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Gino Bruni

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Per il Covid-19 crollano a marzo i mercati Europei di autovetture.

E’ l’Italia quello colpito più duramente

A Marzo la drammatica crisi da coronavirus causa il crollo di tutti e cinque i Major Markets Europei delle autovetture, che rappresentano tipicamente circa ¾ del mercato totale Europeo.

Nel complesso la diminuzione ammonta al 56%, con una perdita di quasi 750.000 unità (dalle 1.347.000 di Marzo 2019 alle 599.000 attuali), ma le differenze fra i singoli mercati sono estremamente ampie: l’Italia registra il risultato peggiore (-85%), seguita da Francia (-72%) e Spagna (-69%), e quindi – a grande distanza – Regno Unito (-44%) e Germania (-38%).

Ipotizzando per gli altri 25 mercati un calo analogo, nell’ordine del 45/55%, la perdita complessiva di volume in EU+UK+EFTA ammonterebbe a quasi un milione di unità.

Il tracollo, senza precedenti nella storia, si innesta peraltro su una flessione già in atto nel mercato Europeo, che nel primo bimestre aveva registrato un calo di oltre il 7%.

“Il crollo di Marzo – commenta Andrea Cardinali, Direttore Generale dell’UNRAE, l’Associazione delle Case automobilistiche estere – riflette ancora solo parzialmente l’impatto della crisi, e il mese di Aprile si annuncia quindi senz’altro peggiore. È difficile fare previsioni per l’intero anno, ma secondo alcuni centri studi nel 2020 il mercato auto Europeo potrebbe contrarsi sino al 30%, una caduta mai sperimentata in passato”.

“Il calo – continua il Direttore –  potrebbe essere del 25% nel Regno Unito e del 20% in Francia, secondo le rispettive associazioni di categoria. Per l’Italia, UNRAE ipotizza un crollo fra il 32% nel caso migliore e il 46% in quello peggiore, secondo la durata del lock-down”.

 

“L’impatto della crisi – prosegue Cardinali – può essere devastante, su una filiera caratterizzata da imponenti investimenti ed elevati costi fissi in strutture e personale, che rischia di finire presto in ginocchio per i flussi di cassa negativi. Il nostro Paese, colpito per primo e più duramente dall’epidemia in Europa, nonché primo a porre in essere severe restrizioni alla mobilità dei cittadini e alle attività economiche, risulta anche quello con il mercato impattato in modo più drammatico”.

“UNRAE – commenta il Direttore Generale dell’Associazione – esprime apprezzamento per le misure trasversali che il Governo Italiano sta adottando, con la messa in campo di risorse assolutamente straordinarie, per garantire alle migliaia di imprese del settore la liquidità necessaria per sopravvivere a questa crisi epocale, e chiede che tali misure siano rese immediatamente operative e facilmente utilizzabili”.

“Allo stesso tempo, però, la domanda di autoveicoli uscirà prostrata da questo blocco totale, di durata ancora indefinita: UNRAE chiede quindi un sistema integrato di provvedimenti urgenti per rimettere in moto il mercato, non appena le condizioni sanitarie lo consentiranno, sotto un protocollo di sicurezza stringente”.

“In particolare, per le autovetture, il pacchetto che UNRAE ha presentato a media e istituzioni – conclude il Direttore Generale – va nella direzione di sostenere la domanda stimolando lo svecchiamento del parco, nel rispetto degli obiettivi europei sulle emissioni di CO2, e allineando agli standard europei la fiscalità sull’auto aziendale”.

Mercato auto: meno 8,8% a febbraio 2020

Con il tracollo della domanda da parte sia dei privati sia delle società per il mercato Italiano delle autovetture è sempre crisi.

Ad attutire un po’ la caduta del mercato totale è il noleggio che cresce, a doppia cifra, sia nel segmento a breve sia in quello a lungo termine.

Secondo i dati diffusi dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, a Febbraio diminuiscono dell’8,8% le immatricolazioni di autovetture, con 162.793 unità rispetto alle 178.493 dello stesso mese dello scorso anno, quando il mercato si contrasse di oltre il 2%.

“In un contesto di grande incertezza, con un mercato delle autovetture già di per sé depresso – ha commentato Michele Crisci, Presidente UNRAE, l’Associazione delle Case automobilistiche estere – si inserisce la crisi da coronavirus, la cui durata e impatto sono al momento ancora tutti da vedere. I dati dei primi due mesi dell’anno mostrano già il rischio di mettere in ginocchio un settore fondamentale per il PIL italiano, viste le potenziali gravi ripercussioni sulla filiera della distribuzione e dell’assistenza, che conta oltre 160.000 occupati nel nostro Paese”.

