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Gino Bruni

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Sicurezza Stradale

Osservatorio Continental sulla sicurezza stradale 2019

Certi delle proprie capacità, ma preoccupati dalla distrazione degli altri. Mentre per autisti dei mezzi pesanti non è solo una questione di attenzione.

Che rapporto hanno gli italiani con la sicurezza stradale? Come percepiscono sé stessi e gli altri? In cosa ripongono più fiducia per avere delle strade sicure?  In un contesto in cui la ricerca e l’innovazione fanno progressi costanti per rendere reale una mobilità che includa mezzi a guida autonoma, oggi viviamo ancora in un contesto in cui il 93% degli incidenti deriva dal comportamento del guidatore (dati Ocse) confermando quindi, per ora, l’essere umano come attore protagonista della sicurezza nell’ecosistema strada.

L’Osservatorio Continental sulla Sicurezza Stradale, realizzato con l’istituto di ricerca Euromedia Research, ha posto queste e altre domande al fine di tracciare una fotografia del vissuto, delle percezioni, dei valori e delle aspettative degli utenti della strada in merito alla sicurezza per arrivare a sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza di adottare comportamenti sicuri.

“Si tratta di un osservatorio che poggia la propria origine nel DNA aziendale di Continental – spiega Alessandro De Martino, Amministratore Delegato di Continental Italia – che da oltre 140 anni fa della sicurezza su strada e dell’innovazione tecnologica la propria missione, investendo e producendo, oltre agli pneumatici, tecnologie per rendere i veicoli e le strade sicure e arrivare a ‘Vision Zero’ ovvero una mobilità a zero vittime, zero feriti e zero incidenti sulla strada.

Una visione che consenta a tutti gli utenti, siano essi pedoni, ciclisti, motociclisti, automobilisti e autisti del trasporto pesante di mezzi e persone, di condividere un ecosistema complesso in sicurezza”.

Se da un lato l’Osservatorio evidenzia subito come l’automobile si confermi ancora il mezzo di trasporto più utilizzato (78,2% degli intervistati), fa emergere allo stesso tempo una percezione contraddittoria tra sé e gli altri: infatti l’auto è percepita come il mezzo di trasporto più sicuro per sé (44,1%), e al contempo il più pericoloso dato che gli utenti della strada vivono nella paura di essere investiti (il 68% degli intervistati).

Il 79,5% degli italiani tuttavia non percepisce sé stesso come un pericolo per l’ecosistema strada definendosi “rispettoso delle regole indipendentemente dalla presenza di un controllo” (solo l’8,7%, dichiara di rispettare le regole solo in presenza di un controllo), e assolutamente sicuro delle proprie capacità (l’87,4%) e di sé stesso mentre è alla guida del proprio mezzo di trasporto.

La fiducia per arrivare ad avere una maggiore sicurezza stradale viene riposta in primis nei guidatori e nel loro senso di responsabilità (34,9%) e in secondo luogo in una maggiore severità da parte delle Forze dell’Ordine attraverso una presenza più estesa sulle strade e sulle autostrade (16,7%). La fiducia viene poi riposta, dal 15,5%, nelle aziende che producono automobili e pneumatici attraverso la costante evoluzione di tecnologie in grado di dar vita a nuovi sistemi che aiutino a frenare per tempo e in maniera efficace, a sistemi per il controllo della stabilità in caso di frenata, a sensori di rilevazione della stanchezza, ecc.

La sicurezza stradale è quindi percepita come una questione di attenzione e di prudenza: due dei termini menzionati più frequentemente dagli intervistati quando si chiede loro di definire con una parola la “sicurezza stradale”, che secondo il 88,1% degli italiani è minacciata principalmente dalla distrazione (44,4%) e dalla trasgressione (43,7%).

