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Gino Bruni

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Codacons

Codacons – Fca: indagine per frode su emissioni inquinanti.

Se confermate irregolarità soldi pubblici non potranno essere concessi a Fca. Codacons pronta a battaglia legale a tutela automobilisti se confermate emissioni inquinanti

 Aprire indagini anche nel nostro paese e valutare la sospensione del maxi-prestito da 6,3 miliardi di euro chiesto da Fca all’Italia, in attesa degli sviluppi dell’inchiesta della Procura di Francoforte che ha portato oggi a perquisizioni nei confronti di alcune società del gruppo Fca.

A chiederlo il Codacons, pronto ad una battaglia legale se dall’indagine tedesca dovessero emergere irregolarità sul fronte delle emissioni.

Crediamo che il prestito con garanzia statale debba essere sospeso fino a che l’azienda non dimostrerà di essere totalmente estranea alle accuse – afferma il Codacons – Nell’ipotesi in cui le accuse della Procura dovessero trovare fondamento, l’Italia si ritroverebbe a finanziare con soldi pubblici attività illecite di una società privata, e per questo il nostro Governo deve valutare la sospensione del finanziamento in attesa degli sviluppi dell’inchiesta.

E se saranno accertate manomissioni sul fronte delle emissioni, siamo pronti ad avviare una guerra legale contro Fca a tutela degli automobilisti italiani che risulteranno coinvolti nella vicenda – conclude l’associazione.

Dieselgate: Codacons avvia nuova azione contro Volkswagen

Nuova iniziativa legale del Codacons sul fronte dello scandalo “Dieselgate”, stavolta intentata direttamente in Germania, dove ha sede la casa automobilistica.

Ad aprire la strada ai risarcimenti in favore degli automobilisti la Corte Federale che ha emesso una sentenza storica condannando la società al risarcimento del danno nei confronti del proprietario un’auto truccata. La decisione ha sostanzialmente affermato il diritto del consumatore alla restituzione dell’automobile alla casa automobilistica e al rimborso del prezzo pagato detratti unicamente i km percorsi.

Un principio importantissimo quello espresso dalla giurisprudenza tedesca, che potrebbe aprire la strada non solo in Germania ma in tutta Europa al risarcimento del danno nei confronti di migliaia di consumatori rimasti ancora senza tutela.

A fronte dell’inerzia delle istituzioni italiane sullo scandalo “Dieselgate e in considerazione dell’importante principio affermato dalla Corte Federale tedesca, il Codacons – che ha già ricevuto mandato da oltre 7mila automobilisti italiani per agire nei confronti della casa automobilistica – ha deciso quindi di avviare un’azione risarcitoria collettiva in Germania nei confronti della casa madre tedesca che controlla Volkswagen Italia, Volkswagen AG.  La nuova iniziativa è volta a richiedere in via stragiudiziale in Germania il risarcimento del danno subito da tutti i consumatori aderenti, per aver acquistato un’automobile Volkswagen con motore 1.2, 1.6 e 2.0 TDI, EA189 diesel.

Il Codacons, assieme ad uno studio legale partner in Germania, procederà a chiedere il danno extracontrattuale per pratica commerciale scorretta in accordo alla giurisprudenza tedesca: il 15% del prezzo di acquisto. Il risarcimento dipenderà pertanto dal modello acquistato, con un range indicativamente tra 1500 euro e 6500 euro ad automobilista.

Qualora Volkswagen formuli una proposta risarcitoria, il Codacons provvederà a informare gli aderenti all’azione al fine di raccogliere le volontà di accettare l’accordo, seguendo tutta la fase di perfezionamento dello stesso. Tutta l’attività volta a giungere ad un accordo stragiudiziale non comporterà per gli aderenti alcun anticipo di spesa.

 

Per info e adesioni https://codacons.it/scandalo-dieselgate-agisci-adesso/

Seggiolini anti-abbandono, Codacons: e’ caos.

Sui seggiolini anti-abbandono è il caos più totale. Lo denuncia il Codacons, ricordando che proprio oggi ( 7 novembre 2019) entra in vigore l’obbligo di montare sulle auto che trasportano bambini fino a 4 anni un dispositivo anti-abbandono, per evitare che i bimbi possano essere dimenticati in auto.

“Come al solito un provvedimento importante e utile per la sicurezza dei cittadini si trasforma in un pasticcio a causa della fretta con cui è stata adottata la misura e della mancanza di informazioni alle famiglie – denuncia il presidente Carlo Rienzi – Pochi sono i genitori che conoscono le caratteristiche tecniche che devono avere tali dispositivi, e il rischio è quello di acquistare prodotti non conformi, sprecando soldi e andando incontro a sanzioni”.