“Le aree interessate dal blocco delle attività nell’ultima settimana di febbraio sono ubicate nelle tre regioni che rappresentano oltre 1/3 del mercato auto. L’assenza di traffico nelle concessionarie – continua il Presidente – pur non impattando, se non in modo marginale, il risultato del mese scorso, lascia purtroppo presagire un crollo delle immatricolazioni nei prossimi mesi. Grave segnale si riscontra dal canale dei privati le cui vendite scendono addirittura del 19%, arrivando a pesare solo il 51% del mercato, un dato vicino al minimo storico.”

“Unico raggio di luce nel mercato – conclude Crisci – è l’aumento a tripla cifra della domanda di veicoli a ridotte emissioni, che beneficiano del contributo Ecobonus, misura promossa dal Ministero dello Sviluppo Economico per migliorare la qualità dell’aria e dell’ambiente, che andrebbe assolutamente rafforzata.”

Analizzando la domanda di autovetture per utilizzatori, a Febbraio crollano le immatricolazioni sia di privati sia di società. Rispetto a Febbraio 2019, mentre i privati vedono scendere i propri volumi del 19%, le società registrano una caduta del 13% . All’interno delle immatricolazioni a società, si contraggono sia le auto immatricolazioni (-12%) sia le vendite ad altre società (-15%).

Sul fronte delle alimentazioni si registra un nuovo calo a doppia cifra (-29%) delle immatricolazioni di vetture diesel

In calo anche il benzina (-3,2%) che rappresenta la motorizzazione con la quota di mercato più alta.

Crescita del 91% nel mese per le ibride, con 18.000 unità immatricolate in rappresentanza dell’11% del mercato.

Ottimo il risultato delle vendite di auto elettriche che archiviano un incremento del 900% con 2.500 unità e una quota dell’1,5%. Aumentano dell’80% le vendite di metano a 3.600 unità mentre si contraggono (-12%) quelle di gpl a 9.100 unità.

A Febbraio tutti i segmenti auto archiviano una performance negativa, tranne il segmento A – Piccole (+1,9%) e la nicchia F – Alto di gamma (+7,8%).

Frenata del mercato auto a Gennaio

Inizia male il nuovo anno per il mercato Italiano delle autovetture. Crollo della domanda dei privati. Bene il noleggio, con tassi di crescita in doppia cifra sia nel segmento a breve termine sia in quello a lungo termine. In contrazione anche le società.

Secondo i dati diffusi dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, infatti, a Gennaio diminuisce del 5,9% la domanda di autovetture, con 155.528 unità immatricolate rispetto alle 165.271 dello stesso mese dello scorso anno, quando il mercato diminuì di più del 7%.

“In un quadro economico e geopolitico globale di grande incertezza, con ripercussioni negative sul nostro paese, come evidenziato dalla brutta partenza del mercato auto – ha commentato Michele Crisci, Presidente UNRAE, l’Associazione delle Case automobilistiche estere – l’ultima cosa di cui abbiamo bisogno è un insieme scoordinato di provvedimenti a livello comunale e regionale come quelli a cui abbiamo assistito e stiamo assistendo”.

“Iniziative prive di logica e senza alcun beneficio sulla qualità dell’aria, che hanno invece impattato e stanno impattando in termini gravemente negativi sui consumatori e sul mercato – continua il Presidente – con cancellazioni di ordini e ripensamenti da parte di acquirenti di auto diesel Euro 6, nuove e in linea con le più recenti normative in termini di emissioni”.

“Alla luce di quanto accaduto – continua Crisci – è sempre più evidente l’esigenza di un’azione di coordinamento e armonizzazione nazionale delle misure sulla mobilità e sulla circolazione delle auto. Urgenti appaiono inoltre misure di sostegno alla domanda con l’obiettivo di svecchiare l’attuale parco circolante, con effetti positivi in termini di maggiore sicurezza e minore impatto ambientale”.

“UNRAE auspica quindi – conclude Crisci – che il prossimo tavolo automotive convocato presso il Ministero dello Sviluppo Economico, costruendo su quanto fatto sinora, giunga velocemente all’adozione di misure allo scopo sopra citato e, contestualmente, affronti e definisca un piano nazionale strategico ed efficace atto a favorire lo sviluppo dell’infrastruttura di ricarica e rifornimento per le nuove tecnologie”.

