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Gino Bruni

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Auto: ACI bando 2035 motori endotermici scelta poco sensata 

 “Un plauso al coraggio e alla chiarezza del Premier Giorgia Meloni – dichiara il Presidente dell’ACI Angelo Sticchi Damiani – che afferma con nettezza una verità ormai diventata verificabile da chiunque.  Ovvero, che la messa al bando delle vetture endotermiche nel 2035 appaia una scelta davvero poco sensata”.

“Già dal 2019, durante l’annuale Conferenza Nazionale del Traffico – sottolinea Sticchi Damiani – l’Automobile Club d’Italia aveva lanciato lo stesso monito, più volte ribadito in questi anni e in tutte le occasioni e sedi possibili. Ci sono adesso le condizioni di scenario per poter ragionare e rivedere finalmente quella scadenza e le politiche che l’hanno generata, pur mantenendo l’obiettivo della riduzione delle emissioni clima alteranti e del raggiungimento della massima sostenibilità ambientale, nell’interesse non solo del comparto automotive nazionale ma anche dei cittadini italiani”.

Le auto più “verdi” secondo “Green Ncap”

I risultati dell’ottava serie di test 2022 con valutazione aggiornata e migliorata:

3 STELLE: Ford Puma a bioetanolo

2,5 STELLE: Ford Puma a benzina e Focus Mild Hybrid, Mercedes – Benz Classe T a benzina

2 STELLE: Kia Sportage Mild Hybrid

1,5 STELLE: Land Rover Range Rover diesel

Green NCAP sottolinea l’impatto positivo del bioetanolo – come combustibile alternativo – sulle emissioni di gas serra.

Green NCAP, nell’ultima valutazione del 2022, ha analizzato sei vetture: Kia Sportage 1.6 T-GDI dotata di un sistema Mild-Hybrid a 48V; Mercedes-Benz Classe T T180; Land Rover Range Rover D350; Ford Focus 1.0 EcoBoost Mild Hybrid e Ford Puma 1.0 EcoBoost Flexifuel, con due diverse alimentazioni: benzina E10 standard e bioetanolo E85, (quasi puro). I risultati dei test hanno dimostrato che il bioetanolo ha notevoli benefici sulla riduzione complessiva dei gas serra e sull’impatto globale sull’ambiente.

ACI: ad agosto ancora segno meno per le auto di seconda mano. 

Ennesimo segno meno ad agosto per il mercato delle quattro ruote di seconda mano. I passaggi di proprietà delle autovetture al netto delle minivolture (trasferimenti temporanei a nome del concessionario in attesa della rivendita al cliente finale) hanno messo a bilancio una contrazione del 5,7% rispetto ad agosto 2021. Per ogni 100 autovetture nuove ne sono state vendute 240 usate nel mese di agosto e 203 nei primi otto mesi dell’anno. Le quattro ruote di seconda mano risultano dunque più del doppio di quelle acquistate sul mercato del nuovo.   

Per quanto riguarda le motorizzazioni, sul mercato dell’usato nel mese di agosto sono sempre le alimentazioni tradizionali (gasolio e benzina) a mantenere saldamente le prime posizioni, mentre la quota delle vetture ibride a benzina, che primeggiano sul mercato del nuovo con una quota mensile del 35,3%, per l’usato superano di poco il 3%. In  aumento dallo 0,2% di agosto 2021 allo 0,5% di agosto 2022 la quota delle elettriche di seconda mano. Nei minipassaggi, infine, si confermano in vetta alla classifica le autovetture diesel (53,6% di quota ad agosto 2022, in calo rispetto ad agosto 2021, quando era il 56,9%), mentre l’incidenza delle ibride a benzina raggiunge il 4,6%.

Bilancio positivo, al contrario, per i passaggi di proprietà dei motocicli che, al netto delle minivolture, ad agosto hanno messo a segno un incremento dell’1,4% rispetto allo stesso mese del 2021.

In totale nei primi otto mesi del 2022 rispetto allo stesso periodo del 2021 i trasferimenti netti di proprietà hanno archiviato flessioni dell’11,3% per le autovetture, del 6,2% per i motocicli e del 9,3% per tutti i veicoli.

