Cerca

Gino Bruni

Il mio blog

Tag

Motoveicoli

Auto: mercato dell’usato: avvio d’anno con sprint.

Inizio d’anno molto positivo per il mercato dell’usato, che chiude il mese di gennaio con incrementi mensili a due cifre sia nel settore delle autovetture sia in quello dei motocicli, complice anche la presenza di una giornata lavorativa in più rispetto all’analogo mese del 2017.  I dati sono riportati nell’ultimo bollettino mensile “Auto-Trend”, l’analisi statistica realizzata dall’Automobile Club d’Italia sui dati del PRA, consultabile sul sito www.aci.it

I passaggi di proprietà delle quattro ruote al netto delle minivolture (i trasferimenti temporanei a nome del concessionario in attesa della rivendita al cliente finale) hanno fatto registrare una variazione mensile positiva del 13,7%, che in termini di media giornaliera si trasforma in un aumento dell’8,5% per effetto della giornata lavorativa in più. Per ogni 100 autovetture nuove nel mese di gennaio ne sono state vendute 164 usate.

Incremento a due cifre anche per i passaggi di proprietà delle due ruote che – sempre al netto delle minivolture – hanno messo a bilancio una variazione mensile positiva del 21,9%, (+16,3% in termini di media giornaliera).

Complessivamente per tutti i veicoli nel primo mese del 2018 l’aumento dei passaggi di proprietà, depurati dalle minivolture, si è attestato al 13,6%, che si riduce a +8,4% in termini di variazione giornaliera.

Nel mese di gennaio in forte crescita anche le pratiche di radiazione.

Le radiazioni delle autovetture hanno messo a segno un eclatante aumento del 34,4% rispetto al mese di gennaio 2017 (+28,3% in termini di media giornaliera), grazie soprattutto alle quasi 30.000 radiazioni d’ufficio effettuate nel primo mese del 2018 per conto della Regione Lazio (le demolizioni risultano infatti in crescita dell’8% e le esportazioni quasi del 19%). Il tasso unitario di sostituzione a gennaio risulta dunque pari a 1,02 (ogni 100 auto iscritte ne sono state radiate 102), riducendosi tuttavia al netto delle radiazioni d’ufficio ad un valore di 0,84.

Crescita record per le radiazioni dei motocicli, che a gennaio 2018 hanno fatto registrare un incremento dell’86,5% rispetto all’analogo mese del 2017 (+78% la media giornaliera). Anche in questo caso hanno pesato sul bilancio mensile le quasi 7.000 radiazioni d’ufficio presentate nel corso del mese.

Il bilancio complessivo del primo mese del 2018 evidenzia, per tutti i veicoli in genere, una crescita delle radiazioni del 39,1%, che scende a 32,8% in termini di variazione giornaliera.

Padova: oggi si è conclusa Auto e Moto d’epoca

Si è concluso oggi a Padova la 34a edizione di Auto e Moto d’Epoca, la più importante manifestazione fieristica europea per i veicoli storici che registra un record di presenze grazie alla sua formula sempre più innovativa. Il padiglione  dell’Automobile Club d’Italia ed ACI Storico è stato il più visitato della fiera: oltre 100.000 persone si sono entusiasmate di fronte alle 12 monoposto di Formula1 dal 1927 ai giorni nostri che ACI ha schierato nella mostra “Gran Premio d’Italia – Monza Experience”, allestita per celebrare le 88 edizioni della massima gara italiana e il nuovo ruolo di ACI nella corsa.

Tanto pubblico ha affollato i 30 appuntamenti programmati all’Arena ACI con presentazioni e dibattiti sul motorismo d’epoca e le grandi manifestazioni sportive. Sul maxischermo sono state proiettate le immagini delle performance dei più grandi piloti italiani al simulatore ACI di guida di auto storiche: il giro di Alex Caffi sul circuito virtuale di Monza è stato il più acclamato. Tanti collezionisti hanno apprezzato il servizio ACI di visure al Pubblico Registro Automobilistico per accertare la regolarità dei 5.000 veicoli esposti in fiera prima di completarne l’acquisto. Ad evidenziare l’impegno del Club sui molteplici versanti della mobilità, riflettori puntati anche su tre motocicli Frera del 1916, 1921 e 1924, esposti al padiglione 3 da ACI Global.

Tra le novità annunciate, il nuovo calendario 2018 di “Ruote Nella Storia” con 10 tappe itineranti che faranno uscire dai garage le auto più prestigiose, offrendo agli appassionati l’occasione di ammirare da vicino le perle più belle a quattro ruote: un progetto ambizioso che trova realtà grazie all’impegno della Federazione ACI, forte della sinergia di 106 Automobile Club provinciali.