Sul fronte delle alimentazioni si registra un nuovo calo a doppia cifra (-23%) delle immatricolazioni di vetture diesel. In calo anche il benzina (-3,0%)

Crescita dell’82% nel mese per le ibride. Molto positivo il risultato delle vendite di auto elettriche che archiviano un incremento a tripla cifra (+587%) con 1.900 unità e una quota dell’1,2%. Aumentano del 136% le vendite di autovetture alimentate a metano mentre si contraggono (-21%) quelle a Gpl.

Analizzando le aree geografiche, sono in evidenza la tenuta dell’area Nord Orientale (+0,9%) e il crollo delle Isole (-19%). Con tassi tra l’8% e il 10% si contraggono le altre aree.

UNRAE: Modesto incremento (+1,2%) del mercato auto europeo nel 2019 stimolata da noleggio e auto immatricolazioni.   Debole la vendita per i privati.

A Dicembre accelera la ripresa del mercato Europeo, con un +21% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, che tuttavia aveva fatto registrare un crollo del 9% su Dicembre 2017.

Il risultato appare inoltre gonfiato da un massiccio ricorso a immatricolazioni “tattiche” da parte di Case e reti distributive, forse anche in vista dell’introduzione nel 2020 dei nuovi, restrittivi target sulle emissioni di CO2.

Passa quindi in territorio positivo sul filo di lana la performance annua.

Secondo i dati diffusi dall’ACEA, l’Associazione dei Costruttori Europei, a Dicembre le immatricolazioni di autovetture nuove nell’Europa sono state pari a 1.261.742 unità, un aumento del 21,4% rispetto allo stesso mese del 2018.

Chiude con un lieve rialzo dell’1,2% l’intero 2019 a 15.805.752 autovetture rispetto alle 15.624.948 del 2018.

Dall’analisi dei risultati del mese per paese, si ricava una generalizzata crescita delle vendite, con quasi tutti i mercati a doppia cifra e la sola Norvegia in controtendenza.

Il ruolo di locomotiva del mercato Europeo spetta alla Germania (+19,5%, sospinta da società e noleggio) e la modesta, ripresa del Regno Unito (+3,4%, trainata dal noleggio).

Crescono in doppia cifra Francia (+27,7%, spinta dalle auto-immatricolazioni) e Italia (+12,5%, grazie ai forti aumenti di noleggio a lungo termine e auto-immatricolazioni) mentre si espande del 6,6% la Spagna (sorretta da società e noleggio).

Grazie al rush di fine anno, nell’intero 2019, il record di vendite degli ultimi dieci anni spetta alla Germania (+5,0%, caratterizzato da una domanda privata tuttavia debole) e si portano in territorio positivo la Francia (+1,9%) e l’Italia (+0,3%), mentre riducono il passivo Regno Unito (-2,4%) e Spagna (-4,8%), con tutti e cinque i mercati caratterizzati da una fiacca domanda da parte dei privati.

Vendite auto Europa in recupero

Recupera a settembre il mercato europeo ma nei nove mesi resta negativo a -1,6%.

Persiste l’urgenza di politiche che sostengono il settore automobilistico Europeo

Rimbalza a settembre il mercato Europeo dell’automobile: al forte calo di agosto (-8,6%) segue infatti un consistente aumento della domanda di autovetture (+14,4% con un guadagno di 62.140 unità rispetto allo stesso mese del 2018). Pesa tuttavia sul confronto dei due mesi appena trascorsi con i corrispondenti mesi dell’anno scorso l’entrata in vigore a Settembre 2018 delle nuove regole in tema di omologazione e immatricolazione (WLTP).

Secondo i dati diffusi oggi dall’ACEA, l’Associazione dei Costruttori Europei, a settembre le vendite di auto nuove nell’Europa dei 28+EFTA sono state pari a 1.285.494 unità rispetto alle 1.123.354 unità di 12 mesi prima. Con questo risultato si attenua la dinamica negativa della domanda di autovetture nel cumulato annuo, che archivia 12.115.927 immatricolazioni, l’1,6% in meno dei 12.308.191 veicoli del periodo gennaio-settembre dello scorso anno.