I guidatori ritengono, infatti, che l’elemento più importante per la sicurezza stradale sia proprio il guidatore (50,1%) seguito, con grande distacco, dai freni (9,7%), dalla segnaletica stradale (6,4%), dai sensori e i sistemi di guida assistita (6,0%) e gli pneumatici (5,3%).

Cosa sono disposti a fare gli italiani per aumentare in generale il livello di sicurezza stradale?

A prestare maggiore attenzione evitando le distrazioni (19,0%); a rispettare le regole e il codice della strada (15,3%) e a ridurre la velocità (11,2%). Il 5,2% conferma di guidare già in modo responsabile e rispettoso delle regole e ritiene di non dover fare nulla.

In questo contesto per gli italiani rispettare il codice della strada significa compiere un atto di responsabilità verso sé stessi e verso gli altri utenti della strada (58,9%, in larga parte uomini con età compresa tra i 45 e i 64 anni); adottare un comportamento che tutela dal rischio di incidenti (27,5%); attuare un comportamento che evita di incorrere in sanzioni (9,2%), mentre per il 2,3% è un limite che impedisce loro di godere appieno delle prestazioni del proprio veicolo.

Quando lo sguardo passa al futuro e a ciò che viene ritenuto un fattore fondamentale sui mezzi di trasporto “personali” di prossima generazione, il 43,5% degli intervistati non ha dubbi e menziona sistemi di sicurezza e di ‘alert’ affidabilissimi in grado di evitare incidenti, il 12,2% sceglie il carburante ecocompatibile, mentre solo il 10,5% menziona le auto con guida autonoma e capaci di interazioni tra veicoli e infrastrutture.

Il 59,2% delle persone interpellate ritiene che i sistemi di assistenza alla guida siano strumenti validi ma che non risolvano il problema della sicurezza stradale; il 37,9% li ritiene comunque fondamentali.

Le percezioni cambiano radicalmente per gli autisti dei mezzi pesanti, il 65,2% dei quali ritiene che la sicurezza stradale non dipenda solo dall’attenzione di ciascun guidatore ma che sia determinata anche da altri strumenti, in primis la segnaletica stradale. Anche supporti tecnologici come sensori capaci di aumentare la percezione dello spazio che circonda mezzi di grandi dimensioni sistemi di frenata automatica e ausili elettronici alla guida sono percepiti come molto importanti per la sicurezza. Loro stessi infatti, rispetto al totale del campione, sono maggiormente consapevoli alla guida del loro mezzo. Secondo loro, infine, il comfort del veicolo rappresenta un fattore fondamentale per i mezzi del futuro, in grado di aumentare la marcia in sicurezza accrescendo in modo significativo il benessere, e quindi la concentrazione, di chi passa molte ore al volante.

“Condividere la strada in sicurezza è per Continental un diritto di tutti ed è l’obiettivo al centro delle attività del Gruppo che, mentre continua a lavorare allo sviluppo di tecnologie e innovazioni in un’ottica di automazione, è fortemente convinto che a nulla possano servire i grandi investimenti nella ricerca se, alla base, non si investe sulla percezione della sicurezza da parte dell’uomo che attualmente è e rimane l’elemento cardine dell’ecosistema strada. Questo impegno è alla base dei programmi e dei progetti dell’azienda in Italia e nel mondo. Il nostro progetto di sensibilizzazione sfrutterà – nei prossimi due mesi – la potenzialità di due importanti piattaforme di comunicazione: BluE – l’evento che porta a Milano durante la Design Week il tema della mobilità elettrica – e il Giro d’Italia 2019 – di cui saremo Safety Sponsor. Portare all’attenzione di tutti un tema che coinvolge ognuno di noi e che, come dimostrato, richiede che non si abbassi la guardia, è il nostro obiettivo.” conclude Alessandro De Martino.

Autopromotec Conference – Stati Generali 2018

Tutto è pronto per Autopromotec Conference – Stati Generali 2018, l’iniziativa che dal 13 al 14  giugno accenderà i riflettori sul futuro dell’aftermarket automobilistico.