“La passione è da sempre il motore dell’auto – ha dichiarato il presidente di ACI e ACI Storico, Angelo Sticchi Damiani – e il successo di Auto e Moto d’Epoca dimostra l’attaccamento degli italiani alla tradizione motoristica che ci contraddistingue. Questa passione va però difesa, garantendo un futuro ai veicoli di vero interesse storico con le più idonee azioni di tutela e valorizzazione. Con ACI Storico abbiamo fornito alle istituzioni, alle compagnie assicurative e ai collezionisti gli strumenti più idonei per distinguere univocamente un’auto storica da un’auto vecchia. Il grande successo di pubblico al nostro padiglione misura il consenso crescente e la fiducia nell’ACI e in ACI Storico”.

LA VESPA – una storia tutta italiana

Nel 2016 la Vespa  i 70 anni.

Con oltre 18 milioni di esemplari prodotti dal lontano 1946, Vespa vive, ancora oggi,  uno dei momenti più felici della sua lunga vita.

Dal 2004, quando furono prodotti 58.000 veicoli, la crescita del marchio Vespa è stata spettacolare.  Si sono toccate le 100.000 nel 2006, per arrivare alle quasi 170.000 del 2015.

Oggi Vespa è più che mai un marchio globale, ed è prodotta in tre stabilimenti: Pontedera dove Vespa nasce ininterrottamente dal 1946 e la cui produzione è destinata all’Europa e i mercati occidentali, Americhe comprese; Vinh Phuc, in Vietnam, che serve il mercato locale e i paesi del Far East, ed  in India.

Vespa: Le origini

Fondata a Genova nel 1884 da Rinaldo Piaggio, all’epoca ventenne, la società Piaggio si dedica inizialmente alla costruzione di arredamenti navali per poi estendere la propria attività alla costruzione di carrozze e vagoni ferroviari, motori, tram e carrozzerie speciali per autocarri.

Nel frattempo, con la prima guerra mondiale, Piaggio entra nel settore aeronautico, un business in cui opererà per i decenni a venire. Inizia così la produzione di idrovolanti e aeroplani, come pure l’acquisizione di nuovi stabilimenti: nel 1917 una fabbrica di aerei a Pisa, quattro anni dopo un piccolo stabilimento a Pontedera che sarebbe divenuto il centro della produzione aeronautica di Piaggio (eliche, motori e aerei completi, incluso l’avanzatissimo Piaggio P108 nelle versioni passeggeri e bombardiere). Negli anni che precedono la seconda guerra mondiale, e durante il conflitto, Piaggio è uno dei maggiori produttori italiani di aerei. Proprio per questo rappresentano un obiettivo militare strategico e gli stabilimenti Piaggio di Genova, Finale Ligure e Pontedera escono distrutti dalla II guerra mondiale.

L’invenzione del 1946

I figli di Rinaldo Piaggio, Enrico e Armando, immediatamente dopo la guerra curarono il nuovo avvio della produzione industriale. Il lavoro più duro toccò a Enrico, cui spettava la ricostruzione del grande stabilimento di Pontedera, anche recuperando parte dei macchinari trasferiti a Biella, in Piemonte. Enrico Piaggio optò per una totale riconversione industriale, puntando sulla mobilità individuale di un Paese che usciva dalla guerra. Avrebbe realizzato la sua intuizione, creando allo stesso tempo un veicolo destinato a grandissima celebrità, grazie allo straordinario lavoro progettuale di Corradino D’Ascanio ingegnere aeronautico e geniale inventore.

La nascita di un mito

La Vespa nasce della determinazione di Enrico Piaggio a creare un prodotto a basso costo e di largo consumo. All’approssimarsi della fine della guerra, Enrico studia ogni soluzione per rimettere in moto la produzione nei suoi stabilimenti. A cominciare da quello di Biella, dove venne realizzato un “motorscooter” sul modello delle piccole motociclette per paracadutisti. Il prototipo, siglato MP5, venne battezzato “Paperino” per la sua strana forma: ma non piacque ad Enrico, che incaricò Corradino D’Ascanio di rivedere il progetto.

Il progettista aeronautico non amava però la motocicletta. Secondo lui era scomoda, ingombrante, con gomme troppo difficili da cambiare in caso di foratura; e oltretutto, per via della catena di trasmissione, sporcava. L’ingegnere trovò tuttavia tutte le soluzioni del caso attingendo proprio alla sua esperienza aeronautica. Per eliminare la catena immaginò un mezzo con scocca portante, a presa diretta; per rendere la guida più agevole pensò di posizionare il cambio sul manubrio; per facilitare la sostituzione delle ruote escogitò non una forcella ma un braccio di supporto simile appunto ai carrelli degli aerei. E infine ideò una carrozzeria capace di proteggere il guidatore, di impedirgli di sporcarsi o scomporsi nell’abbigliamento: decenni prima della diffusione degli studi ergonomici, la posizione di guida di Vespa era pensata per stare comodamente e sicuramente seduti, anziché pericolosamente in bilico su una motocicletta a ruote alte.