“Ma la cosa più grave è che, mentre sui genitori incombe l’obbligo di installare il seggiolino, nulla si sa circa il bonus da 30 euro per l’acquisto del dispositivo inserito del Dl Fisco come incentivo alle famiglie – prosegue Rienzi – Chi avrà diritto a tale bonus e sulla base di quali criteri? E l’incentivo varrà anche su acquisti già effettuati, dal momento che il seggiolino è già obbligatorio?”.

Domande che al momento non hanno risposta e che generano il caos, mentre si profilano numerosi problemi in capo alle famiglie: chi non si doterà del dispositivo rischia infatti multe fino a 326 euro e, in caso di incidente stradale, perde il diritto al risarcimento. Senza contare il rischio speculazioni sui prezzi: l’obbligo darà vita ad una corsa all’acquisto del seggiolino, con i produttori che potranno alzare i prezzi a proprio piacimento speculando sullo stato di necessità dei genitori – conclude il Codacons.

Dieselgate: nuova azione legale del Codacons contro Governo e Volkswagen

Nuova azione legale del Codacons sul caso Dieselgate. L’associazione ha indetto per lunedì 24 giugno una conferenza stampa a Roma per illustrare tutti i dettagli dell’iniziativa e le novità sul fronte dell’inchiesta penale in corso a Verona, nella quale l’associazione è parte offesa.

Nel corso dell’incontro con la stampa il Codacons presenterà i dati sulle conseguenze per l’ambiente e per la salute umana derivanti dalle emissioni falsificate delle auto e una nuova denuncia a 104 Procure contro il Governo italiano (nelle persone dei Ministri dell’Ambiente, della Salute e dello Sviluppo Economico) e la casa automobilistica tedesca, alla luce di un recente studio che ha quantificato i morti in Italia causati dalle emissioni alterate delle automobili diesel, per concorso per omissione in omicidio colposo plurimo. Oltre alla denuncia penale, l’associazione illustrerà un’azione risarcitoria riservata alle vittime del Dieselgate e ai proprietari italiani di automobili del gruppo tedesco coinvolte nello scandalo.

Durante la conferenza, infine, saranno rese note le perizie eseguite dai tecnici incaricati dal Tribunale di Verona sulle auto Volkswagen e Porsche, che attestano, oltre ogni ragionevole dubbio, le alterazioni nelle emissioni e le conseguenze sul fronte ambientale.

Tassa sulle auto, Codacons: pronti a ricorsi contro qualsiasi nuova tassa

Automobilisti categoria più tartassata, usati come bancomat da tutti i governi. Tassa incostituzionale e crea discriminazioni assurde se non accompagnata da misure sul trasporto pubblico

 Pronto alla guerra legale il Codacons contro qualsiasi nuova tassa sulle auto. Lo afferma l’associazione dei consumatori, annunciando battaglia contro l’emendamento che prevede una stangata nei confronti di chi acquista auto a benzina e diesel.

“Non è possibile colpire ancora una volta gli automobilisti, che rappresentano la categoria di utenti più tartassata d’Italia – afferma il presidente Carlo Rienzi – I governi che si sono succeduti negli ultimi anni hanno utilizzato gli automobilisti come “bancomat”, inserendo tasse a loro carico e aumentando le accise ogni volta che serviva reperire risorse economiche e trovare coperture finanziarie, e ancora una volta siamo in presenza di un emendamento teso a colpire unicamente tale categoria di cittadini”.

“In tal senso la tassa sulle auto sarebbe incostituzionale perché introdurrebbe discriminazioni a danno di una sola tipologia di contribuenti e rappresenterebbe esclusivamente un sistema per fare cassa – prosegue Rienzi – L’unica possibilità per il Governo per introdurre un balzello di tale tipo è quella di adottare un pacchetto completo di misure finalizzato a migliorare l’ambiente nelle città, limitare la circolazione delle auto private e potenziare il trasporto pubblico nelle aree a maggiore criticità come Roma, dove i mezzi pubblici sono al collasso. Solo dopo aver fatto questo, sarà possibile prevedere tassazioni sull’acquisto delle auto” – conclude Rienzi.

Tutti gli automobilisti che intendano protestare contro la nuova tassa sulle auto, possono inviare una mail all’indirizzo info@codacons.it e saranno informati circa le iniziative dell’associazione che ha già avviato una convenzione con l’Aci- Automobile Club d’Italia per offrire sempre più tutele alla categoria.