Dall’analisi dei risultati del mese per paese, si nota un generalizzato aumento delle vendite con 28 dei 30 paesi analizzati in crescita (con l’eccezione di Bulgaria e Islanda, due mercati marginali).

Analizzando i 5 Major Markets si evincono per il mese di settembre le rilevanti performance, in doppia cifra, di Germania, Francia, Spagna e Italia e il più contenuto incremento del Regno Unito (+1,3%). L’Italia guadagna il 13,4% delle vendite rispetto a settembre 2018, con un calo nei 9 mesi in linea con la depressa tendenza del mercato complessivo (-1,6%).

“Sull’industria automotive globale, paventa una nota società di consulenza, rischia di abbattersi una “tempesta perfetta” – commenta Andrea Cardinali, Direttore Generale dell’UNRAE, l’Associazione delle Case automobilistiche estere – innescata da importanti cambiamenti normativi, tecnologici, economici, geopolitici e sociali in un contesto di declino strutturale della domanda Europea di autovetture”.

“Appare sempre più evidente e pressante, quindi, la necessità di mettere in campo politiche a supporto di un settore che ha enorme valenza sociale, economica e tecnologica anche in Italia. L’auspicio – conclude Cardinali – è che con il tavolo automotive convocato per il 18 ottobre dal Ministro Patuanelli si inizi finalmente ad affrontare in modo serio il problema, e che presto vedano la luce misure sostanziali e strutturali tese efficacemente al rinnovo di un parco tra i più vecchi in Europa”.

Un altro segno meno per l’auto: giugno a -2,1%.

Un nuovo segno negativo ha interessato in giugno il mercato dell’auto che, complice anche un giorno lavorativo in meno, secondo quanto diffuso oggi dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, ha immatricolato 171.626 unità, in flessione del 2,1% rispetto alle 175.273 dello stesso periodo 2018, già caratterizzato a sua volta da un calo del 7% rispetto al 2017.

Il primo semestre, che mediamente copre il 57% dell’immatricolato dell’anno, chiude con una flessione del 3,5% a 1.082.197 vetture, che si confrontano con le 1.121.649 del gennaio-giugno 2018.

In questo scenario, va segnalato un passaggio che sembra testimoniare l’intenzione del Governo di rivedere la fiscalità dell’auto in base all’impatto ambientale generato, come più volte auspicato dall’UNRAE.

Fra le altre azioni relative alla mobilità è prevista una riformulazione del bollo auto sulla base delle emissioni inquinanti della vettura.

“Non può non destare il nostro interesse una misure in tal senso – afferma Michele Crisci, Presidente dell’UNRAE, l’Associazione delle Case automobilistiche estere – che auspichiamo possa effettivamente determinare un veloce rinnovo del parco circolante, intervenendo sui veicoli più anziani e quindi più inquinanti e meno sicuri, senza penalizzare i veicoli di ultima generazione, innovativi e puliti”.

“Ci auguriamo, inoltre, che questo possa essere un primo passo verso una più generale revisione della fiscalità dell’auto, adottando soluzioni in linea con quelle in vigore nei maggiori Paesi europei ed intervenendo in particolare sulla riduzione delle imposte delle auto aziendali e sull’eliminazione del superbollo. Una riforma davvero “sistemica” del regime fiscale sugli autoveicoli dovrebbe riguardare anche la RC, i carburanti, l’usato, i pedaggi, i parcheggi, e quindi determinare un nuovo assetto che premi effettivamente i veicoli più performanti sotto il duplice aspetto dell’ambiente e della sicurezza”.

L’analisi per segmento evidenzia nel mese un incremento a doppia cifra per le city car e l’alto di gamma a fronte di un calo degli altri segmenti; scenario confermato anche dall’analisi al netto del noleggio.

Sul fronte delle carrozzerie in giugno crescono solo crossover, multispazio e sportive, mentre nel semestre l’incremento interessa solo crossover e multispazio. Insieme ai fuoristrada i SUV giungono a coprire il 42,2% del mercato di giugno e il 41,1% del periodo gennaio-giugno.

Dal punto di vista delle aree geografiche nel mese l’unica in territorio positivo è il Nord Est, mentre nel semestre segnano tutte un calo. L’analisi al netto del noleggio rafforza la flessione per le due aree del Nord Italia e per il Centro.

Dati Unrae

Auto si arresta il calo delle vendite in Europa

Dopo 4 mesi di flessione, il mercato europeo dell’automobile fa segnare volumi di vendita in linea con quelli dello scorso anno, registrando un incremento di circa 600 unità.