I dati sono riportati nell’ultimo bollettino mensile “Auto-Trend”, l’analisi statistica realizzata dall’Automobile Club d’Italia sui dati del PRA, consultabile sul sito www.aci.it .

Prosegue ad agosto la crescita del parco circolante italiano, alimentata dai risultati fortemente negativi registrati sul fronte delle radiazioni. Le radiazioni di autovetture hanno evidenziato un calo del 25,3% rispetto ad agosto 2021, con appena 61.790 pratiche: numero in assoluto più basso per il mese di agosto. Il tasso unitario di sostituzione mensile si attesta pertanto a 0,86 (ogni 100 auto nuove ne sono state radiate 86), scendendo complessivamente a 0,81 nei primi otto mesi dell’anno. Contrazione mensile anche per le radiazioni di motocicli, con una variazione negativa del 7,4% nel mese di agosto rispetto all’analogo mese del 2021.

Da gennaio ad agosto 2022 rispetto allo stesso periodo del 2021 le radiazioni hanno archiviato decrementi del 30,3% per le autovetture, del 2,8% per i motocicli e del 27,8% per tutti i veicoli.

Protocollo d’intesa ICS – ACI per lo sviluppo delle attività sportive automobilistiche

L’Istituto per il Credito Sportivo, banca sociale per lo sviluppo sostenibile dell’Italia attraverso lo Sport e la Cultura, e l’Automobile Club d’Italia hanno sottoscritto un Protocollo d’Intesa per fornire ulteriori supporti allo sviluppo delle attività sportive automobilistiche, attraverso prodotti finanziari e servizi erogati dall’ICS in favore dell’ACI e dei suoi associati.

Fin dalla sua nascita, nel 1905, l’ACI ha seguito e sostenuto l’evoluzione del fenomeno automobilistico in Italia. Con oltre un milione di soci, è oggi in Italia la più grande libera associazione di cittadini, dei quali si propone come rappresentante e portavoce presso le istituzioni nazionali e internazionali riguardo alle tematiche della mobilità, del turismo e dell’ambiente, promuovendo anche eventi sportivi automobilistici.

Elementi centrali dell’accordo, siglato dai presidenti del Credito Sportivo e dell’ACI, Andrea Abodi e Angelo Sticchi Damiani, sono i prodotti “Top of The Sport”, dedicato alle Federazioni Sportive Nazionali, e “Mutuo Light 2.0 – FSN”, per le associazioni e le società affiliate. Al portafoglio delle opportunità l’Istituto ha aggiunto anche il finanziamento di crediti fiscali, il factoring e l’advisory per lo sviluppo di progetti infrastrutturali. 

Il prodotto “Top of The Sport” consente alle federazioni di contrarre un finanziamento a 20 anni e a tasso zero, grazie all’intervento del Fondo dedicato alla contribuzione in conto interessi, per un importo massimo di 6 milioni di euro. La misura è finalizzata a investimenti relativi a realizzazione, ristrutturazione, ampliamento, messa a norma, abbattimento delle barriere architettoniche e sensoriali ed efficientamento energetico delle infrastrutture sportive federali, compreso l’acquisto delle aree relative, purché contestuale alla realizzazione dei predetti interventi. Il finanziamento è accessibile anche per l’acquisto di attrezzature sportive. 

Beneficiari del “Mutuo Light 2.0 – FSN” sono, invece, le Associazioni e le Società affiliate all’Automobile Club d’Italia, che potranno ricevere un finanziamento finalizzato all’acquisto di attrezzature sportive e per realizzare e ristrutturare impianti su tutto il territorio nazionale. L’importo massimo del finanziamento è pari a 60.000 euro, con durata da 2 a 7 anni. 

“La firma del protocollo con l’Automobile Club d’Italia – ha dichiarato il presidente dell’Istituto per il Credito Sportivo, Andrea Abodi – rappresenta un nuovo e stimolante contributo alla collaborazione con un ente pubblico che ha fatto la storia del nostro Paese e continua a svolgere un’importante e diffusa azione sociale e civica, attraverso l’erogazione di servizi al cittadino, anche con la promozione dell’educazione stradale e della mobilità sostenibile. Ringrazio il presidente Sticchi Damiani per la fiducia riposta nella banca dello sport, che metterà a disposizione dell’ACI e dei suoi associati prodotti e servizi dedicati al miglioramento delle infrastrutture e delle attività sportive automobilistiche, da sempre cenacolo di passioni in grado di promuovere non solo i nostri territori, ma anche il marchio ‘Italia’ a livello internazionale”. 