A Casalecchio di Reno (BO), nell’Unipol Arena, autorevoli esperti del settore, provenienti da tutto il mondo, si susseguiranno in una serie di tavole rotonde utili a raccogliere spunti e informazioni, conoscere prodotti e soluzioni, in un ambiente di confronto e networking.

A tenere banco nei dibattiti saranno quattro macro argomenti che stanno rivoluzionando il settore della mobilità: digitalizzazione e connettività; elettrificazione; guida autonoma e shared mobility, in cui elemento centrale è il ruolo dell’uomo, fattore chiave del cambiamento, che non subisce le innovazioni tecnologiche, ma ne è l’artefice.

L’autoriparatore che opererà nei prossimi anni sarà, infatti, un tecnico in grado di interpretare le informazioni che arrivano dall’auto, dalle banche dati, dalle attrezzature. Sarà formato e informato per stare al passo con le esigenze tecniche e di sicurezza che le nuove tecnologie impongono.

Una sfida che affascina per il futuro delle aziende italiane e nel mondo.

Nel 2017 sono stati venduti nel mondo 1,3 milioni di veicoli elettrici (tra ibridi plug-in e completamente elettrici). Una cifra che rappresenta l’1% del mercato totale, ma che ha avuto una vera e propria spinta (+58%) rispetto al 2016. Secondo EV-Volumes, società d’analisi svedese, proseguendo all’attuale tasso di crescita, nel 2030 otto nuove auto su dieci saranno elettriche.

E in Italia? Secondo i dati UNRAE, sul fronte delle alimentazioni per il mese di maggio 2018 si è visto un forte calo delle immatricolazioni diesel che segnano un -10,1%, con una quota che scende di oltre quattro punti, fermandosi al 51,7% del mercato. Nel cumulato la flessione è del 4,2%, attestandosi su una rappresentatività del 54,1%. L’altra motorizzazione in calo è il Gpl (-3,5% nel mese e -3,7% in gennaio-maggio), che mantiene stabile la sua quota. In crescita la benzina (+3,1%), che sale al 35,2% in maggio, aumentano le ibride del 12,3% (al 3,9% di quota), raddoppiano i volumi, le vetture a metano (2,8% del totale) e crescono di quasi il 300%, le vetture elettriche: 594 unità rappresentano un risultato mai raggiunto fino ad ora, e seppur ancor considerato un mercato di nicchia, il trend conferma l’arrivo della rivoluzione silenziosa anche in Italia.

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Il programma del convegno sul sito: http://www.autopromotec.com/conference

Mobilità più sicura con la tecnologia

La guida distratta sta portando ad una impennata drammatica di sinistri e perdite di vite umane. 9 su 10 sono gli incidenti da attribuire al fattore umano, tra cui distrazione del conducente, mancata precedenza e velocità non adeguata. Secondo una ricerca americana (VTRC + NHTSA) 8 incidenti su 10 sono causati da una distrazione di soli 3 secondi. Un importante studio internazionale in ambito assicurativo ha dimostrato che, grazie ai sistemi ADAS (Advanced Driver Assistance Systems), è possibile ridurre del 73% le cause di incidente stradale attraverso un semplice allarme sonoro 1,5 secondi prima dell’impatto. Il parco veicoli in Italia è tra i più vecchi d’Europa ma non ci sono risorse sufficienti per garantirne l’auspicabile rinnovo in tempi rapidi. Il sistema anticollisione Mobileye – oggetto dell’accordo con ACI e SARA Assicurazioni – rende tutte le auto più intelligenti e più sicure, anche quelle non di ultima generazione, importando le tecnologie di intelligenza artificiale sui veicoli di ogni età, perfino quelli storici. Il Mobileye è il “co-pilota” ideale per tutti, soprattutto per i giovani e per quegli anziani che non hanno più i riflessi ed i tempi di reazione di una volta. Per tutte queste ragioni e per accrescere gli standard di sicurezza della mobilità SARA Assicurazioni prevede uno sconto del 20% sulla garanzia RCA.
Ecco i 6 elementi, che formano il concetto di sicurezza stradale “integrale” dei sistemi Mobileye.

