da sole non bastano a ridurre l’inquinamento da traffico, ad aumentare la sicurezza e a migliorare la sostenibilità economica. Su questa base ACI, prima ad aver portato il car sharing in Italia e prima a realizzare una rete di ricarica per auto elettriche, è diventata centrale nella trasformazione della mobilità con l’obiettivo dichiarato di contribuire allo sviluppo del Paese e al benessere degli italiani. Una sfida dai tempi lunghi, che richiede nuove e diverse infrastrutture, un differente e diffuso approccio dei cittadini, una volontà concorde tra i diversi attori pubblici, a iniziare dai Comuni, e tra i protagonisti privati, a iniziare dai Costruttori.

L’essere un soggetto pubblico ma a base associativa dotato di competenza ed esperienza centenaria, rende ACI,  il soggetto ideale per dare ordine e impulso all’ammodernamento della mobilità italiana, individuale e collettiva, condivisa e delle merci, che è uno dei principali asset competitivi tra le economie nazionali. La vera sfida del XXI secolo, che certamente segnerà la prossima Presidenza e i prossimi anni di attività dell’Automobile Club.

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