Opel, dieselgate: Codacons pronto a battaglia legale se confermate emissioni falsificate

Il Codacons pronto a nuove iniziative legali in merito allo scandalo “Dieselgate”, dopo l’indagine che vede coinvolta la casa automobilistica Opel e il richiamo di 100.000 vetture per ordine della motorizzazione federale tedesca.

“Chiediamo alle istituzioni italiane – dichiara il presidente Carlo Rienzi – di avviare subito verifiche volte ad accertare se il presunto scandalo riguardi anche il nostro paese, e se circolino in Italia automobili Opel con motori diesel modificati sul fronte delle emissioni”.

Proprio il Codacons fu la prima associazione dei consumatori italiana ad attivarsi sullo scandalo Dieselgate scoppiato nel 2015 e che coinvolse il gruppo Volkswagen, presentando una class action dinanzi al Tribunale di Venezia per conto degli automobilisti danneggiati e partecipando con i propri periti al procedimento penale contro gli amministratori di Volkswagen Italia.

“Siamo pronti ad avviare una battaglia legale a tutela dei proprietari di vetture Opel se sarà accertata l’eventuale falsificazione delle emissioni sulle vetture circolanti in Italia, e invitiamo il Ministero dei Trasporti ad attivarsi con urgenza per compiere tutte le verifiche del caso” – conclude Rienzi.

 

Secondo dati della Motorizzazione tedesca sarebbero 95.000 le auto coinvolte nella manipolazione dolosa del software che regola l’emissione dei gas di scarico in tutta Europa nei modelli euro 6: Zafira, Cascada e Insignia. Già in luglio era stato aperto un procedimento contro i tre modelli Opel. “Indaghiamo per il reato di frode nell’immissione sul mercato di auto diesel con software che manipola i valori sull’emissione dei gas di scarico” ha confermato il procuratore, Nadja Niesen, al quotidiano tedesco che si occupa di economia e finanza, Handelsblatt.

Revisioni auto e moto: Suv e scooter pagano stessa tariffa

La revisione auto, il famoso certificato cui sono obbligati i proprietari di auto e motocicli, finisce al vaglio dell’Antitrust. Il Codacons ha presentato infatti un esposto all’Autorità per la concorrenza e al Ministero dei Trasporti chiedendo di fare luce sui costi del certificato che la legge impone ai cittadini e di modificare le tariffe stabilite per legge.

Il certificato di revisione è un controllo obbligatorio previsto dal Codice della Strada su tutti i veicoli a motore, finalizzato a verificarne le condizioni sul fronte della sicurezza, del livello di emissioni inquinanti e della rumorosità – spiega l’associazione – Le tariffe per ottenere il rilascio del documento sono stabilite dal Ministero dei Trasporti di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze ma il relativo decreto non fa alcuna distinzione tra tipologie di veicolo: ne consegue così che per sottoporre uno scooter a revisione si paga la stessa cifra prevista per un Suv o per un’auto potente e di elevata cilindrata.

Nello specifico per il corrente anno i costi relativi alle operazioni di revisione sono pari 45,00 euro se la revisione è effettuata presso la Motorizzazione e 66,80 euro (Iva inclusa) se la revisione è effettuata presso un’officina autorizzata.

Fermo restando la legittimità dell’obbligo di revisione dei veicoli, con riferimento all’aspetto meramente economico ne emerge, a parere della scrivente associazione, un’evidente disparità di trattamento fra gli utenti/automobilisti, in funzione del mezzo adoperato, ed in ragione della loro capacità contributiva ex art. 53 Cost. – scrive il Codacons nell’esposto – Si chiede pertanto di aggiornare ovvero parametrare le tariffe relative alle operazioni di revisione tenendo conto dei dati del veicolo (cilindrata, modello, data di immatricolazione, alimentazione, allestimento del veicolo, tipo di utilizzo e i km percorsi annualmente) nonché ai dati del proprietario (persona fisica, giuridica o società; residenza, data di nascita e anno di conseguimento della patente; classe di merito e attestato di rischio; numero di sinistri e tipologia; eventuali altre auto possedute in famiglia), previo annullamento in autotutela ai sensi della L. 241/90 del “Regolamento recante la fissazione delle tariffe applicabili alle operazioni di revisione dei veicoli” ex D. Min. Trasporti del 2 agosto 2007, n.161”.

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