AVVISO DI COLLISIONE FRONTALE (FCW) – Un veicolo dotato di un allarme di collisione frontale avvisa di una imminente collisione con un veicolo o un motociclo, sia in autostrade che aree urbane, fino a 2.5 secondi prima della collisione, fornendo il tempo necessario per reagire.

MONITORAGGIO DELLA DISTANZA DI SICUREZZA (HMW) – Un veicolo dotato di tale funzione aiuta il guidatore a mantenere la “distanza di sicurezza” dal veicolo che precede e fornisce un avviso se la “distanza di sicurezza” diventa troppo pericolosa.

AVVISO DI COLLISIONE CON PEDONI (PCW) – Un veicolo dotato di un allarme di collisione con pedoni avvisa di una imminente collisione con un pedone, in aree urbane, fornendo il tempo necessario per reagire.

AVVISO DI COLLISIONE CON CICLISTI (CCW) – Un veicolo dotato di un allarme di collisione con ciclisti avvisa di una imminente collisione con un ciclista, in aree urbane, fornendo il tempo necessario per reagire.

AVVISO DI SUPERAMENTO CORSIA (LDW) – Un veicolo dotato di allarme di superamento corsia avvisa con segnali visuali e audio quando c’è una deviazione non intenzionale della striscia che divide le corsie.

AVVISO SUPERAMENTO LIMITE DI VELOCITA’ E LETTURA CARTELLI STRADALI (SLI) – Un veicolo dotato di tale funzione riconosce i segnali stradali e i cartelli dei limiti di velocità (incluso i segnali elettronici) e li segnala al guidatore, anche qualora superasse i limiti di velocità.

A questi sei elementi si aggiunge la dashcam integrata del Modello 7 pix, presentato, in anteprima nazionale, durante la conferenza stampa di Roma:

Sistema telecamera video integrata a fini assicurativi

Una telecamera incorporata nei sistemi Mobileye cattura e sovrascrive un video della strada da percorrere con punti chiave come data e tempo, velocità del veicolo, avvisi Mobileye, violazione del limite di velocità e segnali della vettura attivati. Utilissima nel caso di sinistro senza colpa.

“La sicurezza è un diritto universale – dichiara Angelo Sticchi Damiani, Presidente dell’Automobile Club d’Italia – è con questo accordo estendiamo a tutti, anche quelli che non possono permettersi un veicolo di ultima generazione e “superaccessoriato”, come i giovani e gli anziani, la protezione delle tecnologie ADAS, in grado di salvare vite umane ed incrementare la responsabilizzazione dei conducenti. La guida autonoma è ancora lontana ma la tecnologia che ne è alla base è già fruibile. Grazie a questo accordo ACI si conferma leader nel guidare le scelte e i comportamenti degli automobilisti verso la mobilità del futuro”.

“La sicurezza stradale è da sempre al centro delle nostre attenzioni – ha commentato Alberto Tosti, Direttore Generale di Sara Assicurazioni, Compagnia Assicuratrice ufficiale dell’ACI.  Per questo abbiamo deciso di premiare con uno sconto del 20 per cento sulla RCA gli automobilisti che scelgono dotazioni di sicurezza tecnologicamente avanzate, che possono dare un contributo concreto alla riduzione dell’incidentalità. Riteniamo, infatti, che l’innovazione tecnologica sia uno strumento strategico per migliorare la sicurezza sulle nostre strade.”

“Oggi la tecnologia ci permette di raggiungere traguardi impensabili anche solo qualche anno fa – conclude Raz Peleg, Direttore Europa Centrale/Est Mobileye – Noi siamo convinti che l’innovazione possa migliorare la vita delle persone. È la missione di Mobileye. L’accordo con ACI e SARA Assicurazioni conferma con questi due importanti protagonisti italiani l’impegno verso la sicurezza stradale ed una mobilità sempre più efficiente e sostenibile. L’Italia è la prima per un accordo di questo tipo”.