“Questo accordo è un passo importante per il motorsport italiano – ha affermato il presidente dell’Automobile Club d’Italia, Angelo Sticchi Damiani – in un momento in cui sono particolarmente intensi gli sforzi per garantire il palcoscenico mondiale alla nostra grande tradizione motoristica. A Monza e a Imola per la Formula 1, ma non solo. Non possiamo assolutamente sbagliare i tempi, dettati dal calendario e dalle opportunità che si profilano giorno per giorno. Avere il supporto del Credito Sportivo, anche a fronte dei finanziamenti già concessi, è un fatto importantissimo che massimizza l’efficacia delle nostre sinergie istituzionali con il Governo e le Regioni”.

Nella foto: a sinistra il presidente ACI, Angelo Sticchi Damiani, e a destra il presidente ICS, Andrea Abodi

A “Luceverde” il  “Becoming A Mobility Club” Award

“Luceverde” – il canale infomobilità dell’Automobile Club d’Italia – si è aggiudicato il “Becoming A Mobility Club” Award, mentre “Aci Drive” – l’assistente vocale alla guida, basato su intelligenza artificiale – si è classificato al secondo posto nel “Fia Innovation” Award, due prestigiosi riconoscimenti che la Federazione Internazionale dell’Automobile assegna, ogni anno, per promuovere le migliori idee imprenditoriali in tema di innovazione e nuove tecnologie, realizzate dai 101 Automobile Club di Europa, Africa e Medio Oriente.

L’annuncio ufficiale, ieri sera, a Roma, nel corso dell’Assemblea Plenaria della Regione I FIA, tenutasi nell’ambito degli Spring Meeting 2022.

“Questo è il secondo riconoscimento internazionale per ACI Luceverde – ha sottolineato Geronimo La Russa, Presidente di ACI Infomobility e ACMilano – e ne siamo profondamente orgogliosi. Dopo aver ricevuto il premio UNPSA dalle Nazioni Unite, l’impegno del nostro servizio di Infomobilità viene premiato anche dalla Federazione Internazionale dell’Automobile, uno stimolo fondamentale per continuare a muoverci sulla strada dell’innovazione costante al servizio dei cittadini. Un premio che voglio condividere con coloro che sono stati, fin dall’inizio, al nostro fianco nel progetto: le istituzioni locali e la polizia municipale”.

“ACI Drive – ha spiegato Vincenzo Pensa, Direttore della Direzione Sistemi Informativi e Innovazione ACI – sintetizza il nostro impegno attuale sul versante delle tecnologie innovative finalizzato ad aumentare la sicurezza stradale, ad una maggior tutela dell’ambiente e con un occhio al risparmio che, di questi tempi, non è male. Questi sono i tre obiettivi chiave di ACI Drive, l’assistente vocale alla guida, basato su intelligenza artificiale, che fornisce all’automobilista informazioni di sicurezza stradale in tempo reale, monitorando lo stile di guida”.

ACI prima Pa per engagement

L’Automobile Club d’Italia è la prima PA nell’engagement su Facebook, Instagram, Linkedin e Twitter, mentre il numero di cittadini italiani iscritti ai servizi ACI della APP “IO” ha superato i 10 milioni: due risultati che dimostrano come l’ACI rappresenti una delle punte più avanzate dell’intero sistema della PA italiana, sia in tema di digitalizzazione, che di appeal e capacità di dialogo con i social media più diffusi.

Questi gli ID delle pagine ACI: FB @acisocialclub, IG @automobileclubditalia, TW @ACI_Italia, LI Automobile Club d’Italia.

“Le persone – ha dichiarato Ludovico Fois, Consigliere per le Relazioni Esterne e Istituzionali Responsabile della Comunicazione ACI – sono al centro della nostra strategia di comunicazione ed è per questo che ci siamo impegnati sempre di più sulla presenza digitale, semplificando il linguaggio e ampliando il numero di canali, social e app in particolare”.