Secondo l’ACEA, l’Associazione dei Costruttori europei, nel mese di maggio nell’Europa dei 28+EFTA sono state immatricolate 1.443.708 automobili contro 1.443.127 di maggio 2018 (+0,04%). Il cumulato del periodo gennaio-maggio 2019, invece, visti i risultati dei mesi precedenti, resta ancora in territorio negativo (-2,0%), archiviando 6.935.028 vendite contro 7.077.244 dei primi 5 mesi del 2018.

Performance opposte nel mese di maggio tra i 5 Major Markets, con Germania e Francia che aumentano il volume del proprio immatricolato rispettivamente del 9,1% e dell’1,2%, a fronte di Italia, Regno Unito e Spagna che, invece, flettono rispettivamente dell’1,2%, del 4,6% e del 7,3%”.

“Restano molto lontani i tempi in cui l’Italia rappresentava il secondo mercato europeo per dimensioni, – afferma Andrea Cardinali, Direttore Generale dell’UNRAE, l’Associazione delle Case automobilistiche estere – ormai il nostro Paese si posiziona stabilmente al quarto posto, ma con una quota calante sul totale ed un divario crescente dal primo mercato, che resta sempre quello tedesco”.

“Al di là delle singole oscillazioni mensili, guidate anche da fattori stagionali e contingenti dei singoli mercati – conclude Cardinali – bisogna infatti sottolineare che nei primi 5 mesi di quest’anno l’Italia rappresenta appena il 13,5% del mercato EU28 (rispetto al 13,8% dello stesso periodo 2018) e raggiunge solo il 59,7% del mercato tedesco (rispetto al 63,2% dello stesso periodo 2018): a farne le spese non sono solo gli operatori del settore, ma tutto il sistema-Paese.”

(Fonte Unrae)

Aprile: il mercato auto torna un leggero segno positivo.

Dopo tre mesi consecutivi di flessioni, il mercato delle autovetture torna a registrare un leggero segno positivo. Ad aprile, infatti, secondo quanto diffuso dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, c’è stato un incremento delle immatricolazioni dell’1,5% con 174.412 vetture vendute, rispetto alle 171.887 dello stesso periodo 2018.

Il primo quadrimestre dell’anno riduce la flessione del mercato, allineandola ai risultati del primo bimestre, con un -4,6% e 712.196 auto immatricolate.

“Nonostante il risultato di aprile – afferma Michele Crisci, Presidente dell’UNRAE, l’Associazione delle Case automobilistiche estere – lo stato di salute del mercato auto rimane preoccupante e lo stimolo derivante dagli incentivi Ecobonus, peraltro indebolito dall’effetto negativo del Malus sulle vetture a più alte emissioni, potrà attenuare solo parzialmente gli impatti negativi di un contesto economico in peggioramento”.

“La nostra stima per l’anno 2019 – prosegue Crisci – è stata, pertanto, rivista al ribasso da 1.888.500 a circa 1.850.000 immatricolazioni di autovetture, in calo del 3,2% rispetto al 2018 (già in flessione del 3,1% sul 2017), con oltre 60.000 immatricolazioni in meno rispetto alle 1.910.600 dell’intero 2018, e con possibili rischi di ulteriori ribassi”.

Tornando al mercato, l’analisi delle immatricolazioni per fascia di CO2, elaborata dal Centro Studi e Statistiche Unrae, mostra come i risultati di aprile – mese nel quale si sono verificate l’apertura della piattaforma e l’emanazione del Decreto attuativo per l’ottenimento dell’Ecobonus – siano ancora influenzati dall’immatricolazione di vetture ordinate prima del 1° marzo.

Le vetture fino a 70 g/km, che beneficiano del Bonus ma godono già di una loro crescita fisiologica, hanno mostrato immatricolazioni quasi triplicate (+269% in aprile e 1.718 unità), ma anche le fasce penalizzate dal Malus continuano a evidenziare forti incrementi: +137% per quella da 161 a 175 g/km, +31% da 176 a 200 g/km, +113% da 201 a 250 g/km, +12% quella oltre i 250 g/km.