Tutor: comunicato congiunto Polizia Stradale e Autostrade Per L’italia

In relazione alle notizie pubblicate sulla pronuncia della Corte d’Appello di Roma, relativa al rigetto dell’istanza di sospensione degli effetti del dispositivo della precedente sentenza del 10.4.2018, a proposito dell’utilizzo del sistema Sicve-Tutor sulla rete autostradale, Polizia Stradale e Autostrade per l’Italia precisano che a valle dell’avvenuta disattivazione del sistema continueranno, ciascuna per gli obblighi specificamente loro imposti dalla legge, ad avere cura della sicurezza e della incolumità dei cittadini che viaggiano in autostrada.
Secondo la Corte Autostrade per l’Italia non ha alcun obbligo di installare sistemi di rilevazione della velocità ed è per tali motivi che la Corte d’Appello non ha ritenuto Autostrade per l’Italia legittimata ad ottenere la sospensione dell’esecuzione della sentenza del 10 aprile scorso.
La tutela della sicurezza stradale è in capo alle istituzioni preposte. Polizia Stradale ed Autostrade per l’Italia stanno lavorando per l’attivazione in via sperimentale del nuovo sistema SICVe PM, approvato con provvedimento del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti N. 3338 del 31 maggio 2017

“Dormi meglio, Guida sveglio”: i disturbi del sonno e la guida

“Le apnee notturne sono una patologia sommersa, un immenso iceberg di cui si conosce solo la punta: sono infatti dodici milioni gli italiani adulti a rischio di OSAS (Sindrome delle Apnee Ostruttive nel Sonno) ma solo circa il 20% ne è consapevole, nonostante siano 12.300 i sinistri attribuibili a questa patologia che causano ogni anno 250 morti e oltre 12.000 feriti. FISAR (Fondazione Italiana Salute, Ambiente, Respiro) ha risposto a questa emergenza sociale ideando un progetto concretamente risolutivo del problema”.

L’ha dichiarato Fernando De Benedetto, Responsabile del progetto e Direttore Scientifico della Fondazione Italiana Salute, Ambiente, Respiro che ha partecipato alla presentazione della Campagna d’informazione e sensibilizzazione “Dormi meglio, Guida sveglio” un progetto di prevenzione e screening , promosso da Aci e FISAR , su tutto il territorio nazionale.

Secondo i promotori dell’iniziativa diventa quindi fondamentale accrescere la conoscenza e la consapevolezza della malattia: ACI e FISAR sfruttano il passaggio obbligato del rilascio e – o rinnovo della patente, per cinque milioni di italiani ogni anno, proponendo un “check-up del sonno” a tutela della salute pubblica e della sicurezza stradale.

“Ogni anno muoiono per distrazione più di 500 persone sulle nostre strade: l’uso scorretto dello smartphone è il primo fattore di rischio, ma non vanno sottovalutati i disturbi che compromettono il riposo e pregiudicano l’attenzione alla guida. L’OSAS è uno dei più diffusi e troppi italiani non sanno di soffrirne. Ecco perché ACI è in prima linea nella sensibilizzazione, supportato dai più qualificati esperti del settore: insieme possiamo salvare centinaia di vite, incrementando gli standard di benessere degli individui” – ha dichiarato il Presidente dell’Automobile Club d’Italia Angelo Sticchi Damiani.

Incidenti con moto Liguria prima regione italiana.

Con un sinistro ogni 357 abitanti la Liguria è la regione con la più elevata densità di incidenti dove sono coinvolti motoveicoli.

Nel particolare Genova (1 sinistro ogni 277 cittadini) e Imperia(1/434) sono rispettivamente prima e seconda nella classifica delle province italiane con la più alta frequenza di sinistri con questi mezzi.