“Vogliamo parlare alla gente in modo chiaro – ha spiegato Fois – coinvolgere tutti nelle nostre campagne di sicurezza stradale, chiedere la loro opinione sui cambiamenti della mobilità. Vogliamo sapere, in tempo reale, come la pensano, per portare avanti i loro interessi”.

“L’ACI ha sposato con entusiasmo il programma europeo e nazionale dell’agenda digitale – ha dichiarato Vincenzo Pensa, Direttore Sistemi Informativi e Innovazione ACI. Ha completato ancor più velocemente un percorso di trasformazione avviato con l’obiettivo di contribuire al progetto strategico del Paese, offrendo ai cittadini servizi digitali puntuali e di qualità”.

“L’adesione a questo ambizioso programma – ha sottolineato Pensa – ha portato ad una forte presenza sulle piattaforme di servizi digitali nazionali, come l’app IO, che l’ACI, con la quantità e capillarità dei propri contatti, ha contribuito a lanciare e far crescere”.

Secondo un’analisi condotta dall’Istituto Piepoli (https://www.istitutopiepoli.it/2022/01/aci-primo-per-engagement/) su 25 grandi realtà – grandi enti pubblici italiani, paragonabili per la tipologia di lavoro svolto e grandi associazioni senza scopo di lucro – che erogano servizi per la collettività in ambito sportivo, della mobilità, finanziario, di ricerca, l’Automobile Club d’Italia risulta primo per capacità di engagement in tutti i social media analizzati, con una capacità di generare interazioni (like, commenti, ecc.) decisamente più elevata rispetto alle altre organizzazioni.

“L’attività social di ACI – si legge nell’analisi – evidenzia un lavoro intenso che si distingue per l’efficacia, ossia per la capacità di sviluppare engagement tra i suoi follower, soprattutto nel confronto con altri grandi Enti pubblici”.

A fine 2021, il numero di italiani iscritti ai servizi ACI dell’app IO sfiora gli 11 milioni (10.851.000), con un trend in continua crescita che, lo scorso mese di dicembre, ha fatto registrare un significativo +36,65% di iscrizioni, passando dai 206mila di novembre a 281.500.

Nel solo mese di dicembre, inoltre, ACI ha inviato più di 750mila comunicazioni, tra le quali 164.400 comunicazioni di riepilogo CDPD/ADPD, 259mila comunicazioni di AvvisACI e 45.500 comunicazioni di scadenza bollo.

ACI: La transizione energetica della mobilità deve essere sostenibile

“La transizione energetica della mobilità deve essere eco-razionale, quindi sostenibile in chiave ecologica, economica e sociale”. Lo ha affermato il presidente dell’Automobile Club d’Italia, Angelo Sticchi Damiani, aprendo a Roma i lavori della 75a Conferenza del Traffico e della Circolazione. Il confronto istituzionale organizzato dall’ACI, al quale è intervenuto anche il Ministro delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibili, Enrico Giovannini, è stato stimolato dai dati dello studio della Fondazione Filippo Caracciolo, intitolato “Per una transizione eco-razionale della mobilità automobilistica italiana”. Il documento è finalizzato a richiamare l’attenzione politica sulle molteplici variabili dei processi evolutivi in atto, in particolare sull’interazione delle azioni adottate e sugli effetti inquinanti ed ambientali correlati alle possibili scelte di decarbonizzazione.

Tra i tanti spunti offerti dallo studio, ha registrato grande interesse il confronto delle emissioni di CO2 tra auto a benzina, a metano, ibride ed elettriche, calcolate non soltanto in fase di uso, ma tenendo conto dell’intero ciclo di vita dei veicoli e dei carburanti necessari a muoverli. Allo scarico, una utilitaria elettrica fa registrare emissioni nulle di C02 al km, mentre una analoga a benzina produce almeno 0,124 kg di CO2 al km contro 0,103 kg di una a metano e 0,113 kg di una ibrida. Analizzando invece il totale delle emissioni per produrre la stessa vettura ed alimentarla per 75.000 chilometri,  il gap si riduce notevolmente: quella a benzina comporta emissioni complessive di 15,1 tonnellate di CO2, staccando per meno di 3 tonnellate quella elettrica (12,2 t) e seguita a breve distanza dall’ibrida (13,8 t) e da quella a metano (13,1). L’analisi dell’ACI evidenzia anche che le emissioni complessive di CO2 generate dalla produzione, dall’alimentazione e dall’uso di un’elettrica di alta gamma superano notevolmente quelle di un’utilitaria a benzina: 1.646 kg di CO2 contro 1.205 per una percorrenza di 8.500 chilometri.