Dal nuovo progetto di D’Ascanio nacque un mezzo che con il “Paperino” non aveva più nulla a che vedere: una soluzione assolutamente originale e rivoluzionaria rispetto a tutti gli altri esempi di locomozione motorizzata a due ruote. Con l’aiuto di Mario D’Este, suo disegnatore di fiducia, a Corradino D’Ascanio bastarono pochi giorni per mettere a punto la sua idea e preparare il primo progetto della Vespa, prodotto a Pontedera nell’aprile del 1946. Il nome del veicolo fu coniato dallo stesso Enrico Piaggio che davanti al prototipo MP6, dalla parte centrale molto ampia per accogliere il guidatore e dalla “vita” stretta, esclamò: “Sembra una vespa!”. E Vespa fu.

Dallo scetticismo al “miracolo”

La Vespa 98cc viene posta in vendita in due versioni e con due prezzi: 55.000 lire il tipo “normale” e 61.000 lire il tipo “lusso” con alcuni optional quali il contachilometri, la stampella laterale e i raffinati pneumatici con fianco bianco. Addetti ai lavori ed esperti del mercato si divisero: da una parte chi coglieva nella Vespa la realizzazione di un’idea geniale, dall’altra gli scettici di rito destinati a cambiar parere ben presto.

Negli ultimi mesi del ‘47 la produzione inizia a decollare, e con l’anno successivo esce dagli stabilimenti Piaggio la Vespa 125, modello superiore che subito si afferma come successore della prima Vespa 98.

Il “miracolo” Vespa è ormai una realtà, e la produzione cresce incessantemente: se nel ‘46 Piaggio immise sul mercato 2.484 scooter, che diventarono 10.535 l’anno seguente, nel 1948 l’azienda arriva a produrre 19.822 mezzi. Quando poi nel ‘50 la produzione prende il via anche nella prima Licenziataria tedesca, ecco raggiunti i 60.000 mezzi, mentre tre anni dopo ben 171.200 veicoli varcheranno le porte degli stabilimenti.

Anche i mercati esteri guardano con interesse alla nascita dello scooter, che suscita curiosità e ammirazione nei commenti di pubblico e stampa. Il Times parla di “un prodotto interamente italiano come non se ne vedevano da secoli dopo la biga romana”. Enrico Piaggio alimenta allora con tutta la sua tenacia la diffusione di Vespa all’estero, e si fa promotore di una fitta rete di assistenza in tutti i Paesi europei e nel mondo.

 

Immatricolazioni motocicli in Italia

motoNel mese di luglio le immatricolazioni (due ruote motorizzate con cilindrata superiore a 50cc) segnano un decremento con un totale di 22.368 veicoli e un -7,7% rispetto al luglio 2015. Il comparto degli scooter, numericamente più importante, consuntiva 14.827 pezzi e segna un -11,7%. Le moto realizzano 7.541 unità e un +1,2%. I 50cc subiscono un’inversione di tendenza, con 3.003 registrazioni nel mese di luglio, -14,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.

Ancma sta lavorando per tutelare gli utenti, attraverso il controllo delle tariffe assicurative che devono allinearsi al resto d’Europa, modificando lo schema del risarcimento diretto. Sollecitiamo inoltre le modifiche al Codice della Strada che prevedono l’opportunità di usare le corsie preferenziali e l’ingresso delle 125 in autostrada. Sempre in tema di autostrade sempre Ancma porta avanti con successo la campagna “metà ruote metà pedaggio”.

Il 60% del parco circolante ha più di dieci anni di vita e gli spazi di crescita per la sostituzione non mancano.

Nei primi sette mesi del 2016 il mercato italiano delle due ruote motorizzate sviluppa 138.883 immatricolazioni con un incremento del +11,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Gli scooter hanno raggiunto quota 81.865 unità e segnano un +6,9%, mentre le moto mostrano un andamento ancora più dinamico con 57.017 pezzi, pari al +18,6%. Nello stesso periodo i ciclomotori (moto e scooter 50cc) sono in leggero arretramento con 15.044 registrazioni, pari al -2,5%.
Da gennaio a luglio 2016 in Italia sono state vendute complessivamente 153.927 due ruote a motore (immatricolazioni + 50cc), con un incremento di volumi pari al +9,8% rispetto ai primi 7 mesi dell’anno scorso.

Gli scooter 125cc – che si guidano anche con la patente B per l’auto – si conferma il comparto principale, con 29.386 veicoli e un +10,2% rispetto allo scorso anno. Seguono gli scooter 300-500cc con 26.323 unità e un +5,8%. Più contenuta la crescita dei 150-250cc con 19.159 pezzi e un +3,5%. Buono l’andamento dei maxi-scooter oltre 500cc con 6.997 immatricolazioni e un +6,5% rispetto allo stesso periodo del 2015.

Queste le immatricolazioni a Genova nel primo semestre del 2016.

1940 (sino a 125 cc) – 969 (da 126 a 200 cc) – 241 (da 201 a 250 cc) –  1332 (da 251 a 500 cc) – 71 (da 501 a 600 cc) – 351 (da 601 a 750 cc) – 294 (da 751 a 1000 cc) – 287 (oltre 1000 cc).

Blog su WordPress.com.

Su ↑