Sono i risultati di un’analisi fatta da DAS, compagnia di Generali Italia specializzata nella tutela legale, che per rispondere alle nuove esigenze legate alla mobilità delle persone ha lanciato la soluzione “DAS in movimento”, estendendo le garanzie anche a chi si sposta con hoverboard, segway, bici o qualsiasi altro mezzo.

“Negli ultimi anni – spiega Roberto Grasso, amministratore e direttore generale di DAS – sono cambiate le abitudini e le esigenze di mobilità delle persone e di conseguenza anche i rischi connessi. Purtroppo non sempre gli incidenti sono collegati alla guida di veicoli di proprietà, spesso ci si può trovare coinvolti in spiacevoli eventi anche con auto a noleggio, utilizzando il car sharing, procedendo a piedi, in bicicletta, in moto o sui mezzi pubblici. Se si viaggia all’estero – prosegue Grasso – i rischi si moltiplicano, le normative e le sanzioni previste in caso di violazioni sono diverse in ogni Paese e subentrano inoltre problemi legati alla lingua straniera”.

Risultano pericolose per le moto anche le strade del Savonese, dove DAS ha rilevato un incidente ogni 506 abitanti (4° nella graduatoria nazionale), e dello Spezzino (1/807), al10° posto della graduatoria nazionale. In Liguria tra il 2007 e il 2016 i sinistri che hanno coinvolto delle moto sono diminuiti del 17%, in modo particolare nelle province di La Spezia (-25%) e Savona (-20%) mentre a Genova e Imperia(-16%) il calo degli incidenti è stato in linea con la media regionale.

Con un sinistro ogni 2530 abitanti la Liguria è anche la seconda regione italiana con la più elevata densità di incidenti con motorini. Imperia (1/1669) e Savona (1/1991) occupano rispettivamente la 5° e 7° posizione della graduatoria delle province con la più altra frequenza di incidenti elaborata da DAS. Gli amanti del cinquantino devono prestare attenzione anche sulle strade delle province di Genova, dove è stato rilevato un incidente ogni 2.925 residenti (16° posto nella classifica nazionale) e La Spezia (1/3.746 – 23° posto). Nell’arco temporale preso in esame da DAS i sinistri con motorini in Liguria sono diminuiti del 53%, con riduzioni più significative nello Spezzino (-62%) e leggermente più contenute nelle province di Imperia (-55%), Genova (-53%) e Savona (-43%).

In controtendenza rispetto a quanto rilevato per moto e motorini, gli incidenti con biciclette in Liguria sono aumentati del 16% tra 2007 e 2016, soprattutto a Imperia (+50%), dove DAS ha rilevato un sinistro ogni 3587 abitanti (48° a livello nazionale e 2° in Liguria). Savona è la provincia ligure con la più alta densità di incidenti con i veicoli a pedali (1/1669 – 33°), mentre la situazione tende a migliorare nelle province di La Spezia (1/4911 – 60°) e Genova (1/6570 – 69° tra le province italiane).

La Liguria è anche la terza regione italiana con la più elevata frequenza di incidenti con motocarri (1 sinistro ogni 71.412 cittadini), trainata da Savona (1/28.071) e Imperia (1/30.749) che sono rispettivamente 2° e 4° nella graduatoria delle province con la più alta densità di incidenti elaborata da DAS.

 

Sicurezza stradale: verso nuovi standard Ue

Salvare 25mila vite umane, dimezzando, entro il 2030, sia il numero dei morti sulle strade europee che le lesioni gravi: questi gli obiettivi del “3rd Mobility Package”, un importante pacchetto di misure annunciato dalla Commissione Europea e accolto con favore sia dal Consiglio Europeo per la Sicurezza dei Trasporti (ETSC) che dalla FIA, la Federazione Internazionale dell’Automobile.