La ricerca della Fondazione Caracciolo individua la priorità di intervento nello svecchiamento del parco circolante italiano: il 60% delle auto in Italia ha più di dieci anni e 1 su 5 è addirittura ultraventennale. Monitorando il Pm10 e le altre emissioni inquinanti, i mezzi più vecchi impattano sull’ambiente fino a 30 volte più di quelli moderni, oltre ad essere molto più insicuri. Le politiche di facilitazione all’acquisto di veicoli non possono quindi prescindere dalla loro sostituzione: l’acquisto incentivato, senza rottamazione, di 20.000 auto elettriche nuove rispetto ad altrettante Euro6 permette un risparmio di appena 850 kg annui di Pm10, mentre l’avvicendamento di 20.000 veicoli Euro1 con moderni Euro6 comporta un taglio di 23.000 kg di emissioni inquinanti ogni anno. Ecco perché è fondamentale che gli incentivi continuino ad estendersi anche alle più moderne auto usate, favorendo la rottamazione dei 12 milioni di Euro0 fino a Euro3.

Analizzando infine l’impatto ambientale della produzione di energia elettrica con cui muovere le auto a batteria, la Fondazione Caracciolo sottolinea come oggi solo il 39% derivi da fonti rinnovabili, dopo venti anni di continui investimenti strutturali. Per rispettare gli obiettivi definiti a livello internazionale, la produzione da fonti rinnovabili dovrebbe raddoppiare in soli 9 anni. Focalizzando più da vicino l’impatto dello sviluppo della mobilità elettrica sul sistema di approvvigionamento energetico, lo studio dell’ACI accende per la prima volta i riflettori su un fattore chiave nelle future scelte politiche: non riuscendo a soddisfare l’intera domanda energetica con le fonti rinnovabili, il surplus di energia necessario a muovere le tante auto elettriche di domani rischia di essere soddisfatto con il ricorso ai combustibili fossili a maggior impatto ambientale.

“Lo sviluppo della mobilità elettrica è fuori discussione – ha dichiarato Angelo Sticchi Damiani – ma le politiche che devono incentivare e regolare tale sviluppo non possono prescindere dalla valutazione e dalla misurazione dei costi e dei benefici di tutte le tecnologie disponibili ed implementabili, dai biocarburanti avanzati all’idrogeno, stimolando di pari passo il servizio di trasporto pubblico plurimodale”. Il link dello studio: http://www.fondazionecaracciolo.aci.it/fileadmin/immagini/studi_ricerca/Per_una_transizione_ecorazionale_della_mobilita_automobilistica_italiana_2021.pdf

ACI partecipa all’iniziativa #Roadhasevolved

La FIA Region I lancia #RoadHasEvolveduna nuova campagna per la sicurezza stradale 2021 incentrata sui dispositivi di mobilità personale [Personal Mobility Devices (PMD)]. L’iniziativa mira a sensibilizzare il pubblico sulla presenza contemporanea sulla strada di molteplici e diversi tipi di utenti e sull’importanza di condividere la mobilità in sicurezza.

I dispositivi di mobilità personale  – conosciuti anche come Personal Light Electric Vehicles (PLEV) Veicoli elettrici personali leggeri – comprendono  monopattini e monoruota elettrici, biciclette a batteria e altri dispositivi simili: mezzi che sono diventati popolari negli ultimi anni grazie alla loro accessibilità e praticità. Tuttavia le persone non sono sempre consapevoli delle regole e dei rischi che si corrono nell’infrangerle e che possono generare situazioni pericolose o provocare incidenti. Condividere la strada in sicurezza vuol dire rispettarne le regole, essere consapevoli della compresenza degli altri e mantenere viva l’attenzione mentre ci si muove. 