L’analisi della struttura del mercato di aprile sotto il profilo delle motorizzazioni, conferma una drastica riduzione delle vetture diesel (-22,5%), con una quota che scende di oltre dodici punti, per fermarsi al 40,5% del totale (43,1% nel cumulato gennaio-aprile). Parallelamente si incrementano di quasi 1/3 i volumi delle auto a benzina, che sfiorano in aprile il 45% di rappresentatività al 43,3% in gennaio-aprile, e quelli delle vetture ibride (+29,2%), che raggiungono nel mese il 5,4% di quota di mercato. In crescita a doppia cifra anche il Gpl (+12,9%) che rappresenta il 6,9% delle immatricolazioni in aprile e il 6,7% nel 1° quadrimestre. Prosegue la forte flessione del metano, all’1,7% di quota di mercato, mentre le immatricolazioni di auto elettriche triplicano i volumi, allo 0,7% di rappresentatività in aprile.

I segmenti delle piccole e utilitarie si mantengono in aprile in territorio positivo, rispettivamente +20,1% e +1,6%, mentre un leggero calo ha interessato gli altri ad eccezione delle medie superiori (segmento D) che flettono del 10,2%.

Fra le carrozzerie, la migliore performance di crescita continua a interessare i crossover, in aumento a doppia cifra e al 32,1% di rappresentatività. Un leggero incremento ha coinvolto nel mese le immatricolazioni delle berline, sostanzialmente stabili al 48,3% di quota. Fatta eccezione per l’incremento dei coupé, tutte le altre carrozzerie evidenziano in aprile flessioni sostenute.

L’analisi per area geografica conferma in aprile l’ampliamento del distacco fra il Nord Est (dove si concentrano molti operatori del noleggio) e Nord Ovest. Quest’ultimo, infatti, perde il 9,4% dei volumi immatricolati, scendendo di oltre tre punti, al 28% di quota, l’area Nord orientale, invece, evidenzia una crescita di quasi il 10%, portandosi al 38,6% di quota di mercato. In aumento anche il Centro e le Isole, mentre il Sud del Paese perde il 2,8% delle immatricolazioni.

A conclusione dell’analisi del mercato, il mese di aprile ha archiviato 359.751 trasferimenti di proprietà al lordo delle minivolture (i trasferimenti temporanei a nome di un operatore in attesa della rivendita a cliente), lo 0,5% in più dei 358.022 dello stesso periodo 2018. Si mantiene in territorio negativo il 1° quadrimestre che segna una flessione del 4,1% con 1.480.849 passaggi di proprietà che si confrontano con 1.543.486 del gennaio-aprile 2018.

Vendite auto: Il 2019 non parte con il piede giusto

Dopo un 2018 in linea con l’anno precedente, in Europa (28+Efta) il trend appare peggiorare in questo inizio d’anno, visti i risultati del mese di gennaio che, secondo i dati diffusi dall’ACEA, l’Associazione dei Costruttori Europei, fa registrare una contrazione delle vendite del 4,6% nel mese con 1.226.446 autovetture nuove contro 1.286.098 dello stesso mese dello scorso anno, riportando comunque il 2° miglior risultato per lo stesso mese degli ultimi 10 anni.

Da rilevare il risultato negativo in questo inizio anno per ben 23 dei Paesi rilevati, tra cui i 5 Major Markets che arrivano a contrarre i propri volumi anche in maniera incisiva: l’Italia, infatti, segna il 7,5% in meno degli acquisti, in linea con la Spagna a -8,0%. Segno negativo anche per Francia (-1,1%), Germania (-1,4%) e Regno Unito (-1,6%).

“Il settore automotive è un comparto cruciale nell’economia europea – afferma Michele Crisci, Presidente dell’UNRAE, l’Associazione delle Case Automobilistiche estere – considerato che in termini occupazionali impiega oltre 13 milioni di persone e genera un fatturato che rappresenta il 6,8% del Pil europeo”.

“La flessione che si registra in Europa in questo primo mese dell’anno, allineata al trend in peggioramento dell’ultima parte del 2018, non fa ben sperare in un recupero sostenuto per le vendite nel 2019. Come si deduce dai dati, l’Italia è uno dei Paesi a registrare un’importante flessione, vista soprattutto l’incertezza di questo primo bimestre segnata dall’entrata in vigore del bonus-malus il prossimo 1° marzo”. “Il mercato dell’auto – conclude Crisci – è caratterizzato da molta confusione generata negli acquirenti di auto nuove e temiamo che la situazione non possa migliorare visto l’aggravio di una ecotassa, impropria e penalizzante, che si riverserà sull’acquisto di alcuni modelli”.

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