La Commissione ha, inoltre, proposto l’adozione di serie su tutte le auto nuove di ISA (Intelligent Speed Assistance – Sistema di Adattamento Intelligente della Velocità) e AEB (Automated Emergency Braking – Sistema Autonomo di Frenata d’Emergenza), tecnologie che potrebbero contribuire a salvare più di 2.000 vite umane ogni anno.

Il più grande passo avanti per la sicurezza stradale in Europa dall’introduzione della cintura di sicurezza”, lo ha definito Antonio Avenoso, Direttore Esecutivo di ETSC.

Nel ricordare che “l’infortunio stradale resta la prima causa di morte per i giovani di tutto il Continente” e che non è “mai abbastanza presto per adottare queste misure essenziali”, Avenoso ha sottolineato come sia “assolutamente decisivo che gli Stati Membri UE e il Parlamento Europeo diano il loro sostegno a questi piani, senza cedimenti alle pressioni delle case automobilistiche, che stanno già tentando di indebolire alcune parti della proposta di sicurezza per i veicoli.”

Italia: le autovetture in circolazione sempre più vecchie.

La dimensione e l’anzianità del nostro parco circolante è un tema noto e , altrettante, note sono le conseguenze critiche su ambiente e sicurezza stradale. Secondo le ultime stime a fine 2017 nel nostro paese circolavano 37.160.000 autovetture, di cui 1,5 milioni di auto Euro 0 e quasi 7,6 milioni rispondenti alle Direttive ante Euro 3 immatricolate prima del 2001, quindi più di 17 anni fa.

A questo ritmo ci metteremo 14 anni per sostituirle tutte le autovetture. Secondo l’ACI, l’anzianità media del parco circolante totale è giunta a sfiorare gli 11 anni.

 

Fonte Unrae

Crescere Sicuri 2018 : programma di educazione stradale

Settimana dell’Educazione Stradale 8-11 maggio, Garlenda (SV)

Il Museo Multimediale della 500 “Dante Giacosa” di Garlenda (SV) anche quest’anno sarà teatro di un progetto didattico dedicato alla sicurezza stradale.

Da martedì 8  a venerdì 11 maggio si terrà infatti la tradizionale “Settimana della Sicurezza Stradale”, organizzata dal Fiat 500 Club Italia, dalla Polizia Stradale di Albenga e con la collaborazione di Comune e ProLoco di Garlenda.

Durante le giornate si susseguiranno visite al Museo “Dante Giacosa” (centro di documentazione per l’educazione stradale) con lezioni a cura della Polizia Stradale per apprendere le regole del buon comportamento sulla strada, approfondimenti sul tema del primo soccorso, grazie all’intervento dei volontari della IRC (Italian Ressurection Council) e della Croce Bianca; Inoltre le forze dell’ordine parleranno ai giovani del loro importante compito e presenteranno i propri mezzi, auto e moto, mostrando il funzionamento.

Saranno circa 800 gli studenti di ogni ordine e grado (dall’asilo alle medie) che giungeranno da tutta la Liguria per trascorrere qualche ora a Garlenda con lo scopo di portare a casa un insegnamento importante.

Piccoli gesti e ricordi possono fare la differenza. “E’ nell’educazione dei ragazzi che possiamo fare molto per il loro futuro: istruire i giovani adesso ad un comportamento responsabile, corretto ed empatico, per tutelare le strade di domani e salvaguardare molte vite” afferma il conservatore del Museo, Ugo Elio Giacobbe. L’obiettivo comune è quello di ridurre il numero di morti su strada che purtroppo, ancora oggi, è assai elevato, con  1.578 vite spezzate nel 2017.

Nell’ambito della manifestazione verrà consegnato venerdì mattina il premio “Crescere Sicuri 2018” all’emittente radiofonica ISORADIO, da sempre accanto agli automobilisti con interessanti programmi di approfondimento, interviste e notizie informative, in diretta collaborazione con la Polizia Stradale.

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