‘I dispositivi di mobilità personale si affiancano alle altre modalità di trasporto e arricchiscono l’offerta di mobilità, contribuendo ad aumentare la multimodalità. Ma la maggiore  offerta non deve comportare maggiori rischi. Dobbiamo fare in modo che questa novità non incida sulla sicurezza e ci riusciremo se ci impegneremo tutti” ha affermato Laurianne Krid, Direttore Generale della FIA Regione I.

La campagna è stata tradotta in 13 lingue, sarà condotta dai Club membri in Europa, Medio Oriente e Africa ed è sostenuta dal FIA Road Safety Grant Programme.

ACI “Autoritratto 2020”

L’amore tra giovani e auto sembra quasi al capolinea: solo 1 “under 25” su 8 (12,2%), infatti, possiede un’auto. Nel 2011, il rapporto era 1 a 5 (20,8%). In dieci anni, il calo è stato del 41,3%. Tra le cause della crescente disaffezione dei giovani per l’auto di proprietà, i costi di gestione (260 € al mese la spesa media per l’auto nel 2020) ma anche il diffondersi di nuove forme di mobilità, come le mini car o il, sempre più frequente, ricorso ad auto, bici e monopattini in condivisione.

In netta controtendenza, le fasce “over 50” della popolazione. Tra 2011 e 2020, infatti, nella fascia di età 51-60 i proprietari di auto sono passati dal 93,98% al 101,13% (+7,6%), in quella 61-70, dal 77,28 al 92,92% (+20,2%), mentre gli “over 70” sono cresciuti, addirittura, del 38,3%, volando dal 46,03% del 2011 al 63,67% dello scorso anno.

Sono questi alcuni dei dati più interessanti tra i molti che emergono dalla lettura di “Autoritratto 2020” – la pubblicazione statistica dell’ACI, che fotografa il parco veicolare di Regioni, Province e Comuni al 31 dicembre 2020 – da oggi online su http://www.aci.it/laci/studi-e-ricerche/dati-e-statistiche/autoritratto.html.

1 AUTO SU 10 (9,6%) HA PIÙ DI 28 ANNI

Troppo vecchio e troppo inquinante risulta, invece, il parco circolante italiano. Addirittura 3 milioni e 800 mila auto – il 9,6% del totale – sono state immatricolate prima del 1993. Per la maggior parte si tratta di Euro 0 che contano, ormai, almeno 28 anni di età!

Campania (18,1%), Calabria (15,7%) e Sicilia (14,1%), le regioni più “anziane”. Trentino Alto Adige (2,9%), Valle D’Aosta (3,1%, grazie all’alta percentuale di autovetture per uso noleggio) e Veneto (6%), le più “giovani”.

SOLO 1 AUTO SU 10 (10,7%) È ECOLOGICA

Ancora troppo poche, le auto ecologiche [GPL: 2.678.656, il 6,7% del parco auto; Metano: 978.832 (2,5%), Ibride: 542.728 (1,4%), Elettriche 53.579 (0,1%)], che, complessivamente, rappresentano il 10,7% del parco, contro il 9,8% del 2019. In valori percentuali, rispetto al totale del circolante, Marche ed Emilia Romagna risultano le Regioni più “verdi” (rispettivamente, 21,3% e 20,4%), seguite da Umbria (15,6%) e Veneto (13,3%). Le Regioni meno “ecologiche”, sono, invece, Valle D’Aosta (3,14%) e Sardegna (3,15%).

In valori assoluti, invece, è l’Emilia Romagna la Regione con il più alto numero di auto ecologiche (quasi 600mila). Seguono Lombardia (576mila) e Campania (447mila). In coda, Valle D’Aosta (7mila) e Molise (20mila).

ELETTRICHE: +67% NELL’ULTIMO ANNO MA SOLO 0,1% DEL PARCO

Decisamente rilevante, almeno in termini percentuali (in valori assoluti, rappresentano solo lo 0,1% del parco), l’aumento delle auto ad alimentazione elettrica (elettriche, ibrido benzina, ibrido gasolio): in media, a livello nazionale, l’incremento tra 2019 e 2020 è stato di quasi il 67%, con picchi del 170% in Valle D’Aosta (dove risultano iscritte molte auto uso noleggio: in Regione vi sono sedi legali di importanti Società) e del 139% in Basilicata.

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